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Rottamazione stufe 2019

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La Giunta regionale del Veneto, per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ha approvato il 12 febbraio 2019 un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a legna o pellet con apparecchi a basse emissioni ed alta efficienza (cioè almeno 4 stelle) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione:

  • contributi fino a 1.600 € per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
  • contributi fino a 5.000 € (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019.

Sapete cos’è un’istanza? in due parole, è una richiesta fatta pervenire a una pubblica autorità, allo scopo di provocarne l’intervento o l’interessamento nei limiti e nei modi prescritti dalla legge.

Se vuoi leggerti le 11 pagine dell’ ALLEGATO A del BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ALLA ROTTAMAZIONE ED ACQUISTO DI IMPIANTI TERMICI DOMESTICI ALIMENTATI A BIOMASSA LEGNOSA: leggi qui.

Se vuoi leggerti le 25 pagine dell’ ALLEGATO B: leggi qui.

Sembra la concorrenza veneta al Conto Termicoincomprensibile.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Gli impianti di casa mia danno i numeri

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Nel precedente articolo “Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono” ponevo delle domande: il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa ad alta efficienza? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Monitorare i propri consumi è la chiave di tutto.

Vi riporto un po’ di dati, riferiti ad una casa modello:

  • Casa/Appartamento: superficie utile 100 mq
  • Localit : Mantova
  • Tenuta all’aria: n.50 < 0.6
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico invernale)
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico estivo)
  • Acqua calda sanitaria ACS: 25 kWh/mqa
  • Perdite impianto riscaldamento + raffrescamento + ACS : 15 kWh/mqa
  • Fotovoltaico: Potenza installata 3.0 kW – Produzione annua 3000 kWh/anno
  • Illuminazione: Led e apparecchiature domestiche in classe A+ o superiori.
  • Impianto: Pompa di calore PdC aria-acqua 4 kW con temperatura esterna di progetto -2 °C
  • Consumo acqua fredda per produrre acqua calda : 55 mc/anno

Considerando una efficienza stagionale media annua per riscaldamento + raffrescamento + produzione acqua calda sanitaria pari a 2.5 (COP) andiamo a definire i consumi annuali presunti (di calcolo):

  • INVERNO : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ESTATE : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ACQUA CALDA : 25 kWh/mqa / 2.5 = 1.000 Kwh/anno di energia elettrica (se vi sembran troppi, passate all’acqua calda a costo zero!)
  • PERDITE IMPIANTO ANNUALE : 15 kWh/mqa / 2.5 = 600 Kwh/anno di energia elettrica
  • Consumo medio annuo di energia elettrica per illuminazione, lavatrici, lavastoviglie, phon etc.: 2.500 Kwh/anno di energia elettrica (lavatrice 220 kWh/anno + lavastoviglie 250 kwh/a + televisore 100 kwh/a + frigorifero 180 kwh/anno + asciugatrici 500 kWh/a)

Notate questi 2 aspetti importantissimi:

  1. il consumo elettrico complessivo annuale per impianti è 4000 kWh/anno
  2. il consumo elettrico complessivo annuale per l’utilizzo elettrico è 2500 kWh/anno

Cosa intendo dire? che i consumi elettrici diventano importantissimi e fondamentali nella gestione energetica, e quindi economica, di un’abitazione ad alta efficienza (incidono moltissimo).

Riassumendo:

  • Consumo elettrico complessivo: 6500 kWh/anno
  • Importo annuale: 1600 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

L’impianto fotovoltaico produce sì 3000 kWh/anno nella nostra simulazione, ma riusciamo ad utilizzarla direttamente per un 20% circa (600 kWh/anno) il resto viene scaricato in rete: la nostra elettricità in eccesso finisce sempre immessa nella rete pubblica e poi andremo a riacquistarla ad un prezzo più elevato nel momento che ci serve ;( – forse è venuto il momento di pensare seriamente all’auto elettrica e aumentare quel 20% di autoconsumo.

Non ho previsto nessuna batteria di accumulo perchè ancora oggi i costi troppo elevati non garantiscono vantaggi economici al cliente finale: batterie da 10 kW costano mediamente 8000€. Restano valide per il sogno di autoarchia.

Riassumendo ancora una volta:

  • Consumo elettrico complessivo: 5900 kWh/anno
  • Importo annuale: 1400 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

Ma adesso andiamo dritti al punto! fin qui abbiamo parlato di consumi annuali presunti (di calcolo)… per monitorare e verificare che i calcoli dei tecnici o meglio le aspettative possano essere verificate, cosa ci serve?

Beh, per fare le cose seriamente ci serviranno:

  1. un contatore acqua fredda prima dell’ingresso nel bollitore acqua calda
  2. un contatore elettrico per la pompa di calore
  3. un contatore elettrico per la VMC
  4. un Datalogger CO2, umidità e temperatura ambiente
  5. un Datalogger CO2, umidità e temperatura esterno

Ovviamente è possibile visualizzare in tempo reale anche via web tutti i relativi dati energetici su base giornaliera, mensile e annuale mediante una visualizzazione grafica o tabellare, ma si può procedere in maniera meno onerosa riportando a mano i consumi su foglio excel.
Non costa proprio tantissimo un sistema base di monitoraggio, circa 600€, e avrete finalmente il controllo del vostro impianto nel tempo.
Per monitorare ancora meglio l’impianto vi è necessità di prevedere un contabilizzatore di energia verso l’impianto di riscaldamento e verso la produzione di acqua calda sanitaria.

Consiglio sempre per il primo anno o due di dare il monitoraggio in mano al vostro centro assistenza di fiducia o al vostro tecnico (purchè ne abbiano le competenze, non banali).

Ovviamente prima di questo momento ci deve essere stato il collaudo del vostro impianto di riscaldamento e raffrescamento, nonché la taratura del sistema impiantistico e della VMC. Monitorare servirà ad agire per migliorare l’efficienza e quindi ridurre i consumi e anche per mantenere gli impianti in efficienza.

Siamo tutti innamorati dell’idea di ricevere dal sole l’energia di cui abbiamo bisogno, ed è corretto! ma consiglio sempre di non implementare il vostro edificio con troppa impiantistica rinnovabile, per le vostre tasche naturalmente! e davanti ad una scelta ricordate sempre di chiedere un calcolo del ritorno economico firmato e timbrato dal progettista degli impianti.

Non vi potrà mai essere efficienza senza monitoraggio e controllo.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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Il riscaldamento a infrarossi e i suoi bassi costi di investimento

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Suona bene “riscaldamento ad infrarossi“! E suona bene “bassi costi di investimento”. Quando si affronta una grossa ristrutturazione o una nuova costruzione le spese sono ingenti e qualche sforbiciata ad un certo punto bisogna pur darla. E poi la cantilena generale ripete continuamente che bisogna abbandonare i combustibili fossili

Quali vantaggi? e quali svantaggi dei riscaldatori a infrarossi? a volte una ottima soluzione, se di poco poco poco utilizzo.

A bassi costi di investimento corrispondono alti costi operativi, ma che comfort!

Purtroppo l’ impatto ambientale è negativo, eppure stuzzica come l’estate sentir parlare di riscaldamento a raggi infrarossi.

Potrei prenderli in considerazione a patto che il vostro edificio abbia una domanda di riscaldamento estremamente bassa e quindi ne facciate un uso proprio limitato. Avete un involucro edilizio così ben coibentato da richiedere poche volte un po’ di riscaldamento?

Non mettiamo la testa nella sabbia: la corrente deriva principalmente da carbone, petrolio e gas in inverno quindi riscaldare con l’elettricità è una scelta per niente ecologica e conveniente. Sì anche se avete un sistema fotovoltaico installato sul tetto.

Ma sognare non costa nulla e rafforza la creatività, quindi fantastichiamo pure sugli infrarossi:

  • bassi costi di investimento
  • nessuna manutenzione – èhh questa è musica per le nostre orecchie!
  • basso tempo di riscaldamento e raffreddamento (impianto super dinamico)
  • elevata efficienza sul posto, cioè nessuna perdita di distribuzione significativa all’interno dell’edificio, ancora musica per le nostre orecchie!

Adesso risvegliamoci e analizziamo i principali svantaggi:

  • elevati costi operativi di energia elettrica
  • utilizzo della più alta qualità di energia (elettrica) per fornire calore
  • nessuna possibilità di deposito di carburante
  • non si può produrre contemporaneamente ACS, acqua calda sanitaria (ci serve un altro sistema di generazione)
  • aumento significativo della bolletta elettrica in inverno
  • anti ecologico: l’elettricità proviene in larga misura dalle centrali elettriche caloriche e ha un elevato carico di CO2
  • aumento dei costi energetici in funzione al mercato che ad esempio la pompa di calore, PdC, riesce ad ammortizzare in maniera molto più significativa

Ancora a sognare di un riscaldamento ad infrarossi?

Posso giustificare l’installazione di un riscaldatore a infrarossi nel nuovo edificio  con classe di efficienza energetica max 15 kWh / mq anno, ovvero Casa Clima GOLD Passivhaus o Minergie P. State valutando un involucro edilizio così ben coibentato? Fareste bene! Il futuro è adesso.
In questi edifici così performanti il costo del locale caldaia e i costi di distribuzione dei sistemi idrici in rapporto alla quantità richiesta di calore è spropositato, quindi un riscaldatore a infrarossi elettrico risulta economicamente e anche ecologicamente abbastanza ragionevole.


I riscaldatori a raggi infrarossi dovrebbero essere utilizzati solo in misura limitata durante brevissimi momenti della giornata, ad esempio per innalzare la temperatura dei bagni la mattina, o la sera.

Come funziona un riscaldatore a infrarossi?

gli infrarossi (o riscaldatori radianti) sono sistemi di riscaldamento che emettono prevalentemente radiazioni di calore, quindi luce infrarossa: invece di riscaldare l’aria e distribuirla attraverso la convezione nella stanza, irraggiano (il termine chiarisce solo il tipo di rilascio di calore).

I prodotti sempre più offerti con il termine collettivo “riscaldamento a infrarossi” sono riscaldatori a resistenza elettrica: convertono l’energia elettrica in calore e lo rilasciano nella stanza.
La proporzione di emissione di calore di un radiatore, che ha luogo sotto forma di radiazione termica, rappresenta l’ efficienza di radiazione. Maggiore è l’efficienza della radiazione, più giustificato è il termine “riscaldamento a infrarossi”.

Ricordiamoci che tutti i comuni sistemi di riscaldamento emettono una radiazione termica, in una certa misura, senza necessariamente essere indicati come riscaldamento a infrarossi. Pensate alle stufe in maiolica, ai caminetti a legna. Un riscaldamento a pavimento o a soffitto (pannelli radianti a soffitto) o a parte emette principalmente calore radiante, infatti non c’è convezione dell’aria.

Percentuale di radiazione:

  • L’efficienza della radiazione dei riscaldatori a infrarossi ad azionamento elettrico  varia tra il 25 % e il 60 %, a seconda del design, della superficie e della temperatura di esercizio.
  • I radiatori convenzionali (i termosifoni per capirci) hanno una proporzione di radiazioni dal 20 al 50 % a seconda della loro compattezza (per esempio dipende dal numero di colonne).
  • Riscaldatori a pavimento e a parete hanno una quota di radiazioni fino al 60 %. Il resto del calore è principalmente tramite la convezione. Peculiarità di questi sistemi di riscaldamento ad alta radiazione è la loro capacità di riscaldare i componenti dell’involucro: pavimenti, pareti o soffitti nonché mobili o persone nella stanza. Questa è per la maggior parte delle persone una percezione piacevole.

I pannelli a infrarossi riscaldano anche fino a 100° C – oltre ad influire negativamente sul comfort, un altro effetto delle alte temperature superficiali è che la polvere viene bruciata (sempre e da tutti i sistemi oltre i 55° C, radiatori, ventilconvettori che tutti conoscete).

La combinazione di un riscaldatore a infrarossi con un impianto fotovoltaico è praticamente possibile. Tuttavia, solo una parte molto piccola dell’elettricità prodotta personalmente può essere convertita direttamente in calore con il riscaldamento a infrarossi. Inutile che ci giriamo intorno, in inverno, proprio quando è necessario il riscaldamento, quando le giornate sono fredde e gli apporti solari gratuiti sono bassi per il cielo grigio (e quindi i requisiti di potenza sono maggiori), l’alimentazione solare e le rese dell’impianto fotovoltaico sono inferiori al normale o assenti.
Al contrario, in estate viene generato un surplus con il sistema fotovoltaico, viene quindi immesso nella rete pubblica senza giovare molto alle nostre tasche.
Lo stoccaggio di energia in unità di accumulo, come scorta per l’inverno, sarebbe troppo oneroso, e le basse rese energetiche nei mesi invernali sono solitamente consumate quasi completamente dagli apparecchi elettrici e dall’illuminazione domestica.

Il bilancio energetico dell’intero anno potrebbe anche essere in equilibrio, ma l’elettricità in eccesso in estate deve essere immessa nella rete pubblica e riacquistata a un prezzo molto più elevato nella stagione del riscaldamento.
In sintesi in inverno, l’elettricità per il riscaldamento non è mai coperta dal proprio impianto fotovoltaico, quindi proviene in larga misura dalle centrali a carbone e a gas o nucleari – con il corrispondente impatto ambientale.

Per verifica puoi vedere le emissioni di CO2 della produzione europea di energia elettrica in tempo reale su electricitymap.org.

Un buon riscaldatore a infrarossi?

  • ci deve dire come è costruito
  • deve offrire una garanzia di almeno 5 anni o più
  • deve avere una superficie con buona emissione di radiazioni (ad es. realizzato in acciaio verniciato a polvere o ceramica)
  • deve rilasciare la maggior parte di calore nella parte anteriore
  • deve avere un buon isolamento posteriore del pannello
  • la temperatura e il tempo dovrebbero essere programmabili sul controller
  • potrebbe avere un telecomando (ad esempio Smart Home o via Internet).

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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100 anni per il Bauhaus

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Come vola il tempo – quando ero sotto la trentina e l’efficienza energetica non esisteva proprio, o almeno non se ne parlava, anni ’90, mi piaceva da matti la corrente del BAUHAUS:

gli oggetti, i mobili, fino alle maniglie delle porte o gli interruttori della luce, le lampade.

Ecco, senza pensieri di consumi, bollette ed emissioni nocive probabilmente la mia anima era come in foto, molto distesa…

 

Era tutto della giusta forma e finitura per me, un po’ grezza magari, un po’ industriale, giusta per me, che sognavo di andare a vivere in un grande spazio vuoto da riempire con calma e cose belle per me, quello che gli architetti chiamano loft. Beh quando vai verso i trenta non è che sogni la villa con i cipressi, meglio un loft. E poi l’ho avuto:

In ogni libreria o mercatino mi sfogliavo quei libri costosi che contenevano le più belle opere e le più belle foto dei lavori degli artisti del tempo, beh artisti! veri designer!

pensate all’epoca in cui lavoravano e fantasticavano con legno metallo e cuoio e tanta lungimiranza e tanto genio un secolo fa.

Quel parallelepipedo con la scritta verticale BAUHAUS era la scuola d’arte e design. Fondata da Walter Gropius nel 1919 a Dessau doveva diventare il movimento modernista.

 

Poi è arrivato il nazismo, Walter Gropius e Konrad Wachsmann se ne vanno negli Stati Uniti a costruire la General Panel Corporation vocata alla costruzione prefabbricata. Già a quel tempo, pensate quanto erano avanti!

Chi non conosce nulla del Bauhaus potrebbe almeno sfogliare un buon libro per farsi un’infarinatura e magari scoprire che le cose disegnate a quel tempo sono valide oggi come allora e sono forse affini al proprio gusto.

Chi sta mettendo sù casa potrebbe interrompere il lavoro del proprio arredatore ed evitare di riempire ogni centimetro libero con mobili su misura fatti oggi.

Partite sempre dal vuoto!

Senza fretta, con buoni pezzi! modernariato, antico, di famiglia… non importa, buoni pezzi!

Evitate di tappezzare la casa su misura, vi perdete una opportunità!

Fate attenzione a quello che vi portate in casa: potrebbe anche non andarsene mai più.

Affinatevi il gusto. Poi decidete. Senza fretta, con buoni pezzi!

Ma perchè sto parlando di design? he! si festeggia il centenario della scuola d’arte e design fondata da Walter Gropius, appunto nel 1919!

Non è una sciocchezza, ha segnato il XX Secolo:  il Bauhaus. Per questa occasione (il centenario) è stata costruita una miniatura su ruote della celebre scuola con l’obiettivo di creare una nuova scuola di design “in movimento” in ogni città coinvolta: ecco qui sotto ” die Wohnmaschine :

Ci sono voluti 100 anni per meritarsi questo modulo su ruote, mi ricorda un po’ BIOSPHERA, modulo su ruote con tutt’altri contenuti.

Non vorrete raccontarmi che un involucro edilizio ben costruito e ben coibentato

non potrebbe essere arredato con pezzi buoni!

Provateci almeno!

Sarete sempre in tempo per correre da Ikea o dal vostro arredatore.

Anche una maniglia può dare un’impronta alla propria casa?

anche una maniglia!

anche un posacenere?

ogni cosa, direi!


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VMC decentralizzata che consuma poco e rende molto

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Nell’articolo di dicembre VMC very cool anche d’estate avevo fatto notare che mentre la VMC recupera energia per 230 Watt, i ventilatori stanno consumando circa 4 Watt.

La VMC è una macchina veramente efficiente già di per sè e questa freeAir 100 è un top di gamma tra le decentralizzate (quando ben installata).

Ma cos’è consumare poco?

 

Solo grazie ad un altissimo livello di efficienza è possibile guadagnarsi il voto più alto A+ secondo l’EU-Ökodesign-Richtlinie che rappresenta la Direttiva sulla progettazione ecocompatibile (ridurre il più possibile l’impatto ambientale dei prodotti connessi all’energia, tenendo conto dell’intero ciclo di vita).

E se non vi convince l’etichetta energetica potete rassicurarvi con quella rilasciata dal Passivhaus Institut che testa i componenti e premia con una sua etichetta quelli che rispettano gli alti standard richiesti dalle Case Passive.

 

 

Nel primo articolo avevo sommariamente descritto come questa VMC con cervello distribuisce l’aria negli altri locali senza canalizzare tutta la casa. Ricordate? sfrutta la depressione generata dai canali di estrazione e prevede qualche unità interna di trasferimento posizionata in alto (dove l’aria è più calda e più umida) sopra l’architrave di una porta di una camera per esempio (estrae dalla stanza l’aria e questa depressione richiama aria fresca all’interno). Questa unità interna, grazie al suo sensore VOC, regola automaticamente il flusso d’aria analizzando la concentrazione di CO2

Ebbene, questa progettazione non è solo ardita, o innovativa, come vi piace vederla non ha importanza, è super efficiente: infatti l’unità che trasferisce alcuni volumi d’aria (e solo se necessario naturalmente: ha un cervello) ha un fabbisogno energetico medio di 1 solo Watt.

Possiamo tranquillamente ammettere che l’unità freeAir Plus contribuisce ad un ulteriore aumento dell’efficienza energetica del sistema.

Il software (e non credo sia truccato come alla Volkswagen) visualizza continuamente l’eccellente rapporto tra energia termica recuperata e energia operativa del sistema di ventilazione. Fa anche notare il recupero del raffreddamento in estate. Il rapporto tra energia utilizzata e recupero è compreso tra 1:30 e 1:50 :

Ma torniamo a parlare di Componenti certificati dal Passivhaus Institut : costruire con standard passivo significa progettare un involucro coi fiocchi, tanto isolamento termico, tanta tenuta all’aria e ponti termici free. Ma significa anche che per serramenti e impianti non possiamo andare ad acquistare quello che ci salta in mente, anche qui si deve puntare in alto. Come diceva Steve Jobs, se nella tua azienda lavorano mezze calzette, l’intera azienda diventerà una mezza calzetta:

Perciò mettiamocela via l’idea di installare qualche impianto VMC che non sia al top. E non è da vedere come un ostacolo, anzi si potrebbe dire che l’Istituto Passivhaus di Darmstadt ha già fatto il lavoro sporco di individuare i componenti buoni e meno buoni. E ci si può fidare.

Forse l’unica cosa che si potrebbe lamentare è che magari c’è un costruttore bravissimo, ma bravissimo veramente, che non ha deciso di investire capitali nell’iter di certificazione per salire nell’Olimpo dei Zertfizierte Komponente… Lo farà nel 2020. oooh se lo farà!

Dunque, efficienza: ora lasciamo da parte l’efficienza del recuperatore del calore ( ovviamente > del 75% ), parliamo di efficienza elettrica delle VMC in generale. Per il Passivhaus Institut una VMC di qualità deve avere un’efficienza elettrica inferiore a 0,45 W ora/mc aria. Ma dove si legge questo dato di efficienza elettrica della VMC Wh/mc aria (oppure Watt/(mc aria /h) ?

efficienza elettrica

Questo dato è riportato nell’allegata Omologazione dal DIBT (Deutschen Institut fuer Bautechnik – Istituto tedesco per la tecnica delle costruzioni) documento in lingua tedesca, o bisogna calcolarselo.

La mia VMC preferita, quella tedesca, di cui non faccio il nome, ma comincia per M e finisce per eltem 😉 con scambiatore di calore in alluminio, e 2 ventilatori radiali riporta tutti i dati che vorreste conoscere (vedi sopra):

I dati tecnici della VMC freeAir riportano i consumi di corrente elettrica in base alle portate d’aria orarie:

quindi se vogliamo calcolare l’efficienza elettrica basterà prendere il pallottoliere o una potente calcolatrice o domandare ad Alexa di dividere i 4W per i 20mc aria ora e ottenere 0,20 W ora/mc aria: noterete che anche alla massima portata di 100mc aria ora la VMC consuma solo 38W quindi 0,38 W ora/mc aria (che è sempre inferiore a 0,45).

Quando la VMC è in sola meditazione e sta annusando l’aria di casa vostra vi consumerà 1 Watt, forse meno della televisione che sta lì a far nulla aspettando sera.

Concludo ricordando che una VMC non si installa perchè avete la CasaClima, perchè abitate in classe A, perchè l’ha detto il termotecnico, o perchè avete la muffa in casa. Si installa perchè dobbiamo respirare, perchè l’aria è un diritto.


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Perchè andare a Klimahouse 2019

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Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male…

cantava Giorgio Gaber.

Cosa voglio dire? Voglio dire che non vi sto spingendo ad andare a vedere Klimahouse dal 23 al 26 gennaio 2019, ma – e ripeto il MA – se avete voglia di andarci e non siete troppo lontani e potete ritagliarvi una giornata, andateci!

Se siete qui a leggermi, sapete già quanta informazione potete trovare in internet con una buona dose di tranquillità e pazienza, ma tutto quello che avete già letto e leggerete ancora non vi permetterà mai di toccare con mano un materiale per isolamento o da costruzione. E una lastra di calcio silicato va accarezzata, è molto particolare, come va toccato un blocco in laterizio porizzato e come va palpato un pannello in fibra di legno.

Magari sono mesi che fantasticate di intervenire in casa vostra usando quel tale pannello o anni che sognate di costruire la vostra nuova casa con quel certo blocco – sì, è ora che ci andiate a Klimahouse.

Lì potrete finalmente mettere il naso dappertutto e vedere tutto quello che avete progettato nelle notti insonni. Compresi molti dettagli costruttivi o di posa.

Se ci andate in macchina potete lasciare l’auto al casello Bolzano Sud e montare nel Bus della fiera che fa da navetta per la fiera tutto il giorno. Se andate soli non andateci in auto che non è green! andateci in treno: prima verso Bolzano e poi verso Bolzano Sud (scendete tre scalini e sarete già in fiera).

Apre alle 9:00 e chiude alle 18:00.

Non fate i tirchi e pagate con gioia l’€ per mollare il giaccone al guardaroba: vi serve agilità e leggerezza per non stancarvi prima del previsto! Siete forti ma non instancabili.

La fiera Klimahouse non è un ambiente sterminato, è una grande zona a sinistra delle scale mobili (A e B) e poi a destra (C e D). E’ sufficientemente ben distribuita per argomenti, quindi non si salta di palo in frasca (come nel mio disordinato sito). Vi saprete orientare bene senza perdervi e senza perdere tempo. Capiterà che vi soffermerete a chiaccherare con un venditore e poi dopo i saluti e le strette di mano e l’omaggino (penne, sacchetti, cataloghi e depliant), completamente rimbambiti o follemente innamorati delle sue proposte riprendiate a camminare nel corridoio già visto: farete dietro front e proseguirete sulla retta via con i vostri occhi scintillanti e affamati di coibentazione o di impianti tecnologici.

Per precisione nei padiglioni troverete:

  • Case prefabbricate
  • Finestre termoisolanti + Porte e Portoni termoisolanti
  • Isolamento termico e acustico
  • Pavimenti in legno
  • Coperture e tetti
  • Risanamento
  • Riscaldamento (Stufe, Caldaie a pellets, Geotermia, Riscaldamento a pavimento/soffitto/battiscopa/muro)
  • Ventilazione, Raffrescamento, Ventilazione controllata, impianti di condizionamento a risparmio energetico
  • Energie rinnovabili, Solare, impianti eolici
  • Sistemi di regolazione e misurazione

Klimahouse è un bell’ambiente, evitate lo Stand della birra e dello speck! Rimanete lucidi, determinati ed efficienti come diventerà la vostra casa. Caffè caffè e acqua minerale (portatevela da casa! l’acqua non la moka).

Evitate di mangiucchiare a scrocco negli Stand più opulenti: sareste a perdere tempo prezioso! Come diceva mia suocera: << Gegessen wird zu Hause! >>

Se volete fare domande, perchè no? fatele! Ma non fatevi progettare la casa dal venditore dello stand. Magari avete di fronte un grande tecnico, super preparato e super disponibile (e ce ne sono), ma magari vi capita il venditore di pannelli in schiuma poliuretanica che ieri trattava sughero biondo ma ha cambiato squadra. Klimahouse è invece il posto giusto per toccare con mano i materiali o i componenti che avete scelto di utilizzare. Se avete le idee chiare, in una giornata fate tutto. Non dico che una sera a Bolzano sia noiosa, ma è possibile visitare tutto quello che vi interessa e tornare a casa.

Sono il solito “efficiente”, perdonatemi, ancora una volta volevo insegnarvi la mia morale. Reitero: << Prendetevela comoda, fatevi la giornata in fiera, poi prendete una boccata d’aria e immergetevi nel cuore di Bolzano con le sue luci e la sua magia e suoi locali e i suoi vini e le sue birre e poi spegnetevi in un sonno ristoratore dove avete prenotato >>.

Klimahouse (dal 23 al 26 gennaio 2019) potrebbe essere il posto giusto per rovesciare tutti i vostri problemi nei vari Stand e raccogliere conforto e soluzioni possibili: se siete partiti con questa tattica, usate tutte le date disponibili, trovatevi un posto carino dove dormire a Bolzano e dintorni e armatevi di pazienza: secondo me in 3 giorni di duro lavoro potreste portare a casa qualche ottima soluzione. Probabilmente La Soluzione saranno una dozzina, e non un paio, e quelle del primo giorno, vi faranno sorridere rispetto a quelle del pomeriggio del terzo giorno… Armatevi di lucidità e tranquillità. Rubate informazioni: poi a casa riordinerete le idee, con più comodità, senza piedi gonfi o bisogno di una toilette.

Chi è a caccia di una casa in legno può stringere le mani a molti venditori di case in legno. Ci sono nomi grossi, nomi stranieri e nomi emergenti. I migliori (o meglio, quelli che piacciono a me) non li ho mai visti a Klimahouse. Forse hanno già lavoro che basta? Forse non hanno previsto un budget per la presenza in fiera: meglio! non lo pagherete voi lo stand in fiera se commissionerete una delle loro case. E mi raccomando per voi: chiavi in mano! Se non scegliete il chiavi in mano, saranno tutti c**zi vostri quando la struttura sarà in piedi. Poi non ditemi che non ve lo avevo detto.

I venditori di case in legno portano in fiera molti elementi costruttivi “tipo” dei loro standard quindi avrete l’occasione di capire bene cosa vi stanno offrendo. Non è cosa da poco perchè in 3 ore riuscirete a vederne più di qualcuno se non vi mettete a perdere tempo inutilmente raccontando che vi piacerebbe una cucina grande o una cameretta per il vostro figlio in arrivo o che non volete rinunciare alla vasca da bagno. Lasciate perdere ogni bla bla e andate al sodo, il tempo vola! cioè andate a parlare di materiali. Questa è la migliore occasione che avete quest’anno per capire se dietro alla brochure con le foto di case da sogno con bambini e cani felici che saltano in soggiorno con vista boschi e cieli sereni ci siano i materiali dei vostri sogni. Insomma, meglio saperlo subito se il costruttore della vostra casa in legno prevede di imbottire pareti e tetto con lana di vetro: non sarà la casa dei nostri sogni.

Non appesantitevi: appena ricevete brochure inutili, fate finta di dimenticarle. Non caricatevi come i facchini del Re. Non ha nessun senso.

Come per tutte le cose, che sia la casa chiavi in mano o un semplice pannello per coibentazione o un blocco da costruzione o un serramento, cercate di sviscerare l’argomento per capire se è adatto al vostro clima, al vostro portafoglio, alle vostre aspettative e se tutti i componenti insieme diano le garanzie per un buon progetto, durevole e adatto a voi.

Ultima cosa da fare assolutamente a Klimahouse: non firmare o comperare nulla! Non sarete in un momento di lucidità, vi trovate catapultati in montagna, in pieno inverno, pieni di speranze e sogni. Dopo qualche ora dentro la fiera vi sentirete quasi bolzanini anche voi, vi sembrerà di essere mezzi proprietari di una CasaClima o poco ci manca…

A casa tornerete alla realtà, ai problemi di ogni giorno, alla pianura, alle fatiche del decidere e del fare qualche intervento importante. Solo a freddo, lontani dalla fiera dell’efficienza energetica potrete decidere di firmare qualcosa, magari solo l’ordine di acquisto per una VMC (ventilazione meccanica controllata) decentralizzata perchè anche chi non possiede una CasaClima ha il diritto di respirare un’ aria migliore e di avere un comfort maggiore.

Andate, vedete e poi vincerete. Il vostro consulente preferito non si tirerà in dietro al vostro ritorno da Bolzano: chiedetegli aiuto se non sapete prendere la decisione giusta –  o se volete la conferma che sia quella giusta.

Dunque buon anno nuovo! buon Klimahouse a tutti gli esperti-lettori e a risentirci a fine gennaio con un buon carico di dubbi, domande e notizie.

Dimenticavo! Acquistate il biglietto online altrimenti invece che 10€ ne spenderete 12 al botteghino d’entrata. Oppure visitate qualche sito di edilizia che offre biglietti gratuiti, per esempio quello della Velux dove ti verrà chiesto di compilare il form per richiedere 2 biglietti omaggio. Approfittatene.


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VMC very cool anche d’estate

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Avevo promesso un nuovo articolo intitolato “VMC very cool anche d’estate” che approfondisse un altro aspetto di questa VMC decentralizzata intelligente.

Una funzione estiva molto interessante che chiamano Turbo-Cool può tornare molto utile nella stagione estiva. Ora è inutile credere alle fiabe.. non c’è batteria di raffreddamento, non c’è un deumidificatore, non c’è un consumo esagerato di corrente elettrica… e allora come si fanno i miracoli?

I miracoli li facevamo tutti prima che l’Italia si ingozzasse di climatizzatori, ogni anno più efficienti e più economici all’acquisto e anche a rate. Cosa si faceva prima che il climatizzatore diventasse di moda?

Si usavano cervello & esperienza:

Si faceva ventilazione notturna, si ombreggiava accuratamente dove batteva il sole, ci si alzava presto perchè in estate la mattina è bello ed è fresco, si facevano anche lavoretti di buon mattino per sfruttare il fresco! Oggi basta andare da Media World e poi premere ON.

Comunque il metodo della nonna resta molto valido ed è estremamente green! E i tecnici di questa VMC lo hanno sposato in pieno. Hanno messo l’esperienza della nonna nel by-pass estivo? In un certo senso sì: la VMC, attraverso i suoi sensori, legge la temperatura esterna e quella interna, se d’estate quella esterna è più bassa il software attiva il by-pass dello scambiatore di calore

  • non recupera il calore
  • permette all’aria fresca esterna di entrare in ambiente
  • butta fuori l’aria calda degli ambienti.

Faccio notare che possiamo noi impostare la temperatura che fa decidere alla macchina il suo comportamento e questa potrà essere compresa tra i 19° e i 26°C.

Lo so anch’io che d’estate ci sono settimane roventi, quando i telegiornali ci fanno vedere i turisti che si tuffano nelle fontane – ecco per quei giorni non resta che tornare da Media World.

Ma restiamo sulla VMC, cosa offre in più per l’estate? Solo il by-pass dello scambiatore? No

Questa VMC ragiona così: sa che gli occupanti si sveglieranno, si alzeranno e usciranno di casa e fuori pian piano l’aria esterna tornerà a scaldarsi, anzi a surriscaldarsi: è estate!

Gli occupanti prima di uscire avranno avuto la buona accortezza di ombreggiare tutte le finestre dove batterà il sole e la VMC si metterà alla massima capacità di ventilazione, per non più di 3 ore consecutive, per assicurare agli ambienti la massima quantità di aria fresca del mattino – o comunque fino a che il sensore non avvertirà i ventilatori che la temperatura esterna è già salita troppo, in modo completamente automatico. Ecco, il Turbo-Cool è servito:

I tecnici della VMC in versione “maniche corte” descrivono lo scambiatore di calore (Wärmetauscher) come uno scambiatore di freddo (Kältetauscher), io direi “di fresco”:

  • fino a che fuori è più caldo che in casa, l’aria esterna che attraversa lo scambiatore cede parte del calore e si raffresca e il sensore si accorgerà quando la temperatura esterna scenderà per attivare il bypass.

Una sciocchezza? presto tutte le VMC in circolazione, anche quelle a tubo da 300€, copieranno il trucchetto della nonna? Nossignori, c’è un brevetto sulla funzione Turbo-Cool. Ecco perchè questa VMC è cool!

Ricapitolando, per tutto l’inverno lo scambiatore di calore permette di recuperare il calore interno che sarebbe buttato dalla finestra per arieggiare (a fronte di circa 1/40esimo di consumo di energia elettrica (sempre di energia parliamo)) e per tutta l’estate, come farebbe la nonna, ci porta in casa tutta l’aria fresca che trova, fin che la trova.

Direi che come maggiordomo è molto efficiente – e non racconta nulla in giro!

Nel grafico sotto (ascissa = mese dell’anno e ordinata = energia recuperata per mese) potete vedere un bilancio annuale (forse un po’ hollywoodiano perchè preparato dal produttore, ma non è neanche giusto sempre pensar male) che ci indica:

  • in rosso l’energia recuperata
  • in verde il consumo elettrico della macchina (ed essendo un macinino riconosciuto dal Passivhaus Institut di Darmstadt come componente certificato ci si può fidare)
  • in azzurro il raffrescamento passivo

Chi è uno smanettone può leggere tutti i valori ora per ora, giorno per giorno, mese per mese, anno per anno.

 

E naturalmente seguire LIVE tutti i valori di

  • temperatura esterna 
  • umidità esterna
  • temperatura interna 
  • umidità interna
  • concentrazione di CO2 (ppm)
  • percentuale di calore recuperato dallo scambiatore 
  • energia recuperata espressa in Watt

Pensate che mentre la VMC recupera energia per 230 Watt, i ventilatori stanno consumando circa 4 Watt. E’ un dato significativo no? Ne parleremo in un post successivo “VMC decentralizzata che consuma poco e rende molto“, promesso.

La VMC come impianto in sè è veramente efficace, semplice (magari non questo modello che è veramente spinto!), efficiente, intelligente, anche banale nella sua costruzione (più semplice di una radio credo). E’ ancora poco capita e soprattutto poco conosciuta.

Beh io sto facendo la mia parte per farvela conoscere! Voi datemi retta, è quello che ci vuole in una casa con serramenti a tenuta! c’è poco da fare, che vogliate o no.

E se conoscete un esperto, fatevi aiutare da lui e poi decidetevi per l’installazione.


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Per una casa clima o non clima l’autunno è in arrivo, cose da fare

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Il fine settimana del 22-23 Settembre 2018 segna la fine del grande caldo: peccato non poterlo accumulare in buona quantità per l’inverno! Metterlo via per quando servirà.

Arrivano le correnti fresche, la Bora inizierà a smuovere l’atmosfera, ed eccoci al primo cambiamento stagionale:

con l’inizio della prossima settimana la prima, imponente, irruzione artica spegnerà il caldo estivo che sembrava non finire più. Potete seguire i venti terrestri dal seguente fantastico link.

Questo era il weekend ideale per i piccoli lavoretti in vista dell’autunno! ne ho elencati un po’ qui sotto

  1. pulire le VMC e sostituire tutti i filtri (se non lo avete fatto in maggio quando le avete spente, ora è il momento perfetto per prepararle alla stagione fredda) (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  2. programmare le VMC per l’accensione non appena le temperature esterne saranno più basse di quelle interne (forse già martedì) 
  3. verificare la pressione della vostra caldaia, forse è calata un po’ troppo in questi mesi estivi, riportatela fino al segnale indicato nel manometro, pronta per affrontare le sfide dell’autunno (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  4. date un’occhiata critica all’isolamento delle tubazioni, se è malfatto o spesso interrotto, pensateci voi (chi fa da se fa per tre) 
  5. non alzate ancora la temperatura dell’acqua calda sanitaria, provate ad essere morigerati, parchi, sobri (oppure continuate a fare la doccia fredda come in vacanza, io la pratico tutto l’anno da tanti anni: sono diventato un uomo libero! e poi, diciamocelo, a chi non piace l’acqua calda a costo zero?) 
  6. scostate la stufa dal muro e cercate di pulire l’innesto nel muro della canna fumaria
  7. pulite anche la pipa che va dalla stufa al muro 
  8. controllate le guarnizioni dello sportello e quelle del vetro, se sono logore o biscottate ordinate i ricambi e sostituitele per affrontare un inverno più “a tenuta” (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  9. se avete una vecchia botola per l’accesso al sottotetto, provvedete a mettere un nastro auto espandente sulla battuta della porticina evitando gli spifferi verso l’ambiente non riscaldato 
  10. smontate tutte le ombreggiature mobili, nei terrazzi e nei giardini, asciugatele al sole e mettetele al riparo 
  11. evitate ogni centimetro di ombreggiamento delle vostre finestre (avvolgibili ben avvolti, antoni ben aperti), ogni apporto solare gratuito sarà dalla settimana prossima in poi il benvenuto
  12. al mattino avvolgete anche le zanzariere, inondate di aria nuova  e di luce tutti gli ambienti
  13. mantenete puliti tutti i vetri, un vetro sporco ci toglie anche un 5% di  apporti solari gratuiti (sono Watt anche quelli!) 
  14. poi mantenete la casa ben chiusa e trattenete il calore! non soffocatevi però – monitorate livello di umidità interna e CO2 interna: la salute, prima di tutto 
  15. programmate di stendere i panni all’aperto nelle giornate con il meteo più favorevole, saturare la casa di umidità è vietato 
  16. sostituite le lampadine più inefficienti che sono ancora presenti in casa: le giornate si stanno accorciando in fretta e noi ci illuminiamo molto di più che in estate 
  17. riprogrammate le accensioni delle luci in giardino, e non innondate di led il vostro verde tutta la notte: anche la natura vuole il suo riposo, pensateci! 
  18. se non lo avete mai fatto ma ve lo siete spesso ripromessi, giuratevi di monitorare i vostri consumi: almeno al 1° giorno di ogni mese fate l’autolettura della luce, del gas, dell’acqua in modo che nel giro di un anno avrete ben chiara la situazione dei vostri consumi mensili nell’arco delle stagioni: Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

L’efficienza energetica parte dalle piccole cose e arriva fino ai grandi progetti. Non fate come alcuni, che partono dai grandi progetti e non si curano mai delle piccole cose.


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Incentivi per la popolazione economicamente vulnerabile

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Su Casaeclima ho letto che

“Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici superando ostacoli e criticità”, parole del presidente di ENEA Federico Testa.

“In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”

“ENEA ha già messo in campo una serie di azioni formative e informative per fornire supporto su scala nazionale a tecnici, amministratori e decisori.

Facci sapere, scrivici! Tu cittadino su 10 che abiti in condominio energeticamente inefficiente periferico di una grande città e sei economicamente vulnerabile, raccontaci come si è aperta la strada degli incentivi!

Raccontaci, oh cittadino vulnerabile, delle semplificazioni e del superamento degli ostacoli portati delle nuove misure di Federico Testa!

Siamo curiosi di sentire la tua! Fatti sentire, scrivi nella finestra lascia un commento senza bisogno di registrarti.


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Casa isolamento efficienza informazione e alberi cosa hanno in comune?

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Hanno in comune Te! Sei Tu che ti stai informando per migliorare la tua casa o per costruire una nuova casa in classe AAA…
Il blog che stai leggendo, il nostro blog, è pieno di informazioni che ho voluto condividere in rete perchè tutti abbiano una preparazione migliore in fatto di isolamento termico e salubrità dei materiali da costruzione. Meglio approfondire il tema della coibentazione prima di avventurarsi in spese e nuovi investimenti per fare efficienza energetica, che dopo!
Quindi la casa ha a che fare con l’isolamento e l’efficienza senza isolamento termico è irraggiungibile e l’informazione sta alla base di tutte le scelte che dovrai fare per arrivare al traguardo.

E gli alberi?

Beh, sai che gli alberi creano maggiore biodiversità, rendono le persone “al piano di sotto” più felici, assicurano una maggiore sicurezza idrica, puliscono l’aria, raffrescano i giorni insopportabilmente caldi, lasciano che gli uccellini facciano il nido, regalano il legno, frenano il vento e si lasciano anche abbracciare.

C’è qualcuno che pianta nuovi alberi mentre tu siedi davanti al computer come ora:

  • Ecosia è un motore di ricerca che pianta alberi con i suoi introiti pubblicitari.

Quando fai le tue ricerche su internet con Ecosia, l’80% dei profitti derivanti dalle pubblicità viene donato in progetti di riforestazione. Pubblica mensilmente i report finanziari e le ricevute per la riforestazione. In questo modo potrai tenere Ecosia sott’occhio!

Scarica l’estensione gratuita per il tuo browser, e contribuisci anche tu a piantare alberi ogni volta che cerchi su internet.
Puoi piantare alberi anche mentre fai ricerche sul web col tuo smartphone o  il tablet. Ecco come ricevere il link APP.


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