Archivi categoria: tetto piano

Guaina per impermeabilizzazione, scelta difficile

Non essendo un grande conoscitore di miscele industriali destinate alla produzione dei materiali per impermeabilizzazione cerco sempre di confrontarmi con l’ufficio tecnico del produttore di una certa guaina per capire se è molto, poco o per niente adatta all’impiego previsto e alla zona climatica dove intendo utilizzarla.

Leggevo l’altro giorno delle guaine in PVC che dopo anni di esposizione ai raggi UV mostrano crepe. Sapevo che le guaine in PVC restano morbide e flessibili grazie al contenuto di solventi e sapevo anche  del lento rilascio dei solventi con conseguente invecchiamento ed irrigidimento della membrana.

Oggi esistono guaine senza solventi e la loro durata è anche superiore. 

Ogni volta che leggiamo in un computo metrico della fornitura e posa di manto per impermeabilizzazione approfondiamo l’argomento e chiediamo esattamente che guaina verrà utilizzata in modo che sia possibile leggere la sua scheda tecnica, capire le sue caratteristiche e verificare la sua resistenza ai raggi UV.

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Riflettere l’irraggiamento solare per la protezione dal caldo, l’indice SRI

Se in edifici residenziali con tetto tradizionale devo ottenere una corretta protezione dal surriscaldamento progettando con materiali isolanti con densità e calore specifico elevati

Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]

in strutture con tetti piani che prevedono solo l’impermeabilizzazione sul lato esposto diventa importante la capacità di riflettere l’irraggiamento solare.

riflessione-irraggiamento-solare-protezione-caldo-lindice-sri-copertura-sistema-cappotto-colore-02

Trasmettere meno calore al pacchetto del tetto sottostante fa diminuire la temperatura interna dell’edificio, ma aiuta contro l’isola di calore delle zone intensamente edificate e poco verdi.

Tradizionalmente si utilizzano guaine scure, bituminose, che certo non offrono un’alta riflettanza.

Quali membrane sono da preferire per attenuare il surriscaldamento del pacchetto di copertura, e soprattutto, qual’è il valore importante da verificare nella scheda tecnica della membrana che stiamo valutando?

l’ indice SRI

Il valore SRI, cioè Solar Reflectance Index, svela le proprietà di riflettanza ed emissività di un materiale.

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Maggiore è il valore SRI e maggiore sarà il calore che sarà riflesso e minore sarà la temperatura superficiale.

Drukwerk

In due parole: meglio scegliere membrane con valori SRI elevati.

I produttori di queste membrane evidenziano con una termocamera a raggi infrarossi  che una guaina bianca arriva a dimezzare la temperatura superficiale esterna di una copertura rispetto ad una guaina bituminosa ardesiata nera e sono comunque più efficaci di una guaina bituminosa ardesiata verniciata con prodotti bianchi.

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E’ noto che il bianco aiuta contro il surriscaldamento, e ciò vale anche per una facciata:

Sì, anche per le pareti è determinante la scelta dei colori: in un sistema di isolamento termico a cappotto, per evitare danni funzionali causati dall’irraggiamento solare è opportuno decidere solo colori con fattori di riflessione alla luce > 25% (questo dato è evidenziato nella mazzetta colori del produttore).

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Cosa fare quando non si rispetta il fattore di riflessione alla luce?

Un sistema di isolamento termico a cappotto deve sempre essere applicato a regola d’arte rispettando tutte le norme e le direttive tecniche ad oggi conosciute (incollaggio, tassellatura, zoccolatura, profili di raccordo/chiusura, profili speciali ed impermeabilizzazione), ma con valori di riflessione alla luce inferiori al 20 % è necessario un secondo strato di rete!

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Mi può chiarire questo dubbio? Ci sono EPS ed EPS?

Il tetto rovescio di Mario vuole un chiarimento:

Buon giorno, avrei una domanda tecnica. Da quello che ho letto, anche sul suo intertessante sito, l’XPS va bene a contatto con l’acqua mentre l’EPS no. Avendo in mente di fare un tetto rovescio, mi hanno proposto un pannello ISOFLOOR in EPS con finitura prefabbricata a pavimento (in pratica su una faccia c’è già attaccato il pavimento). 

ISOFLOOR e’ un pannello termoisolante costituito da un elemento in Polistirene Espanso Sinterizzato (EPS) a celle chiuse, conforme alla Norma UNI EN 13163, Euroclasse E di Reazione al Fuoco, con finitura prefabbricata a pavimento. Il pannello presenta una conformazione dimensionale di facile applicazione e grazie all’insensibilita’ alla umidita’ dell’EPS, ai battenti perimetrali di sovrapposizione che garantiscono l’eliminazione di ponti termici ed alle scanalature inferiori, si ottiene un isolamento termico molto efficace evitando ristagni di acqua al di sotto dei pannelli a contatto con il manto di impermeabilizzazione.

 Mi può chiarire questo dubbio? Ci sono EPS ed EPS?

               Grazie, Mario

isofloor eps

Ci sono EPS ed EPS:

anche per la zoccolatura di sistemi a cappotto certificati sono previsti pannelli che non sono in xps:

si tratta di materiale isolante in polistirene espanso (EPS) costituito da schiuma dura stampata, idrofobizzata, prodotta attraverso trattamento termico di un granulato espandibile in polistirene: così è garantita l’insensibilità all’umidità.

 Probabilmente i quadrotti ISOFLOOR in Polistirene Espanso Sinterizzato (EPS) a celle chiuse con finitura prefabbricata a pavimento contano anche molto sulla presenza delle scanalature inferiori che devono riuscire a smaltire la presenza di acqua sul manto impermeabile destinato alla posa.

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