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Ferragosto e la casa con buon isolamento contro il caldo

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Sembra che l’alta pressione nord africana abbia raggiunto il suo massimo e oggi si toccherà il culmine del caldo. I picchi anche superiori ai 40°C mettono gli edifici a dura prova, specialmente quelli che sorgono in una cosiddetta isola di calore dove manca il verde e il normale raffreddamento notturno.

Quando la ventilazione notturna è impossibile la casa continua a caricarsi di energia e anche il migliore isolamento termico non aiuta più.

Naturalmente sto parlando di protezione passiva dal caldo, quindi mi riferisco solo alla forza di resistenza dell’involucro edilizio. Non considero nessun impianto di raffrescamento. La casa è gestita con l’ombreggiatura (manuale o del verde esterno) e con la ventilazione notturna: in condizioni estive più normali queste 2 soluzioni ben gestite permettono agli ambienti interni di non superare Continua a leggere

Risolvere il problema dell’umidità in cantina o nel seminterrato

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Nell’articolo Esiste una soluzione alla condensa di primavera o estiva? avevo già parlato del problema che affligge cantine, seminterrati e taverne, tutti ambienti con problemi di umidità in eccesso. E avevo spiegato perchè l’umidità è in eccesso! Nell’articolo Riscaldare un seminterrato, comfort e temperatura operante avevo descritto brevemente che la temperatura operante dipende dalla temperatura dell’aria interna, ovviamente, ma anche dalle temperature superficiali interne.

L’umidità e il basso comfort che si percepisce in questi locali è colpa nostra o colpa della casa?

E’ colpa nostra quando non facciamo ventilazione in modo corretto e di conseguenza peggioriamo la situazione – aggiungiamo altra umidità a quella esistente. Continua a leggere

Installazione di una VMC molto intelligente

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Livelli di umidità interna sempre troppo alti, un passato di muffe negli angoli e in altre zone fredde, ambiente interno sempre interessato da odore di umido e freddo; un cliente dello studio, ma come ce ne sono tanti altri, basta leggere i commenti sotto gli articoli, mi incarica di aiutarlo a risolvere definitivamente il problema: vuole una casa asciutta e non più a rischio muffa.

Il budget per l’intervento è inesistente (già è stato speso molto l’anno scorso per ritinteggiare tutti gli interni inseguendo l’idea di bonificare tutte le stanze dalle muffe che continuavano a ripresentarsi), quindi

si deve fare solo il necessario.

Ma qual’è questo necessario se non affrontare il toro per le corna? Il ricambio d’aria insufficiente e le zone fredde che sono i ponti termici strutturali e geometrici dell’edificio continueranno a presentare il conto: la condensa superficiale interna.

Non c’è il capitale necessario per un intervento di isolamento interno e per ripetere un’altra volta i lavori di finitura interna?

Si deve almeno pensare al ricambio d’aria,

e senza un impianto VMC con recupero di calore sarà veramente difficile dare una svolta al problema delle muffe. Se non si pensa alla salute degli adulti, si pensi almeno a quella dei più piccoli che stanno crescendo il loro apparato respiratorio. No, non vendo macchine per ventilazione controllata, ma le devo consigliare: sono la soluzione.

E’ chiaro che una VMC può risolvere il problema del ricambio d’aria, dell’umidità interna elevata e del rischio muffa. Ma cosa rispondere al committente che è tanto convinto della decisione quanto spaventato dai lavori in casa.

Inutile minimizzare: avere gente per casa che ti vuole demolire la casa e far polvere e calcinacci e chi sa che altri danni… spaventa! Ma le forometrie sono necessarie: la VMC deve comunicare con l’esterno e l’installazione prevede come minimo un’apertura nel muro perimetrale per la macchina + altri eventuali fori interni che sono indispensabili per far comunicar la VMC con ambienti più lontani.

Tutto sarebbe stato più semplice al tempo del cantiere o prima di abitarci, lo so.

Guardate cosa sono riuscito a combinare in casa mia qualche anno fa, per riuscire con 1 sola VMC ad offrire un po’ di ricambio aria a 2 stanze e a 1 bagno cieco:

ho dovuto aprire una finestrina nel muro perimetrale e poi far passare i corrugati da 75mm di diametro dove serviva. Nulla di impossibile, ma lavorare in una casa finita non offre la stessa libertà che offre un cantiere.

Nei mesi scorsi ho parlato di VMC intelligente, e molti lettori vorranno buttare un’occhiata ai lavori durante la giornata d’installazione di una VMC bluMartin. Buona visione!

cominciamo con qualche misura da conoscere:

proteggere da danni e polvere il contenuto degli ambienti prima di iniziare a riportare sul muro le forometrie da realizzare è fondamentale:

demolire con precisione e cautela non significa perdere tempo, ma eseguire un ottimo lavoro:

prevedere le brevi canalizzazioni verso altri ambienti fa parte del progetto:

dalla demolizione interna, per evitare danni, non si può passare fino alla facciata esterna:

meglio proteggere gli occhi in alcune fasi:

chi lavora bene e con cura non è malvisto dagli altri condomini:

il lavoro preparatorio comincia a prendere forma e dare un senso, la sede della VMC va al suo posto:

per sfruttare una macchina VMC servendo altri locali si devono prevedere dei carotaggi attraverso alcuni divisori interni:

notare la tipologia di costruzione dell’edificio che prevedeva un sottile isolamento termico tra blocco di tamponamento esterno e rifodera in laterizio forato interna (naturalmente questa soluzione costruttiva porta con sè il problema della ripetuta interruzione dell’isolante ogni volta che si arriva ad un elemento strutturale, qui si vede il solaio interpiano):

come sapete, il ricambio d’aria degli altri locali necessita o di canali di ripresa o del modulo di trasferimento aria freeAir plus:

e finalmente arriva il momento di installare la bluMartin freeAir 100:

anche all’esterno è il momento di concludere e mettere via la scala:

per agevolare il passaggio di aria tra gli ambienti anche con porte chiuse è bene prevedere qualche millimetro libero a pavimento con il vecchio trucco della rondella, se possibile:

da così:

a così: il canale di ripresa del bagno può essere inscatolato ad evidenziare un elemento architettonico strutturale finto:

il modulo di trasferimento aria freeAir plus non disturba:

come concludere? il lavoro va fatto, e le soddisfazioni poi si raccolgono da sole!


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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La VMC in condominio

Installare un impianto decentralizzato di ventilazione meccanica con recupero di calore, VMC, in un appartamento che ovviamente sta in un contesto condominiale impone la realizzazione di un foro, al massimo di due fori, nella facciata comune. Dipende dal modello VMC scelto.

Ma il proprietario che decida per l’installazione della VMC deve comunicare o deve chiedere al condominio l’esecuzione del foro?

E’ suo diritto rinnovare l’aria ambiente con una macchina VMC oppure è una preghiera che deve rivolgere ai condòmini ostili?

Il TAR (sentenza n. 648/2017) ha già fatto chiarezza sulla collocazione di canne fumarie: non serve il consenso degli altri condòmini (se non impedisce agli altri l’uso del muro comune e non ne altera la normale destinazione).

Sono convinto che un foro destinato al funzionamento di una ventilazione meccanica non rientri tra gli interventi di eccessiva vastità, anche nel caso in cui i fori siano due e la placca di protezione esterna misurasse 30x15cm.

E sono anche convinto che il condominio, contrario all’installazione, non possa opporsi sbandierando l’argomento “immissioni sgradevoli o nocive“: infatti come potrebbe allora un altro condòmino permettersi di aprire la finestra e fare un normale ricambio d’aria?

Se io non posso accendere una VMC, allora tu non puoi aprire la finestra!

Sì, siamo tutti a favore della PACE, ma in condominio regna la guerra.

Avete esperienze sull’argomento? Potete lasciare un commento senza bisogno di iscrizione o altro. Andate nel riquadro lasciate un commento.


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Ventilazione: quanta aria ci serve?

 Ventilazione meccanica controllata (VMC) / apertura finestre, ma quanta aria ci serve in casa?

Alcuni proprietari di case costruite con materiali “bio” tendono a convincersi di dover ventilare poco perchè già al tempo del progetto hanno evitato sostanze inquinanti e molte delle sorgenti di emissioni.

Trovarsi in un ambiente senza composti organici volatili VOC o idrocarburi policiclici aromatici  IPA o Radon certamente è una partenza perfetta per arrivare ad un ambiente salubre, ma cos’è che ci fa sentire il bisogno di una boccata d’aria fresca?

  • la mancanza di ossigeno? credo di no, ne consumiamo al massimo 50 litri ogni ora e anche meno se stiamo fermi a leggere.
  • gli odori delle persone (e infatti spesso vengo chiamato a risolvere problemi di muffe nelle stanze dei bimbi: sono i genitori che non distinguono l’esigenza di arieggiare correttamente dal “profumo” di “pargoletto”).
  • la produzione di CO2 causata dalla respirazione (l’aria viziata è semplicemente biossido di carbonio, un gas naturale…)

co2 e ventilazione meccanica controllata

Forse il miglior parametro per stabilire quanta aria di ricambio ci serve è esattamente la misurazione della concentrazione di CO2.

Alcuni impianti di VMC prevedono la misurazione della CO2 per alzare o diminuire il ricambio dei volumi ora dell’aria interna.

Insieme alla CO2 anche tutti gli altri gas inquinanti se ne vanno con la ventilazione corretta (il Radon è più insidioso: è un gas pesante).

Abbiamo dimenticato l’ultimo dei gas:

Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma fare un ricambio completo dell’aria ogni due o tre ore dovrebbe essere la norma:


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Le potenzialità della vmc senza recupero di calore

tag-vmc-senza-recupero-di-caloreQuali sono le potenzialità della ventilazione meccanica controllata VMC senza recupero di calore?

Beh, se non ci interessa tanto recuperare il calore, ma piuttosto vogliamo aria fresca rinnovata, allora può essere un’idea!

Ecco lo schema di vmc senza recupero di calore applicato a questo bel restauro di una casa in granito in Corsica:

restauro casa in granito in corsica

Tutto il sottotetto è stato reso abitabile: un recupero che ha permesso quattro piccole unità, che possono ospitare ognuna 2/3 persone, e occupano tutto l’ultimo piano, illuminato dalle belle piccole finestre originali restaurate e dipinte in azzurro glicine.

D’ estate il sole batte forte, il clima però è sempre buono, ventilato, non afoso, aria sempre pulita…

Tutto il sottotetto è dotato di estrattori d’aria che restano sempre accesi (quasi silenziosi!): l’aria, che se fosse mantenuta ferma renderebbe piano piano il sottotetto una piccola bolla di calore, e umidità, se vissuta (cucinare, lavarsi, dormire, ecc) , è continuamente risucchiata dalle prese rotonde nei punti più elevati vicini al colmo del tetto.

restauro casa in granito in corsica serramenti

Le finestre non sono ben chiudenti (non hanno guarnizioni) nè le porte in basso chiudono perfettamente, e l’aria che viene espulsa richiama aria nuova dalle fresche scale interne in pietra (originali) attraverso la fuga inferiore delle porte o dalle piccole finestre che non chiudono a tenuta o da una delle finestre mantenuta aperta.

restauro casa in granito in corsica

Fatto sta che il risultato è ottimo anche senza test:

  • nessun odore negli ambienti
  • nessuna sensazione di caldo da zona sottotetto
  • nessuna sensazione di aria troppo umida (anche l’umidità provocata da una doccia sparisce in fretta)
  • nessun surriscaldamento
  • nessuna zanzara nella notte: forse il lento moto dell’aria non permette alle zanzare di localizzare le prede
  • aria fresca 24ore su 24

 La VMC è sempre una buona idea!


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