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Insufflaggio sì e no, quando sì e quando no

La mia posta elettronica trabocca di notizie sui materiali per isolamento termico e a volte riguardano soluzioni per insufflaggio.

Sapete più o meno cosa sia insufflare? Riempire un’intercapedine vuota con isolante sfuso attraverso un tubo collegato ad una specie di bidone aspirapolvere al contrario.. così in due parole:

L’ultimissima mail riguardava l’insufflaggio in intercapedine di lana di vetro come prodotto isolante innovativo ed eco-sostenibile (è ottenuto da vetro riciclato per il 90% senza leganti) promettendo un totale comfort termico e acustico senza toccare le condizioni originali della facciata.

Possiamo muovere una qualche critica alle doti isolanti della lana di vetro? Impossibile, la sua conducibilità termica dichiarata è ottima 0,034 W/mK con reazione al fuoco Euroclasse A1 (EN13501).

Stiamo già parlando di numeri e non abbiamo ancora pensato al tipo di intervento

Chi comincia a ragionare sull’insufflaggio è un proprietario di casa che conosce bene il suo edificio, sa come è costruito e conosce tutti i segreti della costruzione – è certo che tra la parete esterna e la parete interna esiste un’intercapedine vuota: piena d’aria in realtà – l’isolante più antico del mondo, meno raro al mondo e più economico al mondo! L’isolante dei nostri nonni.

Oggi che molti produttori propongono soluzioni con isolanti sfusi è più che naturale farsi tentare dal riempire questa intercapedine con l’insufflaggio di isolante. In realtà ci sono 2 problemi sul tavolo:

  1. lo spazio è quello che è – non possiamo progettare lo spessore della stratigrafia e ottenere i valori desiderati. Tot centimetri sono l’intercapedine e tot centimetri sarà l’isolamento.
  2. la coibentazione non sarà omogenea: di fatto si interromperà ogni volta che il vuoto non è vuoto – pensate ai pilastri, solai, scale, residui di cantiere, nicchie dei termosifoni originali, davanzali, architravi e spallette dei fori finestra, camini, cordolo del tetto, angoli della casa – sono tutti ponti termici.

Quindi andiamoci piano con i sogni di non toccare le facciate e coibentare la casa in intercapedine: il risultato sarà un esercito di ponti termici non attenuati e non un totale comfort termico.

Situazione estiva:

Se la parete con intercapedine vuota risultava già scarsa come protezione estiva, pur presentando una parete esterna da sacrificare al surriscaldamento veloce e una interna più lenta a salire di temperatura, bisognerebbe assolutamente prevedere un insufflaggio con materiale adatto alla protezione dal caldo per aumentare lo sfasamento estivo.

Dunque l’isolante deve avere più densità possibile ed elevato calore specifico.

La lana di vetro non sarà mai un campione di densità (circa 35 kg/mc) e il valore di calore specifico è solo 1030 [J/KgK].

In conclusione si potrebbe dire che l’insufflaggio potrebbe essere una soluzione in più, cioè viene in soccorso al sistema a cappotto per offrire una prestazione ancora più elevata con una spesa di intervento di solito molto bassa e senza aumentare ancora lo spessore del pannello esterno.

Potrebbe anche essere una soluzione in caso di isolamento interno.

            

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Non uso lana di roccia e lana di vetro

Nè LANA DI ROCCIA nè LANA DI VETRO… e non è una battaglia dedicata al tema della salubrità in cantiere, non sono materiali coibenti adatti al nostro clima.

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A parte poco territorio italiano in zona climatica F, tutti i comuni italiani soffrono di surriscaldamento estivo, e dunque la scelta del materiale coibente può risolvere o non risolvere il problema del caldo.

Per quale ragione dovrei consigliare l’uso di lana di roccia o la lana di vetro (ottimi isolanti termo-acustici) nel nostro clima mediterraneo, padano, pugliese, calabro, siciliano, sardo, appenninico, costiero, collinare?

Andiamo a conoscere meglio le lane minerali (comprese nel gruppo FAV, Fibre Vetrose Artificiali, e quindi anche nel più ampio gruppo delle MMMF, Man Made Mineral Fibres): 

  • sono caratterizzate da concentrazioni superiori al 18% di ossidi alcalini ed alcalino-terrosi (Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO e loro combinazioni).
  • sono ricavate da roccia e vetro: un fitto intreccio di fibre legate tra loro con resine termoindurenti che creano una struttura costituita da una moltitudine di celle aperte contenenti aria.

A proposito di  SALUTE E SICUREZZA, i produttori di lane minerali dicono che:

Il REACH (Regolamento Europeo concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) classifica le lane minerali come non pericolose.

La IARC (International Agency for Research on Cancer, parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che le lane minerali “non sono classificabili come cancerogeni per gli esseri umani”.

  • L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani. 

EUCEB, una certificazione indipendente, assicura la bio-solubilità di tutti i prodotti immessi sul mercato alle prescrizioni europee.

Il tutto è stato recentemente confermato dal Ministero della Salute con il documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni in data 25 marzo 2015.

  • secondo la legge posso circolare con 3mm di battistrada con qualsiasi auto: forse i Ministeri non si preoccupano poi così tanto della mia incolumità.

Meglio applicare ad ogni scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

Il fatto che gli isolanti in lana di vetro e lana di roccia da diverse decine di anni siano i più utilizzati in molti Paesi europei, grazie alle loro proprietà termiche, acustiche e di incombustibilità, è un’ ulteriore prova del fatto che il nostro clima italiano non ha bisogno di materiali come questi.

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Come si progetta la protezione dal caldo estivo?

Non certo aumentando lo spessore dell’isolante all’inverosimile… E’ sufficiente usare materiali isolanti con 2 qualità importanti:

  • un elevato calore specifico:
    Calore specifico (c) [J/kgK]
  •  una buona densità:
    Densità  [kg/m3]

Queste due importanti proprietà del materiale per coibentazione che state valutando in una stratigrafia non sono dati introvabili o nascosti – ormai è diventato raro inciampare in schede tecniche incomplete, i produttori si sono finalmente adeguati ai tempi.

Anche il committente può informarsi autonomamente per scoprire se la proposta ricevuta è adeguata alle aspettative oppure inadeguata: basta saper leggere questi numeri.

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Se vi hanno proposto un pannello isolante in lana di vetro ad alta densità (alta sì ma quanto alta? ecco, siamo inciampati in un produttore che non ha rispetto per il tempo altrui e costringe a cercare per mari e per monti questo introvabile dato kg/mc) date un’occhiata al suo valore di calore specifico:

  • appena 1030 J/kgK. 

Nella incompleta scheda tecnica del pannello in lana di vetro si legge anche << Prodotto in Italia con almeno l’80% di vetro riciclato e con una resina termoindurente  minimizzando le emissioni nell’aria di sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC) >> …inquietante direi.

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Se vi hanno proposto un pannello rigido in lana di roccia a media densità per l’isolamento termico e acustico di pareti perimetrali scoprirete facilmente:

sia il valore di calore specifico:

  • sempre 1030 J/kgK.

sia il valore di densità:

  • 60 kg/mc

Se con questo pannello volessimo ottenere uno sfasamento estivo superiore alle 12 ore come prescritto dalla normativa e dal buon senso

Ritardo fattore di decremento (sfasamento)   [h] sfasamento 12,45

dobbiamo impiegare mezzo metro di spessore in lana di roccia. E’ chiaro che le doti di protezione estiva delle lane minerali sono scarse!

Non disperatevi, non c’è motivo

non-uso-lana-roccia-lanai-vetro-surriscaldamento-protezione-estiva-salubrità-03

Esiste un materiale isolante capace di offrire un valore di calore specifico anche doppio! Anche più del doppio, e con densità a piacere:

Calore specifico (c) [J/kgK]
 
2400

Le lane minerali, come prestazioni estive, non saranno mai come la fibra di legno o i fiocchi di cellulosa.

Gli asini non saranno mai cavalli.

E dire che io preferisco gli asini ai cavalli…

     

 

       

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Metto il condizionatore d’estate senza isolare

L’investimento maggiore che richiede un isolamento termico adatto alla protezione estiva è dovuto in gran parte al materiale che viene impiegato e non ad accorgimenti di posa particolari. Secondo la mia esperienza accadono 3 cose in Italia:

  • il committente non conosce la differenza tra i vari materiali per coibentazione disponibili sul mercato e dunque non distingue i coibenti che offrono anche protezione dal caldo
  • il committente impaurito dall’investimento sull’involucro con un intervento di efficienza energetica getta la spugna e rinuncia (da qui la frase ricorrente <<metto il condizionatore d’estate e non faccio l’isolamento! >>)
  • il committente non possiede un’abitazione singola e gli altri proprietari non intendono partecipare all’intervento

 Negli edifici con diversi appartamenti è noto che alcuni appartamenti sono a rischio surriscaldamento, mentre altri muoiono di freddo.

Le mansarde sono un tipico ambiente a rischio surriscaldamento per mancata o sbagliata coibentazione termica.

Poche sono le famiglie inclini alla sofferenza perpetua dovuta al caldo estivo e il risultato lo abbiamo tutti davanti al naso: condizionatori installati qua e là ovunque.

isolamento dal caldo

 La Cassazione parla di innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, e come tale vietata, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

Pensate che la sentenza n. 20985 del 6 ottobre 2014 ha rigettato il ricorso presentato da due cittadini condannati alla rimozione di condizionatori apposti sulla facciata del condominio e all’integrale ripristino dello stato dei luoghi (applicazione dell’art. 1120 c.c.)

Si deve ricordare che “i rapporti tra l’esecutore delle opere e la pubblica autorità investita della tutela urbanistica non possono interferire negativamente sulle posizioni soggettive attribuite agli altri condomini dall’art. 1120 c.c., comma 2, per la preservazione del decoro architettonico dell’edificio.

isolamento dal caldo

e non sono solo gli occhi a soffrire! sono anche le orecchie! addio silenzio e nervosismo assicurato!  Sventoliamo bandiere della pace e poi la pace ce la lasciamo rovinare dal vicino di casa! Ribelllliamoci!

 immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel

I condizionatori non possono comportare immissioni in direzione della proprietà vicine: le immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel ad eccedere la rumorosità di fondo (insieme dei rumori di diversa origine che sussistono ‘normalmente’ nel contesto) sono vietate.

La condanna penale può scattare nei confronti di coloro che installano impianti di condizionamento rumorosi (reato di disturbo della quiete pubblica verso le persone che risiedono negli alloggi limitrofi, anche se a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare).

Pensate che esistono regolamenti comunali con il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili del centro storico. In Italia? Non ci posso credere…

Basta impianti! Pensiamo a come e con cosa isolare le case.

vale sempre il motto:

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La protezione dal caldo si ottiene con tanta massa ?

Marco G., preoccupato per la scelta dei materiali isolanti da posare sulla soletta in laterocemento del sottotetto scrive

<< I materiali che io conosco (fiocchi di cellulosa, lana di vetro o di roccia, palline di EPS), da posare sulla soletta di copertura hanno comunque tutti una massa ridotta e in quanto tale non sono adatti per la protezione al caldo. Mi può suggerire un materiale idoneo? Una ditta mi ha proposto un liquido bicomponente che posato diventa schiuma: ISOL 40 (poliolo formulato avente OPD=0) 40 kg/mc, lambda 0,023….. Però ha sempre una massa ridotta… Il termotecnico che sta facendo la legge 10 sostiene che anche con materiali come l’EPS per ottenere un’idonea protezione dal caldo basta aumentare lo spessore… >>

Beh, una cosa è certa: per ottenere idonea protezione dal caldo con l’EPS, o qualunque materiale isolante non proprio adatto a questo scopo, basta aumentare lo spessore così tanto che anche lo sfasamento risulti soddisfacente.

sottotetto protezione dal caldo

Prendiamo come esempio una soletta in latero cemento di un sottotetto con spessore 18cm (fissiamo la Resistenza termica sup interna Rsi [m2K/W] a 0,10 e la Resistenza termica sup esterna Rse [m2K/W] a 0,10):

  • lo stato di fatto parla chiaro: discomfort in tutte le stagioni – in inverno alte dispersioni (trasmittanza U = 2,11 W/mqK) e in estate forte surriscaldamento (sfasamento di appena 4 ore)
  • lo stato di progetto? si deve progettare… calcolare… confrontare…. decidere… e applicare! (sì anche pagare… anche chi progetta va pagato, non solo chi si sporca le mani!)

Il termotecnico che sta facendo la legge 10 non ha sbagliato, anche con l’EPS si ottiene la protezione dal caldo – basta aumentare lo spessore!

Certo! se non sono capace di progettare e non conosco le caratteristiche dei materiali e non so se un coibente sia adatto o poco adatto ad evitare il surriscaldamento uso anche un materiale poco idoneo con uno spessore tale che diventa idoneo. Molti progettano in questo modo.

Ecco allora che con

  • mezzo metro (50cm) di polistirolo ottengo comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,07 W/mqK) e in estate poco surriscaldamento (sfasamento di 12 ore) (l’ attenuazione resta comunque da migliorare).

Mi domando – e questa è una critica – ma non si fa un’analisi delle prestazioni invernali e della protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi)? Non si fa una verifica delle prestazioni della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)?

Le norme, i DPR, i DM sono solo una gran rottura di *****? Convengo! Ma allora sediamoci e progettiamo meglio per i nostri clienti!

Come si progetta la protezione dal caldo?

Marco G. è a caccia di materiali coibenti che non abbiano massa ridotta – è convinto che con tanta massa il problema del surriscaldamento estivo sparirebbe.

sottotetto protezione dal caldo

La massa gioca un ruolo nella partita contro il caldo, ma non l’unico! Potrei avere uno sfasamento > di 12 ore costruendo 3 solai uno sopra l’altro con una massa per metroquadro di quasi 600kg. (i trulli insegnano!).

La via corretta per ottenere una ottima protezione dal caldo evitando il surriscaldamento estivo è cercare materiali coibenti che offrano tanta capacità termica massica, quei materiali con elevato calore specifico (c) espresso solitamente in J/kgK.

Il calore specifico dipende solo dalla sostanza di cui è costituito: il calore specifico è il rapporto tra la quantità di calore scambiata da un corpo conseguentemente ad una variazione di temperatura (t) e il prodotto della massa per la variazione della temperatura.

Tanto per prendere come esempio il primo materiale menzionato da Marco G. posso dire che i fiocchi di cellulosa hanno proprio il pregio di avere elevato calore specifico, ben 2110 J/kgK.

E la massa?

Gran parte della massa sta sotto (quella del solaio) utilissima per scaricarci energia dall’interno quando ne producessimo in eccesso. E i fiocchi di cellulosa quanta massa offrono? Un peso piuma? dipende! Se i fiocchi di cellulosa vengono sparati dentro ad un’intercapedine creata ad hoc sulla soletta nel sottotetto con una macchina per insufflaggio posso anche arrivare a 65kg/mc, ma se voglio una posa libera dei fiocchi (senza costruire l’intercapedine) riuscirò ad ottenere una densità media di circa 34-40kg/mc con i seguenti risultati:

  • 30cm di fiocchi di cellulosa 65kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate ottima protezione dal surriscaldamento (sfasamento di quasi 16 ore)
  • 30cm di fiocchi di cellulosa 40kg/mc: comfort in tutte le stagioni – in inverno bassissime dispersioni (trasmittanza U = 0,122 W/mqK) e in estate buona protezione dal surriscaldamento (sfasamento di oltre 13 ore)

Con soli 20cm di fibra di legno ottengo prestazioni simili. Anche questo materiale ha elevata capacità termica massica, e anche buona densità (110kg/mc, ma anche di più). Si può scegliere una densità maggiore, ad un costo maggiore, e prestazioni eccezionali.

Non perdo tempo a confrontare le prestazioni della schiuma ISOL 40 che pubblica una scheda tecnica che aiuta a non capirci nulla (o almeno io non ci capisco nulla e soprattutto non trovo i dati per me più interessanti). Lascio perdere.

Nota per i produttori:

  • alcuni produttori nascondono le schede tecniche nella sezione download con password e iscrizione. Che se le tenessero pure sotto il cuscino! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • alcuni produttori pubblicano schede tecniche con dati mancanti. Che se le tenessero! Intanto chi fa ricerca trova altri materiali (PIU’ TRASPARENTI !!!!).
  • i produttori da premiare pubblicano sempre dati completi e di più… senza mancare mai conduttività termica, calore specifico e densità del materiale. A loro il mio personale grazie!

 

       

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Schiume in cantiere

Andiamo in cantiere; già leggere la scheda tecnica prende tempo che quasi sempre non c’è, figuriamoci leggere la scheda di sicurezza del prodotto che stiamo utilizzando…

Le schiume adesive poliuretaniche, quelle che si usano spesso per incollare pannelli isolanti per esempio, non hanno un odore che mette in guardia, anzi si può dire che sia piacevole. Ecco la trappola: il naso non ci da segnali di pericolo.

Ricordate di non utilizzare la schiuma in caso di scarsa ventilazione, indossate una maschera di protezione con filtro del gas appropriato (tipo A1 secondo EN14387)!

Filtri come questi, se ne trovano anche da 6 euro l’uno, non c’è motivo per non averli:

Filtro-Tipo-A1-CE


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Impostare per l’ estate la VMC Komfort M-WRG-K della Meltem

 Avete installato una o più macchine per la ventilazione meccanica controllata del tipo decentralizzato?

Se si tratta del modello VMC Komfort M-WRG-K della Meltem potete seguire queste istruzioni per sfruttare la VMC anche in periodo estivo.

Molti sono scettici sull’utilità estiva di un impianto di VMC – chi vuole recuperare il calore d’estate? –  forse non sanno che si può utilizzare la macchina di ventilazione in altri modi:

  • una ventilazione trasversale sfruttando due apparecchi uguali installati in ambienti diversi o piani diversi
  • una ventilazione trasversale sfruttando un’apertura, una piccola finestra o una presa d’aria

vmc-m-wrg-k-isodomus-p7-programma-ventilazione-trasversale

Questa ventilazione trasversale ha senso se porta aria più fresca in casa, quindi riflettiamo bene mentre impostiamo le / la VMC per ottenere questa ventilazione trasversale e approfittiamo delle ore più fresche. La ventilazione notturna ci aiuterà ad evitare il surriscaldamento nelle settimane più calde.

L’importante è riuscire ad abbattere di qualche grado la temperatura interna che è salita durante il giorno, tutto qua.

surriscaldamento-estivo

Sappiamo che per un paio di gradi °C si passa da un caldo sopportabile ad un caldo insopportabile:

sempre se siamo disposti a

  1. rinunciare all’aria condizionata in nome di consumi energetici più bassi,
  2. una vita più semplice e normale,
  3. un’aspettativa di benessere più moderato e meno artificiale.
  • Chi ha 1 sola macchina VMC installata può impostarla in modo tale che l’aria fresca in entrata generi una sovrapressione in casa avendo cura di lasciare in una zona lontana dall’apparecchio un’apertura: da lì usciranno durante la notte parecchi metri cubi di aria calda che altrimenti avremmo trattenuto all’interno fino al mattino.
  • Chi ha 2 macchine VMC installate può impostarle in modo tale che una VMC faccia entrare aria fresca e l’altra la espella: una vera e propria ventilazione trasversale. Meglio se la macchina che butta fuori l’aria sta in un piano alto e quella che immette aria fresca sta in un piano basso.

ventilazione-naturale

Non stiamo inventando nulla : stiamo solo provvedendo, con un po’ di inventiva, ad innescare quella che una volta era la ventilazione naturale, in questo caso una “ventilazione notturna fai da te”.

vmc-m-wrg-k-isodomus-con-telecomando

Poche chiacchere e mettiamoci al lavoro, telecomando alla mano – la strada è lunga!

vmc-m-wrg-k-isodomus-telecomando

  1. attualmente la VMC sta ancora funzionando come in inverno in continuo alla solita velocità indicata da  LP:03  oppure altra velocità.
  2. ora che le giornate sono già molto calde senti l’esigenza di tirare dentro meno aria bollente da fuori durante il giorno preferendo invece una buona ventilazione notturna quando l’aria esterna è veramente di temperatura invidiabile.
  3. passiamo allora dal programma di funzionamento continuo  P1  al programma  P7  facendo così:
  4. premi il tasto OK e poi il tasto PROGRAMM+- fino ad arrivare al programma P7 (P7 progr. ventilaz.) … eccoci ai posti di comando per la “ventilazione notturna fai da te”
  5. premi il tasto OK
  6. premi il tasto M ed inizia a sistemare i valori che lampeggiano
  7. LPA:01  sta dicendo che il ventilatore aria in uscita viaggia a velocità 1
  8. se vuoi che questa VMC sia la VMC che aspira aria fresca da fuori allora imposta  LPA:01
  9. premi il tasto ventilatore +-  fino a raggiungere 01
  10. sì hai capito bene: anche se vuoi che la VMC lavori solo per fare entrare aria fresca da fuori, comunque il ventilatore per l’espulsione girerà almeno a velocità 1 – non resta fermo.
  11. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  LPV:04
  12. LPV:04  sta dicendo che il ventilatore aria in entrata viaggia a  velocità 4
    se vuoi che questa VMC sia la VMC che aspira aria fresca da fuori, allora imposta  LPV:04 oppure di più, ma a  velocità 05  e oltre il ventilatore si fa sentire e dà noia
  13. premi il tasto  ventilatore +-  fino a raggiungere  04  (oppure di più)
  14. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  LP:03
  15. LP:03  sta dicendo che durante il giorno il normale funzionamento della VMC (come d’inverno, come sempre) continuerà con velocità  03 (che puoi portare a  01, se ti pare già caldino fuori, oppure azzerare con velocità  00, se fuori c’è già un gran caldo!)
  16. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  avv.22:00  dur.8:00  (significa che la ventilazione trasversale inizia alle ore 22 e continuerà per 8 ore consecutive, cioè tutta la notte)
  17. premi il tasto ventilatore +-  per modificare l’orario di avvio e anche per modificare la durata
  18. ti avverto che l’orario interno della VMC (impostabile con il programma P8, quello succcessivo) detta legge per l’orario di avvio della ventilazione trasversale.
  19. se hai dedicato alla VMC un interruttore nel quadro elettrico, attenzione: ogni volta che togli la corrente la VMC blocca l’orologio interno (sì è stupida). Ti tocca tornare al programma P8 per regolare l’ora.
  • Chi ha 2 macchine VMC installate può impostarle in modo tale che una VMC faccia entrare aria fresca e l’altra la espella: quindi devi ripetere tutti i punti appena elencati avendo cura di invertire i livelli di ventilazione dell’aria in entrata e in uscita (punti 12 – 13 – 14 – 15).

Appena l’ora della VMC coinciderà con l’orario di avvio impostato al punto 17 succederà il miracolo. Inizierà la ventilazione trasversale notturna, con un pizzico di recupero di calore (perchè aiuta la condensa) .

Ricordati di impostare la seconda macchina VMC o di prevedere da qualche parte un’apertura per spingere fuori l’aria.

Sul display sarà visualizzata la scritta :  a.   asp. 04 – la velocità impostata –  dur.  – ore e minuti della durata.

vmc-m-wrg-k-isodomus-schema

Ricordi a quanto ricambio di aria corrispondono i vari livelli di ventilazione?  eccoti una tabella

  • LP:01  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 15 mc/ora   rumore impercettibile
  • LP:02  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 20 mc/ora   rumore impercettibile
  • LP:03  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 30 mc/ora   rumore appena percettibile
  • LP:04  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 40 mc/ora   rumore percettibile
  • LP:05  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 50 mc/ora   rumore da ventilatore Bang & Olufsen
  • LP:06  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 60 mc/ora   rumore da ventilatore
  • oltre è inutile andare

Buona estate a tutti con queste istruzioni per VMC M-WRG-K for dummies!

Personalmente trovo questo modello di ventilazione meccanica controllata decentralizzata indispensabile per avere buon comfort in casa.

vmc-m-wrg-k-isodomus-sezione

La VMC M-WRG-K la consiglio vivamente a tutti quanto non hanno previsto o progettato un impianto VMC completo e centralizzato, però, dopo aver impegnato tanto tempo a scrivere questo articolo, mi permetto di segnalare alcune cose che non vanno – con la speranza che i progettisti della Meltem tornino a tavolino per rimediare nei modelli futuri.

Critiche al modello VMC Komfort M-WRG-K della Meltem:

  • manca una doppia impostazione del programma ventilazione trasversale, in modo che, se una VMC è posizionata su una facciata della casa e la seconda VMC è posizionata su un’altra facciata, ci fosse la possibilità di aspirare l’aria esterna dalla facciata più fresca fino ad una data ora e invertire la programmazione in un orario successivo.
  • dedicando alla VMC un interruttore nel quadro elettrico, ogni volta che non c’è corrente la VMC blocca l’orologio interno obbligando l’utente a tornare al programma P8 per regolare l’ora.
  • se fuori dall’orario impostato desideriamo far partire la ventilazione trasversale (perchè magari la temperatura esterna è più piacevole) non c’è modo: l’unica soluzione è modificare le impostazioni daccapo.
  • se durante la ventilazione trasversale si vuole aumentare la velocità, non c’è modo: l’unica soluzione è modificare le impostazioni daccapo, ma attenzione – una volta modificata la velocità la VMC se ne resterà in pausa fino al giorno dopo ripartendo solo all’orario impostato.
  • in lingua tedesca le Betriebsanleitung Lueftungsgeraet M-WRG-K Komfortversion sono stampate in pagine formato A4 a grandi e chiari caratteri, mentre in lingua italiana le istruzioni per l’uso M-WRG-K vengono stampate in mezza pagina A4 con caratteri da mettere sotto lente d’ingrandimento con descrizioni del display in tedesco (inutili per chi non mastica tedesco). Mi chiedo se le economie di scala ottenute con la stampa delle istruzioni in questa qualità abbiano portato notevoli benefici all’azienda. Qui potete scaricare il pdf (1,5 MB) e stampare in formato leggibile il manuale_di_esercizio_meltem_komfort-M-WRG-K.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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