Ragionare sull’ isolamento interno

 Isolare dall’interno è una via che preferisco evitare, ma sempre più spesso è l’unica via: vincoli, spazi, problemi di confine, riqualificazione di solamente una porzione di edificio e altri motivi ci lasciano poca scelta o anzi nessuna alternativa!

isolare-dall interno

E’ logico che isolando il nostro edificio dall’interno, tutto ciò che sta fuori dall’isolamento perderà temperatura: tutte le pareti perimetrali non saranno più calde grazie alla dispersione del calore interno e i fenomeni di condensa saranno più frequenti.

Ma in questo articolo non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo nella stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su come e con cosa coibentare le zone difficili!

Quando andiamo ad isolare dall’interno non è sufficiente guardare la facciata da dentro, prendere le misure e posare l’isolante. Devo anche pensare a come neutralizzare tutti i ponti termini che non riesco a neutralizzare: le tramezze collegate alla parete esterna e i solai principalmente. E’ vero che troviamo in commercio elementi a cuneo espressamente di tale forma per "addolcire" il ponte termico non corretto, ma a quale committente piacciono questi cunei? chi li vuole in casa? è quasi meglio un "dente"!

cunei in calcio silicato Ragionare sull isolamento interno

Perchè non proporre alla committenza di posare dall’esterno un isolante ad alte prestazioni proprio in corrispondenza dei solai. I solai che sarebbero divenuti forti ponti termici lineari potrebbero invece trasformarsi in potenti accumulatori di energia. L’intervento diventa un elemento architettonico: un marcapiano.

Esistono materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre che offrono prestazioni considerevoli:

Conducibilità termica dichiarata (λ90/90) [EN12667] 0,014 W/mK
Fattore diffusione vapore (μ) [EN12572] 5÷5,5
intonacabili a calce mantenendo altissima traspirabilità.

 materassino in aerogel

Approfondimento: Si parla molto ultimamente dell’impatto sulla salute dei nanomateriali, e tra i molti studi clinici condotti negli ultimi anni figurano approfondite ricerche sugli effetti delle polveri di silice.

 

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10 commenti fin ora

  1. Marco de Pinto settembre 18, 2011 00:18

    Buona sera
    volevo chiederle cosa ne pensa di questo secondo (rispetto ad aerogel)materiale :
    WÜTOP multitermico 15 di wurth.
    Se posato correttamente è ottimo anche se perdiamo la permeabilità al vapore dalle murature.

  2. Federico Sampaoli settembre 18, 2011 13:02

    infatti avrei dubbi a suggerirlo perchè poi durante la posa dovrei travestirmi da 007 per controllare che tutte le giunzioni e i punti difficili vengano trattati con adeguata attenzione. Un po’ come una barriera al vapore che dev’essere progettata per non avere fori o interruzioni. però non ho conosciuto questo materiale fin’ora.

  3. [...] in un precedente articolo, "Ragionare sull’isolamento interno", ho scritto qualcosa di questi materassini in aerogel nanoporoso rinforzato con fibre, [...]

  4. Francesco ottobre 31, 2011 13:29

    Buongiorno Federico,

    vorrei un tuo parere.
    Devo isolare, purtroppo necessariamente dall’interno, una copertura piana di un edificio residenziale a Napoli, ponendo particolare riferimento al problema estivo.

    L’appartamento è abbastanza alto, quindi non vi sono particolari di problemi di spessore per la realizzazione di un controsoffitto.

    Nello stato di fatto, partendo dall’esterno, la stratigrafia della copertura è la seguente:

    1 - doppio strato di guaina bituminosa
    2 - solaio in laterocmento 26 cm

    Vorrei aggiungere all’interno:

    3 - Pannello in fibra di legno 10 cm, 160 kg/mc, controplaccato direttamente al solaio;
    4 - intercapedine di aria, spessore variabile secondo esigenze architettoniche;
    5 - circa 6 cm di lana di roccia/vetro o fibre di cellulosa, basso peso specifico, appoggiati direttamente su una
    6 - lastra in cartongesso con barriera al vapore accoppiata (quelle Knauf, ad esempio).

    Tieni presente che le lastre in cartongesso (e quindi anche la b.v.) verrebbe bucata numerose volte durante il montaggio.

    L’applicazione di un altro tipo di barriera al vapore sarebbe difficoltosa per via della struttura di sostegno del cartongesso, e sarebbe comunque forata dalla struttura del cartongesso (anche se, ad esempio la applico direttamente sul pannello in fibra di legno, ovviamente lato caldo).

    Alla verifica alla condensa ottengo che si creano 4 grammi di condensa interstiziale tra la guaina ed il solaio), che rievapora completamente in fase estiva.

    Mi chiedo: una quantità cosi bassa di condensa può senz’altro essere assorbita dal soloaio e\o pannello in fibra di legno senza problemi?

    Il fatto che la barriera al vapore venga bucata è un grosso problema secondo te? Come potrei ovviarvi?
    Che ne pensi, in generale, della stratigrafia proposta?

    Grazie mille

  5. Federico Sampaoli dicembre 13, 2011 16:39

    Credo che principalmente tu voglia coibentare il tetto per proteggerti dal caldo. Giusto pensare alla fibra di legno!
    Comunque la stratigrafia che hai proposto è assai complicata, perciò ti propongo di semplificarla senza rinunciare ad un sufficiente sfasamento:
    la guaina bituminosa posata all’esterno è in realtà una barriera al vapore, dunque il coibente dovrà almeno avere uno sfogo verso l’interno per poter asciugare d’estate quello che magari avrà accumulato in inverno!
    se potete, salite sul tetto e date del bianco alla guaina per abbassare la temperatura in estate (senza che nessuno vi veda!! altrimenti son guai).
    i pannelli potrebbero essere in fibra di canapa che è un po’ più leggera della fibra di legno.
    Quindi: Listelli in legno o metallo-fibra di canapa-controlistelli-carton gesso o fibrogesso.
    Prima del cartongesso va posata la barriera all‘aria e freno al vapore igrovariabile: in inverno è molto freno al vapore e in estate è meno freno al vapore.

  6. [...] io dico che bisogna coibentare dall’esterno e più mi giungono richieste di coibentare dall’interno! Quasi sempre sono richieste di chiarimenti, consigli o confessioni di dubbi.  In poche parole [...]

  7. Giuseppe maggio 11, 2012 14:50

    Salve Federico,
    vorrei anch’io un tuo parere.
    Si premette che il cappotto esterno come da te consigliato non può essere realizzato poichè l’appartamento si trova al primo piano ed in aderenza con altri edifici su tre lati. La zona è Pompei (NA), fascia climatica C.
    La struttura dell’appartamento è composta da muratura perimetrale portante in scaglioni di pietrame vesuviano
    legati da malta di calce di spessore 60 cm. L’altezza interna è di 4,85 metri. Una stanza sarà soppalcata, mentre le altre controsoffittate ad una altezza di 2,70 metri.
    I solai di copertura e di calpestio sono a volta. La ristrutturazione che si intende realizzare è quella di apporre lungo le pareti perimetrali dopo l’asportazione del vecchio intonaco pannelli di polistirene di 3 cm di spessore in aderenza alla vecchia parete e sovrapporre allo stesso (sempre in aderenza) muratura in siporex di 5 cm di spessore; infine va la rasatura e la pitturazione. Tutto ciò per realizzare un minimo spessore evitando il cartongesso.
    Per quanto riguarda la pavimentazione si vuole realizzare mettendo uno spessore di 3 cm di pannelli di polistirene e 5 cm di massetto di allettamento del pavimento realizzato in sabbione e cemento; infine ci si incollano le mattonelle.
    Mentre per la copertura ho previsto di togliere il vecchio manto impermealizzante, di mettere 3 cm di polistirene sopra il quale realizzare il massetto per le pendenze delle acque piovane, sopra il quale incollare membrane di asfalto.
    I dubbi sono:
    va bene in questo modo o mi puoi suggerire qualche soluzione diversa? Inoltre servono le barriere al vapore? E se si di che tipo e in quale punto metterle? Infine, se volessi mettere uno strato di fono-assorbente di spessore minimo, quale usare e, nella stratificazione fatta, dove metterlo?

    Grazie per la risposta.

    Giuseppe

  8. Federico Sampaoli maggio 11, 2012 15:45

    Siete in aderenza su 3lati, quindi avete un solo lato verso l’esterno. Come è esposto?
    State parlando di isolamento dall’interno (presumo) di tutte le pareti perimetrali?
    Per primo piano intendete essere al piano terra? contro terra?

  9. Giuseppe maggio 18, 2012 18:07

    -il lato esposto è a nord-ovest; il sole arriva a tardo pomeriggio;
    -si, l’isolamento termico sarà di tutte le pareti perimetrali;
    -no, l’appartamento è ad un’altezza di 4 metri; sotto c’è un locale adibito a negozio non riscaldato

  10. Federico Sampaoli maggio 20, 2012 08:37

    Se la casa è in aderenza su 3 lati io li considererei isolati termicamente e penserei solo al terzo lato e alla copertura.
    Perchè mai internamente scegliere di imbottirmi di polistirene? Vi trovereste in estate in situazione di http://espertocasaclima.com/isolamento/isolare-dall-interno-attenzione-al-caldo-estivo/!
    La parete nordovest potreste coibentarla internamente con materiali igroscopici, traspiranti e capillari come ho descritto qui http://espertocasaclima.com/isolamento/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/
    Il pavimento non coibentato Vi potrebbe servire come “accumulo di freddo” per la stagione estiva!
    Data la grande massa in copertura potreste coibentare dall’esterno con materiali artificiali eseguendo un tetto alla rovescia: http://espertocasaclima.com/isolamento/tetto-piano-alla-rovescia/

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