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Installazione di una VMC molto intelligente

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Livelli di umidità interna sempre troppo alti, un passato di muffe negli angoli e in altre zone fredde, ambiente interno sempre interessato da odore di umido e freddo; un cliente dello studio, ma come ce ne sono tanti altri, basta leggere i commenti sotto gli articoli, mi incarica di aiutarlo a risolvere definitivamente il problema: vuole una casa asciutta e non più a rischio muffa.

Il budget per l’intervento è inesistente (già è stato speso molto l’anno scorso per ritinteggiare tutti gli interni inseguendo l’idea di bonificare tutte le stanze dalle muffe che continuavano a ripresentarsi), quindi

si deve fare solo il necessario.

Ma qual’è questo necessario se non affrontare il toro per le corna? Il ricambio d’aria insufficiente e le zone fredde che sono i ponti termici strutturali e geometrici dell’edificio continueranno a presentare il conto: la condensa superficiale interna.

Non c’è il capitale necessario per un intervento di isolamento interno e per ripetere un’altra volta i lavori di finitura interna?

Si deve almeno pensare al ricambio d’aria,

e senza un impianto VMC con recupero di calore sarà veramente difficile dare una svolta al problema delle muffe. Se non si pensa alla salute degli adulti, si pensi almeno a quella dei più piccoli che stanno crescendo il loro apparato respiratorio. No, non vendo macchine per ventilazione controllata, ma le devo consigliare: sono la soluzione.

E’ chiaro che una VMC può risolvere il problema del ricambio d’aria, dell’umidità interna elevata e del rischio muffa. Ma cosa rispondere al committente che è tanto convinto della decisione quanto spaventato dai lavori in casa.

Inutile minimizzare: avere gente per casa che ti vuole demolire la casa e far polvere e calcinacci e chi sa che altri danni… spaventa! Ma le forometrie sono necessarie: la VMC deve comunicare con l’esterno e l’installazione prevede come minimo un’apertura nel muro perimetrale per la macchina + altri eventuali fori interni che sono indispensabili per far comunicar la VMC con ambienti più lontani.

Tutto sarebbe stato più semplice al tempo del cantiere o prima di abitarci, lo so.

Guardate cosa sono riuscito a combinare in casa mia qualche anno fa, per riuscire con 1 sola VMC ad offrire un po’ di ricambio aria a 2 stanze e a 1 bagno cieco:

ho dovuto aprire una finestrina nel muro perimetrale e poi far passare i corrugati da 75mm di diametro dove serviva. Nulla di impossibile, ma lavorare in una casa finita non offre la stessa libertà che offre un cantiere.

Nei mesi scorsi ho parlato di VMC intelligente, e molti lettori vorranno buttare un’occhiata ai lavori durante la giornata d’installazione di una VMC bluMartin. Buona visione!

cominciamo con qualche misura da conoscere:

proteggere da danni e polvere il contenuto degli ambienti prima di iniziare a riportare sul muro le forometrie da realizzare è fondamentale:

demolire con precisione e cautela non significa perdere tempo, ma eseguire un ottimo lavoro:

prevedere le brevi canalizzazioni verso altri ambienti fa parte del progetto:

dalla demolizione interna, per evitare danni, non si può passare fino alla facciata esterna:

meglio proteggere gli occhi in alcune fasi:

chi lavora bene e con cura non è malvisto dagli altri condomini:

il lavoro preparatorio comincia a prendere forma e dare un senso, la sede della VMC va al suo posto:

per sfruttare una macchina VMC servendo altri locali si devono prevedere dei carotaggi attraverso alcuni divisori interni:

notare la tipologia di costruzione dell’edificio che prevedeva un sottile isolamento termico tra blocco di tamponamento esterno e rifodera in laterizio forato interna (naturalmente questa soluzione costruttiva porta con sè il problema della ripetuta interruzione dell’isolante ogni volta che si arriva ad un elemento strutturale, qui si vede il solaio interpiano):

come sapete, il ricambio d’aria degli altri locali necessita o di canali di ripresa o del modulo di trasferimento aria freeAir plus:

e finalmente arriva il momento di installare la bluMartin freeAir 100:

anche all’esterno è il momento di concludere e mettere via la scala:

per agevolare il passaggio di aria tra gli ambienti anche con porte chiuse è bene prevedere qualche millimetro libero a pavimento con il vecchio trucco della rondella, se possibile:

da così:

a così: il canale di ripresa del bagno può essere inscatolato ad evidenziare un elemento architettonico strutturale finto:

il modulo di trasferimento aria freeAir plus non disturba:

come concludere? il lavoro va fatto, e le soddisfazioni poi si raccolgono da sole!


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Costo nuovi serramenti 2018, imponibile + iva

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Informandoti per i nuovi serramenti avrai già scoperto che la pacchia è finita: le agevolazioni fiscali sono scese nel 2018 dal 65% al 50%.

Purtroppo questo sarà il trend del futuro, e non potevamo certo credere che babbo natale continuasse a pagarci i lavori in casa per l’eternità. Tra l’altro è un’ingiustizia sociale a cui si dovrebbe porre fine da oggi.

Comunque sia e comunque la pensiamo, possiamo installare i nuovi serramenti contando sul 50%, e direi che non è poco:

è il momento di decidersi!

Non partiamo allo sbaraglio. Decidere di cambiare il serramento non è tutto quel che serve per l’acquisto. Facciamoci anche altre domande:

  • installeremo il nuovo serramento nella stessa posizione di quello vecchio?
  • faremo un isolamento a cappotto nei prossimi anni?
  • il telaio fisso ha dimensioni tali da permettere la posa di un sistema a cappotto?
  • faremo un isolamento sul lato interno nei prossimi anni?
  • possiamo sfruttare il vecchio sistema di ombreggiatura?
  • dobbiamo preventivare anche un nuovo sistema di ombreggiatura?
  • quali serramenti necessitano anche di una zanzariera?
  • affrontiamo il ponte termico del davanzale ora o posticipiamo la soluzione al momento dell’isolamento?
  • se il telaio fisso ha un gocciolatoio, la quota è sufficientemente alta da permetterci l’isolamento del vecchio davanzale?
  • nel caso esista un vecchio cassonetto per gli avvolgibili, come affronteremo l’isolamento e la tenuta all’aria?
  • la zona climatica di appartenenza e l’irraggiamento invernale ci permettono di accontentarci di un doppio vetro o dobbiamo orientarci sul triplo vetro?
  • la nostra casa deve preoccuparsi più del caldo o più del freddo?
  • installeremo anche qualche macchina per la ventilazione meccanica con recupero del calore? la installeremo nel serramento o in parete?

Tutte queste informazioni interessano il momento della scelta, ma anche il tipo di installazione, cioè la posizione più idonea e più favorevole a migliorare la prestazione del serramento installato.

Forza allora!

E’ AGEVOLABILE LA SOSTITUZIONE DI FINESTRE COMPRENSIVE DI INFISSI, DELIMITANTI IL VOLUME RISCALDATO VERSO L’ESTERNO E VERSO VANI NON RISCALDATI CHE RISPETTANO I REQUISITI DI TRASMITTANZA TERMICA U, (W/m2K), RIPORTATI IN TABELLA 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

Potete scaricare il PDF preparato dall’ENEA, un Vademecum aggiornato al 17 aprile 2018.

Ed ora veniamo al costo. Quanto ci costerà tutta l’operazione serramenti nuovi? Sapete che di finestre e di qualità ce ne sono per tutte le tasche, ma questo è solo l’imponibile!

E l’ IVA?

Abbiamo diritto ad un’aliquota IVA agevolata? Avrete già letto in qualche preventivo che l’ IVA può variare: dovrete approfondire questo tema con il serramentista che emetterà la fattura. Pagare più del dovuto sarebbe veramente stupido!

Ai serramenti nuovi, alla manodopera, alle componenti staccate ecc… si applica sempre la stessa aliquota IVA?

Su 10.000 € di serramenti, pagare 1.000 € di IVA è diverso che pagarne 2.200! quindi occhi aperti!

In quali casi devi chiedere al serramentista che venga applicata l’ IVA al 10% o al 22% ?

Prima di muoverti, informati e progetta al meglio il lavoro! si tratta di un intervento che resterà per decenni: non sottovalutiamolo.

Mi spiace aggiungere che se incarichi me per una consulenza tecnica, ad esempio vuoi che progettiamo insieme la migliore posizione del serramento e scegliamo insieme tutte le soluzioni e i materiali per una posa perfetta, le ore che dedico al tuo intervento dovrò addebitartele in fattura al 22%: infatti non si può applicare l’Iva agevolata al 10% alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi che sono finalizzati al recupero edilizio.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sì che puoi avere l’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazionidei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria:

  • è prevista l’Iva ridotta al 10% per i lavori
  • invece per i beni c’è l’IVA agevolata solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Purtroppo quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica alla prestazione, quindi al netto del valore dei beni stessi. Invece i componenti o le parti staccate non devono essere ricompresi nel valore del bene ma in quello della prestazione (e quindi assoggettati ad aliquota Iva ridotta del 10%). Ma se i componenti costituiscono parte integrante del bene, concorrendo alla sua normale funzionalità, allora confluiscono nel valore dei beni significativi.

Ricordate sempre che siamo in Italia e il cittadino ha il diritto-dovere di essere confuso e frastornato dai legislatori – eheh, altrimenti come fioccherebbero le sanzioni, se ci fosse una totale chiarezza?

Puoi scaricare il pdf Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, aggiornato al febbraio 2018.


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Serve un Termostato smart per un consumo intelligente?

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Vorrei guidare un’auto elettrica, essere un pioniere, invece avere una casa domotica è l’ultimo dei miei desideri, anzi nemmeno l’ultimo, non è nei miei desideri.

Piuttosto che più aggeggi vorrei più spazio, spazio vuoto.

Comunque la febbre delle robe SMART dilaga e tra i desideri per la casa nuova c’è sempre anche il Termostato Connesso,

quello che permette di controllare il riscaldamento a distanza, dal divano o dall’auto mentre stai rientrando. Magari firmato da Philippe Starck.

Se il termostato non è compatibile con smartphone, tablet e computer E’ FUORI.

Siamo tutti malati per l’applicazione da installare e per il wireless? infatti la maggior parte delle caldaie nuove è oggi compatibile.

Non credo affatto che smanettando sull’app dedicata un utente sia in grado di ottenere i promessi risparmi energetici riscaldando on-off la propria casa. Comunque chi possiede un iPhone, iPad, iPod, o è un glorioso Androidiano può essere tentato dal termostato connesso al posto della vecchia rotellina con i gradi centigradi, quella che piace a me. Certo dovrà spendere qualche soldino in più, ma 140€ con spedizione gratuita per acquistare un Netatmo NTH01 (Termostato Intelligente Per Caldaia) non sono una cifra irraggiungibile, anzi è più che giustificata! Poi potreste tentare di installarlo da soli seguendo questa guida o chiedere aiuto al vostro elettricista di fiducia, io ho il mio.

E poi dai!  devo ammettere anch’io che sul muro sta meglio della rotellina!

Siete amanti del made in italy sopra ogni cosa? volete un termostato intelligente fatto in Italia? Prendetevi il Jotto, progettato proprio per funzionare con i nostri impianti (199€ costa lo starter kit e il kit di espansione 99€). Nel dubbio, leggetevi tutto quanto in questa ottima recensione di Maurizio.

            

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