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Verifica delle perdite per trasmissione di pareti e serramenti in appartamento al piano intermedio in Clima caldo

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Affrontando un intervento di ristrutturazione di un appartamento, spesso ci troviamo nella situazione di un interpiano. Già che l’unità abitativa si trova ad un piano intermedio è idea comune sottovalutare l’attenzione per le scelte dell’isolamento dell’involucro edilizio, di fatto compreso tra ambienti riscaldati, sopra e anche sotto. Magari poi ci troviamo in una Zona climatica calda, forse in Sicilia, e siamo veramente convinti che isolare molto sia quasi inutile, un inutile dispendio di energie.

Io però ne sono più che convinto: l’efficientamento energetico è tutto.

ma come intervenire, con che materiali e che strada prendere ?

Un intervento di isolamento termico in un appartamento che si trova al piano intermedio offre poche strade da prendere, fondamentalmente 2: Continua a leggere

La migrazione del vapore attraverso gli elementi di un edificio

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E’ buffo che tutti conoscano il vapore, l’acqua allo stato gassoso, e la condensa quando esso si deposita su di una superficie, ma facciano fatica a comprendere esattamente cosa succeda quando la pressione di vapore cambia ( a seconda della temperatura esterna ed interna) ed inizi una migrazione del vapore attraverso un elemento edile.

Beh, se state leggendo questo articolo probabilmente vorrete saperne di più, oppure cercate una conferma di aver capito bene il meccanismo della condensa rispetto alla temperatura di rugiada che dipende da Continua a leggere

Ferragosto e la casa con buon isolamento contro il caldo

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Sembra che l’alta pressione nord africana abbia raggiunto il suo massimo e oggi si toccherà il culmine del caldo. I picchi anche superiori ai 40°C mettono gli edifici a dura prova, specialmente quelli che sorgono in una cosiddetta isola di calore dove manca il verde e il normale raffreddamento notturno.

Quando la ventilazione notturna è impossibile la casa continua a caricarsi di energia e anche il migliore isolamento termico non aiuta più.

Naturalmente sto parlando di protezione passiva dal caldo, quindi mi riferisco solo alla forza di resistenza dell’involucro edilizio. Non considero nessun impianto di raffrescamento. La casa è gestita con l’ombreggiatura (manuale o del verde esterno) e con la ventilazione notturna: in condizioni estive più normali queste 2 soluzioni ben gestite permettono agli ambienti interni di non superare Continua a leggere

Isolare il sottotetto che è pertinenza dell’appartamento sito all’ultimo piano

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Chi vive in un condominio all’ultimo piano sogna spesso di ottenere dagli altri condòmini maggior attenzione verso il problema del surriscaldamento estivo e della difficoltà in inverno a mantenere temperature confortevoli nella sua unità. Quasi tutti i condomini italiani costruiti fino agli anni ’90 presentano un solaio verso il sottotetto molto disperdente e con il cambio della stagione l’ultimo appartamento in alto diventa un forno.

Ma il proprietario dell’ultimo piano che vorrebbe intervenire ed isolare anche a spese sue ha veramente le mani legate? E’ per forza costretto all’accidia? o può attivarsi, intervenire e progettare l’isolamento che vuole?

dipende, come tutte le cose, dipende: Continua a leggere

Lo sfasamento di calore non è lo sfasamento di temperatura

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A bbiamo ben chiarito nel precedente articolo alcuni concetti sulla protezione dal caldo in relazione ai materiali isolanti che scegliamo per una nuova stratigrafia.

Ora alcuni lettori si chiederanno come mai sia così ricorrente che nelle brochure per le coperture o in altri prospetti con soluzioni già calcolate esistano valori di sfasamento… che definirei… ottimisti.

Facciamo chiarezza, è possibile esprimere diversi valori di sfasamento? Continua a leggere

Prestazione estiva della parete in bimattoni e verifica della trasmittanza Yie

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Per contenere la temperatura interna degli ambienti e quindi limitare il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva la normativa italiana prescrive alcune verifiche, sia per le pareti che per la copertura:

Oggi parliamo delle pareti:

relativamente a tutte le strutture verticali opache con l’eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest, nord e nord-est si deve verificare:

  • che il valore della massa superficiale Ms, di cui al comma 29 dell’allegato A, del decreto legislativo, sia superiore a 230 kg/m2

oppure

  • che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui alla lettera d), del comma 2, dell’articolo 2, del presente decreto, sia inferiore a 0,10 W/m2K

Commento e esempio: Continua a leggere

La casa con la sola predisposizione per il climatizzatore

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Scrive Cristiana –

Ciao Federico, come state?    Io e la mia casa quest’estate abbiamo sofferto particolarmente il caldo e penso che per il prossimo anno ci organizzeremo con i condizionatori.


In questi ultimi mesi, in taverna si respira un’aria davvero pesante e piena di umidità: pensa che l’igrometro è arrivato ad indicare 77%, con divani umidini, e lungo la parete si inizia a vedere un’ombra che fa pensare stia spuntando una bolla.
Per assurdo la taverna sembra respirare l’esterno, nel senso che in quei fantastici giorni in cui si riduce l’indice di umidità fuori anche internamente si abbassa e si vive meglio arrivando a 50-55%.
Fino ad ora questo non è mai successo e vorrei sapere se pensi che possa essere intervenuto un qualche fattore scatenante che io non riesco ad immaginare.

Mi son chiesta se fosse il caso di comprare un deumidificatore ma so che non sempre vanno bene perché possono anche peggiorare la situazione
Fammi sapere se ti venga in mente una qualche idea….

grazie

Ho risposto così:

Questa estate 2018 ci ha surriscaldati per bene a fine giugno (siamo in pianura padana, Zona Climatica E), poi nuovamente verso fine luglio fino a ferragosto con murature roventi.

In questi 2 periodi rossi l’unica strategia possibile era ombreggiamento + ventilazione in tarda notte (per sgonfiare l’edificio).

Dopo il breve fresco di fine agosto è tornato il caldo (pur se con meno ore di irraggiamento) con un alto tasso di umidità – aria calda e umida.

Nei tuoi 4 piani di casa Cristiana, immagino che ogni piano segni circa 1°K in più man mano che si sale…
Probabilmente nel periodo più caldo (38-39°C esterni) avevi in taverna 26-27°C (ambiente seminterrato), attualmente (siamo a metà settembre) ne avrai 24-25°C.
Prima di questo ritorno di caldo afoso tutti i piani si erano certamente raffrescati un po’, e anche asciugati (se non eri via e la casa era rimasta chiusa).

Tornando al tema taverna: …con il suo carico di massa più fredda, con il suo carico di freschezza, il seminterrato scatena il fenomeno seguente:

  • l’aria caldissima di questo periodo (e carichissima di umidità), se lasciata entrare in casa, raggiunge la zona taverna (fresca) facendo aumentare alle stelle il livello di umidità interna. La sensazione che hai è corretta! ed elevata all’ennesima potenza dal momento straordinario di aria caldissima e umidissima.

Tieni a mente che l’aria calda può contenere molta acqua sospesa sotto forma di vapore, mentre l’aria fredda ne può contenere meno: ecco perchè con il cambio di stagione e l’accensione della vmc succede il miracolo che l’aria calda e umida esce mentre l’aria esterna meno carica di umidità entra e asciuga l’ambiente comportandosi come un deumidificatore senza consumare enormi quantità di energia.

L’aria calda raggiungendo la taverna si comporta come quando incontra la lattina di Fanta tirata fuori dal frigo, condensa il vapore sulla superficie fredda della latta.

Allora, la tua taverna soffre perchè

  1. si comporta come la lattina di Fanta
  2. sta anche facendo migrare il vapore contenuto nella stratigrafia del muro verso l’interno (da fuori verso dentro per tutta l’estate e da dentro verso fuori per tutto l’inverno)

Spero vivamente che le vmc siano state tutte spente in maggio. Se hanno funzionato, hanno portato all’interno decine di litri di acqua.

Come sembra dalle previsioni meteo un po’ farlocche, il tempo resta ancora così fino a fine settembre… che fare?

Se soffiasse finalmente un po’ di vento da est e spazzasse via l’afa si potrebbe ventilare la casa per bene con correnti d’aria (e ripetutamente): l’umidità interna tornerebbe a livelli ottimali, e molto più piacevoli.

Se la prospettiva meteo sarà corretta, e nulla cambierà per ulteriori 2 settimane, la situazione è grave: l’unica via di scampo sarebbe un deumidificatore (innalza un po’ la temperatura interna, conseguenza del suo funzionamento, ma scaricherebbe nella sua tanica decine di litri di acqua prelevata dall’ambiente) e per chi non è sempre in casa, il rumore del compressore non è un problema.
Avere un deumidificatore da azionare in momenti di difficoltà come questo non è un cattivo investimento, anzi. Poi, per preservare la sua azione, bisognerebbe  arieggiare il meno possibile o in momenti favorevoli… altrimenti siamo da capo.
Eccoti qualche deumidificatore valido e con l’opzione dello scarico condensa continuo:

Ti consiglio viavmente di tenere ad ogni piano almeno 1 termoigrometro per monitorare sempre la casa. Ancora meglio puoi fare con un termoigrometro con 4 punti di misura! Questo è un modello perfetto allo scopo:

Se ti sbrighi amazon te lo consegna domani! Lasci il deumidificatore alcune ore in posizione verticale prima di accenderlo e poi lo installi in taverna (dove l’umidità è più pericolosa).
Circa le teorie del “deumidificare è peggio”… sono riferite al fatto che se scendi sotto il 55% inizi ad asciugare anche la Regione Veneto 😉 ma tu devi solo riportare la casa in equilibrio!!!!!!!

Probabilmente ritrovare un’umidità interna confortevole ti farà dimenticare il desiderio di installare dei climatizzatori. E’ un debole effetto collaterale.

Stiamo tutti bene. Giac è in 2a media e i genitori ne vanno fieri, pur lamentando l’eccesso di velocità del tempo!


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Voglio la casa fresca tutta l’estate

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Più di un committente nel momento di valutare la spesa per impianti si è apertamente lamentato. E questo succede sempre se i dati climatici della località ci dicono che non siamo in zona climatica F.

Perchè?

Beh, il montanaro (inteso come complimento) sa che bisogna accendere il fuoco per sopravvivere – l’ha già messo in conto!

Ma per la grande maggioranza delle località italiane il calcolo energetico dell’edificio non si occupa solo dell’energia dispersa ma dell’energia che chiede l’edificio per il raffrescamento estivo. Il montanaro deve proteggersi dal freddo, deve isolare la casa e trovare l’energia che disperde attraverso una qualche fonte.   Possiamo quasi dire – …ce l’ha facile!

Tutti gli altri, e quindi tutti quelli che abitano in zona climatica fino alla E compresa, devono fare i conti con l’inverno – e dopo qualche scroscio primaverile devono fare i conti con l’estate:

  • temperature alte per alcune zone
  • temperature alte e umidità elevata per le altre

E qui gli impianti si fanno complicati! Sempre che non vogliate risolvere con uno split di MediaWorld.

Raffrescare, deumidificare, rinnovare l’aria interna sono 3 esigenze che lasciano il segno: nel portafogli!

Non dico che il costo per impianti raddoppi, ma …

I costi energetici dovuti al consumo per riscaldamento e acqua calda sanitaria (ACS) sono una voce, a cui va sommato l’investimento per l’impianto e il costo per la manutenzione annuale. Fin qui tutto bene, si sa – d’inverno dobbiamo riscaldare il nostro nido. Sceglieremo la fonte energetica in base alle preferenze personali o in base all’andamento dei costi con una simulazione a 20anni:

  • metano?
  • gpl se manca il metano?
  • gasolio se manca il metano?
  • legna?
  • pellets?
  • pompa di calore?
  • tutto elettrico?

I costi energetici dovuti all’impianto di raffrescamento e trattamento dell’aria + il costo dell’impianto stesso sono alti.

E a molti committenti spaventa sia la spesa che la complicazione tecnica del doppio impianto. Comunque la tecnologia c’è:

  • se alimentati ad acqua refrigerata a 15°C, i deumidificatori per la climatizzazione estiva possono deumidificare l’aria ambiente non alterandone la temperatura (ci sono 2 scambiatori di calore che pre-raffrescano l’aria in ingresso e la raffrescano dopo la deumidificazione ). Sono deumidificatori con apporto frigorifero con condensatori secondo lo schema:

  1. aspirazione aria rinnovo
  2. aspirazione aria esausta
  3. aspirazione aria da ambiente
  4. espulsione aria esausta
  5. mandata aria ambiente

Ho la notizia buona che tutti cercavate: non è obbligatorio!

Come non è obbligatorio fare la doccia con l’acqua calda, così non siamo costretti a raffrescare la casa tutta l’estate. Ci vuole uno spirito forte? amore per la sofferenza?  umiltà davanti al clima e le stagioni? un pizzico di follia? Può darsi. Il fatto è che se vogliamo guidare il clima in-door come un videogame dobbiamo mettere mano al portamonete: progettare l’impianto più adatto, installarlo, mantenerlo, e fornirgli l’energia di cui ha bisogno.

Non vi sto istigando a vivere delle estati francescane – in assoluta povertà e gioiosa libertà – non vi sto dando delle regole  come il poverello di Assisi, ma vorrei darvi un proposito di vita, questo sì.

Converrete con me (anche senza convertirvi) che se ogni famiglia italiana accendesse un condizionatore d’aria per la zona giorno e uno per la zona notte, l’Italia sarebbe da buttar via: abbasserà anche la temperatura di qualche grado, e diminuirà il livello di umidità, ma tra il rumore del compressore e il consumo energetico di tutta la popolazione raffrescata …

Intanto ripiantiamo tutti gli alberi delle vie che qualche scellerato amministratore ha fatto segare (è noto, le piante sporcano), il verde sì che fa scendere le temperature roventi delle città italiane, poi

  • riprogettiamo bene l’involucro edilizio,
  • facciamo un tetto ben isolato contro il caldo,
  • facciamo pareti con le stesse qualità della copertura,
  • facciamo ombreggiamento intelligente
  • e ventilazione naturale notturna

sempre adattandoci alle alte temperature estive senza lamentarci troppo. In fondo, a dirla tutta, parliamo di 2-3 settimane veramente bollenti per ogni anno. Sopravviverem

cito adesso Emilio Rigatti nel suo libro Minima pedalia, prestatomi dall’ingegnere Lorenzo Sartoratti durante le nostre prime riunioni (sì devo ricordarmi di renderlo):

Quando comprai la prima auto con l’aria condizionata mi convinsi rapidamente che accendere l’estate d’inverno o accendere l’inverno d’estate premendo un pulsante non era così bello e sano come volevano farmi credere. Perchè – ho cominciato a chiedermi – devo costringere il mio corpo a uno stato di perenne inadeguatezza con il clima? Perchè ogni volta che scendo dalla macchina mi devo sentire sulla Luna? Ci venderanno gli scafandri con l’aria condizionata? E le stagioni sono fatte per essere combattute come fossero l’Impero del Male, come se avessero le armi chimiche?


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Laterizio porizzato con eps e grafite oppure blocchi cassero in legno cemento con eps

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Premessa: nuova costruzione in Sardegna: decidiamo tra 2 sistemi costruttivi.

Costruire con blocchi in laterizio porizzato e fori saturati con polistirene additivato con grafite e con incastro verticale a secco significa raggiungere con uno spessore di soli 25 cm (intonaco escluso) una buona prestazione invernale (trasmittanza U bassa) e tante ore di sfasamento in estate. Sembrerebbe il blocco ideale per tante costruzioni!

I lettori più attenti avranno già pensato che un blocco porizzato ma non del tipo rettificato ha bisogno di malta di allettamento e le linee di malta non sono altro che ponti termici. Vero. Ma il blocco posto in opera presenta centralmente una striscia orizzontale isolante: è proprio questa striscia che fa da taglio termico al giunto di malta orizzontale. I blocchi sono forniti con una striscia isolante autoadesiva:

E se scegliessimo di costruire con i blocchi cassero che vengono posati a secco e vengono riempiti ogni 6 corsi con calcestruzzo debolmente armato?

Il materiale dei blocchi cassero è un conglomerato di legno cemento (la conducibilità termica pari a 0,104 W/mK è riferita solo al materiale del cassero!) e all’interno del blocco troviamo 7cm di polistirene con grafite (lo stesso materiale dei laterizi “ripieni” descritti sopra) offrendo una specie di “cappotto protetto”:

Quindi è un vero dilemma scegliere tra il laterizio farcito di isolante e il blocco cassero farcito di isolante e una colata di calcestruzzo e ferri di armatura.

Senza considerare lo spessore aggiuntivo dell’intonaco interno e dell’intonaco esterno:

  • il blocco in laterizio ha uno spessore 25 cm
  • i blocchi cassero hanno spessore 30 cm

Possiamo decidere solo per la preferenza nello spessore vincendo o perdendo 5 centimetri.

Ma noi vogliamo giocare ai grandi progettisti e approfondire l’analisi!

Forse il laterizio da 25cm è così poco spesso che vuole una struttura in cemento armato. Invece no, i blocchi sono adatti anche per muratura portante in zona sismica 4, non sono solo per tamponamento. Se i blocchi fossero stati solo per tamponamento avremmo potuto dire che non ci piacciono per il ponte termico di ogni pilastro:

E per la nostra salute? come scegliere?

Se avete già letto altri articoli miei sapete già che non sopporto i blocchi cassero: tutto sommato c’è una striscia di isolante sul lato esterno (ma interno al cassero) e una bella colata di cemento, con i ferri di armatura! Voglio un bunker di cemento armato come casa per la mia famiglia? Allora potevo fare il dittatore! e non il redattore.

Comunque potete stare tranquilli: l’impasto del cassero è fatto di legno di abete e cemento puro al 99%, (poco meno dell’oro che tutti voi tenete in cantina come investimento in-sicuro):

ottenendo la certificazione per la Bioedilizia (i prodotti non sono pericolosi per la salute umana e per l’ambiente, inoltre il test effettuato sulla radioattività ha dato valori molto bassi).

Allora che pesci pigliare?

Laterizio o blocchi cassero?

Cerchiamo di fare un confronto tra le prestazioni dei 2 sistemi costruttivi per la parete esterna isolata:

  • il laterizio porizzato con eps grigio, basta leggere la scheda tecnica, ci riporta senza difficoltà ogni dato utile al calcolo delle Proprietà termiche del componente edilizio (qui analizziamo una chiusura verticale): Conduttività termica 0,085 W/mK , Calore specifico 1000 J/kgK , Densità 796 kg/mc
  • il blocco cassero ci fa perdere un po’ di tempo in investigazioni, infatti è un elemento composto di uno spessore esterno e uno interno di legno cemento + l’isolante in eps e grafite nella zona vuota esterna e non dimentichiamo le nervature in legno cemento che collegano le due parti del blocco! Conduttività termica non abbiamo il dato, Resistenza termica non abbiamo il dato, Calore specifico non abbiamo il dato, Densità? l’ abbiamo ricavata: 1339 kg/mc

Un calcolo indicativo bidimensionale ci dice che la trasmittanza termica U della parete intonacata arriva a 0,30 W/m² K. Poi ho letto che garantisce oltre 12 ore di sfasamento e un’attenuazione pari a 0,064. C’è anche il dato di  Trasmittanza termica periodica YIE 0,019 W/m2K.

Il calcolo che ho eseguito per il blocco in laterizio intonacato mi restituisce le prestazioni che riporto qui sotto:

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,315
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 16,81
Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,093
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,029

Sono tutti ottimi valori, e a confronto con quelli del blocco cassero confermano che siamo lì, sono diversi ma vicini.

Visto però che si sta valutando il blocco per una costruzione nuova in clima caldo sarebbe molto importante avere una stratigrafia che offra un altissimo valore di capacità areica interna, proprio per evitare il surriscaldamento estivo (meglio alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno!), invece qui non arriviamo nemmeno a 40kJ/mqK (se vuoi approfondire questo concetto di capacità termica periodica del lato interno, puoi leggere questo articolo):

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 35,8

Possiamo solo consolarci con le molte ore di sfasamento.

Tutto questo per dire che cosa?

…che se anche preferisco il laterizio farcito di isolante sintetico rispetto al blocco cassero farcito di cemento non ho comunque scelto il blocco ideale per un clima caldo.

Si deve anche tenere conto che seguendo i REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI dopo il DM 26.6.2015 per la Zona climatica C una trasmittanza U pari a 0,34 W/m²K diverrà l’anno prossimo il limite minimo.


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Misurare le temperature di un tetto con tegole portoghesi

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Lo scoppio dell’estate mette voglia di misurazioni delle alte temperature. Per limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e contenere la temperatura interna degli ambienti, la normativa prescrive per le strutture di copertura una trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K e io raccomando uno sfasamento di almeno 12 ore.

Non c’è dubbio che la copertura di un edificio sia l’elemento maggiormente sollecitato dall’insolazione quindi è meglio superare tali valori, specialmente il valore di trasmittanza termica periodica (< 0,18 W/m2K) che non garantisce in nessun modo la protezione dal surriscaldamento estivo.

L’ente americano che si occupa di clima e ambiente (NOAA), indica per Giugno 2018 valori termici sopra la media di 1°C per l’Italia centromeridionale, con punte di 2°C in più per la Sicilia. E’ previsto un inizio estate con picchi termici notevoli anche al Nord.

Una cosa che non ho ancora mai fatto, e che vorrei fare, è misurare con un termometro digitale e alcune termocoppie la temperatura dell’estradosso del solaio. Nel senso di leggere che differenze si ottengono nel caso di un tetto ventilato a confronto con un tetto vecchia maniera con coppi presi in malta.

Quindi scoprire la temperatura del solaio

  • nel caso che si trovi sotto lo strato di ventilazione (generalmente 4-6cm, dipendentemente dalla pendenza della falda e dalla lunghezza della falda)
  • nel caso che si trovi direttamente sotto il manto di copertura senza ventilazione

Una premessa: di solito progetto un tetto ventilato perchè sto costruendo un pacchetto di isolamento traspirante con materiali isolanti adatti alla protezione dal caldo estivo, quindi perchè devo permettere al vapore di migrare attraverso la stratigrafia verso l’esterno nel periodo di riscaldamento (ottobre-aprile) e fuoriuscire attraverso lo strato di ventilazione. Non progetto un tetto ventilato con la speranza che la ventilazione sotto manto mi raffreschi il solaio – pur essendo certo che una qualche differenza di temperatura ci sarà sicuramente.

Se abbiamo la possibilità di salire sul tetto senza tanti problemi e tanti rischi si potrebbero misurare le temperature con un Termometro digitale con ingresso a doppio canale leggendo con precisione T1 / T2, o una combinazione di T1 e T2, con la possibilità di memorizzazione dei dati (MAX / MIN / AVG).

Se vogliamo un termometro digitale con più di due termocoppie tipo K in dotazione (e magari anche altri tipi di termocoppie tipo J / T / E / N / R) possiamo acquistare per qualche euro in più il Perfect-Prime TC41, 4 con l’ingresso per 4 termocoppie o altri simili.

Oppure un data logger su carta SD con 4 canali come questo qui sotto:

Per avere una termocoppia più lunga non so se ne esistano a metraggio, le prolunghe invece le trovate già pronte.

C’è uno studio di monitoraggio di questo tipo che si concluderà nel 2019 e va a misurare le rispettive temperature della superficie sotto manto:

  • intradosso tegola nuova su strato di ventilazione
  • intradosso coppo esistente preso in malta direttamente su solaio

Sappiamo tutti che in Italia la stragrande maggioranza dei tetti è un solaio di copertura inclinato con coppi posati a malta senza ventilazione.

Vorrei ricordare che nel caso di rifacimento della copertura la Normativa attuale NON permette di fissare le tegole con la malta. So che ancora oggi fann tutti così, ma non è nè corretta posa nè corretta progettazione. Ne parleremo in un altro articolo dedicato al “fann tutti così”. E anche la famosa schiuma per coppi NON è un ancoraggio. Quindi mettiamoci in testa che una micro ventilazione è necessaria e infatti obbligatoria.


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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacomipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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