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VMC decentralizzata che consuma poco e rende molto

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Nell’articolo di dicembre VMC very cool anche d’estate avevo fatto notare che mentre la VMC recupera energia per 230 Watt, i ventilatori stanno consumando circa 4 Watt.

La VMC è una macchina veramente efficiente già di per sè e questa freeAir 100 è un top di gamma tra le decentralizzate (quando ben installata).

Ma cos’è consumare poco?

 

Solo grazie ad un altissimo livello di efficienza è possibile guadagnarsi il voto più alto A+ secondo l’EU-Ökodesign-Richtlinie che rappresenta la Direttiva sulla progettazione ecocompatibile (ridurre il più possibile l’impatto ambientale dei prodotti connessi all’energia, tenendo conto dell’intero ciclo di vita).

E se non vi convince l’etichetta energetica potete rassicurarvi con quella rilasciata dal Passivhaus Institut che testa i componenti e premia con una sua etichetta quelli che rispettano gli alti standard richiesti dalle Case Passive.

 

 

Nel primo articolo avevo sommariamente descritto come questa VMC con cervello distribuisce l’aria negli altri locali senza canalizzare tutta la casa. Ricordate? sfrutta la depressione generata dai canali di estrazione e prevede qualche unità interna di trasferimento posizionata in alto (dove l’aria è più calda e più umida) sopra l’architrave di una porta di una camera per esempio (estrae dalla stanza l’aria e questa depressione richiama aria fresca all’interno). Questa unità interna, grazie al suo sensore VOC, regola automaticamente il flusso d’aria analizzando la concentrazione di CO2

Ebbene, questa progettazione non è solo ardita, o innovativa, come vi piace vederla non ha importanza, è super efficiente: infatti l’unità che trasferisce alcuni volumi d’aria (e solo se necessario naturalmente: ha un cervello) ha un fabbisogno energetico medio di 1 solo Watt.

Possiamo tranquillamente ammettere che l’unità freeAir Plus contribuisce ad un ulteriore aumento dell’efficienza energetica del sistema.

Il software (e non credo sia truccato come alla Volkswagen) visualizza continuamente l’eccellente rapporto tra energia termica recuperata e energia operativa del sistema di ventilazione. Fa anche notare il recupero del raffreddamento in estate. Il rapporto tra energia utilizzata e recupero è compreso tra 1:30 e 1:50 :

Ma torniamo a parlare di Componenti certificati dal Passivhaus Institut : costruire con standard passivo significa progettare un involucro coi fiocchi, tanto isolamento termico, tanta tenuta all’aria e ponti termici free. Ma significa anche che per serramenti e impianti non possiamo andare ad acquistare quello che ci salta in mente, anche qui si deve puntare in alto. Come diceva Steve Jobs, se nella tua azienda lavorano mezze calzette, l’intera azienda diventerà una mezza calzetta:

Perciò mettiamocela via l’idea di installare qualche impianto VMC che non sia al top. E non è da vedere come un ostacolo, anzi si potrebbe dire che l’Istituto Passivhaus di Darmstadt ha già fatto il lavoro sporco di individuare i componenti buoni e meno buoni. E ci si può fidare.

Forse l’unica cosa che si potrebbe lamentare è che magari c’è un costruttore bravissimo, ma bravissimo veramente, che non ha deciso di investire capitali nell’iter di certificazione per salire nell’Olimpo dei Zertfizierte Komponente… Lo farà nel 2020. oooh se lo farà!

Dunque, efficienza: ora lasciamo da parte l’efficienza del recuperatore del calore ( ovviamente > del 75% ), parliamo di efficienza elettrica delle VMC in generale. Per il Passivhaus Institut una VMC di qualità deve avere un’efficienza elettrica inferiore a 0,45 W ora/mc aria. Ma dove si legge questo dato di efficienza elettrica della VMC Wh/mc aria (oppure Watt/(mc aria /h) ?

efficienza elettrica

Questo dato è riportato nell’allegata Omologazione dal DIBT (Deutschen Institut fuer Bautechnik – Istituto tedesco per la tecnica delle costruzioni) documento in lingua tedesca, o bisogna calcolarselo.

La mia VMC preferita, quella tedesca, di cui non faccio il nome, ma comincia per M e finisce per eltem 😉 con scambiatore di calore in alluminio, e 2 ventilatori radiali riporta tutti i dati che vorreste conoscere (vedi sopra):

I dati tecnici della VMC freeAir riportano i consumi di corrente elettrica in base alle portate d’aria orarie:

quindi se vogliamo calcolare l’efficienza elettrica basterà prendere il pallottoliere o una potente calcolatrice o domandare ad Alexa di dividere i 4W per i 20mc aria ora e ottenere 0,20 W ora/mc aria: noterete che anche alla massima portata di 100mc aria ora la VMC consuma solo 38W quindi 0,38 W ora/mc aria (che è sempre inferiore a 0,45).

Quando la VMC è in sola meditazione e sta annusando l’aria di casa vostra vi consumerà 1 Watt, forse meno della televisione che sta lì a far nulla aspettando sera.

Concludo ricordando che una VMC non si installa perchè avete la CasaClima, perchè abitate in classe A, perchè l’ha detto il termotecnico, o perchè avete la muffa in casa. Si installa perchè dobbiamo respirare, perchè l’aria è un diritto.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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VMC very cool anche d’estate

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Avevo promesso un nuovo articolo intitolato “VMC very cool anche d’estate” che approfondisse un altro aspetto di questa VMC decentralizzata intelligente.

Una funzione estiva molto interessante che chiamano Turbo-Cool può tornare molto utile nella stagione estiva. Ora è inutile credere alle fiabe.. non c’è batteria di raffreddamento, non c’è un deumidificatore, non c’è un consumo esagerato di corrente elettrica… e allora come si fanno i miracoli?

I miracoli li facevamo tutti prima che l’Italia si ingozzasse di climatizzatori, ogni anno più efficienti e più economici all’acquisto e anche a rate. Cosa si faceva prima che il climatizzatore diventasse di moda?

Si usavano cervello & esperienza:

Si faceva ventilazione notturna, si ombreggiava accuratamente dove batteva il sole, ci si alzava presto perchè in estate la mattina è bello ed è fresco, si facevano anche lavoretti di buon mattino per sfruttare il fresco! Oggi basta andare da Media World e poi premere ON.

Comunque il metodo della nonna resta molto valido ed è estremamente green! E i tecnici di questa VMC lo hanno sposato in pieno. Hanno messo l’esperienza della nonna nel by-pass estivo? In un certo senso sì: la VMC, attraverso i suoi sensori, legge la temperatura esterna e quella interna, se d’estate quella esterna è più bassa il software attiva il by-pass dello scambiatore di calore

  • non recupera il calore
  • permette all’aria fresca esterna di entrare in ambiente
  • butta fuori l’aria calda degli ambienti.

Faccio notare che possiamo noi impostare la temperatura che fa decidere alla macchina il suo comportamento e questa potrà essere compresa tra i 19° e i 26°C.

Lo so anch’io che d’estate ci sono settimane roventi, quando i telegiornali ci fanno vedere i turisti che si tuffano nelle fontane – ecco per quei giorni non resta che tornare da Media World.

Ma restiamo sulla VMC, cosa offre in più per l’estate? Solo il by-pass dello scambiatore? No

Questa VMC ragiona così: sa che gli occupanti si sveglieranno, si alzeranno e usciranno di casa e fuori pian piano l’aria esterna tornerà a scaldarsi, anzi a surriscaldarsi: è estate!

Gli occupanti prima di uscire avranno avuto la buona accortezza di ombreggiare tutte le finestre dove batterà il sole e la VMC si metterà alla massima capacità di ventilazione, per non più di 3 ore consecutive, per assicurare agli ambienti la massima quantità di aria fresca del mattino – o comunque fino a che il sensore non avvertirà i ventilatori che la temperatura esterna è già salita troppo, in modo completamente automatico. Ecco, il Turbo-Cool è servito:

I tecnici della VMC in versione “maniche corte” descrivono lo scambiatore di calore (Wärmetauscher) come uno scambiatore di freddo (Kältetauscher), io direi “di fresco”:

  • fino a che fuori è più caldo che in casa, l’aria esterna che attraversa lo scambiatore cede parte del calore e si raffresca e il sensore si accorgerà quando la temperatura esterna scenderà per attivare il bypass.

Una sciocchezza? presto tutte le VMC in circolazione, anche quelle a tubo da 300€, copieranno il trucchetto della nonna? Nossignori, c’è un brevetto sulla funzione Turbo-Cool. Ecco perchè questa VMC è cool!

Ricapitolando, per tutto l’inverno lo scambiatore di calore permette di recuperare il calore interno che sarebbe buttato dalla finestra per arieggiare (a fronte di circa 1/40esimo di consumo di energia elettrica (sempre di energia parliamo)) e per tutta l’estate, come farebbe la nonna, ci porta in casa tutta l’aria fresca che trova, fin che la trova.

Direi che come maggiordomo è molto efficiente – e non racconta nulla in giro!

Nel grafico sotto (ascissa = mese dell’anno e ordinata = energia recuperata per mese) potete vedere un bilancio annuale (forse un po’ hollywoodiano perchè preparato dal produttore, ma non è neanche giusto sempre pensar male) che ci indica:

  • in rosso l’energia recuperata
  • in verde il consumo elettrico della macchina (ed essendo un macinino riconosciuto dal Passivhaus Institut di Darmstadt come componente certificato ci si può fidare)
  • in azzurro il raffrescamento passivo

Chi è uno smanettone può leggere tutti i valori ora per ora, giorno per giorno, mese per mese, anno per anno.

 

E naturalmente seguire LIVE tutti i valori di

  • temperatura esterna 
  • umidità esterna
  • temperatura interna 
  • umidità interna
  • concentrazione di CO2 (ppm)
  • percentuale di calore recuperato dallo scambiatore 
  • energia recuperata espressa in Watt

Pensate che mentre la VMC recupera energia per 230 Watt, i ventilatori stanno consumando circa 4 Watt. E’ un dato significativo no? Ne parleremo in un post successivo “VMC decentralizzata che consuma poco e rende molto“, promesso.

La VMC come impianto in sè è veramente efficace, semplice (magari non questo modello che è veramente spinto!), efficiente, intelligente, anche banale nella sua costruzione (più semplice di una radio credo). E’ ancora poco capita e soprattutto poco conosciuta.

Beh io sto facendo la mia parte per farvela conoscere! Voi datemi retta, è quello che ci vuole in una casa con serramenti a tenuta! c’è poco da fare, che vogliate o no.

E se conoscete un esperto, fatevi aiutare da lui e poi decidetevi per l’installazione.


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Agli esperti-lettori possiamo solo consigliare Topten

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La settimana scorsa Marco mi faceva notare una cosa:

  • in Italia non siamo abituati ad avere siti indipendenti che mettono a confronto per la grande platea, che siamo noi, le varie apparecchiature sia dal punto di vista economico che di rendimento, che spazia dalle pompe di calore, alle stufe a legna, alle lampadine, alle lavatrici etc. a tutto in pratica!

Invece già al di là del confine, senza arrivare fino in Germania, possiamo trovare facilmente e velocemente i migliori prodotti al migliore prezzo. Stiamo parlando di Topten che si focalizza sull’efficienza energetica, un impatto ambientale ridotto e la qualità, rimanendo neutrale e indipendente.

Neutrale e indipendente?

questa sì che è una cosa di cui abbiamo bisogno, tutti!

Allora venite con noi a leggere su www.topten.ch nella nostra lingua (ricordate di selezionare la lingua italiana nel menù in alto a destra se non masticate Schwyzerdütsch) e informiamoci bene prima di fare acquisti sbagliati o “poco-esperti”.

Da Aprile esiste anche Topten Italia, che non abbiamo avuto il tempo di testare, fatelo voi e scriveteci, i commenti sono aperti e non serve registrarsi!


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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