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VMC e salubrità delle case: i filtri della ventilazione confortevole

Quali filtri montiamo sulle VMC ?
Parliamo di filtrazione dell’aria esterna attraverso impianti di ventilazione meccanica controllata, l’efficienza di un filtro misura la capacità del filtro di rimuovere le particelle che lo attraversano.

filtro vmc

  • Micrometro o micron = 0.000001m
  • Nanometro = 0.000000001m

Gli inquinanti dell’aria sono:

  • il monossido di carbonio,
  • gli ossidi di zolfo,
  • gli ossidi di azoto,
  • l’ozono,
  • il particolato,
  • il radon,
  • il benzene,
  • l’asbesto,
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed il cloruro di vinile.

Riguardo il particolato o polveri sottili:

  • le particelle con diametro superiore ai 10 µn si fermano nelle prime vie respiratorie
  • le particelle con diametro tra i 5 e i 10 µn raggiungono la trachea ed i bronchi
  • le particelle con diametro inferiore ai 5 µn possono raggiungere gli alveoli polmonari

Radon: mediamente 12 micron
Benzene: mediamente 1 micron
Polline e spore : da 5 micron a 200 micron
Acari : da 5 micron a 20 micron
Fumo di tabacco : mediamente 1 micron

Secondo le normative EN-779 ed EN-1822 i filtri si suddividono in:

Gruppo ”G” = filtri per polvere grossa (Classificazione dei filtri di ventilazione generale secondo EN 779)

  • Filtro G1 : efficienza con polvere sintetica tra 50% e 65%
  • Filtro G2 : efficienza con polvere sintetica tra 65% e 80%
  • Filtro G3 : efficienza con polvere sintetica tra 80% e 90%
  • Filtro G4 : efficienza con polvere sintetica tra < 90%

Gruppo ”F” = filtri per polvere fine (5 micron)   (Classificazione dei filtri di ventilazione generale secondo EN 779 )

  • Filtro F5 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 40% e 60%
  • Filtro F6 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 60% e 80%
  • Filtro F7 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 80% e 90%
  • Filtro F8 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 90% e 95%
  • Filtro F9 : con particelle di 0.4 micron – efficienza < 95%

Gruppo ”U” e ”H” = filtri ad alta efficienza (0.1-0.3 micron)   (Classificazione dei filtri HEPA e ULPA secondo EN 1822 )

  • Filtro H10 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 85%
  • Filtro H11 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 95%
  • Filtro H12 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.5%
  • Filtro H13 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.95%
  • Filtro H14 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.995%
  • Filtro H15 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.9995%
  • Filtro H16 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.99995%
  • Filtro H17 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.999995%

I filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air filter) e ULPA (Ultra Low Penetration Air) sono veri e propri mezzi sterilizzanti la cui funzione non dipende dalla natura dei microorganismi presenti: sono filtri assoluti.

HEPA:

  • filtrazione compresa tra l’85% (H10) e il 99,995% (H14)
  • può rimuovere gli acari, le polveri in sospensione ed alcuni composti organici volatili (altamente consigliati per chi soffre di allergia)

ULPA:

  • filtrazione tra il 99,9995% (U15) e il 99.999995% (U17)
  • sono dotati di una specificità di efficienza di filtraggio per ambienti in cui deve essere mantenuto un più alto grado di aria pulita, come camere bianche, sale operatorie, laboratori batteriologici, ecc. Un filtro ULPA è in grado di trattenere le particelle di 0,12 ?m di dimensioni con un’efficienza del 99,999%.


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Ventilazione: quanta aria ci serve?

 Ventilazione meccanica controllata (VMC) / apertura finestre, ma quanta aria ci serve in casa?

Alcuni proprietari di case costruite con materiali “bio” tendono a convincersi di dover ventilare poco perchè già al tempo del progetto hanno evitato sostanze inquinanti e molte delle sorgenti di emissioni.

Trovarsi in un ambiente senza composti organici volatili VOC o idrocarburi policiclici aromatici  IPA o Radon certamente è una partenza perfetta per arrivare ad un ambiente salubre, ma cos’è che ci fa sentire il bisogno di una boccata d’aria fresca?

  • la mancanza di ossigeno? credo di no, ne consumiamo al massimo 50 litri ogni ora e anche meno se stiamo fermi a leggere.
  • gli odori delle persone (e infatti spesso vengo chiamato a risolvere problemi di muffe nelle stanze dei bimbi: sono i genitori che non distinguono l’esigenza di arieggiare correttamente dal “profumo” di “pargoletto”).
  • la produzione di CO2 causata dalla respirazione (l’aria viziata è semplicemente biossido di carbonio, un gas naturale…)

co2 e ventilazione meccanica controllata

Forse il miglior parametro per stabilire quanta aria di ricambio ci serve è esattamente la misurazione della concentrazione di CO2.

Alcuni impianti di VMC prevedono la misurazione della CO2 per alzare o diminuire il ricambio dei volumi ora dell’aria interna.

Insieme alla CO2 anche tutti gli altri gas inquinanti se ne vanno con la ventilazione corretta (il Radon è più insidioso: è un gas pesante).

Abbiamo dimenticato l’ultimo dei gas:

Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma fare un ricambio completo dell’aria ogni due o tre ore dovrebbe essere la norma:


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Vespaio aerato, platea calda, dubbi e consigli

 Il senso del vespaio aerato qual’è?  interrompere la risalita dell’umidità, disperdere il gas Radon eventualmente presente, e spesso la tradizione, credo.

Personalmente preferirei una platea calda, coibentata all’intradosso (isolata da sotto) e un telo impermeabile sotto di essa.

tag-platea-calda

Verrebbe da pensare che se d’inverno sopportassi le dispersioni verso il basso (anche economicamente) della platea fredda potrei forse ripagarmi durante l’estate…

Quando gli ambienti interni iniziano a superare i 28° il clima si fa insopportabile e il calore è difficilmente smaltibile. Su questo tema potete leggere questo articolo: Platea Calda, fredda o tiepida?.

Se abbiamo deciso di costruire un vespaio aerato succederà che

  • in inverno l’aria esterna fredda (e povera di umidità) passa nel vespaio riscaldandosi e per l’effetto camino fuoriesce portando con sè eventuale umidità presente nel vespaio.
  • in estate l’aria fresca resta un po’ stagnante nel vespaio (e relativamente più secca) perchè non tende a salire.
  • in entrambe le stagioni la differenza di temperatura tra interno ed esterno può essere ben sfruttata da una pompa di calore (parlatene con un termotecnico).

Non facciamo l’errore di progettare le bocchette di aerazione un po’ dappertutto, ma possibilmente a nord e a sud e con una certa differenza di altezza tra quelle basse a nord e quelle alte a sud: tiraggio garantito!

Quindi non posiamo le bocchette come nell’immagine: tutte alte uguali, tutte a est e a ovest più un paio a nord e a sud!

tag-vespaio-aerato

  


       

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Migliorare l’aria interna per un maggior benessere.

Spesso, in città, si tende a tener chiuse le finestre per non fare entrare aria cattiva da fuori. Gli uffici si comportano allo stesso modo. Ma di che qualità è la nostra aria ambiente? è migliore dell’aria esterna?

tag-aria-interna

Non ci crederete ma è quasi sempre molto più inquinata di quella esterna:

  • le emissioni dei prodotti per la pulizia insieme alle emissioni degli abitanti determinano già un alto inquinamento,
  • le fondamenta possono permettere l’inquinamento radioattivo da radon,
  • le parti in cemento che può provenire da altiforni provocano inquinamento radioattivo,
  • gli additivi dei materiali edili possono portare altre emissioni,
  • i prodotti a base di catrame emettono idrocarburi cancerogeni,
  • rivestimenti e coloranti interni rilasciano odori che spesso non sono altro che sostanze inquinanti,
  • i mobili cedono diverse sostanze all’ambiente,
  • allora che fare?

La ventilazione meccanica controllata, o ventilazione confortevole, come preferisco chiamarla,

  • non è solo un pallino da fanatici di casaclima classe A,
  • non è solo un mezzo per aumentare l’efficienza energetica di un edificio,
  • non è solo un modo per far lievitare le spese già alte,
  • è uno strumento per migliorare il benessere abitativo
  • è un aggeggio che migliora la nostra casa
  • è un lusso
  • è una cosa da prendere in considerazione  se stiamo riflettendo su un restauro completo o una nuova costruzione!
  • non dimentichiamo di parlarne al nostro progettista! sarebbe un errore per sempre.

tag-qualita-aria-interna


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Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Vogliamo ottenere una platea calda? Sembra facile con la ghiaia di vetro cellulare! Milioni di microcelle ermeticamente chiuse garantiscono l’isolamento termico nelle fondazioni, a ridosso delle murature primetrali interrate, nei giardini pensili.

vetro-cellulare

Costipando il vetro cellulare (meccanicamente con una piastra vibrante) è possibile realizzare una platea di fondazione perfettamente isolata termicamente, asciutta e priva di umidità perchè il vetro cellulare diventa una barriera alla risalita capillare. E con una guaina in Poliolefina protegge dal gas radon.

platea-calda-con-vetro-cellulare

Questo materasso di vetro cellulare è molto semplice da preparare, guardate questo video per capire bene.

vetro-cellulare-armatura-per-getto-in-calcestruzzo

In Italia quasi tutti i progetti prevedono

  • scavo
  • magrone
  • getto armato in calcestruzzo

e poi si inizia a pensare all’isolamento della platea.

Perchè non pensare immediatamente a realizzare una platea isolata termicamente con una resistenza alla compressione indiscutibile, e asciutta? 

La stratigrafia potrebbe essere questa:

vetro-cellulare-stratigrafia

  1. terreno
  2. geotessuto minimo 150 g/mq
  3. granulato in vetro cellulare
  4. tubo microforato in previsione della linea di drenaggio
  5. elemento di contenimento per il getto in cls
  6. platea in calcestruzzo
  7. parete perimetrale
  8. isolamento parete perimetrale
  9. massetto o pannello isolante per impianto radiante
  10. finitura interna

Non ci sono complicazioni di esecuzione, anzi il vetro cellulare è facile da gestire là dove abbiamo il passaggio degli impianti e altre tubazioni!

La conducibilità di uno strato in vetro cellulare è circa 0,09 W/mK. Se state cercando alcuni dati tecnici del granulato in vetro cellulare guardate qui.

Torniamo al risultato che possiamo ottenere: la casa nasce con i piedi caldi e asciutti ed evita sin dall’inizio i ponti termici derivanti dalla fondazione: date un’occhiata a questo disegno termografico:

vetro-cellulare-termografia

         

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