Archivi tag: sfasamento

Lo sfasamento di calore non è lo sfasamento di temperatura

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei recenti “esperti” lettori Mauro Tassinari, Giovanni Faro, Guerra Stefano, Andrea Momesso, Gaddo Tarchiani, Ignazio Simone Boragina. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


A bbiamo ben chiarito nel precedente articolo alcuni concetti sulla protezione dal caldo in relazione ai materiali isolanti che scegliamo per una nuova stratigrafia.

Ora alcuni lettori si chiederanno come mai sia così ricorrente che nelle brochure per le coperture o in altri prospetti con soluzioni già calcolate esistano valori di sfasamento… che definirei… ottimisti.

Facciamo chiarezza, è possibile esprimere diversi valori di sfasamento? Continua a leggere

Materiali isolanti e sfasamento, calcolo e valori utili per evitare il caldo in casa

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei recenti “esperti” lettori Mauro Tassinari, Giovanni Faro, Guerra Stefano, Andrea Momesso, Gaddo Tarchiani, Ignazio Simone Boragina. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Perchè il comfort estivo diventa sempre più importante? Da un lato sempre meno persone sono disposte ad acquistare una casa che si surriscaldi in fretta e che dipenda continuamente dal funzionamento degli impianti anche d’estate – dall’altro la spesa energetica per il raffrescamento estivo si fa sentire.

Poi c’è anche chi è cosciente dell’impatto climatico e preferisce evitare di essere causa di nuove emissioni.

 

Il periodo estivo è anche quello dove le persone vivono più tempo il giardino, il porticato, il terrazzo e non è ben visto il rumore provocato dal compressore sempre acceso per la climatizzazione estiva. Già quello dei vicini è mal visto e mal sopportato:

Se desideriamo progettare con grande attenzione al problema del surriscaldamento estivo dobbiamo fare 2 mosse importanti: Continua a leggere

Prestazione estiva della parete in bimattoni e verifica della trasmittanza Yie

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei recenti “esperti” lettori Mauro Tassinari, Giovanni Faro, Guerra Stefano, Andrea Momesso, Gaddo Tarchiani, Ignazio Simone Boragina. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Per contenere la temperatura interna degli ambienti e quindi limitare il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva la normativa italiana prescrive alcune verifiche, sia per le pareti che per la copertura:

Oggi parliamo delle pareti:

relativamente a tutte le strutture verticali opache con l’eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest, nord e nord-est si deve verificare:

  • che il valore della massa superficiale Ms, di cui al comma 29 dell’allegato A, del decreto legislativo, sia superiore a 230 kg/m2

oppure

  • che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui alla lettera d), del comma 2, dell’articolo 2, del presente decreto, sia inferiore a 0,10 W/m2K

Commento e esempio: Continua a leggere

Un tetto in legno con materiali sani e alla moda: canapa e argilla

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei recenti “esperti” lettori Mauro Tassinari, Giovanni Faro, Guerra Stefano, Andrea Momesso, Gaddo Tarchiani, Ignazio Simone Boragina. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Le mode possono influenzare l’edilizia, la progettazione, e le stratigrafie degli elementi edili? Se portare i pantaloni stracciati a zampa di elefante significa vivere in un clima interno molto confortevole, ben vengano le mode.

E questo sarà finalmente l’anno della canapa & dell’argilla? Continua a leggere

La coibentazione di un tetto che ho realizzato 10 anni fa

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei recenti “esperti” lettori Andrea Momesso, Gaddo Tarchiani, Giovanni Faro, Ignazio Simone Boragina, Luca Alunni. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Rileggiamo il commento di Mauro, scritto la settimana scorsa:

Buonasera, gradirei un vostro parere in merito al miglioramento della coibentazione di un tetto che ho realizzato 10 anni fa.
Abito a Verona e quando ho realizzato il tetto in legno ho usato sopra ai travi:

  1. assito da 2 cm
  2. xps, polistirene estruso 3cm
  3. pannello termoisolante ventilato per copertura a falda con Neopor® Tipo 150
  4. ventilazione 5cm
  5. OSB 1cm
  6. tegole in cemento

Purtroppo quando ho progettato il mio tetto non conoscevo l’importanza dello sfasamento. Infatti, mi sono reso conto che se durante l’inverno l’isolamento non è abbastanza soddisfacente, durante l’estate va male.

Ora volevo aggiungere internamente, sotto l’assito:

  1. fibra di legno 20cm. Il mio fornitore ha proposto un prodotto con le seguenti caratteristiche: Conduttività termica 0,040W/mK, calore specifico 2400 J/kgK e densità pari a 150 kg/m3
  2. nuovo assito da 2 cm per chiudere il tutto (o consigliate un pannello di cartongesso?).

Gradirei ricevere un vostro consiglio, sapere se ritenete un intervento valido ed, eventualmente a quanto salirebbe lo sfasamento. Attendendo una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente e complimenti per il sito.


Ora nessuno si ingelosisca perchè a Mauro rispondo con un articolo, lo faccio per tutti i lettori che si trovano in situazioni simili, e per Mauro.

Questa è la stratigrafia del tetto in legno di Mauro:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 Assito 0,020 0,130 2100 600
2 xps 0,030 0,035 1450 33
3 EPS Neopor® Tipo 150 0,050 0,031 1500 15
4 ventilazione

tipi climatici italianiCi sono moltissime coperture in legno con soluzioni di questo tipo e in tutte le zone climatiche italiane.

Sì sì, anche in zone calde, ma non pensiamo che in zona climatica E (come tutto il nord d’Italia) si possa vivere bene d’estate con uno sfasamento di 2 ore e un fattore di attenuazione pari a 0,96!

 

Gli strati del calcolo delle Proprietà termiche si fermano allo strato d’aria (dove il pacchetto tetto termina), ovviamente anche il pannello in OSB e la tegola aiutano ad ombreggiare il tetto e aiutano un po’.

Secondo le linee Guida nazionali sulla Certificazione energetica degli edifici questa prestazione estiva è mediocre e la qualità prestazionale estiva è definita V (la peggiore tra: I  II  III   IV   V)

Acusticamente parlando, solo a leggere questi 3 strati, viene il dubbio: posso avere protezione acustica da un materiale che non è fibroso? Non credo proprio che l’EPS e l’XPS offrano una qualche sorta di abbattimento acustico. Per un tetto l’acustica è un valore importante? Per un tetto no, per Mauro che ci vive sotto sì eccome.

In ogni caso, materiali così inadeguati per un tetto in legno garantiscono in inverno un contenimento delle dispersioni termiche:

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,362

I pannelli termoisolanti ventilati per copertura a falda sono battentati ad incastro su tutti i lati e sono costituiti di isolante EPS con grafite con ottima resistenza alla compressione e una lastra di OSB 3 che fa da piano di posa per il manto di copertura.

Di solito il committente che sta raccogliendo alcuni preventivi per il suo tetto trova in questi pannelli LA soluzione ideale di semplicità e prezzo giusto. Ma è la soluzione ideale? Sulle brochure sembrerebbe di sì.

La convinzione viene anche dalla pubblicità delle caratteristiche tecniche dei pannelli termoisolanti ventilati per copertura a falda:

la brochure parla di:

bassa conducibilità, capacità di riflettere e assorbire i raggi infrarossi, niente gas dannosi, traspirabilità (in realtà un freno al vapore con Sd pari a circa 2,5m), leggerezza, stabilità, maneggevolezza, non trattiene umidità, miglioramento del comfort abitativo, riduzione dei costi per riscaldamento e raffrescamento, protezione delle strutture (circa le strutture lignee si dovrebbe aprire una discussione a parte, poi vedremo perchè). Musica per le nostre orecchie.

Continuo a conoscere committenti che vanno a caccia di soluzioni! Ma dove sono finiti i progettisti? Non sono loro a proporre le soluzioni?

Fin qui ho criticato i pannelli termoisolanti ventilati  come soluzione per una copertura in legno, ma volete conoscere l’aspetto ancora più preoccupante?

Le indicazioni di POSA:

Cito: i pannelli termoisolanti ventilati vengono posati direttamente sulla struttura del tetto, sia essa realizzata da travi in legno, da soletta in laterocemento o assito. Possono essere incollati o fissati meccanicamente. 🙁

Questa indicazione può valere solamente per un tetto con soletta in laterocemento dove posso immaginare che la tenuta all’aria del volume riscaldato sia garantito dalla soletta integra e il rivestimento interno in intonaco: chi si occuperà di gestire il vapore dell’ambiente riscaldato sarà proprio lo strato di intonaco interno.

Nel caso del tetto di Mauro, in legno, non si può affidare al tavolato la gestione della migrazione del vapore, nè pensare che la tenuta all’aria la facciano le tavole o le perline accostate.

Con quelle indicazioni di posa, non solo si giustifica un carpentiere in un lavoro non ben fatto e con rischi di condense interstiziali per la struttura in legno, si dà al committente un’idea di semplicità di esecuzione e tranquillità di soluzione che nasconde delle problematiche successivamente impossibili da risolvere!

Perciò la strisciolina di carta con le indicazioni di posa usiamola per fare un segnalibro, un aereo di carta, uno stoppino da sparare con la cerbottana, per sputarci la gomma da masticare, pur che NON venga letta in cantiere!

Mauro è quasi deciso per un intervento migliorativo del suo tetto in pannelli termoisolanti ventilati che funziona male d’estate ed è poco soddisfacente in inverno: vuole inserire sul lato interno un forte spessore di fibra di legno ad alta densità (probabilmente pareggiando lo spessore interno delle travi).

Questa soluzione è senza dubbio la vera soluzione al problema del surriscaldamento del tetto  (e d’inverno il pacchetto sarà da classe A), ma se 10 anni prima, durante il cantiere non si era progettata la tenuta all’aria, ora è indispensabile prevedere un freno al vapore che con le sue corrette nastrature garantisca agli ambienti riscaldati una sicura tenuta: ricordiamoci che in periodo di riscaldamento l’ambiente interno diventa una pentola a pressione e il vapore contenuto in casa tenderà ad uscire attraverso tutti i difetti di tenuta: se per una costruzione di laterizio e cemento non è letale, per una struttura in legno la presenza di condense interstiziali è letale.

La membrana quindi farà da tenuta all’aria e contemporaneamente gestirà il vapore:

  • il vapore deve asciugare in fretta d’estate uscendo dal pacchetto verso l’ambiente interno
  • il vapore dovrà essere fortemente frenato nella stagione di riscaldamento quando la spinta viene dall’interno

Circa le prestazioni del tetto rifatto sul lato interno, non ci sono dubbi, tutti valori ottimi rispetto allo stato di fatto. Ecco la stratigrafia:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 Cartongesso 0,0125 0,250 1000 900
2 fibra legno interposti10% 0,200 0,046 2436 160
3 Assito 0,020 0,130 2100 600
4 xps 0,030 0,035 1450 33
5 EPS Neopor® Tipo 150 0,050 0,031 1500 15
6 ventilazione

NB: manca lo strato della membrana a protezione della fibra di legno.

1   2   3   4  
  Assito 2,00   Cartongesso 1,25   Fibrogesso fermacell 1,25   perlina 1,50
  xps 3,00   fibra legno interposti10% 20,00   fibra legno interposti10% 20,00   fibra legno interposti10% 20,00
  EPS Neopor® Tipo 150 5,00   Assito 2,00   Assito 2,00   Assito 2,00
  ventilazione     xps 3,00   xps 3,00   xps 3,00
        EPS Neopor® Tipo 150 5,00   EPS Neopor® Tipo 150 5,00   EPS Neopor® Tipo 150 5,00
        ventilazione     ventilazione     ventilazione  
                       
                       
                       
                       
                       
                       
                       
                       
                       
  spessore cm. 10   spessore cm. 31,25   spessore cm. 31,25   spessore cm. 31,5
        spessore aggiunto cm. 21,25   spessore aggiunto cm. 21,25   spessore aggiunto cm. 21,5

e queste sono le prestazioni:

  • sfasamento oltre le 16 ore
  • Trasmittanza   U  0,14 W/m2K

Solo la capacità termica periodica del lato interno (per evitare il surriscaldamento estivo, meglio alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno) è un po’ scarsa, specialmente per il rivestimento interno in cartongesso. Ma dobbiamo ricordare che ora il pacchetto non è più surriscaldato dall’ambiente esterno come prima.

Regola del buon vicinato: se vedi fare un tetto sbagliato spara un colpo in aria!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Tetto in legno con Celenit o con lana di roccia doppia densità?

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Valter Costantini, Annalisa Venturi, Marco O. e Massimo Sottocornola. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


I lettori approfittano spesso dello spazio per i commenti nel blog per porre domande sulle stratigrafie che gli vengono proposte dai costruttori, è un modo veloce per togliersi qualche dubbio o ricevere una verifica in fretta.

Francesco questa notte mi ha scritto:

Salve dott. Sampaoli…mi trovo in zona climatica C e sono in procinto di realizzare una villetta con il tetto in legno… mi preoccupa molto la coibentazione del tetto e proprio x questo mi sono fatto realizzare più di un preventivo…di questi preventivi solo due mi hanno colpito in positivo ma non so quale scegliere dato che i prezzi ahimè sono ben differenti….

Prima soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 30 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore Tyvek + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazionea ventilata celenit composta da strato pannello in lana di legno mineralizzata celenit n 30mm. strato pannello in granulato di sughero celenit LSC 80 mm. strato pannello di fibra di legno celenit n 20 mm. + telo traspirante tyvek
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 20 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm. + guaina ardesiata sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto

NOTA per i lettori: il pannello Celenit LSC è un prodotto attualmente non più disponibile (segnalazione da parte dell’assistenza tecnica dell’azienda in data 21.12.18)

PREZZO:190 a mq  

Seconda soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 20 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazione con lana di roccia sp. 160 mm. hardrock Energy della (rockwool).
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 12 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto.

PREZZO:160 a mq

Secondo lei con la seconda soluzione riuscirei a non soffrire il caldo estivo? o devo optare X forza X la prima?


Rispondo a Francesco con questo articolo dedicato, proprio perchè alcuni chiarimenti sono utili a tanti lettori nella medesima situazione.


Rispondo come segue:

premesso che il tetto si fa una volta sola, e non si deve sbagliare, come si può decidere la stratigrafia senza un’analisi del pacchetto tetto?

è vero che l’elenco in punti già descrive sommariamente le 2 soluzioni, MA…

  • sono state progettate per garantire la protezione dal caldo?
  • e le prestazioni invernali?
  • avremo un adeguato comfort in tutte le stagioni?
  • è stata fatta la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 ?
  • a proposito di protezione estiva  è ottenuta una Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K ?
  • e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva abbiamo uno sfasamento > 12 ore? che è proprio il minimo minimo minimo!!!!
  • è stata progettata la tenuta all’aria del tetto in legno senza rischi di condense interstiziali?
  • ci sono le indicazioni per una corretta sigillatura di travi passanti da dentro a fuori e altri nodi critici o soluzioni strutturali alternative alle travi passanti per realizzare lo sporto del tetto?
  • e l’analisi della migrazione del vapore attraverso il pacchetto di copertura?

Entrambe le soluzioni, sia quella in sughero + Celenit (lana di legno mineralizzata) che quella in lana di roccia a doppia densità, indicano che l’ultimo strato sopra la coibentazione sarà un pannello OSB (forte freno al vapore) + guaina: questo è un errore progettuale perchè si sta costruendo un pacchetto traspirante dove il vapore dell’ambiente interno è solo regolato (frenato) dal telo posato sul lato caldo ma non potrà mai uscire all’esterno perchè l’ultimo strato non permette la traspirazione. Questo aspetto deve essere chiarito chiedendo se sia previsto uno strato di ventilazione e un telo impermeabile e traspirante con funzione di tenuta al vento.

Parlando di prestazioni estive, e dunque protezione dal caldo, queste stratigrafie NON sono proprio idonee:

  • è vero che il pannello isolante Celenit LSC composto da granulato di sughero naturale compresso + quello Celenit in lana di legno mineralizzata con cemento sembrano offrire una densità enorme e un buon valore di calore specifico, ma gli spessori progettati sono così ridotti che poco possono fare contro il caldo estivo: infatti la stratigrafia garantisce uno sfasamento di circa 7 ore: gli ambienti sottostanti si surriscalderanno fortemente ed in breve tempo.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Celenit N 0,030 0,065 1810 400
4 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
5 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
6 Celenit N 0,020 0,065 1810 400
7 OSB 3 0,012 0,130 1600 600
  • la 2a soluzione è ancora più scarsa nelle prestazioni estive, mentre si comporta egregiamente in inverno quando la sola cosa importante diventa il contenimento delle dispersioni! Ma qui siamo preoccupati per il caldo estivo – e a ragione! Il pannello in lana di roccia a doppia densità 190/90 kg/mc sembra avere un bel po’ po’ di spessore (160mm), ma il suo calore specifico è bassissimo: non può proteggere dal caldo. Infatti il pacchetto tetto in lana di roccia garantisce circa 5ore di sfasamento.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Hardrock energy 0,160 0,036 1030 110
4 OSB 3 0,012 0,130 1600 600

Valutare un’offerta economica per la costruzione di un tetto in legno non è banale e i costi in gioco sono molto elevati:

  • se analizziamo un pacchetto tetto e il suo costo al metro quadro dobbiamo ricordare che solo il 25% circa del prezzo è imputabile al coibente: quindi occhi aperti sui pannelli che ci vengono proposti! Sono adatti al clima dove il tetto viene costruito? Lo spessore è adeguato? Qualcuno ha fatto i calcoli?

Ora si è parlato in modo approfondito dei pannelli isolanti e si è un po’ dimenticato l’argomento vapore, condense, tenuta all’aria e struttura lignea: NON sottovalutiamo mai questi aspetti, anzi NON procediamo senza averli ben definiti. Gli errori costano cari.

Concludo dicendo…

Francesco, credo che sia sbagliato il suo approccio: farsi proporre due soluzioni diverse con relativi prezzi diversi non serve a NULLA.

Una soluzione prevede le mele e l’altra soluzione prevede le pere: non si possono confrontare pere e mele.

L’approccio corretto è decidere la stratigrafia tetto (perchè è quella che ci serve, è quella giusta per noi, per la nostra casa, per il nostro clima) e poi farsi fare due offerte da due artigiani. Allora sì che posso mettermi seduto, confrontare e decidere!

Se non vuole chiedere direttamente assistenza a me, torni dal suo tecnico di fiducia, si faccia fare una proposta di stratigrafia per tetti in legno con buone doti di protezione dal surriscaldamento estivo scegliendo con calma materiali coibenti e manti corretti per la gestione del vapore, analizzi con lui le soluzioni per ottenere la tenuta dell’ambiente sottostante senza il rischio di infiltrazioni d’aria e condense interstiziali che le guasterebbero l’opera intera. Verifichi con calma i risultati dei calcoli e poi faccia richiesta di preventivo per offerta e posa!

Lei deve chiedere un prventivo per quello che vuole lei e non per quello che vogliono fare loro. 😉


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Ombreggiamento low cost

C’è tempo per la stagione estiva, dobbiamo ancora aspettare la primavera, ma chi vuole lavorare in giardino in vista della stagione calda è tempo che si metta all’opera! La natura ha i suoi tempi: non conosce il “tutto e subito”.

Piantare il verde per proteggere l’involucro edilizio dal surriscaldamento è una soluzione? Il verde è sempre una buona decisione specialmente in città dove è troppo scarso e le estati infuocano le isole urbane.

Quando si eseguono dei calcoli sulle temperature superficiali esterne e sulle temperature ambiente (interne) si deve sempre tenere conto del coefficiente di assorbimento della superficie esterna e questo dipende fortemente dal colore della superficie esterna.

Con un coefficiente di assorbimento 0,6 la temperatura superficiale esterna della parete può salire anche del 38% e se abbiamo un coefficiente di assorbimento pari a 0,9 la temperatura superficiale esterna della parete può salire anche del 75% – con conseguenze anche per le temperature interne: + 9% e + 17%.

Si deve ricordare che la temperatura superficiale esterna è dovuta all’effetto combinato:

temperatura aria esterna + irraggiamento solare

Volete pensare per tempo alla protezione dal caldo della vostra casa? Ecco un’idea green, molto green:

Ovviamente avere un lato di ombra naturale non può essere tutto, ma si aggiunge ai passi corretti per raggiungere un buon comfort estivo!

Gli altri fattori che decidono il comfort estivo restano invariati e sono:

  • progettare di schermare l’irraggiamento diretto (risolto! ;-))
  • progettare tetto e pareti facendo molta attenzione all’attenuazione e allo sfasamento
  • mai sottovalutare l’onda termica e il suo comportamento mentre attraversa la struttura
  • valutate la stratigrafia dando importanza all’inerzia termica
  • fare ventilazione corretta non appena le temperature esterne lo permettono

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Tetto piano con trave sporgente e parapetto, come isolare l’estradosso?

Soprattutto nell’esistente, quindi in ambito ristrutturazioni, ci si trova davanti a strutture non isolate che nel dettaglio esecutivo presentano delle difficoltà: e più si approfondiscono le difficoltà e più difficoltà sorgono.

Andiamo ad analizzare questo tetto piano, che è lo stato di fatto:

Trattandosi di edificio esistente, quasi sicuramente questo elemento piano protetto da vecchie guaine bituminose ha pendenze scarse e la raccomandazione sarebbe aumentare la pendenza. Una volta redatto il progetto degli scarichi, e delle pendenze, sono da definire: i bocchettoni di scarico, il sistema troppo pieno, i profili di collegamento membrana-muro, i profili coprimuro (veletta) ecc.

Altra raccomandazione sarebbe rivedere il diametro e la portata dei punti di deflusso acque, viste le conseguenze delle bombe d’acqua di questi ultimi anni… Già che costruiamo per i prossimi decenni e Papa Francesco ci ha appena ricordato che il clima sta cambiando (“ l’uomo e’ uno stupido, un testardo che non vede… l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha visto che il Polo Nord è senza ghiaccio…) meglio non chiudere un occhio.

Ma passiamo all’isolamento termico:

si deve individuare la linea, in sezione, dell’isolamento.

Sarebbe anche facile far scorrere il pennarello all’estradosso del solaio piano, all’intradosso dell’aggetto, e all’esterno della parete, ma la trave sporgente è un grattacapo e le soluzioni devono funzionare anche per quel che riguarda la fase esecutiva (non possiamo inventarci una cosa che solo sulla scrivania funziona).

Forse sarebbe fattibile un nuovo carotaggio nella trave esistente, ma costringerebbe

  • ad un isolamento scarso
  • ad indebolire la trave
  • ad accettare un nuovo ponte termico in ogni punto di deflusso acqua
  • a rendere difficoltosa la tenuta delle guaine

La soluzione di crescere in quota per non dover lavorare sulla trave è senz’altro un buon progetto, e se la metratura fosse scarsa probabilmente suggerirei di portarci in quota con altro isolante (male non fa).

Se restasse l’idea di un’intercapedine vuota, eventuale vapore presente potrebbe condensare non solo sul parapetto, ma anche all’estradosso della parte più esterna del solaio aggettante, dipende anche dalle temperature esterne.

Acusticamente la soluzione sarà accettabile solo se il materiale isolante sarà fibroso, mentre pannelli come l’xps avrebbero prestazioni acustiche deludenti.

Per quanto riguarda il pacchetto isolante di questo tetto piano, se si decide per un materiale ottimo contro il surriscaldamento, facciamo un nome a caso – fibra di legno (che offre 2100 J/kgK, calore specifico imbattibile e oltre 110kg/mc di densità) si deve prevedere sul lato inferiore (lato caldo) un freno al vapore igrovariabile altamente resistente a livello meccanico (estradosso solaio pendenzato), mentre sul lato esterno (lato freddo) una membrana impermeabile termoplastica di ultima generazione.

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti sottostanti raccomando di fare di più rispetto a quanto la normativa prescriva:

  • sfasamento > 12 ore (DM 26.6.2009)
  • trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K

Buon lavoro!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

Isolare il lastrico solare anche contro il caldo, chi paga?

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano è quello che più avverte il surriscaldamento estivo e più vive le problematiche delle elevate dispersioni invernali.

Nel caso in cui lo stabile si decida per il rifacimento del lastrico solare è proprio il proprietario dell’ultimo piano ad essere il diretto interessato alla qualità dell’intervento:

  • una nuova impermeabilizzazione garantirà molti anni senza infiltrazioni ma nessun miglioramento dal punto di vista energetico estivo ed invernale
  • un minimo isolamento termico con materiali di sintesi garantirà un certo contenimento delle dispersioni invernali e temperature superficiali interne dei soffitti molto più confortevoli
  • una corretta progettazione con materiali isolanti adatti anche alla protezione dal veloce surriscaldamento dei locali sottostanti garantirebbe un confort migliorato in tutte le stagioni e dunque un investimento utile per tutti i 12 mesi dell’anno

Riuscire a garantire una buona inerzia termica per smorzare correttamente la radiazione solare estiva si esprime in ore di sfasamento sufficienti a prolungare il tempo dell’arrivo dell’onda termica negli ambienti sottostanti.

Il problema del surriscaldamento estivo, lo abbiamo ormai capito tutti, non è esclusivo delle regioni meridionali, ma piuttosto delle isole di calore create dalle città senza sufficiente verde.

Io spingo sempre per ottenere almeno almeno 12 ore di sfasamento, in modo che l’onda termica raggiunga l’interno verso sera, quando sarà nuovamente possibile fare ventilazione naturale. Sì lo so anch’io che certe sere e anche certe notti si boccheggia e fuori fa ancora più caldo che dentro – che volete che vi dica? abbiamo cementato tutto, abbiamo tagliato gli alberi perchè sporcano… questo ci meritiamo!

Ma torniamo allo sfasamento! Quello che è tipico di un edificio con muri incredibilmente spesso si può ottenere con un’oculata progettazione: da cosa dipende il valore di sfasamento di un pacchetto isolante?

beh, dipende da un mix di caratteristiche importanti:

  • conduttività  termica
  • densità
  • capacità  termica massica

Ma chi dovrà sostenere le spese per questo utile intervento? in gran parte utile alle abitazioni dell’ultimo piano.

Saranno i millesimi a determinare la quota di spesa di ciascuno? Ecco quanto ho letto in un estratto del Il sole 24 ore:

La proiezione in verticale determina le spese per rifare il terrazzo di uso esclusivo.

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito che i 2/3 delle spese per il lastrico solare di uso esclusivo sono a carico dei condomini proprietari individuali delle singole unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico stesso.
1/3 dei costi sarà a carico del proprietario esclusivo e i rimanenti 2/3 a carico dei proprietari delle unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico alle quali funge da copertura.

Ciò non toglie che chi cade nella proiezione del terrazzo è pur sempre un condomino a tutti gli effetti e, come tale, è obbligato a concorrere alle spese generali del condominio secondo i millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese secondo la Corte d’appello:

Abbiamo un fabbricato composto da 2 scale (“scala A” e “scala B”).

La lite nasce per la ripartizione delle spese relative al lastrico solare di proprietà esclusiva della “scala B”. Tale lastrico, a quanto pare, serve da copertura non solo agli appartamenti sottostanti, relativi alla “scala B”, ma anche ad alcuni beni comuni ai due corpi scala (galleria pedonale, portico pedonale, portineria, atrio, piani interrati, corselli dei box).

Secondo la Corte d’appello, i costi per il rifacimento del lastrico solare devono essere sostenuti, per 1/3, dal proprietario esclusivo del lastrico e, per i rimanenti 2/3, da tutti i restanti condòmini (ovvero sia da quelli rientranti nella “scala A”, sia da quelli della “scala B”.

Poiché nella proiezione del lastrico solare si trovano beni di proprietà comune ai due corpi scala, è logico che i costi per la ripartizione debbano essere ripartiti tra tutti i condomini.

L’art. 1126 cod. civ. stabilisce espressamente che «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

Il problema dell’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento dei rimanenti ?:

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 10 maggio 2017, n. 11484, ha dettato il principio di diritto in base al quale i 2/3 delle spese devono essere ripartiti esclusivamente tra i proprietari delle unità immobiliari che si trovano nella proiezione verticale del terrazzo esclusivo (Cass., Sez. II, sent. 25 febbraio 2002, n. 2726; sent. 4 giugno 2001, n. 7472; sent. 15 aprile 1994, n. 3542; sent. 29 gennaio 1974, n. 244; sent. 16 luglio 1976, n. 2821).

La Cassazione peraltro sottolinea che l’art. 1126 cod. civ. non è compreso tra le disposizioni inderogabili richiamate dall’art. 1138 cod. civ. (l’art. 1126 cod. civ. è derogabile). Conseguentemente il regolamento del condominio può dettare modalità diverse per la ripartizione delle spese relative alla manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo, ponendo le stesse a carico di tutti i condòmini e introducendo un’apposita clausola nel regolamento di condominio.

[yop_poll id=”7″]

 

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia

Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia, ma anche per conoscere solamente la trasmittanza e lo sfasamento termico dobbiamo inserire alcune caratteristiche del materiale che stiamo utilizzando, o che forse utilizzeremo.

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-01

Ma questi parametri sono sempre descritti nelle schede tecniche?

E soprattutto, quali sono?

  • la conducibilità,
  • il calore specifico,
  • e aggiungerei anche il fattore di resistenza al passaggio del vapore (almeno possiamo calcolarci il valore Sd per capire come verrà gestita la migrazione del vapore).

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-03

La maggior parte delle volte, il materiale che stiamo valutando riporta bene nella scheda tecnica le proprietà termofisiche che cerchiamo: questi dati infatti accompagnano la marcatura CE e dovranno essere poi opportunamente corretti per tenere conto delle reali condizioni in cui opereranno secondo UNI EN ISO 10456.

Altre volte manca il dato del calore specifico… Chi sa perchè.

Può capitare anche di reperire con difficoltà la densità del materiale (kg/mc), e senza questo dato non si può proseguire (questo vale spesso per le lane di vetro).

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-02

E’ stata aggiornata anche la Norma UNI 10351 nel 2015: Materiali e prodotti per edilizia – Proprietà termoigrometriche – Procedura per la scelta dei valori di progetto. E’ in vigore dal 25 giugno 2015. La norma

  • fornisce il metodo per il reperimento dei valori di riferimento per conduttività termica, resistenza al passaggio del vapore e calore specifico dei materiali da costruzione in base all’epoca di installazione.
  • integra quanto non presente nella UNI EN ISO 10456 con particolare riferimento ai materiali isolanti per l’edilizia a seconda se siano o meno dotati di marcatura CE.

In conclusione, prima di metterci al lavoro e “dare i numeri” facciamo buona ricerca e troviamoci tutti i dati importanti ad eseguire i calcoli!

Io naturalmente faccio così, ed ogni volta che utilizzo un materiale vado ad aggiornare il mio “data base materiali” che piano piano è diventato lunghissimo (e utilissimo): si tratta di un semplice foglio di calcolo dove in cima alle colonne ho scritto i dati che mi servono..

nome materiale: Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3] Permeabile al vapore ? Potere fonoisolante Rw dB

Se mi capita di avere fretta e non possiedo uno dei dati che sto cercando, scriverò in corsivo un numero “molto affidabile” che avrò copiato da un materiale gemello! E’ un modo per distinguere i dati “dichiarati” dal produttore dai dati “dedotti” con un po’ di logica.

Se fate spesso questo lavoro, consiglio caldamente di iniziare un data base materiali, che si arricchirà di settimana in settimana diventando un autorevole aiutante di studio. Nelle colonne libere di destra suggerisco di aggiungere il nome del cantiere perchè il nostro cervello abbina spesso un certo materiale ad un certo cantiere e le ricerche diventano semplici e veloci.

Se invece vi sentirete smarriti quando il data base materiali oltrepasserà le 1000 righe, come nel mio caso, oppure siete appena rientrati da un viaggio intorno al mondo e a stento ricordate il nome di quel tal cantiere dove avevate scelto di utilizzare quel tal pannello isolante, non vi resta che la scorciatoia di “cerca”: cmd f

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore

Cosa utilizzate per i vostri fogli di calcolo? ancooora Excel?

Lasciate perdere, spiccate il volo, migrate verso Calc, il foglio elettronico tuttofare che avete sempre desiderato, graaatis:

calcolare-parametri-termici-stratigrafia-trasmittanza-calore-specifico-vapore-4

 Salvate i vostri documenti nel formato OpenDocument, lo standard internazionale per i documenti di ufficio. Questo formato, basato su XML, è uno standard aperto: ciò significa che non siete legati a CALC. Potete aprire i vostri documenti con qualsiasi programma compatibile con OpenDocument.

Con CALC, inoltre, potete leggere tutti i vostri precedenti documenti Microsoft Excel (compresi quelli creati con Microsoft Excel 2007) e salvare il vostro lavoro nei formati Microsoft Excel per inviarli a chi è ancora legato ai prodotti Microsoft. Se essi desiderano solo vedere il risultato del vostro lavoro, usate piuttosto il formato PDF (Portable Document Format, .pdf) – non è necessario comprare altro software.

         

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.