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Casa a bassissimo consumo energetico e basso impatto ambientale

Case ad Energia Quasi Zero (NZEB), case ad Energia Zero (ZEB), case in classe G in “VENDESI” a fiumi… che fare?

Avete notato che il governo è riuscito a infilarci l’obbligo dell’APE per andare a vendere una vecchia casa? Eh sì, il governo ha ritenuto im-por-tan-tis-si-mo che in sede notarile e ancor prima, nell’annuncio “VENDESI”, ci fosse anche l’attestato di prestazione energetica. Non sia mai che la parte acquirente, sprovveduta e credulona, a sua insaputa, si ritrovi neo proprietaria di una casa passiva senza saperlo: l’acquirente ha il diritto di sapere! dobbiamo dirglielo nero su bianco che sta comperando una casa in Classe energetica G.

Repubblica delle banane.

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A più di mezzo secolo dallo “scandalo delle banane” e dopo decenni di marche da bollo per qualsiasi cavolata, le pecorelle italiane devono comperarsi anche l’APE per vendersi la casa! Così cresce il PIL ah ah. Io compero l’APE a te, tu fatturi l’APE a me, il notaio lo consegna a lui, e siamo tutti felici. Il tempo è passato, abbiamo fatto qualcosa di necessario, e intanto la Cina, nello stesso tempo dedicato ai balzelli dell’APE sulla casa della nonna e delle marche da bollo, ha tirato su altri 18 piani su ogni grattacielo in costruzione.   L’Italia è avanti.  Avanti popolo!

Perdonatemi, sono andato fuori tema,   volevo scrivere di Case ad Energia Quasi Zero (NZEB), case ad Energia Zero (ZEB), e case in classe G.

Certamente nessuno di noi ha intenzione di andare a vivere in una casa poco confortevole con difetti di vario genere, problematiche di umidità di risalita e bollette elevate.

Si ricorre sempre più spesso alla demolizione per poi affrontare più sereni e con più libertà di scelta la ricostruzione. Ai “vecchi” piange il cuore vedere questa pratica e scuotono la testa impotenti: il nuovo avanza.

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Inutile girarci in torno, chi vuole una casa nuova vuole una casa… una casa… una casa più aerodinamica. sì, vuole una casa con Cx bassissimo. E come contraddirlo?

Almeno per sentito dire, è noto che il costo di ristrutturazione al mq e gli imprevisti sempre in agguato impongono delle riflessioni. Un preventivo che rispecchi la realtà non è una cosa semplice e anche un computo metrico ben dettagliato probabilmente ha delle mancanze.

Io amo il risparmio energetico, e so che avere una casa che consuma poco regala tante soddisfazioni.

Sapete ormai tutti che Energia Zero significa che la casa è autonoma (off-grid), invece la casa NZEB è  collegata alle infrastrutture energetiche (rete elettrica, rete del gas).

Cosa offrono queste case oltre alle bollette zero o quasi zero? Bassissime emissioni di certo.

L’ambiente è salvo?

Beh qui si apre un tema poco affrontato e un po’ spinoso per l’anima ambientalista:

gli edifici a bassissimo consumo energetico, dal punto di vista del Life Cycle, hanno un impatto ambientale più elevato rispetto ad edifici standard, e bisognerebbe tenere più in considerazione il consumo globale di energia durante l’intero ciclo di vita di un edificio e non solo il consumo di energia durante il suo utilizzo in inverno e in estate.

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Un materiale non vale l’altro! La decisione per una certa stratigrafia ha delle ricadute ambientali e i criteri ambientali rientrano in tutte le fasi del processo edilizio.

Abbiamo appena imparato ad accettare l’idea che una casa dev’essere ben isolata e già dobbiamo fare i conti con la nostra coscienza e le conseguenze ambientali delle nostre scelte progettuali. Purtroppo sì, e siamo anche in ritardo!

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Bisognerebbe già da domani mattina fare l’analisi LCA nella progettazione degli edifici, ed iniziare a valutare l’impatto del ciclo di vita dei materiali per scegliere bene cosa usare e cosa evitare di usare!

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L’analisi LCA è importante veramente.

Da MediaWorld i giovani in divisa rossa e nera appiccicano su ogni frigorifero l’etichetta energetica e noi consulenti, progettisti e tecnici non sappiamo come valutare gli impatti ambientali del ciclo di vita dei prodotti?

Ci pensa Google a saziare la nostra voglia di sapere:

chi è digiuno della materia, ci capisce poco, nulla.

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Conoscere l’impatto ambientale del ciclo di vita dei materiali (LCA) è fondamentale per progettare in modo più intelligente. Dobbiamo trovare una tabella semplice e poi utilizzarla quotidianamente!

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E tornando a vagheggiare sulla casa ad Energia Quasi Zero (NZEB) bisognerebbe parlare seriamente di Life-Cycle Near Zero Energy building (LC- NZEB) e quindi sul consumo di energia complessivo e sull’impatto ambientale complessivo! un LCA completo! Non dimentichiamo che anche il Dr. Wolfgang Feist ha rilevato che la casa efficientissima ha anche il più alto consumo di energia primaria nel ciclo di vita (la quantità di energia richiesta per la fabbricazione dei materiali indispensabili alla costruzione è molto elevata).

Ridurre il consumo di energia in utilizzo resta il nostro traguardo, ma non sovrastimiamo i risparmi energetici potenziali nel ciclo di vita complessivo dell’edificio perchè guardiamo solo il consumo in bolletta!

Se siamo a digiuno di LCA da tutta la vita possiamo sempre contare sul buon senso per un buon progettare: che ne pensate di un laterizio porizzato rettificato portante sismico senza la necessità di un sistema a cappotto? E’ solo un’idea e potete approfondire l’argomento leggendo qui.

Buona casa nuova a tutti!

            

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Led retrò

Mi illumino di meno e meglio.

Better Mix Design Studio LED-01

Risparmiare energia ed essere efficienti senza rinunciare al piacere della vista di una vecchia lampadina ad incandescenza si può.

Better Mix Design Studio LED-04

Questa lampada da tavolo è in realtà una lampada a LED:

Better Mix Design Studio LED-02

La bella idea è di Better Mix Design Studio: un LED illumina la classica forma del bulbo ad incandescenza con una luce calda.

Better Mix Design Studio LED-03

In passato ho disegnato anch’io lampade che volevano il classico bulbo ad incandescenza, bello sarebbe poter montare LED speciali come questo.

CuCù, design federico sampaoli, lampada da sospensione in acciaio 20 x 8 cm; h 20 cm.:

lampada CuCù design federico sampaoli millepede-03 lampada CuCù design federico sampaoli millepede-02lampada CuCù design federico sampaoli millepede-01
            

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Quanto costa il ponte termico del balcone?

Nei cantieri si comincia a vedere spesso la coibentazione termica. Il risparmio energetico è diventato finalmente parte dei lavori.

E i ponti termici? Notate spesso strategie per ridurli? Io non tanto: i ponti termici sono sempre sottovalutati – forse perchè sono difficili da calcolare?

Non so se sia più difficile calcolare un ponte termico o decidere di eliminarlo in fase progettuale. Certo è che se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è spazio solo per i “rammendi”. Tutt’altra cosa è preparare i dettagli costruttivi per migliorare ogni punto critico.

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra:

Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)

L’edificio si trova a Trento e viene riscaldato con una caldaia a metano.

Sapete quanto vale la dispersione termica del solo balcone di 3 metri lineari?

ben 114,6 kWh/anno!

E considerando un costo del metano pari a 1 € per metro cubo, il balcone ci costa:

  • a BOLZANO 16,4 €/anno
  • a TRENTO 15,1 €/anno
  • a VERONA 14,5 €/anno
  • a BOLOGNA 13,3 €/anno

Ma nei prossimi 20 anni, attualizzato ad oggi tenendo presente l’inflazione ed il rincaro combustibile?

  • a BOLZANO 507 €
  • a TRENTO 467 €
  • a VERONA 449 €
  • a BOLOGNA 412 €

Anche a casa vostra c’è un balcone “disperdente”? Non è lungo 3 metri ma ben 6 metri? Potete moltiplicare tutti i valori per 2!

Ogni lato della casa ha un bel balcone? Potete moltiplicare tutti i valori per 2 e poi un’altra volta per 4!

Ora pensate ai Vostri vicini di casa e moltiplicate ancora, poi contate le case della vostra via e moltiplicate ancora, le cifre diventano imponenti!

Il ponte termico sembra una cosa da nulla, una cosa da pignoli! – ma se facciamo tre conti possiamo anche spaventarci dei risultati!

Non voglio spaventarvi, ma ricordate che anche il marciapiede intorno alla casa si comporta come un ponte termico, e il cordolo del tetto anche, la scala anche…

E’ tempo di progettare meglio!


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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VMC ad acqua?

 Se seguite questo sito, oramai avrete capito quanto io tenga alla Ventilazione Meccanica Controllata: e non tanto per il recupero del calore quanto per la più buona qualità dell’aria interna.

Secondo me, l’aspetto più vicino al tema dell’efficienza energetica di una casa è proprio il recupero del calore, quello che si può ottenere dall’aria viziata in uscita e che può essere ceduto all’aria fresca entrante.

Ma nessuno ha mai pensato di recuperare il calore dell’acqua sporca in uscita che potrebbe essere ceduto all’acqua fresca entrante?

powerpipe

Qualcuno ci ha pensato: è una società canadese. Si sfrutta l’acqua (calda) di scarico per preriscaldare l’acqua fredda in arrivo!

 Io sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

[Coscienza dall’ ant., lett. conscienza, conscienzia: la consapevolezza che mi permette di avvertire quanto avviene in me e nei miei rapporti con il mondo esterno]

Quando si è compiuto ogni sforzo verso il risparmio, allora è il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! La penso così.

RenewABILITYEnergy Inc., società canadese che offre soluzioni di risparmio energetico, propone Power-Pipe: uno scambiatore di calore che utilizza l’acqua calda di scarico per riscaldare l’acqua fredda in arrivo.

Più le case diverranno edifici coibentati più alti (in relazione) saranno i consumi energetici familiari per il riscaldamento dell’acqua. Ridurre, quindi, questa componente diventerà una nuova priorità.

Grazie all’avvolgimento del tubo di scarico del sanitario con strati di bobine di rame altamente conduttive il calore può essere "catturato" con facilità. Power-Pipe è venduto anche in un kit per l’installazione "fai-da te".

"Il calore recuperatelo da te"

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Vetro cellulare, il vetro meno usato in Italia.

Vogliamo ottenere una platea calda? Sembra facile con la ghiaia di vetro cellulare! Milioni di microcelle ermeticamente chiuse garantiscono l’isolamento termico nelle fondazioni, a ridosso delle murature primetrali interrate, nei giardini pensili.

vetro-cellulare

Costipando il vetro cellulare (meccanicamente con una piastra vibrante) è possibile realizzare una platea di fondazione perfettamente isolata termicamente, asciutta e priva di umidità perchè il vetro cellulare diventa una barriera alla risalita capillare. E con una guaina in Poliolefina protegge dal gas radon.

platea-calda-con-vetro-cellulare

Questo materasso di vetro cellulare è molto semplice da preparare, guardate questo video per capire bene.

vetro-cellulare-armatura-per-getto-in-calcestruzzo

In Italia quasi tutti i progetti prevedono

  • scavo
  • magrone
  • getto armato in calcestruzzo

e poi si inizia a pensare all’isolamento della platea.

Perchè non pensare immediatamente a realizzare una platea isolata termicamente con una resistenza alla compressione indiscutibile, e asciutta? 

La stratigrafia potrebbe essere questa:

vetro-cellulare-stratigrafia

  1. terreno
  2. geotessuto minimo 150 g/mq
  3. granulato in vetro cellulare
  4. tubo microforato in previsione della linea di drenaggio
  5. elemento di contenimento per il getto in cls
  6. platea in calcestruzzo
  7. parete perimetrale
  8. isolamento parete perimetrale
  9. massetto o pannello isolante per impianto radiante
  10. finitura interna

Non ci sono complicazioni di esecuzione, anzi il vetro cellulare è facile da gestire là dove abbiamo il passaggio degli impianti e altre tubazioni!

La conducibilità di uno strato in vetro cellulare è circa 0,09 W/mK. Se state cercando alcuni dati tecnici del granulato in vetro cellulare guardate qui.

Torniamo al risultato che possiamo ottenere: la casa nasce con i piedi caldi e asciutti ed evita sin dall’inizio i ponti termici derivanti dalla fondazione: date un’occhiata a questo disegno termografico:

vetro-cellulare-termografia

         

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Risparmio energetico senza VMC?

Il riscaldamento incide per ben il 79% dell’intero fabbisogno di energia. Spesso, più della metà di tale energia viene buttata dalla finestra, arieggiando i locali.

 risparmio-energetico-fabbisogno-energia-primaria 

Coibentare gli edifici è molto importante, ma altrettanto importante diventa la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore

La VMC consente di asportare l’umidità e le sostanze dannose presenti nell’aria con il massimo risparmio energetico possibile.

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casaclimascetticismo

 E’ così. Mi è capitato anche in una recentissima riunione: il progettista, l’architetto, è scettico sull’uso dell’isolamento termico in tutto l’edificio, in effetti crea non pochi impigli se ci soffermiamo a guardare tutti i particolari del progetto. Qui come facciamo? Qui non ci stiamo! Qui bisognerebbe cambiare! Qui non c’è spazio! Qui avevo promesso al committente un’ inferriata scorrevole! Qui è impossibile! A me la classe A non m’ interessa, è solo una moda! E’ solo una cosa che serve in Trentino dove fa tanto freddo, ma qui da noi… !

Anche la ventilazione confortevole, o ventilazione meccanica controllata, è vista con sospetto e indifferenza: l’ architetto per primo è scettico. Cosa serve? Io apro la finestra la mattina! Quando ho cucinato poi apro… !

Invece  questo preciso momento di Slow Economy sarebbe il momento perfetto per rivedere i nostri abituali modi di progettare. E bisognerebbe andare oltre al puro risparmio, bisognerebbe elaborare un misuratore di benessere: potrebbe chiamarsi BIL, Benessere Interno Lordo; così per imitare il piccolo Bhutan sull’ Himalaya che da anni usa il FIL, Felicità Interna Lorda, spesso ben più importante del prodotto interno lordo.

L’isolamento termico e la ventilazione meccanica sono due aspetti importanti per ottenere una casa confortevole e con consumi di energia bassissimi. Non possono rimanere indietro durante il progetto!

Il progettista ha una grande responsabilità: è lui che deve prendere per mano il committente per fargli vedere dove abita il futuro della casa.

Abitate in modo attivo o passivo?

Avete la fortuna di poter progettare la vostra futura casa?

La casa potrebbe essere progettata

  • ben isolata come un Thermos,
  • con la maggior parte delle superfici vetrate rivolte a sud,
  • capace di ricevere i profondi raggi solari invernali trattenendo il calore negli ambienti.

Tutti gli edifici energeticamente ottimizzati funzionano proprio con il principio della “trappola del calore“. Perchè il calore non scappi è fondamentale l’isolamento dell’involucro accoppiato ad una ventilazione confortevole, la VMC.

Il primo effetto positivo delle case così progettate è l’ottimo clima interno. E questo non solo d’inverno – anche in estate la casa ad alto risparmio energetico gioca il suo asso nella manica! Quando nei mesi estivi il sole è alto i balconi o le apposite ombreggiature proteggono le superfici vetrate dal surriscaldamento.

Impostando la ventilazione confortevole per ventilare gli ambienti con l’aria fresca della notte e del primo mattino, o con la ventilazione naturale, può mantenere un’ottima temperatura interna anche nelle giornate più roventi. Con temperature esterne intorno ai 30 gradi si mantengono all’interno i 26 gradi senza uso di condizionatori d’aria e conseguente consumo energetico.

E per chiarire una volta per tutte il dilemma delle finestre obbligatoriamente chiuse nelle case a risparmio energetico:

  1. le finestre non sono prive di maniglie,
  2. le finestre possono essere aperte in ogni momento,
  3. le finestre si apriranno per piacere e non per dovere,
  4. le finestre si apriranno per ascoltare gli uccellini e non per far uscire gli odori sgradevoli,
  5. le finestre si apriranno, non più così spesso, ecco tutto.

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