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Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia 50% 60% 70% 75%

Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia: dolcetto o scherzetto?

Vengono riproposte anche per il 2017 le agevolazioni fiscali, e anche maggiori incentivi per alcuni interventi.

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  1. detrazione dall’IRPEF del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia su immobili per uso residenziale (per proprietari dell’immobile, inquilini in affitto, usufruttuari, nudi proprietari):
  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazione edilizia
  • risanamento conservativo
  • manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio

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  1. detrazione dall’IRPEF del 65% delle spese sostenute per interventi di per la riqualificazione energetica (per proprietari dell’immobile):
  • involucro (pareti e finestre su edifici esistenti)
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili

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  1.  detrazione dall’IRPEF del 65% delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali e istituti autonomi per le case popolari

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  1. detrazione dall’IRPEF del 70% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio

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  1. detrazione dall’IRPEF del 75% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali che conseguano almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015

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Sbagliata la causale del bonifico per agevolazioni fiscali da Ristrutturazione o Risparmio energetico?

E’ capitato anche a me: ho cliccato sulla causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50% .

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E adesso?

Manteniamo la calma e andiamo avanti!

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l’Agenzia delle Entrate chiude un occhio sulla causale errata del bonifico effettuato per godere della detrazione sui lavori edili o finalizzati al risparmio energetico.

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Non è una boutade di esperto casaclima! è la Circolare 11/E dello scorso 21 maggio che lo dice.

La vostra agevolazione non è in pericolo!

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Non dormite appunto per l’errata indicazione della causale sul bonifico di versamento? il timore di perdere il treno dell’agevolazione viene a trovarvi ogni notte?

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L’Agenzia affronta nella Circolare 11/E proprio il tema dell’inversione della causale – quando il contribuente, commettendo una mera svista, riporta sul bonifico la causale della detrazione opposta a quella che intende richiedere.

il tuo coraggio

la tua allegria

la tua determinazione

ti porteranno alla vittoria!

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Tanto per fare il mio personale esempio: si potrebbe riportare la causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50%. O anche viceversa. In questi casi, rassicura l’Agenzia, non c’è da preoccuparsi, visto che l’errata indicazione della causale non preclude la concessione del beneficio:

  • 50% 65%… Lo “scambio” di causale non compromette il bonus.

Ma per quale ragione la burocrazia è così clemente con noi?

Ce lo spiega il dott. Mario Maretto – La ragione sta nel fatto che il passaggio fondamentale ai fini dell’uno o dell’altro bonus, ovvero la ritenuta del 8% a titolo di acconto sul reddito dell’impresa destinataria del versamento, non è in ogni caso compromesso. La banca o l’ufficio postale, infatti, applicano di default la ritenuta, sia in presenza della causale che rimanda al 50%, sia di quella abbinata al 65%.

Di conseguenza, nell’ipotesi in cui l’indicazione nella causale del bonifico dei riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 8%, si ritiene che la detrazione possa comunque essere riconosciuta, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

Le medesime conclusioni si possono applicare anche nel caso opposto in cui, per un errore materiale, nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, fermo restando il rispetto dei presupposti per la fruizione di quest’ultima detrazione.

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In conclusione, prima di disperare… informarsi!

Qualunque sia la detrazione della quale il contribuente intende beneficiare, l’errata indicazione della causale non andrà a comprometterne l’applicazione, a patto però che sia tutto in regola con gli altri requisiti previsti (fatture, schede tecniche, asseverazioni, ecc).

Un errore, invece, che richiede necessariamente la correzione – pena la nullità dello sconto fiscale – è quello del cosiddetto bonifico “non parlante”, vale a dire quando sul bonifico viene dimenticata la causale. L’assenza della causale, infatti, non permette di effettuare la ritenuta del 4%, e automaticamente preclude la concessione del bonus.

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Calma!

in questo caso la soluzione è

  • far presente l’errore alla ditta
  • provvedere ad un secondo versamento con un nuovo bonifico (eseguito correttamente)
  • chiedere il rimborso dell’importo già pagato

PS: lo sapevate che esiste una proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata alla Camera dei Deputati? ne ho parlato qui.

 

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Troppa burocrazia per le agevolazioni fiscali

Quante ore hanno dedicato gli italiani agli aspetti burocratici delle agevolazioni fiscali? Quante ore sono state dedicate ad informarsi, a cercare di capire, a valutarne la convenienza e poi magari a rinunciare? Quante ore sono state dedicate a capire le differenze tra anno e anno e a cercare chiarimenti specifici? Quante ore sono state addebitate dagli studi professionali, commercialisti compresi, per la voce agevolazioni fiscali?

Voi direte, non è tutto tempo perso… è lavoro! Sì, ma lavoro inutile è ricchezza finta! Paesi più snelli, più chiari e più trasparenti arricchiscono il paese senza lavoro inutile. Che ne pensate?

Nessuno si offenda e si senta preso di mira se parlo di lavoro inutile. Intendo come inutile un impiego remunerato che effettivamente non porta nulla al paese dove si svolge – pensiamo al casellante che incassa i tre euro dopo il tragitto Padova-Vicenza in autostrada, alzare o scendere la sbarra del casello ricevendo lo stipendio dalla società Autostrade: lavoro inutile è ricchezza finta! Se proprio si deve gabellare l’automobilista (in Germania si viaggia gratis, ovunque) può pensarci il Telepass o altro.

Io da anni ripeto, perché non togliere l’iva dai materiali termoisolanti e dalle macchine che si reputano migliorative per il bilancio energetico degli edifici e dunque, in definitiva, del paese. L’Italia ha grande bisogno di riequilibrare la bilancia dei pagamenti. E non dimentichiamo il beneficio per l’ambiente, l’aria delle nostre città e le polveri.

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In Gran Bretagna, per incentivare l’efficienza energetica degli edifici, si è deciso con il Green Deal di applicare l’IVA al 5% sui materiali termoisolanti (illegale secondo i giudici comunitari: in Europa, la direttiva Iva stabilisce che l’aliquota Iva ordinaria fissata da ciascun Stato membro non può essere inferiore al 15%).

Esco dal tema un attimo solo: Già che la direttiva ha stabilito il tetto minimo, poteva far del bene a tutti i paesi comunitari e stabilire il tetto massimo! Come mai faranno i paesi più deboli con aliquote IVA altissime a correre insieme ai paesi dalle economie più forti e dalle IVE più basse e convenienti?

Diminuire l’IVA potrebbe anche aiutare le imprese italiane che acquistano materiali edili con IVA al 22% per rivenderli con IVA al 10%…

Ho letto che la Commissione europea sta valutando la possibilità di ridurre le aliquote IVA per favorire l’efficienza energetica degli edifici residenziali europei. Ma chi è questa mente illuminata spuntata da un sogno di mezza estate? E’ Miguel Arias Cañete, commissario europeo per clima ed energia – a domandarsi se l’IVA può essere uno strumento efficace per promuovere gli investimenti in efficienza energetica. Io la smetterei di farmi domande e incentiverei tutti i materiali idonei all’efficienza energetica. Un po’ di lungimiranza non guasta mai

vale sempre il motto:

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Fai da te, manutenzione straordinaria, e il 55%

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali? Naturalmente riferite all’acquisto dei materiali utilizzati.

Per usufruire delle agevolazioni previste dall’articolo 16-bis TUIR servono

  • le fatture dei fornitori
  • i bonifici eseguiti secondo le modalità previste dal decreto interministeriale n. 41 del 1998 e dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

Visto che si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria del proprio immobile (PENA IL BENEFICIO FISCALE) è necessario notificare in Comune una Comunicazione di inizio lavori (CIL) o di Attività edilizia libera, così possiamo attestare la data certa di inizio lavori.

Ma un intervento di manutenzione straordinaria può definirsi un intervento minore? E se può definirsi tale come può aver diritto alle agevolazioni fiscali?

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali-02

Alcuni interventi edilizi di minore entità possono essere eseguiti secondo la seguente disciplina semplificata, in vigore dal 26 maggio 2010 e modificata con il D.L. 12/9/2014 n. 133, convertito con L. 11/11/2014 n. 164 (c.d. Sblocca – Italia):

Gli interventi edilizi minori sono suddivisi, a seconda della loro tipologia, in:

  • edilizia libera (non è necessario presentare la comunicazione di inizio dei lavori)
  • interventi soggetti alla sola Comunicazione di Inizio dei Lavori (CIL )
  • interventi soggetti a Comunicazione di Inizio dei Lavori Asseverata (CILA) .

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali-01

Perchè in Italia la chiarezza deve essere solo nelle acque della Sardegna?

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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I primi passi verso l’isolamento termico della propria casa

Si sente l’esigenza di pensare all’isolamento della propria casa ma non si sa da che parte cominciare?

In effetti non basta avere un capitale disponibile oppure un finanziamento accessibile e il miraggio del godimento delle agevolazioni fiscali per partire con i lavori.

Spesso si parte da qualche ditta conosciuta in passato per raccogliere un primo preventivo – da qui la richiesta di altro preventivo a qualche concorrente e poi il blocco. Cosa fare? cosa decidere?

Quasi sempre le offerte che si ricevono sono diverse: e per spessori e per tipo di materiali – inoltre le comparazioni delle stratigrafie contemplano lo stato di fatto (la nostra parete) in modo differente. Ecco perchè un confronto  e ogni ulteriore valutazione è impossibile o inutile.

Ma quale sarebbe il giusto approccio nella direzione dell’isolamento termico?

Io penso che almeno una piccola progettazione di fondo sia doverosa:

  • solitamente una coibentazione dal basso in un edificio esistente non è presa in considerazione, quindi accantoniamo questa voce.
  • il tetto: è sano e magari rifatto qualche annetto fa in occasione della posa di impianti tecnologici come solare termico o fotovoltaico? pensiamo al sottotetto.
  • il sottotetto: offre una superficie piana non utilizzata? si può progettare una coibentazione all’estradosso solaio (sul pavimento del sottotetto) – una delle soluzioni più facili e più economiche tra tutte: l’importante è ottenere anche la protezione dal caldo. quale materiale e quale spessore?
  • il tetto da rifare: quale occasione migliore per rivedere tutto il pacchetto tetto fino alla tegola? anche qui la cosa più importante è prevedere una coibentazione che offra anche la protezione dal caldo. quale materiale e quale spessore?
  • le pareti da fuori non possono essere toccate: ecco che si è costretti a progettare una coibentazione dall’interno, per alcuni versi più facile, per alcuni più difficile. quale materiale e quale spessore?
  • il sistema a cappotto esterno: è termicamente la via migliore in assoluto, esige un ponteggio in facciata. quale materiale e quale spessore?
  • i serramenti nuovi: che si tratti di coibentazione interna o si tratti di coibentazione esterna la posa dei serramenti deve essere progettata insieme alle altre scelte in modo che la posizione delle nuove finestre sia termicamente la migliore rispetto all’isolamento delle pareti. quale posizione e quali sigillature?
  • i soli serramenti nuovi: se le finanze non permettono tutti gli interventi necessari è bene valutare il non rimandabile. le vecchie finestre hanno troppi spifferi e portano troppi rumori in casa. cominciamo a progettare il nuovo serramento con la posa più idonea  cercando già di prevedere un imbotte caldo e un davanzale con taglio termico

Ecco, fatta un po’ di progettazione è ora di aprire le danze ai preventivi! I preventivi vanno richiesti per gruppi omogenei, per cose simili!

Se voglio 10 finestre nuove devo chiedere 3 preventivi con precise caratteristiche e non 1 preventivo in legno doppio vetro e zanzariera, 1 preventivo in pvc doppia camera,  1 preventivo in alluminio con taglio termico e oscurante nel vetrocamera. Sarebbe un confronto impossibile (pere con mele).

Idem per l’isolamento termico!

Decidere gli spessori della coibentazione fa parte della progettazione, ci sono spessori minimi da rispettare in base alla zona climatica di appartenenza per godere delle agevolazioni fiscali per risparmio energetico.

Naturalmente per una coibentazione dall’interno consiglio di moderare la spinta verso uno spessore esagerato ed accontentarsi delle agevolazioni fiscali per opere di straordinaria manutenzione.

Se non vi fidate di nessuno e preferite saperne voi una più di Bertoldo sulle cose di casa prendetevi un po’ di tempo per studiare questi argomenti! Le vostre conoscenze sui vari temi saranno veramente all’avanguardia e potrete partecipare attivamente alla progettazione e alla realizzazione dei vari interventi che state valutando. Per tutto il resto… ci sono sempre io.



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dichiarazione con il modello 730/2014

L’Agenzia delle Entrate chiarisce in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale per la presentazione della dichiarazione con il modello 730/2014: povera Italia… paese d’incertezze.

Forse i governanti pensano che i chiarimenti aiutino le decisioni d’investire, peccato che sortiscano l’effetto contrario!

Ma cosa possiamo fare se non sopportare la loro inefficienza?  Sù… informiamoci:

A seguito di alcuni quesiti recentemente pervenuti, dai sostituti d’imposta, dai Centri di assistenza fiscale, dai professionisti abilitati e da altri operatori del settore, in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale nel corrente anno si forniscono alcuni chiarimenti in particolare rispetto alle novità introdotte dalle recenti modifiche normative.

puoi scaricare da qui la RISOLUZIONE N. 57/E del 30 maggio 2014

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Aggiornamento settembre 2013 sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Purtroppo in Italia nulla è certo e nulla è semplice, bisogna tenersi costantemente aggiornati! Come sulle tariffe telefoniche, ogni giorno è buono per una novità…

Davanti alle grandi decisioni per la casa, meglio rileggersi quali sono “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” – aggiornamento settembre 2013.

LE SPESE DETRAIBILI

Il documento ufficiale di circa 26 pagine lo potete scaricare qui.

se non sai le cose, sàlle!

Ricordiamo che il decreto legge n. 63/2013 ha prorogato al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici innalzando al 65% la percentuale di detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013.

C’è tempo fino al 30 giugno 2014, per gli interventi relativi alle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Dal 1° gennaio 2014 (per i condomini dal 1° luglio 2014) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

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