Archivi tag: coibentazione

Casa isolamento efficienza informazione e alberi cosa hanno in comune?

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Giorgio Benvenuti, Giuliano Masciarri, Alessandro Boiani, Massimo Sottocornola, Marco O. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Hanno in comune Te! Sei Tu che ti stai informando per migliorare la tua casa o per costruire una nuova casa in classe AAA…
Il blog che stai leggendo, il nostro blog, è pieno di informazioni che ho voluto condividere in rete perchè tutti abbiano una preparazione migliore in fatto di isolamento termico e salubrità dei materiali da costruzione. Meglio approfondire il tema della coibentazione prima di avventurarsi in spese e nuovi investimenti per fare efficienza energetica, che dopo!
Quindi la casa ha a che fare con l’isolamento e l’efficienza senza isolamento termico è irraggiungibile e l’informazione sta alla base di tutte le scelte che dovrai fare per arrivare al traguardo.

E gli alberi?

Beh, sai che gli alberi creano maggiore biodiversità, rendono le persone “al piano di sotto” più felici, assicurano una maggiore sicurezza idrica, puliscono l’aria, raffrescano i giorni insopportabilmente caldi, lasciano che gli uccellini facciano il nido, regalano il legno, frenano il vento e si lasciano anche abbracciare.

C’è qualcuno che pianta nuovi alberi mentre tu siedi davanti al computer come ora:

  • Ecosia è un motore di ricerca che pianta alberi con i suoi introiti pubblicitari.

Quando fai le tue ricerche su internet con Ecosia, l’80% dei profitti derivanti dalle pubblicità viene donato in progetti di riforestazione. Pubblica mensilmente i report finanziari e le ricevute per la riforestazione. In questo modo potrai tenere Ecosia sott’occhio!

Scarica l’estensione gratuita per il tuo browser, e contribuisci anche tu a piantare alberi ogni volta che cerchi su internet.
Puoi piantare alberi anche mentre fai ricerche sul web col tuo smartphone o  il tablet. Ecco come ricevere il link APP.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Costo nuovi serramenti 2018, imponibile + iva

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Giorgio Benvenuti, Giuliano Masciarri, Alessandro Boiani, Massimo Sottocornola, Marco O. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Informandoti per i nuovi serramenti avrai già scoperto che la pacchia è finita: le agevolazioni fiscali sono scese nel 2018 dal 65% al 50%.

Purtroppo questo sarà il trend del futuro, e non potevamo certo credere che babbo natale continuasse a pagarci i lavori in casa per l’eternità. Tra l’altro è un’ingiustizia sociale a cui si dovrebbe porre fine da oggi.

Comunque sia e comunque la pensiamo, possiamo installare i nuovi serramenti contando sul 50%, e direi che non è poco:

è il momento di decidersi!

Non partiamo allo sbaraglio. Decidere di cambiare il serramento non è tutto quel che serve per l’acquisto. Facciamoci anche altre domande:

  • installeremo il nuovo serramento nella stessa posizione di quello vecchio?
  • faremo un isolamento a cappotto nei prossimi anni?
  • il telaio fisso ha dimensioni tali da permettere la posa di un sistema a cappotto?
  • faremo un isolamento sul lato interno nei prossimi anni?
  • possiamo sfruttare il vecchio sistema di ombreggiatura?
  • dobbiamo preventivare anche un nuovo sistema di ombreggiatura?
  • quali serramenti necessitano anche di una zanzariera?
  • affrontiamo il ponte termico del davanzale ora o posticipiamo la soluzione al momento dell’isolamento?
  • se il telaio fisso ha un gocciolatoio, la quota è sufficientemente alta da permetterci l’isolamento del vecchio davanzale?
  • nel caso esista un vecchio cassonetto per gli avvolgibili, come affronteremo l’isolamento e la tenuta all’aria?
  • la zona climatica di appartenenza e l’irraggiamento invernale ci permettono di accontentarci di un doppio vetro o dobbiamo orientarci sul triplo vetro?
  • la nostra casa deve preoccuparsi più del caldo o più del freddo?
  • installeremo anche qualche macchina per la ventilazione meccanica con recupero del calore? la installeremo nel serramento o in parete?

Tutte queste informazioni interessano il momento della scelta, ma anche il tipo di installazione, cioè la posizione più idonea e più favorevole a migliorare la prestazione del serramento installato.

Forza allora!

E’ AGEVOLABILE LA SOSTITUZIONE DI FINESTRE COMPRENSIVE DI INFISSI, DELIMITANTI IL VOLUME RISCALDATO VERSO L’ESTERNO E VERSO VANI NON RISCALDATI CHE RISPETTANO I REQUISITI DI TRASMITTANZA TERMICA U, (W/m2K), RIPORTATI IN TABELLA 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

Potete scaricare il PDF preparato dall’ENEA, un Vademecum aggiornato al 17 aprile 2018.

Ed ora veniamo al costo. Quanto ci costerà tutta l’operazione serramenti nuovi? Sapete che di finestre e di qualità ce ne sono per tutte le tasche, ma questo è solo l’imponibile!

E l’ IVA?

Abbiamo diritto ad un’aliquota IVA agevolata? Avrete già letto in qualche preventivo che l’ IVA può variare: dovrete approfondire questo tema con il serramentista che emetterà la fattura. Pagare più del dovuto sarebbe veramente stupido!

Ai serramenti nuovi, alla manodopera, alle componenti staccate ecc… si applica sempre la stessa aliquota IVA?

Su 10.000 € di serramenti, pagare 1.000 € di IVA è diverso che pagarne 2.200! quindi occhi aperti!

In quali casi devi chiedere al serramentista che venga applicata l’ IVA al 10% o al 22% ?

Prima di muoverti, informati e progetta al meglio il lavoro! si tratta di un intervento che resterà per decenni: non sottovalutiamolo.

Mi spiace aggiungere che se incarichi me per una consulenza tecnica, ad esempio vuoi che progettiamo insieme la migliore posizione del serramento e scegliamo insieme tutte le soluzioni e i materiali per una posa perfetta, le ore che dedico al tuo intervento dovrò addebitartele in fattura al 22%: infatti non si può applicare l’Iva agevolata al 10% alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi che sono finalizzati al recupero edilizio.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sì che puoi avere l’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazionidei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei beni.

Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria:

  • è prevista l’Iva ridotta al 10% per i lavori
  • invece per i beni c’è l’IVA agevolata solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Purtroppo quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica alla prestazione, quindi al netto del valore dei beni stessi. Invece i componenti o le parti staccate non devono essere ricompresi nel valore del bene ma in quello della prestazione (e quindi assoggettati ad aliquota Iva ridotta del 10%). Ma se i componenti costituiscono parte integrante del bene, concorrendo alla sua normale funzionalità, allora confluiscono nel valore dei beni significativi.

Ricordate sempre che siamo in Italia e il cittadino ha il diritto-dovere di essere confuso e frastornato dai legislatori – eheh, altrimenti come fioccherebbero le sanzioni, se ci fosse una totale chiarezza?

Puoi scaricare il pdf Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, aggiornato al febbraio 2018.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Insufflaggio sì e no, quando sì e quando no

La mia posta elettronica trabocca di notizie sui materiali per isolamento termico e a volte riguardano soluzioni per insufflaggio.

Sapete più o meno cosa sia insufflare? Riempire un’intercapedine vuota con isolante sfuso attraverso un tubo collegato ad una specie di bidone aspirapolvere al contrario.. così in due parole:

L’ultimissima mail riguardava l’insufflaggio in intercapedine di lana di vetro come prodotto isolante innovativo ed eco-sostenibile (è ottenuto da vetro riciclato per il 90% senza leganti) promettendo un totale comfort termico e acustico senza toccare le condizioni originali della facciata.

Possiamo muovere una qualche critica alle doti isolanti della lana di vetro? Impossibile, la sua conducibilità termica dichiarata è ottima 0,034 W/mK con reazione al fuoco Euroclasse A1 (EN13501).

Stiamo già parlando di numeri e non abbiamo ancora pensato al tipo di intervento

Chi comincia a ragionare sull’insufflaggio è un proprietario di casa che conosce bene il suo edificio, sa come è costruito e conosce tutti i segreti della costruzione – è certo che tra la parete esterna e la parete interna esiste un’intercapedine vuota: piena d’aria in realtà – l’isolante più antico del mondo, meno raro al mondo e più economico al mondo! L’isolante dei nostri nonni.

Oggi che molti produttori propongono soluzioni con isolanti sfusi è più che naturale farsi tentare dal riempire questa intercapedine con l’insufflaggio di isolante. In realtà ci sono 2 problemi sul tavolo:

  1. lo spazio è quello che è – non possiamo progettare lo spessore della stratigrafia e ottenere i valori desiderati. Tot centimetri sono l’intercapedine e tot centimetri sarà l’isolamento.
  2. la coibentazione non sarà omogenea: di fatto si interromperà ogni volta che il vuoto non è vuoto – pensate ai pilastri, solai, scale, residui di cantiere, nicchie dei termosifoni originali, davanzali, architravi e spallette dei fori finestra, camini, cordolo del tetto, angoli della casa – sono tutti ponti termici.

Quindi andiamoci piano con i sogni di non toccare le facciate e coibentare la casa in intercapedine: il risultato sarà un esercito di ponti termici non attenuati e non un totale comfort termico.

Situazione estiva:

Se la parete con intercapedine vuota risultava già scarsa come protezione estiva, pur presentando una parete esterna da sacrificare al surriscaldamento veloce e una interna più lenta a salire di temperatura, bisognerebbe assolutamente prevedere un insufflaggio con materiale adatto alla protezione dal caldo per aumentare lo sfasamento estivo.

Dunque l’isolante deve avere più densità possibile ed elevato calore specifico.

La lana di vetro non sarà mai un campione di densità (circa 35 kg/mc) e il valore di calore specifico è solo 1030 [J/KgK].

In conclusione si potrebbe dire che l’insufflaggio potrebbe essere una soluzione in più, cioè viene in soccorso al sistema a cappotto per offrire una prestazione ancora più elevata con una spesa di intervento di solito molto bassa e senza aumentare ancora lo spessore del pannello esterno.

Potrebbe anche essere una soluzione in caso di isolamento interno.

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Isolamento interno e soluzioni per impianti elettrici

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Valter Costantini, Annalisa Venturi, Marco O. e Massimo Sottocornola. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Progettare l’isolamento interno significa prima di tutto scegliere il materiale isolante, ma quali altri aspetti sono altrettanto importanti?

  • lo spessore
  • la gestione della migrazione del vapore
  • l’attenuazione dei ponti termici
  • la soluzione del nodo foro finestra
  • i passaggi degli impianti

Non voglio dedicare questo post all’analisi di tutti i 5 punti elencati e nemmeno voglio approfondire la scelta del materiale isolante – fibra di legno in questo caso (la settimana scorsa abbiamo parlato di calce canapa) – questo post vuole trattare velocemente un argomento spesso e volentieri sottovalutato o ignorato:

l’impianto elettrico e i passaggi impiantistici

E’ corretto prevedere di distanziare la scatola elettrica dalla parete fredda: un taglio termico permette di evitare il rischio condensa ed attenua il ponte termico puntuale. Facciamolo sempre.

In genere mi oppongo (sconsiglio) alla richiesta di posizionare prese ed interruttori proprio sulle pareti che stiamo isolando sul lato interno – cerchiamo sempre di evitare, se possibile, linee che passano dove stiamo lavorando.

Non significa solo agevolare e sveltire il lavoro  dell’artigiano incaricato a isolare la parete, significa non dover affrontare l’argomento

  • delle condense all’interno degli impianti
  • dei ponti termici non attenuati

Ricordiamoci che isolare un muro perimetrale sul lato interno significa ottenere sì una temperatura superficiale interna più confortevole e quindi un contenimento delle dispersioni invernali, ma significa anche che la parete esistente avrà temperature molto più basse di prima perchè non godrà più delle dispersioni termiche che c’erano ante operam. In sostanza la nostra stratigrafia presenta uno strato caldo interno e uno strato molto più freddo verso l’esterno.

Nella posa dei corrugati elettrici è normale predisporre le tracce nella muratura esistente, è pratico e fa parte della tradizione di cantiere – di fatto la linea elettrica sta passando da zone fredde a zone calde o viceversa: le condense sono dietro l’angolo.

Dobbiamo usare scatole elettriche adatte, altrimenti ci scambieranno per principianti!

Siamo apprendisti o professionisti?

Ma perchè si deve tenere conto di questo aspetto?

Nel periodo di riscaldamento avremo un volume riscaldato con temperatura elevata e umidità ambiente relativa elevata con un clima esterno rigido: tale differenza sviluppa una pressione differente tra interno ed esterno, l’umidità interna tende a migrare verso l’esterno attraverso la stratigrafia e l’aria calda e umida passa nell’impianto elettrico condensando internamente appena la linea dell’impianto passa in zona fredda.

Non sfidiamo la fisica edile, progettiamo meglio alcuni dettagli e facciamo vedere a tutti che di isolamento interno ne sappiamo una più di Bertoldo,

che morì con aspri duoli per non poter mangiar rape e fagiuoli.

 


           

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn Marco LinkedIn Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Isolamento interno salubre? canapa e calce

 

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Valter Costantini, Annalisa Venturi, Marco O. e Massimo Sottocornola. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Sì lo so che proporre un isolamento interno in calce-canapa è un po’ come parlare di costruire casa con la paglia. Ma chi ha tempo, chi si innamora di questi materiali, chi vuole provarci, chi ci crede fortemente, perchè non dovrebbe utilizzare prodotti bio e soddisfare in pieno le proprie aspettative? 

60anni fa l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa. Si producevano tessuti per vestiti, i semi diventavano olio combustibile e in medicina era un antidolorifico. Pensate alle vele dell’Amerigo Vespucci, sono di canapa.

Poi è arrivato il petrolio e le fibre sintetiche. Poi il divieto di consumare cannabis nel 1961. Poi nel 1975 la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti vietò la coltivazione. Scomparse la canapa.

Sarebbe una pianta facile, cresce in una sola stagione, ha lunghe radici che penetrano il terreno lasciandolo pronto per la coltura dell’anno dopo. Ma cosa si fa oggi con la canapa?

Tessuti, corde, olio, farine, medicinali, carta, carburanti, energia, materiali per l’edilizia.

Canapa in edilizia? Andiamo in cantiere a vedere…

Il nucleo dello stelo ( la parte più resistente) si usa come aggregato nelle costruzioni edilizie in calce-canapa.

Quindi, Canapulo di canapa + Calce idrata + Acqua = Calce canapa Continua a leggere

Ecobonus serramenti dal 65% al 50%, caldaia 65%

Lavori in casa nel 2018?

Se l’ecobonus per la sostituzione dei serramenti passa dal 65% al 50% mi conviene cambiare le finestre o mi conviene cambiare la caldaia che è ancora agevolata con il 65%?

Ci sono molte persone che progettano gli interventi in casa per approfittare delle agevolazioni fiscali, ma è proprio così che devo pianificare le future spese?

Se avete una caldaia che frequentemente vi lascia a piedi e le riparazioni sono sempre più frequenti, il libretto d’impianto manca, il controllo fumi è solo un ricordo, forse è l’occasione di mettere le cose in ordine e pensare alla sostituzione.

Se la vecchia caldaia a metano da sostituire era installata internamente può valere la pena di verificare se sia possibile installarla in un luogo più comodo dove i suoi rumori non ci disturberanno e dove la manutenzione ordinaria non ci costringa ad avere estranei in casa. Beh informatevi bene e ragionate con il vostro tecnico di fiducia se sia possibile spostarla dove più vi piacerebbe. O adesso o mai più.

Il 65% sarà calcolato sulla spesa completa di installazione, quindi non solo sul generatore di calore.

Se avete una caldaia “vecchio stampo” che funziona ancora a meraviglia ma ha molti anni di vita potreste essere comunque interessati alla sostituzione per avere consumi più bassi (sia come consumo di gas e sia di elettricità) e documenti in ordine. Informatevi bene.

E le finestre? vale ancora la pena correre a sostituirle oggi che le agevolazioni fiscali sono solo del 50%?

Dipende

Intanto bisognerebbe chiedersi se in questa casa continueremo a viverci:

  • la caldaia che ci lascia a piedi non può continuare a rimanere lì se non svolge il suo compito di fornire calore e acqua calda sanitaria ogni volta che ne abbiamo bisogno (è un intervento urgente)
  • la vecchia finestra potrebbe anche star lì, isolerà poco, lascerà passare molti spifferi e rumori, ma è già lì: non toccarla non ci costa

Se la casa è la casa della nostra vita o perlomeno dei prossimi 10 o vent’anni perchè intanto i figli crescono e poi si vedrà – allora è il momento di correre a sostituire tutti i serramenti:

  • le agevolazioni fiscali non sono più ghiotte come negli anni passati (65%) ma comunque offrono un ottimo incentivo. Un incentivo pari al 50% mi sembra più che valido per decidere a favore dell’intervento.

E’ la vostra casa, sono le vostre finestre, il vostro investimento – non c’è dubbio che ne valga la pena. E inoltre abbiamo trovato un “fesso” che ci paga metà della fattura.

Naturalmente, presa la decisione per la sostituzione delle finestre, sarete obbligati a valutare anche altri aspetti oltre alla scelta del modello di serramento:

la posa

Come e dove lo installiamo questo serramento nuovo? non  esiste UNA posa: la posa dipende da moltissimi fattori. Nel caso di una sostituzione è logico che sia lo stato di fatto a decidere un po’ le cose, ma non è solo questo fattore ad entrare in gioco:

dovrete essere completamente sinceri con voi stessi e decidere se in un imminente futuro affronterete anche l’isolamento della vostra casa:

  • se siete intenzionati per un isolamento interno il serramento andrà istallato in un certo modo
  • se siete intenzionati a fare un cappotto isolando dall’esterno, il serramento andrà installato in un altro modo

Qui non può aiutarvi nessuno, siete voi a dover manifestare con chiarezza le intenzioni future. Questo sarebbe il modo migliore di prendere le decisioni di installazione con il vostro serramentista.

Ricordiamo 2 semplici regole di corretta installazione che aiuteranno a mantenere elevato il valore di trasmittanza Uw anche quando la finestra sarà posata:

  • se voglio isolare sul lato interno, la corretta installazione del serramento sarà il più possibile a filo interno: la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione interna della parete
  • se invece voglio posare un cappotto sul lato esterno delle pareti, i serramenti nuovi vanno portati il più possibile all’esterno perchè anche in questo caso la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione esterna

Non prendiamo nessuna decisione fino a che non è chiarita questa eventualità, in modo da favorire gli interventi futuri e non pregiudicare la buona riuscita dell’insieme delle opere.

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

XPS è sostenibile e arriva dove isolanti naturali non possono

Più ci si avvicina ai materiali isolanti naturali scoprendo le vere attitudini ad una prestazione estiva ottimale e più ci si allontana dai materiali isolanti derivati dal petrolio che sono sempre fortissimi in campo conducibilità termica ma questo non è che l’indicatore di grande capacità a contenere le dispersioni invernali e null’altro.

E il super prestazionale pannello in XPS è da buttare?

  • è tra i materiali isolanti più prestazionali  in assoluto! con un valore di conducibilità termica tra i più bassi

  • l’ XPS è adatto all’isolamento termico di tutte le strutture particolarmente sollecitate dove è richiesta un’elevata resistenza meccanica e all’acqua

  • infatti è perfetto in presenza di umidità ed è sempre consigliabile verso terreno (fondazioni) o come zoccolatura di sistemi termoisolanti a cappotto.

Visto che l’XPS si può utilizzare dove i materiali naturali non possono essere applicati e contribuisce alla riduzione dei consumi energetici, allora si deve anche ammettere, parlando di sostenibilità, che anche un derivato del petrolio può essere sostenibile.

Se l’energia e le emissioni di CO2 per la produzione dell’xps sono più che compensate dall’energia e dalle emissioni risparmiate nell’utilizzo dell’edificio isolato anche nei punti più difficili, pensate alle dispersioni verso il terreno, allora bisogna promuovere un materiale come l’XPS (tra l’altro riciclabile al 100% anche durante il processo produttivo stesso).

Volete leggervi la dichiarazione di sostenibilità (EPD) redatta da Exiba?

Dal 2015 i pannelli in XPS con caratteristiche di autoestinguenza non contengono più il ritardante di fiamma HBCD (esabromociclododecano) nella schiuma isolante e sono prodotti in euroclasse E in base alla EN 13501-1.

L’XPS resta un materiale plastico combustibile, ma opportunamente addittivato risulta non facilmente infiammabile.

e l’ effetto serra non ci preoccupa?

l’XPS usa come gas di espansione nel processo industriale la CO2 (il minor effetto serra possibile).

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Lastrico solare, isolare e trasformare

I nuovi proprietari dell’ultima unità in alto in un condominio (di un palazzo.. fate voi)  sono di solito i più interessati tra tutti i condòmini ad intervenire sull’ultimo solaio: un po’ per garantirsi dal rischio di infiltrazioni e un po’ perchè sono interessati a riqualificare energeticamente il loro ultimo piano che, come noto, è quello che più di ogni altro soffre di dispersioni termiche invernali e importante surriscaldamento nella stagione estiva.

Da un lato la lotta in sede di riunione condominiale per proporre i lavori, dall’altro la burocrazia.

Progettando la stratigrafia per isolare l’ultimo solaio (tetto piano) è sempre conveniente intervenire da fuori, cioè all’estradosso: così si ottengono le prestazioni migliori. Questa è anche l’occasione per fare una nuova impermeabilizzazione una volta finiti i lavori.

Non capita di rado che sia proprio il proprietario dell’ultimo piano ad accollarsi le spese per tali lavori – spesso l’unica alternativa alla battaglia di condominio. Sarà lui a finanziare tutti i lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione e a questo punto si prende il lusso di ripavimentare il lastrico solare a suo gusto – parapetti, vasi e mobili da giardino inclusi.

Ma l’ex tetto piano malandato dell’edificio può trasformarsi in un terrazzo abitabile senza aver richiesto il permesso di costruire?

Di per sè, pavimentare un lastrico solare è solo un intervento di manutenzione straordinaria e non ne cambia la sua destinazione di utilizzo (è un tetto).

Volete che il lastrico solare diventi un terrazzo? ci vuole il permesso di costruire.


            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

La grafite contenuta nel pannello in EPS grigio

Sapete come la penso – se la muratura esterna offre già un decente valore di sfasamento termico, e con decente penso a circa 10 ore, allora progettare un isolamento a cappotto che prevede il più economico dei materiali non è sbagliato.

Il pannello isolante in schiuma di polistirene espanso di colore grigio offre un fantastico valore di conducibilità termica: 0,031 W/mK. Sì, sto parlando di EPS, materiale leggero che isola benissimo contro il freddo, cioè è perfetto per contenere le dispersioni termiche invernali.

Contro il caldo invece, come quasi tutti i sistemi che usano pannelli di sintesi, non è un campione, ma se l’edificio ha già le sue doti di massa e spessore generoso, non è un errore prevedere un sistema a cappotto in EPS con grafite.

Perchè con grafite e non un semplice pannello in EPS bianco?

Il pannello grigio ha 2 marce in più:

  1. ha una conducibilità termica più bassa, infatti 0,031 W/mK
  2. contiene speciali riflettori di infrarossi, e questi frenano la trasmissione del calore radiante (ecco perchè crescono le sue caratteristiche isolanti).

L’ EPS con grafite viene prodotto con tagli di spessore 1,5 mm per evitare tensioni eccessive dovute all‘irraggiamento solare.

Ma della grafite, voi, che ne sapete? Se avete qualche minuto godetevi questo bel video con Greta Radaelli:

Lo sapete tutti – l’EPS, il polistirene, è figlio del petrolio! Però non lo stiamo bruciando, lo stiamo utilizzando per almeno 30anni senza più toccarlo! Ecco perchè è intelligente:

  • posarlo bene e fare il lavoro una sola volta
  • scegliere l’EPS grigio e non quello bianco (stessa quantità di petrolio ma con prestazioni migliori)
  • scegliere lo spessore più importante possibile (più petrolio incollo in facciata e meno petrolio brucio in caldaia)

Alla fine della sua vita, se verrà smantellato, sarà bruciato come combustibile negli impianti di valorizzazione termica (inceneritori di rifiuti per parlarci chiaro), restituendo la sua energia originaria (era un prodotto derivato dal petrolio!).

Eh no, non ce lo pagheranno, pur trattandosi di combustibile pregiato.

Ma ci siamo abituati a “donare” rifiuti pregiati, anzi ci fanno pagare la tassa sui rifiuti come se noi stessimo fornendo spazzatura anzichè rifiuti pregiati, e per pregiati intendo carta, plastica, vetro, alluminio e altri metalli.

Ci prendono tutti  per scemi!

E in effetti lo sembriamo! forniamo materia prima gratis e loro ci tassano! Un premio dovrebbero darci!

Beh… torniamo al tema iniziale – la facciata isolante in EPS è un deposito temporaneo di petrolio, di cui però non potremo mai goderne una seconda volta. Fin che dura il convincimento che sia un rifiuto.

E dire che basterebbe una piccola protesta generale per abolire la tassa sui rifiuti! Non dimenticate che l’accidia è uno dei 7 vizi capitali! Agiamo:

  • dal giorno xy nessuno porterà più “rifiuti” all’esterno
  • sì, ce li teniamo tutti in giardino, e guai a chi cede!
  • i cassonetti per le strade rimarranno vuoti
  • i camion per la raccolta rifiuti gireranno vuoti e dopo qualche settimana si fermeranno per inutilità

Vedrete che verranno in ginocchio porta a porta per implorarci un po’ di vetro gratis, un po’ di plastica gratis, un po’ di alluminio gratis, un po’ di carta gratis!

Ci hanno rimbambiti fin dai tempi della scuola, perfino le maestre hanno collaborato alla propaganda universale, DOBBIAMO DIVIDERE i RIFIUTI e portarli nei CONTENITORI GIUSTI.

RIFIUTI ?

Ma quali rifiuti! Noi vi diamo materia prima pregiata! Voi dovete pagarcela! Se la volete, altrimenti ce la teniamo noi!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Edificio pesante o edificio leggero in clima mediterraneo?

Dopo anni di agevolazioni fiscali e targhette di case ad elevato risparmio energetico anche gli ultimi della classe hanno capito che l’isolamento termico è importantissimo.

Resta molta confusione quando si parla delle prestazioni dei materiali per isolamento termico. Molti committenti, ma anche persone del settore, ignorano che vi siano grosse differenze di comportamento.

Invece ci sono materiali idonei a… e materiali idonei a…

Tanti pensano che sia solo lo spessore a decidere tutto e in effetti lui gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni ottenibili. Chi punta a valori di trasmittanza bassissima non vuole altro che spessori elevati – e anche questo ragionamento fila! in parte.

All’orecchio,

  • edificio pesante suona come qualcosa di vecchiotto… mattoni pieni…
  • edificio leggero invece, arriva all’orecchio di chi cerca casa oggi come una soluzione all’avanguardia, materiali innovativi, trasmittanze da premio, agilità progettuale, innovazione insomma!

Leggero o pesante che sia, l’edificio va progettato. Ma cosa cambia in ogni progetto?

E’ il clima che cambia per ogni progetto!

La nostra penisola è un’isola nel Mediterraneo aggrappata alle Alpi, non è la Germania.

Di un progetto di isolamento del Nord Europa non si può fare copia-incolla! Possiamo copiare le tecniche di posa, la cantierizzazione, l’uso specifico e la corretta applicazione dei sistemi per isolamento termico, ma non confondiamo un forte isolamento come la soluzione al problema del clima mediterraneo.

Il clima caldo, almeno nel periodo estivo, impone una doppia progettazione: inutile puntare a contenere le dispersioni invernali senza tenere conto che in maggio l’edificio inizia a surriscaldarsi. E ciò non vale solo per il tetto, la copertura dell’edificio.

Quando leggiamo di strutture leggere, di materiali a bassa densità, di basso peso specifico, di grosso isolamento, di bassissime dispersioni, di bassa inerzia, drizziamo le antenne! I numeri possono ingannarci, può sembrare una stratigrafia da Formula 1, ma è la stratigrafia perfetta per il nostro clima?

Questo vale per un isolamento esterno, ma anche per un isolamento interno (ancora più complicato da maneggiare!).

Sto facendo allarmismo a 360° perchè non si tratta di un’attenzione progettuale solo in caso di edifici in legno o in genere prefabbricati! anche un edificio con struttura in cls e tamponamenti in laterizio forato può essere a rischio, e certamente è a rischio un progetto di coibentazione sul lato interno che esula la massa dall’involucro isolante e trasforma la casa in casa a bassa inerzia con valori deludenti sotto l’aspetto della capacità termica areica del lato interno.

Il surriscaldamento è un fenomeno tanto preoccupante e tanto importante quanto il contenimento delle dispersioni in periodo invernale.

Non sottovalutate mai l’importanza di comprendere a fondo la stratigrafia che vi viene sottoposta. Non evitate di approfondire l’argomento per il fatto che la fisica edile non è il vostro pane:

  • se ben spiegate, le prestazioni di un elemento edile sono comprensibili ad ognuno capace di leggere o ascoltare.

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

Rifacimento copertura e isolamento sottotetto non riscaldato e non abitabile

Storie di consulenza vissuta:

sto offrendo la mia consulenza ad un neo proprietario di casa. Stabilito che non vale la pena investire nella coibentazione delle falde (in favore di una generosa coibentazione dell’estradosso del solaio sottotetto), il neo proprietario inizia la raccolta delle offerte economiche per la voce di copertura.

Fissa incontri e sopralluoghi, investe il suo tempo libero per portarsi avanti.

Cosa abbiamo stabilito per la copertura?

Abbiamo innanzitutto ricordato i REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI ESISTENTI SOGGETTI A RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA :

poi abbiamo ricordato che al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti è doveroso ottenere uno  sfasamento > 12 ore e una  trasmittanza termica periodica YIE inferiore a 0,18 W/m2K;

La copertura di un edificio è l’elemento maggiormente sollecitato dall’insolazione quindi è meglio superare tali valori.

Ma comunque, trattandosi di un solaio verso sottotetto non riscaldato, abbiamo deciso di isolare quello! inutile disperdere l’energia del piano abitabile nel sottotetto per tutto il periodo di riscaldamento. I ponti termici? Li attenueremo.

Il solaio verso sottotetto non riscaldato deve rispettare i limiti di legge nazionali in funzione della Zona Climatica e del fattore di correzione di  temperatura fi, in ogni caso non può superare il valore 0,80 W/mqK

Fatte queste premesse abbiamo stabilito fin nei minimi particolari il progetto per il rifacimento delle due falde, descritte in brevissimo in questo modo (dell’isolamento nel sottotetto parleremo in altro articolo):

  • manto traspirante e impermeabilizzante sulla cappa esistente, utilizzabile come piano di posa per listellatura e controlistellatura portategola con nuove tegole (indicazione di due manti ad alte prestazioni)
  • strato di ventilazione ancorato alla cappa (listelli ortogonali alla linea di gronda) e spessore del canale di ventilazione in relazione alla pendenza delle falde (indicazione del materiale ligneo occorrente)
  • listello porta tegola  da avvitare all’orditura primaria (indicazione del materiale ligneo occorrente)
  • ancoraggi legno-falda in latero cemento, ancoraggi legno-legno (indicazione di tutti gli elementi per fissaggio)
  • tipologia di tegola
  • dettaglio del colmo ventilato

A cosa serve questa relazione di progetto? A cosa servono le indicazioni di tutti i materiali idonei da impiegare?

La consulenza ha lo scopo di indicare la via da percorrere per raggiungere un certo obiettivo, qui stiamo decidendo come intervenire sul rifacimento della vecchia copertura per poi concentrarci sul lavoro nel sottotetto: un investimento lungimirante e più che rispettoso della normativa anche nell’anno 2021 (che sembra lontano, ma è già vicino).

Se già in fase progettuale si decidono i materiali da impiegare, questo significa che nel momento esecutivo i materiali che saliranno in copertura o saranno quelli indicati o saranno analoghi per qualità e prestazione. La Direzione Lavori vigilerà su quanto arriverà in cantiere.

Non ve la tiro troppo per le lunghe.., cos’è successo al neo proprietario di casa intenzionato a raccogliere le prime offerte economiche per la voce di copertura fissando incontri e sopralluoghi, investendo il suo tempo libero per portarsi avanti.

Le aziende sono venute, hanno guardato la casa, hanno parlato con il padrone di casa e hanno promesso un preventivo nel giro di pochi giorni.

Sembra che tutto fili liscio come l’olio. Invece:

  1. il primo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa in opera guaina liscia per barriera a vapore da 3mm + fornitura e posa in opera isolante da 10 cm in graffite accoppiata con guaina ardesia + fornitura e posa in opera nuovo manto di copertura in tegole rosse. Mq. 100
  2. il secondo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa di guaina impermeabilizzante da mm. 4 + fornitura e posa di listelli in legno  fissati con tasselli meccanici oppure fornitura e posa di pannello isolante in XPS cm 4 + telo impermeabilizzante traspirante Mq. 100
  3. il terzo artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa isolamento termico impermeabilizzato in POLIURETANO spessore 10 cm., accoppiato con una guaina in bitume plastomero con supporto in fibre di poliestere auto – protetta con scaglie di ardesia + tegole posate con malta e/o schiuma Mq. 130
  4. il quarto artigiano ha messo in preventivo fornitura e posa di guaina impermeabilizzante traspirante e riflettente + tegole monocoppo  + colmo areato Mq. 140

Ma cosa stiamo facendo? Il tempo è prezioso, inutile organizzare incontri e dedicare tempo a parlare con chi non sa ascoltare.

Si è chiesto un prezzo per il rifacimento di una copertura in un certo modo, in un preciso modo! Ed è stato restituito da ognuno degli artigiani un nuovo progetto quantificato e prezzato. Solo che non è il nostro progetto…

Qui dovrebbe scattare un indennizzo per tempo perduto inutilmente ed

ir-ri-me-dia-bil-men-te.

Come se andassimo in agenzia viaggi in vista della settimana bianca dell’ 8 dicembre e ti consegnassero:
  1. un’offerta per una settimana a Santorini
  2. un’offerta per una settimana a Parigi
  3. un’offerta per una settimana a Sant Peterburg
  4. un’offerta per una settimana a København

Se ho deciso di andare a sciare mi devi proporre una settimana sui monti e non quello che ti va di propormi.

Con questo non spingo nessuno ad andare a sciare. O almeno io cercherò di non andarci preferendo di gran lunga qualsiasi altra meta. Sciare… e prima si va sù e poi si scivola giù, e poi si torna sù, e poi giù. Una giostrina per grandi e piccini, ma io son troppo vecchio per la giostrina.. se devo proprio venirci mi godrò un bombardino con lo sguardo rivolto alle cime.

Se volete un buon preventivo, fatevi sentire, fatevi valere! Voi volete fare A e il preventivo deve essere per fornire e posare A e non fornire e posare B C D E.

Se non siete rigorosi nel seguire il progetto… come mai riuscirete un giorno a decidere tra tanti preventivi diversi di cose diverse con metrature diverse e spessori diversi e materiali diversi?

Se il progetto parla di MELE, inutile avere il prezzo delle PERE.

Ritentate – sarete più fortunati! ma questa volta più decisi!

Se c’è una cosa che vi deve preoccupare più dei preventivi è l’assenza di preventivi.

Siete affascinati dal risparmio energetico? Volete limitare la vostra impronta di Co2? Avete deciso di limitare l’inquinamento? Allora evitate di muovere mezzi e persone per avere preventivi inutili! Anche questa è efficienza energetica! ed inizia sempre con le piccole cose!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Tetto piano con trave sporgente e parapetto, come isolare l’estradosso?

Soprattutto nell’esistente, quindi in ambito ristrutturazioni, ci si trova davanti a strutture non isolate che nel dettaglio esecutivo presentano delle difficoltà: e più si approfondiscono le difficoltà e più difficoltà sorgono.

Andiamo ad analizzare questo tetto piano, che è lo stato di fatto:

Trattandosi di edificio esistente, quasi sicuramente questo elemento piano protetto da vecchie guaine bituminose ha pendenze scarse e la raccomandazione sarebbe aumentare la pendenza. Una volta redatto il progetto degli scarichi, e delle pendenze, sono da definire: i bocchettoni di scarico, il sistema troppo pieno, i profili di collegamento membrana-muro, i profili coprimuro (veletta) ecc.

Altra raccomandazione sarebbe rivedere il diametro e la portata dei punti di deflusso acque, viste le conseguenze delle bombe d’acqua di questi ultimi anni… Già che costruiamo per i prossimi decenni e Papa Francesco ci ha appena ricordato che il clima sta cambiando (“ l’uomo e’ uno stupido, un testardo che non vede… l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha visto che il Polo Nord è senza ghiaccio…) meglio non chiudere un occhio.

Ma passiamo all’isolamento termico:

si deve individuare la linea, in sezione, dell’isolamento.

Sarebbe anche facile far scorrere il pennarello all’estradosso del solaio piano, all’intradosso dell’aggetto, e all’esterno della parete, ma la trave sporgente è un grattacapo e le soluzioni devono funzionare anche per quel che riguarda la fase esecutiva (non possiamo inventarci una cosa che solo sulla scrivania funziona).

Forse sarebbe fattibile un nuovo carotaggio nella trave esistente, ma costringerebbe

  • ad un isolamento scarso
  • ad indebolire la trave
  • ad accettare un nuovo ponte termico in ogni punto di deflusso acqua
  • a rendere difficoltosa la tenuta delle guaine

La soluzione di crescere in quota per non dover lavorare sulla trave è senz’altro un buon progetto, e se la metratura fosse scarsa probabilmente suggerirei di portarci in quota con altro isolante (male non fa).

Se restasse l’idea di un’intercapedine vuota, eventuale vapore presente potrebbe condensare non solo sul parapetto, ma anche all’estradosso della parte più esterna del solaio aggettante, dipende anche dalle temperature esterne.

Acusticamente la soluzione sarà accettabile solo se il materiale isolante sarà fibroso, mentre pannelli come l’xps avrebbero prestazioni acustiche deludenti.

Per quanto riguarda il pacchetto isolante di questo tetto piano, se si decide per un materiale ottimo contro il surriscaldamento, facciamo un nome a caso – fibra di legno (che offre 2100 J/kgK, calore specifico imbattibile e oltre 110kg/mc di densità) si deve prevedere sul lato inferiore (lato caldo) un freno al vapore igrovariabile altamente resistente a livello meccanico (estradosso solaio pendenzato), mentre sul lato esterno (lato freddo) una membrana impermeabile termoplastica di ultima generazione.

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti sottostanti raccomando di fare di più rispetto a quanto la normativa prescriva:

  • sfasamento > 12 ore (DM 26.6.2009)
  • trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K

Buon lavoro!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

Vorrei anche il fotovoltaico, ma sono in condominio

Ho offerto consulenza per un progetto di isolamento interno – sì il mio cliente vive in un condominio ed era stanco di attendere la decisione che non si prenderà mai a favore di un sistema a cappotto.

Peccato che proprio i condomìni abbiano sempre enormi difficoltà a raggiungere l’accordo per realizzare un isolamento esterno, tutti insieme, dividendo la spesa ed ottenendo enormi benefici. Benefici sia in termini di comfort e sia in termini di agevolazioni fiscali. Le spese di cantierizzazione e altre spese annesse all’opera vanno suddivise e risultano molto meno pesanti che per un proprietario di casa singola. Ma sarà sempre così.

Il mio cliente voleva poco ingombro interno e materiali non pericolosi per la salute – che è quello che suggerisco sempre nel caso si intervenga sul lato interno.

Non spingendo sullo spessore ovviamente non si raggiungono trasmittanze fantastiche, ma il comfort invernale triplica e anche la bolletta per riscaldamento scende. Insomma isolare da dentro se da fuori non si può è una cosa da fare assolutamente. As-so-lu-ta-men-te.

Passato l’inverno e passata l’estate, il tema del risparmio energetico è tornato a ronzare nelle orecchie del mio cliente:

Vorrei anche il fotovoltaico, ma sono in condominio!

Chi abita in condominio deve rinunciare al fotovoltaico?

Se il condominio diventa soggetto responsabile dell’impianto, allora si può installare un impianto fotovoltaico nelle parti comuni

  • serve l’autorizzazione all’unanimità (anche se alcuni condòmini non vogliano partecipare all’installazione).

Il condominio diventa un soggetto che gestisce una parte comune (superficie di installazione dell’impianto fotovoltaico) in rappresentanza e nell’interesse dei condòmini stessi e se l’impianto fotovoltaico non supera la potenza di 20 kW, l’energia immessa in rete (scambio sul posto) regalerà proventi tassati al singolo condòmino come reddito diverso secondo i millesimi di proprietà.

Superando i 20 kW si sarebbe costretti a costituire una Società di fatto tra i condòmini (Partita Iva, Irap ecc).

Informati di più sul V conto energia andando al link dedicato.

SalvaSalva

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

Isolare il lastrico solare anche contro il caldo, chi paga?

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano è quello che più avverte il surriscaldamento estivo e più vive le problematiche delle elevate dispersioni invernali.

Nel caso in cui lo stabile si decida per il rifacimento del lastrico solare è proprio il proprietario dell’ultimo piano ad essere il diretto interessato alla qualità dell’intervento:

  • una nuova impermeabilizzazione garantirà molti anni senza infiltrazioni ma nessun miglioramento dal punto di vista energetico estivo ed invernale
  • un minimo isolamento termico con materiali di sintesi garantirà un certo contenimento delle dispersioni invernali e temperature superficiali interne dei soffitti molto più confortevoli
  • una corretta progettazione con materiali isolanti adatti anche alla protezione dal veloce surriscaldamento dei locali sottostanti garantirebbe un confort migliorato in tutte le stagioni e dunque un investimento utile per tutti i 12 mesi dell’anno

Riuscire a garantire una buona inerzia termica per smorzare correttamente la radiazione solare estiva si esprime in ore di sfasamento sufficienti a prolungare il tempo dell’arrivo dell’onda termica negli ambienti sottostanti.

Il problema del surriscaldamento estivo, lo abbiamo ormai capito tutti, non è esclusivo delle regioni meridionali, ma piuttosto delle isole di calore create dalle città senza sufficiente verde.

Io spingo sempre per ottenere almeno almeno 12 ore di sfasamento, in modo che l’onda termica raggiunga l’interno verso sera, quando sarà nuovamente possibile fare ventilazione naturale. Sì lo so anch’io che certe sere e anche certe notti si boccheggia e fuori fa ancora più caldo che dentro – che volete che vi dica? abbiamo cementato tutto, abbiamo tagliato gli alberi perchè sporcano… questo ci meritiamo!

Ma torniamo allo sfasamento! Quello che è tipico di un edificio con muri incredibilmente spesso si può ottenere con un’oculata progettazione: da cosa dipende il valore di sfasamento di un pacchetto isolante?

beh, dipende da un mix di caratteristiche importanti:

  • conduttività  termica
  • densità
  • capacità  termica massica

Ma chi dovrà sostenere le spese per questo utile intervento? in gran parte utile alle abitazioni dell’ultimo piano.

Saranno i millesimi a determinare la quota di spesa di ciascuno? Ecco quanto ho letto in un estratto del Il sole 24 ore:

La proiezione in verticale determina le spese per rifare il terrazzo di uso esclusivo.

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito che i 2/3 delle spese per il lastrico solare di uso esclusivo sono a carico dei condomini proprietari individuali delle singole unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico stesso.
1/3 dei costi sarà a carico del proprietario esclusivo e i rimanenti 2/3 a carico dei proprietari delle unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico alle quali funge da copertura.

Ciò non toglie che chi cade nella proiezione del terrazzo è pur sempre un condomino a tutti gli effetti e, come tale, è obbligato a concorrere alle spese generali del condominio secondo i millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese secondo la Corte d’appello:

Abbiamo un fabbricato composto da 2 scale (“scala A” e “scala B”).

La lite nasce per la ripartizione delle spese relative al lastrico solare di proprietà esclusiva della “scala B”. Tale lastrico, a quanto pare, serve da copertura non solo agli appartamenti sottostanti, relativi alla “scala B”, ma anche ad alcuni beni comuni ai due corpi scala (galleria pedonale, portico pedonale, portineria, atrio, piani interrati, corselli dei box).

Secondo la Corte d’appello, i costi per il rifacimento del lastrico solare devono essere sostenuti, per 1/3, dal proprietario esclusivo del lastrico e, per i rimanenti 2/3, da tutti i restanti condòmini (ovvero sia da quelli rientranti nella “scala A”, sia da quelli della “scala B”.

Poiché nella proiezione del lastrico solare si trovano beni di proprietà comune ai due corpi scala, è logico che i costi per la ripartizione debbano essere ripartiti tra tutti i condomini.

L’art. 1126 cod. civ. stabilisce espressamente che «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

Il problema dell’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento dei rimanenti ?:

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 10 maggio 2017, n. 11484, ha dettato il principio di diritto in base al quale i 2/3 delle spese devono essere ripartiti esclusivamente tra i proprietari delle unità immobiliari che si trovano nella proiezione verticale del terrazzo esclusivo (Cass., Sez. II, sent. 25 febbraio 2002, n. 2726; sent. 4 giugno 2001, n. 7472; sent. 15 aprile 1994, n. 3542; sent. 29 gennaio 1974, n. 244; sent. 16 luglio 1976, n. 2821).

La Cassazione peraltro sottolinea che l’art. 1126 cod. civ. non è compreso tra le disposizioni inderogabili richiamate dall’art. 1138 cod. civ. (l’art. 1126 cod. civ. è derogabile). Conseguentemente il regolamento del condominio può dettare modalità diverse per la ripartizione delle spese relative alla manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo, ponendo le stesse a carico di tutti i condòmini e introducendo un’apposita clausola nel regolamento di condominio.

 

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

Spostare l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro

E’ spesso la lacuna di un progetto di costruzione: lasciare agli impianti l’onere di risolvere i problemi di un edificio.

Principalmente sono problemi di dispersioni elevate invernali e veloce surriscaldamento estivo. Questo approccio è anche quello solito del costruttore: quando ha quasi terminato il suo lavoro sa che arriverà il medico curante, l’impiantista.

Non tutti i costruttori sono uguali

Leggiamo 3 concetti scritti dal costruttore Mirko Taglietti, CEO di AKTIVHAUS-Gruppo Nexlogic:

Isolamento a cappotto esterno oppure no?

al bivio in cui ci si trova è richiesta una risposta ad un quesito fondamentale:

  • risparmiare soldi sui consumi significa creare benessere abitativo?

La risposta e’ quasi sempre no:

  • avere impianti performanti ed involucri che disperdono ingenti quantità di energia e’ un meccanismo contro natura, e la natura ci insegna che uno dei suoi principi fondamentali e’ la conservazione dell’energia, una legge, che governa i fenomeni naturali sinora noti. In brevi parole, meglio investire sull’involucro  (cappotto, serramenti, etc) che manterrà le sue proprietà almeno per 50-100 anni, anzichè negli impianti che tra meno di 20 anni saranno obsoleti o inservibili. Le leggi europee e talune nel mondo vanno tutte verso questa tipologia costruttiva (passivhaus, aktivhaus, Nzeb,etc) esprimendo la banale idea che l’unico kilowattora importante e’ quello che non si consuma.

benessere abitativo = benessere e salute per l’essere umano che ci abita

Il benessere abitativo e’ semplicemente impagabile e deriva fondamentalmente dall’avere un involucro ben isolato che “conservi” l’energia spesa per riscaldarlo e raffrescarlo, con sistemi a bassissima potenza (di fatto spostando l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro). Se possibile, consiglio di fare sempre 2 business plan a lungo termine! così da confrontare le 2 scelte considerando che in solo uno di questi dovrà inserire la voce “salute” inesprimibile in termini economici.

 
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

> Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Scrivi la tua richiesta qui

               

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva SalvaSalvaSalvaSalva

SalvaSalva

La tenda oscurante come soluzione all’ombreggiatura e al buio

Ombreggiatura e serramento vanno progettati insieme.

Quando si tratta di pianificare la posa del serramento in una parete isolata (ora non scendiamo nel particolare del sistema di isolamento termico e nell’ analisi della posa ideale per ogni sistema) si scopre che

  • se è diventato relativamente facile e semplice decidere il dettaglio di posa del telaio fisso del nuovo serramento nel foro finestra (e la semplicità allontana gli errori e le spese inutili, sia di tempo che di denaro)
  • è diventato abbastanza complicato e costoso affrontare la posa dell’elemento ombreggiante.

Non importa se l’ombreggiatura è assicurata da antoni, per seguire la tradizione della facciata, o da semplici avvolgibili disponibili in una infinità di varianti e qualità, l’ombreggiatura resta un nodo difficile e costoso in termini

  • di particolari di posa
  • e di elementi speciali necessari alla posa.

Se devo esprimermi più chiaramente lasciatemi dire: “evitiamo l’elemento ombreggiante, quando possibile, ed integriamolo nel nuovo serramento”. Un serramento più costoso, questo è certo, ma una soluzione facile da applicare in cantiere senza errori e senza difficoltà.

Non è facile semplificare il problema in questo modo quando il committente è una persona sensibile alla mancata oscurità totale: chi vuole un buio completo è spesso deluso da una corretta ombreggiatura:

  • l’ombreggiatura controlla l’irraggiamento diretto o indiretto ma non riesce a garantire il buio.

C’è chi ama il buio! e c’è chi ha paura del buio 😉

In tutti questi casi si potrebbe risolvere il problema con un monoblocco per tenda oscurante:

si riesce a regolare l’apporto solare e, in base al materiale, anche a garantire il buio, o quasi.

Ma che compito ha una tenda oscurante avvolgibile?

La tenda oscurante suddivide l’energia solare luminosa e termica in 3 parti:

  1. energia riflessa (Rs e Rv): il tessuto riflette e “allontana” una parte dell’energia
  2. energia assorbita (As e Av): il tessuto trattiene una piccola parte di energia
  3. energia trasmessa (Ts e Tv): il tessuto lascia passare una parte di energia che è quella che trasmette ancora calore e luce nell’ambiente.

Un monoblocco che risolve la posa della tenda a rullo + l’ eventuale zanzariera + il nuovo serramento nel foro finestra è un bell’aiuto: un elemento in più, come voce di spesa, ma da prendere in seria considerazione nel caso ci sia un cantiere con serramenti zanzariere oscuranti ecc in arrivo.

Diverso invece è il discorso se si deve pianificare solo la posa del serramento nuovo, in questo caso il monoblocco è una spesa evitabile senza rimpianti.

SalvaSalva SalvaSalva             

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalvaSalva

SalvaSalva

Tetto surriscaldato, il grande caldo nel sottotetto

Pubblico questo articolo come primo post di questa estate 2017 appena iniziata qualche giorno fa con temperature veramente elevate.

Prendo lo spunto da un commento scritto da un nuovo lettore:

Sono Andrea e ho 27 anni. Vivo con la mia compagna in un sottotetto, sopra i suoi genitori. Mentre quando furono fatti i lavori un minimo strato di isolante (polistirolo) fu messo sulle pareti laterali, sul soffitto niente. Il soffitto è in cemento armato con i coppi appoggiati direttamente sopra. Fa un gran caldo d’estate (alle 7 di mattina ho 30 gradi) ed un gran freddo d’inverno (se alle 23 ho 22-23 gradi, la mattina ne ho 18). Sto quindi pensando di far coibentare il tetto esternamente (internamente è troppo basso). Togliere i coppi, mettere l’isolante (lana di roccia?) e riappoggiare i coppi. Il mio dubbio è: la spesa darà benefici reali? Ci sarà un cambiamento tangibile oppure mi conviene investire quei soldi in un impianto fotovoltaico da 5-6 KWh e mettere un condizionatore potente davvero? So che non è la stessa cosa, ma se devo spendere senza un beneficio tangibile, preferirei la seconda opzione. Giusto per capirci un pò, allo stato attuale i muri di casa (tutti, non solo quelli esterni) la sera verso le 20 in questo periodo sono più caldi della mia mano, quindi intorno ai 40 gradi. Non essendo ferrato in materia e avendo paura di essere fregato mi sono iscritto qui alla ricerca di consigli!

Grazie!

Premesso che per questa estate 2017 sarà quasi impossibile correre a fare un intervento di coibentazione sul tetto, e dunque non resta che il suggerimento del condizionatore (almeno in classe energetica A o superiore preferendo gli inverter (che adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento)) approfittando degli incentivi per l’acquisto di una pompa di calore destinata a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico (Ecobonus, 65% fino al 31 dicembre 2017, oppure Conto termico)…

premesso tutto questo, io che lavoro e lotto per evitare gli impianti, ricordo che la protezione dal caldo non significa raffrescamento!

Quello che succede al suo sottotetto è un veloce e forte surriscaldamento del solaio inclinato impermeabilizzato con i coppi. Lo sfasamento insufficiente che presumo sia intorno alle 4-6 ore (dipende dalla qualità costruttiva e dallo spessore del solaio) significa che dopo poco tempo l’onda termica ha attraversato la stratigrafia del solaio ed inizia a cedere energia all’interno degli ambienti sottostanti portandoli ad un altrettanto veloce surriscaldamento (che per ore proseguirà nelle ore serali e notturne).

L’effetto forno del periodo estivo si potrebbe misurare con un termometro ad infrarossi da due soldi puntandolo sull’intonaco interno verso l’alto: sicuramente mostrerà temperature superiori ai 33-36°C.

Ma cosa succederebbe se lo stesso solaio fosse ben coibentato con la migliore soluzione per la protezione dal caldo estivo (fibra di legno di spessore da decidere in base ai calcoli)? Trovandoci con una stratigrafia di un tetto pesante, isolata esternamente con fibra di legno, le ore di sfasamento passerebbero da poche ore ad almeno 15-16 ore, o più, in base allo spessore deciso in fase progettuale.

Tornando a fare una misurazione nel momento estivo più torrido e con temperature interne raggiunte ormai intorno ai 29°C, si scoprirebbe che il solaio non è più surriscaldato come negli anni passati e si registrerebbero temperature superficiali interne prossime ai 27-28°C:

  • ciò permette anche di poter fare una minima ventilazione notturna e affrontare una nuova giornata con temperature interne ridiscese sui 25-26°C

La ventilazione notturna è l’abc della sopravvivenza:

  • permette di “sgonfiare” la casa dal calore accumulato ( con la coibentazione non si avranno più solai pesanti e roventi).

Ovviamente l’intervento non sta garantendo di stare freschi:

  • infatti non raffresca!
  • infatti non è un impianto artificiale! o artificioso!

La soddisfazione di un tetto coibentato contro il caldo continua al cambio stagionale: eviterà le dispersioni invernali, conterrà le spese per riscaldamento ed offrirà un comfort fino a prima sconosciuto grazie a temperature superficiali interne vicine a quelle ambiente (18-19°C).

Allora, per togliere il grande dubbio “la spesa darà benefici reali?”

cosa posso aggiungere?

Se dopo aver isolato il tetto con materiali idonei (un isolante non è di per sè, perchè isolante, un materiale adatto alla protezione dal caldo) si farà

  • corretta ombreggiatura
  • ventilazione naturale notturna

l’intervento sul tetto darà tutti i benefici sperati.

Ricordiamoci sempre però, che un ottimo tetto non offre la magica funzione “deumidificazione” e spesso, purtroppo, è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Isolamento termico con materiali di nanotecnologia, Aerogel

Non è il mio campo. Non sono preparato – solo un po’ spaventato. Per il principio della cautela, ogni cosa che non mi convince o mi appare rischiosa la evito – o almeno non corro a consigliarla.

Ho isolato il mio tetto con l’aiuto di due uomini sempre presenti – con due braccia, e neanche tanto forti, non si va da nessuna parte. Abbiamo lavorato con la sega, con i morali di abete in 3 misure, con l’avvitatore, con i nastri e con i teli, un cutter, viti di tre tipi e tanti pannelli in fibra di legno. Sul tetto è come lavorare fuori dal mondo, le giornate sono più piacevoli, la luce è migliore, l’aria più pulita, il traffico disturba poco. Le ore sul tetto sono state intense ma piacevoli. Il momento più fastidioso è stato il taglio delle tegole per i displuvi, che faceva volare troppa polvere per i miei gusti. Questione di attrezzatura.

Isolamento termico… con quanti materiali è possibile contenere le dispersioni di un edificio? La scelta è veramente ampia, ma come ho detto all’inizio, evito di progettare con diversi tipi di materiali concentrandomi su tutti gli altri – che non sono pochi.

Chi si è informato un po’ avrà già scoperto che per ottenere una certa prestazione di isolamento termico si deve per forza prevedere un certo spessore e dunque anche un certo ingombro, al di là della spesa per il materiale coibente.

isolamento-termico-materiali-nanotecnologia-aerogel-nanoporoso-salut-01

L’Aerogel (al di là della spesa) è la soluzione ideale a tutti i problemi dovuti allo spessore, basta leggere le sue prestazioni elevatissime di conducibilità termica pari a 0,014 W/mK.

Ci sono rischi per la salute?   Usare o non usare Aerogel? Continua a leggere

Sistema a cappotto su struttura in legno

La casa in legno, come la costruzione tradizionale, deve essere isolata sul lato esterno.

Forse solo una casa Blockbau (o Blockhaus) che usa la tecnica dei tronchi sovrapposti evita un cappotto esterno:

cappotto-struttura-casa-legno-etag-02

questo perchè lo richiede lo stile architettonico che vuole mettere in mostra il sistema costruttivo tramandato dalla tradizione.

cappotto-struttura-casa-legno-etag-03

Dire cappotto, come ormai sappiamo, è ancora dire poco. Dire di più significa identificare un sistema a cappotto. Il sistema a cappotto comprende componenti ben definiti: come ho spiegato in lungo e in largo in un vecchio articolo, un sistema a cappotto composito (un ETICS) ha le proprie linee guida (ETAG 004) dove sono precisamente definiti tutti i componenti del sistema. Superate le prove di laboratorio il sistema ottiene l’ETA, il Benestare Tecnico Europeo.

Indicare l’Etag 004 in riferimento per esempio al cappotto in lana di roccia applicato ad una struttura in legno non è esatto:

  • attualmente le linee guida europee per ottenere la marcatura CE riguardano solo (attualmente ripeto) le strutture portanti in muratura (perciò non sono valide per il legno che richiede collanti appositi)
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

> Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Scrivi la tua richiesta qui