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nel dubbio tra ibrido e elettrico mi faccio una car sharing

Cambiare l’auto nel 2018 è un vero rebus, c’è un forte vento di cambiamento, arriveranno molti nuovi modelli ibridi ed elettrici. Che fare? Come non sbagliare?

Temo che azzeccare l’auto nuova in questo scenario di veloce innovazione sia veramente difficile e buttare i soldi sia un grande peccato. Come sapete, ritengo l’auto ibrida affascinante dal punto di vista tecnologico, ma deludente sotto l’aspetto “auto del futuro”: resta pur sempre una vecchia auto col motore, con la marmitta, con il cambio, con l’olio, i filtri e tutte quelle centinaia di pezzi (e rogne) che compongono un motore a cui siamo abituati da decenni + un aiutino elettrico.

L’auto ibrida si potrebbe paragonare ad una casa in Classe A, con un isolamento molto consistente ma pur sempre bisognoso della vecchia caldaietta con il vecchio impianto di riscaldamento. Insomma NON è una casa passiva che può fare a mano dell’impianto tradizionale.

L’auto elettrica non è per tutti, quindi non posso consigliare una Tesla a ognuno.

Stiamo a vedere il vento del cambiamento cosa porterà. Teniamo le bocce ferme e aspettiamo per l’auto nuova. Nel frattempo possiamo già guidare un pezzettino di futuro: il car sharing!

Oggi è festa, e mi sono ritagliato un’oretta per studiare il sito di car sharing Padova immaginando di saltare sulla Renault Zoe 100% elettrica ogni volta che ce ne sia l’occorrenza:

  • ho letto il regolamento (prima di iscrivermi) e poi ci ho rinunciato de-fi-ni-ti-va-men-te.

Può un automobilista convivere con un regolamento simile?

Ne copio-incollo una piccola parte qui sotto, tanto per evidenziare il motivo per cui la Renault Zoe è perennemente parcheggiata e inutilizzata:

MODALITÀ DI PRENOTAZIONE

Non sono ammesse prenotazioni della durata complessiva inferiore alla mezz’ora. É tuttavia consentito effettuare – oltre i primi 30 minuti – anche prenotazioni multiple di 15’. É necessario specificare la postazione di prelievo nonché il tempo di utilizzo stimato.

Per utilizzare la vettura è necessario effettuare la prenotazione – anche 15 minuti prima dell’orario di utilizzo – secondo una delle seguenti modalità:

• Prenotazione tramite call center nazionale telefonando al Call Center Nazionale Prenotazioni 893 499 34 operativo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno (il costo della chiamata è a carico dell’utente in base al profilo tariffario del suo gestore telefonico. Da rete fissa il costo è di 63 centesimi al minuto senza scatto alla risposta, la durata massima della chiamata tariffata è di 12 minuti e trenta secondi. Da rete mobile il costo massimo del servizio è di 98 centesimi al minuto con scatto alla risposta di 16 centesimi). La durata massima di una singola prenotazione è di 72 ore. Per prenotazioni che superano tale durata contattare direttamente il Gestore che provvederà ad effettuare una prenotazione personalizzata.

• Prenotazione gratuita, via Internet accedendo al sito www.icsprenoto.it, oppure dal sito www.carsharingpadova.it alla sezione “Prenota”. Le credenziali di accesso (per la prenotazione sul sito www.icsprenoto.it) saranno il “Codice Cliente” ed una password di primo accesso corrispondente a “1234”. La password potrà essere modificata dal Cliente al primo login e rimarrà segreta. Se il Cliente dimentica la password deve richiedere al gestore l’azzeramento della stessa e potrà successivamente ripristinarne una nuova segreta.

• Prenotazione tramite APP “IOGuido”: effettuato il download gratuito dell’APP inserire le proprie credenziali di accesso e procedere con la registrazione dei parametri della prenotazione.

Qualunque sia la modalità di prenotazione, il Cliente dovrà indicare anche l’orario di presunto rilascio della vettura. In caso di contrattempo, dovrà comunicare tempestivamente al Call Center Nazionale Emergenze, numero verde 800 00 22 88 il ritardato rilascio. La comunicazione deve avvenire tassativamente almeno 15 minuti prima della scadenza programmata in fase di prenotazione, cioè non oltre l’emissione del segnale acustico e l’apparizione del messaggio (sul display del board computer interno dell’auto) che ricorda l’imminente scadenza della prenotazione (il Cliente dovrà perciò avvisare immediatamente il Call Center Nazionale Emergenze qualora ritenga di non essere in grado di raggiungere il parcheggio di destinazione in 15 minuti).

Eventuali annullamenti della prenotazione potranno essere effettuati indifferentemente via Internet o contattando il Call Center Nazionale Prenotazioni con le medesime tariffe (si veda tabella COSTI SERVIZI AGGIUNTIVI (allegato 2) alla categoria “Modifica delle prenotazioni”), salvo che la richiesta di annullamento non dipenda dallo stato di inservibilità dell’auto, nel qual caso la comunicazione andrà fatta al Call Center Nazionale Emergenze.

il costo del servizio era allettante: 24 € all’anno per l’abbonamento e 5€ per un’ora di Renault Zoe con 50km inclusi. Peccato che i 5€ non ti vengano addebitati sulla carta di credito che ti chiedono di registrare ma vengano scalati da una ricarica di minimo 50€. Questa è una fregatura, già devi pagare le prime 10ore di utilizzo.

beh, che se la tengano a marcire nella stazione car sharing la loro Zoe. E qui potete leggere le deludenti recensioni dell’app ioGuido che bisognerebbe utilizzare per le prenotazioni.

Insomma insomma, se questo è il futuro… mi sa che è ancora lontano.

Qualcuno di voi ha vere esperienze sul car sharing?

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Il radiante a pavimento in casa classe A, sì o no?

Dopo decenni di poco comfort, sono tantissimi i committenti che sognano di avere sotto i piedi un tiepido pavimento radiante! Peccato che i tempi intanto siano cambiati! I pannelli radianti a pavimento tradizionali NON sono adatti a garantire il benessere nei nuovi edifici in classe A. Per assurdo, in classe A, i ventilconvettori a bassa temperatura si comportano meglio e permettono anche un risparmio energetico.

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Ma perchè il sistema radiante non è più la panacea a tutti i mali? Come mai i ventilconvettori o i normali radiatori sono da riprendere in considerazione? Continua a leggere

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

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Classe energetica per negati, Edizioni Bignami

L’architetto Davide Reggiani, Studio a Barcellona, ha spiegato in poche righe come interpretare la classe energetica di un edificio. E’ articolo da Edizioni Bignami:

bignami classe energetica casa

La certificazione energetica nazionale, o Attestato di Certificazione Energetica (ACE), è obbligatoria da qualche anno.

Gli edifici si distinguono in varie classi energetiche (A B C D E F G) che consentono di poter confrontare l’efficienza energetica di un immobile rispetto ad un altro.

Tra tutti gli indici presenti nell’ ACE, il più importante è il fabbisogno annuo di energia termica (ET), che rappresenta la quantità di energia termica richiesta per la climatizzazione invernale ed estiva.

L’energia termica ET rappresenta quindi la qualità dell’involucro edilizio (pareti, coperture, solai contro terra, serramenti, etc.).

Quanto minore è il fabbisogno di Energia Termica, tanto minore sarà la quantità di energia necessaria per mantenere il comfort termico all’interno dell’edificio (20ºC in Inverno e 25-26ºC in Estate).

L’unitá di misura di questo indice è il kWh/mq anno (chilowattora per metro quadrato e anno).

Esempio: se abbiamo un edificio di 100 mq con un fabbisogno di Energia Termica per il riscaldamento di 30 kWh/mqa , per mantenere il comfort nella stagione invernale avremo bisogno di 30 * 100 mq = 3.000 kWh.

Questi 3.000 kWh possono essere prodotti in maniera più o meno efficiente a seconda del sistema di riscaldamento e del combustibile utilizzato, con fonti rinnovabili o meno (e questo inciderà sull’ EP – Indice di Energia Primaria dell’edificio), ma rimane evidente che quanto minore sarà il valore di fabbisogno di Energia Termica tanto più efficiente e “risparmioso” sarà il nostro edificio.

La cosa più importante è ridurre il più possibile il fabbisogno di Energia Termica di un edificio progettando bene l’involucro e solo in seguito dotarlo di impianti efficienti (ed economici), eventualmente basati su fonti rinnovabili, per coprire questo piccolo fabbisogno energetico residuo.

Un edificio ben progettato e costruito a regola d’arte nel rispetto di tutte le prescrizioni e degli accorgimenti utili a ridurre al minimo il fabbisogno di Energia Termica avrà un’ottima classe energetica.

Ci si può avvalere dell’aiuto e dei servizi di alcuni enti indipendenti che propongono certificazioni volontarie (che non sostituiscono ma integrano la certificazione energetica nazionale) in grado di garantire, attraverso una serie di controlli sul progetto e sul cantiere, l’effettiva qualità costruttiva ed energetica dell’edificio.

La certificazione energetica nazionale, proprio a causa della mancanza di controlli sul progetto e sul cantiere, non è in grado di garantire l’effettiva qualità di un edificio.

Due tra le più rinomate certificazioni energetiche volontarie disponibili sul territorio italiano sono

  • CasaClima (Agenzia CasaClima, con sede a Bolzano),
  • Passivhaus (Passivhaus Institut, con sede a Darmstadt in Germania, rappresentantato in Italia dall’ente autorizzato alla certificazione Zephir)
  • TBZ (Targhetta di qualitá TBZ attestante il livello di indice energetico raggiunto (B, A, P per passsivo)

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ma quale Classe A?

Riporto alcuni passi di un articolo scritto da Sergio Ferraris il 27 novembre 2012 su Tekneco:

Legambiente ha fatto le “termografie” agli edifici di 21 città italiane. Ci sono realizzazioni in Classe A che dovrebbero essere “declassate”.

termografia classe A

Come si comporta il patrimonio edilizio italiano esistente per quanto riguarda l’efficienza energetica? Questa è la domanda che si è posta Legambiente andando letteralmente a caccia, grazie a una termocamera in grado di rilevare le dispersioni termiche dall’esterno, degli sprechi energetici.

«Vogliamo incalzare governo, regioni e comuni affinché accompagnino con regole chiare e controlli la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio – spiega Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente –. Dopo i ritardi e gli ostacoli posti nei confronti della certificazione degli edifici ora si deve cambiare passo. Occorrono controlli veri e indipendenti sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili, perché è possibile ridurre fino ad azzerare i consumi delle case in cui viviamo. Scegliere questa strada è la migliore risposta alla crisi economica e per rilanciare il settore delle costruzioni e una battaglia nell’interesse dei cittadini che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero».

Quasi tutti questi immobili sono «nuovi già vecchi» e hanno problemi evidenti, si legge nel rapporto.

«ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee».

Ciò conferma il fatto che a buone prestazioni energetiche corrisponde non solo una buona scelta dei materiali, ma anche una buona posa in opera che non crei, nonostante i materiali, dispersioni e ponti termici.

Ma la vera sorpresa arriva dagli edifici progettati da architetti di fama internazionale, costruiti negli ultimi dieci anni. Le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano e Alessandria da Fuksas, Krier e Gregotti, infatti, all’analisi a infrarossi presentano risultati simili a quelli di altri edifici recenti e di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti. «Se in tutti e tre gli edifici analizzati è chiara l’impronta architettonica che si voleva proporre – prosegue Zanchini – è invece da rivedere completamente l’attenzione all’efficienza energetica. Le regole previste dalle direttive europee per l’isolamento degli edifici valgono per tutti, e anche le archistar devono studiare se vogliamo tutti contribuire a migliorare la qualità dell’edilizia italiana».

Potete anche leggere quest’altro articolo: L’Aquila, le termografie bocciano 85 edifici del progetto C.A.S.E.

cosa Vi dico sempre io? …buone riflessioni!

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