Il rumore negli edifici
Il rumore è un gran scansafatiche: fa sempre il percorso più facile! Basta un buco o un “ponte acustico” in una parete ben isolata che il rumore passa tutto di là.
L’orecchio umano è sensibile alla pressione, ma non in modo lineare. Infatti una pressione doppia non corrisponde ad una sensazione doppia:
40 dB non sono la metà di 80 dB
invece
86 dB è il doppio di 80 dB.
Quindi 6 soli dB dimezzano la sensazione di disturbo!
La caratteristica degli ambienti è anche il tempo di riverberazione (più è alto, più l’eco è lunga): esso dipende dalla dimensione e dal tipo di intervento di fonoassorbimento eseguito nell’ambiente. La caratteristica dei materiali è il coefficiente di fonoassorbimento a (energia assorbita/energia incidente): un valore compreso tra 0 e 1 (più è alto e più il materiale è
fonoassorbente).
Costruendo o risanando è sempre possibile ’sorvegliare’ gli errori che creano ponti acustici durante la posa dei massetti, dei pavimenti, e dei controsoffitti con intercapedini. E non sono da sottovalutare le vibrazioni prodotte dagli impianti e dall’acqua che vi circola, tutti rumori che si trasmettono ai muri (negli attraversamenti e negli appoggi).
Bisogna interrompere la continuità delle tubazioni con appositi materiali elastici e supporti.
Bisogna utilizzare tubazioni e scarichi preisolati, cioè costruiti con materiali antivibranti e assemblati con supporti e giunti speciali.

Detto e fatto tutto questo, NON scordiamoci dell’isolamento acustico dei fori di ventilazione dei locali adibiti a cucina!






