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Le conseguenze derivanti dalla mancata trasmissione dei dati all’ENEA

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Pasqua non è una semplice ricorrenza, come risuscita l’Unigenito dal Suo sepolcro, così dà a ciascuno di noi la possibilità di uscire dalle spelonche del nostro passato, dalle colpe nascoste, dagli errori che ci condizionano e ci invecchiano precocemente.

don Leonardo e la comunità parrocchiale di S.Prosdocimo

Ecco pronta per voi la RISOLUZIONE N. 46/E del 18 aprile 2019

OGGETTO: Articolo 16, comma 2-bis del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 – Trasmissione per via telematica all’ENEA delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito.

Volete conoscere le conseguenze derivanti dalla mancata trasmissione dei dati all’ENEA? Vi state chiedendo se tale inadempimento comporti la revoca della detrazione spettante per le spese sostenute per interventi edilizi che comportano risparmio energetico?

Come ormai saprete tutti, questo è attualmente il meccanismo:

“Al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze territoriali.”

Comunque ecco le informazioni che tutti cercavate:

  • il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato mandato all’ENEA di pubblicare un avviso sul sito finalizzato a concedere ai soggetti richiedenti una proroga dei termini previsti per la trasmissione dei dati per l’anno 2018, sino alla data del 1° aprile 2019.
  • il Ministero dello sviluppo economico, con nota prot. n. 3797/2019, ha espresso l’avviso che la trasmissione all’ENEA delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico prevista dal citato comma 2-bis dell’art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013, seppure obbligatoria per il contribuente, non determini, qualora non effettuata, la perdita del diritto alla predetta detrazione atteso che non è prevista alcuna sanzione nel caso non si provveda a tale adempimento.
  • L’art. 4 del citato decreto interministeriale n. 41 del 1998, reca l’elencazione tassativa dei casi di diniego della detrazione, tra i quali non è compresa la mancata o tardiva trasmissione prevista dal citato art. 16, comma 2- bis, del decreto legge n. 63 del 2013. Come già precisato, inoltre, la perdita del diritto alla detrazione, in caso di mancata o tardiva trasmissione, non è prevista neanche dal predetto art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013.

L’elefantessa ha partorito l’ennesimo topolino:

  • la mancata o tardiva trasmissione delle informazioni di cui all’ art. 16, comma 2- bis, del decreto legge n. 63 del 2013 non comporta la perdita del diritto alle detrazioni attualmente disciplinate dal medesimo art. 16.

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Il pesce d’aprile e l’invio della documentazione all’Enea che deve essere effettuato entro il 1° aprile 2019

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Sarebbe così semplice superare il 1° Aprile, una forbice, qualche cartoncino colorato e qualche pezzettino di scotch per riempire di pesciolini le schiene di amici e colleghi.

Invece l’Agenzia delle Entrate è molto più sofisticata:

A furia di articoli, e di passaparola tra professionisti e committenti, più o meno tutti hanno compreso che solo le Ristrutturazioni, quelle senza risparmio energetico, non necessitano della comunicazione Enea.

L’Agenzia delle Entrate conferma che l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Enea le informazioni sugli interventi effettuati riguarda solo le ristrutturazioni che comportano risparmio energetico.

Il senso di tutta questa confusione e lavoro documentale in più non è la solita italica propensione alla burocrazia, è piuttosto un tentativo di monitoraggio e valutazione del risparmio energetico che deriva dagli interventi di ristrutturazione edilizia. Tutta documentazione già richiesta da anni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Insomma, quest’anno non saremo noi a burlarci degli amici o dei parenti, ma sarà l’ENEA a burlarsi delle vittime che avranno scordato il 1° Aprile, scadenza dell’ invio delle Pratiche Enea 2018 (per i lavori terminati nel 2018).


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Demolizione e ricostruzione, ristrutturazione, acquisto prima casa

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A guardare questo grafico ANCE si direbbe proprio che nessuno voglia più investire in nuove abitazioni

e si direbbe anche che le compravendite siano ai livelli di vent’anni fa, pre bolla immobiliare. Abbiamo tantissimi VENDESI e pochissimi acquirenti.

E i troppi VENDESI non aiutano a mantenere il valore delle case un po’ datate e senza pregi. Si direbbe un momento propizio per gli acquisti!

Case a prezzi bassi… quanto abbiamo aspettato questo momento!

E anche tassi di interesse molto bassi… quanto abbiamo aspettato questo momento! Approfittiamone prima che Draghi lasci il suo posto (2019) e le nostre banche ruzzolino nella polvere!

Secondo me le nuove costruzioni hanno senso solamente se nascono su una demolizione – al suolo, diamo una piccola pausa, lasciamo anche alle generazioni future qualcosa da distruggere.

Demolire una casa di nessun pregio per ricostruire quella dei propri sogni ha molto senso quando l’edificio senza pregio è proprio nella zona che desideriamo.

Ma non è molto costoso demolire un edificio e poi affrontare una nuova costruzione?

Ripeto, se la casa esistente non ha nessun pregio è certamente intelligente pensare alla demolizione, che tra l’altro è una cosa che ci spaventa ma è veramente a buon mercato (trattare per credere!).

Demolire per ricostruire apre diverse porte e per quel che mi compete permette di

  1. scegliere il tipo di fondazione e come evitare le dispersioni verso il terreno
  2. ridefinire i materiali da costruzione, che possono anche essere strutturali e isolanti insieme
  3. scegliere la tipologia di copertura, tetto in legno o tetto in latero cemento a seconda del clima o del microclima di appartenenza

Se vi pare poco…

fondazione: in genere, affrontando una ristrutturazione o una riqualificazione energetica, gli spazi di manovra per migliorare il comfort del solaio verso terreno sono minimi o inesistenti – aggiungiamoci la frequente problematica dell’umidità di risalita o possibile presenza di gas Radon e…

costruzione: le pareti esistenti sono certamente disperdenti e ci costringono a progettare un sistema a cappotto – dove l’umidità delle strutture non è presente possiamo progettare con tutta la nostra fantasia e distanze permettendo con tutti gli spessori che vogliamo, ma spesso il problema dell’umidità di risalita impedisce questa libertà – isolare dall’interno? se si può e si deve… Non a tutti i committenti piace l’idea del cappottone e men che meno quella di isolare sul lato interno.

tetto: intervenire sul tetto esistente si deve per forza, ma ci si deve adattare alla situazione di fatto – ovviamente con la soluzione più intelligente possibile, ma senza la libertà che ci sarebbe su un foglio bianco.

E i tempi? Mica possiamo aspettare in eterno che la casa sia pronta…

Direi che la ristrutturazione può sembrare la via più veloce, la casa è già lì.. basta fare quello che si è deciso e si può abitare. In realtà la ristrutturazione non è un lavoro spedito e le sorprese sono sempre dietro l’angolo e ogni sorpresa richiede un chiarimento, un dettaglio, una soluzione.. tutte cose che allungano i tempi e coinvolgono diverse figure professionali contemporaneamente – non ultimo il portafogli del committente.

La ricostruzione tradizionale, quella in mattoni (poi vedremo quali 😉 ) sembra una partenza da adamo ed eva, invece, udite udite: se siamo stati a lungo sul tavolo progettuale definendo ogni dettaglio tutti insieme – e tutti insieme significa tutti, tutti quelli che parteciperanno al progetto e non che quando siamo al tetto ci domandiamo se farlo in legno o in latero cemento o cominciamo a ragionare su che riscaldamento installare o altre cose importanti per stabilire le quote o le forometrie – il cantiere marcerà spedito e sereno e senza sorprese economiche. Naturalmente non si tratta di una costruzione a secco, ma a umido! e l’umidità di cantiere non è una diceria dei vecchi muratori. Dunque un po’ di stagionatura sarebbe sempre consigliabile. Anche questo è un tempo da calcolare e prevedere in base alla stagione.

La ricostruzione potrebbe essere in legno, platea di fondazione evviiia con l’assemblaggio. Costruire in legno non presenta nessuna sorpresa sui costi finali. Occhi aperti sulle stratigrafie e sui materiali però! L’italia non è la Svezia, in clima mediterraneo non basta isolare tanto, ci vogliono materiali contro il surriscaldamento, stratigrafie adatte all’ottenimento di molte ore di sfasamento, finiture interne che garantiscano molta massa – insomma un’orchestra di buone soluzioni per far suonare a meraviglia la nostra futura e velocissima casa in legno. Ecco, per chi ha fretta e i soldi sul tavolo, non c’è soluzione più indicata.


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Detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione ediliza 2018

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Solo per amanti della burocrazia.

Sapete cosa succede da quest’anno? Nel 2018, grazie alla nuova Legge di Bilancio, se chiedi la detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione ediliza che comportano una riduzione dei consumi o l’utilizzo di fonti rinnovabili scatta l’obbligo di comunicazione all’ENEA.

Fino ad oggi invece facevi i tuoi lavori, facevi i tuoi bonifici e spalmavi nei dieci anni successivi le agevolazioni fiscali al 50%.

Oggi devi inviare all’ENEA tutte le informazioni relative agli interventi di ristrutturazione edilizia come si faceva fino all’anno scorso per ottenere l’Ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici.

Sul portale curato dei tecnici ENEA sono disponibili vademecum, FAQ, la normativa di riferimento e un servizio di help desk a cui inviare i propri quesiti. Vai a questo link.


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Sbagliata la causale del bonifico per agevolazioni fiscali da Ristrutturazione o Risparmio energetico?

E’ capitato anche a me: ho cliccato sulla causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50% .

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E adesso?

Manteniamo la calma e andiamo avanti!

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l’Agenzia delle Entrate chiude un occhio sulla causale errata del bonifico effettuato per godere della detrazione sui lavori edili o finalizzati al risparmio energetico.

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Non è una boutade di esperto casaclima! è la Circolare 11/E dello scorso 21 maggio che lo dice.

La vostra agevolazione non è in pericolo!

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Non dormite appunto per l’errata indicazione della causale sul bonifico di versamento? il timore di perdere il treno dell’agevolazione viene a trovarvi ogni notte?

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L’Agenzia affronta nella Circolare 11/E proprio il tema dell’inversione della causale – quando il contribuente, commettendo una mera svista, riporta sul bonifico la causale della detrazione opposta a quella che intende richiedere.

il tuo coraggio

la tua allegria

la tua determinazione

ti porteranno alla vittoria!

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Tanto per fare il mio personale esempio: si potrebbe riportare la causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50%. O anche viceversa. In questi casi, rassicura l’Agenzia, non c’è da preoccuparsi, visto che l’errata indicazione della causale non preclude la concessione del beneficio:

  • 50% 65%… Lo “scambio” di causale non compromette il bonus.

Ma per quale ragione la burocrazia è così clemente con noi?

Ce lo spiega il dott. Mario Maretto – La ragione sta nel fatto che il passaggio fondamentale ai fini dell’uno o dell’altro bonus, ovvero la ritenuta del 8% a titolo di acconto sul reddito dell’impresa destinataria del versamento, non è in ogni caso compromesso. La banca o l’ufficio postale, infatti, applicano di default la ritenuta, sia in presenza della causale che rimanda al 50%, sia di quella abbinata al 65%.

Di conseguenza, nell’ipotesi in cui l’indicazione nella causale del bonifico dei riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 8%, si ritiene che la detrazione possa comunque essere riconosciuta, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

Le medesime conclusioni si possono applicare anche nel caso opposto in cui, per un errore materiale, nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, fermo restando il rispetto dei presupposti per la fruizione di quest’ultima detrazione.

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In conclusione, prima di disperare… informarsi!

Qualunque sia la detrazione della quale il contribuente intende beneficiare, l’errata indicazione della causale non andrà a comprometterne l’applicazione, a patto però che sia tutto in regola con gli altri requisiti previsti (fatture, schede tecniche, asseverazioni, ecc).

Un errore, invece, che richiede necessariamente la correzione – pena la nullità dello sconto fiscale – è quello del cosiddetto bonifico “non parlante”, vale a dire quando sul bonifico viene dimenticata la causale. L’assenza della causale, infatti, non permette di effettuare la ritenuta del 4%, e automaticamente preclude la concessione del bonus.

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Calma!

in questo caso la soluzione è

  • far presente l’errore alla ditta
  • provvedere ad un secondo versamento con un nuovo bonifico (eseguito correttamente)
  • chiedere il rimborso dell’importo già pagato

PS: lo sapevate che esiste una proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata alla Camera dei Deputati? ne ho parlato qui.

 

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Vorrei trovare le imprese giuste per fare i miei lavori di ristrutturazione

La buona riuscita di un’opera di un’impresa edile, di un impiantista, di un elettricista e di un serramentista in parte è legata

  • alle maestranze vere e proprie
  • ad un capitolato ben scritto che non tralascia aspetti importanti
  • alle scelte e alle decisioni progettuali

cosa intendo per scelte e decisioni?

se la coibentazione o i materiali edili o gli intonaci interni sono scelti dall’impresa in base alle proprie abitudini ed esperienze non è come progettare e poi raccogliere i preventivi di un paio di imprese per decidere a chi affidare il lavoro.

lavori impresa edile

se l’impianto di riscaldamento, raffrescamento e idrosanitario è “inventato” dall’impiantista in base alle sue esperienze è una cosa, altra cosa è chiedere ad un termotecnico il progetto esecutivo di tutti gli impianti termoidraulici per ricevere un computo metrico ben fatto per poi ricevere qualche offerta Termoidraulico e poter valutare i preventivi che si riferiscono alle stesse voci.

lavori impiantista

se l’impianto elettrico è proposto in base al “tipo di casa” non rispecchia probabilmente le esigenze (forse anche di semplicità) di chi abiterà

lavori elettricista

se mi rivolgo ai “fratelli finestra” per una proposta di serramenti, loro mi proporranno il loro modello di finestra; diverso è decidere che prestazioni dovranno avere i serramenti per confrontare qualità e prezzi da fornitori diversi.

lavori serramentista


 

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