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Tetto verde o tetto in laterizio?

L’irraggiamento solare in copertura è tra le cause primarie del surriscaldamento degli ambienti sottostanti, un tetto piano o a falde assorbe ingenti quantità di calore e nel periodo estivo dimostra variazioni di temperatura di superficie fino a 70° C.

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Troppo apporto di calore = comfort degli ambienti interni scadente.

Il tetto verde è una buona soluzione?

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In generale, oggi, un tetto verde significa

  • una soluzione sostenibile al controllo della temperatura operativa interna degli ambienti
  • un contributo al drenaggio ed alla gestione delle acque meteoriche in città troppo cementificate
  • un assorbimento delle emissioni di CO2 e polveri sottili
  • una mitigazione dell’effetto isola di calore
  • un contributo alla biodiversità.

Nei climi caldi era noto per limitare il surriscaldamento dovuto all’irraggiamento solare.

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Se cerchiamo di capire dalle tradizioni la storia dell’edilizia dovremmo notare che la costruzione dei tetti verdi è stata primariamente utilizzata nel Nord Europa.

Nei climi freddi del nord Europa il verde colonizzava spontaneamente le coperture e la copertura verde, storicamente, era conosciuta come un buon modo per isolare termi- camente dal freddo.

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E’ certamente un aiuto all’isolamento e all’inerzia termica. In clima mediterraneo però bisogna anche porre più attenzione alla risorsa acqua (pensate all’ irrigazione dello strato verde!).

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La radiazione solare è bilanciata dai flussi di calore sensibile (convettivo) e latente (evaporativo), il processo di trasferimento del calore che avviene in un tetto verde. Nel nostro clima il programma di irrigazione (oppure un eventuale impianto di irrigazione d’emergenza dedicato a periodi di siccità) complica non poco l’ installazione di un tetto verde, e senza irrigazione forzata, il contributo offerto dal processo di traspirazione alla dissipazione del calore risulta contenuto.

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Parlando dell’impatto globale di cosa non dobbiamo dimenticarci?

  • in un tetto in laterizio si deve tenere conto del processo di cottura del laterizio e del calcestruzzo principalmente
  • nella coperture verde gli impatti ambientali più importanti derivano dalle membrane impermeabili antiradice, dalla composizione dello strato e dai materiali drenanti (pomice, lapillo, argilla espansa)

Non voglio mettere in gara il tetto verde con il tetto in laterizio ma facendo una progettazione oculata, magari con tegole in laterizio di riuso e membrane impermeabili traspiranti a base di materie prime riciclabili, gli impatti ambientali dei tetti tradizionali possono diventare ancora più contenuti.

E non abbiamo parlato ancora di manutenzione! La coperture tradizionali in laterizio richiedano poca manutenzione e possono durare anche più di un secolo, ciò non vale per la copertura a verde che esige una manutenzione programmata, per superare i 30anni di vita.

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Ora non prendiamo decisioni affrettate! Limitare le isole di calore che si formano nelle città è importante! Migliorare il proprio microclima è importante! Migliorare la situazione delle polveri sottili è importante!

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Insomma, la fatica di progettare un tetto verde non è tempo perso e per molti edifici moderni e con pochi legami al passato, il tetto verde ci sta a pennello!

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Il tetto verde

 

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Le coperture piane verdi non sono solo belle per i colori che offrono ad ogni stagione,

ma

  • aumentano la durata delle impermeabilizzazioni stratificazione-tetto-verde-prima perchè offrono protezione dal surriscaldamento, dal freddo, dagli sbalzi di temperatura e dai danni dei raggi UV.
  • trattengono il 70% dell’acqua proveniente dalle precipitazioni e di conseguenza offrono uno smaltimento meteorico molto simile a quello di tipo naturale.

Ovviamente non è sufficiente coprire il tetto di terra. E’ indispensabile posare materiali giusti secondo la giusta stratigrafia come nell’esempio seguente:

stratificazione-tetto-verdepartendo da sotto verso sopra:

  1. Solaio
  2. Impermeabilizzazione
  3. Pannelli coibenti (isolamento)
  4. Impermeabilizzazione (guaina antiradice)
  5. Guaina bugnata (Speicherschutzmatte)
  6. Pannelli o teli drenanti
  7. Tessuto non tessuto filtrante
  8. Terra e sedum

 Ho anche letto che le Coperture a verde sono entrate a far parte dell’involucro edilizio sia per l’esplicito riferimento alle Coperture a Verde nell’ambito del DPR n° 59 del 2/6/2009 “Regolamento recante attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del DLG 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.” che all’inserimento della Norma UNI 11235: “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde” nel DM del 26/06/2009: “Ministero dello Sviluppo economico – Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici” .