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ACS, acqua calda sanitaria gratis dal fotovoltaico?

Sfruttare meglio l’energia del sole è il sogno di tutti.

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Una famiglia di 4 persone, con 2 bagni provvisti di doccia, può produrre acqua calda sanitaria (acs) con una pompa di calore visto che è stato installato un impianto fotovoltaico per approfittare del conto energia.

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Ma quanto deve investire per pompa di calore (pdc) e accumulo proporzionato alle esigenze? Fino a tre docce senza lunghi intervalli di attesa.

Innanzitutto teniamo d’occhio 3 cose:

  • verifichiamo se la pompa di calore sia predisposta per comprendere il fatto che ci sia un fotovoltaico e per garantire questo aspetto la pdc deve possedere questa sigla: SG.
  • verifichiamo la capienza: gli accumuli, sia di acqua calda sanitaria che termici o per raffrescamento devono essere sempre un attimino più grandi perchè la pompa di calore, leggendo che c’è produzione di energia dal fotovoltaico, aumenta solo la temperatura di accumulo dei serbatoi (degli accumuli).
  • controlliamo l’assorbimento elettrico della pompa di calore: che non sia troppo grande per il fotovoltaico già installato o da installare.

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Facciamo un esempio:

se il fotovoltaico è da 3 kW e voi installate una pompa di calore da 10 kw termici che cosuma elettricamente circa 3.2 kW il sistema fotovoltaico difficilmente potrà dialogare con il fotovoltaico…!!!!

Tanto per dare un paio di numeri:

Una pompa di calore di buona qualità (tubi, valvole e coibentazione compresi) per una civile abitazione si aggira intorno ai 15mila €. 

1 € a doccia per dieci anni vi sta bene?

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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ACS acqua calda sanitaria a costo zero

Adesso posso schiacciare un pisolino. A trentasei anni, l’ unico modo per affrontare un incontro serale, che può protrarsi oltre la mezzanotte, è dormire prima. Inoltre, adesso che più o meno so chi sono, voglio chiudere gli occhi di fronte a questa consapevolezza, come a nascondermi. Quando li riapro è passata un’ora. Dico a voce alta: E’ ora di andare. Non mi posso più nascondere. M’infilo di nuovo sotto la doccia, ma questa è diversa da quella della mattina. La doccia del pomeriggio è sempre più lunga – ventidue minuti, più o meno – e non serve a svegliarmi o a lavarmi. La doccia pomeridiana serve a farmi coraggio, a darmi istruzioni.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-01

Il tennis è lo sport in cui parli da solo. Nessun atleta parla da solo come i tennisti. I lanciatori di baseball, i golfisti, i portieri borbottano tra sé, ovviamente, ma i tennisti parlano con se stessi – e si rispondono. Nella foga di un incontro, i tennisti sembrano dei pazzi per la strada, che farneticano, imprecano e dibattono accesamente con il proprio alter-ego. Perché? Perché il tennis è uno sport così maledettamente solitario. Soltanto i pugili possono capire la solitudine dei tennisti – anche se i pugili hanno i loro secondi e i manager. Perfino il suo avversario fornisce al pugile una sorta di compagnia, qualcuno a cui può avvinghiarsi e contro cui grugnire. Nel tennis sei faccia a faccia con il nemico, scambi colpi con lui, ma non lo tocchi mai, né parli a lui o a qualcun altro. Il regolamento vieta perfino che un tennista parli col proprio allenatore mentre è in campo. A volte c’è chi sostiene che i corridori siano altrettanto solitari, ma è un confronto ridicolo. Almeno il corridore può sentire e annusare gli avversari. Sono a pochi centimetri da lui. Nel tennis sei su un’ isola. Di tutti gli sport praticati da uomini e donne, il tennis è il più simile all’isolamento carcerario, il che porta inevitabilmente a parlare da soli, e io inizio a farlo qui, sotto la doccia pomeridiana. E’ il momento in cui prendo a dirmi delle cose, cose folli, ripetendomele fino a convincermene. Per esempio che un mezzo paralitico possa partecipare agli US Open. Che un uomo di trentasei anni possa bettere un avversario nel fiore degli anni. Ho vinto 869 match nella mia carriera, sono il quinto nella classifica di tutti i tempi, e molti li ho vinti sotto la doccia del pomeriggio.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-04

Con l’acqua che mi romba nelle orecchie – un rumore non dissimile da quello prodotto da ventimila spettatori – rivivo alcune vittorie particolari. Non quelle ricordate dai tifosi, ma vittorie che ancora mi svegliano la notte. Squillari a Parigi. Blake a New York. Pete in Australia. Mi soffermo ad assaporarne i dettagli, poi passo a rivangare qualche sconfitta. Scuoto la testa ricordando quelle delusioni. Mi dico che stasera sosterrò un esame per il quale ho studiato ventinove anni. Qualunque cosa accada, ci sarò già passato almeno una volta. Che sia una prova fisica, o mentale, non è niente di nuovo.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-03

Ti prego, fa’ che finisca presto.

Non voglio che finisca.

Mi metto a piangere. Mi appoggio alla parete della doccia e mi lascio andare.

 

tratto da:   Andre Agassi (2011) OPEN, la mia storia - Einaudi

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Ventidue minuti sotto la doccia! Un sogno che non ricordo di aver mai vissuto. Sì un po’ tutti quanti tendiamo ad allungare i tempi in albergo o a esagerare con la temperatura, tanto paga Pantalone. Una piccola rivincita sul prezzo della camera e per chi ha fatto tanta strada, un modo per lavare via il viaggio, il tempo e la stanchezza, e sù, anche per prendere un po’ di coraggio in un luogo che non è casa nostra – come scrive Andre Agassi.

Lo sapevate che… Alt, un passo indietro; la mia personale passione per il risparmio energetico, che ho avuto la fortuna di trasformare nella mia professione è data certamente dall’obiettivo di utilizzare poca energia aumentando contemporaneamente il comfort e riducendo gli impianti, ma il vero traguardo è la libertà, la non dipendenza, l’indipendenza!

Vivere in un castello con dieci caldaie da alimentare, manutenere, pagare, riparare può essere bello? può dare la sensazione di libertà? mi sentirei più libero ad avere bisogno di nulla, o di quasi nulla.

Una casa passiva rende liberi?

Le avveniristiche e ancora troppo rare PassivHaus significano indipendenza? In un certo senso direi di sì. Quando voglio rappresentare una casa passiva con un esempio felice dico “barca a vela”. Una barca a vela ci fa sentire liberi? In barca a vela ci sentiamo indipendenti? Direi di sì.

Lo sapevate che… No non ho preso una barca a vela.

Lo sapevate che, per patto con me stesso, non utilizzo acqua calda sanitaria dal luglio 2013? Era estate – luglio cade ogni anno d’estate! – e mi godevo più volte al giorno una breve doccia fredda. Che tanto fredda poi non era viste le temperature record stabili oltre i 35° C – almeno qui in città. Ogni volta che mettevo la testa sotto l’acqua fresca ripensavo – e lo faccio ancora oggi, sempre – ad una vecchia intervista a Reinhold Messner che a un certo punto svela alla giornalista di utilizzare solo acqua fredda per lavarsi, che sia estate o che sia inverno. Sapete tutti quanto può essere fredda l’acqua che scorre. Seduto sul divano ad ascoltare le bizzarrie e le filosofie e le avventure di Messner pensavo tra me – figuriamoci, doccia fredda, d’inverno, e lui abita in montagna poi!

ACS acqua calda sanitaria costo zero

Luglio finiva, agosto passava e a settembre mi sono trovato davanti alla scelta se continuare o meno a non miscelare acqua calda. Ho un miscelatore monocomando a croce, fino a metà è fredda, oltre comincia a diventare calda.

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Non ho mai più girato il miscelatore fino in fondo: Messner aveva ragione! Si può fare. Basta volerlo! Non descrivo la sensazione del corpo e della pelle quando la doccia finisce perché questo articolo non so più dove andrebbe a parare. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Costo energia zero, sensazioni 1000.

Mi sono liberato di quella dannata caldaia, appesa lì a creare dipendenza.

Io voglio essere un uomo libero.

Non è per il risparmio economico sulla bolletta, è per la libertà. E a distanza di tanti mesi devo ammettere che una doccia calda appare come benessere, ma è un brodo insopportabile che rammollisce e non esalta il risveglio del corpo.

Ma se mi avete seguito fin qui, magari solo per scoprire come si fa ad avere acqua calda sanitaria a costo zero (facendo la doccia fredda!) e siete delusi, vi aiuto almeno a capire il costo medio di questo lusso che è l’acqua calda. Quasi un diritto per le ultime generazioni, in realtà un lusso – uno spreco.

Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

Ecco qualche calcolo preparato da Marco De Pinto:

Il fabbisogno di acqua calda sanitaria – ACS – per 2 persone ovviamente è indipendente dalla superficie calpestabile dell’edificio ed è pari a circa 80 litri giorno di acqua calda a persona a 42 °C.

Quindi 80 litri/persona giorno x 2 persone = 160 litri/giorno

  • Temperatura acqua fredda sanitaria: 10 °C
  • Temperatura acqua calda sanitaria di utilizzo: 42 °C
  • Salto termico: 32 °C

Energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria al netto delle perdite degli accumuli, delle tubazioni di adduzione e ricircolo ACS:

  • Energia giornaliera consumata: 6.000 Wh
  • Giorni di consumo ACS: 365 giorni
  • Consumo energetico annuo: 2.190 kWh/anno

Il costo economico per la produzione di energia per ACS dipende sempre dalla fonte energetica:

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  • Caldaia a gasolio (rendimento 85%): 330 €/anno (costo gasolio 1.325€/litro compresa IVA)
  • Caldaia Caldaia a metano (rendimento 95%): 250 €/anno (costo metano 1.05 €/m3 con IVA)
  • Caldaia a GPL (rendimento 95%): 420 €/anno (costo GPL 4.6 €/m3 compresa IVA)

In soldoni, la doccia fredda vale circa 3.000€ ogni dieci anni di spese energetiche vive.

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Dipendenza energetica di casa nostra

Non parlo quasi mai di normativa per spingere nei progetti una forte coibentazione. Piuttosto metto l’accento sul comfort che se ne ottiene o sulla protezione dal caldo in periodo estivo, o sull’impiantistica che può ridursi al minimo indispensabile.

Alcuni committenti nel momento di scegliere spessori ed investimenti vogliono conoscere esattamente il beneficio economico sulla bolletta annuale. Perchè isolare tanto se la bolletta energetica me la posso tranquillamente permettere?

Non siamo tutti uguali (nemmeno davanti alla legge) ma a voi, una casa che grazie all’isolamento spinto non ha bisogno di quasi niente, non regala un senso di libertà? di indipendenza? di autonomia? di leggerezza?

Non vi sentireste invincibili? immuni? fieri? all’avanguardia?

Nel 2013 l’Italia ha prodotto il 63,7% dell’energia con fonti rinnovabili, il 17,2% con il gas e il 15,9% con il petrolio.

dipendenza energetica unione europea

Nel 2013 l’Unione Europea ha consumato energia pari ai livelli anni ’90 (- 9,1% rispetto al 2006 (fonte Eurostat).

La produzione di energia UE e in Italia:

  • nucleare 29%,   in Italia 0%
  • rinnovabili 24%,   in Italia 63,7%
  • combustibili solidi 20%,   in Italia 0,1%
  • gas 17%,   in Italia 17,2%
  • petrolio 9%,   in Italia 15,9%
  • rifiuti non-rinnovabili 1%,   in Italia 3,1%

L’Unione Europea produce molta energia, ma quanta ancora ne deve importare? il 53% dei suoi consumi (nel 2013)!

Ovviamente non tutti i Paesi membri bruciano energia di cui non dispongono allo stesso modo:

  • la Danimarca deve importare il 12,3%
  • l’Italia il 76,9%
  • il Regno Unito il 46,4%
  • la Francia il 47,9%
  • la Germania il 62,7%
  • la Spagna il 70,5%.

3/4 dell’energia che bruciamo in Italia non è nemmeno nostra, la importiamo. La politica energetica italiana è sempre stata scarsa.

E noi?

che ci stiamo arrovellando sullo spessore del cappotto che faremo, o sulle nuove finestre che ordineremo – non abbiamo voglia di andare verso una nuova direzione?

Ho usato termini come “ libertà, indipendenza, autonomia, leggerezza” e aggettivi come “ invincibili, immuni, fieri, avanguardisti”. Ma voi come vi definireste da padroni di casa di classe energetica molto elevata?

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Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

Ragionamenti sul mini fotovoltaico

Come progettista della coibentazione penso sempre a come non fare uscire l’energia dall’involucro edilizio piuttosto che a come approvvigionarmene. Ma è pur sempre necessaria e non solo per riscaldarsi o raffrescarsi.

Dobbiamo allora buttarci tutti sul fotovoltaico? Per deformazione professionale vorrei consumare così poco da rimanere indifferente e alle offerte e ai prezzi dell’energia elettrica. Ma è pur vero che un tot di energia la usiamo e dobbiamo averla disponibile, comprata dalla rete o comprata dal sole, ci serve!

mini fotovoltaico

Allora ecco la domanda:

  • se il migliore impianto fotovoltaico è quello che massimizza l’autoconsumo non sarebbe intelligente calcolare il proprio consumo “certo” giornaliero e installare un fotovoltaico piccolo solo per coprire questa fetta di energia? 

 Così mi risponde gentilmente Alberto Berardi – Electrical Engineer – IRCI S.p.A. Engineering, PV O&M, Buyer, R&D e ESS (Energy Storage System):

occorre tenere in considerazioni diversi fattori. Ne riporto alcuni:

 Negli ultimi dieci anni una famiglia media con contratto di fornitura 3kW di potenza impegnata e consumo annuo 2700kWh (molto basso, quindi siamo molto cautelativi come dati iniziali) nel 2004 0,12euro/kWh (compreso costo energia, costi rete, oneri di sistema e imposte), nel 2013 siamo arrivati a 0,19euro/kWh… +58% di aumento del costo della bolletta in 9 anni (www.autorita.energia.it/it/dati/eep35.htm). Quindi mediamente +6,4% di aumento all’anno. Sono i primi dati su cui occorre riflettere per capire la bontà dell’investimento.

Detto ciò, occorre anche dire che oggi il costo dell’energia prelevata dalla rete nella fascia giornaliera F1 rispetto alla fascia serale-notturna-festiva F2-3 è di solo 0,01euro superiore, quindi non è “fondamentale” fare la lavatrice di sera (qualche anno fa senza “FV” la differenza era oltre il 30%)..

 Tralasciando il discorso degli utenti che consumano più di 4000kWh e il costo a kWh arriva a 0,35kWh.

Costo impianto FV 3kW, facciamo un bel impianto spendiamo 7.000e con iva, con detrazione 50% è come se ci “costasse” 3.500. Consideriamo che l’inverter “sfigato e fuori garanzia muore dopo 10-15anni”. Aggiungiamo altri 500e (costo ipotizzato dell’inverter tra 10-15 anni). Totale 4000e.

Consideriamo ora che l’impianto produca 3.000kWh per anno, per 25 anni (75.000kWh), dividiamo il costo dell’impianto per l’energia prodotta nella vita dell’impianto

4000 / 75000= “0,05 euro / kWh “.

 NB. tra 25 anni l’impianto non si spegne, funziona ancora, oppure può essere sostituito con un altro più performante..

 0,05euro/kWh fisso da oggi e per i prossimi 25 anni, senza inflazione, ecc.

 Questo è un dato su cui riflettere se avessimo autoconsumo 100%;  è il costo a kWh prodotto da tecnologia Fotovoltaica.

 ”Mentre senza FV, 6,4% * 25 = +160% di aumenti, costo del kWh 0,5euro”

 ovviamente sono ipotesi.. comunque c’è un fattore 10 tra costo di energia tra FV e senza.

 Il discorso accumulo serve per avvicinarci in maniera intelligente e profiqua dal punto di vista economico a questo obbiettivo, avere cioè un buon autoconsumo.

 Se rispostassimo i consumi da serali a metà giornata (lavatrici, lavastoviglie, forno) in estate spesso sarà acceso anche un climatizzatore, quest’ultimo compensa bene la maggiore produzione di energia elettrica FV in estate, più sole più caldo più produzione FV più consumo condizionamento.. (((nota mia: non installate raffrescamento, ma proteggetevi dal caldo! amen.)))

Già così la quota di autoconsumo potrebbe essere tra il 20-40%, con accumulo tale percentuali salgono al 60-80%.

@Federico (premessa credo doverosa sopratutto per i non addetti ai lavori), hai centrato in pieno la soluzione, ricreare/misurare il profilo giornaliero dei consumi che comunque in genere non varia molto nei mesi al massimo in estate aumenta.. da questo profilo di consumo, mettendo insieme i dati di produzione giornalieri da FV, mettendo insieme i dati del sistema di accumulo si fanno alcuni business plan aumentando e diminuendo FV, aumentando e diminuendo l’accumulo; alla fine si sceglie quello che fa risparmiare maggiormente il cliente.

Chi spende 0,35euro a kWh passatemi il termine è un “PAZZO” se ancora non ha installato un impianto FV con e senza accumulo, e ce ne sono tanti..

altro discorso se il kWh lo paga 0,20 e ha tutti i consumi spostati di sera o di notte..

Installare FV “piccolo” ha senso, ma più che piccolo lo chiamerei sufficiente e ottimizzato per il suo fine. L’impianto sufficiente ha il difetto che ha un costo per kW installato un pò più alto rispetto ad un impianto di potenza maggiore, si tratta di trovare l’ottimo caso per caso…

 Visto le detrazioni, personalmente penserei ad un bel impianto, non risicato, domani i consumi potrebbero anche aumentare…una volta in casa c’era un televisore, oggi…

La mia efficienza energetica è partita da

nuove finestre
isolamento del tetto
isolamento a cappotto
isolamento dall’interno
nuovo impianto di riscaldamento
solare termico
fotovoltaico

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TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE

Allego qui sotto la tabella di conversione aggiornata al novembre 2012:

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE:

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE

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Deumidificazione – climatizzazione – energia – potenza – calore sensibile – calore latente

L’energia termica contenuta in un corpo dipende dalla sostanza del corpo e dalla grandezza:

  • ad esempio l’aria, a parità di massa, immagazzina meno calore della stessa quantità di acqua: parlo di calore specifico.

L’unità di misura del calore nel sistema internazionale è il Joule, ma è anche usata la chilocaloria kcal (1 kcal è il calore necessario per innalzare di 1° C la temperatura di 1 Kg di acqua).

La potenza termica è  energia / tempo:

  • per somministrare 1 kcal a 1 litro di acqua in 1 secondo solo ci vuole molta potenza: P = 1 kcal / 1 secondo
  • per somministrare 1 kcal a 1 litro di acqua in 1 oretta ci vuole poca potenza: P = 3600 kcal / h
  • 1 Watt = 0,860 kcal/h   così   1 kcal/h = 1,163 Watt

Calore sensibile è il calore necessario a variare la temperatura.

 calore-latente

Calore latente è quello necessario a variare l’umidità. (l’energia che somministriamo ad una sostanza per passare dallo stato solido – luquido – gassoso a seconda dei legami fisici che uniscono le sue molecole)

Trasmissione del calore:  

  • come faccio a dare calore ad un corpo? Mettendolo a contatto con uno più caldo;
  • come faccio a raffreddarlo? Mettendolo a contatto con uno più freddo.

Per raffrescare (o scaldare) l’aria la dobbiamo far passare a contatto con un corpo più freddo (o più caldo).

E’ impossibile trasferire calore da un corpo freddo a uno caldo senza dispendio di energia

Per deumidificare l’aria dobbiamo

  1. raffreddare l’aria al di sotto del punto di saturazione (una parte del vapore contenuto condensa)
  2. poi riportarla alla temperatura iniziale: ecco che l’umidità relativa è scesa.

Se riscaldiamo l’aria (invece che raffrescarla) aumentiamo la quantità di vapore che l’aria può contenere (non ci sono cambiamenti di stato gassoso – liquido).

Capito cosa fa il climatizzatore?

  1. L’aria calda e umida passa attraverso la batteria di raffrescamento,
  2. l’aria cede alla batteria fredda il Calore Sensibile + il Calore Latente che serve alla condensazione,
  3. una parte del vapore condensa, e l’aria in uscita sarà più fresca e più secca.

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Energia primaria, fornita, esportata

Energia primaria? …è calcolata a partire dai valori di energia fornita e di energia esportata usando dei fattori di conversione (conversione in energia primaria)

  • energia fornita: quantità di energia necessaria per l’erogazione dei servizi energetici;
  • energia esportata: quantità di energia trasferita ad una rete di distribuzione termica o elettrica utilizzata all’esterno del confine del sistema.

Per calcolare l’energia primaria, devono essere utilizzati i fattori di conversione in energia primaria (norma UNI EN 15603 – Consumo energetico globale e definizione dei metodi di valutazione energetica).

I fattori di energia primaria ci permettono di includere nella valutazione energetica globale anche le spese energetiche relative all’estrazione, lavorazione, stoccaggio e trasporto, nonché quelle relative alla distribuzione e generazione dell’energia elettrica all’interno del sistema energetico italiano.

Ecco i fattori di conversione in energia primaria per i diversi vettori energetici:

fattori-di-conversione-in-energia-primaria

Così si scopre che se utilizziamo 1 di energia elettrica dalla rete, in realtà abbiamo consumato 2,18.   Molto male!

 

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Dopo la casa passiva, o prima

 Sarà bene pensare alla mobilità.  Oltre alla bicicletta:

Dopo la casa passiva

un’elettrica due posti veri con quattro freni a disco, cinture a quattro punti per il posto anteriore e a tre punti per quello posteriore, oltre all’airbag per il conducente.

Dopo la casa passiva

  • 7 kW/9 CV, coppia massima di 33 Nm disponibile già all’avviamento, velocità massima di 45 km/h (potrà essere guidata anche dai quattordicenni
  • 13 kW/17 CV, 57 Nm di coppia, velocità di 80 km/h.
  • piano di noleggio delle batterie elettriche. Canoni più bassi di quelli per l’i Phone…
Dopo la casa passiva

 

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Isolare dall’ interno, dati climatici e dati “sensibili”

 Quando mi trovo a valutare o progettare una stratigrafia di una coibentazione dall’interno

coibentazione-interna

solitamente ragiono in questo modo:

  • cerco di approfondire i difetti che la casa già presentava negli anni precedenti (utilissimo!)
  • cerco di conoscere lo stile di vita di chi abiterà la casa dopo l’intervento di riqualificazione e il numero delle persone che più o meno sarà sempre presente (importantissimo!)
  • definisco la zona climatica
  • inserisco i valori di conduttività e gli spessori dei materiali che compongono lo stato di fatto
  • poi inizio a inserire i materiali di coibentazione
  • parto sempre con bassi spessori per individuare bene l’influenza di qualche centimetro in più in una seconda, terza o quarta simulazione
  • inserisco la temperatura esterna di progetto (per esempio -5 °C) per verificare la temperatura superficile interna della parete, ma anche la temperatura esterna più tipica e normale
  • confronto i nuovi valori U di trasmittanza che ottengo applicando la coibentazione interna (risparmio e comfort invernale) (W/mq*K)
  • confronto i nuovi valori k di capacità termica areica interna (kJ/mq*K) (per comprendere quanto peggioro la capacità di assorbire energia, importante d’estate)
  • oppure confronto l’energia che le pareti (ora coibentate dall’interno) riescono ad assorbire se alzo di 1 °C la temperatura interna (per esempio 0.015 kWh/m²K)
  • guardo lo sfasamento che ottengo
  • inserisco il valore di umidità relativa e temperatura interne: per l’interno i dati climatici utilizzati derivano da D.Lgs. 311 (20° C – 65% u.r.) che mi aiutano a capire il comportamento dell’umidità che attraversa il pacchetto isolante e che deve asciugare in estate in tempi ragionevoli
  • spero di non aver dimenticato nulla

alla fine “frullo” tutto e faccio la mia proposta ideale!

Condivisa o inascoltata, la mia proposta tende, comunque e sempre, a

  • considerare la protezione estiva, importante quanto la protezione invernale,
  • preferire materiali più vicini alla natura,
  • non investire più di quanto il committente è disposto.

vale sempre il motto:

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Risanare o demolire è meglio che costruire

Il dossier presentato ad Agosto dal WWf parla del 2009 come l’anno del cemento. L’Italia è ormai una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città:

  • oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme);
  • oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi
  • 12,8 milioni di edifici
  • 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!).

Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico.

Come spiegheremo questa cementificazione ai nostri figli?

 

Aerazione cucina, i fori permanenti

Tutti sappiamo che dove sono installati degli apparecchi a gas di cottura e/o a circuito di combustione aperto è necessario che siano presenti una o più aperture di ventilazione permanenti verso l’esterno con precisi requisiti. L’aerazione non serve solo ad evitare l’eventuale formazione di miscele con tenore pericoloso di gas non combusto, è anche indispensabile per lo smaltimento dei prodotti della combustione!

Ma se abbiamo compreso che per ottenere un’elevata efficienza energetica dobbiamo "tappare i buchi" della nostra casa, perchè non preveniamo questo problema risolvendolo alla fonte?

Basta col gas! Passiamo all’induzione!

tag-basta-col-gas

I consumi dei piani cottura a induzione sono ridottissimi perchè quasi la totalità della potenza assorbita viene trasmessa alla pentola. I piani cottura a gas o elettrici, fiamme o piastre roventi, ne disperdono una buona parte. Dal punto di vista dell’efficienza energetica l’induzione è perfetta!

tag-fori-ventilazione

 

Lampadine a basso consumo = Elettricità sporca

Forse l’unica salvezza sono le candeline di Ikea.

Le lampade fluorescenti compatte (LFC), le lampadine a basso consumo per capirsi, presentano 3 problemi:

  1. radiazioni elettromagnetiche fino a 1 metro di distanza
  2. mercurio (non toccate o inalate il contenuto: vapori di mercurio!) fino a 5 mg.
  3. radiazioni UV.

tag-lampadine-a-risparmio-energetico pericolosità

quindi, anche se la UE impone questi prodotti, non mancano minacce nascoste!

E l’illuminazione a led?

vale sempre il motto:

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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

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con 1 kW

si stirano 15 camicie

kw
si preparano 70 tazze di caffè

kw
si guarda la televione per 7 ore

kw
si mantiene un frigorifero di 300 litri per 2 giorni

kw
si inforna 1 torta

kw
si fa una lavatrice

kw
si tiene accesa per 90 ore una lampadina a basso consumo da 11 watt

kw
si tiene accesa per 17 ore una vecchia e romantica lampadina da 60 watt

kw

Liberare la casa dagli allacciamenti di gas e luce? 1°trattato d’indipendenza:

 Camminavamo insieme per i sentieri sulle colline, e da quello che diceva si considerava parte del paesaggio, parte dei nostri possibili programmi.

Diceva che era importante essere autosufficienti, ma non potevamo andare avanti con la sola idea di sopravvivere. Diceva “dobbiamo fare delle cose che ci piacciono e ci divertono, anche, e hanno un effetto sul mondo di fuori. Non possiamo stare qui come dei rifugiati, dobbiamo trovare un modo di vivere che faccia rabbia, non compassione. Dobbiamo puntare a costruire un insieme più ricco e complesso di una famiglia, raccogliere in questo posto una varietà di persone che vogliono abitare vicine e dedicarsi ad attività diverse, anche non legate direttamente alla terra”.

Diceva “ci dev’essere altra gente che ha voglia di vivere al di fuori di tutte le scelte obbligate, e se lo sogna ma non sa come arrivarci, e magari per frustrazione entra in una setta religiosa o cerca disperatamente di diventare ricca o ci rinuncia e si ammazza. Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perchè sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla realtà e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti”.

da "Due di due" di Andrea De Carlo

tag-autosufficienza

Mentre progettiamo la nostra casa passiva, usiamo la bici

Mentre progettiamo la nostra casa a risparmio energetico… ricominciamo a pedalare!

La bicicletta

  • è il mezzo di trasporto più efficiente
  • è, in ambito cittadino, il mezzo di trasporto più vantaggioso
  • non ci obbliga a sostenere i costi esagerati di moto e auto!
  • è faticosa solo se non si usa una bici adatta ai propri spostamenti
  • ci permette di percorrere 30 km con 500 calorie, una tavoletta di cioccolata, mentre con 50 grammi di benzina, lo stesso contenuto calorico, l’auto non percorre nemmeno 1 chilometro.

tag-risparmio-energetico

Per gli spostamenti in città evitiamo l’uso di scooter! Tanti scooter hanno un impatto ambientale superiore a quello dell’auto e non rendono le nostre città più vivibili!

 In casa c’è sempre un angolino per tenere la bici al coperto!

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Centrali nucleari in Italia. E’ una battuta vero?

Quasi tutta l’energia di cui abbiamo bisogno in Italia è importata.
Con il nucleare cosa cambia? Non abbiamo mica uranio in casa. Lo dovremo importare per far funzionare le nuove centrali. E non parliamo delle scorie radioattive. Già problema non risolto a livello mondiale. Come faremo noi? scorie_radioattive Con la stessa gestione dei rifiuti urbani? Direi che è meglio pensare all’efficienza energetica e all’uso di energia rinnovabile. Questo sì che si potrebbe chiamare miglioramento! E solo in questo modo nascono centinaia di nuovi posti di lavoro.

Il governo tedesco ha deciso di allungare la vita alle 17 centrali del paese e a non costruirne più.

Forse in Europa è tempo che nasca una decisione comune!

Visto che l’Agenzia CasaClima di Bolzano è stata uno dei primi enti a fare formazione e comunicazione nel campo del risparmio energetico, perchè non andiamo un po’ tutti ad imparare qualcosa da Norbert Lantschnernorbert-lantschner direttore agenzia CasaClima

beppe-grillo visita Norbert Lantschner a BolzanoSolo Beppe Grillo ha voglia di informarsi? ha voglia di capire?

Andiamoci tutti!

In Svizzera una villetta con una parete “solare”

…ad Ebnat-Kappel, un piccolo centro della Svizzera orientale, sorge una villetta costruita dall’architetto svizzero Dietrich Schwarz con una parete "solare" (trasmittanza termica (U) 0,4 W/m2K) che grazie all’impiego di un accumulatore di paraffina è leggera e ha il modesto spessore di soli 10 centimetri? Nonostante la sua leggerezza, la parete comprende tutte quattro le componenti essenziali della tecnologia solare: l’isolamento termico, l’assorbitore, l’accumulatore di calore e la schermatura parasole che evita surriscaldamenti estivi. Link