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1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa

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Se l’Osservatorio sulla Casa 2017 dice che 1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa allora è veramente ora di decidersi e fare qualcosa: per esempio fare grande attenzione nella scelta dei materiali da utilizzare in caso di costruzione nuova o ristrutturazione! Materiali salubri e materiali che migliorano le prestazioni estive oltre che quelle invernali NON hanno prezzi molto diversi da tutti gli altri. Occhi aperti!

Ho letto che un’indagine Doxa ha definito 5 aspetti fondamentali per la “casa ideale”:

  • salubrità
  • comodità
  • risparmio
  • basso impatto ambientale
  • smart

salubrità:

l’inquinamento dell’aria interna inizia a farsi notare. Una ragione in più per valutare bene qualità dei materiali da costruzione, e qualità delle finiture interne e degli arredi.

anche l’inquinamento acustico comincia ad essere sentito. Perchè non cominciare a fare meno rumore? Inutile costruirci tutti un bunker acustico perchè fuori bisogna fare sempre più baccano.

I rumori esterni non sono altro che il prodotto di tutto ciò che facciamo fuori casa:  usiamo il tagliaerba a spinta invece che il tosaerba a motore, usiamo il rastrello invece che il soffiatore, usiamo le forbici invece che il decespugliatore, usiamo la bici invece che lo scooter, usiamo le gambe se possiamo evitare l’auto, usiamo la canna invece che il compressore, innaffiamo il prato invece che accendere l’irrigazione alle 4 della mattina, usiamo lo swiffer invece che l’aspirapolvere, ombreggiamo invece che accendere il climatizzatore.   (mi rendo conto di essere assai noioso)

comodità:

il comfort ce l’abbiamo quando stiamo bene in casa, se non ci proteggiamo dal caldo e dal freddo migliorando i nostri progetti sarà difficile vivere nel comfort. Se non abbiamo un corretto ricambio d’aria negli ambienti sarà difficile vivere nel comfort. E’ tempo di diventare tutti più esigenti al tavolo del progettista.

risparmio:

Una casa che consuma molto poco per riscaldamento e per raffrescamento è sicuramente un edificio ben progettato e ben coibentato. Trasformare la propria casa in una casa energeticamente efficiente richiede una bella serie di interventi: informiamoci bene e facciamo i passi giusti. E se interveniamo a step progettiamo bene cosa si fa prima e cosa si fa dopo senza invalidare lavori fatti per farne di nuovi.

basso impatto ambientale:

ogni scelta ha un certo impatto ambientale, proviamo a ragionarci.

smart:

La casa comandabile a distanza è innovativo. Ricordate la televisione senza telecomando? Ci si alzava dal divano per cambiare canale (infatti c’erano 3 canali).

La casa smart… l’impianto domotico può stupire ma non mi sembra affatto il quinto aspetto fondamentale della casa ideale. Accendere la lavatrice con l’iPhone o chiudere la finestra in mansarda mi sembra veramente secondario per chi non ha problemi di mobilità.

L’indagine Doxa fa anche notare altri 2 aspetti:

  • che il 45% degli italiani non sa se la propria abitazione è stata costruita rispettando norme antisismiche.  e come può l’italiano saperlo? non sta mica scritto sotto il campanello.
  • che solo il 52% degli italiani che ha realizzato dei lavori ha usufruito delle detrazioni fiscali se ho dei risparmi ma non ho reddito come faccio ad usufruirne?

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Stop all’uso dei soffiatori d’aria

Conoscete le petizioni che si possono lanciare con change.org?

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Questa è una petizione che mira a vietare l’utilizzo dei soffiatori. Ormai quasi tutti i giardinieri mercenari usano i soffioni a motore, e la cosa grave è che anche i privati iniziano a comperarseli.

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Sono 2 le cose inaccettabili:

  1. il rumore che tutti devono subire, passanti e vicini di casa
  2. la polvere sollevata dal suolo e innalzata in atmosfera anche fino al 3° 4° piano (basta una giornata di sole per rendersi conto della nuvola che un solo soffiatore è in grado di innalzare)

stop-uso-soffiatori-aria-pm-polveri-17Non sto parlando solo di fastidio, sto parlando di rischi per la salute, anzi di danni alla salute! Il rischio sembrerebbe descrivere una cosa che eventualmente potrebbe succedere ma non è detto (tagliando una mela corro il rischio di tagliarmi un dito, ma respirando polveri danneggio la mia salute, di certo).

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In 6 mesi questa petizione “Stop all’uso dei soffiatori d’aria” ha trascinato 6 sostenitori (me compreso nel 6), una persona al mese. Il dato ci fa capire quanto alla gente freghi poco di questo problema. Per fare un confronto, la petizione “NO all’allevamento dei visoni” ha più di 82.000 sostenitori. E non capisco perchè si possa incatenare e divorare la mucca, ma non il visone. L’uomo resta comunque lupus e soggiogato dall’egoismo, come diceva Thomas Hobbes. Ed è inutile parlare di protezione animali fin che non si scriverà una Dichiarazione universale dei Diritti Animali

dichiarazione diritti animali

vi immaginate l’articolo 3 e l’articolo 4 riscritti?

  • Articolo 3: Ogni animale ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza.
  • Articolo 4: Nessun animale potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Le grigliate con gli amici diventerebbero un ricordo del moderno medioevo. Le esclamazioni “per me al sangue – per me ben cotta” suonerebbero come primitive. Ma questo Paradiso Terrestre si potrebbe finalmente definire “non più incivile”.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’animalità.

Ora però non parliamo di vegetariani, carnivori, vegani, e golosi – torniamo all’argomento salute e qualità dell’aria!

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Viviamo quasi tutti in città e quasi tutti con dei vicini e quasi tutti con un pezzetto di verde o di area parcheggio delimitata da qualche cespuglio verde. Stanno letteralmente sparendo scope di saggina e rastrelli: c’è il soffiatore!

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Quasi la totalità dei condòmini fa pulire ai giardinieri o agli addetti pulizia scale l’area intorno all’edificio. Chi viene pagato per il servizio ha scoperto il soffiatore in questi ultimi anni, quindi si soffia! gli addetti del lunedì soffiano lo sporco verso la rete del vicino, il martedì gli addetti del vicino risoffiano tutto al di là della rete. E questo all’infinito.

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Può sembrare stupido, ma è diventata la regola! Siete sempre via per lavoro? Un giorno che avete la dissenteria e rimanete a casa, guardate dalla finestra cosa succede  intorno a voi.

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La notte porta consiglio si diceva una volta. La notte è un piccolo momento di riposo per la città, si placa la corsa delle automobili, chiudono i negozi, scendono i rumori, la gente tace, le caldaie vanno in pausa, ma cosa succede di speciale per la nostra salute? Non solo il riposo e la quiete, le polveri sottili cadono al suolo, si depositano dopo essere state agitate e sospese nell’aria. La notte non è come una pioggia o una nevicata ma comunque aiuta. Ci aiuta!

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La polvere è una sostanza inquinante pe-ri-co-lo-sa:

per la fuliggine la soglia di concentrazione da non superare è 2 milligrammi/mc. Metà delle particelle sospese misurate come PM10 dalle centraline di rilevamento del traffico è causata dal consumo di pneumatici, di freni e frizioni (PM = Particulate Matter, cioè particelle grandi 10 µm (micron), 10 millesimi di millimetro) e non sono polveri fini, inorganiche prodotte dalla natura, come quelle che ci arrivano dai vulcani ogni tanto.

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Le micropolveri PM10 si fermano nel naso e nella gola, le PM2,5 raggiungono i bronchi più piccoli e le PM1 arrivano fino agli alveoli polmonari.

Le nanopolveri (< PM0,1) invece, appena respirate vanno dritte al sangue e ai nostri organi. Con il rischio di granulomi.

Ma chi mai parla di nano polveri? Il popolo non deve sapere!

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Perchè non riflettiamo un attimo su quello che stiamo facendo? Anche quando corriamo in città, sfrecciando accanto a biciclette e pedoni, non siamo solo maleducati: la velocità è inquinamento (più polvere e più energia bruciata).

Beh, ora non andiamo fuori tema un’altra volta!

Siamo qui riuniti a leggere per essere più preparati nel momento dell’assegnazione dei premi alla follia. A chi dare il primo premio?

  • il 1° premio va senz’altro ai soffiatori (e non intendo gli apparecchi, intendo quegli esseri umani un po’ spensierati che lo usano)
  • il 2° premio va senza ombra di dubbio a chi dà l’incarico ai soffiatori (penso ai sindaci, ma penso anche alla persona comune, quella che abita in un condominio e accetta il contratto di manutenzione del verde e pulizia aree comuni con soffiatore)

quanta leggerezza, quanta follia in un gesto solo

E’ scritto in inglese ma dovreste provare a leggere il rapporto 2015 “Air quality in Europe” . Ci troverete molto sul microparticolato (PM 2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’Ozono (O3), ma ci troverete anche le classifiche paese per paese.

Sto parlando di malattie respiratorie, cardiovascolari e di cancro!

L’ Italia è prima in classifica con 59.500 decessi prematuri dovuti al microparticolato PM2.5! Altro che pizza e mare blu, pol-ve-re!

Quindi, smet-tia-mo-la di sof-fiar-ci so-pra!

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Non siamo soli su questo Paradiso terrestre! l’inquinamento atmosferico interessa anche le piante e gli ecosistemi.

Le sorgenti antropiche delle polveri sono:

  • il traffico veicolare
  • altri macchinari e veicoli (attrezzature agricole, navi…)
  • combustione di carbone ed oli (centrali termoelettriche), legno, rifiuti,…
  • processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …)
  • combustione di residui agricoli
  • riscaldamenti civili (impianti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legname)

Ho parlato anche di rumore, lo so, sto mettendo troppa carne al fuoco. Io taglio l’erba con un tosaerba a spinta – ci mancherebbe che quella mezzoretta in giardino si trasformasse in un baccano insopportabile per le mie orecchie e quelle del vicinato. Non riuscite a spingere? Chiamate me! Le tariffe le conoscete!

Il sistema più ecologico e silenzioso per tagliare l’erba è quello manuale: i tosaerba elicoidali a spinta sono una buona scelta (io utilizzo un Wolf-Garten TT 380 DL del 1972) ma per pochi soldi c’è anche questo Rasaerba elicoidale a spinta – RE-380.

Dobbiamo tutti impegnarci per ridurre il rumore: anche questo significa salvaguardia della salute!

Il soffiatore o il rasaerba a motore è senza dubbio un suono non desiderato, privo di informazioni utili per l’uomo, che induce sensazioni fastidiose e sgradevoli fino a provocare effetti sanitari gravi ed irreversibili sia sull’apparato uditivo che sull’intero organismo.

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Non ne siete convinti? che l’ inquinamento acustico sia un problema sociale?

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) conferma la gravità del fenomeno: nelle aree urbane la popolazione è esposta a livelli inaccettabili di rumore. Quasi 10 milioni di persone in Europa sono esposte a livelli di inquinamento acustico superiori a Leq di 75dB nelle 24 ore. In Italia più del 70% della popolazione è esposta oltre i livelli massimi stabiliti dalla normativa.

Se la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale mi sembra più che giusto indignarsi davanti a qualche ignorante (nel senso che ignora) che usa il soffiatore.

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E attenti a cosa combinano i governanti dei vostri comuni! State in guardia! Chi decide per voi, spesso, non ha nessuna preparazione in materia: decisioni prese allo sbaraglio… guardate l’ immagine del Comune di Asti

Leggete qui di seguito cosa succede ad Asti:

  • Un programma di pulizia innovativo (innovativo?) per la città che unisce il metodo di spazzamento meccanizzato – già in atto da anni – con la pulizia dei marciapiedi la quale verrà fatta usando un soffiatore elettrico, molto più silenzioso di quello meccanico (musica per le orecchie)
  • il Comune vuole avere strade e marciapiedi puliti (bravi!)
  • gli astigiani, in questo modo, non hanno mai visto una pulizia stradale nel suo insieme che invece verrà effettuata grazie a questa riforma
  • è inoltre prevista una zona di spazzamento meccanizzato coadiuvata da un operatore a terra dotato del nuovo soffiatore che, tutti i giorni, inizierà alle 5 del mattino (meglio che sentire il gallo!)

Lettori, carissimi, attenti!

…c’è gente pericolsa che prende decisioni ed iniziative pericolose! Il mondo è nostro, e non loro! Battiamoci.

Leggete qui di seguito cosa succede a Grottaferrata:

  • L’Assessore competente (competente?) non sembra dare segnali di vita dopo le numerose segnalazione di cittadini che lamentano il continuo frastuono e soprattutto le polveri alzate ad ogni ora della giornata.
  • L’ASL Roma H chiede un pronto intervento per eliminare immediatamente tutti pericoli dovuti dai soffioni utilizzati per la pulizia stradale ”Rumorosità e polveri sottili  sono un pericolo troppe volte sottovalutato ed aggravato dalla superficialità di alcune Amministrazioni comunali.
  • Gravi conseguenze, sul piano igienico-sanitario, che i macchinari producono nell’aria ogni volta che entrano un funzione.

Leggete qui di seguito cosa succede a Massagno:

  • I “mostri del verde” imperversano a Massagno (io li chiamo terroristi del verde)
  • Scatta l’interpellanza di Verdi e PS al Municipio sui soffioni: “Troppo rischiosi per la salute e la natura”
  • inoltrata un’interpellanza al Municipio sui cosiddetti “mostri del verde”, ovvero i soffiatori usati dagli addetti alla manutenzione del verde pubblico e dai netturbini.
  • i soffiatori” si legge nell’interpellanza, “sollevano in aria ingenti quantitativi di polvere, sporcizia e PM10 oltre che microrganismi e parassiti, anche in prossimità delle scuole. Occorre sottolineare il fenomeno del risollevamento per effetto del flusso d’aria ad alta velocità che rimette in circolazione il particolato già depositato sul suolo. 

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). L‘inalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

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Tra le altre cose il motore del soffiatore ci regala anche benzolo, zolfo e altri elementi aromatici della miscela.

Perchè dobbiamo sopportare tutto questo? Andremo sulle vette della nostra infanzia per tirare una boccata d’aria buona?

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Siamo pigri di reagire? siamo apatici? Ci rinchiudiamo nelle auto, nelle case, nelle palestre, negli uffici e non capiamo più cosa succede fuori? Fuori è il Paradiso terrestre! o ce ne siamo dimenticati?

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Ma adesso leggiamoci una buona notizia:

  • Soffiatori banditi a Servola
  • L’assessore all’Ambiente accoglie la mozione grillina, le strade di Servola non saranno più ripulite dalle foglie con i soffiatori come le altre zone della città per evitare che il particolato (con tutte le sostanze inquinanti e cancerogene) possano sollevarsi da terra ed entrare ancora di più nelle case dei residenti.

Esistono ancora rastrelli (cervelli?) e scope? Non vanno più di moda, ma sì esistono!

La mia idea di salute preventiva:

la prevenzione è certamente meglio che la cura. Se la salute ambientale peggiora (e un soffiatore in azione la peggiora) noi siamo a rischio, e per di più, inutilmente, solo per stupidità e incompetenza altrui. Vogliamo godere di cattiva salute? No – e allora preoccupiamoci della salute ambientale.

L’unica cosa che facciamo tutti, e di continuo, è proprio respirare! Probabilmente è importante per il nostro corpo.

So cosa alcuni di voi stanno pensando: “se hai paura della polvere, chiuditi in casa!”

Non sarebbe giusto e non sarebbe intelligente come risposta al problema. E poi in casa, chiusi, non ci si può stare!

In casa io controllo temperatura, umidità e concentrazione di CO2. Il livello di CO2 è molto reattivo ed è un buon criterio per capire quando aprire le finestre per un ricambio d’aria. Vivendo in città ovviamente non so mai se sia il momento buono quello in cui vado a fare ventilazione…. cosa entrerà dalla finestra? aria peggiore o migliore? Per togliermi questo dubbio sono deciso a mettere sulla scrivania un ulteriore strumento e finalmente avere un’idea della qualità dell’aria che arriva dall’esterno.

Si possono acquistare rilevatori dei valori di PM1.0 (particolato ultrafine), PM2.5 (particolato fine) e PM10 (particolato più grossolano) e anche dei VOC presenti nell’aria. Misurare in tempo reale la qualità dell’aria che sto respirando sarebbe interessante! E se l’apparecchio è portatile mi può essere utile per capire com’è l’aria in terrazza o in giardino. Saperlo non sarebbe stupido!

Non sono apparecchi che costano pochi Euro, però di più economici non ne ho trovati su Amazon e purtroppo tutti i rilevatori che ho raccolto qui sotto non sono nemmeno stati testati da molti acquirenti (come già detto, siamo in pochi a preoccuparci della qualità dell’aria! anche dai feedback lo si può vedere):

Sapete cosa ricorda l’ARPA Veneto ai cittadini?

Come limitare i livelli di concentrazione delle polveri PM10 e PM2.5?  Diverse sono le soluzioni che si possono adottare…  Contenimento delle polveri risollevate dalla carreggiata attraverso un frequente lavaggio delle strade, specie durante i periodi nei quali le concentrazioni in aria sono più elevate e le precipitazioni piovose scarse.

Ma se quelli della pulizia strade ci soffiano anche sopra? 

Purtroppo l’incompetenza e l’ignoranza siede in posti strategici! E ci guasta la salute.

Le polveri PM10 possono rimanere in sospensione nell’aria per 12ore prima di depositarsi, ma le particelle con diametro pari a 1 µm volano anche per un mese! Non possiamo assolutamente permetterci di soffiarci sopra! Usiamo la testa.

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Ho appena firmato la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

  • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
  • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

            

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Pavimento galleggiante con attenzione all’acustica

E’ certamente indispensabile una fascia perimetrale antivibrante (minimo 6mm) ma si deve ricercare una completa desolarizzazione del pavimento calpestabile dalle pareti. A tal proposito non dimentichiamo che in un intervento di isolamento termico sul lato interno è conveniente desolarizzare il nuovo massetto dalla parete fredda verso ambiente non riscaldato o esterno con qualche centimetro di isolante insensibile all’umidità – evitando di accontentarsi dei pochi millimetri garantiti dalla fascia adesiva perimetrale.

Orizzontalmente sarà il materassino fonoisolante sul solaio a garantire la separazione del massetto dalla soletta: e questo si potrà definire galleggiante.

Quando è previsto un impianto radiante a pavimento si deve proseguire con l’attenzione di prevedere un collettore con innesto svincolato dalla parete, quindi i collettori dovranno risultare isolati dalle pareti retrostanti. E’ anche importante ricoprire i tubi di riscaldamento con guaine e collegare i tubi di risalita a parete con collari rivestiti in gomma.

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Durante le finiture interne i battiscopa in ceramica o pietra non dovranno toccare il pavimento. E un coprigiunto metallico nasconderà il taglio acustico in prossimità delle porte tra ambiente e ambiente.

La lotta contro le trasmissioni dei rumori deve continuare nelle mani dell’impiantista idraulico che non deve sottovalutare scarichi e condutture evitando il più possibile soluzioni con curve a 90°.

Insomma, ogni dettaglio è importante: se lo analizziamo lo risolviamo.

       

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Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Giulio – contributo

La mansarda realizzata soffre di inquinamento acustico.

L’argomento acustico risulta essere molto ampio, articolerò la discussione in 3 fasi.

La prima riflessione è di orgine generale: il legno “canta”!

Questo materiale ha ottime proprietà acustiche: con il legno i mastri liutai rinascimentali progettavano, realizzavano o ristrutturavano strumenti a corda o ad arco capaci di effondere musicalità e sinfonie. Il legno canta!

L’isolamento dei rumori aerei avviene invece attraverso la schermatura di elementi con elevate proprietà massive: le partizioni devono essere rigide, pesanti. Il legno invece è flessibile, leggero.

Le coperture in legno quindi, pur offrendo indubbi vantaggi di natura statica ed energetica, devono essere oggetto di uno studio approfondito in sede di progettazione acustica. Senza un’analisi dedicata risulta piuttosto difficile garantire gli standard di isolamento e comfort prescritti dalla normativa vigente.

La seconda è di natura analitica.

Uno dei descrittori che esprime la prestazione acustica di una parete, di un solaio o della copertura si chiama indice del potere fonoisolante apparente (R’w). Questo è un parametro che, secondo la normativa vigente, deve essere valutato in opera. In altre parole, per sapere in modo definitivo quanto isola una parete e/o una copertura, occorre approntare una campagna di misurazioni strumentali che definisca in modo univoco questi parametri.

Tuttavia esistono degli algoritmi di calcolo che permettono la valutazione preventiva in sede progettuale delle prestazioni acustiche passive dell’involucro di un edificio.

Analizzando le stratigrafie descritte, si può stimare che il valore indicativo di R’w del pacchetto di copertura valga circa 36 dB; ben più performante è invece la parere verticale, per cui Rw vale circa 55 dB.

Ipotizziamo ora che in prossimità della mansarda venga generato un rumore di circa 70 dB: attraversando il tetto vengono “persi” circa 36 dB e all’interno dell’abitaizone quindi vengono percepiti 34 dB: l’immagine che segue mostra la scala del rumore dove sono rappresentati i livelli tipici di rumore per diverse sorgenti e ambienti ed espressi in decibel (dB).

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-01

La terza riflessione riguarda la fase realizzativa di cantiere.

Come è stato studiato e risolto il nodo parete/copertura? Lo spazio tra un travetto e l’altro, come è stato riempito? È stato riempito? O è stato solo “coperto” dal paramento interno della parete perimetrale?

Se così fosse, ci sarebbe una fascia, lungo tutto il perimetro della mansarda, alta circa 40 cm, che avrebbe prestazioni acustiche assai scadenti, cioè quelle offerte dal solo laterizio da 8cm (il potere fonoisolante di una parete sì fatta vale circa 30 dB e il contributo degli strati di isolamento è sostanzialmente nullo): l’immagine che segue mostra, pur in manierra schematica, tale lacuna.

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-02

Quando viene percepito un discomfort acustico, risulta spesso complesso ed economicamente molto dispendioso risanarne le criticità.

Un’attenta valutazione in fase progettuale e le conseguenti scelte realizzative possono invece rendere l’abitazione silenziosa e acusticamente confortevole.

Il nodo parete-copertura potrebbe essere validamente risolto utilizzando una banchina in legno a cui si collegano in spessore i travetti di copertura mediante innesti a coda di rondine.

L’utilizzo dei passafuori rende poi realizzabile l’eventuale sporto di gronda. In questo modo non si viene a creare lo spazio cavo tra i travetti che fa da ponte acustico: l’immagine che segue mostra graficamente la soluzione appena descritta.

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-03Altri aspetti acusticamente significativi:

come sono stati installati i serramenti a parete e/o in falda? Sono stati nastrati? Si sa: se l’involucro è permeabile all’aria, è permeabile anche al rumore.

Esiste un cavedio impianti opportunamente isolato, oppure ogni tubazione attraversa le partizioni in modo disorganico, creando una ennupla di probabili ponti acustici (l’aspiratore della cucina, sfiati dei bagni, impianto TV…)?

Quali sono, dove sono posizionate e che caratteristiche hanno le sorgenti di rumore esterne (strada, caldaia…)? Le fonti dei rumori sono state considerate nella progettazione acustica dell’intervento?



ing francesco fia

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articolo ideato, scritto e diretto da Francesco Fia e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Francesco, ingegnere e progettista acustico collaboratore dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Giulio

Scrive Giulio:

Ho una questione non simpatica da esporre e che spero non renda vano l’investimento fatto e le scelte tecniche prese per la realizzazione del sopralzo ed in particolare della copertura. Il problema che è apparso dopo aver finito tutto, ultimo intervento sono state le finestre, manca solo di arredare e colorare:

La mansarda realizzata soffre di inquinamento acustico.

 Succede che i rumori entrano con estrema facilità, per esempio in confronto al piano inferiore dove tutto tace o quasi, se il vicino accende la pompa di calore, che dista circa 6metri, il rumore si sente, se l’altro vicino accende la caldaia esterna (circa da una distanza di 4 metri) si sente su quel lato della casa.   Quando tutto tace si sente sempre un rumore di sottofondo, credo delle auto in lontananza.  Se passa un’auto sulla strada che dista 35 metri, la si sente molto bene.

 Tutti questi rumori non si sentono, o si sentono minimamente, al piano inferiore sui medesimi lati.  Questi rumori sono sempre più forti più ci si avvicina ai lati bassi delle stanze. Mi sembra proprio che il rumore entri dal legno del tetto, travi o perlinato.

Aggiungo che, mentre il condizionatore del vicino si sentiva anche in precedenza, il rumore di fondo è apparso solo dopo l’installazione delle finestre verticali con vetro 33.1/20 gas argon/33.1 (le Velux erano già installate). Provvisoriamente le finestre erano state sigillate e nastrate con del polistirene da 5cm. All’atto del montaggio, tra tealio finestra (in PVC) e muro vi era meno di 5mm, chiuso con del silicone).

La stratigrafia parete della mansarda, con i fori finestra, è10cm cappotto in eps + 25cm poroton riempito con perlite sopra e sotto corea + 6cm di lana di roccia + 1cm aria + 8cm forato + 2cm intonaco ciclo calceclima ambiente.

Non ci dormo la notte. L’unica speranza è che la causa sia la casa vuota, ma anche sotto è vuota, ed è silenziosa. Oppure che il ponteggio ancora presente in 3 lati  peggiori l’acustica, anche se la parte dove si trovano i passafuori non c’è nessun ponteggio.

 Ho chiesto ai miei tecnici, e mi hanno detto che è la prima volta che un tetto in legno ha questi problemi…

Il tetto l’hai fatto in parte tu, quindi sai bene come sia stato fatto.

***

 Ho fatto consulenza per questa copertura, 2 aspetti erano da correggere urgentemente:

  • nel computo era indicata una barriera al vapore sul lato caldo che non solo avrebbe trasformato il pacchetto tetto in un pacchetto tetto non traspirante, con i relativi rischi, ma non garantiva la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato (la mansarda)
  • la coibentazione non era definita nella qualità del materiale e sicuramente insufficiente a garantire una protezione dal veloce surriscaldamento

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Ho proposto

  • una soluzione per ottenere la tenuta all’aria con la posa di un telo freno al vapore a diffusione igrovariabile con funzione di barriera all’aria (le infiltrazioni d’aria in una copertura in legno sono la prima causa di condense interstiziali e ammaloramento delle parti lignee): il telo posato sulle perline sotto l’isolante, ora rigira verso il basso ed è sigillato alla muratura creando una continuità della linea di tenuta all’aria
  • una stratigrafia con pannelli in fibra di legno con calore specifico di ben 2400 J/kgK per offrire la massima protezione dal caldo estivo e uno spessore migliorato dall’originario 8+8cm a 10+10+2cm capaci di offrire almeno 14ore di sfasamento anzichè meno di 8

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fasi esecutive per ottenere la tenuta all’aria sulla linea di gronda:

  • parete in Poroton P800 e getto della corea con casseri in Celenit (fissato con ancore in plastica o spirali metalliche)
  • nastratura del manto sullo spessore interno del cordolo e risvolto volante verso l’esterno (utile anche per proteggere la muratura verticale dalle intemperie durante i lavori)
  • chiusura orizzontale/inclinata del pacchetto verticale con Celenit da rasare e lisciare
  • posa del tavolato sulle travi (tra la perlina e il Celenit lisciato posare un nastro autoespandente BG1)
  • risvoltare il manto sul tavolato per realizzare il pacchetto tetto

Per esperienza personale, dopo un intervento di coibentazione generale (non ho una casa con tetto in legno) la percezione dei rumori post intervento è radicalmente diversa: sono il tipo di rumori a cambiare. Dedicherò un nuovo articolo per descrivere queste sensazioni. Molti lettori che hanno fatto interventi in case già precedentemente abitate potranno riconoscersi.

Un tecnico del suono da me interpellato lo chiama “effetto Venezia”: cos’è che è cambiato? sono cambiate le frequenze: in parole povere, alcuni rumori non si sentono più e altri invece, che prima erano confusi nel rumore di fondo, emergono e si fanno notare. A Venezia è assente l’enorme rumore di fondo del traffico su gomma ed emergono i trolley, le voci, le stoviglie, le scarpe e i tacchi – sentite il rumore delle scarpe voi in una città normale?

Ma torniamo al tema principale, la mansarda di Pietro non è esente da infiltrazione di rumori esterni. Ora tutti sappiamo che uno strumento musicale è solitamente in legno, e non perchè il tuo vicino di casa possa bruciarlo facilmente dopo avervi sentito suonare! Ma prima di prendercela con la struttura portante è opportuno verificare che non ci siano buchi in casa, quali potrebbero essere?

  • il canale passante dell’aspiratore in cucina
  • il canale di sfiato dei bagni
  • il canale dell’impianto antenna
  • il telaio fisso dei due Velux
  • il telaio fisso dei serramenti che chiudono le pareti

Un test di tenuta all’aria potrebbe dare una verifica di tutti questi punti critici.

Sono anch’io infastidito facilmente dai rumori, il computer che ho davanti mi irrita, come il frigo o la testina del collettore del riscaldamento a pavimento – il bilancio dell’effetto Venezia dopo l’intervento di casa mia non l’ho ancora fatto. Potrebbe essere positivo, pur ammettendo che il fruscio rilasciato dai veicoli che corrono in strada mi appare enorme (un torrente) – i motori invece sembrano zittiti. Ne riparleremo.

Qualunque commento competente è gradito.

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Disaccoppiamento acustico come garanzia di comfort interno

Acustica imperfetta?

Tra i più gravi difetti in edilizia dobbiamo riconoscere i ponti termici, con tutti i problemi che ne derivano: lievi o forti condense superficiali sul lato interno a seconda del livello di umidità interna che si fanno notare con zone scure o comparsa di muffa.

I ponti termici non vanno sottovalutati – ma i ponti acustici?

isolamento acustico delle pareti interne

Una cattiva progettazione acustica non si fa vedere, ma si fa sentire. Se ho investito molto per spiegare con quali materiali e con quali stratigrafie si ottiene un ottimo comfort interno in estate e in inverno non dovrei dimenticarmi del comfort ambientale che posso ottenere con tante piccole attenzioni nel disaccoppiamento acustico. Il rumore tende a propagarsi facilmente e non conosce i confini tra unità immobiliari diverse – meglio studiare bene le soluzioni attuabili.

In una ristrutturazione è assai difficile interrompere la continuità degli elementi edili esistenti, e spesso i divisori in laterizio esistenti offrono loro stessi scarso isolamento acustico, naturalmente anche per colpa dell’unione meccanica al resto della struttura.

Se in una ristrutturazione si prevedono

  • nuovi divisori a secco sarà molto più facile ottenere un’acustica migliorata potendo prevedere dei collegamenti con elementi non rigidi.
  • nuovi divisori tradizionali si può prevedere il taglio acustico inferiore, superiore e laterale – senza dimenticare che anche lo strato di intonaco è un ponte acustico: usando profilati di polipropilene che nello stesso momento servono da guida per l‘intonaco si migliora sensibilmente l’isolamento acustico delle pareti interne non portanti.

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Di solito le trasmissioni acustiche più fastidiose risultano dal pavimento: se si prevede un nuovo sottofondo è il momento giusto per scegliere bene come realizzare  il disaccoppiamento – anche in questo caso, a seconda che si preveda di lavorare a secco o a umido.

Lavorando a secco posso certamente usare con facilità materiali più salubri e naturali. Siamo poco abituati ai sottofondi a secco, pur se questa soluzione offre innumerevoli vantaggi, anche pratici.

Poter contare su nuovi pavimenti, acusticamente disaccoppiati, galleggianti come si dice, sia inferiormente, sia in battuta alle pareti, sia nel punto di passaggio tra ambienti diversi, è già un grande passo verso un’acustica perfetta.

isolamento acustico delle pareti interne

Tubazioni e scarichi non sono meno colpevoli del discomfort acustico, quindi anche in queste zone si deve ragionare per ottenere sufficiente disaccoppiamento:

isolamento acustico delle pareti interne 8-01 isolamento acustico delle pareti interne 8-02

Per farsi una cultura su questo complesso argomento, acustica in edilizia, segnalo questi due testi:

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Requisiti acustici passivi degli edifici

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima quella parte della legge Comunitaria 96/2010 che aveva introdotto la sanatoria per l’acustica degli edifici che non rispettavano i requisiti del DPCM 5/12/1997.

In pratica si reintroduce la validità del DPCM 5/12/1997 per tutti gli edifici costruiti tra il 1997 e il 2009.

Per tutti gli immobili costruiti dal 2009 in poi rimane comunque sospeso.

e il nuovo decreto quando?

Dal 1997, e precisamente dal 5 Dicembre, esiste un DPCM che riguarda appunto i requisiti acustici passivi degli edifici. Generalmente è applicato per le nuove costruzioni ma non tutti i Comuni richiedono i Certificati di Collaudo Acustico.

Ci vorrebbe un Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

Ricordiamo che il valore dell’isolamento acustico di facciata è quello medio ponderale tra l’incidenza della parete e quella del serramento: il valore d’isolamento di facciata è sempre quello medio.

La norma UNI 11367 “Acustica in edilizia – Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera” prevede 4 classi di efficienza acustica:

  • classe 1 che identifica il livello più alto (più silenzioso)
  • classe 4 che è la più bassa (più rumoroso)

classi di efficienza acustica

Sappiamo che la stragrande maggioranza degli edifici italiani attualmente esistenti non raggiunge neppure la 4a classe….


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Rumore di calpestio e le poche soluzioni

Quando sono i rumori provenienti dall’appartamento superiore ad infastidirci si pensa ad intervenire sul proprio soffitto.

L’effetto del riempimento dell’intercapedine del controsoffitto con un materiale fonoassorbente è una diminuzione della propagazione del rumore per via aerea (la televisione, le voci, ecc.).

Spesso invece si tratta dei passi, dei tacchi… il rumore di calpestio appunto: è rumore di tipo impattivo e per intervenire bisognerebbe lavorare sul solaio dell’inquilino del piano di sopra, posando un materassino anticalpestio.

rotolo anticalpestio ristrutturazione

Ma quando la soluzione ideale è inapplicabile cosa fare? Coscienti che la trasmissione laterale del rumore attraverso le pareti non sarà curata si può almeno migliorare la situazione con qualche stratagemma:

  • materiali naturali in rotolo previsti come anticalpestio possono essere posati a soffitto per impedire l’effetto tamburo dei pannelli di un soffitto radiante che inevitabilmente propagano le vibrazioni provenienti da sopra attraverso il telaio e le guide matalliche.

rotolo anticalpestio ristrutturazione-01

Purtroppo nelle ristrutturazioni tutto non si può fare, nè avere.

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Isolamento termico o acustico?

 Mi viene spesso chiesto quale sia il migliore isolante senza spendere una fortuna…

Se ci troviamo nel momento della scelta del materiale isolante, o coibente, ricordiamo che i pannelli molto rigidi peggiorano la coibentazione acustica di un bel po’! 

tag-coibentazione-acustica

In campagna potrebbe essere irrilevante la cosa, ma in città inizia ad essere importante.

Meglio preferire pannelli isolanti che si deformino con facilità e che siano molto porosi: quindi l’EPS non è un buon materiale per la coibentazione acustica. L’EPS è anche uno di quei materiali che provoca risonanze.

Il potere fonoisolante di una parete in mattoni da 24cm peggiora fino al 6% se si isola con 10cm di EPS.

Teniamone conto mentre scegliamo!

I materiali coibenti morbidi sono i più indicati per "tagliare" il rumore.

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Rumori, vibrazioni e comfort acustico

  •  Tutti i committenti alla ricerca del comfort acustico
  • Pochi progettisti attenti alle vibrazioni.

Per diminuire la possibilità di passaggio delle vibrazioni, tra il solaio sottostante e le pareti divisorie si può inserire una striscia orizzontale di materiale fono isolante, almeno 3mm di spessore.

Esistono materiali artificiali, ma anche materiali naturali in diversi spessori. Basta chiedere cercare trovare e decidere.

Vi hanno mai proposto un? feltro? di? fibre? naturali? di? canapa? compattato??

Esiste, ed è ottimo come isolamento anticalpestio per pavimenti in legno prefiniti o per pavimenti galleggianti, ma anche per isolare acusticamente pareti e controssoffitti o per ridurre la trasmissione del rumore dal pavimento alla parete. 

 E con la canapa in fiocchi possiamo riempire le intercapedini dei telai dei serramenti o delle porte:

intercapedini-dei-telai-dei-serramenti

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