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Il riscaldamento a infrarossi e i suoi bassi costi di investimento

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Suona bene “riscaldamento ad infrarossi“! E suona bene “bassi costi di investimento”. Quando si affronta una grossa ristrutturazione o una nuova costruzione le spese sono ingenti e qualche sforbiciata ad un certo punto bisogna pur darla. E poi la cantilena generale ripete continuamente che bisogna abbandonare i combustibili fossili

Quali vantaggi? e quali svantaggi dei riscaldatori a infrarossi? a volte una ottima soluzione, se di poco poco poco utilizzo.

A bassi costi di investimento corrispondono alti costi operativi, ma che comfort!

Purtroppo l’ impatto ambientale è negativo, eppure stuzzica come l’estate sentir parlare di riscaldamento a raggi infrarossi.

Potrei prenderli in considerazione a patto che il vostro edificio abbia una domanda di riscaldamento estremamente bassa e quindi ne facciate un uso proprio limitato. Avete un involucro edilizio così ben coibentato da richiedere poche volte un po’ di riscaldamento?

Non mettiamo la testa nella sabbia: la corrente deriva principalmente da carbone, petrolio e gas in inverno quindi riscaldare con l’elettricità è una scelta per niente ecologica e conveniente. Sì anche se avete un sistema fotovoltaico installato sul tetto.

Ma sognare non costa nulla e rafforza la creatività, quindi fantastichiamo pure sugli infrarossi:

  • bassi costi di investimento
  • nessuna manutenzione – èhh questa è musica per le nostre orecchie!
  • basso tempo di riscaldamento e raffreddamento (impianto super dinamico)
  • elevata efficienza sul posto, cioè nessuna perdita di distribuzione significativa all’interno dell’edificio, ancora musica per le nostre orecchie!

Adesso risvegliamoci e analizziamo i principali svantaggi:

  • elevati costi operativi di energia elettrica
  • utilizzo della più alta qualità di energia (elettrica) per fornire calore
  • nessuna possibilità di deposito di carburante
  • non si può produrre contemporaneamente ACS, acqua calda sanitaria (ci serve un altro sistema di generazione)
  • aumento significativo della bolletta elettrica in inverno
  • anti ecologico: l’elettricità proviene in larga misura dalle centrali elettriche caloriche e ha un elevato carico di CO2
  • aumento dei costi energetici in funzione al mercato che ad esempio la pompa di calore, PdC, riesce ad ammortizzare in maniera molto più significativa

Ancora a sognare di un riscaldamento ad infrarossi?

Posso giustificare l’installazione di un riscaldatore a infrarossi nel nuovo edificio  con classe di efficienza energetica max 15 kWh / mq anno, ovvero Casa Clima GOLD Passivhaus o Minergie P. State valutando un involucro edilizio così ben coibentato? Fareste bene! Il futuro è adesso.
In questi edifici così performanti il costo del locale caldaia e i costi di distribuzione dei sistemi idrici in rapporto alla quantità richiesta di calore è spropositato, quindi un riscaldatore a infrarossi elettrico risulta economicamente e anche ecologicamente abbastanza ragionevole.


I riscaldatori a raggi infrarossi dovrebbero essere utilizzati solo in misura limitata durante brevissimi momenti della giornata, ad esempio per innalzare la temperatura dei bagni la mattina, o la sera.

Come funziona un riscaldatore a infrarossi?

gli infrarossi (o riscaldatori radianti) sono sistemi di riscaldamento che emettono prevalentemente radiazioni di calore, quindi luce infrarossa: invece di riscaldare l’aria e distribuirla attraverso la convezione nella stanza, irraggiano (il termine chiarisce solo il tipo di rilascio di calore).

I prodotti sempre più offerti con il termine collettivo “riscaldamento a infrarossi” sono riscaldatori a resistenza elettrica: convertono l’energia elettrica in calore e lo rilasciano nella stanza.
La proporzione di emissione di calore di un radiatore, che ha luogo sotto forma di radiazione termica, rappresenta l’ efficienza di radiazione. Maggiore è l’efficienza della radiazione, più giustificato è il termine “riscaldamento a infrarossi”.

Ricordiamoci che tutti i comuni sistemi di riscaldamento emettono una radiazione termica, in una certa misura, senza necessariamente essere indicati come riscaldamento a infrarossi. Pensate alle stufe in maiolica, ai caminetti a legna. Un riscaldamento a pavimento o a soffitto (pannelli radianti a soffitto) o a parte emette principalmente calore radiante, infatti non c’è convezione dell’aria.

Percentuale di radiazione:

  • L’efficienza della radiazione dei riscaldatori a infrarossi ad azionamento elettrico  varia tra il 25 % e il 60 %, a seconda del design, della superficie e della temperatura di esercizio.
  • I radiatori convenzionali (i termosifoni per capirci) hanno una proporzione di radiazioni dal 20 al 50 % a seconda della loro compattezza (per esempio dipende dal numero di colonne).
  • Riscaldatori a pavimento e a parete hanno una quota di radiazioni fino al 60 %. Il resto del calore è principalmente tramite la convezione. Peculiarità di questi sistemi di riscaldamento ad alta radiazione è la loro capacità di riscaldare i componenti dell’involucro: pavimenti, pareti o soffitti nonché mobili o persone nella stanza. Questa è per la maggior parte delle persone una percezione piacevole.

I pannelli a infrarossi riscaldano anche fino a 100° C – oltre ad influire negativamente sul comfort, un altro effetto delle alte temperature superficiali è che la polvere viene bruciata (sempre e da tutti i sistemi oltre i 55° C, radiatori, ventilconvettori che tutti conoscete).

La combinazione di un riscaldatore a infrarossi con un impianto fotovoltaico è praticamente possibile. Tuttavia, solo una parte molto piccola dell’elettricità prodotta personalmente può essere convertita direttamente in calore con il riscaldamento a infrarossi. Inutile che ci giriamo intorno, in inverno, proprio quando è necessario il riscaldamento, quando le giornate sono fredde e gli apporti solari gratuiti sono bassi per il cielo grigio (e quindi i requisiti di potenza sono maggiori), l’alimentazione solare e le rese dell’impianto fotovoltaico sono inferiori al normale o assenti.
Al contrario, in estate viene generato un surplus con il sistema fotovoltaico, viene quindi immesso nella rete pubblica senza giovare molto alle nostre tasche.
Lo stoccaggio di energia in unità di accumulo, come scorta per l’inverno, sarebbe troppo oneroso, e le basse rese energetiche nei mesi invernali sono solitamente consumate quasi completamente dagli apparecchi elettrici e dall’illuminazione domestica.

Il bilancio energetico dell’intero anno potrebbe anche essere in equilibrio, ma l’elettricità in eccesso in estate deve essere immessa nella rete pubblica e riacquistata a un prezzo molto più elevato nella stagione del riscaldamento.
In sintesi in inverno, l’elettricità per il riscaldamento non è mai coperta dal proprio impianto fotovoltaico, quindi proviene in larga misura dalle centrali a carbone e a gas o nucleari – con il corrispondente impatto ambientale.

Per verifica puoi vedere le emissioni di CO2 della produzione europea di energia elettrica in tempo reale su electricitymap.org.

Un buon riscaldatore a infrarossi?

  • ci deve dire come è costruito
  • deve offrire una garanzia di almeno 5 anni o più
  • deve avere una superficie con buona emissione di radiazioni (ad es. realizzato in acciaio verniciato a polvere o ceramica)
  • deve rilasciare la maggior parte di calore nella parte anteriore
  • deve avere un buon isolamento posteriore del pannello
  • la temperatura e il tempo dovrebbero essere programmabili sul controller
  • potrebbe avere un telecomando (ad esempio Smart Home o via Internet).

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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La porta d’ingresso “energetica”

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La porta d’ ingresso, che fino a qualche anno fa doveva essere solo blindata, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni complete è diventata un elemento che deve garantire la continuità delle prestazioni dell’involucro edilizio.

Stop agli spifferi, ai materiali poco coibenti, alle guarnizioni poco valide e ai ponti termici del telaio.

Non tutti sanno che oggi un portoncino di ingresso riesce egregiamente a rispondere a tutte le esigenze energetiche ed acustiche attuali: altissimi valori di classe anti effrazione (anche Classe 4), altissimi valori di isolamento termico (Ud = 0,63 W/mqK), dove d sta per door, e ottimi valori di isolamento acustico (-46 dB):

Ma se è giusto dedicare molta attenzione alla scelta, alla posa e alle caratteristiche della porta evitando che la preziosa energia del volume riscaldato se ne vada dall’ingresso attraverso tutti i soliti difetti, non sentite l’esigenza di progettare un ingresso che influisca positivamente sul flusso energetico che circola all’esterno della nostra abitazione – che invogli ad entrare e farci visita?

Alcuni aspetti sono importantissimi per la porta (sicurezza, isolamento termo acustico, tenuta all’aria)

 altri lo sono per progettare bene l’ingresso:

La porta d’ingresso è la “Bocca del Qi” della nostra casa!

Vi è mai capitato di essere davanti ad una porta e sentirvi attratti – sentire qualcosa che vi spinge ad entrare? o respinti – sentire qualcosa per nulla invitante?
Come ci suggerisce il Feng Shui, l’ingresso di ogni edificio, definito “Bocca del Qi”, indica il passaggio attraverso il quale circa il 60% delle energie entra nello spazio abitativo.
L’entrata deve essere ben visibile e riconoscibile dall’esterno! deve creare una zona invitante dove le spinte energetiche e le opportunità siano invogliate ad entrare nella nostra casa e nella nostra vita. La fortuna deve trovare facilmente la via!

“Guidiamo l’energia verso la nostra casa e diamo il benvenuto al flusso del Qi!”

Impariamo qualche cosa:

  • in corrispondenza dell’ingresso è importante sia presente una zona esterna d’accoglienza dell’energia – è chiamata “Ming Tang” e attenua, filtra e armonizza i flussi che arrivano dall’esterno.

Può essere un parcheggio, un giardino, un piccolo slargo situato davanti all’ abitazione. Un vialetto d’accesso dovrebbe presentare un andamento sinuoso, essere mosso da qualche lieve curva in modo da evitare che il Qi non arrivi all’interno con forza troppo intensa:

Ogni percorso deve essere curato, ordinato, privo di impedimenti e ben illuminato.
Anche l’utilizzo di luci ad intervalli regolari che segnalano e marcano la via verso la porta di casa può avere un effetto positivo.


Il passaggio lastricato deve presentare pietre integre e non vacillanti, simbolo di una situazione di vita stabile delle persone che abitano la casa.

“L’ingresso trasmette la prima impressione di noi all’ospite!”

Quindi facciamo autoanalisi e corriamo ai ripari.

Il verde laterale non deve invadere il vialetto. In genere sono da preferire piante dalle linee sinuose e morbide che vanno potate regolarmente per evitare che ostacolino la circolazione del Qi.

Il Feng Shui offre un valido aiuto nell’analisi e nella progettazione dei giardini ed in genere di tutti gli spazi esterni adiacenti la nostra casa e fornisce consigli preziosi relativi alla disposizione e tipologia di piante ed arredi esterni.

Ai lati della porta d’ingresso è bene posizionare guardiani simbolici con la funzione di attirare il flusso energetico, ma allo stesso tempo donare protezione alla casa e agli abitanti. Ad esempio, nell’architettura tradizionale cinese si utilizzavano due statue uguali poste in posizione simmetrica rispetto all’apertura che ricreavano le polarità complementari, lo Yin e lo Yang.


Ancor oggi si mantiene l’usanza di porre presso la porta d’ingresso di ristoranti e negozi delle lanterne rosse: la loro forma simboleggia il melograno, frutto tondo e pieno di semi, simbolo di ricchezza e prosperità. Da sempre quindi sono di buon auspicio per il successo negli affari, che per un’attività economica è d’obbligo!

Risulta curioso il fatto che anche in Occidente troviamo infiniti esempi di leoni di pietra, aquile, gufi, talvolta figure umane di santi o guerrieri che vigilano in corrispondenza di edifici rappresentativi quali chiese, palazzi del potere, teatri, ma anche sontuose dimore quali le Ville Palladiane.
Provate a farci caso quando passeggiate per le vie delle nostre città…

Nel mondo moderno tali figure spesso sono sostituite da elementi più essenziali quali piante ornamentali, punti luce o altri elementi decorativi in linea con lo stile architettonico dell’edificio:

Questi sono solo alcuni esempi utilizzati per dare identità agli spazi esterni. A seconda del contesto in cui ci si trova l’obiettivo principale è dare importanza all’ingresso e guidare l’energia verso la persona. Applicare correttivi per potenziare gli effetti positivi oppure mitigare e indebolire i flussi non benevoli che bussano alla nostra porta!
Seguire tutte queste regole, oltre a migliorare l’aspetto estetico della porta, porterà anche benefici e positività nella vostra vita!

Da sempre e in molte culture diverse, consapevolmente o meno, la scelta della posizione e della tipologia della porta d’entrata ha sempre ricoperto un momento importante nella fase progettuale e in generale nel momento della scelta della propria dimora.

L’ubicazione e la direzione della porta principale, insieme ad altri fattori, va a concorrere nello stabilire l’impronta energetica di base dell’abitazione. Ogni casa può essere classificata in 8 tipologie associate ai 5 elementi (fuoco, terra, metallo, acqua e legno), che vanno poi confrontate con le caratteristiche personali degli abitanti per capire la compatibilità che sussiste o meno.


Inoltre con l’ausilio del metodo delle Stelle Volanti, una delle tecniche utilizzate nel Feng Shui avanzato (vi prometto un’affascinante chiacchierata in merito, in un prossimo articolo “La porta d’ingresso principale”), è possibile determinare

  • le energie statiche presenti in ogni ambiente della casa
  • e quelle dinamiche, che entrano attraverso le aperture e si muovono all’interno degli spazi abitativi.

autore: Federica De Concini
revisione: Federico Sampaoli


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Federica De Concini,

Ingegnere, Progettista certificato Passivhaus Institut (Certified Passive House Designer) appassionata di Architettura Feng Shui, coeditrice di espertoCasaClima – blog di informazione tecnica e comunicazione

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L’abitazione riflette l’interiorità della persona

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Si avvicina l’inizio di un nuovo anno. E’ proprio questo il momento più indicato per fare spazio al futuro, eliminando il superfluo o ciò che risulta per noi negativo.

L’abitazione riflette l’interiorità della persona che vi abita, dunque prima di tutto è importante che sia ordinata e libera da oggetti inutili e superflui.     Il disordine e gli oggetti inutili (clutter) che invadono lo spazio fisico, influenza anche la nostra mente, creando impedimenti o ristagni che impediscono all’energia di circolare liberamente.

Sgomberare i propri spazi da vecchi ricordi negativi e ormai parte del passato permette di cambiare in meglio la propria vita e  la propria casa, permette di liberare spazio per il futuro e di apportare nuova energia.

Sottovalutiamo spesso l’importanza di mantenere vibranti e vitali le energie che ci circondano, ma sono proprio loro a creare nuovi percorsi di crescita, di sviluppo e prosperità dell’anima.  L’essere umano subisce le forze provenienti dal paesaggio (in generale dal contesto esterno) e le energie associate all’ambito più intimo delle abitazioni.

C’è un nesso tra lo spazio fisico che ci circonda e la sfera mentale ed emozionale dell’individuo stesso:

tutto influenza e tutto è influenzato.

La metodologia Feng Shui studia da sempre le relazioni spazio – temporali tra le entità Cielo, Terra e Uomo al fine di raggiungere il migliore equilibrio tra di esse. La corretta analisi Feng Shui parte da considerazioni a macro-scala, per poi spostarsi all’interno degli spazi abitativi andando verso un’architettura del benessere dove l’obiettivo principale è quello di creare ambienti dove l’energia vitale vibrante e positiva (il “Qi”) sia libera di circolare in modo fluente ed armonico.

Consentirci di vivere uno spazio nella sua pienezza, ci mette nella condizione di essere felici.

Perchè non dedicare questi ultimi giorni del 2018 al rinnovo e al cambiamento?

Il solstizio d’inverno (nella notte fra il 21 e 22 dicembre) segna un importante momento di passaggio: si raggiunge la massima oscurità e inizia la fase di crescita della luce. Le giornate si allungano e ci accompagnano verso l’inizio della nuova stagione. E’ un invito alla rinascita, in preparazione alla primavera.

Secondo il calendario cinese, a cui fa riferimento il Feng Shui classico, l’inizio della primavera coincide con il 4-5 febbraio.

Anche secondo il Taoismo, base culturale comune a molte scienze orientali, il momento del solstizio coincide con il passaggio dalla fase Yin a quella Yang e rappresenta una fase di transizione e mutamento anche dal punto di vista energetico.

Il Feng Shui è un’ antica disciplina, nata in Cina più di 3000 anni fa con l’obiettivo di trovare il luogo ideale dove collocare le tombe degli imperatori della dinastia dei Ming, racchiude in sé diverse conoscenze inerenti la cultura, la filosofia, il clima ed il territorio.

Il periodo dell’anno che stiamo vivendo, con le giornate più brevi alle spalle e quelle con più ore di luce in arrivo, è il momento ideale per scendere in profondità nel nostro ‘io’, contattare la nostra anima ed esprimere i nostri sogni e i progetti per il futuro, pensando a quali azioni concrete possano realizzarli.

Cosa vogliamo cambiare, cosa vogliamo lasciare, cosa vogliamo diventare, cosa vogliamo essere?

Per rispondere a tutte queste domande può essere utile mettere in atto regole di space clearing, cioè la purificazione degli spazi, tecniche legate profondamente al Feng Shui.

Non serve sbarazzarsi solamente di ciò che non si utilizza più, di ciò che è logoro, vecchio e rotto – si possono eliminare anche oggetti in buono stato, ma ormai “di troppo”.

“Eliminare” non è sinonimo di “spostare”: il vero space clearing non prevede l’accumulo di materiale in soffitta o in cantina (luoghi che rappresentano simbolicamente la parte più inconscia del nostro essere).    Ripostigli, soffitte e cantine sono i locali con il maggiore ristagno energetico, dove viene depositato materiale legato al passato. Questi ambienti dovrebbero essere mantenuti in ordine, ventilati ed illuminati.

Eliminare il disordine è terapeutico e col tempo diventerà sempre più facile. Non deve diventare una forzatura. L’indecisione sulla sorte di un oggetto non deve diventare fonte di stress: ciò che non si butta oggi, si eliminerà in un altro momento. Spesso non è facile sbarazzarsi dalle cose materiali, è un esercizio che va coltivato nel tempo.

Non vi sentite pronti o capaci? Per effettuare uno space clearing in modo più profondo ed efficace è possibile rivolgersi ad un consulente in grado di applicare diverse tecniche con l’obiettivo di purificare gli spazi, trasformando l’energia negativa in positiva.

Sciogliere l’energia bloccata interna e dare nuovo spazio ad opportunità future è fondamentale …per il momento lasciamo che il vento soffi nella nostra casa e possa entrare nuovo e prezioso Qi…

Nei prossimi articoli ci addentreremo insieme in questo affascinante mondo, tanto antico quanto attuale ed utile alla nostra vita.

autore: Federica De Concini
revisione: Federico Sampaoli


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Federica De Concini,

Ingegnere, Progettista certificato Passivhaus Institut (Certified Passive House Designer) appassionata di Architettura Feng Shui, coeditrice di espertoCasaClima – blog di informazione tecnica e comunicazione

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