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Esiste una soluzione alla condensa di primavera o estiva?

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Terminato il periodo di riscaldamento, la casa deve affrontare un nuovo problema prima del tormentone surriscaldamento.

A seconda della zona climatica di appartenenza, e a seconda dei capricci stagionali, tra la fine di marzo e la metà di aprile gli impianti di riscaldamento vanno spenti. Per tutti quelli che utilizzano una semplice caldaia a metano è il momento di girare la manopolina su estate lasciando che la caldaietta continui a lavorare solo se è richiesta acqua calda sanitaria ACS.

E cosa succede in casa? Continua a leggere

Casa e isolamento termico in clima umido e nebbioso, tipico della pianura padana

E’ un pensiero diffuso che d’inverno la nebbia (in quanto visibile) e l’umidità esterna elevata siano un problema per la casa, il tipo di struttura, e la tipologia del materiale per isolamento termico. Vengono anche grossi dubbi sulla idoneità della posa di materiali naturali.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-03

E alcuni sono convinti che l’umidità, sotto forma di vapore acqueo, penetri dall’esterno verso l’interno, mentre di fatto la migrazione del vapore nella stagione di riscaldamento ha un’unica direzione: da dentro verso fuori!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, sempre in maniera semplice:

Se d’inverno l’aria esterna ha temperatura 0 °C e 100% di umidità relativa, aprendo la finestra o facendo funzionare la ventilazione meccanica controllata, noi deumidifichiamo l’ambiente interno, che avrà probabilmente temperatura +20 °C e 50% di umidità relativa.

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Si deve ricordare che l’aria esterna entra fredda e umida (0 °C e 100% di umidità relativa) in casa e viene portata in breve tempo ai +20 °C impostati.

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Riscaldare l’aria esterna portata in casa equivale a seccarla ottenendo in fretta un’umidità relativa del 25%.

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Conclusione

  • d’inverno, facendo ventilazione manuale (oppure meccanica) la casa viene deumidificata! …al contrario di quanto spesso si pensi.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-04

    • se è installato un impianto per deumidificare gli ambienti, non ci sarà necessità di farlo funzionare, bensì di arieggiare meglio! se con una VMC, si recupera anche il calore.

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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Attenzione alla condensa superficiale, il rischio muffa

Parlando di condensa superficiale interna, cosa succede se coibentiamo le pareti e il tetto SENZA SOSTITUIRE le finestre? Aumenta o diminuisce il rischio muffa?

condensa telaio

Il fatto di consumare più o meno tanto all’indomani dell’intervento, naturalmente dipende anche dagli apporti solari e dalle nostre abitudini.

L’umidità interna viene smaltita per un massimo di un 6 % attraverso le strutture dell’edificio, il resto deve essere eliminato aprendo le finestre oppure con un impianto VMC (la ventilazione è sempre necessaria).

Se la casa, dopo l’intervento, raggiunge una buona tenuta all’aria ovviamente non gode più degli spifferi (il ricambio dell’aria naturale) e bisognerà aprire con regolarità le finestre (sempre che non vi sia un impianto VMC centralizzato). Se questa operazione non viene fatta l’umidità in casa comincerà ad alzarsi e andrà a saturare le strutture o condensare sulle superfici più fredde: per esempio sui telai dei vecchi serramenti non sostituiti o sulle zone ponti termici non correttamente attenuati.

L’umidità negli ambienti chiusi si uniforma e ovviamente va là dove ve n’è di meno, per esempio nelle stanze mantenute più fredde o magari non riscaldate.

Se si riesce a mantenere un’ umidità ridotta non succede nulla nemmeno sulle pareti rimaste fredde perchè non coibentate.

Vediamo quando condensa una qualsiasi superficie e in quali condizioni :

  • Temperatura ambiente 20°C con il 65% di Umidità Relativa CONDENSA qualsiasi superficie ad una temperatura inferiore a 12.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 50% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 9.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 40% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 6.8 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 30% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 2.5 °C

Il rischio condensa poi dipende anche dallo strato liminare …vedasi i mobili aderenti alle pareti.

Morale della favola:

monitoriamo sempre temperatura e umidità interne negli ambienti più a rischio condensa in modo da conoscere bene e costantemente la situazione climatica interna per poterla correggere con una corretta ventilazione prima del verificarsi delle macchie di muffa. Per conoscere questi valori è sufficiente tenere in casa qualche termoigrometro come questo:




E se volete passeggiare per casa con un termometro al laser per individuare le temperature superficiali più a rischio condensa (e quindi muffa) potete usare questo:

o il più economico:



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La VMC antimuffa

forse mi sono espresso male in altri articoli riguardanti la VMC: la ventilazione meccanica controllata non è uno strumento per combattere la muffa, piuttosto è uno strumento che alza la qualità dell’aria interna, recupera il calore che altrimenti andrebbe perso arieggiando un locale e (conseguenza invernale) abbassa l’umidità relativa interna dell’ambiente.
L’aria fredda esterna che passa per lo scambiatore di calore viene riscaldata e immessa nell’ambiente: l’aria fredda esterna, se riscaldata, ha un’umidità relativa molto più bassa (aria molto secca).

Prendere l’aria di fuori sostituendola all’aria di dentro equivale a seccare l’aria: non abbiamo deumidificato l’aria vecchia! abbiamo preso l’aria esterna, l’abbiamo riscaldata quanto il recuperatore di calore ci ha permesso (in base alle sue prestazioni) e l’abbiamo immessa nell’ambiente.

Se installiamo una VMC con un recuperatore di calore scarso (leggi max50%), se fuori è 0° C, l’aria entra (forse) con temperatura +10° C e, in continuo, in un piccolo locale, potrebbe anche raffreddare troppo l’ambiente dove è installata. Il locale che subisce questo ricambio eccessivo non mantiene una temperatura di comfort e anche le temperature superficiali scendono.
Quindi, anche la regolazione della portata d’aria della VMC può peggiorare la prestazione del recuperatore di calore: più l’aria passa velocemente… meno scambia!

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La VMC d’estate non funziona

Non fraintendete il titolo dell’articolo.

Ci si aspetta sempre troppo dalla ventilazione meccanica controllata

  • vorremmo che cambiasse l’aria alla casa
  • che la riscaldasse d’inverno
  • la raffrescasse in estate
  • la deumidificasse
  • che autopulisse i filtri
  • che non consumasse energia elettrica
  • e costasse anche pochissimo
vmc by-pass estivo
Non perdiamoci nei luoghi comuni. Voglio solo esprimere un concetto di funzionamento per spiegare cosa succede in regime estivo all’impianto di VMC, un modo per rispondere alle frequenti domande dei neo utenti di questi impianti:
  • NON tutte le VMC prevedono il Free-cooling (e cioè il by-pass del recuperatore di calore)
  • queste VMC (solitamente tutte le decentralizzate) non possono portare in casa direttamente l’aria esterna dall’esterno, che in alcuni momenti può risultare più fresca di quella esterna (e quindi desiderabile)

Ovviamente, in queste condizioni, succede spesso che l’umidità relativa ambiente interno aumenta pescando l’aria calda esterna: l’aria dovrebbe venire deumidificata.


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Controllare la concentrazione di Co2 e il meteo

Non possiedo un iPhone. Sono sempre davanti al computer, e se non sono lì, mi fa anche piacere ricevere solo telefonate.

Tutti quelli che conosco ce l’hanno, e allora ecco cos’ho trovato.. una stazione meteo che misura la qualità dell’aria interna ed esterna Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium (Modulo interno e Modulo esterno)

Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium

  • temperatura,
  • umidità,
  • pressione,
  • livelli di CO2 (Quando i livelli di CO2 diventano eccessivi, ricevi immediatamente un avviso sul tuo iPad, iPhone o iPod touch, così puoi agire immediatamente aumentando la ventilazione dell’ambiente),
  • e altro ancora sia all’esterno che all’interno.

Si connette tramite WiFi fornendoti l’accesso immediato ai dati raccolti dalla stazione. Tiene traccia e controlla il meteo e la qualità dell’aria. Ricevi avvisi sulla qualità dell’aria in tempo reale.

Più che altro mi sembra molto interessante per monitorare l’aria all’interno della casa conoscendo finalmente con esattezza la concentrazione di Co2, l’umidità interna e altri valori: forse in questo modo ci renderemmo meglio conto che una ventilazione meccanica controllata potrebbe veramente migliorare la nostra vita. Se invece la VMC è già installata potremmo controllare se lavora bene o male!

monitorare Co2 in casa app netatmo

App Netatmo è disponibile gratuitamente all’App Store.

Sembra un bell’aggeggio. Se avessi un iPhone, un iPod o un iPad penserei ad acquistarlo.

monitorare Co2 in casa app netatmo

Se conoscete questo prodotto, lasciate una recensione o proponete un’alternativa!! grazie.

Per una recensione più tecnica:

  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-stazione-meteo-che-misura-anche-qualit%C3%A0-dellaria
  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-report-preliminare

vale sempre il motto:

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Ventilazione: quanta aria ci serve?

 Ventilazione meccanica controllata (VMC) / apertura finestre, ma quanta aria ci serve in casa?

Alcuni proprietari di case costruite con materiali “bio” tendono a convincersi di dover ventilare poco perchè già al tempo del progetto hanno evitato sostanze inquinanti e molte delle sorgenti di emissioni.

Trovarsi in un ambiente senza composti organici volatili VOC o idrocarburi policiclici aromatici  IPA o Radon certamente è una partenza perfetta per arrivare ad un ambiente salubre, ma cos’è che ci fa sentire il bisogno di una boccata d’aria fresca?

  • la mancanza di ossigeno? credo di no, ne consumiamo al massimo 50 litri ogni ora e anche meno se stiamo fermi a leggere.
  • gli odori delle persone (e infatti spesso vengo chiamato a risolvere problemi di muffe nelle stanze dei bimbi: sono i genitori che non distinguono l’esigenza di arieggiare correttamente dal “profumo” di “pargoletto”).
  • la produzione di CO2 causata dalla respirazione (l’aria viziata è semplicemente biossido di carbonio, un gas naturale…)

co2 e ventilazione meccanica controllata

Forse il miglior parametro per stabilire quanta aria di ricambio ci serve è esattamente la misurazione della concentrazione di CO2.

Alcuni impianti di VMC prevedono la misurazione della CO2 per alzare o diminuire il ricambio dei volumi ora dell’aria interna.

Insieme alla CO2 anche tutti gli altri gas inquinanti se ne vanno con la ventilazione corretta (il Radon è più insidioso: è un gas pesante).

Abbiamo dimenticato l’ultimo dei gas:

Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma fare un ricambio completo dell’aria ogni due o tre ore dovrebbe essere la norma:


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La VMC non è un deumidificatore, ma funziona.

Chi si è convinto a installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata è così pieno di aspettative che è anche convinto di aver installato un ottimo deumidificatore.

ventilazione-meccanica-controllata-recupero-del-calore

Non è esattamente così.

A tutti gli effetti, la VMC, in funzionamento continuo nella stagione fredda, quella in cui per forza di cose tendiamo a rimanere chiusi in casa, offre non solo aria fresca (temperata) in modo continuativo e silenzioso nonostante le finestre chiuse,  piano piano abbassa anche l’umidità interna.

Ed infatti nei giorni più freddi la condensa che si forma viene espulsa dal ventilatore dell’aria in uscita!

Ma allora è un deumidificatore! oppure no?

Teniamo presente che d’inverno con -5 °C e umidità relativa 80% ci sono solo 2grammi di acqua in 1kg d’aria (d’estate già con 25 °C e umidità relativa 70% ci sono ben 14grammi d’acqua in 1kg d’aria).

Nella stagione fredda l’aria esterna contiene (a parte alcune coincidenze meteo) comunque molta meno umidità dell’aria ambiente (essendo quella esterna più fredda).

L’aria interna (calda) subisce anche l’extra apporto di umidità dovuto alla presenza di più persone contemporaneamente aumentando vistosamente il tasso di umidità.

Ecco spiegata la magia: il ricambio continuo fa entrare nell’ambiente l’aria “relativamente secca” esterna e ce la offre pre-riscaldata grazie allo scambiatore di calore!

Riassumendo,

nel periodo di funzionamento dell’impianto di riscaldamento, la VMC garantisce un continuo ricambio dell’aria e di conseguenza garantisce una sensibile riduzione dell’umidità.

Installiamola con fiducia, saremo ricompensati: in fondo si tratta di aria! l’unica cosa di cui veramente non possiamo fare a meno!

E ricordiamo di monitorare l’umidità e la temperatura interna per migliorare le nostre abitudini: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In caso di necessità affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale:

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente?


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La fibra di legno teme l’ umidità?

 Spesso consiglio come materiale termoisolante la fibra di legno.

consiglio-la-fibra-di-legno

Una volta su due che consiglio l’uso della fibra di legno vengo guardato un po’ così.. e mi viene detto che:

"da noi c’è un clima umido",

"dalle nostre parti non si usa mai",

"ma d’estate c’è molta umidità".

clima-umido

Come posso convincere del contrario chi appare già molto convinto?

Non nego che d’estate l’aria contenga molta umidità:

  • se d’inverno con -5 °C e umidità relativa 80% ci sono solo 2grammi di acqua in 1kg d’aria,
  • d’estate già con 25 °C e umidità relativa 70% ci sono ben 14grammi d’acqua in 1kg d’aria.

Diamo insieme un’occhiata a come si comportano alcuni materiali termoisolanti di 10cm di spessore quando assorbono umidità: la % indica il peggioramento della prestazione coibente.

Sembra che la fibra di legno resti proprio un efficace coibente anche se contiene molta acqua (nel diagramma i pannelli Pavatherm).

materiali-isolanti-10-cm-peggiorano-prestazioni-assorbimento-umidita

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Troppa umidità in casa? compra un termoigrometro.

Troppa umidità in casa? Abbiamo avuto anche la muffa in alcuni punti? L’aria ha un profumo che non ci piace?

Iniziamo a monitorare l’umidità con un igrometro! Questo ci può aiutare a

  • migliorare i nostri comportamenti
  • capire in quali momenti arieggiare gli ambienti
  • come fare una corretta ventilazione per smaltire l’umidità più in fretta
  • imparare a non produrne troppa

Con il tempo saremo meno maldestri in casa, e più coscienti.

L’esperto casaclima consiglia che ogni componente il nucleo familiare abbia alla cintola un igrometro professionale come questo:

igrometro-professionale per misurare umidità in casa

Stavo scherzando! Certo, lo strumento è molto preciso e veloce (1 secondo per avere la corretta misurazione), (vuoi acquistarlo?), ma anche un igrometro digitale basta e avanza al nostro scopo!

Consiglio di averne più di uno in casa per monitorare bene la situazione,

 Non lamentiamoci della nostra casa fino a che non avremo fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità per farla funzionare al meglio!

Lasciamo in pace l’architetto, non telefoniamo all’impiantista, non disturbiamo il serramentista… concentriamoci sugli errori che ripetiamo ogni giorno! confessiamoceli!

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