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Perchè una caldaia a gassificazione di legna?

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Ha senso installare una caldaia a legna e produrre l’acqua calda sanitaria con bollitore in pompa di calore (per non accendere la caldaia a legna nel periodo estivo)?

Certo che ha senso, specialmente se la legna la produciamo noi stessi, o l’abbiamo molto vicina.

Non pensate alla vostra cantina come ai locali caldaie de “La leggenda del Pianista sull’Oceano“:

Le caldaie a legna sono molto più moderne di quanto si pensi. Per esempio c’è l’accensione automatica: la caldaia a legna si accende se c’è fabbisogno di calore.

La pulizia automatica della caldaia fa risparmiare tempo e garantisce un alto rendimento.

La regolazione touch toglie ogni dubbio in fatto di caldaia all’avanguardia. La sua tecnologia è molto efficiente, e con la regolazione di combustione tramite il dispositivo di riconoscimento della qualità della legna sono garantite emissioni bassissime.

 

Tornando all’impianto completo, bisogna controllare che la pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria sia idonea alle temperature esterne del luogo. Ricordo che ci sono PdC per la sola produzione di ACS che funzionano fino a -10 °C, ma ne esistono molte altre, e a dire la verità si tratta della maggioranza, che funzionano solo fino a +5°C esterni.

Con l’idea della caldaia a legna è anche possibile accedere al Conto Termico 2.0 che restituisce con bonifico diretto nel giro di 2 anni circa 7.500 € (3.750 €/anno). Altro che incentivi da spalmare sui 10 anni…

Progettare un impianto con caldaia a legna e accumulo significa anche pensare agli spazi necessari per il montaggio.
Alternativa ad una CALDAIA A GASSIFICAZIONE DI LEGNA da 20 KW per una casa unifamiliare potrebbe essere un impianto a pellets: la caldaia a pellet a bassa temperatura può essere destinata a piccoli spazi e anche ad appartamenti senza locale caldaia!

In ogni caso si deve prevedere un volume di accumulo da almeno 2000 litri, e anche per questo… attenzione agli spazi.

Un impianto a pellets costa qualcosa di meno, ma la scelta finale dovrà essere fatta in funzione della gestione dell’impianto. Quanto è importante che l’impianto lavori in autonomia? La legna dovrà essere caricata a mano, e in alcuni periodi giornalmente, mentre con il pellet si può arrivare a 2 cariche per anno.


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Per una casa clima o non clima l’autunno è in arrivo, cose da fare

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Il fine settimana del 22-23 Settembre 2018 segna la fine del grande caldo: peccato non poterlo accumulare in buona quantità per l’inverno! Metterlo via per quando servirà.

Arrivano le correnti fresche, la Bora inizierà a smuovere l’atmosfera, ed eccoci al primo cambiamento stagionale:

con l’inizio della prossima settimana la prima, imponente, irruzione artica spegnerà il caldo estivo che sembrava non finire più. Potete seguire i venti terrestri dal seguente fantastico link.

Questo era il weekend ideale per i piccoli lavoretti in vista dell’autunno! ne ho elencati un po’ qui sotto

  1. pulire le VMC e sostituire tutti i filtri (se non lo avete fatto in maggio quando le avete spente, ora è il momento perfetto per prepararle alla stagione fredda) (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  2. programmare le VMC per l’accensione non appena le temperature esterne saranno più basse di quelle interne (forse già martedì) 
  3. verificare la pressione della vostra caldaia, forse è calata un po’ troppo in questi mesi estivi, riportatela fino al segnale indicato nel manometro, pronta per affrontare le sfide dell’autunno (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  4. date un’occhiata critica all’isolamento delle tubazioni, se è malfatto o spesso interrotto, pensateci voi (chi fa da se fa per tre) 
  5. non alzate ancora la temperatura dell’acqua calda sanitaria, provate ad essere morigerati, parchi, sobri (oppure continuate a fare la doccia fredda come in vacanza, io la pratico tutto l’anno da tanti anni: sono diventato un uomo libero! e poi, diciamocelo, a chi non piace l’acqua calda a costo zero?) 
  6. scostate la stufa dal muro e cercate di pulire l’innesto nel muro della canna fumaria
  7. pulite anche la pipa che va dalla stufa al muro 
  8. controllate le guarnizioni dello sportello e quelle del vetro, se sono logore o biscottate ordinate i ricambi e sostituitele per affrontare un inverno più “a tenuta” (io ho fatto tutto il lavoro questa mattina, e adesso mi riposo davanti al computer sereno e soddisfatto!) 
  9. se avete una vecchia botola per l’accesso al sottotetto, provvedete a mettere un nastro auto espandente sulla battuta della porticina evitando gli spifferi verso l’ambiente non riscaldato 
  10. smontate tutte le ombreggiature mobili, nei terrazzi e nei giardini, asciugatele al sole e mettetele al riparo 
  11. evitate ogni centimetro di ombreggiamento delle vostre finestre (avvolgibili ben avvolti, antoni ben aperti), ogni apporto solare gratuito sarà dalla settimana prossima in poi il benvenuto
  12. al mattino avvolgete anche le zanzariere, inondate di aria nuova  e di luce tutti gli ambienti
  13. mantenete puliti tutti i vetri, un vetro sporco ci toglie anche un 5% di  apporti solari gratuiti (sono Watt anche quelli!) 
  14. poi mantenete la casa ben chiusa e trattenete il calore! non soffocatevi però – monitorate livello di umidità interna e CO2 interna: la salute, prima di tutto 
  15. programmate di stendere i panni all’aperto nelle giornate con il meteo più favorevole, saturare la casa di umidità è vietato 
  16. sostituite le lampadine più inefficienti che sono ancora presenti in casa: le giornate si stanno accorciando in fretta e noi ci illuminiamo molto di più che in estate 
  17. riprogrammate le accensioni delle luci in giardino, e non innondate di led il vostro verde tutta la notte: anche la natura vuole il suo riposo, pensateci! 
  18. se non lo avete mai fatto ma ve lo siete spesso ripromessi, giuratevi di monitorare i vostri consumi: almeno al 1° giorno di ogni mese fate l’autolettura della luce, del gas, dell’acqua in modo che nel giro di un anno avrete ben chiara la situazione dei vostri consumi mensili nell’arco delle stagioni: Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

L’efficienza energetica parte dalle piccole cose e arriva fino ai grandi progetti. Non fate come alcuni, che partono dai grandi progetti e non si curano mai delle piccole cose.


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Voglio la casa fresca tutta l’estate

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Più di un committente nel momento di valutare la spesa per impianti si è apertamente lamentato. E questo succede sempre se i dati climatici della località ci dicono che non siamo in zona climatica F.

Perchè?

Beh, il montanaro (inteso come complimento) sa che bisogna accendere il fuoco per sopravvivere – l’ha già messo in conto!

Ma per la grande maggioranza delle località italiane il calcolo energetico dell’edificio non si occupa solo dell’energia dispersa ma dell’energia che chiede l’edificio per il raffrescamento estivo. Il montanaro deve proteggersi dal freddo, deve isolare la casa e trovare l’energia che disperde attraverso una qualche fonte.   Possiamo quasi dire – …ce l’ha facile!

Tutti gli altri, e quindi tutti quelli che abitano in zona climatica fino alla E compresa, devono fare i conti con l’inverno – e dopo qualche scroscio primaverile devono fare i conti con l’estate:

  • temperature alte per alcune zone
  • temperature alte e umidità elevata per le altre

E qui gli impianti si fanno complicati! Sempre che non vogliate risolvere con uno split di MediaWorld.

Raffrescare, deumidificare, rinnovare l’aria interna sono 3 esigenze che lasciano il segno: nel portafogli!

Non dico che il costo per impianti raddoppi, ma …

I costi energetici dovuti al consumo per riscaldamento e acqua calda sanitaria (ACS) sono una voce, a cui va sommato l’investimento per l’impianto e il costo per la manutenzione annuale. Fin qui tutto bene, si sa – d’inverno dobbiamo riscaldare il nostro nido. Sceglieremo la fonte energetica in base alle preferenze personali o in base all’andamento dei costi con una simulazione a 20anni:

  • metano?
  • gpl se manca il metano?
  • gasolio se manca il metano?
  • legna?
  • pellets?
  • pompa di calore?
  • tutto elettrico?

I costi energetici dovuti all’impianto di raffrescamento e trattamento dell’aria + il costo dell’impianto stesso sono alti.

E a molti committenti spaventa sia la spesa che la complicazione tecnica del doppio impianto. Comunque la tecnologia c’è:

  • se alimentati ad acqua refrigerata a 15°C, i deumidificatori per la climatizzazione estiva possono deumidificare l’aria ambiente non alterandone la temperatura (ci sono 2 scambiatori di calore che pre-raffrescano l’aria in ingresso e la raffrescano dopo la deumidificazione ). Sono deumidificatori con apporto frigorifero con condensatori secondo lo schema:

  1. aspirazione aria rinnovo
  2. aspirazione aria esausta
  3. aspirazione aria da ambiente
  4. espulsione aria esausta
  5. mandata aria ambiente

Ho la notizia buona che tutti cercavate: non è obbligatorio!

Come non è obbligatorio fare la doccia con l’acqua calda, così non siamo costretti a raffrescare la casa tutta l’estate. Ci vuole uno spirito forte? amore per la sofferenza?  umiltà davanti al clima e le stagioni? un pizzico di follia? Può darsi. Il fatto è che se vogliamo guidare il clima in-door come un videogame dobbiamo mettere mano al portamonete: progettare l’impianto più adatto, installarlo, mantenerlo, e fornirgli l’energia di cui ha bisogno.

Non vi sto istigando a vivere delle estati francescane – in assoluta povertà e gioiosa libertà – non vi sto dando delle regole  come il poverello di Assisi, ma vorrei darvi un proposito di vita, questo sì.

Converrete con me (anche senza convertirvi) che se ogni famiglia italiana accendesse un condizionatore d’aria per la zona giorno e uno per la zona notte, l’Italia sarebbe da buttar via: abbasserà anche la temperatura di qualche grado, e diminuirà il livello di umidità, ma tra il rumore del compressore e il consumo energetico di tutta la popolazione raffrescata …

Intanto ripiantiamo tutti gli alberi delle vie che qualche scellerato amministratore ha fatto segare (è noto, le piante sporcano), il verde sì che fa scendere le temperature roventi delle città italiane, poi

  • riprogettiamo bene l’involucro edilizio,
  • facciamo un tetto ben isolato contro il caldo,
  • facciamo pareti con le stesse qualità della copertura,
  • facciamo ombreggiamento intelligente
  • e ventilazione naturale notturna

sempre adattandoci alle alte temperature estive senza lamentarci troppo. In fondo, a dirla tutta, parliamo di 2-3 settimane veramente bollenti per ogni anno. Sopravviverem

cito adesso Emilio Rigatti nel suo libro Minima pedalia, prestatomi dall’ingegnere Lorenzo Sartoratti durante le nostre prime riunioni (sì devo ricordarmi di renderlo):

Quando comprai la prima auto con l’aria condizionata mi convinsi rapidamente che accendere l’estate d’inverno o accendere l’inverno d’estate premendo un pulsante non era così bello e sano come volevano farmi credere. Perchè – ho cominciato a chiedermi – devo costringere il mio corpo a uno stato di perenne inadeguatezza con il clima? Perchè ogni volta che scendo dalla macchina mi devo sentire sulla Luna? Ci venderanno gli scafandri con l’aria condizionata? E le stagioni sono fatte per essere combattute come fossero l’Impero del Male, come se avessero le armi chimiche?


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