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Tetto in legno con Celenit o con lana di roccia doppia densità?

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I lettori approfittano spesso dello spazio per i commenti nel blog per porre domande sulle stratigrafie che gli vengono proposte dai costruttori, è un modo veloce per togliersi qualche dubbio o ricevere una verifica in fretta.

Francesco questa notte mi ha scritto:

Salve dott. Sampaoli…mi trovo in zona climatica C e sono in procinto di realizzare una villetta con il tetto in legno… mi preoccupa molto la coibentazione del tetto e proprio x questo mi sono fatto realizzare più di un preventivo…di questi preventivi solo due mi hanno colpito in positivo ma non so quale scegliere dato che i prezzi ahimè sono ben differenti….

Prima soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 30 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore Tyvek + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazionea ventilata celenit composta da strato pannello in lana di legno mineralizzata celenit n 30mm. strato pannello in granulato di sughero celenit LSC 80 mm. strato pannello di fibra di legno celenit n 20 mm. + telo traspirante tyvek
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 20 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm. + guaina ardesiata sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto

PREZZO:190 a mq  

Seconda soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 20 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazione con lana di roccia sp. 160 mm. hardrock Energy della (rockwool).
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 12 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto.

PREZZO:160 a mq

Secondo lei con la seconda soluzione riuscirei a non soffrire il caldo estivo? o devo optare X forza X la prima?


Rispondo a Francesco con questo articolo dedicato, proprio perchè alcuni chiarimenti sono utili a tanti lettori nella medesima situazione.


Rispondo come segue:

premesso che il tetto si fa una volta sola, e non si deve sbagliare, come si può decidere la stratigrafia senza un’analisi del pacchetto tetto?

è vero che l’elenco in punti già descrive sommariamente le 2 soluzioni, MA…

  • sono state progettate per garantire la protezione dal caldo?
  • e le prestazioni invernali?
  • avremo un adeguato comfort in tutte le stagioni?
  • è stata fatta la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 ?
  • a proposito di protezione estiva  è ottenuta una Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K ?
  • e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva abbiamo uno sfasamento > 12 ore? che è proprio il minimo minimo minimo!!!!
  • è stata progettata la tenuta all’aria del tetto in legno senza rischi di condense interstiziali?
  • ci sono le indicazioni per una corretta sigillatura di travi passanti da dentro a fuori e altri nodi critici o soluzioni strutturali alternative alle travi passanti per realizzare lo sporto del tetto?
  • e l’analisi della migrazione del vapore attraverso il pacchetto di copertura?

Entrambe le soluzioni, sia quella in sughero + Celenit (lana di legno mineralizzata) che quella in lana di roccia a doppia densità, indicano che l’ultimo strato sopra la coibentazione sarà un pannello OSB (forte freno al vapore) + guaina: questo è un errore progettuale perchè si sta costruendo un pacchetto traspirante dove il vapore dell’ambiente interno è solo regolato (frenato) dal telo posato sul lato caldo ma non potrà mai uscire all’esterno perchè l’ultimo strato non permette la traspirazione. Questo aspetto deve essere chiarito chiedendo se sia previsto uno strato di ventilazione e un telo impermeabile e traspirante con funzione di tenuta al vento.

Parlando di prestazioni estive, e dunque protezione dal caldo, queste stratigrafie NON sono proprio idonee:

  • è vero che il pannello isolante Celenit LSC composto da granulato di sughero naturale compresso + quello Celenit in lana di legno mineralizzata con cemento sembrano offrire una densità enorme e un buon valore di calore specifico, ma gli spessori progettati sono così ridotti che poco possono fare contro il caldo estivo: infatti la stratigrafia garantisce uno sfasamento di circa 7 ore: gli ambienti sottostanti si surriscalderanno fortemente ed in breve tempo.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Celenit N 0,030 0,065 1810 400
4 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
5 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
6 Celenit N 0,020 0,065 1810 400
7 OSB 3 0,012 0,130 1600 600
  • la 2a soluzione è ancora più scarsa nelle prestazioni estive, mentre si comporta egregiamente in inverno quando la sola cosa importante diventa il contenimento delle dispersioni! Ma qui siamo preoccupati per il caldo estivo – e a ragione! Il pannello in lana di roccia a doppia densità 190/90 kg/mc sembra avere un bel po’ po’ di spessore (160mm), ma il suo calore specifico è bassissimo: non può proteggere dal caldo. Infatti il pacchetto tetto in lana di roccia garantisce circa 5ore di sfasamento.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Hardrock energy 0,160 0,036 1030 110
4 OSB 3 0,012 0,130 1600 600

Valutare un’offerta economica per la costruzione di un tetto in legno non è banale e i costi in gioco sono molto elevati:

  • se analizziamo un pacchetto tetto e il suo costo al metro quadro dobbiamo ricordare che solo il 25% circa del prezzo è imputabile al coibente: quindi occhi aperti sui pannelli che ci vengono proposti! Sono adatti al clima dove il tetto viene costruito? Lo spessore è adeguato? Qualcuno ha fatto i calcoli?

Ora si è parlato in modo approfondito dei pannelli isolanti e si è un po’ dimenticato l’argomento vapore, condense, tenuta all’aria e struttura lignea: NON sottovalutiamo mai questi aspetti, anzi NON procediamo senza averli ben definiti. Gli errori costano cari.

Concludo dicendo…

Francesco, credo che sia sbagliato il suo approccio: farsi proporre due soluzioni diverse con relativi prezzi diversi non serve a NULLA.

Una soluzione prevede le mele e l’altra soluzione prevede le pere: non si possono confrontare pere e mele.

L’approccio corretto è decidere la stratigrafia tetto (perchè è quella che ci serve, è quella giusta per noi, per la nostra casa, per il nostro clima) e poi farsi fare due offerte da due artigiani. Allora sì che posso mettermi seduto, confrontare e decidere!

Se non vuole chiedere direttamente assistenza a me, torni dal suo tecnico di fiducia, si faccia fare una proposta di stratigrafia per tetti in legno con buone doti di protezione dal surriscaldamento estivo scegliendo con calma materiali coibenti e manti corretti per la gestione del vapore, analizzi con lui le soluzioni per ottenere la tenuta dell’ambiente sottostante senza il rischio di infiltrazioni d’aria e condense interstiziali che le guasterebbero l’opera intera. Verifichi con calma i risultati dei calcoli e poi faccia richiesta di preventivo per offerta e posa!

Lei deve chiedere un prventivo per quello che vuole lei e non per quello che vogliono fare loro. 😉

            

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Ombreggiamento low cost

C’è tempo per la stagione estiva, dobbiamo ancora aspettare la primavera, ma chi vuole lavorare in giardino in vista della stagione calda è tempo che si metta all’opera! La natura ha i suoi tempi: non conosce il “tutto e subito”.

Piantare il verde per proteggere l’involucro edilizio dal surriscaldamento è una soluzione? Il verde è sempre una buona decisione specialmente in città dove è troppo scarso e le estati infuocano le isole urbane.

Quando si eseguono dei calcoli sulle temperature superficiali esterne e sulle temperature ambiente (interne) si deve sempre tenere conto del coefficiente di assorbimento della superficie esterna e questo dipende fortemente dal colore della superficie esterna.

Con un coefficiente di assorbimento 0,6 la temperatura superficiale esterna della parete può salire anche del 38% e se abbiamo un coefficiente di assorbimento pari a 0,9 la temperatura superficiale esterna della parete può salire anche del 75% – con conseguenze anche per le temperature interne: + 9% e + 17%.

Si deve ricordare che la temperatura superficiale esterna è dovuta all’effetto combinato:

temperatura aria esterna + irraggiamento solare

Volete pensare per tempo alla protezione dal caldo della vostra casa? Ecco un’idea green, molto green:

Ovviamente avere un lato di ombra naturale non può essere tutto, ma si aggiunge ai passi corretti per raggiungere un buon comfort estivo!

Gli altri fattori che decidono il comfort estivo restano invariati e sono:

  • progettare di schermare l’irraggiamento diretto (risolto! ;-))
  • progettare tetto e pareti facendo molta attenzione all’attenuazione e allo sfasamento
  • mai sottovalutare l’onda termica e il suo comportamento mentre attraversa la struttura
  • valutate la stratigrafia dando importanza all’inerzia termica
  • fare ventilazione corretta non appena le temperature esterne lo permettono

            

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Tetto piano con trave sporgente e parapetto, come isolare l’estradosso?

Soprattutto nell’esistente, quindi in ambito ristrutturazioni, ci si trova davanti a strutture non isolate che nel dettaglio esecutivo presentano delle difficoltà: e più si approfondiscono le difficoltà e più difficoltà sorgono.

Andiamo ad analizzare questo tetto piano, che è lo stato di fatto:

Trattandosi di edificio esistente, quasi sicuramente questo elemento piano protetto da vecchie guaine bituminose ha pendenze scarse e la raccomandazione sarebbe aumentare la pendenza. Una volta redatto il progetto degli scarichi, e delle pendenze, sono da definire: i bocchettoni di scarico, il sistema troppo pieno, i profili di collegamento membrana-muro, i profili coprimuro (veletta) ecc.

Altra raccomandazione sarebbe rivedere il diametro e la portata dei punti di deflusso acque, viste le conseguenze delle bombe d’acqua di questi ultimi anni… Già che costruiamo per i prossimi decenni e Papa Francesco ci ha appena ricordato che il clima sta cambiando (“ l’uomo e’ uno stupido, un testardo che non vede… l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha visto che il Polo Nord è senza ghiaccio…) meglio non chiudere un occhio.

Ma passiamo all’isolamento termico:

si deve individuare la linea, in sezione, dell’isolamento.

Sarebbe anche facile far scorrere il pennarello all’estradosso del solaio piano, all’intradosso dell’aggetto, e all’esterno della parete, ma la trave sporgente è un grattacapo e le soluzioni devono funzionare anche per quel che riguarda la fase esecutiva (non possiamo inventarci una cosa che solo sulla scrivania funziona).

Forse sarebbe fattibile un nuovo carotaggio nella trave esistente, ma costringerebbe

  • ad un isolamento scarso
  • ad indebolire la trave
  • ad accettare un nuovo ponte termico in ogni punto di deflusso acqua
  • a rendere difficoltosa la tenuta delle guaine

La soluzione di crescere in quota per non dover lavorare sulla trave è senz’altro un buon progetto, e se la metratura fosse scarsa probabilmente suggerirei di portarci in quota con altro isolante (male non fa).

Se restasse l’idea di un’intercapedine vuota, eventuale vapore presente potrebbe condensare non solo sul parapetto, ma anche all’estradosso della parte più esterna del solaio aggettante, dipende anche dalle temperature esterne.

Acusticamente la soluzione sarà accettabile solo se il materiale isolante sarà fibroso, mentre pannelli come l’xps avrebbero prestazioni acustiche deludenti.

Per quanto riguarda il pacchetto isolante di questo tetto piano, se si decide per un materiale ottimo contro il surriscaldamento, facciamo un nome a caso – fibra di legno (che offre 2100 J/kgK, calore specifico imbattibile e oltre 110kg/mc di densità) si deve prevedere sul lato inferiore (lato caldo) un freno al vapore igrovariabile altamente resistente a livello meccanico (estradosso solaio pendenzato), mentre sul lato esterno (lato freddo) una membrana impermeabile termoplastica di ultima generazione.

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti sottostanti raccomando di fare di più rispetto a quanto la normativa prescriva:

  • sfasamento > 12 ore (DM 26.6.2009)
  • trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K

Buon lavoro!

            

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Isolare il lastrico solare anche contro il caldo, chi paga?

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano è quello che più avverte il surriscaldamento estivo e più vive le problematiche delle elevate dispersioni invernali.

Nel caso in cui lo stabile si decida per il rifacimento del lastrico solare è proprio il proprietario dell’ultimo piano ad essere il diretto interessato alla qualità dell’intervento:

  • una nuova impermeabilizzazione garantirà molti anni senza infiltrazioni ma nessun miglioramento dal punto di vista energetico estivo ed invernale
  • un minimo isolamento termico con materiali di sintesi garantirà un certo contenimento delle dispersioni invernali e temperature superficiali interne dei soffitti molto più confortevoli
  • una corretta progettazione con materiali isolanti adatti anche alla protezione dal veloce surriscaldamento dei locali sottostanti garantirebbe un confort migliorato in tutte le stagioni e dunque un investimento utile per tutti i 12 mesi dell’anno

Riuscire a garantire una buona inerzia termica per smorzare correttamente la radiazione solare estiva si esprime in ore di sfasamento sufficienti a prolungare il tempo dell’arrivo dell’onda termica negli ambienti sottostanti.

Il problema del surriscaldamento estivo, lo abbiamo ormai capito tutti, non è esclusivo delle regioni meridionali, ma piuttosto delle isole di calore create dalle città senza sufficiente verde.

Io spingo sempre per ottenere almeno almeno 12 ore di sfasamento, in modo che l’onda termica raggiunga l’interno verso sera, quando sarà nuovamente possibile fare ventilazione naturale. Sì lo so anch’io che certe sere e anche certe notti si boccheggia e fuori fa ancora più caldo che dentro – che volete che vi dica? abbiamo cementato tutto, abbiamo tagliato gli alberi perchè sporcano… questo ci meritiamo!

Ma torniamo allo sfasamento! Quello che è tipico di un edificio con muri incredibilmente spesso si può ottenere con un’oculata progettazione: da cosa dipende il valore di sfasamento di un pacchetto isolante?

beh, dipende da un mix di caratteristiche importanti:

  • conduttività  termica
  • densità
  • capacità  termica massica

Ma chi dovrà sostenere le spese per questo utile intervento? in gran parte utile alle abitazioni dell’ultimo piano.

Saranno i millesimi a determinare la quota di spesa di ciascuno? Ecco quanto ho letto in un estratto del Il sole 24 ore:

La proiezione in verticale determina le spese per rifare il terrazzo di uso esclusivo.

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito che i 2/3 delle spese per il lastrico solare di uso esclusivo sono a carico dei condomini proprietari individuali delle singole unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico stesso.
1/3 dei costi sarà a carico del proprietario esclusivo e i rimanenti 2/3 a carico dei proprietari delle unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico alle quali funge da copertura.

Ciò non toglie che chi cade nella proiezione del terrazzo è pur sempre un condomino a tutti gli effetti e, come tale, è obbligato a concorrere alle spese generali del condominio secondo i millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese secondo la Corte d’appello:

Abbiamo un fabbricato composto da 2 scale (“scala A” e “scala B”).

La lite nasce per la ripartizione delle spese relative al lastrico solare di proprietà esclusiva della “scala B”. Tale lastrico, a quanto pare, serve da copertura non solo agli appartamenti sottostanti, relativi alla “scala B”, ma anche ad alcuni beni comuni ai due corpi scala (galleria pedonale, portico pedonale, portineria, atrio, piani interrati, corselli dei box).

Secondo la Corte d’appello, i costi per il rifacimento del lastrico solare devono essere sostenuti, per 1/3, dal proprietario esclusivo del lastrico e, per i rimanenti 2/3, da tutti i restanti condòmini (ovvero sia da quelli rientranti nella “scala A”, sia da quelli della “scala B”.

Poiché nella proiezione del lastrico solare si trovano beni di proprietà comune ai due corpi scala, è logico che i costi per la ripartizione debbano essere ripartiti tra tutti i condomini.

L’art. 1126 cod. civ. stabilisce espressamente che «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

Il problema dell’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento dei rimanenti ?:

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 10 maggio 2017, n. 11484, ha dettato il principio di diritto in base al quale i 2/3 delle spese devono essere ripartiti esclusivamente tra i proprietari delle unità immobiliari che si trovano nella proiezione verticale del terrazzo esclusivo (Cass., Sez. II, sent. 25 febbraio 2002, n. 2726; sent. 4 giugno 2001, n. 7472; sent. 15 aprile 1994, n. 3542; sent. 29 gennaio 1974, n. 244; sent. 16 luglio 1976, n. 2821).

La Cassazione peraltro sottolinea che l’art. 1126 cod. civ. non è compreso tra le disposizioni inderogabili richiamate dall’art. 1138 cod. civ. (l’art. 1126 cod. civ. è derogabile). Conseguentemente il regolamento del condominio può dettare modalità diverse per la ripartizione delle spese relative alla manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo, ponendo le stesse a carico di tutti i condòmini e introducendo un’apposita clausola nel regolamento di condominio.

il Tuo condominio ha in programma interventi di efficienza energetica?

 

            

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Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia

Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia, ma anche per conoscere solamente la trasmittanza e lo sfasamento termico dobbiamo inserire alcune caratteristiche del materiale che stiamo utilizzando, o che forse utilizzeremo.

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-01

Ma questi parametri sono sempre descritti nelle schede tecniche?

E soprattutto, quali sono?

  • la conducibilità,
  • il calore specifico,
  • e aggiungerei anche il fattore di resistenza al passaggio del vapore (almeno possiamo calcolarci il valore Sd per capire come verrà gestita la migrazione del vapore).

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-03

La maggior parte delle volte, il materiale che stiamo valutando riporta bene nella scheda tecnica le proprietà termofisiche che cerchiamo: questi dati infatti accompagnano la marcatura CE e dovranno essere poi opportunamente corretti per tenere conto delle reali condizioni in cui opereranno secondo UNI EN ISO 10456.

Altre volte manca il dato del calore specifico… Chi sa perchè.

Può capitare anche di reperire con difficoltà la densità del materiale (kg/mc), e senza questo dato non si può proseguire (questo vale spesso per le lane di vetro).

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-02

E’ stata aggiornata anche la Norma UNI 10351 nel 2015: Materiali e prodotti per edilizia – Proprietà termoigrometriche – Procedura per la scelta dei valori di progetto. E’ in vigore dal 25 giugno 2015. La norma

  • fornisce il metodo per il reperimento dei valori di riferimento per conduttività termica, resistenza al passaggio del vapore e calore specifico dei materiali da costruzione in base all’epoca di installazione.
  • integra quanto non presente nella UNI EN ISO 10456 con particolare riferimento ai materiali isolanti per l’edilizia a seconda se siano o meno dotati di marcatura CE.

In conclusione, prima di metterci al lavoro e “dare i numeri” facciamo buona ricerca e troviamoci tutti i dati importanti ad eseguire i calcoli!

Io naturalmente faccio così, ed ogni volta che utilizzo un materiale vado ad aggiornare il mio “data base materiali” che piano piano è diventato lunghissimo (e utilissimo): si tratta di un semplice foglio di calcolo dove in cima alle colonne ho scritto i dati che mi servono..

nome materiale: Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3] Permeabile al vapore ? Potere fonoisolante Rw dB

Se mi capita di avere fretta e non possiedo uno dei dati che sto cercando, scriverò in corsivo un numero “molto affidabile” che avrò copiato da un materiale gemello! E’ un modo per distinguere i dati “dichiarati” dal produttore dai dati “dedotti” con un po’ di logica.

Se fate spesso questo lavoro, consiglio caldamente di iniziare un data base materiali, che si arricchirà di settimana in settimana diventando un autorevole aiutante di studio. Nelle colonne libere di destra suggerisco di aggiungere il nome del cantiere perchè il nostro cervello abbina spesso un certo materiale ad un certo cantiere e le ricerche diventano semplici e veloci.

Se invece vi sentirete smarriti quando il data base materiali oltrepasserà le 1000 righe, come nel mio caso, oppure siete appena rientrati da un viaggio intorno al mondo e a stento ricordate il nome di quel tal cantiere dove avevate scelto di utilizzare quel tal pannello isolante, non vi resta che la scorciatoia di “cerca”: cmd f

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore

Cosa utilizzate per i vostri fogli di calcolo? ancooora Excel?

Lasciate perdere, spiccate il volo, migrate verso Calc, il foglio elettronico tuttofare che avete sempre desiderato, graaatis:

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-4

 Salvate i vostri documenti nel formato OpenDocument, lo standard internazionale per i documenti di ufficio. Questo formato, basato su XML, è uno standard aperto: ciò significa che non siete legati a CALC. Potete aprire i vostri documenti con qualsiasi programma compatibile con OpenDocument.

Con CALC, inoltre, potete leggere tutti i vostri precedenti documenti Microsoft Excel (compresi quelli creati con Microsoft Excel 2007) e salvare il vostro lavoro nei formati Microsoft Excel per inviarli a chi è ancora legato ai prodotti Microsoft. Se essi desiderano solo vedere il risultato del vostro lavoro, usate piuttosto il formato PDF (Portable Document Format, .pdf) – non è necessario comprare altro software.

         

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