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Misurare le temperature di un tetto con tegole portoghesi

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Lo scoppio dell’estate mette voglia di misurazioni delle alte temperature. Per limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e contenere la temperatura interna degli ambienti, la normativa prescrive per le strutture di copertura una trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K e io raccomando uno sfasamento di almeno 12 ore.

Non c’è dubbio che la copertura di un edificio sia l’elemento maggiormente sollecitato dall’insolazione quindi è meglio superare tali valori, specialmente il valore di trasmittanza termica periodica (< 0,18 W/m2K) che non garantisce in nessun modo la protezione dal surriscaldamento estivo.

L’ente americano che si occupa di clima e ambiente (NOAA), indica per Giugno 2018 valori termici sopra la media di 1°C per l’Italia centromeridionale, con punte di 2°C in più per la Sicilia. E’ previsto un inizio estate con picchi termici notevoli anche al Nord.

Una cosa che non ho ancora mai fatto, e che vorrei fare, è misurare con un termometro digitale e alcune termocoppie la temperatura dell’estradosso del solaio. Nel senso di leggere che differenze si ottengono nel caso di un tetto ventilato a confronto con un tetto vecchia maniera con coppi presi in malta.

Quindi scoprire la temperatura del solaio

  • nel caso che si trovi sotto lo strato di ventilazione (generalmente 4-6cm, dipendentemente dalla pendenza della falda e dalla lunghezza della falda)
  • nel caso che si trovi direttamente sotto il manto di copertura senza ventilazione

Una premessa: di solito progetto un tetto ventilato perchè sto costruendo un pacchetto di isolamento traspirante con materiali isolanti adatti alla protezione dal caldo estivo, quindi perchè devo permettere al vapore di migrare attraverso la stratigrafia verso l’esterno nel periodo di riscaldamento (ottobre-aprile) e fuoriuscire attraverso lo strato di ventilazione. Non progetto un tetto ventilato con la speranza che la ventilazione sotto manto mi raffreschi il solaio – pur essendo certo che una qualche differenza di temperatura ci sarà sicuramente.

Se abbiamo la possibilità di salire sul tetto senza tanti problemi e tanti rischi si potrebbero misurare le temperature con un Termometro digitale con ingresso a doppio canale leggendo con precisione T1 / T2, o una combinazione di T1 e T2, con la possibilità di memorizzazione dei dati (MAX / MIN / AVG).

Se vogliamo un termometro digitale con più di due termocoppie tipo K in dotazione (e magari anche altri tipi di termocoppie tipo J / T / E / N / R) possiamo acquistare per qualche euro in più il Perfect-Prime TC41, 4 con l’ingresso per 4 termocoppie o altri simili.

Oppure un data logger su carta SD con 4 canali come questo qui sotto:

Per avere una termocoppia più lunga non so se ne esistano a metraggio, le prolunghe invece le trovate già pronte.

C’è uno studio di monitoraggio di questo tipo che si concluderà nel 2019 e va a misurare le rispettive temperature della superficie sotto manto:

  • intradosso tegola nuova su strato di ventilazione
  • intradosso coppo esistente preso in malta direttamente su solaio

Sappiamo tutti che in Italia la stragrande maggioranza dei tetti è un solaio di copertura inclinato con coppi posati a malta senza ventilazione.

Vorrei ricordare che nel caso di rifacimento della copertura la Normativa attuale NON permette di fissare le tegole con la malta. So che ancora oggi fann tutti così, ma non è nè corretta posa nè corretta progettazione. Ne parleremo in un altro articolo dedicato al “fann tutti così”. E anche la famosa schiuma per coppi NON è un ancoraggio. Quindi mettiamoci in testa che una micro ventilazione è necessaria e infatti obbligatoria.


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Umidità dei componenti edilizi

Sembra non esserci umidità. Pare asciutto.

Un elemento, una struttura, un materiale edile, il piede di una muratura, il massetto… si possono tutti misurare! In diversi modi e anche professionalmente. Con tecniche e strumenti più costosi (penso ad uno strumento digitale di misurazione dell’umidità a microonde con visualizzazione permanente in tempo reale dei valori relativi all’umidità dei materiali fino a 30 cm di profondità, per esempio il T650, con il rilevamento a reticolo di valori relativi all’umidità delle superfici ed in profondità), ma anche con semplici igrometri digitali per la misurazione dei valori dell’umidità di materiali in cantiere.

Quindi, per fare delle valutazioni più serie e soprattutto dei confronti in tempo reale, dotatevi di un igrometro tascabile per la misurazione dell’umidità contenuta nei materiali da costruzione.

Se non volete perdere tempo in ricerche potete ordinare questo InLine® Igrometro digitale per la misurazione dei valori dell’umidità:

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Foto di cantiere

Anni fa quasi assenti, poi qualcuna, ora fiumi di immagini.

Con il buon vecchio rullino era anche difficile la corretta archiviazione delle foto di uno o più cantieri.. oggi la foto digitale è veramente un ottimo attrezzo di cantiere… e poi si deve comunicare con il committente, con l’artigiano, con il progettista: come farlo senza immagini?

Per qualcuno è anche la prova del lavoro fatto bene che poi, all’avanzamento dei lavori, non si vedrà più: una sorta di protezione. Protezione dalle critiche.

Ma se tutto questo è possibile oggi in cantiere, chi dobbiamo ringraziare? Steven Sasson e il lavoro svolto nel 1975 in un laboratorio Kodak!

sasson digital foto

(leggi l’intervista del 2005). Sasson era un giovane ricercatore per la Eastman Kodak che aveva appena ricevuto il compito di lavorare su una fotocamera completamente elettronica a tempo perso. Decise di puntare sul digitale in tutto il processo e solo in fase di registrazione convertire il segnale in analogico. Pesava 3,9 Kg, alimentata da 16 batterie AA, la prima fotocamera digitale della storia.

La risoluzione si attestava a 0,01 Mp (10.000 Pixel su un sensore CCD 100 x 100), il tempo di scrittura su cassetta era di 23 secondi e altrettanti ne servivano per leggere e visualizzare l’immagine a schermo.

Sia Steven che la Kodak non avevano idea dell’impatto che tale scoperta avrebbe avuto nel mercato fotografico e sull’azienda stessa.

            

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