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La porta d’ingresso “energetica”

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La porta d’ ingresso, che fino a qualche anno fa doveva essere solo blindata, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni complete è diventata un elemento che deve garantire la continuità delle prestazioni dell’involucro edilizio.

Stop agli spifferi, ai materiali poco coibenti, alle guarnizioni poco valide e ai ponti termici del telaio.

Non tutti sanno che oggi un portoncino di ingresso riesce egregiamente a rispondere a tutte le esigenze energetiche ed acustiche attuali: altissimi valori di classe anti effrazione (anche Classe 4), altissimi valori di isolamento termico (Ud = 0,63 W/mqK), dove d sta per door, e ottimi valori di isolamento acustico (-46 dB):

Ma se è giusto dedicare molta attenzione alla scelta, alla posa e alle caratteristiche della porta evitando che la preziosa energia del volume riscaldato se ne vada dall’ingresso attraverso tutti i soliti difetti, non sentite l’esigenza di progettare un ingresso che influisca positivamente sul flusso energetico che circola all’esterno della nostra abitazione – che invogli ad entrare e farci visita?

Alcuni aspetti sono importantissimi per la porta (sicurezza, isolamento termo acustico, tenuta all’aria)

 altri lo sono per progettare bene l’ingresso:

La porta d’ingresso è la “Bocca del Qi” della nostra casa!

Vi è mai capitato di essere davanti ad una porta e sentirvi attratti – sentire qualcosa che vi spinge ad entrare? o respinti – sentire qualcosa per nulla invitante?
Come ci suggerisce il Feng Shui, l’ingresso di ogni edificio, definito “Bocca del Qi”, indica il passaggio attraverso il quale circa il 60% delle energie entra nello spazio abitativo.
L’entrata deve essere ben visibile e riconoscibile dall’esterno! deve creare una zona invitante dove le spinte energetiche e le opportunità siano invogliate ad entrare nella nostra casa e nella nostra vita. La fortuna deve trovare facilmente la via!

“Guidiamo l’energia verso la nostra casa e diamo il benvenuto al flusso del Qi!”

Impariamo qualche cosa:

  • in corrispondenza dell’ingresso è importante sia presente una zona esterna d’accoglienza dell’energia – è chiamata “Ming Tang” e attenua, filtra e armonizza i flussi che arrivano dall’esterno.

Può essere un parcheggio, un giardino, un piccolo slargo situato davanti all’ abitazione. Un vialetto d’accesso dovrebbe presentare un andamento sinuoso, essere mosso da qualche lieve curva in modo da evitare che il Qi non arrivi all’interno con forza troppo intensa:

Ogni percorso deve essere curato, ordinato, privo di impedimenti e ben illuminato.
Anche l’utilizzo di luci ad intervalli regolari che segnalano e marcano la via verso la porta di casa può avere un effetto positivo.


Il passaggio lastricato deve presentare pietre integre e non vacillanti, simbolo di una situazione di vita stabile delle persone che abitano la casa.

“L’ingresso trasmette la prima impressione di noi all’ospite!”

Quindi facciamo autoanalisi e corriamo ai ripari.

Il verde laterale non deve invadere il vialetto. In genere sono da preferire piante dalle linee sinuose e morbide che vanno potate regolarmente per evitare che ostacolino la circolazione del Qi.

Il Feng Shui offre un valido aiuto nell’analisi e nella progettazione dei giardini ed in genere di tutti gli spazi esterni adiacenti la nostra casa e fornisce consigli preziosi relativi alla disposizione e tipologia di piante ed arredi esterni.

Ai lati della porta d’ingresso è bene posizionare guardiani simbolici con la funzione di attirare il flusso energetico, ma allo stesso tempo donare protezione alla casa e agli abitanti. Ad esempio, nell’architettura tradizionale cinese si utilizzavano due statue uguali poste in posizione simmetrica rispetto all’apertura che ricreavano le polarità complementari, lo Yin e lo Yang.


Ancor oggi si mantiene l’usanza di porre presso la porta d’ingresso di ristoranti e negozi delle lanterne rosse: la loro forma simboleggia il melograno, frutto tondo e pieno di semi, simbolo di ricchezza e prosperità. Da sempre quindi sono di buon auspicio per il successo negli affari, che per un’attività economica è d’obbligo!

Risulta curioso il fatto che anche in Occidente troviamo infiniti esempi di leoni di pietra, aquile, gufi, talvolta figure umane di santi o guerrieri che vigilano in corrispondenza di edifici rappresentativi quali chiese, palazzi del potere, teatri, ma anche sontuose dimore quali le Ville Palladiane.
Provate a farci caso quando passeggiate per le vie delle nostre città…

Nel mondo moderno tali figure spesso sono sostituite da elementi più essenziali quali piante ornamentali, punti luce o altri elementi decorativi in linea con lo stile architettonico dell’edificio:

Questi sono solo alcuni esempi utilizzati per dare identità agli spazi esterni. A seconda del contesto in cui ci si trova l’obiettivo principale è dare importanza all’ingresso e guidare l’energia verso la persona. Applicare correttivi per potenziare gli effetti positivi oppure mitigare e indebolire i flussi non benevoli che bussano alla nostra porta!
Seguire tutte queste regole, oltre a migliorare l’aspetto estetico della porta, porterà anche benefici e positività nella vostra vita!

Da sempre e in molte culture diverse, consapevolmente o meno, la scelta della posizione e della tipologia della porta d’entrata ha sempre ricoperto un momento importante nella fase progettuale e in generale nel momento della scelta della propria dimora.

L’ubicazione e la direzione della porta principale, insieme ad altri fattori, va a concorrere nello stabilire l’impronta energetica di base dell’abitazione. Ogni casa può essere classificata in 8 tipologie associate ai 5 elementi (fuoco, terra, metallo, acqua e legno), che vanno poi confrontate con le caratteristiche personali degli abitanti per capire la compatibilità che sussiste o meno.


Inoltre con l’ausilio del metodo delle Stelle Volanti, una delle tecniche utilizzate nel Feng Shui avanzato (vi prometto un’affascinante chiacchierata in merito, in un prossimo articolo “La porta d’ingresso principale”), è possibile determinare

  • le energie statiche presenti in ogni ambiente della casa
  • e quelle dinamiche, che entrano attraverso le aperture e si muovono all’interno degli spazi abitativi.

autore: Federica De Concini
revisione: Federico Sampaoli


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marco de pinto passivhaus planer

 

Federica De Concini,

Ingegnere, Progettista certificato Passivhaus Institut (Certified Passive House Designer) appassionata di Architettura Feng Shui, coeditrice di espertoCasaClima – blog di informazione tecnica e comunicazione

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Perchè andare a Klimahouse 2019

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Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male…

cantava Giorgio Gaber.

Cosa voglio dire? Voglio dire che non vi sto spingendo ad andare a vedere Klimahouse dal 23 al 26 gennaio 2019, ma – e ripeto il MA – se avete voglia di andarci e non siete troppo lontani e potete ritagliarvi una giornata, andateci!

Se siete qui a leggermi, sapete già quanta informazione potete trovare in internet con una buona dose di tranquillità e pazienza, ma tutto quello che avete già letto e leggerete ancora non vi permetterà mai di toccare con mano un materiale per isolamento o da costruzione. E una lastra di calcio silicato va accarezzata, è molto particolare, come va toccato un blocco in laterizio porizzato e come va palpato un pannello in fibra di legno.

Magari sono mesi che fantasticate di intervenire in casa vostra usando quel tale pannello o anni che sognate di costruire la vostra nuova casa con quel certo blocco – sì, è ora che ci andiate a Klimahouse.

Lì potrete finalmente mettere il naso dappertutto e vedere tutto quello che avete progettato nelle notti insonni. Compresi molti dettagli costruttivi o di posa.

Se ci andate in macchina potete lasciare l’auto al casello Bolzano Sud e montare nel Bus della fiera che fa da navetta per la fiera tutto il giorno. Se andate soli non andateci in auto che non è green! andateci in treno: prima verso Bolzano e poi verso Bolzano Sud (scendete tre scalini e sarete già in fiera).

Apre alle 9:00 e chiude alle 18:00.

Non fate i tirchi e pagate con gioia l’€ per mollare il giaccone al guardaroba: vi serve agilità e leggerezza per non stancarvi prima del previsto! Siete forti ma non instancabili.

La fiera Klimahouse non è un ambiente sterminato, è una grande zona a sinistra delle scale mobili (A e B) e poi a destra (C e D). E’ sufficientemente ben distribuita per argomenti, quindi non si salta di palo in frasca (come nel mio disordinato sito). Vi saprete orientare bene senza perdervi e senza perdere tempo. Capiterà che vi soffermerete a chiaccherare con un venditore e poi dopo i saluti e le strette di mano e l’omaggino (penne, sacchetti, cataloghi e depliant), completamente rimbambiti o follemente innamorati delle sue proposte riprendiate a camminare nel corridoio già visto: farete dietro front e proseguirete sulla retta via con i vostri occhi scintillanti e affamati di coibentazione o di impianti tecnologici.

Per precisione nei padiglioni troverete:

  • Case prefabbricate
  • Finestre termoisolanti + Porte e Portoni termoisolanti
  • Isolamento termico e acustico
  • Pavimenti in legno
  • Coperture e tetti
  • Risanamento
  • Riscaldamento (Stufe, Caldaie a pellets, Geotermia, Riscaldamento a pavimento/soffitto/battiscopa/muro)
  • Ventilazione, Raffrescamento, Ventilazione controllata, impianti di condizionamento a risparmio energetico
  • Energie rinnovabili, Solare, impianti eolici
  • Sistemi di regolazione e misurazione

Klimahouse è un bell’ambiente, evitate lo Stand della birra e dello speck! Rimanete lucidi, determinati ed efficienti come diventerà la vostra casa. Caffè caffè e acqua minerale (portatevela da casa! l’acqua non la moka).

Evitate di mangiucchiare a scrocco negli Stand più opulenti: sareste a perdere tempo prezioso! Come diceva mia suocera: << Gegessen wird zu Hause! >>

Se volete fare domande, perchè no? fatele! Ma non fatevi progettare la casa dal venditore dello stand. Magari avete di fronte un grande tecnico, super preparato e super disponibile (e ce ne sono), ma magari vi capita il venditore di pannelli in schiuma poliuretanica che ieri trattava sughero biondo ma ha cambiato squadra. Klimahouse è invece il posto giusto per toccare con mano i materiali o i componenti che avete scelto di utilizzare. Se avete le idee chiare, in una giornata fate tutto. Non dico che una sera a Bolzano sia noiosa, ma è possibile visitare tutto quello che vi interessa e tornare a casa.

Sono il solito “efficiente”, perdonatemi, ancora una volta volevo insegnarvi la mia morale. Reitero: << Prendetevela comoda, fatevi la giornata in fiera, poi prendete una boccata d’aria e immergetevi nel cuore di Bolzano con le sue luci e la sua magia e suoi locali e i suoi vini e le sue birre e poi spegnetevi in un sonno ristoratore dove avete prenotato >>.

Klimahouse (dal 23 al 26 gennaio 2019) potrebbe essere il posto giusto per rovesciare tutti i vostri problemi nei vari Stand e raccogliere conforto e soluzioni possibili: se siete partiti con questa tattica, usate tutte le date disponibili, trovatevi un posto carino dove dormire a Bolzano e dintorni e armatevi di pazienza: secondo me in 3 giorni di duro lavoro potreste portare a casa qualche ottima soluzione. Probabilmente La Soluzione saranno una dozzina, e non un paio, e quelle del primo giorno, vi faranno sorridere rispetto a quelle del pomeriggio del terzo giorno… Armatevi di lucidità e tranquillità. Rubate informazioni: poi a casa riordinerete le idee, con più comodità, senza piedi gonfi o bisogno di una toilette.

Chi è a caccia di una casa in legno può stringere le mani a molti venditori di case in legno. Ci sono nomi grossi, nomi stranieri e nomi emergenti. I migliori (o meglio, quelli che piacciono a me) non li ho mai visti a Klimahouse. Forse hanno già lavoro che basta? Forse non hanno previsto un budget per la presenza in fiera: meglio! non lo pagherete voi lo stand in fiera se commissionerete una delle loro case. E mi raccomando per voi: chiavi in mano! Se non scegliete il chiavi in mano, saranno tutti c**zi vostri quando la struttura sarà in piedi. Poi non ditemi che non ve lo avevo detto.

I venditori di case in legno portano in fiera molti elementi costruttivi “tipo” dei loro standard quindi avrete l’occasione di capire bene cosa vi stanno offrendo. Non è cosa da poco perchè in 3 ore riuscirete a vederne più di qualcuno se non vi mettete a perdere tempo inutilmente raccontando che vi piacerebbe una cucina grande o una cameretta per il vostro figlio in arrivo o che non volete rinunciare alla vasca da bagno. Lasciate perdere ogni bla bla e andate al sodo, il tempo vola! cioè andate a parlare di materiali. Questa è la migliore occasione che avete quest’anno per capire se dietro alla brochure con le foto di case da sogno con bambini e cani felici che saltano in soggiorno con vista boschi e cieli sereni ci siano i materiali dei vostri sogni. Insomma, meglio saperlo subito se il costruttore della vostra casa in legno prevede di imbottire pareti e tetto con lana di vetro: non sarà la casa dei nostri sogni.

Non appesantitevi: appena ricevete brochure inutili, fate finta di dimenticarle. Non caricatevi come i facchini del Re. Non ha nessun senso.

Come per tutte le cose, che sia la casa chiavi in mano o un semplice pannello per coibentazione o un blocco da costruzione o un serramento, cercate di sviscerare l’argomento per capire se è adatto al vostro clima, al vostro portafoglio, alle vostre aspettative e se tutti i componenti insieme diano le garanzie per un buon progetto, durevole e adatto a voi.

Ultima cosa da fare assolutamente a Klimahouse: non firmare o comperare nulla! Non sarete in un momento di lucidità, vi trovate catapultati in montagna, in pieno inverno, pieni di speranze e sogni. Dopo qualche ora dentro la fiera vi sentirete quasi bolzanini anche voi, vi sembrerà di essere mezzi proprietari di una CasaClima o poco ci manca…

A casa tornerete alla realtà, ai problemi di ogni giorno, alla pianura, alle fatiche del decidere e del fare qualche intervento importante. Solo a freddo, lontani dalla fiera dell’efficienza energetica potrete decidere di firmare qualcosa, magari solo l’ordine di acquisto per una VMC (ventilazione meccanica controllata) decentralizzata perchè anche chi non possiede una CasaClima ha il diritto di respirare un’ aria migliore e di avere un comfort maggiore.

Andate, vedete e poi vincerete. Il vostro consulente preferito non si tirerà in dietro al vostro ritorno da Bolzano: chiedetegli aiuto se non sapete prendere la decisione giusta –  o se volete la conferma che sia quella giusta.

Dunque buon anno nuovo! buon Klimahouse a tutti gli esperti-lettori e a risentirci a fine gennaio con un buon carico di dubbi, domande e notizie.

Dimenticavo! Acquistate il biglietto online altrimenti invece che 10€ ne spenderete 12 al botteghino d’entrata. Oppure visitate qualche sito di edilizia che offre biglietti gratuiti, per esempio quello della Velux dove ti verrà chiesto di compilare il form per richiedere 2 biglietti omaggio. Approfittatene.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Termini utili per parlare di tetto in legno in cantiere a distanza

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Quando il tetto in legno è in fase di costruzione, è naturale che ci si confronti con tanti dettagli costruttivi. Il legname è arrivato in cantiere e dal progetto si passa alla realtà! Prima, la più grande preoccupazione era la stratigrafia e quindi gli spessori della coibentazione, la scelta del pannello, le sue caratteristiche termoisolanti, gli strati, la ventilazione, i manti traspiranti e impermeabili, il materiale per le sigillature… ma adesso, tutto deve andare al suo posto!

L’impresa che si occupa del montaggio, spesso non è quella che si è occupata del taglio legno, quindi già qui qualche dubbio sulla posa può nascere:

Oggi siamo tutti armati di strumenti per comunicare: messaggi, chiamate vocali, immagini via Whatsapp, mail. Non ci manca nulla! Essere seduti in auto, inginocchiati sul tetto o rintanati in ufficio non ci impedisce di comunicare – anche in gruppo e in qualsiasi momento. Allora, cosa può esserci ancora utile per capirci alla perfezione quando gli attori sono in posti diversi ma hanno lo stesso progetto da realizzare?

Chi monta il tetto è a Buttigliera d’Asti, ma chi ha tagliato il legname è a San Damiano d’Asti, e chi ha proposto il pacchetto di isolamento tetto è addirittura a Padova:

Allora, cosa può esserci ancora utile per capirci alla perfezione quando gli attori sono in posti diversi?

La terminologia!

Se parliamo la stessa lingua ci possiamo capire meglio, e più in fretta: non dico di accomodarci tutti sui banchi per lo studio dei termini, dico solo di sforzarci (io compreso eh!) ad usare una terminologia appropriata per tutti gli elementi che compongono il tetto in legno. Questo specialmente per chi non fa tetti in legno tutti i giorni e si occupa anche di altri elementi edili.

Ho buttato giù una lista di termini utili per il tetto in legno:

Arcarecci: sono le travi secondarie, parallele alla linea di gronda, che poggiano sulle capriate principali o sui puntoni e sui muri (alla lombarda). Le travi secondarie inclinate che partono dal colmo e arrivano alle travi di banchina (alla piemontese).
Assito: è il tavolato (o perlinato), posto sopra gli arcarecci o ai puntoni, che diventa la finitura all’intradosso.
Capriata: è una struttura reticolare che fa l’ossatura del tetto.
Catena: è la trave orizzontale che unisce i puntoni nella capriata.
Colmo: è la trave che sta alla sommità del tetto.
Compluvio: è la linea dove convergono due falde inclinate.
Dormiente: è la trave dove arrivano i puntoni, parallela alla gronda.
Falda: è la superficie del tetto.
Freccia: è la deformazione di un elemento strutturale causata dai carichi.
Interasse: è la distanza tra i baricentri degli elementi.
Listelli: legname con sezione max 24 cmq e con rapporto dei lati compreso fra 1:2 e 1:3.
Luce: è la distanza fra i nodi strutturali.
Monaco: è l’ elemento verticale lasciato mobile sulla catena ma fissato ai puntoni nella capriata.
Morali: legname con sezione quadrata o rettangolare con lato max 10 cm
Pendenza: è l’inclinazione della falda e si misura in gradi oppure in percentuale (leggi questo articolo per calcolare la pendenza).
Perlinato: è posto sopra gli arcarecci, o ai puntoni, diventa la finitura all’intradosso ed ha l’incastro maschio femmina
Puntoni: sono le travi che partono dal colmo e arrivano ai muri perimetrali, o gli elementi inclinati in una capriata.
Scarpa: è l’elemento metallico applicato con chiodi o viti a una trave principale per  supporto di una secondaria.
Tallone: è la parte finale della catena di una capriata.
Tavola: legname a sezione rettangolare, circa 12/80 mm x oltre 16 cm.
Terzere: sono le travi orizzontali sui puntoni.
Tirafondi: le vito da legno con testa esagonale.
Travi: legnami portanti con sezione rettangolare con il lato più lungo maggiore di 20 cm.

Questa lista di termini utili per il tetto in legno (certamente incompleta) non voleva vantarsi di essere un glossario per ingegneri, ma un modo per spiegarsi bene quando si parla di qualche nodo costruttivo! Aiutatemi voi ad aggiungere qualche termine, anche con i vostri dialetti o con termini ancorati alle tradizioni locali! fatevi sentire, date il vostro contributo! io, man mano mi impegno ad aggiornare.

Sono i nostri dialetti a fare più bella l’Italia.


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