casaclimascetticismo
E’ così. Mi è capitato anche in una recentissima riunione: il progettista, l’architetto, è scettico sull’uso dell’isolamento termico in tutto l’edificio, in effetti crea non pochi impigli se ci soffermiamo a guardare tutti i particolari del progetto. Qui come facciamo? Qui non ci stiamo! Qui bisognerebbe cambiare! Qui non c’è spazio! Qui avevo promesso al committente un’ inferriata scorrevole! Qui è impossibile! A me la classe A non m’ interessa, è solo una moda! E’ solo una cosa che serve in Trentino dove fa tanto freddo, ma qui da noi… !
Anche la ventilazione confortevole, o ventilazione meccanica controllata, è vista con sospetto e indifferenza: l’ architetto per primo è scettico. Cosa serve? Io apro la finestra la mattina! Quando ho cucinato poi apro… !
Invece questo preciso momento di Slow Economy sarebbe il momento perfetto per rivedere i nostri abituali modi di progettare. E bisognerebbe andare oltre al puro risparmio, bisognerebbe elaborare un misuratore di benessere: potrebbe chiamarsi BIL, Benessere Interno Lordo; così per imitare il piccolo Bhutan sull’ Himalaya che da anni usa il FIL, Felicità Interna Lorda, spesso ben più importante del prodotto interno lordo.
L’isolamento termico e la ventilazione meccanica sono due aspetti importanti per ottenere una casa confortevole e con consumi di energia bassissimi. Non possono rimanere indietro durante il progetto!
Il progettista ha una grande responsabilità: è lui che deve prendere per mano il committente per fargli vedere dove abita il futuro della casa.






