Archivi categoria: VMC decentralizzata

La VMC in condominio

Installare un impianto decentralizzato di ventilazione meccanica con recupero di calore, VMC, in un appartamento che ovviamente sta in un contesto condominiale impone la realizzazione di un foro, al massimo di due fori, nella facciata comune. Dipende dal modello VMC scelto.

Ma il proprietario che decida per l’installazione della VMC deve comunicare o deve chiedere al condominio l’esecuzione del foro?

E’ suo diritto rinnovare l’aria ambiente con una macchina VMC oppure è una preghiera che deve rivolgere ai condòmini ostili?

Il TAR (sentenza n. 648/2017) ha già fatto chiarezza sulla collocazione di canne fumarie: non serve il consenso degli altri condòmini (se non impedisce agli altri l’uso del muro comune e non ne altera la normale destinazione).

Sono convinto che un foro destinato al funzionamento di una ventilazione meccanica non rientri tra gli interventi di eccessiva vastità, anche nel caso in cui i fori siano due e la placca di protezione esterna misurasse 30x15cm.

E sono anche convinto che il condominio, contrario all’installazione, non possa opporsi sbandierando l’argomento “immissioni sgradevoli o nocive”: infatti come potrebbe allora un altro condòmino permettersi di aprire la finestra e fare un normale ricambio d’aria?

Se io non posso accendere una VMC, allora tu non puoi aprire la finestra!

Sì, siamo tutti a favore della PACE, ma in condominio regna la guerra.

Avete esperienze sull’argomento? Potete lasciare un commento senza bisogno di iscrizione o altro. Andate qui sotto.

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Qualità del tubo corrugato per aerazione e ventilazione

Che si sia scelto un impianto di ventilazione centralizzato o una semplice ventilazione meccanica puntuale (decentralizzata) che possa servire a raggiungere un secondo locale installando una sola macchina, sarà necessario decidere la qualità del tubo corrugato per aerazione e ventilazione.

Con molta probabilità arriverà in cantiere tutto il necessario per l’installazione e non ci si dovrà preoccupare di nulla, ma non è raro che capiti di rendersi conto nel bel mezzo del lavoro che la metratura del tubo sia insufficiente.

Stiamo parlando di aerazione e di ventilazione, quindi NON possiamo risolvere la situazione andando al più vicino magazzino edile per prendere i metri di tubo corrugato mancanti. La qualità del tubo è importantissima per la salute!

Ci vuole un tubo a doppia parete in polietilene ad alta densità (troverete la sigla HDPE) con l’ interno liscio e l’ esterno corrugato e dev’essere prodotto con con materie prime vergini.

La qualità di queste tubazioni per vmc ha una funzione igienica: il trattamento interno è antimicrobico (garantisce un abbattimento > 99% della carica batterica presente sulle superfici interne dei condotti). Questo particolare evita la formazione di batteri e funghi. L’impiego di zinco piritione (biocida) evita l’insorgere dei cattivi odori.

Non chiudiamo un occhio se viene installato qualche metro di tubazione di diversa qualità! deve essere assolutamente un tubo con proprietà antimicrobiche, antibatteriche, antistatiche ed autoestinguenti in conformità con il D.M.n.174 del 04/2004 e con la normativa europea EN 61386-24

Se vi imbattete in altri riferimenti normativi ricordate che

  • VDI 6022 (07/2011) è una Norma rilasciata dall’associazione degli ingegneri tedeschi che prescrive i requisiti di igiene per gli impianti di ventilazione e condizionamento.
  • SWKI VA104-01 (04/2006) è una Norma rilasciata dall’associazione svizzera degli ingegneri civili che riporta i requisiti di igiene per gli impianti di ventilazione e condizionamento.
  • ÖNorm H602 (09/2003) è una Norma austriaca che detta i metodi e le specifiche per salvaguardare la pulizia degli impianti di ventilazione.
  • ÖNorm H6038 (02/2014) è una Norma austriaca che fornisce le linee guida per la progettazione, installazione, messa in opera, utilizzo e manutenzione degli impianti di ventilazione

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nel mio impianto di VMC


           

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Ho la VMC, ma è un inferno

Scrive Mauro ” Ho la VMC, i miei vicicini si scaldano con la legna in vecchi caminetti o stufe balorde. In casa mia c’é puzza, cambio spesso i filtri, pulisco per quello che posso i tubi ma è un inferno. “

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 tento di dare una risposta, se non una soluzione:

purtroppo la migliore progettazione è possibile quando si conoscono a fondo le caratteristiche del luogo, il suo microclima e quello modificato dai vicini di casa o dal traffico se presente una viabilità intensa.
I piccoli venti dominanti, le correnti, le ombre, le vicinanze e le distanze… tutto influisce sul risultato finale.

Faccio degli esempi:

  • la nostra casa affaccia ad ovest su una strada trafficata in alcune ore del giorno, ma il vento dominante, proveniente da est, allontana il problema delle emissioni del traffico molto efficacemente
  • il camino sulla facciata sud è sulla parte sinistra e il foro vmc sulla parte destra (mantenuto pulito dal vento dominante)
  • un altro foro vmc è sulla facciata nord (pulito anch’esso dal vento dominante)
  • un altro foro vmc è sulla facciata est  (pulito dal vento dominante)
  • si può dire che per evitare i rumori della strada e l’aria peggiore, tutti i fori finestra del lato ovest (10 su due piani) sono esclusivamente dedicati a prendere il sole del dopo pranzo (apporti gratuiti, in gergo meno casalingo) e quasi mai aperti.

D’inverno capitano le giornate tetre, dense d’umidità, aria cattiva, ferma e pesante da città padana: l’assenza di venti rinnovatori ci lascia soffocare in questa nebbia.

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Anche la nostra stufa contribuisce a peggiorare la situazione – io me ne accorgo bene, basta mettere il naso fuori. Ecco, in questi casi difficili, la vmc funziona egregiamente grazie a due cose:

  1. velocità moderata, o minima (la capacità di filtraggio scende con ricambi di volumi d’aria elevati)
  2. installazione filtri al carbone attivo: questo tipo di filtro è composto da vello di microfibra antiparticolato a doppio strato e diversi strati di carbone attivo, trattiene bene le polveri grosse e sottili e lo strato di carbone attivo ferma odori e gas tossici come carburanti, ossidi di azoto, ozono ecc. Il mio è un filtro Classe F6 con superficie utile 0,12 mq.

Per restare in tema filtri,

vmc-filtro-carboni-attivi-aria-esterna-stufa-caminetto-legna-inferno-03

ho anche fatto la personale esperienza di un inverno con Filtro F7 antiallergico e superficie utile 0,32 mq pensando che una superficie filtrante quasi tripla facesse un lavoro ancora migliore. Accidenti che delusione!

Non vedevo l’ora di sostituirlo a fine stagione: questo filtro antiparticolato classe F7 in vello di microfibra a doppio strato sarà anche efficace a trattenere polveri grosse e sottili (particelle fino a 0,4 um) e circa il 90% dei batteri, ma contro odori e gas tossici come carburanti, ossidi di azoto, ozono ecc….. non è quello giusto.

Chi progetta per un edificio in città deve necessariamente consigliare filtri al carbone attivo.

vmc-filtro-carboni-attivi-aria-esterna-stufa-caminetto-legna-inferno-01

A Mauro si può rispondere questo:

  • forse in fase progettuale si poteva decidere una posizione migliore per il foro che porta l’aria esterna allo scambiatore di calore e poi in ambiente indoor
  • forse l’impianto vmc installato offre come ricambi filtri di diverse tipologie, meglio scegliere filtri più adatti
  • forse le tubazioni di ripresa (in genere le più sporche in assoluto) possono essere protette da filtri ulteriori da posizionare sulle bocchette di ripresa

E le vostre personali esperienze in campo VMC?

            

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Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

Combattere muffa casa-02

le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

Combattere muffa casa-03

arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

Combattere muffa casa-01

l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

Combattere muffa casa-04

un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

Combattere muffa casa-05

non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


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La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

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Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

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Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

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Rapporto dell’Oms sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi

L’ Oms (Organizzazione mondiale sanità – World Health Organization) scrive sulle linee guida per la qualità dell’aria indoor.

L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi filamentosi (muffe), che proliferano quando il livello di umidità è elevato.

OMS qualità aria negli ambienti chiusi

Effetti sul sistema respiratorio:

  • allergie e asma

Effetti sul sistema immunitario:

  • disturbi

Ricordiamoci che gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor (pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi) amano umidità e ventilazione inadeguata.  L’alta umidità dell’aria favorisce la proliferazione di acari e funghi aumentando la quantità di allergeni, tossine e altre sostanze irritanti emesse nell’ambiente. Solo la ventilazione riduce la concentrazione degli inquinanti e l’umidità all’interno degli edifici.

I sistemi di ventilazione e l’aria condizionata possono anche essere dannosi se non sottoposti a una corretta manutenzione.

Circa il 13% delle asme croniche nei bambini è determinato da un eccesso di umidità negli edifici. 

I proprietari degli spazi sono responsabili di garantire ambienti di vita o di lavoro salutari attraverso un adeguato mantenimento degli edifici; gli occupanti sono responsabili della gestione dell’uso dell’acqua, del riscaldamento e della ventilazione.

Potete leggere questi documenti interessanti:

e questo in lingua italiana:

vale sempre il motto:

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Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

Dal 1 settembre 2013 le caldaie installate ex novo devono scaricare a tetto. Ci sono alcune deroghe previste nei casi elencati nell’art.17 bis della Legge n.90/2013, successivamente modificato con l’art.14, commi 8-9 del D.Lgs. n.102/2014.

Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

L’Articolo 674 del Codice Penale parla di “Getto pericoloso di cose”… atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero provocare emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda.

Tra le più recenti “Cass.pen.sez.III, del 07-05-2013 n.19530.

Non è necessario che le emissioni siano vietate da speciali norme giuridiche, essendo sufficiente che esse superino il limite della normale tollerabilità (diritto alla salute espressamente previsto dall’art. 32 della Costituzione).

La fattispecie di cui all’art. 674 Cod. pen. ha natura di reato di pericolo e di reato istantaneo per cui è sufficiente che i fumi producano almeno uno degli effetti prospettati nel disposto di legge e non è nemmeno richiesta la ripetizione di più atti.

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La VMC puntuale a doppio flusso è costosa

Si sa, tutti siamo alla ricerca del meglio al minor prezzo.

Così anche quando desideriamo installare una macchina per ventilazione meccanica controllata con recupero del calore (VMC) decentralizzata diamo tanta importanza al prezzo.

Negli ultimi anni l’offerta di vmc puntuali (decentralizzate) è aumentata molto, al pari dell’interesse dimostrato da chi ha una casa di proprietà con serramenti ultima generazione e che sente l’esigenza di un corretto ricambio d’aria senza disperdere tanta energia preziosa.

Perchè non acquistare una vmc economica allora?

Perchè spendere molto per una vmc puntuale?

In una vmc a me interessa il comfort: la vmc dev’essere silenziosa, affidabile, deve consumare poco, recuperare il più calore possibile con i migliori filtri disponibili sul mercato.

Specialmente in zone molto abitate, l’aria esterna invernale in parecchie ore della giornata risulta assai cattiva: ecco che un filtro G4 a carboni risolve egregiamente il problema.

Ma non voglio essere snob, il prezzo è decisivo nella scelta della vmc e a volte determina la rinuncia.

Non sono contrario alla ventilazione manuale, non è che mi piaccia l’affettatrice solo perchè è elettrica e non voglio usare il coltello come la mia nonna: il fatto è che la vmc offre un ricambio costante e un ricambio costante è ottimo per tenere bassa la concentrazione di Co2 negli ambienti e ottimo in periodo di riscaldamento per abbassare il livello di umidità interno. Non parliamo di tutti gli altri inquinanti che infestano gli ambienti indoor.

Avete mai monitorato questi due valori nella vostra super casa con super finestre? Gli spifferi della nonna non ci sono più, ma di conseguenza non c’è nemmeno un sufficiente ricambio d’aria.

monitor CO2

Provate ad utilizzare un misuratore di Co2, umidità e temperatura… ne vedrete delle belle! Ma è utile conoscere la verità!

Torniamo alla vmc, altrimenti non si capisce dove vada a parare questo articolo.

Le vmc puntuali a flusso singolo possono lavorare da sole, oppure a coppie, perchè la ventola dell’ aria cambia direzione ogni 70 secondi (il tempo di caricare o scaricare il recuperatore del calore) (depressione 70 secondi, sovrapressione 70 secondi dei locali).

vmc tubo funzionamento

Le VMC a tubo, come le chiamo io, si stanno evolvendo ancora ed esiste già un modello con 2 ventole: resta il fatto che il flusso continua ad invertirsi ad intervalli per poter garantire il recupero del calore:

vmc tubo funzionamento

In questo modo le ventole che lavorano una in un senso, una nell’altro, creano due flussi opposti nello scambiatore ceramico.

vmc tubo funzionamento

Lo scambiatore ceramico da una parte si raffredda e dall’altra si scalda. Dopo 70 secondi tutto il gioco si inverte altrimenti non si recupererebbe più nessun calore.

vmc tubo funzionamento

Tutt’altra cosa è una vmc a doppio flusso incrociato:

vmc doppio flusso recuperatore calore

La vmc più costosa, tedesca, doppio flusso prevede un recuperatore di calore non ceramico dove avviene l’incrocio dei due flussi d’aria in continuo, non c’è alternanza.

L’aria vecchia e quella nuova non si incontrano mai. Ci sono 2 motori e naturalmente 2 filtri. E senza alternanza, quello che è stato trattenuto dal filtro rimane lì fino al momento in cui non si sostituisce il filtro (questo aspetto non è da sottovalutare: immaginate cosa succederebbe in casa se la vostra aspirapolvere ogni tanto invertisse il flusso! aaah non la comprereste? ma se costasse meno non la comprereste ugualmente? e regalata? nemmeno regalata?). Sì è un esempio un po’ provocatorio, ma tutto sommato è questo che accade: tutto lo sporco appena depositato sul filtro durante l’espulsione mi torna indietro 70 secondi dopo! Ricordate che il filtro sempre più sporco è quello che filtra l’aria che buttiamo fuori, non quello dell’aria esterna che entra: incredibile ma vero!

Ma allora, se la VMC migliore, più efficace, più efficiente, più silenziosa costa troppo… perchè non tagliare il prezzo a metà? Cosa sto dicendo?

Intendo che se la metà del prezzo vi pare una cifra ragionevole, interessante e appetibile allora decidiamoci per la migliore delle VMC e facciamola lavorare in 2 ambienti!

A volte abbiamo la soluzione sotto il naso e non riusciamo a vederla. La vita è così.

Sto dicendo che un’ ottima VMC a doppio flusso, progettata in modo tale che possa eseguire la ripresa in un locale attiguo, il bagno o la cucina ad esempio, e immettere aria fresca (preriscaldata dal recuperatore) nell’ambiente dove volevamo avere un corretto ricambio d’aria, è effettivamente una macchina a metà prezzo! Non più due macchine per due locali: una sola vmc per due locali.

vmc doppio flusso recuperatore calore due locali

Serve un po’ di progettazione e attenzione ma se la distribuzione dei vani e dei mobili lo permette, il trucco è fatto.

Sì una minima canalizzazione è necessaria: mezzo metro, un metro, ma nemmeno paragonabile alle autostrade di un impianto di vmc centralizzata (efficacissimo, ma anche complicatissimo e bisognoso di manutenzione e pulizie pasquali difficili ed onerose!).

Recentemente ho progettato una VMC sola che riesce a servire 3 locali:

bocchetta di transito silenziato fonoassorbente

certamente sono stato aiutato dalla disposizione del bagno e della cucina, e certamente garantisco solo un minimo di ricambio d’aria base (per non spingere l’acceleratore e far girare le ventole a velocità 4-5-6-7-8-9), ma con l’aiuto di una bocchetta di transito silenziato (fonoassorbente) anche questo è possibile!

Allora la VMC che sembrava tanto costosa costa in effetti solo un terzo del prezzo di listino! Immaginate… aria fresca in camera – aria viziata che se ne va dalla bocchetta di ripresa in bagno portandosi via anche l’umidità in eccesso – porta del bagno chiusa anzichè socchiusa e l’aria con i profumi di cucina se ne va dalla bocchetta di transito dritta alla bocchetta di ripresa in bagno.

Non tanto per aver risucchiato il profumo di brodino dalla ripresa del bagno, ma per aver dato un flusso più corretto e più confortevole ai movimenti dell’aria in casa: mai più i profumi della cucina che si espandono in tutta la casa e mai più i vapori del bagno che se ne migrano in corridoio.  Anche questo è comfort!

 

       

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Candele e VMC, compagni perfetti

Le festività e le temperature basse invogliano a stare in casa. Una bella atmosfera in famiglia può regalare bellissimi momenti e bei ricordi. La giusta illuminazione ha un ruolo fondamentale e le candele sono buone alleate in questo.

candele e VMC, compagni perfetti

Purtroppo la South Carolina State University ha condotto uno studio sugli effetti della paraffina: in effetti le candele emettono diversi composti organici volatili cancerogeni (VOC):

  • acetone,
  • acetaldeide,
  • benzene,
  • disolfuro di carbonio,
  • tetracloruro di carbonio,
  • monossido di carbonio clorobenzene,
  • creosolo,
  • ciclopentene,
  • etilbenzene,
  • formaldeide,
  • fenolo,
  • stirene tetracloroetilene,
  • toluene,
  • tricloroetene e xilene
  • micro fuliggine.

Idem per incensi o profumatori di ambiente. E allora? Addio al lume di candela? La salute in cambio di una luce soffusa?

La ventilazione meccanica controllata non potrebbe essere la soluzione più adatta? Il recupero del calore potrebbe anche avvantaggiarsi dei Watt portati dalle candele accese.

Vorrei sottolineare che anche se spegnessimo le candele in casa per sempre, la qualità dell’aria, per colpa di tante cose (che spesso nemmeno conosciamo), non è buona: progettiamo seriamente l’installazione di una VMC oppure di alcune VMC decentralizzate. Queste ultime possono servire anche due ambienti alla volta, ciò dipende dalla disposizione dei vani, ma è spesso facilmente realizzabile.

candele e VMC, compagni perfetti

Avete mai pensato di regalarvi una VMC? E’ un elettrodomestico che dà tante soddisfazioni!

vale sempre il motto:

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Tra le discussioni sulle case energeticamente efficienti

E’ passato anche il 2014 e stiamo ancora a cavillare sulla efficienza o no delle case. Girano in rete discussioni come questa: “Le case energeticamente efficienti aumentano il rischio di soffrire di asma?”

Le case come le conosciamo vann bene così come sono? Forse a qualcuno vanno anche bene, ma non sono efficienti, e sicuramente sono poco confortevoli in gran parte delle stagioni.

Allora, è l’efficienza energetica che aumenta il rischio di soffrire di asma? oppure è chi vive in una casa efficiente il vero colpevole?  Sono le finestre ad alte prestazioni a causare le muffe o è chi non le apre mai?

Secondo me i riferimenti tecnici sulla ventilazione si trovano tutti archiviati nel buon senso:

 non chiedetemi però dove si acquisti il buon senso!

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


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