Le facciate diventano verdi?

"Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?"

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

Le facciate coperte dal sistema a cappotto tendono ad "inverdirsi": sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei "è la natura"!

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo "rivestimento vegetale". Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di "inverdimento".

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case "inverdite" che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!

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5 commenti fin ora

  1. Matteo Ramigni febbraio 17, 2011 10:19

    Notizia molto interessante, in quanto i clienti pensano che sia un difetto di costruzione da parte dell’impresa, cè una pittura che potrebbe almeno diminuire l ‘inverdimento?

  2. Federico Sampaoli febbraio 17, 2011 10:54

    L’unico modo per attenuare questo biofilm è additivare l’intonaco e la tinteggiatura con prodotti contro la crescita di alghe e funghi, anche se intonaci e tinteggiature contengono sempre tracce di additivi organici. E dobbiamo ricordare che le spore trasprtate dal vento e “fissate” dalla pioggia trovano ottimi nidi nella rugosità della finitura! Il modo migliore di affrontare il problema con la committenza è spiegare in anticipo questo effetto “della natura”.

  3. Marco de Pinto marzo 16, 2011 18:54

    Buon giorno, sono a chiedere una sua considerazione in merito al terribile ponte termico: Il ponte termico creato per vari fattori, diversamente a quanto credono molti miei colleghi è facile che questo come valore W/mk aumenti anzichè diminuire qualora si aggiungano sempre più cm al cappoto esterno (senza migliorare un P.T.), secondo lei è più importante considerare solamente la temperatura superficiale interna, perchè non si verifichi la proliferazione della muffa con condizioni dell’80%, oppure lei ha degli standard di valori W/mk da raggiungere e non superare? Cosa mi consiglia? In secondo luogo gli ombreggiamenti da fattori esterni sull’edificio, a quanto mi risulta da valutazioni che eseguo in cantiere mediante inclinometro e poi inserisco nel software sono direi fondamentali e da non sottovalutare durante sia il periodo invernale che estivo nonchè degli aggetti esterni. Sono piuttosto amareggiato ma non demordo dal fatto che altri non li considerano nemmeno riuscendo a portare gli edifici in classi ottime (Sono della provincia di Trento) cosa ne pensa lei ? e in merito ad una valutazione abbastanza veloce di come il sole interagisce sui serramenti, anzichè calcolarlo a mano. E per ultimo sa dirmi se nelle future UNI-TS 11300 verrà considerato l’effetto delle infiltrazioni d’aria sui Kwh/m2anno ? Ho provato a chiedere ai programmatori Edilclima se potessero ampliare il loro software per questa non piccola incidenza. La ringrazio per la pazienza di questa piccola lettura. Buon lavoro e complimenti per il servizio. Impeccabile Arrivederci

  4. Federico Sampaoli marzo 16, 2011 20:49

    all’aumentare della coibentazione esterna dell’involucro edilizio i ponti termici non corretti (qualsiasi essi siano) vengono “evidenziati”. Intendo con “evidenziati” la loro accentuazione! E’ tutta lì che andrà l’umidità ambiente! Come la lattina estratta dal frigo che diventa un “parafulmine” per le goccioline che condensano (si formano) sulla superficie.
    Io dico sempre che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!
    Le Norme UNI TS 11300 sono arrivate per definire una metodologia di calcolo univoca per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici e sono divise in parti: ma non saprei se avesse senso che si considerassero le infiltrazioni d’aria visto che gli edifici del domani dovrebbero assolutamente garantire la tenuta all’aria.

  5. [...]  In un vecchio articolo cercavo di spiegare perchè le facciate delle case possono diventare verdi: "Le facciate diventano verdi?" [...]

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