EPS e XPS. Dove sta la differenza?
Un bel guaio quando l’installatore stesso non conosce la differenza tra EPS e XPS. Pensando non ce ne sia alcuna esegue l’intervento di isolamento a cappotto con EPS fino a terra, dalla testa ai piedi. Poi, qualche mese dopo l’intervento, si scopre che il cappotto "beve".
…come dice mio figlio di due anni… << E adesso?>>
Adesso si taglia lo zoccolo e si guarda come è stato eseguito.
E si scopre che è EPS fino a terra, per di più incollato a "polpette" di colla (tanta aria che gira tra cappotto e muratura: il cappotto non può garantire le sue prestazioni!). A guardar bene si scopre anche che i pannelli stessi non sono ben accostati (ponte termico con il collante) 
e che l’intercapedine d’aria "non richiesta" permette di infilare anche le dita,
tanto è generosa!
Meglio rifare almeno la zoccolatura di questo cappotto.
Un controllo in cantiere durante la posa avrebbe potuto evitare tutti questi problemi. Anche un capitolato più particolareggiato poteva aiutare a percorrere la strada senza dubbi o malinterpretazioni della lavorazione da eseguire.
Ricordiamo che l’EPS è espanso mentre l’XPS è estruso. Qunidi l’XPS è una struttura a celle chiuse omogenea e stabile che non può assorbire acqua, normalmente di colore non bianco (quindi anche facile da riconoscere!), con alta resistenza alla compressione.







Mi chiedevo se un isolamento a cappotto realizzato con tutte le accortezze opportune, fosse di “migliore qualità” quando realizzato interamente con estruso XPS.
Viste le caratteristiche del materiale, non capisco perchè sia utilizzato solo per la zoccolatura e non su tutta la parete.
Il “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” dell’ XPS variao da 80 a 200 in base allo spessore della lastra utilizzata. Spessori alti presentano una resistenza µ più elevata. Il valore µ è espresso in base alla norma EN 12086. L’EPS ha un ? a seconda dei tipi, compreso fra 20 e 100. questo è un grandissimo vantaggio. Un sistema a cappotto non deve essere troppo resistente al passaggio del vapore, in quanto impedirebbe la corretta trasmigrazione del vapore prodotto all’interno, con possibili formazioni di condensa sulla parte interna per effetto di saturazione.
Salve,
io ho messo un capotto fatto con intonaco a base di sfere di polistirene mescolato ad un legante con proprieta’ di permeabilita’ al vapore. Mi sono fermato a contatto con in terreno ma vedendo questi risultati credo di aver commesso un errore. Pensate sia il caso di tagliare lo zoccolo sostituendolo con un pannello in xps incollato con colla idrofoba. Che ne pensate? Cosa accade all’ umidita di risalita? Nel mio caso dovrebbe essere limitata in quanto ho dato un paio di mani di idrosilex ed accostato la fondalina partendo dalla sottofondazione sino al base della parete di tampomento che a sua volta e’ stata isoltata dalla fondazione con una guaina bituminosa tagliamuro.
Saluti
Non correrei a tagliare lo zoccolo: se abbiamo proprio terra che batte su questo intonaco per qualche centimetro in profondità (?cm) la toglierei con cura senza danneggiare l’intonaco fino al punto d’inizio dell’intonaco. Butterei la terra in qualche posto utile del giardino e mi farei portare un po’ di ghiaia misura 16-20 in modo che l’acqua possa drenare velocemente ed evitando la battuta umida della terra bagnata sull’intonaco. Oppure acquistate una guaina bugnata (però forse dovete acquistare un sacco di metri per la confezione minima) e posate le bugne contro l’intonaco prima di ricoprire lo scavo con la stessa terra.
[...] posato sul massetto, con pendenza dell’1% almeno, verrà protetto dall’xps in lastre posate anche a secco e poi zavorrate. Insomma, nel tetto alla rovescia è solo [...]
Buongiorno,
è vero che l’estruso XPS offre una resistenza maggiore al passaggio del vapore, ma la maggiore stabilità meccanica e l’assoluta “indifferenza” all’acqua lo rendono a mio avviso superiore:
mettiamo il caso che la finitura soprastante l’isolamento abbia una piccola fessura causata per qualunque motivo, cosa succede? con XPS niente, con EPS, che “beve”, come sta scritto sopra, potrebbe succedere che il materiale arrivi a saturazione!
Avete mai calcolato quanto vapore si forma durante una giornata dentro una abitazione? con la permeabilità delle pareti quanto va via? Dai numeri mi viene da pensare che o si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC, diversamente stiamo all’umido comunque!
L’XPS non è una barriera al vapore o meglio un freno al vapore propiamente detto, ma ne regola il deflusso più lentamente e qualunque diagramma di Glaser può darvi un rapido e corretto studio della stratigrafia.
grazie, antonio
l’xps è formidabile in quanto a prestazioni in situazioni difficili come in presenza di acqua. Per questa garanzia, però, non correrei a ricoprirmi interamente di xps provocando una ancor più elevata resistenza al passaggio del vapore. Il vapore che vorrebbe passare attraverso le pareti all’esterno è solo il 4% in media, (il resto deve uscire dalla finestra o attraverso la ventilazione meccanica confortevole. Simbolicamente, la casa potrebbe essere anche di vetro: dal vetro non ci sarebbe passaggio di vapore. La ventilazione meccanica controllata farebbe funzionare la casa di vetro! Così farebbe funzionare anche la casa di xps. Resta il fatto che la muratura inevitabilmente (al contrario del vetro) nel tempo assorbirebbe (per la sua natura) una certa quantità di vapore che inevitabilmente percorrerebbe nella stagione invernale la strada dentro-fuori e sbatterebbe sulla resistenza dell’xps!!! perciò l’xps peggiora la situazione interna. Certo che la vmc ridurrebbe molto questo difetto con la sua azione continua di regolazione dell’umidità. In che zona d’italia sorgerebbe “la casa di xps”?
La casa sorgerà a Sassari, in zona climatica C.
Il dilemma xps o no, è nel Vostro caso (sassari zona climatica C, Gradi Giorno 1.185 Accensione Impianti Termici 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo) un non dilemma. Quello che dovete cercare Voi è un isolamento sia dal caldo che dal freddo! Accantonate l’xps che non può offrire capacità termica massica.
la capacità termica massica mi viene dalla struttura portante in blocchi alveolati poroton spessore 30 cm. Certo che se potessi costruire muri spessi 1 metro opterei per materiali pesanti, da riparare dagli agenti atmosferici etc…
fibra di legno, pessimi risultati a sassari, lana di roccia esposta all’esterno è un problema nel momento in cui satura di vapore………tutto tutto è difficile!
Per essere efficaci d’estate anche i materiali coibenti devono avere un’alta capacità termica massica che consente l’accumulo di calore senza che esso penetri direttamente all’interno. La fibra di legno è perfetta perchè ha un’alta capacità di accumulo e una bassa conduttività termica. Una muratura porizzata da 30cm. come la vostra, protetta da un sistema a cappotto in fibra di legno di soli 6cm. offre uno sfasamento di quasi 18ore (densità 190Kg/mc) Con spessore così esiguo potreste anche rispettare i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture oèache verticali espressa in (W/mqK): 0,35 nella Vostra zona C.
Pessimi risultati a sassari: meglio incaricare persone competenti. Seguire e verificare la corretta esecuzione dei lavori di posa è importantissimo ma già in fase di progettazione è indispensabile conoscerne l’esecuzione corretta.
La migrazione del vapore da un ambiente/materiale ad un altro è conseguenza delle differenti pressioni parziali del vapore stesso tra i due o più ambienti/materiali?
In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!
Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.
Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.
Nella stagione calda, per noi “marzo” aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre e qualche frammento di novembre cosa succede?
succede che faccio le valige e vengo a stare da Voi. scherzo. La direzione del flusso si inverte e il vapore acqueo ancora nelle strutture o nel pacchetto isolante esce all’interno asciugando completamente i materiali.
Quindi succede che la pressione atmosferica in aumento, e nella fattispecie che a noi interessa, la pressione parziale del vapore, nel periodo caldo e piovoso, tende ad una migrazione che dalla parete esterna tende a “saturare” o comunque penetrare la parete permeabile dall’esterno verso l’interno?
la differenza tra esterno ed interno sta nel fatto che d’estate la “normalmente” più elevata temperatura esterna contiene, può contenere, più umidità rispetto all’aria interna “generalmente” di temperatura più contenuta, MA questo è un problema per la paludosa pianura padana più che per la sardegna…
Paludosa padania?…noi siamo uno scoglio in mezzo al mediterraneo!
Molti costruttori e artigiani si chiedono spesso e volentieri, dove in un futuro finiranno questi coibenti EPS ed XPS…e dovrebbero essere riciclabili fino a 4 volte con procedimenti particolari che chiedo di spiegare se possibile.
con una battuta di un docente CasaClima: “meglio incollare ogni 30anni il petrolio in facciata piuttosto che bruciarlo in casa ogni inverno”.
abito in pianura padana, zona climatica E, non ho possibilità di realizzare cappotto esterno.
sono al secondo piano, e sotto ho un appartamento
pensavo di utilizzare un cappotto interno da 5cm con polistirene che poi rivestirò con cartongesso.
Ho verificato con glaser la condensa interstiziale e non è presente….anche perchè il polistirene fa da “barriera al vapore”
la mia muratura perimetrale è composta da mattone semipieno da 28cm
Ora sono indeciso se utilizzare XPS o EPS
la scelta cadrà in ogni caso su polistirene maschiato(ad incastro) in modo da eliminare i ponti termici e sarà goffrato, in modo da far aderire meglio la colla.
Saprebbe darmi un aiuto nella scelta e darmi la motivaznione?
grazie mille
saluti
Buongiorno, abito in Lombardia, zona climatica E
devo realizzare un cappotto interno (per necessità nn mi è possibile esterno)
L’appartamento è al secondo piano, ed il cappotto verrà realizzato in polistirene.
a questo punto mi sorge il dubbio se è meglio utilizzare XPS o EPS
Il polistirene verrà incollato alla muratura esistenze e sopra al polistirene verrà applicata una lastra in cartongesso.
Il polistirene è di spessore 5cm, ed è maschiato (ad incastri) per evitare i ponti termici nell’accostare due lastre
Potrebbe dirmi quale soluzione adottare? XPS o EPS?
ho fatto la verifica con il diagramma di glaser e nessuno dei due presenta problemi di condensa intersitiziale…quindi quale scegliere?
grazie, saluti
Premesso che si dovrebbero evitare le coibentazioni interne, vi avverto che la sfida più grande sarà realizzare l’isolamento eliminando i ponti termici! I ponti termici li incontrerete ovunque, ad ogni passo. Ogni tramezza che parte dalla parete perimetrale è un potenziale ponte termico, così anche l’incontro con il soffitto e il pavimento, e ovviamente gli angoli. Se le finestre sono a filo interno non avete il problema dell’imbotte.
Alcuni materiali coibenti adattissimi all’isolamento dall’interno offrono oltre alle lastre dei cunei che sono adatti ai punti critici appena descritti (calcio silicato per es.). Ci vuole un freno al vapore per garantirsi contro la formazione di condensa interstiziale: che Voi intendete creare con le lastre di cartongesso. Sconsiglio l’xps a favore dell’eps che pur essendo un isolante artificiale è permeabile al vapore (l’xps non lo è). Se acquistate Voi il materiale date un’occhiata alla data di produzione perchè se troppo recente tende a smaltire i cosiddetti gas di smaltimento (della produzione) in ambiente. Fatemi sapere come procedete e saluti cordiali
Buongiorno Federico e grazie per la risposta.
Effettivamente come dice lei no eliminerò completamente i ponti termici…ho però intenzione di usare il polistiorene maschiato a incastri in modo da eliminare il ponte termico che avrei accostando due lastre di polistirene non maschiato, giusto?
ho visto che la knauff vende polistirene già accoppiato al cartongesso, ma non essendo maschiato l’ho scartato, corretto?
…le tramezze sono tre e quidni li purtroppo non posso fare nulla dovendo per forza isolare dall’interno.
il ponte termico della conginuzione al soffitto lo elimino, incollando polistirene anche al soffitto, così sovrapponendosi il polistirene a parete con quello a soffitto mi va a coprire le giunzioni.
a pavimento farò la gettata con cemento alleggerito con presenza di polistirolo.
Per quanto riguarda gli infissi, non sono a filo interno e per murare i falsitelai in legno ho usato intonaco termico (trasmittanza 0.065) in modo da eliminare i ponti termici.
il cappotto al soffitto è già stato realizzato con XPS maschiato ad incastri; mentre ora devo scegliere se per quello a parete è meglio XPS o EPS.
non capisco perchè mi consiglia EPS, se poi mi dice di usare un freno al vapore…allora perchè non usare appunto XPS che ha un valore di permeabilità molto più elevato dell’EPS?
Il cartongesso inoltre non è usato come freno al vapore come mi diceva, ma solo come copertura estetica del polistirene; infatti pensavo di incollarlo direttamente al polistirene, senza orditure metalliche o in legno, ma di posarlo direttamente sopra con colla e tasselli, e per non aver problemi di condensa interstiziale pensavo di usare XPS (che fa da freno al vaopre)
ovviamente dovrò arieggiare spesso la casa con l’apertura delle finestre.
Lei cosa ne pensa?
Grazie mille
saluti
marco
p.s. come posso calcolare quanti minuti devo lasciare aperte le finestre per aver un buon arieggiamento della casa, considerando che sono 120mq con soffitti alti 2.8metri?
grazie ancora!
Io userei le lastre già accoppiate della knauf per garantirmi una perfetta aderenza già alla nascita. e dalla knauf prenderei i prodotti che loro consigliano per le giunzioni e le fughe: le caratteristiche dei giunti dipendono sostanzialmente dalle tecniche di stuccatura e pertanto anche dal nastro di armatura scelto: userei nastro in carta microforata perché il giunto è armato per superficie continua in strato sottile e garantisce una monolitica continuità con la superficie delle lastre.
Tramezze: se fosse sopportabile un “dente” rivestirei 40-60cm di tramezza per neutralizzare il ponte termico.
Falsitelai: ottima mossa l’intonaco o la malta termica! funziona! testata sulla mia pelle. aumenta di qualche grado sul punto di rugiada della zona e aiuta a risolvere il problema condensa.
Idea: se i falsitelai sono ancora senza serramenti, nastrateli per garantire la tenuta all’aria!!!
Getto dell’alleggerito: solitamente a perimetro si posa quel nastro per le dilatazioni (che stacca dalla parete perimetrale), ma si potrebbe forse fare di meglio e aggiungere una fettina di xps solo contro pareti esterne! chi ce lo vieta?
Riscaldamento radiante?
Freno al vapore: l’xps non frena il vapore: è una barriera al vapore. L’intonaco interno, il gesso in questo caso farà da freno.
Arieggiare: in inverno approfittate delle basse temperature per fare entrare aria secca in pochi minuti. per il resto tenete d’occhio un paio di igrometri, quelli digitali con la temperatura van bene e aiutano a capire. anche il naso aiuta. ma di regola, arieggiare brevemente e frequentemente. no alle finestre aperte a ribalta per ore! troppo spreco termico e troppo raffreddamento dell’imbotte finestra e cornice.
State facendo con il fai da te? complimenti!
buongiorno e grazie ancora per le risposte preziose!
…si stiamo facendo tutto da noi…per questo sono molto attento ai materiali e come usarli per ottenere il massimo:-)
allora, andando per punti…
lastre preaccoppiate: immagino intenda le isolatre della knauf che sono pannelli in cartongesso preaccoppiati con XPS o EPS o lana di roccia o fibra di poliestere. giusto?
mi piacerebbe capire tra EPS, lana di roccia, XPS quale usare nel mio caso(cappotto interno, in lombardia, da rivestire con cartongesso senza orditura metallica, ma accopiando la lastra di cartongesso direttamente al materiale isolante con colla, oppure usando intonaco nel caso dei bagni)
XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?
inoltre se incollassi io da me il cartongesso, piuttosto che prenderlo preincollato dalla knauff, potrei mettere nei bagni ed in cucina il cartongesso resistente all’acqua (quello di colore verde), mentre la knauff preaccoppiato questo non lo vende
non ho capito come dovrei unire due lastre knauff preaccoppiate…con un nastro particolare?
il nastro di carta microforata dovrei applicarlo lungo la giuntura delle due lastre?
tramezze le mie sono fatte con forati da 12cm; come dovrei realizzare il “dente” per neutralizzare il ponte termico?
se quello che intendeva lei era ottenuta aumentando lo spessore, piuttosto che scavando la tramezza…diventerebbe un po’ troppo antiestetico…
falsitelai: si sono ancora privi di serramenti
che tipo di nastro dovrei usare?
ed in che modo dovrei nastrarli per farli “a tenuta” di aria?
getto alleggerito: si lungo le pareti perimetrali ho predisposto una spugna da 3cm
riscaldamento: si riscaldamento radiante a pannelli capillari, ha esperienze o ha già visto pannelli radianti di tipo capillare?
funzionano per irraggiamento ed è per questo che possono essere applicati a soffitto…ma funzionano per davvero? danno la sensazione di caldo?
XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?
esiste un software o foglio d calcolo che mi permetta di calcora i minuti effettivi in cui dovrei tener aperte le finestre, impostando i dati della casa (volume, aperture, ecc ecc)???
grazie ancora per la pazienza!
gentilissimo!
saluti
marco
complimenti per il fai da te!
eps o xps o altro: vale il principio che se condividiamo l’idea che il maggior comfort e la maggiore salubrità la raggiungeremmo con un sanissimo intonaco interno di buon spessore di argilla perchè è un materiale “amico” capace di assorbire in fretta umidità in eccesso per ricederla all’ambiente appena l’aria è troppo secca, un buon volano igrometrico, un regolatore ambiente “naturalmente dotato” insomma, allora altre soluzioni sono meno salubri e meno confortevoli.
ciò non toglie la possibilità di scegliere soluzioni alternative: chi ci vieta di vivere in un container metallico ben isolato e ben illuminato con la predisposizione di una ventilazione meccanica controllata che ci aiuta a mantenere un’ottima qualità dell’aria interna? un interno in xps è un interno “di barriera al vapore”. tutte le scelte sono valide se si pensa a correggere le problematiche che provocano.
regola n.1: chi vive l’ambiente deve tenere sotto controllo l’umidità interna
dente: sì intendevo a spessore. se l’isolante è posato anche nei primi centimetri della tramezza neutralizza il pontetermico.
nastro per la tenuta dei falsitelai: leggete http://espertocasaclima.com/temi/serramenti/ oppure inviatemi delle foto dello stato attuale per indicazioni
radiante a pannelli capillari: nessuna esperienza diretta. immagino che non abbiate lo spessore a terra.
foglio di calcolo x otimizzare il tempo dell’arieggiare corretto: forse in siti .ch o .de o .at
dimenticavo: registratevi nel sito knauf in modo possiate scaricare le guide pdf per l’uso corretto dei materiali e degli accessori come i nastri per i giunti. potete registrarvi anche come privato. potrete fare il login immediatamente dopo senza attese di conferme
Buongiorno, e grazie per la risposta.
per quanto riguarda il materiale da utilizzare ho afferrato il concetto…c’è da dire infatti che ho previsto un deumidificatore per mantenere l’umidità della casa controllata, mentre nei due bagni ho predisposto due ventole con igrostato in modo che si attivino automaticamente altre un certo valore di umidità (quando si fa la doccia ecc ecc)
Detto ciò mi rimane il problema di come rivestire il polistirene. La mia idea di posa è la seguente. polistirene direttamente accoppiato al muro perimetrale con colla e fisher e poi per coprire il polistirene ho due strade: 1)rivestirlo in cartongesso, incollandolo direttamente sopra il polistirene, senza struttura metallica, ma direttamente incollato al polistirene 2) mettere la rete al polistirene e mettere l’intonaco (1cm- 1,2cm) direttamente sulla rete sul polistirene
nel fine settimana ho fatto un paio di prove:
1) Ho preso un pannello di xps l’ho poggiato al muro ed ho intonacato direttamente sopra senza rete
2) ho preso un altro pannello xps, ho messo la rete con la colla e poi ho intonacato
3)ho preso un pannello xps ed ho incollato il cartongesso con lastra da 12,5mm
il primo senza rete l’ho scartato subito, molto “friabile” si crepava tutto e appena ho messo un chiodo si è staccato dal polistirene
il 2), quello con la rete invece è infinitamente più robusto e se la gioca con il 3), il cartongesso….che mi sembra più compatto ma quasi paragonabile; l’unica differenza è che con il calcio del martello l’intonaco si segna un poco, mentre il cartongesso non fa una piega
ora visto che la soluzione 2 e 3 sono simili come resistenza, mi rimane il dubbio del materiale.
all’interno di una abitazione, meglio avere pannelli di cartongesso, oppure un intonaco (ho usato calce ed un poco di cemento) ??? chi mi garantisce un umbiente più salutare? resistendo ad umidità ecc ecc?
il gesso dovrebbe essere igroscopico, quindi essere in grado di assorbire l’umidità e poi rilasciarla nell’ambiente….vale anche per il cartongesso?
nei bagni ed in cucina potrei usare l’idrolastra (il cartongesso verde)….
lei quale soluzione consiglia? intonacare con calce e cemento direttamente su polistirene (previa rete) oppure rivestire con cartongesso il polistirene?
per il dente sulla tramezza: ho realizzato un disegnino che ho allegato qui….
il ponte termico che avrei anche scavando la tramezza non viene considerato perchè trascurabile, oppure mi sfugge qualcosa?
http://img546.imageshack.us/i/pontetermicotramezza.jpg/
per quanto riguarda le foto dei falsitelai, a che indirizzo le posso mandare?
per i fogli di calcolo su quanto aprire le finestre…non sono riuscito a trovare nulla a riguardo…nemmeno su siti esteri…
grazie ancora, saluti
mi permetto una divagazione: pannelli radianti a soffitto+deumidificatore+2ventole con igrostato automatiche+posa eps/xps+posa lastre cartongesso= Xspesa. Forse si poteva prendere in considerazione con spesaY la posa di pannelli in calcio silicato: materiale perfetto anche con il fai da te. Ma forse avevate già confrontato diversi preventivi…
torniamo a noi:
bella descrizione delle prove! Non sceglierei di rasare e intonacare, ma preferirei il cartongesso che ha molte doti salubri, anche contro l’elettrosmog.
ponte termico tramezza: “rosicchiare la tramezza” perchè diventi un piccolo ponte termico puntuale potrebbe essere un’idea, ma staticamente mi sembra una cattiva idea.
grazie ancora per la pazienza!
allora il calcio silicato è un materiale che mi piaceva molto leggendo la scheda tecnica, ma nn l’ho utilizzato per due motivi:
1) non è maschiato, quindi non ha incastri e temevo ponte termico nell’accostare due lastre
2) cosa più importante, è molto permeabile al vapore, ha un coefficiente u=4 e posato all’interno, verificando la condensa con un diagramma di glaser, ottenevo condensa tra il muro perimetrale ed il pannello con valori molto elevati 1600-1800 contro la soglia limite di 500
la mia muratura è composta da: intonaco ext+mattone semipieno da 28cm+intonaco int.
lo vedevo bene come applicazione all’esterno.
ho trascurato qualcosa?
questi erano i motivi per cui avevo scelto il polistirene…appunto perchè ha un’elevata resistenza al vapore, che non mi fa avere condensa interstiziale.
certo questo vuol dire che l’umidità prodotta all’interno della casa, non potrà “sfogare” verso i muri perimetrali, ma dovrà uscite SOLO con l’apertura della finestre.(per questo cercavo un foglio d calcolo che mi permettesse d calcolare quanto aprirle in base al tipo di muro+cappotto)
ponte termico tramezza: per quanto riguarda la verifica statica, ho previsto cmq delle zanche di collegamento. Inoltre la casa è fatta con pilastri e le tramezze non sono portanti e rimarrebbero collegate a pavimento e soffitto.
quello che mi premeva capire è se andando a “rosicchiare la tramezza” come il disegno che ho allegato, annullo il ponte termico o lo diminuisco?
Cambierebbe qualcosa (resistenza della tramezza a parte) se invece di scavarla, andassi a realizzare un “dente a spessore” cioè facendo girare l’isolante per 40-50cm?
magari diventiamo amici!?
allora se il calcio silicato vi piaceva vi dico che la non maschiatura non è un problema se tutto viene posato bene e la grande permeabilità era proprio il pregio.
la condensa è un deterrente, ma quando succede?
io ho testato lastre in calcio silicato da 2,5cm di spessore e non c’è nessun problema
poi
ho testato lastre in calcio silicato da 4cm di spessore e non c’è nessun problema con temperature esterne +1° mentre c’è condensa nei 10cm più interni dei forati da 28 con temperature esterne di -3°.
dunque avete ragione come glaser, ma quanti giorni trovate a -3°? una decina ogni inverno?
lo stesso test con 3cm di eps: non dà nessun problema.
se il portafogli fosse d’accordo sceglierei calcio silicato (grande combattente contro le muffe).
visto che le tramezze sono collegate ai muri perimetrali con zanche o chiamate allora potrebbero anche essere completamente scollegate (a parte le zanche o le chiamate: piccoli ponti termici puntuali rilevabili solo in termografia). Rosicchiando la tramezza diminuisco e non neutralizzo, o meglio… neutralizzo i problemi perchè ho diminuito il ponte termico. Facendo girare 40-50cm di isolante neutralizzo assolutamente il ponte termico. Come negli sporti all’esterno.
a presto
ok, grazie ancora per la pazienza e solerzia delle sue rispote!
terrò a mente tutti i consigli!
saluti, e grazie ancora!
Ciao, ho appena iniziato l’applicazione di un cappotto di 400 mq su una bifamiliare. Vivo in Molise.I muri costruiti 35 anni fa sono in tufo leccese e ai piani inferiori ci sono alcuni piccoli problemi di umidità di risalita. Vorrei sapere quali pannelli tra EPS O XPS dovrei usare e qual’è lo spessore minimo da mettere. Sono indeciso inoltre tra Mapei e Weber e se fare una finitura ai silicati o in quarzolite. Vi ringrazio anticipatamente della risposta.
Ipotizzo una muratura in blocchi di tufo spessore 30cm in zona climatica E:
per almeno rispettare i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture componenti l’involucro edilizio espressa in (W/mqK), in questo caso le strutture opache verticali, dovreste applicare più di 12cm di eps.
I problemi della risalita dell’umidità non sono risolti quindi per non compromettere l’investimento delle facciate fate partire lo zoccolo angolare di partenza almeno 30cm sopra la zona umida in modo che se successivamente si interviene nella parte umida o si vuole tentare con intonaci traspiranti o altre vie le facciate non vengano distrutte. Un cappotto non può nè coprire ne aderire sull’umidità di risalita.
Preferisco le finiture ai silicati. Scegliete un sistema a cappotto certficato! evitate di comporre il sistema con il fai da te di tutti gli elementi! almeno il comittente avrà la garanzia del produttore del sistema !!!!!!!!!!!!
Salve, sto valutando attentamente se acquistare una casa che sarà costruita usando i pannelli EPS della marca Plastbau, ammetto che fino a 3/4 giorni fa di questa tecnologia ne sapevo ben poco.
In questi giorni mi sono informato su Internet, ma sui siti più che altro si trovano pareri “di parte”.
Vorrei da lei un parere da “buon padre di famiglia”, quali sono gli svantaggi di una struttura costruita con questo sistema? Consiglierebbe l’acquisto di una casa costruita con muro cassero EPS a un suo amico.
Quali sono infine le cose a cui prestare attenzione?
La ringrazio in anticipo per i suoi consigli.
non me ne vogliano le aziende che lavorano con questo tipo di costruzioni… Da buon padre di famiglia non vorrei che la mia famiglia vivesse in una scatola di cemento isolata con eps. E’ una sensibilità che anch’io ho acquisito nel tempo, ma che oggi non mi permette più di guardare con lo stesso occhio di un tempo i ferri di armatura, i getti di calcestruzzo, i metri cubi di eps. Materiali ben diversi dall’argilla, il gesso, il legno, il mattone, la fibra di legno ecc. A volte ci si trova davanti ad un acquisto fatto, l’immobile è fatto così e noi l’abbiamo scelto per l’indirizzo, il prezzo, la necessità ecc. Ma se davanti a una scelta ancora da fare posso decidere altre vie mi fermerei a riflettere: quintali di ferro e di calcestruzzo come pelle della nostra prima pelle sono sicuramente materiali non proprio amici dell’uomo, anche se siamo così abituati all’idea che facciano parte della nostra vita ovunque. Non vi sto spingendo a costruirvi una casa di paglia. Ma davanti a voi stanno tutte le vie ancora aperte: avete la enorme fortuna di poter decidere come sarà la Vostra nuova casa. E’ una fortuna che non capita tutti i giorni e neppure molte volte nella vita. Pazientate la decisione. Non ho mai confrontato preventivi di costruzioni tipo plastbau a euro/metroquadro con altre soluzioni. Se Vi può aiutare possiamo anche confrontarne insieme via mail. Non mi soffermo ad elencare pregi e difetti del cemento o dell’eps come coibente per involucro edilizio (il fuoco e l’acqua: il cemento ha una conduttività enorme e l’eps ha una capacità coibente enorme (contro il freddo)), ma credo sia più utile parlare di una filosofia che possa guidarmi alla scelta buona. a presto
L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE
interessante, anzi, importante! quale fonte ha riportato questi risultati? all’estero la platea “calda” costruita su xps è di uso diffuso: fino ad oggi non ho mai letto di cambi di direzione.
DA POCO SENTO PARLARE MOLTO DI QUESTO NUOVO PRODOTTO DELLA TASSULLO EPS CON GRAFFITE CON FACCIA VERSO L’ESTERNO DI CIRCA 5mm DI TIPO BIANCO, PER I PROBLEMI DI POSA. LA PARTICOLARITA’ DI QUESTO EPS , è NELA FATTO CHE QUESTO PRODOTTO EVIDENZIA MOLTI FORI DI CIRCA diam. 2-3mm PER AUMENTARE LA PERMEABILITA AL VAPORE E RENDERLO COMPETITIVO CON ALTERI MATERIALI TIPO NATURALI. IO NON HO ANCORA VISTO CERTIFICATI MA MI CHIEDEVO UN SUO PENSIERO E PROPOSITO SIA IN MERITO AL PERIODO INVERNALE CHE SOPRATTUTTO ESTIVO. NON PUO ACCADERE CHE SI CREANO PICCOLI ADDENSAMENTI DI VAPORE IN QUESTE PICCOLI FORI CHE ATTRAVERSANO IL NOSTRO CAPPOTTO E CHE VENGANO SUCESSIVAMENTE ASSORBITI DAL MATERIALE STESSO, PEGGIORANDO LE PRESTAZIONI STESSE DEL MATERIALE.
l’eps con grafite lo vedo usare molto in germania. non ho esperienze qui. so che la grafite rende un po’ più complicata la posa per via di non dover essere esposta al sole (da noi abbastanza presente). conosco quei forellini, ma non ho mai approfondito l’argomento. così a primo pensiero credo esistano per dimunuire le dilatazioni (ma forse è una sciocchezza mia). in genere se penso ad un cappotto in eps (di cui non sono forte sostenitore perchè non offre protezione dal caldo) penso ad un marchio che possa offrire un sistema a cappotto certificato in modo di ottenere anche una garanzia nel lungo periodo.
in rif. a “”L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE”"…
alessandro, potresti gentilmente chiarire quali siano questi studi? sicuro si parli XPS? guarda che l’estruso è l’unico materiale di cui si trovino i test di laboratorio effettuati dopo applicazioni di 30 e 40 anni!!! controlla bene i certificati dello STYROFOAM DOW e dello STYRODUR BASF.
Prova inoltre a chiedere a chi ha nella propria abitazione un cappotto realizzato con questo materiale da 10/15 anni e chiedi se le prestazioni sono diminuite, chiedi anche se la sua abitazione è piena di muffe, umidità, condensa o altro.
Chiediti come è possibile che durante l’inverno, tenendo una casa come si DEVE fare con la giusta arieggiatura, sia possibile che l’umidità vada a saturare la parete anziche “diluirsi” con l’aria più secca dell’esterno…almeno che le finestre vengano lasciate sempre chiuse! ma guarda che anche nelle case non abitate, tipo le seconde case, se non lasci un minimo di ricambio d’aria i problemi di questo tipo succedono comunque!!!!!!eppure all’interno nessuna attività umana produce vapore acqueo.
Fai una termografia di un cappotto in eps o fibra naturale o tufo dopo 15 anni e vedi se la decantata traspirabilità porta a saturazione da umidità o porta vantaggi di qualche tipo.
Lascia perdere le opinioni, parla con i proprietari e se non ne conosci internet è pieno di forum e blog vari.
Chiedi anche ad installatori professionisti che 15/20 anni fa installavano XPS (estruso) e poi non lo hanno più fatto come si sono trovati e perchè il mercato è andato verso altri materiali.
Hanno fatto casae passive con 18-20 e 25 cm di XPS.
Si possono trovare diversi calcolatori per fare il glaser e renderti contro che con il cappotto esterno è difficilissimo avere condensa..certo che però il bio è il trend del momento…..nulla contro ci mancherebbe, libera scelta nel libero mercato, ma quando è troppo è troppo!!
Grazie per l’ospitalità
buongiorno sig Alberto, e grazie per l’intervento. Quindi secondo lei un cappotto in xps rimane una soluzione valida giusto? Io sto finendo di ultimare il mio, però realizzato all’interno per limiti dovuti alla facciata della casa che non può essere toccata, ma utilizzando accorgimenti come l’interruzione delle tramezze scavandole nei due lati.
La verifica con Glaser, mettendo 6cm di polistirene XPS(estruso) all’interno mi dava zero condensa interstiziale…però leggendo mi è venuto il dubbio se aver scelto effettivamente la soluzione adeguata….
Lei ha referenze di persone che hanno realizzato un cappotto interno con XPS e si sono trovate bene?
Inoltre un ultimo quesito, io ho utilizzato pannelli radianti posizionati al soffitto, che ho rivestito in xps. I pannelli radianti poggiano direttamente sopra l’xps e poi sono stati intonacati per lo spessore di 1.5cm, questi pannelli riscaldano in inverno con acqua calda, mentre raffrescano in estate con il passggio di acqua fredda a 17.5-18°C. Avendo usato XPS come isolante, riuscirò ugualmente a raffrescare?
grazie, saluti
Buongiorno a Lei.
“”Quindi secondo lei un cappotto in xps rimane una soluzione valida giusto?
Certo che si, oltretutto in intercapedine ha la garanzia di aver messo un materiale molto longevo per durata e prestazioni in un punto non facilmente ispezionabile.
“”Lei ha referenze di persone che hanno realizzato un cappotto interno con XPS e si sono trovate bene?
Conosco personalmente almeno 30 abitazioni realizzate in questo modo e comunque la maggior parte delle costruzioni con isolamento ad intercapedine sono fatte così…..funzionanti perfettamente da 10-20-30 e più anni. Il problema delle vecchie costruzioni è che si utilizzava lo spessore di 3cm e non si realizzava il solaio “rientrato” per coibentarne la parte esterna e correggere il ponte termico.
“”I pannelli radianti poggiano direttamente sopra l’xps e poi sono stati intonacati per lo spessore di 1.5cm”"
suppongo che l’xps sia stato ancorato al solaio e poi i pannelli siano stati ancorati al xps ed intonacati. se è così può andare. Se il poannello è stato posto sopra le serpentine no…è isolante! Non sono molto favorevole alle soluzioni a soffitto ma sò che la teoria è molto peggio della pratica.
Saluti
..giusto per fare chiarezza: una barriera al vapore ha un coefficiente µ di almeno tre ordini di grandezza superiore al xps che non può essere considerato tale.
Un µ 100/150 non credo sia sullo stesso piano di un µ 100.000.
testo:
“”La traspirabilità in genere è espressa con il valore µ. Il valore µ ci dice quanto un materiale sia ermetico al vapore!
Questo valore è 1, cioè massimo, nell’aria e aumenta con il diminuire della traspirazione.
Il valore µ del legno è circa 40: cioè quaranta volte più ermetico dell’aria.
Esempi di valore µ:
•nel pannello in fibra di legno è pari a 7
•nel polistirolo è 70
•nella barriera vapore è 100.000.
Nel caso delle guaine il potere di traspirazione viene espresso con il vapore SD (in metri) oppure WDD (in gr/mq 24 h), cioè la quantità di vapore acqueo che può traspirare un metro quadro di superficie in 24 ore.
Una barriera al vapore non fa passare neanche 1 grammo di vapore acqueo in 24 ore per metro”".
fonte: http://espertocasaclima.com/muffa/la-traspirabilita-il-valore-%C2%B5/
verissimo. quando si mescolano le carte sul tavolo e si confrontano tanti isolanti spesso ci si riferisce all’xps come non permeabile al vapore. l’xps in genere sul mercato ha un valore µ 80/200, quindi non si può dire che avrà lo stesso comportamento di una barriera al vapore. si può dire che è quasi tre volte meno permeabile al vapore di una lastra in eps, oppure quasi trenta volte meno impermeabile di una coibentazione in fibra di legno.
Voglio ricordare anche un ulteriore aspetto: il sogno della permeabilità al vapore che in una costruzione nuova è precisamente raggiungibile in base alle scelte dei materiali, diventa invece assai meno raggiungibile in un restauro dove l’esistente spesso è “aggravato” da vecchie pitture di indefinita qualità e magari con più applicazioni una sopra all’altra. Una finitura esterna di bassa qualità traspirante potrà anche vanificare un nobile sistema a cappotto in costosa fibra di legno senza l’intervento di raschiatura.
da sopra a sotto: soffitto esistente,poi pannello da 4cm di xps, poi tubi capillari, poi 1,5cm di intonaco (che annega i pannelli capillari, a vista si vede un soffitto “normale”)
Perchè non è favorevole alla soluzione a soffitto?… ha quindi esperienze positivi pannelli capillari radianti a soffitto?
Non sono favorevole perche preferisco avere tepore ai piedi e fresco nella zona del capo…comunque funziona! Ho incontrato un ragazzo che aveva realizzato quel sistema non potendo/volendo smantellare il pavimento ed era molto contento.
prima: Freno al vapore: l’xps non frena il vapore: è una barriera al vapore.
dopo: quando si mescolano le carte sul tavolo e si confrontano tanti isolanti spesso ci si riferisce all’xps come non permeabile al vapore. l’xps in genere sul mercato ha un valore µ 80/200, quindi non si può dire che avrà lo stesso comportamento di una barriera al vapore
…….mah….no comment
quoto! il tepore a pavimento è un vero plus, ancora più piacevole in un’abitazione dotata di isolamento esterno che di conseguenza può permettersi di accendere l’impianto a pavimento e regolare la mandata a valori veramente minimi! massimo comfort.
yes comment.
è giusto pesare al grammo le parole.
io mi sono offerto per un consiglio e un’opinione (mia).
ho lasciato spazio ai consigli e alle opinioni di terzi (per es Lei).
un ulteriore consiglio (mio): il sistema a cappotto è un lavoro che non si fa ogni anno, dovrebbe regalarci tranquillità per almeno 30anni. scegliamo sistemi certificati (e garantiti) di aziende serie (e garantiste), in alternativa inventiamoci sistemi a cappotto fai da noi. Non ho incontrato sistemi a cappotto certificati in xps su tutto l’involucro edilizio. Se invece esistono, è bene pubblicare l’informazione per gli interessati.
MAPETHERM
KERAKOLL KLIMA EXPERT 2
Buonasera. complimenti per il blog. La mia richiesta é la seguente. Sto valutando l’acquisto di una casa prodotta con materiali della Plastbau che utilizza un sistema con due lastre in EPS al cui interno viene gettato e riempito di calcestruzzo. La ventilazione della casa é di tipo meccanico, ma la mia perplessitá é il fatto di avere fondamentalmente la muratura in CLS…avete mai sentito opinioni in merito di questo sistema? Il benessere all’interno della casa é sempre garantito? Grazie in anticipo per la risposta…
URSA XPS WALL - C
Non intendevo fare polemica.
Io ringrazio Lei e chiunque altro offra la possibilità di poter accedere ad informazioni e poter disporre di consigli, esperienze e tutto quanto occorra a noi esseri umani, succubi di pubblicità fuorvianti, per poter realizzare la nostra casetta nella speranza che possa risultare comoda, confortevole e con poche spese di manutenzione.
Non sopporto la pubblicità fuorviante, in modo particolare quella che svuota il portafoglio delle persone!
Oggi tutto deve essere BIO, secondo i parametri decisi da chi vuole commercializzare il suo prodotto.
Ok alle fonti rinnovabili ma una costruzione deve durare nel tempo e le finiture, i rivestimenti e la protezione dell’involucro sono “roba seria”.
Mi sta bene, anzi sono più che in accordo con le fonti energetiche a basso impatto e basso costo però va detta tutta!! Se l’energia viene prodotta con sistemi antiquati (ad alta temperatura) e da combustibili fossili non sono per niente favorevole ma riguardo le materie realizzate partendo dal petrolio non ho alcun preconcetto purchè funzionino e si sappia che il petrolio è comunque un “prodotto naturale”….e quà me la cerco……
spero di non essere frainteso:
se di un materiale ormai proclamato inquinante se ne fa un buon uso…perchè no? peggio sarebbe riempire le vie di un centro abitato con materia organica e lasciarla in putrefazione per strada….
per chiudere: tutto funziona e va bene purchè sia utilizzato al posto giusto.
grazie
personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
per es. pannelli isolanti MAPeTheRM XPS: pannelli isolanti in polistirene espanso estruso a norma UNI EN 13164.
invece:
sisTema mapeTherm eps: ETA 10/0025 rilasciata dall’istituto OIB di Vienna
sisTema mapeTherm m. Wool: ETA 10/0024 rilasciata dall’istituto OIB di Vienna
personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
per es.
Pannello in XPS goffrato nello spessore di progetto (CE a normativa EN 13164).
invece:
Pannello in EPS nello spessore di progetto (ETICS, CE a norma- tiva EN 13163).
personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
per es.
Le caratteristiche tecniche del prodotto URSA XPS sono determinate secondo quanto previsto dalla norma europea armonizzata EN 13164
Vi ringrazio di aver posato le armi!
Volevo comunque pubblicare ogni intervento perchè la censura ha le gambe corte (credo). E le sfide aiutano ad andare avanti, a capire e a studiare!
Non sono bio anche se cerco di usare la bici se il posto è raggiungibile.
Sono al lavoro per informare un po’ di più, per aiutare a capire chi si trova davanti a scelte difficilissime e confuse da pubblicità e sentito dire. Sono al lavoro perchè mi infastidiscono i difetti di costruzione che ricadono sulle spalle della committenza. Sono appassionato di “cercare di far meglio” e trovare sempre una soluzione che funzioni (anche non ETAG :-)).
Non posso dire che il sistema non funzioni. E’ a pelle che non riesco a consigliarlo! rispondevo così ad una domanda simile alla Sua: non me ne vogliano le aziende che lavorano con questo tipo di costruzioni… Da buon padre di famiglia non vorrei che la mia famiglia vivesse in una scatola di cemento isolata con eps. E’ una sensibilità che anch’io ho acquisito nel tempo, ma che oggi non mi permette più di guardare con lo stesso occhio di un tempo i ferri di armatura, i getti di calcestruzzo, i metri cubi di eps. Materiali ben diversi dall’argilla, il gesso, il legno, il mattone, la fibra di legno ecc. A volte ci si trova davanti ad un acquisto fatto, l’immobile è fatto così e noi l’abbiamo scelto per l’indirizzo, il prezzo, la necessità ecc. Ma se davanti a una scelta ancora da fare posso decidere altre vie mi fermerei a riflettere: quintali di ferro e di calcestruzzo come pelle della nostra prima pelle sono sicuramente materiali non proprio amici, anche se siamo così abituati all’idea che facciano parte della nostra vita ovunque. Non vi sto spingendo a costruirvi una casa di paglia. Ma davanti a voi stanno tutte le vie ancora aperte: avete la enorme fortuna di poter decidere come sarà la Vostra nuova casa. E’ una fortuna che non capita tutti i giorni e neppure molte volte nella vita. Pazientate la decisione. Non ho mai confrontato preventivi di costruzioni tipo plastbau a euro/metroquadro con altre soluzioni. Se Vi può aiutare possiamo anche confrontarne insieme via mail. Non mi soffermo ad elencare pregi e difetti del cemento o dell’eps come coibente per involucro edilizio (il fuoco e l’acqua: il cemento ha una conduttività enorme e l’eps ha una capacità coibente enorme (contro il freddo)), ma credo sia più utile parlare di una filosofia che possa guidarmi alla scelta buona. a presto
Buongiorno sig. Alberto
e grazie per la risposta, quando dice “Ho incontrato un ragazzo che aveva realizzato quel sistema non potendo/volendo smantellare il pavimento ed era molto contento. ”
si riferisce proprio ad un sistema CAPILLARE radiante, oppure ad un sistema”tradizionale” a pavimento, montato al soffitto?
Perchè dovrebbero essere sistemi completamente diversi.
Grazie ancora per la risposta
saluti
http://www.eota.be/html/issuedeta/search2.asp?all=yes
link utilissimo, grazie
suppongo fosse un sistema non capillare (radiante autocostruito) e quindi a maggior ragione il Suo avrà una resa migliore.
Saluti
giusto per concludere: l’investimento per una blocchiera idonea alla produzione di eps è irrisorio, nell’ordine di 30/50.000 euro. Produrre estruso comporta un investimento variabile tra i 500.000 e il milione o più a seconda della qualità del prodotto.
Inevitabilmente i costi del xps sono superiori e contestualmente si verifica un proliferare di produttori di eps. A questo punto è normale che ci sia molto prodotto su cui costruire un mercato ed ogni produttore vanta e santifica ciò che produce.
Io non produco ne vendo ne ho alcun rapporto con nessuno, quindi penso di potermi esprimere senza conflitto di interessi.
Mi fa pensare il fatto che vengano pubblicizzati i valori di coesione dei collanti rasanti sul muro e sul pannello ma non riesco mai a trovare i numeri circa la “forza” di adesione delle sfere in eps tra loro, così come non si trovano per il sughero ne per i compositi aggregati con resine (bio-naturali eh).
Ma pensate ci possa essere nel tempo una disgregazione del materiale stesso dovuto alla variabile climatica? L’umidità stessa che magicamente passa e fa respirare la casa, oltre a rischiare di saturare lo stesso coibente nel periodo invernale, propio quando dovrebbe dare il meglio di se, può anche deteriorare il pannello?
Le certezze non credo facciano parte di questo mondo, men che meno le mie, ma soffermarsi su questi punti abbastanza delicati credo sia molto importante.
buongiorno sig. alberto, “un sistema non capillare (radiante autocostruito)” addirittura? interessante come informazione, potrebbe approfondire?
come era fatto? a vista o annegato nell’intonaco?
invece, riguardo all’isolamento, quello che dice ha senso secondo me. Io non son un procacciatore di maritali bio, ne uno sperperatore di risorse naturali, però penso che ha più senso usare il petrolio per produrre eps o xps piuttosto che usarlo nelle automobili bruciandolo.
Detto ciò mi fa pensare un po’ il dato dell’investimento per produrre eps o xps. Credo che per eps (espanso) dovrebbero utilizzare degli stampi, iniettando il materiale, come se fosse uno stampo di un componente in plastica.
Non ho invece idea di come possano fare a realizzare un pannello xps(estruso) anche perchè io ad esempio ho comprato xps battentato sui 4lati (ad incastro)…
Ho visto i due prodotti l’eps è il classico polistirolo, un po’ rugoso in cui si vedono le palline…mentre l’xps è più liscio e non si vedono le sagome delle sfere delle palline. Credo sia proprio il processo di estrusione ad “allungare le sfere”, a farle unire…e quindi renderlo più compatto e quindi poco permeabile al vapore.
Dovendo realizzare un isolamento a cappotto nella mia abitazione in campagna sto valutando lo stiferite.
Vi sembra un prodotto valido?
Grazie Luigi
è validissimo sotto l’aspetto Conducibilità Termica, uno dei valori più bassi in assoluto. Appartiene alla famiglia degli ISOLANTI ORGANICI SINTETICI. E’ anche più permeabile al vapore dell’eps in genere. Il sistema a cappotto che prevede la stiferite CLASS SK possiede il Benestare tecnico Europeo ETA 09/0060 e ETA 10/0027. Non offre alcuna protezione dal caldo però!!!
Questo mi lascia perplesso: la resistenza termica è l’inverso della conducibilità?
Se un materiale protegge dal freddo, cioè non lascia fuggire il caldo dell’interno, come fa a non offrire protezione dal caldo estivo?
Buongiorno, vorrei capire meglio la questione dei materiali che isolano dal caldo e quelli che isolano solo dal freddo.
Nella mia convinzione personale, un materiale isolante, pensavo isolasse sia dal caldo che dal freddo…nel senso, avendo una bassa trasmittanza mi garantisce che il freddo non entri e che il caldo non entri.
Io come detto sto installando riscaldamento a pannelli capillari radianti al soffitto, e per evitare di scaldare in solaio (villetta singola) ho installato sul soffitto esistente 4cm di polistirene estruso XPS direttamente contro il soffitto. Al disotto metterò i pannelli capillari e poi intonaco.
Questo per evitare appunto che il calore dell’acqua (circa 38-40°C) che scorre nei pannelli sia ceduta al solaio, ma che attraverso l’intonaco ceda calore alle stanze.
Ora però se il polistirene non è un buon isolante dal caldo….vuol dire che i 38-40°C del calore dell’acqua che scorre nei pannelli capillari lo attraverserà andano a scalare il solario piuttosto che le stanze??
Poichè la cosa mi ha fatto un po’ preoccupare, ho preso un pezzo di polistirene, ho infilato un sensore di temperatura da un lato e dall’altro ho scaldato con un getto di aria calda di un phon….bhe con uno spessore di 4cm la sonda nn è salita di temperatura dopo 4-5min in cui son rimasto con il phon acceso.
Poi ho preso un pezzo di polistirene da 1,5cm ed ho rifatto la stessa prova, li già dopo 40-50secondi la temperatura ha iniziato a salire…
Questo in parte mi tranquillizza poichè il polistirene da 4cm non ha fatto salire la temp della sonda…però allora non capisco cosa intendete quando dite che il polistirene non protegge dal caldo….
Grazie, saluti
La scelta migliore del materiale isolante ci proteggerà dal caldo in estate e dal freddo d’inverno.
Se è vero che ogni isolante ci protegge dal freddo altrettanto non vale per la protezione estiva!
La protezione dal caldo la otteniamo solo con materiali che offrono un buon sfasamento dell’onda termica (o spostamento di fase).
http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/come-scegliere-il-sistema-a-cappotto/?preview=true&preview_id=291&preview_nonce=a7f53a30a6
Più un materiale ha inerzia termica e maggiore sarà lo sfasamento.
Più calore specifico offre un materiale e maggiore è lo sfasamento.
Più il materiale riesce ad assorbire calore e più sarà capace di cederlo con lentezza.
I materiali isolanti artificiali in genere non hanno molta densità e dunque assorbono poco calore: si dice che hanno scarsa capacità termica volumica!
Capacità termica volumica = calore specifico x densità
Maggiore è lo sfasamento, più tempo impiegherà il caldo a passare all’interno dell’edificio!
Più capacità termica massica ha un materiale, più è in grado di accumulare energia termica!
Lo smorzamento è la capacità di accumulo di calore di un materiale.
http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/cos-e-lo-sfasamento/?preview=true&preview_id=1850&preview_nonce=8824d3354f
buongiorno,
grazie per la risposta!
entrambi i link però non funzionano…dice: “Non si dispone del permesso di visualizzare le bozze. ”
comunque sia, tornando al mio caso specifico, allora la scelta di poggiare il riscaldamento a tubi capillari sotto i pannelli in XPS da 4cm in modo da non scaldare il solaio, ma solo le stanze, non è una scelta corretta? eppure con la sonda di temperatura da un lato ed il phon che buttava aria calda dall’altro, non ho rilevato aumenti di temperatura….
quindi sembrerebbe che una protezione dal caldo la offre….
posso stare tranquillo posando il mio riscaldamento a soffitto sotto un cappotto a soffitto in XPS (in modo che mi faccia da barriera e non faccia salire il caldo dell’acqua nei tubi capillari (40°C) sopra al solaio, ma mi faccia andare il caldo solo nelle stanze)??
Grazie saluti
http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/come-scegliere-il-sistema-a-cappotto/
http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/cos-e-lo-sfasamento/
spero adesso si aprano!
Forse, come alcuni pannelli radianti recenti, l’ideale sarebbe posare un foglio riflettente per non regalare il calore al solaio!
forse qualche lettore ci regalerà un consiglio migliore…?
Buona sera Franco, secondo Lei può stare moolto più che tranquillo.
Il sistema che ha installato è ottimo!!, forse solo il termoriflettente avrebbe potuto dare un risultato migliore, ma stia pur tranquillo.
Il test migliore per valutare l’efficacia è quello che Lei ha fatto: misura sul campo e non da cartello pubblicitario.
Un asciugacapelli manda aria ad una temperatura variabile tra gli 80 e i 120 °C. L’estruso ha tenuto bene? si! stia tranquillo che è un ottimo isolante, non assorbe acqua, non satura con il vapore e resiste a lungo senza alterazioni.
Auguri e buon caldo
“”Mi chiedevo se un isolamento a cappotto realizzato con tutte le accortezze opportune, fosse di “migliore qualità” quando realizzato interamente con estruso XPS.
Viste le caratteristiche del materiale, non capisco perchè sia utilizzato solo per la zoccolatura e non su tutta la parete.”"
“”è vero che l’estruso XPS offre una resistenza maggiore al passaggio del vapore, ma la maggiore stabilità meccanica e l’assoluta “indifferenza” all’acqua lo rendono a mio avviso superiore:
mettiamo il caso che la finitura soprastante l’isolamento abbia una piccola fessura causata per qualunque motivo, cosa succede? con XPS niente, con EPS, che “beve”, come sta scritto sopra, potrebbe succedere che il materiale arrivi a saturazione!
Avete mai calcolato quanto vapore si forma durante una giornata dentro una abitazione? con la permeabilità delle pareti quanto va via? Dai numeri mi viene da pensare che o si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC, diversamente stiamo all’umido comunque!
L’XPS non è una barriera al vapore o meglio un freno al vapore propiamente detto, ma ne regola il deflusso più lentamente e qualunque diagramma di Glaser può darvi un rapido e corretto studio della stratigrafia.”"
Per Franco e tutti gli interessati:
Bene!, qualcuno misura da se “quanto” un materiale coibenta.
Se si va avanti in questo modo sapete quante aziende sono obbligate a spendere denari in ricerca e qualità di produzione piuttosto che in pubblicità? Tante…tante..tante…
Fate una prova: una lampada alogena di quelle per faretti, un termometro all’interno ed uno all’esterno.
una lampadina accesa dentro una scatola autocostruita con diversi materiali, misurate la temperatura sulla faccia esterna dell’involucro e meditate…
Buon divertimento
Vero! con la permeabilità delle pareti va via pochino! O si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC. Si dovrebbe anche ricordare che una stratigrafia perfettamente permeabile al vapore con ottime doti di traspirabilità dei materiali scelti potrebbe essere “rovinata” dalla finitura interna ed esterna: anche le tinteggiature giocano il loro ruolo! Anche la vecchia tinteggiatura sepolta sotto il nuovo sistema a cappotto!
intanto grazie a tutti per le risposte.
interessante il quesito degli intonaci “sepolti sotto e sopra la muratura esistente”
mi viene infatti da pensare ai rivestimenti. ed un quesito che mi preme e mi trovo ad affrontare nell’immediato….ora che ho installato i pannelli radianti capillari a soffitto….devo intonacare…ma come?
L’azienda consiglia un qualsiasi intonaco, purché non sia isolante….bhe chiaro dico io, deve far uscire il caldo in inverno ed il fresco in estate!!
La scelta ricade quindi tra un classico intonaco: cemento+calce+sabbia oppure verso un “pronto” in gesso. A sensazione direi che il pronto a gesso è migliore per il peso (non vado ad appesantire la soletta) e soprattutto per il costo minore non indifferente, con una sola mano si finisce.
Però riguardo alla cosa più importante: cioè la capacità “radiante” dei due…non ho trovato la trasmittanza ne dell’intonaco “classico” ne del pronto…
inoltre quale caratteristica dovrebbe avere un intonaco che faccia “uscire” il caldo ed i freddo a parte un altra trasmittanza? permeabilità al vapore alta o bassa?…capacità igroscopiche o no?…che altro??
voi quale mi consigliereste? pronto o cemento+calce+sabbia?
Grazie, saluti
Il 14-3-11 è stato scritto che:
L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE
A quanto mi risulta è il POLIURETANO che ha questo difetto (dovuto all’acqua che per lui è un solvente:
http://www.poliuretano.it/caratteristiche2.htm#Stabilit%C3%A0%20nel%20tempo%20delle%20propriet%C3%A0%20isolanti ).
Il poliuretano non è solubile in acqua.
Guido, compra un pezzetto o vai in qualunque cantiere e prova.
Per Franco: controlla le schede tecniche dei produttori
ciao e grazie per la risposta…la questione piuttosto urgente, poichè ho ormai finito di montare il riscaldamento capillare a soffitto…..
sabato pomeriggio ho preso un pezzo di polistirene l’ho rasato con rete, ho fissato i tubicini in plastica polipropilene del riscaldamento e poi ho intonacato….
per intonacare ho fatto mezzo secchio si sabbia, una cazzuolata e mezza d calce, una e mezza di cemento, mescolato e steso…bhe ieri nn era ancora ben asciutto ma non mi sembrava male come prima prova….
infine solo una considerazione: il polistirene sembra ben saldo, infatti è su con colla e fisher (i fisher li ho fissati andando a cercare i travetti) però quando ho intonacato…bhe il peso della sabbia è considerevole…anche perchè è praticamente tutta sabbia con poco cemento e calce…
i premiscelati a base gesso non vanno bene poichè hanno trasmittanza bassa e farebbero da isolante, inoltre il produttore del riscaldamento capillare consiglia un intonaco base calce.
avete da consigliare dei prodotti NON ISOLANTI, che costino il triplo di sabbia+calce+cemento a base calce….che prendano appunto il posto di sabbia+calce+cemento?
io di schede tecniche di prodotti commerciali premiscelati che dichiarano quanto sia la trasmittanza non ne ho trovati, so che quella di calce+sabbia+cemento è stimata a 0.9 (da programmi di calcolo per la trasmittanza dei muri, il valore che propongono è appunto questo)
ora non so che altri valori dovrei guardare sulle schede tecniche di prodotti premiscelati per considerarli “buoni conduttori” che facciano uscire il caldo e il freddo dai tubicini capillari….insomma che gli permettano di irradiare calore e freddo…sapreste aiutarmi?
anche nella scelta di un prodotto commerciale premiscelato oppure di un sabbia+calce+cemento classico “fatto in casa”
Grazie, saluti
un intonaco in cemento conduce fino a 1,4 (intonaco calce-cemento fino a 1,0) però aumenta il peso di più del 20%
quindi se metto la calce ho una trasmittanza più bassa (a me serve alta per far uscire il calore ed il freddo, giusto?) ed aumento il peso..
quindi sarebbe quasi meglio non metterla sulla carta, giusto?
…la calce però serve da legante, altrimenti non riesco a far attaccare l’intonaco al soffitto in polistirene rasato con rete e tubicini in plastica, giusto?
…lei cosa consiglia? un premiscelato? …quale?
grazie mille, saluti
Franco, prova ad utilizzare un normale collante rasante di tipo minerale per cappotto termico sul quale puoi successivamente rasare con basso spessore di gesso.
Il tutto lo puoi acquistare anche di ottima qualità nei brico (es. bricoman).
Comunque non mi preoccuperei in maniera eccessiva della conduttività dell’intonaco: sopra hai 4 cm di estruso che isolano. La resistenza termica dell’intonaco è limitatissima e comunque tale da diminuire lo scambio termico di poco, con il solo “”"problema”"” di aumentare leggermente l’inerzia termica e quindi il tempo per portare l’ambiente in temperatura. Comunque niente di apprezzabile.
saluti
[...] pannelli isolanti che si deformano con facilità e che siano molto porosi: quindi l’EPS non è un buon materiale per la coibentazione acustica. L’EPS [...]
Buongiorno a tutti, ho una domanda da porre: sto costruendo casa e abbiamo intenzione di fare un cappotto esterno. Mi sembra di aver capito che è meglio farlo in estruso (qualcuno mi ha detto di farlo solo per il primo metro e il resto in espanso). E’ corretto?
sì elisabetta, è corretto.
L’estruso (xps) non è sensibile all’umidità, quindi è ottimo come zoccolatura o come partenza controterra o in zone battute dagli spruzzi.
Il resto delle superfici meglio in espanso (eps), che ha migliori doti di permeabilità al vapore.
Inoltre nelle parti possibili agli urti si posa nella rasatura un doppio passaggio di rete.
Anche se sceglieste un sistema a cappotto in fibra di legno o altro è sempre opprtuno posare xps nelle zone difficili
Leggi anche http://espertocasaclima.com/isolamento/sistema-di-isolamento-termico-esterno-con-intonaco-detto-cappotto/
Buongiorno a tutti e complimenti per il blog davvero utile…
Ho un grosso problema a cui devo porre rimedio spendendo il meno possibile:
Zona Oristano casa singola al primo piano costruita negli anni 60, con tetto piano non isolato coperto da sola guaina impermeabile da 4mm, un forno d’estate e una ghiacciaia d’inverno.
Riscaldamento a termosifoni con moglie freddolosa, il problema che in questo momento vorremmo risolvere è la formazione di condensa e quindi di muffa sul soffitto che avviene in particolare nel bagno ed in camera da letto.
Lo stipendio basta a malapena a pagare le bollette e quindi non abbiamo mai potuto affrontare globalmente il problema (preventivi cari e non convincenti).
Disperati e mezzo intossicati dalla candeggina utilizzata x rimuovere la muffa che si ripresenterà… volevamo tamponare il problema con una soluzione economica fai da te, magari quest’anno in una stanza e l’anno prossimo nell’altra (credetemi non ci sono proprio i soldi), vengo al dunque sarei incerto fra 2 soluzioni:
1)incollare al soffitto pannelli in polistirene da cm 4(domanda XPS o EPS?) applicare foglio in polietilene x creare barriera al vapore (è necessario? anche con XPS?) lasciare circa 5cm di spazio (il soffitto è alto 315cm) e posare un soffitto in cartongesso antiumido x non far vedere i pannelli e magari con l’aria isolare ulteriormente.
2)Sul terrazzo sopra la guaina esistente appliccare pannelli in polistirene XPS, ripararli mettendo sopra un foglio di tessuto-non-tessuto e sopra ancora o ghiaietta o quei quadrotti in plastica o legno calpestabili.
Chiaramente fra i 2 interventi mi preoccupa di + la posa del cartongesso (non l’ho mai fatta, ma farei di necessità virtù).
Nel caso d’intervento esterno avrei pensato di fare tutta la parte della casa esposta ad ovest circa 30mq (è l’unica dove si forma la muffa).
L’anno scorso stavo x affrontare il lavoro esterno pensando mi servisse anche x diminuire il caldo d’estate, poi non essendone sicuro ho abbandonato.
Per evitare condensa e muffa è meglio l’intervento interno o esterno, o avete altri suggerimenti di pari impatto economico affrontabili col fai da te?.
Grazie ancora x la pazienza e scusate la lunghezza…
una bella sfida! all’attacco..
dall’interno non interverrei, anzi sì: andrei a prendermi il migliore bianco di calce o altre pitture molto alcaline (pH elevato) per pitturare i soffitti, dopo aver fatto piazza pulita delle muffe (mascherina sul naso!). qui non risparmierei.
dall’esterno: se ho capito bene, tutta la copertura è piana e protetta da guaina. spero sia facilmente accessibile.
ci si potrebbe inventare un tetto alla rovescia (la membrana impermeabilizzante ce l’abbiamo già e rimarrà sotto l’isolante. Comperiamo xps perchè è l’isolante adatto (non deve assorbire acqua). xps in lastre posate anche a secco e poi zavorrate.
http://espertocasaclima.com/tetto/tetto-piano-alla-rovescia/
fin qui abbiamo risolto il problema invernale (non i ponti termici perimetrali).
Ci sono grondaie? Riusciamo ad incollare una fila di lastre anche in prossimità del cornicione? senza cadere? così da ottenere un cappello? (come un coperchio di una scatola?) in modo che la muffa poi non corra tutta negli incontri pareti perimetrali-soffitto + angoli.
Protezione estiva: se abbiamo zavorrato l’xps per tenerlo in posizione possiamo posare dei grossi forati su cui posare delle reti elettrosaldate per massetti ancorate ai forati su cui stendere e legare dei rotoli di cannucciato (arelle bamboo come li chiamate?) per ottenere un’ombreggiatura ventilata?
sono stato troppo fai da te? un lavoretto da farsi ogni giorno un po’ tra le 5 del mattino e le 7! poi un meritato caffè
Ciao Gianni, sei già a buon punto anche se non ne sei cosciente. Guarda, tutto quanto ti può essere utile lo trovi nel web! cerca: tetto piano rovescio.
la chiusura di tutti i ponti termici è solo una questione di …”buon senso”, pensa solo che devi creare una barriera tra le kjura della tua casetta e l’esterno ed il resto è un gioco!
SSe posizioni la ghiaia di almeno 10 cm oppure i quadrotti in cemento da 5 cm o alla “malparata” delle tavelle 5+5 stai sicuro che la tua casa avrà un isolamento a prova di moglie!!
p.s.: le muffe una volta isolata termicamente la casa non avranno più il terreno fertile, ovvero l’umidità che le tiene in vita e dopo meno di uin anno potrai dare una mano di pittura e scordarle per sempre.
Io sto a Sassari e se il Dott. Sampaoli vorrà darti il mio indirizzo mail potrai contattarmi per una chiacchierata in merito.
saluti, Antonio
Innanzitutto grazie x la cortese e celere risposta.
Approfitto della gentilezza x approfondire i dettagli.
Premetto che mia moglie era + convinta della soluzione interna (forse x via del controsoffitto).
L’ispirazione l’avevo tratta proprio dagli articoli sul tetto alla rovescia:
La guaina è in buono stato e perfettamente accessibile, mi chiedevo se l’XPS si dovesse incollare (se si con che colla)o semplicemente posare e zavorrare.
Ho letto che x proteggerlo dai raggi del sole sarebbe meglio metterci sopra del tessuto non tessuto, è necessario?
Un suggerimento x la zavorra? visto che i quadrotti calpestabili a cui avevo pensato fanno salire di molto il costo.
Per quanto riguarda i cornicioni fare un cappello è impossibile in quanto il terrazzo ha tutto intorno un parapetto alto circa 1m. profondo 40cm (pietra-e-mattone-e-quello-che-c’era…)ricoperto da tegole. Si potrebbe mettere dei pannelli di XPS in esterno all’altezza del solaio ma ci sarebbe il problema estetico visto che mi pare siano colorati e non si possano certo dipingere del colore della facciata.
Infine grazie x aver pensato anche al problema del caldo (che è anche quello che sta molto a cuore al marito…):
x forati s’intendono mattoni, giusto ho capito bene? e le arelle andrebbero quindi ancorate a qualche cm sopra la zavorra dell’isolamento, ma ciò renderebbe la parte isolata non calpestabile.
L’anno scorso quando stavo per fare il passo avevo pensato proprio x fare un’ombreggiatura ventilata di trovare il modo di ancorare dei teli di ombra-verde (quelli che spesso si usano nelle piazzole dei campeggi x fare ombra e proteggere dagli aghi di pino.
L’unica cosa su cui non sono d’accordo sono gli orari di svolgimento, del fai da te… il mio bioritmo preferirebbe fra le 5 e le 7 del pomeriggio…
Mancando i soldi il fai da me è l’unica cosa che posso fare…
grazie davvero x tutta l’attenzione dedicatami, naturalmente pendo dalle sue parole…
non sapevo del parapetto: dunque abbiamo un’ampia terrazza come tetto!
mi pare comunque di capire che non è usata come terrazza.
l’xps si può anche solo zavorrare per tenerlo ben in posizione o insieme al materiale acquistate anche il collante.
zavorra: per non acquistare 100mq di quadrotti calpestabili posate dei bei foratoni da 25 oppure vi fate portarre gratis da un gommista un bel carico di copertoni usati, ritagliate dei fazzoletti di tessuto non tessuto, riempite le “torte” con terriccio e piantate varietà locali resistenti al secco (da rubarsi qua e là in zona con palettina alla mano).
sarà il primo tetto verde e nero di oristano.
portare ghiaia da sè sul tetto è un po’ difficile, sembra facile.
in realtà non so quanti mq siano.
ponti termici dovuti al parapetto: non li abbiamo risolti.
rivestendo il parapetto con xps dalla parte agevole credo che non porti a molto (non certo al 50%): se a natale mi metto un guanto solo sul palmo la mia mano resta fredda.
ma visto che la descrizione parla di muffa solo a soffitto forse, una volta che il soffitto sarà caldo, l’ambiente interno non offrirà più ospitalità alle muffe.
all’ombreggiatura del telo verde non credo molto. solo le arelle rinfrescano veramente.
“ma ciò renderebbe la parte isolata non calpestabile”: intendete che volete usare il terrazzo oppure volete potervi accedere solamente?
per accedere solamente basta lasciare un camminamento libero.
Sono davvero sorpreso x la disponibilità disinteressata che trovo qui (grazie anche ad Antonio) e che invece non riesco a trovare quando vado dai rivenditori che potrebbero averne un tornaconto in caso d’acquisto:
stamane sono andato a cercare a Cagliari da Bricoman i pannelli XPS probabilmente non li avevano ma non si sono sbattuti nemmeno un pò x farmi capire se erano in arrivo… non mi toccherà acquistarli online?
Cmq torniamo a noi: discussione in famiglia fra la moglie “tifosa” del controsoffito ed il marito motivato alla coibentazione esterna. La moglie teme l’infiltrarsi e lo stagnare dell’acqua fra i pannelli data anche la scarsa pendenza del terrazzo, il marito risponde che se ben posati non dovrebbero esserci interstizi (x quello pensavo alla colla).
Si il terrazzo in totale è di circa 100mq, ma come detto, mancando le risorse economiche tratterei solo la parte riguardante i vani con muffa che è la parte esposta a sud-ovest/ovest, la muffa è solo a soffitto in particolare in corrispondenza delle travi del solaio, negli angoli e nell’attaccatura parete soffitto cmq nel soffitto.
Andata x le arelle… si ha compreso bene il terrazzo non è utilizzato ma dev’essere accessibile.
Mancando di pollice verde e di vicini dotati rinunciamo alle fioriere-Pirelli e credo opteremo x i forati da 25 e magari l’ausilio di qualche tavolone, non sarà bello a vedersi ma farà il suo uso.
Ripeto la domanda sopra ai pannelli prima della zavorra è opportuno stendere il tessuto non tessuto?
Grazie ancora
andiamo verso un mondo migliore…
meglio provare in magazzini per edilizia: con consegna magari: l xps fa tanto volume.
sua moglie deve leggere qualche articolo sulla coibentazione dall’interno, poi sarà sua alleata!
non mi avventurerei con la colla: se un giorno bisogna intervenire sulle guaine sarà solo una rottura di scatole, se invece l’xps è incollato sarà da piangere.
la poca pendenza…. anche se la guaina si tenesse del bagnato cambia poco. se c’è una diagonale che porta allo scarico cerchiamo di rispettarla.
le fioriere pirelli (bel soprannome) avrebbe funzionato un po’ da sfasamento estivo oltre che da microclima migliore.
invece che portare sul tetto un sacco di ghiaia pesante potreste farvi consegnare insieme all’xps (con lo stesso trasporto) un po’ di laterizi forati con spessore ridotto (chiamati anche tavelloni) ( http://www.calcementi.net/pages/cat_02.html ), maneggevoli,
potreste posarli per ombreggiare l’xps tenendoli un po’ sollevati dall’xps (con xps di ritaglio) per permettere una discreta ventilazione e tenendo un po’ di fessurazioni tra loro (la lunghezza posata da est a ovest così i tagli non si assolano a mezzogiorno).
prima di acquistare le arelle vedete se il caldo già se ne rimane fuori.
e un bel tetto di balle di paglia?
guaina
xps
balle di paglia
qualche asse
onduline posate per tenere asciutte le balle
addio pinguino de longhi
teneteci aggiornati, siamo curiosi
E’ difficile riuscire a trasmettere l’entusiasmo nel progetto che il caro Federico (ormai dopo qualche post si diventa amici…) è riuscito ad infondermi.
Ormai è deciso si fa, attendo per partire con la posa, la rimozione di un vecchio serbatoio d’acqua (un tempo c’era la siccità in Sardegna…) che sta proprio nella zona da isolare (e che credo abbia contribuito anche lui alla formazione delle muffe).
Mi sono convinto anche sul fatto di rinunciare all’uso della colla (condivido pienamente le considerazioni fatte) è che di solito sono un pò “ridondante” quando faccio il “fai da te” esagero sempre… dove basterebbe un chiodo ne metto sempre 2 x sicurezza…
Ottimo il suggerimento delle tavelle (citate anche da Antonio, ma non avevo la minima idea di cosa fossero, il link di Federico ha chiarito).
Le arelle saranno il secondo step, credo purtroppo necessario, in quanto da noi il sole d’estate “picchia forte”.
Vi ragguaglierò senz’altro sull’esito dell’operazione, anche se sono certo avrò bisogno d’ulteriori delucidazioni in corso d’opera.
Vi ringrazio oltre che degli indispensabili consiglio sopratutto della convinzione nell’operazione che siete riusciti ad infondermi, se tutto va come credo quest’anno farò una parte e l’anno prossimo completerò tutto il terrazzo anche nelle zone non infestate da muffa… credo che negli anni salute e portafoglio staranno meglio…
Salve, vorrei capire se è possibile applicare un cappotto termico esterno ad una parete con questa stratigrafia dall’esterno verso l’interno:
- laterizio 30 cm
- sughero nero portogallo 3 cm
- laterizio 12 cm
o se l’applicazione dello stesso può generare fenomeni di condensa interstiziale.Se fosse invece possibile optare per il cappotto, meglio XPS? Preciso che mi trovo in Veneto, zona climatica E.
Grazie.
se ho capito bene la stratigrafia, la parete esterna ha un’intercapedine isolata con sughero per 3cm. credo che la condensa interstiziale possa avvenire solo allo stato di fatto e non quando la casa riceverà un nuovo sistema a cappotto, dimensionato adeguatamente. un sistema a cappotto in xps non lo consiglierei a nessuno, un sistema in eps con zoccolo in xps è corretto ed economico. non isola dal caldo (ma lo stato di fatto dovrebbe già garantirlo) e peggiora l’isolamento acustico (ma lo stato di fatto dovrebbe già garantirlo). a disposizione per altri chiarimenti
Buongiorno Federico, leggendo la risposta ad Alessandra mi sono chiesto perchè non lo consiglierebbe a nessuno un cappotto in xps???
sia interno che esterno?
a me lo hanno appena fatto…interno…tagliando le tramezze per non avere punti termici…
grazie
Buongiorno, perchè un cappotto in xps nn lo consiglierebbe a nessuno???
io lo ho realizzato all’interno con uno spessore di 6cm; all’esterno nn potevo proprio.
per eliminare i ponti termici delle tramezze le ho tagliate ed ho infilato il polistirene all’interno.
ma perchè avrei dovuto farlo in eps e non in xps?
grazie
eps significa meno resistenza alla diffusione del vapore. è stato corretto eliminare i ponti termici delle tramezze. al soffitto il ponte termico si può eliminare con cunei o pannelli (creando un dente).
Buongiorno, beh è semplice rispondere alla domanda dell’articolo: direi il processo di produzione! XPS ed EPS sono entrambi polistireni espansi, il primo estruso e il secondo sinterizzato. Hanno entrambi strutture a celle chiuse. Il colore??? Se volete si può fare anche fuxia. Discorso a parte il grigio che è arricchito con grafite. Trovo incredibile che con tutte le informazioni presenti in rete ancora si dice che XPS è a celle chiuse e EPS no.
Per il resto complimenti per il blog, e sarebbe bello avere case totalmente green, credo utopico in aree densamente popolate.
Buona giornata
Antonio
beh…che dire….se ne leggono di tutti i colori…ogni commento però porta a fare alcune considerazioni.
Già si sa che XPS ed EPS sono a celle chiuse…ma materia prima è sempre lo stesso polimero, ma cambia la tecnologia per realizzare il prodotto (uno estrusore, l’altro espansore).La tradizionale maggior densità dell’xps porta sì a maggior rigidità del cappotto (ma a che pro?…serve davvero una maggior rigidità, visto che poi il tutto viene coperto da rete, rasante ed intonaco?), ma rende il cappotto meno permeabile al vapore e quindi aumenta la possibilità che si formino muffe, se non ricorrendo a ventilazioni che non fanno altro che aumentare i costi….giusto i costi…li conoscete tutti…l’xps ha un miglior lambda, ma costa anche di più…in maniera più che proporzionale. Sarà anche un parere di parte, ma ritengo che l’eps sia il miglior compromesso tra prestazioni e costi.
Un’altra precisazione: tra lastra e lastra non va messa colla (si creano ponti termici) e l’incollaggio “a polpetta” come ho letto sorpa, non è un errore…anzi, permette un’evacuazione dell’umidità più veloce.
saluti a tutti
concordo: l’eps è il miglior compromesso costi prestazioni.
le muffe dipendono dalle buone abitudini di fare ventilazione negli ambienti. Nessuna muratura con o senza cappotto riesce a smaltire vapore acqueo per oltre il 5%. Dopodichè meglio una parete traspirante che non.
Se l’incollaggio è solo a polpette di collante tutta la facciata della casa ha uno strato d’aria in movimento tra muratura e coibentazione. Meglio di no.
buon giorno,
volevo un consiglio, premetto che sono ignorante in materia,abito in una casa che ha solo esposizione a nord,
ultimo piano, tetto piano,edificata nel 1970.
sul lastrico solare c’è la guaina bitumosa. Ho 30 gradi in estate e il freddo polare in inverno,quando arriva la bolletta del metano mi viene un malore, ho pensato di iniziare con l’isolare il tetto, va bene se metto pannelli di polistirene sulla guaina e sopra metto altra guaina???? mi suggerite come fare???? ci vuole anke la barriera vapore o non serve????
Non conosco la zona climatica… comunque:
potete intervenire sul tetto come in un tetto piano rovescio http://espertocasaclima.com/isolamento/tetto-piano-alla-rovescia/ : Il tetto alla rovescia posiziona la membrana impermeabilizzante sotto l’isolante. L’isolante adatto non deve assorbire acqua. Così potreste fare un intervento FAI DA TE se l’impermeabilizzazione è sana! Poserete le lastre in xps e poi zavorrerete con quello che trovate più economico. La coibentazione invernale migliorerà sensibilmente (in base allo spessore), per vedere la situazione estiva bisognerebbe fare un calcolo conoscendo qualità e spessore del solaio in base allo spessore di xps che andrete a posare.
Salve dott. Sampaoli,
Ho un quesito da sottoporre a Lei e a tutti coloro leggono questo forum: Mi chiedevo se un solaio con casseformi in EPS (tipo PLASTBAU) è in grado di garantire una certa traspirabilità dell’edificio. Si tratta di EPS 100 con densità di 19 kg/mq e con un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 25
Vorrei capire se questo è un valore accettabile e se permette una buona traspirabilità della copertura orizzontale. Vorrei precisare che sopra la copertura (piana) è previsto un tetto giardino a verde estensivo.
Devo costruire casa e sto definendo i materiali da utilizzare. Si tratta di una soprelevazione di un edificio esistente e purtroppo dovró realizzare un intelaiatura in calcestruzzo armato.
Come materiale da tamponamento sto scegliendo del calcestruzzo cellulare autoclavato (Ytong), in blocchi da 36 cm di spessore con una trasmittanza di 0,32 e un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 5. Correggerò i ponti termici dei pilastri in c.a. attraverso delle tavelle da 6 cm dello stesso materiale con un lambda= 0,035 e un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 5. Il tutto sarà intonacato con intonaco a base calce, gesso e perlite, idrofugato e fibrorinforzato. Poi magari rifinito con una pittura silossanica (impermeabile e allo stesso tempo permeabile al vapore)
Mi chiedevo se l’attenzione nella scelta di Un materiale fortemente taspirabile nei blocchi delle coperture verticali, possa essere vanificata da un solaio in EPS delle caratteristiche che ho elencato sopra.
Grazie in anticipo per l’aiuto!!!
Piergoffredo
La Vostra preoccupazione per la traspirabilità dell’edificio è eccessiva. Sappiamo che la casa non respira, ma la gestione dell’umidità deve essere tale da non intrappolare l’umidità o accumularla.
La resistenza al passaggio del vapore µ” = 25 è abbastanza bassa. Ma è previsto un tetto verde, dunque la copertura non traspirerà più dopo le impermeabilizzazioni e lo spessore della coibentazione del pacchetto verde.
Giusto pensare all’Ytong per leggerezza ed isolamento termico: ma è bene preoccuparsi della finitura interna che deve restituire un po’ di inerzia all’ambiente interno!
Ytong è materiale da costruzione, ma in definitiva è materiale isolante e d’estate è difficile scaricare energia in un materiale isolante!
Attenzione al surriscaldamento!
Correggere i ponti termici dei pilastri in cls con tavelle da 6 cm dello stesso materiale con un lambda= 0,035 mi appare più mitigare che correggere. Se non è previsto un sistema a cappotto esterno ulteriore.