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1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa

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Se l’Osservatorio sulla Casa 2017 dice che 1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa allora è veramente ora di decidersi e fare qualcosa: per esempio fare grande attenzione nella scelta dei materiali da utilizzare in caso di costruzione nuova o ristrutturazione! Materiali salubri e materiali che migliorano le prestazioni estive oltre che quelle invernali NON hanno prezzi molto diversi da tutti gli altri. Occhi aperti!

Ho letto che un’indagine Doxa ha definito 5 aspetti fondamentali per la “casa ideale”:

  • salubrità
  • comodità
  • risparmio
  • basso impatto ambientale
  • smart

salubrità:

l’inquinamento dell’aria interna inizia a farsi notare. Una ragione in più per valutare bene qualità dei materiali da costruzione, e qualità delle finiture interne e degli arredi.

anche l’inquinamento acustico comincia ad essere sentito. Perchè non cominciare a fare meno rumore? Inutile costruirci tutti un bunker acustico perchè fuori bisogna fare sempre più baccano.

I rumori esterni non sono altro che il prodotto di tutto ciò che facciamo fuori casa:  usiamo il tagliaerba a spinta invece che il tosaerba a motore, usiamo il rastrello invece che il soffiatore, usiamo le forbici invece che il decespugliatore, usiamo la bici invece che lo scooter, usiamo le gambe se possiamo evitare l’auto, usiamo la canna invece che il compressore, innaffiamo il prato invece che accendere l’irrigazione alle 4 della mattina, usiamo lo swiffer invece che l’aspirapolvere, ombreggiamo invece che accendere il climatizzatore.   (mi rendo conto di essere assai noioso)

comodità:

il comfort ce l’abbiamo quando stiamo bene in casa, se non ci proteggiamo dal caldo e dal freddo migliorando i nostri progetti sarà difficile vivere nel comfort. Se non abbiamo un corretto ricambio d’aria negli ambienti sarà difficile vivere nel comfort. E’ tempo di diventare tutti più esigenti al tavolo del progettista.

risparmio:

Una casa che consuma molto poco per riscaldamento e per raffrescamento è sicuramente un edificio ben progettato e ben coibentato. Trasformare la propria casa in una casa energeticamente efficiente richiede una bella serie di interventi: informiamoci bene e facciamo i passi giusti. E se interveniamo a step progettiamo bene cosa si fa prima e cosa si fa dopo senza invalidare lavori fatti per farne di nuovi.

basso impatto ambientale:

ogni scelta ha un certo impatto ambientale, proviamo a ragionarci.

smart:

La casa comandabile a distanza è innovativo. Ricordate la televisione senza telecomando? Ci si alzava dal divano per cambiare canale (infatti c’erano 3 canali).

La casa smart… l’impianto domotico può stupire ma non mi sembra affatto il quinto aspetto fondamentale della casa ideale. Accendere la lavatrice con l’iPhone o chiudere la finestra in mansarda mi sembra veramente secondario per chi non ha problemi di mobilità.

L’indagine Doxa fa anche notare altri 2 aspetti:

  • che il 45% degli italiani non sa se la propria abitazione è stata costruita rispettando norme antisismiche.  e come può l’italiano saperlo? non sta mica scritto sotto il campanello.
  • che solo il 52% degli italiani che ha realizzato dei lavori ha usufruito delle detrazioni fiscali se ho dei risparmi ma non ho reddito come faccio ad usufruirne?

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori

Ho lanciato qualche articolo contro i soffiatori delle strade da questo blog, speravo in un po’ più di risonanza, ma pazienza, ci vuole tempo mi sono detto.

Oggi Massimo mi ha scritto

Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori e mi hanno risposto di fare una segnalazione scritta e se ritenevano la cosa di interesse avrebbero segnalato la cosa all’Assessore, ma sono l’unico che si è lamentato e hanno tante cose a cui pensare. Il comune è Melzo.

e lo ringrazio per la testimonianza. Anzi chiedo: se si impegnerà a preparare una segnalazione scritta indirizzata all’Assessore del Comune (in quanto organo esecutivo di un ente territoriale locale) si potrebbe mettere a disposizione dei lettori un modello in pdf per chiunque volesse prendersi la briga di fare altrettanto. 😉

Che dire?

La pericolosità delle polveri che respiriamo già normalmente è elevata e quasi NESSUNO si rende conto che se ci mettiamo anche tutti a soffiare per terra dove tutto si deposita il rischio aumenta considerevolmente.
Il concetto è ELEMENTARE, ma stranamente non è capito dalla maggioranza delle persone.

le maggioranze sono sempre PERICOLOSE!

Si potrebbe fare l’esempio dell’incendio: se c’è, è meglio non soffiarci sopra!

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). Linalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

Eppure, pur di non vedere quelle maledette foglie cadute per terra, meglio rovinarsi la salute e soffiarle via!
Anche nei centri storici cominciano a dilagare i soffiatori: questa volta per spazzare cartacce e cicche.
Ho visto soffiatori al lavoro davanti alle scuole in orario di apertura – ho visto soffiatori fare lo slalom tra le persone in piedi alla fermata dell’autobus:

LA FOLLIA

Probabilmente amiamo il “PULITO apparente” più della nostra SALUTE.

mah!

  • in parte credo sia IGNORANZA,
  • in parte corruzione (i capitali messi sul campo per l’acquisto di tanti mezzi meccanici sono certamente una nuova nicchia di liquidità),
  • in parte abbiamo tante altre cose a cui pensare…

Pensiamo alla salute va’ là! che tutto il resto non ha importanza.

Chi ha un minuto libero può firmare la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

    • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
    • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

 


            

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Malta senza polvere in tabs

Eliminiamo un problema dal cantiere! e la polvere è un problema.

Dopo l’inutile invasione dei detersivi in pastiglia (tabs) ecco finalmente spuntare la malta senza polvere, una vera innovazione nel mercato dei materiali da costruzione.


Forse riusciremo a dire addio alla malta asciutta del sacchetto che produce una enorme, insalubre, fastidiosa, formazione di polvere.

Solo da un cantiere sano può venire fuori una casa sana!

E non crediate che le pastiglie di malta siano più difficili da miscelare – al contrario!

questi mega pellet di malta (Compact) conformi alle nuove regole tecniche per le sostanze pericolose per l’esposizione alla polvere sul luogo di lavoro (TRGS 900) (massimo 1,25 mg per mc di polveri respirabili dannose per la salute), senza additivi organici, sono facili da lavorare:

I tabs di malta, se paragonati ai sacchi in polvere assorbono senza fatica l’acqua e si inumidiscono perfettamente dimostrando di essere più efficienti della malta convenzionale:

la miscelazione avviene praticamente da sola in soli 90 secondi senza attrezzi e senza sforzi.

Dopo una breve mescolata è già pronta per l’uso.

Queste pastiglie di malta fanno così poca polvere che l’uso di dispositivi di protezione può essere omesso (secondo TRGS 559 categoria di esposizione 1).

Facciamoci sentire quando acquistiamo il materiale per i nostri cantieri:

  • anche noi vogliamo i nuovi Compact Mortar Pellet!

            

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Diserbanti sui bordi stradali e a filo marciapiede

Ogni giorno chi si rivolge a me per i materiali che compongono le stratigrafie che stiamo analizzando mi pone la domanda “sono materiali salubri?”.

Per mia impostazione professionale predefinita, cerco sempre di contemplare materiali non pericolosi per la salute. Che siano materiali isolanti o che siano materiali da costruzione o per finitura, evito per principio tutto quanto mi sembra rischioso, anche se è rischioso solo per le maestranze durante la fase di posa in cantiere. E’ da un cantiere poco inquinato che può nascere un’abitazione poco inquinata.

Ma se le mie attenzioni sono importanti anche per voi, come fate ad accettare tutto quello che succede oltre il vostro cancelletto di entrata?

Avete mai notato gli addetti del comune che si aggirano per tutto il periodo estivo nelle zone urbane con diserbanti per la cura dei bordi stradali, dei muretti e dei marciapiedi?

Aprite gli occhi! parliamo di inquinamento chimico delle acque.

Non va più di moda la salute umana? Gli erbicidi non fanno male solo alle erbacce, ci vuole poco a capirlo, possono indurre stress metabolici e influenzare significativamente le cellule degli organismi viventi. Non vorresti che fosse vietato, attraverso una proposta di legge nazionale, l’utilizzo di pesticidi nelle aree urbane?

Change.org se ne sta occupando, firma anche tu.

            

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Uova bio nella tua casa bio

Uova contaminate? controlli dei carabinieri del Nas? verifiche disposte dal Ministero della Salute? flusso di uova infette da Belgio e Olanda?

Ma sapete quanto è facile tenere 3 galline in giardino? che mangiano tutto quello che tagliate via da verdura frutta e insalate… e che regalano 3 uova al giorno fresche e pulite come la porcellana…

Non fate altro che documentarvi sulla salubrità dei materiali da costruzione per non inciampare nel vostro buon progetto e poi mangiate uova che vengono da chi sa dove? Avete fatto tanta attenzione nella scelta dell’intonaco interno, dei rivestimenti murali o delle pitture interne, del legno e delle vernici, avete evitato ogni materiale che potesse portare in ambiente Stirene, Formaldeide e VOC di varia natura e poi aprite il frigo e disponete le uova del supermercato?

Il recentissimo scandalo mondiale ha svelato l’esistenza del Fipronil (un potente insetticida usato negli allevamenti).

La nostra inciviltà permette che migliaia di animali vivano uno sull’altro per costare meno? Eccone il risultato pratico: il Fipronil si usa per la disinfestazione del pidocchio rosso (un acaro) nella produzione industriale di uova (allevamenti di galline ovaiole) ed è stato trovato come residuo.

forse mezza Europa si è pappata l’ovetto con l’antipulci.

Le uova sono un alimento economico e facile con solo 80 calorie per uovo, è molto sano e contiene omega 3 e 6 ed è una balla che faccia male al fegato.

Perchè non un uovo a colazione, invece che i biscotti del supermercato o altre dolcezze ripiene di conservanti?

Le uova sono un alimento nutriente! Adotta qualche gallina anche tu, porta la vita in giardino!

Se nessuno è disposto a regalarvi qualche gallina dovete mettere in conto l’investimento sotto elencato

  • circa 8€ per ogni gallina
  • circa un sacco da 15kg di mangime bio ogni 3-4mesi per ogni gallina (dipende da quanto ben-di-Dio offre la vostra cucina come scarto)
  • acqua fresca (abbeveratoio fai da voi)
  • la casetta dove dormiranno e deporranno le uova potete divertirvi a costruirla con qualche semplice attrezzo (soddisfazione assicurata)

e non dubitate di essere capaci a tenere 3 galline! per prima cosa, tanto per rassicurarvi.., le galline sanno vivere da sole 😉 , e più saranno libere e meno bisogno avranno delle vostre cure! forse questa è proprio la prima regola da imparare.

Rilassatevi e cominciate l’avventura, ci vuole così poco per essere felici.

            

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Incenerire plastica da rifiuti nel cementificio

In un recente articolo parlavo di intonaco interno cementizio e di intonaci più naturali.

Sembrava che ce l’avessi a morte con il cemento, ma non era proprio così: il cemento so che è importante per la struttura di un edificio, però le cementerie utilizzano rifiuti nel ciclo produttivo.

Ho appena letto di una petizione:

  • alcuni cittadini di Pederobba e della Pedemontana Trevigiana e il Coordinamento “AriaCheVoglio”, considerato che l’area è interessata da 30 anni di incenerimento di petcoke e 20 di incenerimento di pneumatici, CHIEDONO CHE per il “principio di precauzione”, cardine del diritto ambientale europeo, PRIMA di ogni altra autorizzazione a incenerire altri rifiuti (incenerire plastica da rifiuti nel cementificio), si verifichi quale impatto ha avuto l’attività di incenerimento sulla salute della popolazione, mediante un’approfondita analisi epidemiologica.

            

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Pastellone, un rivestimento con basso spessore salubre

A volte si prevede come strato di finitura del pavimento qualcosa di più sottile rispetto ad una piastrella o un legno – alcune volte proprio per problemi di quote, altre per ottenere una superficie orizzontale liscia ed uniforme. Subito si pensa alle resine e alle miscele che prendono il nome di microcemento.

Esiste anche un rivestimento più naturale!

pastellone-rivestimento-cementizio-basso-spessore-salubre-01

il pastellone è una antica tecnica veneziana, infatti si usava come rivestimento per le case lagunari. Ma che materiali ci sono nella miscela del pastellone? Continua a leggere

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Casa e inquinamento

Chiacchierando con un committente mi è arrivata la domanda – ma a quali inquinanti bisogna fare attenzione in casa?

Inquinanti in casa, da dove cominciare?

E’ una domanda complessa e anche difficile se si vuole mettere insieme un elenco perfetto con punti di attenzione. Io che mi dedico alla composizione di stratigrafie per l’isolamento termico, tendo ad escludere i materiali che ritengo rischiosi per la salute ma effettivamente non ho una competenza che potrebbe avere un Bioarchitetto. Ed è proprio dall’Istituto Nazionale della Bioarchitettura che sono andato a copiare un bell’elenco completo di forme di inquinamento.

casa-inquinamento

Non è un elenco che scrivo per spaventare, piuttosto intendo sottolineare l’importanza di tanti argomenti che spesso non fanno nemmeno parte delle scelte e delle valutazioni nel momento di ristrutturare o costruire una casa. Continua a leggere

Fibra di legno a umido e fibra di legno a secco, cosa c’è da sapere

Un mio lettore/sostenitore scrive quanto segue:

Gentile Dr. Sampaoli mi permetto ancora di disturbarla per un’informazione, un’azienda di tetti in legno mi propone la fibra di legno umida, vantandone le qualità biologiche e l’assenza di colle per tenere unite le fibre quindi senza la presenza di collante inquinante, inoltre avrebbe un ottimo potere fonoisolante, a sentir loro tanti pregi rispetto alla fibra di legno fatta a secco. Io cado dalle nuvole quindi volevo il suo prezioso parere.

La ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

M. Marco.

Per una risposta molto competente bisognerebbe avere informazioni che io non credo di possedere e soprattutto bisognerebbe ben identificare il pannello in fibra di legno di cui stiamo parlando, leggere la sua scheda tecnica e quella di sicurezza se pubblicata.

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Per una risposta soddisfacente e facilmente comprensibile posso dire questo:

  • una famiglia di pannelli in  fibra di legno nasce bagnata con produzione a umido (legno bollito) che prevede 3 giorni in essicatoio 
  • un’altra famiglia di pannelli in fibra di legno invece è prodotta a secco e ha resina poliestere: spesso questi pannelli sono pubblicizzati come super dry con valori di umidità anche del  6% – in realtà poi il contenuto di umidità dipende dal magazzino, dal viaggio, dal tempo in cantiere ecc ecc (ovunque immagazzinato e sempre super asciutto sarebbe una stranezza!)

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La fibra di legno con processo a umido, usa la lignite del legno:

  • le fibre sono miscelate ad acqua calda, emulsioni idrorepellenti se previsto (paraffina) e solfato di alluminio (0,5-2%) (antitarmico e antiparassitario) che attiva le proprietà leganti della resina naturale del legno (la lignina). Poi vengono pressate meccanicamente e poi tagliate in pannelli. I pannelli in fibra di legno passano negli essiccatoi a 160 – 200°C. Niente colle.

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  • in realtà, se notate che il pannello mostra nel suo spessore degli strati (multistrato) sapete già che è stata usata un po’ di colla bianca per unire gli strati (4%)

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La fibra di legno con processo a secco:

  • alle fibre si aggiunge come legante resina di poliuretano (contenuto di formaldeide massimo 6%). Le fibre vengono incollate ed essiccate. La miscela di fibre spruzzate con resina PUR viene pressata, raffreddata e tagliata fino ad ottenere il pannello desiderato. Con meno densità si ottiene una elevata resistenza alla compressione.

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  • questi pannelli solitamente non contengono colla bianca perchè possono arrivare a monostrato anche di 240mm – quindi legno 94,5% + paraffina 1,5% + resina PUR 4%.

Dipende sempre dal produttore del pannello se è impegnato a non utilizzare additivi che rilasciano VOC o che contengono formaldeide: ad esempio se si legge “resina PUR esente da formaldeide 5%, paraffina” significa che per la produzione a secco del pannello in fibra di legno si è utilizzata la resina PUR come legante, ma che non contiene formaldeide.

allora? fibra di legno = natura?

Non vi ho annoiato con la storiella che gli alberi contribuiscano alla riduzione di CO2 (crescendo tolgono CO2 all’aria, utilizzano il carbonio per la costituzione della propria sostanza organica e liberano ossigeno). E anche bruciandolo per ottenere energia, il legno libera solo la CO2 che l’albero aveva inizialmente assorbito dall’aria.

Vi ho voluto raccontare che in effetti c’è inevitabilmente questa piccola percentuale di aggregati in entrambi i processi produttivi della fibra di legno:

  • in quello a secco viene aggiunto il 4% di legante (resina PUR)
  • in quello a umido si aggiunge colla bianca (4%) per l’incollaggio degli strati e lattice  per migliorare la resistenza. 

Ci sono pannelli che usano fibre tessili estratte dal mais come legante.

Alcuni pannelli sono trattati con lattice, o silicato, o paraffina per essere più idrorepellenti.

Fosfato di ammonio e acido borico si trovano nella fibra di legno che si usa per insufflaggio.

Il potere fonoisolante:

grazie al peso superficiale dei pannelli in fibra di legno ma soprattutto grazie alla struttura porosa delle fibre l’isolamento acustico è tra i migliori, non c’è dubbio.


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Trave lamellare e salubrità del sottotetto

Scrive un lettore

sto per acquistare una casa costruita da 3 anni mai abitata con tetto in legno con struttura in travi lamellari. La ditta che ha fornito le travi dichiara l’uso di colla in resina melamminica modificata. La classe di emissione di formaldeide è E1. La mia domanda è questa: posso ritenermi sufficientemente garantito circa la salubrità degli ambienti considerando che ci devono dormire i miei bambini?

Le travi lamellari, rispetto a tutta la superficie delle parti in legno a vista, non incidono molto. Potrebbe essere molto più importante conoscere il tipo di impregnante (o vernice) che è stato utilizzato per l’assito o le perline: la loro superficie è di gran lunga più importante.

Ma la preoccupazione è giusta.

Il legno lamellare probabilmente è stato prodotto con colle a base di resorcina-formaldeide o melammina-ureaformaldeide e non con colla poliuretanica (che non emette formaldeide e non ha bisogno di solventi).

trave-lamellare-salubrita-ambiente-sottotetto

Se un produttore usa come collante adesivi amminoplastici (presenza di urea-formaldeide e melammina-formaldeide) oppure fenoplastici (fenolo-formaldeide, resorcina-formaldeide) nell’ambiente ci sarà sicuramente formaldeide. Continua a leggere

Stop all’uso dei soffiatori d’aria

Conoscete le petizioni che si possono lanciare con change.org?

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Questa è una petizione che mira a vietare l’utilizzo dei soffiatori. Ormai quasi tutti i giardinieri mercenari usano i soffioni a motore, e la cosa grave è che anche i privati iniziano a comperarseli.

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Sono 2 le cose inaccettabili:

  1. il rumore che tutti devono subire, passanti e vicini di casa
  2. la polvere sollevata dal suolo e innalzata in atmosfera anche fino al 3° 4° piano (basta una giornata di sole per rendersi conto della nuvola che un solo soffiatore è in grado di innalzare)

stop-uso-soffiatori-aria-pm-polveri-17Non sto parlando solo di fastidio, sto parlando di rischi per la salute, anzi di danni alla salute! Il rischio sembrerebbe descrivere una cosa che eventualmente potrebbe succedere ma non è detto (tagliando una mela corro il rischio di tagliarmi un dito, ma respirando polveri danneggio la mia salute, di certo).

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In 6 mesi questa petizione “Stop all’uso dei soffiatori d’aria” ha trascinato 6 sostenitori (me compreso nel 6), una persona al mese. Il dato ci fa capire quanto alla gente freghi poco di questo problema. Per fare un confronto, la petizione “NO all’allevamento dei visoni” ha più di 82.000 sostenitori. E non capisco perchè si possa incatenare e divorare la mucca, ma non il visone. L’uomo resta comunque lupus e soggiogato dall’egoismo, come diceva Thomas Hobbes. Ed è inutile parlare di protezione animali fin che non si scriverà una Dichiarazione universale dei Diritti Animali

dichiarazione diritti animali

vi immaginate l’articolo 3 e l’articolo 4 riscritti?

  • Articolo 3: Ogni animale ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza.
  • Articolo 4: Nessun animale potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Le grigliate con gli amici diventerebbero un ricordo del moderno medioevo. Le esclamazioni “per me al sangue – per me ben cotta” suonerebbero come primitive. Ma questo Paradiso Terrestre si potrebbe finalmente definire “non più incivile”.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’animalità.

Ora però non parliamo di vegetariani, carnivori, vegani, e golosi – torniamo all’argomento salute e qualità dell’aria!

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Viviamo quasi tutti in città e quasi tutti con dei vicini e quasi tutti con un pezzetto di verde o di area parcheggio delimitata da qualche cespuglio verde. Stanno letteralmente sparendo scope di saggina e rastrelli: c’è il soffiatore!

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Quasi la totalità dei condòmini fa pulire ai giardinieri o agli addetti pulizia scale l’area intorno all’edificio. Chi viene pagato per il servizio ha scoperto il soffiatore in questi ultimi anni, quindi si soffia! gli addetti del lunedì soffiano lo sporco verso la rete del vicino, il martedì gli addetti del vicino risoffiano tutto al di là della rete. E questo all’infinito.

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Può sembrare stupido, ma è diventata la regola! Siete sempre via per lavoro? Un giorno che avete la dissenteria e rimanete a casa, guardate dalla finestra cosa succede  intorno a voi.

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La notte porta consiglio si diceva una volta. La notte è un piccolo momento di riposo per la città, si placa la corsa delle automobili, chiudono i negozi, scendono i rumori, la gente tace, le caldaie vanno in pausa, ma cosa succede di speciale per la nostra salute? Non solo il riposo e la quiete, le polveri sottili cadono al suolo, si depositano dopo essere state agitate e sospese nell’aria. La notte non è come una pioggia o una nevicata ma comunque aiuta. Ci aiuta!

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La polvere è una sostanza inquinante pe-ri-co-lo-sa:

per la fuliggine la soglia di concentrazione da non superare è 2 milligrammi/mc. Metà delle particelle sospese misurate come PM10 dalle centraline di rilevamento del traffico è causata dal consumo di pneumatici, di freni e frizioni (PM = Particulate Matter, cioè particelle grandi 10 µm (micron), 10 millesimi di millimetro) e non sono polveri fini, inorganiche prodotte dalla natura, come quelle che ci arrivano dai vulcani ogni tanto.

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Le micropolveri PM10 si fermano nel naso e nella gola, le PM2,5 raggiungono i bronchi più piccoli e le PM1 arrivano fino agli alveoli polmonari.

Le nanopolveri (< PM0,1) invece, appena respirate vanno dritte al sangue e ai nostri organi. Con il rischio di granulomi.

Ma chi mai parla di nano polveri? Il popolo non deve sapere!

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Perchè non riflettiamo un attimo su quello che stiamo facendo? Anche quando corriamo in città, sfrecciando accanto a biciclette e pedoni, non siamo solo maleducati: la velocità è inquinamento (più polvere e più energia bruciata).

Beh, ora non andiamo fuori tema un’altra volta!

Siamo qui riuniti a leggere per essere più preparati nel momento dell’assegnazione dei premi alla follia. A chi dare il primo premio?

  • il 1° premio va senz’altro ai soffiatori (e non intendo gli apparecchi, intendo quegli esseri umani un po’ spensierati che lo usano)
  • il 2° premio va senza ombra di dubbio a chi dà l’incarico ai soffiatori (penso ai sindaci, ma penso anche alla persona comune, quella che abita in un condominio e accetta il contratto di manutenzione del verde e pulizia aree comuni con soffiatore)

quanta leggerezza, quanta follia in un gesto solo

E’ scritto in inglese ma dovreste provare a leggere il rapporto 2015 “Air quality in Europe” . Ci troverete molto sul microparticolato (PM 2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’Ozono (O3), ma ci troverete anche le classifiche paese per paese.

Sto parlando di malattie respiratorie, cardiovascolari e di cancro!

L’ Italia è prima in classifica con 59.500 decessi prematuri dovuti al microparticolato PM2.5! Altro che pizza e mare blu, pol-ve-re!

Quindi, smet-tia-mo-la di sof-fiar-ci so-pra!

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Non siamo soli su questo Paradiso terrestre! l’inquinamento atmosferico interessa anche le piante e gli ecosistemi.

Le sorgenti antropiche delle polveri sono:

  • il traffico veicolare
  • altri macchinari e veicoli (attrezzature agricole, navi…)
  • combustione di carbone ed oli (centrali termoelettriche), legno, rifiuti,…
  • processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …)
  • combustione di residui agricoli
  • riscaldamenti civili (impianti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legname)

Ho parlato anche di rumore, lo so, sto mettendo troppa carne al fuoco. Io taglio l’erba con un tosaerba a spinta – ci mancherebbe che quella mezzoretta in giardino si trasformasse in un baccano insopportabile per le mie orecchie e quelle del vicinato. Non riuscite a spingere? Chiamate me! Le tariffe le conoscete!

Il sistema più ecologico e silenzioso per tagliare l’erba è quello manuale: i tosaerba elicoidali a spinta sono una buona scelta (io utilizzo un Wolf-Garten TT 380 DL del 1972) ma per pochi soldi c’è anche questo Rasaerba elicoidale a spinta – RE-380.

Dobbiamo tutti impegnarci per ridurre il rumore: anche questo significa salvaguardia della salute!

Il soffiatore o il rasaerba a motore è senza dubbio un suono non desiderato, privo di informazioni utili per l’uomo, che induce sensazioni fastidiose e sgradevoli fino a provocare effetti sanitari gravi ed irreversibili sia sull’apparato uditivo che sull’intero organismo.

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Non ne siete convinti? che l’ inquinamento acustico sia un problema sociale?

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) conferma la gravità del fenomeno: nelle aree urbane la popolazione è esposta a livelli inaccettabili di rumore. Quasi 10 milioni di persone in Europa sono esposte a livelli di inquinamento acustico superiori a Leq di 75dB nelle 24 ore. In Italia più del 70% della popolazione è esposta oltre i livelli massimi stabiliti dalla normativa.

Se la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale mi sembra più che giusto indignarsi davanti a qualche ignorante (nel senso che ignora) che usa il soffiatore.

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E attenti a cosa combinano i governanti dei vostri comuni! State in guardia! Chi decide per voi, spesso, non ha nessuna preparazione in materia: decisioni prese allo sbaraglio… guardate l’ immagine del Comune di Asti

Leggete qui di seguito cosa succede ad Asti:

  • Un programma di pulizia innovativo (innovativo?) per la città che unisce il metodo di spazzamento meccanizzato – già in atto da anni – con la pulizia dei marciapiedi la quale verrà fatta usando un soffiatore elettrico, molto più silenzioso di quello meccanico (musica per le orecchie)
  • il Comune vuole avere strade e marciapiedi puliti (bravi!)
  • gli astigiani, in questo modo, non hanno mai visto una pulizia stradale nel suo insieme che invece verrà effettuata grazie a questa riforma
  • è inoltre prevista una zona di spazzamento meccanizzato coadiuvata da un operatore a terra dotato del nuovo soffiatore che, tutti i giorni, inizierà alle 5 del mattino (meglio che sentire il gallo!)

Lettori, carissimi, attenti!

…c’è gente pericolsa che prende decisioni ed iniziative pericolose! Il mondo è nostro, e non loro! Battiamoci.

Leggete qui di seguito cosa succede a Grottaferrata:

  • L’Assessore competente (competente?) non sembra dare segnali di vita dopo le numerose segnalazione di cittadini che lamentano il continuo frastuono e soprattutto le polveri alzate ad ogni ora della giornata.
  • L’ASL Roma H chiede un pronto intervento per eliminare immediatamente tutti pericoli dovuti dai soffioni utilizzati per la pulizia stradale ”Rumorosità e polveri sottili  sono un pericolo troppe volte sottovalutato ed aggravato dalla superficialità di alcune Amministrazioni comunali.
  • Gravi conseguenze, sul piano igienico-sanitario, che i macchinari producono nell’aria ogni volta che entrano un funzione.

Leggete qui di seguito cosa succede a Massagno:

  • I “mostri del verde” imperversano a Massagno (io li chiamo terroristi del verde)
  • Scatta l’interpellanza di Verdi e PS al Municipio sui soffioni: “Troppo rischiosi per la salute e la natura”
  • inoltrata un’interpellanza al Municipio sui cosiddetti “mostri del verde”, ovvero i soffiatori usati dagli addetti alla manutenzione del verde pubblico e dai netturbini.
  • i soffiatori” si legge nell’interpellanza, “sollevano in aria ingenti quantitativi di polvere, sporcizia e PM10 oltre che microrganismi e parassiti, anche in prossimità delle scuole. Occorre sottolineare il fenomeno del risollevamento per effetto del flusso d’aria ad alta velocità che rimette in circolazione il particolato già depositato sul suolo. 

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). L‘inalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

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Tra le altre cose il motore del soffiatore ci regala anche benzolo, zolfo e altri elementi aromatici della miscela.

Perchè dobbiamo sopportare tutto questo? Andremo sulle vette della nostra infanzia per tirare una boccata d’aria buona?

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Siamo pigri di reagire? siamo apatici? Ci rinchiudiamo nelle auto, nelle case, nelle palestre, negli uffici e non capiamo più cosa succede fuori? Fuori è il Paradiso terrestre! o ce ne siamo dimenticati?

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Ma adesso leggiamoci una buona notizia:

  • Soffiatori banditi a Servola
  • L’assessore all’Ambiente accoglie la mozione grillina, le strade di Servola non saranno più ripulite dalle foglie con i soffiatori come le altre zone della città per evitare che il particolato (con tutte le sostanze inquinanti e cancerogene) possano sollevarsi da terra ed entrare ancora di più nelle case dei residenti.

Esistono ancora rastrelli (cervelli?) e scope? Non vanno più di moda, ma sì esistono!

La mia idea di salute preventiva:

la prevenzione è certamente meglio che la cura. Se la salute ambientale peggiora (e un soffiatore in azione la peggiora) noi siamo a rischio, e per di più, inutilmente, solo per stupidità e incompetenza altrui. Vogliamo godere di cattiva salute? No – e allora preoccupiamoci della salute ambientale.

L’unica cosa che facciamo tutti, e di continuo, è proprio respirare! Probabilmente è importante per il nostro corpo.

So cosa alcuni di voi stanno pensando: “se hai paura della polvere, chiuditi in casa!”

Non sarebbe giusto e non sarebbe intelligente come risposta al problema. E poi in casa, chiusi, non ci si può stare!

In casa io controllo temperatura, umidità e concentrazione di CO2. Il livello di CO2 è molto reattivo ed è un buon criterio per capire quando aprire le finestre per un ricambio d’aria. Vivendo in città ovviamente non so mai se sia il momento buono quello in cui vado a fare ventilazione…. cosa entrerà dalla finestra? aria peggiore o migliore? Per togliermi questo dubbio sono deciso a mettere sulla scrivania un ulteriore strumento e finalmente avere un’idea della qualità dell’aria che arriva dall’esterno.

Si possono acquistare rilevatori dei valori di PM1.0 (particolato ultrafine), PM2.5 (particolato fine) e PM10 (particolato più grossolano) e anche dei VOC presenti nell’aria. Misurare in tempo reale la qualità dell’aria che sto respirando sarebbe interessante! E se l’apparecchio è portatile mi può essere utile per capire com’è l’aria in terrazza o in giardino. Saperlo non sarebbe stupido!

Non sono apparecchi che costano pochi Euro, però di più economici non ne ho trovati su Amazon e purtroppo tutti i rilevatori che ho raccolto qui sotto non sono nemmeno stati testati da molti acquirenti (come già detto, siamo in pochi a preoccuparci della qualità dell’aria! anche dai feedback lo si può vedere):

Sapete cosa ricorda l’ARPA Veneto ai cittadini?

Come limitare i livelli di concentrazione delle polveri PM10 e PM2.5?  Diverse sono le soluzioni che si possono adottare…  Contenimento delle polveri risollevate dalla carreggiata attraverso un frequente lavaggio delle strade, specie durante i periodi nei quali le concentrazioni in aria sono più elevate e le precipitazioni piovose scarse.

Ma se quelli della pulizia strade ci soffiano anche sopra? 

Purtroppo l’incompetenza e l’ignoranza siede in posti strategici! E ci guasta la salute.

Le polveri PM10 possono rimanere in sospensione nell’aria per 12ore prima di depositarsi, ma le particelle con diametro pari a 1 µm volano anche per un mese! Non possiamo assolutamente permetterci di soffiarci sopra! Usiamo la testa.

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Ho appena firmato la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

  • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
  • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

            

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Isolamento termico con materiali di nanotecnologia, Aerogel

Non è il mio campo. Non sono preparato – solo un po’ spaventato. Per il principio della cautela, ogni cosa che non mi convince o mi appare rischiosa la evito – o almeno non corro a consigliarla.

Ho isolato il mio tetto con l’aiuto di due uomini sempre presenti – con due braccia, e neanche tanto forti, non si va da nessuna parte. Abbiamo lavorato con la sega, con i morali di abete in 3 misure, con l’avvitatore, con i nastri e con i teli, un cutter, viti di tre tipi e tanti pannelli in fibra di legno. Sul tetto è come lavorare fuori dal mondo, le giornate sono più piacevoli, la luce è migliore, l’aria più pulita, il traffico disturba poco. Le ore sul tetto sono state intense ma piacevoli. Il momento più fastidioso è stato il taglio delle tegole per i displuvi, che faceva volare troppa polvere per i miei gusti. Questione di attrezzatura.

Isolamento termico… con quanti materiali è possibile contenere le dispersioni di un edificio? La scelta è veramente ampia, ma come ho detto all’inizio, evito di progettare con diversi tipi di materiali concentrandomi su tutti gli altri – che non sono pochi.

Chi si è informato un po’ avrà già scoperto che per ottenere una certa prestazione di isolamento termico si deve per forza prevedere un certo spessore e dunque anche un certo ingombro, al di là della spesa per il materiale coibente.

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L’Aerogel (al di là della spesa) è la soluzione ideale a tutti i problemi dovuti allo spessore, basta leggere le sue prestazioni elevatissime di conducibilità termica pari a 0,014 W/mK.

Ci sono rischi per la salute?   Usare o non usare Aerogel? Continua a leggere

Pannelli in lana di legno mineralizzata

Un pannello per isolamento termico qualsiasi ha un valore di conducibilità termica  inferiore a 0,050 W/mK, però, per applicazioni ben precise, è corretto valutare l’utilizzo di pannelli con prestazioni meno spinte ma pur sempre termoisolanti e fonoassorbenti in lana di legno mineralizzata.

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Cosa offrono questi pannelli?

  • proprietà isolanti termiche ed acustiche
  • resistenza alla compressione ed alla flessione
  • permeabilità al vapore
  • resistenza alle fiamme
  • un buon legame con i getti di calcestruzzo
  • ottimo supporto per intonaci.

E’ lana di legno mineralizzata, ovviamente senza amianto ed altre fibre inorganiche!

lana di legno mineralizzata, sì, ma con cosa?

pannelli-lana-legno-mineralizzata-cemento-magnesite

Beh, ci sono 2 famiglie di pannelli e si somigliano molto pur avendo prestazioni e caratteristiche non uguali:

  1. pannelli in lana di legno di pioppo mineralizzata con magnesite:   questa famiglia di pannelli viene da un processo produttivo ad alta temperatura che elimina dalle fibre di legno le sostanze organiche infiammabili e deperibili. Del legno ottenuto da tavole per piallatura e incisione resta la lignina che è elastica, resistente e durevole. La magnesite permea le fibre e agisce da legante. La magnesite caustica (ossido di magnesio, MgO), è ottenuta per calcinazione in forno rotativo dalla magnesite minerale. L’ossido di magnesio si combina col solfato di magnesio (MgSO4) in soluzione costituendo un prodotto cristallino con forti proprietà leganti, l’ossisolfato di magnesio. La mineralizzazione delle fibre del legno, l’agglomerazione, avviene per pressatura a caldo (una specie di fossilizzazione naturale).    Questo pannello termoacustico Eraclit, di cui non facciamo il nome, risponde a requisiti di sostenibilità connessi a specifici crediti LEED ed ha ottenuto anche il Certificato di Conformità Anab-Icea nell’ambito della Certificazione dei Materiali per la Bioedilizia.
  2. Un pannello analogo, invece che magnesite, contiene cemento vero e proprio.   Il Celenit, per non fare nomi, è un pannello isolante termico ed acustico costituito da fibre di abete mineralizzate rivestite da cemento Portland. E’ costituito per circa metà di fibre di abete lunghe e resistenti e per l’altra metà di leganti minerali (principalmente cemento Portland). Il trattamento mineralizzante mantiene le proprietà meccaniche del legno ma rende le fibre inerti e ne aumenta la resistenza al fuoco. L’agglomerato legno – cemento Portland viene unito sotto pressione. L’ abete rosso (47,1%) proviene da boschi italiani a circa 60 km dall’azienda, oppure dall’Austria viaggiando per circa 290 km. Il cemento Portland grigio (41,7%) è prodotto a 60/150 km dalla sede dell’azienda. Poi c’è polvere di marmo (10,3%) e altri leganti minerali (0,9%). Il pannello ha ottenuto molti certificati di sostenibilità.

 I valori più interessanti per compilare una stratigrafia sono elencati qui sotto:

i pannelli in lana di legno mineralizzata con magnesite hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,088
  • Calore specifico [J/kgK] 2090
  • Densità [kg/m3] 440

i pannelli in lana di legno mineralizzata con cemento hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,066
  • Calore specifico [J/kgK] 1810
  • Densità [kg/m3] 400

Il calore specifico, ricordo, è la quantità di calore necessaria per innalzare, o diminuire, la temperatura di una unità di massa di 1 grado Kelvin, quindi un elevato calore specifico aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia.

La densità, anche questa aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia e può tornare utile per l’acustica di una stratigrafia leggera o pesante.

       

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Non uso lana di roccia e lana di vetro

Nè LANA DI ROCCIA nè LANA DI VETRO… e non è una battaglia dedicata al tema della salubrità in cantiere, non sono materiali coibenti adatti al nostro clima.

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A parte poco territorio italiano in zona climatica F, tutti i comuni italiani soffrono di surriscaldamento estivo, e dunque la scelta del materiale coibente può risolvere o non risolvere il problema del caldo.

Per quale ragione dovrei consigliare l’uso di lana di roccia o la lana di vetro (ottimi isolanti termo-acustici) nel nostro clima mediterraneo, padano, pugliese, calabro, siciliano, sardo, appenninico, costiero, collinare?

Andiamo a conoscere meglio le lane minerali (comprese nel gruppo FAV, Fibre Vetrose Artificiali, e quindi anche nel più ampio gruppo delle MMMF, Man Made Mineral Fibres): 

  • sono caratterizzate da concentrazioni superiori al 18% di ossidi alcalini ed alcalino-terrosi (Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO e loro combinazioni).
  • sono ricavate da roccia e vetro: un fitto intreccio di fibre legate tra loro con resine termoindurenti che creano una struttura costituita da una moltitudine di celle aperte contenenti aria.

A proposito di  SALUTE E SICUREZZA, i produttori di lane minerali dicono che:

Il REACH (Regolamento Europeo concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) classifica le lane minerali come non pericolose.

La IARC (International Agency for Research on Cancer, parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che le lane minerali “non sono classificabili come cancerogeni per gli esseri umani”.

  • L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani. 

EUCEB, una certificazione indipendente, assicura la bio-solubilità di tutti i prodotti immessi sul mercato alle prescrizioni europee.

Il tutto è stato recentemente confermato dal Ministero della Salute con il documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni in data 25 marzo 2015.

  • secondo la legge posso circolare con 3mm di battistrada con qualsiasi auto: forse i Ministeri non si preoccupano poi così tanto della mia incolumità.

Meglio applicare ad ogni scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

Il fatto che gli isolanti in lana di vetro e lana di roccia da diverse decine di anni siano i più utilizzati in molti Paesi europei, grazie alle loro proprietà termiche, acustiche e di incombustibilità, è un’ ulteriore prova del fatto che il nostro clima italiano non ha bisogno di materiali come questi.

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Come si progetta la protezione dal caldo estivo?

Non certo aumentando lo spessore dell’isolante all’inverosimile… E’ sufficiente usare materiali isolanti con 2 qualità importanti:

  • un elevato calore specifico:
    Calore specifico (c) [J/kgK]
  •  una buona densità:
    Densità  [kg/m3]

Queste due importanti proprietà del materiale per coibentazione che state valutando in una stratigrafia non sono dati introvabili o nascosti – ormai è diventato raro inciampare in schede tecniche incomplete, i produttori si sono finalmente adeguati ai tempi.

Anche il committente può informarsi autonomamente per scoprire se la proposta ricevuta è adeguata alle aspettative oppure inadeguata: basta saper leggere questi numeri.

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Se vi hanno proposto un pannello isolante in lana di vetro ad alta densità (alta sì ma quanto alta? ecco, siamo inciampati in un produttore che non ha rispetto per il tempo altrui e costringe a cercare per mari e per monti questo introvabile dato kg/mc) date un’occhiata al suo valore di calore specifico:

  • appena 1030 J/kgK. 

Nella incompleta scheda tecnica del pannello in lana di vetro si legge anche << Prodotto in Italia con almeno l’80% di vetro riciclato e con una resina termoindurente  minimizzando le emissioni nell’aria di sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC) >> …inquietante direi.

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Se vi hanno proposto un pannello rigido in lana di roccia a media densità per l’isolamento termico e acustico di pareti perimetrali scoprirete facilmente:

sia il valore di calore specifico:

  • sempre 1030 J/kgK.

sia il valore di densità:

  • 60 kg/mc

Se con questo pannello volessimo ottenere uno sfasamento estivo superiore alle 12 ore come prescritto dalla normativa e dal buon senso

Ritardo fattore di decremento (sfasamento)   [h] sfasamento 12,45

dobbiamo impiegare mezzo metro di spessore in lana di roccia. E’ chiaro che le doti di protezione estiva delle lane minerali sono scarse!

Non disperatevi, non c’è motivo

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Esiste un materiale isolante capace di offrire un valore di calore specifico anche doppio! Anche più del doppio, e con densità a piacere:

Calore specifico (c) [J/kgK]
 
2400

Le lane minerali, come prestazioni estive, non saranno mai come la fibra di legno o i fiocchi di cellulosa.

Gli asini non saranno mai cavalli.

E dire che io preferisco gli asini ai cavalli…

     

 

       

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Fibre minerali fini, lana di roccia e lana di vetro, i rischi per la salute

Stefano, che sta valutando con la moglie Elisabetta ogni materiale che verrà impiegato nella costruzione della loro futura casa, mi ha suggerito di leggere un articolo pubblicato dall’ EPA United States Environmental Protection Agency.

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Quali fibre volano nell’aria?

Lana di vetro e lana di roccia sono proposte per isolamento termico ed acustico in edilizia – il principale rischio di esposizione alle fibre minerali fini è per inalazione, soprattutto durante la loro produzione e l’uso. Se siamo committenti preoccupati per i materiali con cui si sta isolando casa, teniamo ben presente che chi mette a rischio la propria salute è soprattutto chi sta lavorando, tagliando e applicando pannelli o materassini in lana di roccia o lana di vetro.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani.

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Lo IARC di Lione stila la classifica dei materiali che possono provocare il cancro in base a una precisa scala di rischio:

  • gruppo 1: carcinogeni umani certi e comprende 113 agenti
  • gruppo 2A: carcinogeni probabili per l’uomo, 66 agenti
  • gruppo 2B: carcinogeni possibili, 285 sostanze
  • gruppo 3: comprende le sostanze non classificabili come carcinogene (al momento sono 505)
  • gruppo 4: sostanze probabilmente non carcinogene per l’uomo (in questa categoria c’è una sola sostanza, il caprolactam, un precursore del nylon).

Le liste dello IARC, compilate dal 1971 in base agli studi disponibili, includono gli agenti studiati perché sospetti: ad esempio nel caso del Caprolactam, quando il nylon si diffuse nell’abbigliamento nacque il dubbio sulla sua innocuità. Così è stato valutato in laboratorio per scoprire che non interagisce con le sostanze biologiche dell’organismo umano e che quindi non porta con sè alcun rischio.

l rischio di cancro:

Ricordo a chi sta leggendo che i dati riportati sotto provengono dalla International Agency for Research on Cancer (IARC). IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risk of Chemicals to Man: Man-Made Mineral Fibres. Volume 43. World Health Organization, Lyon. 1988.

Sono dati dell’ ’88! – non avevo nemmeno un computer nell’88!

Lana di vetro:

  • Uno studio su lavoratori in lana di vetro negli Stati Uniti ha mostrato un leggero aumento della mortalità per cancro respiratorio, tuttavia, questo aumento non era statisticamente significativo
  • Uno studio europeo non ha mostrato alcun eccesso di mortalità complessiva per tumore polmonare relativo all’ esposizione alla lana di vetro nell’uomo.
  • Uno studio canadese su lavoratori in lana di vetro ha mostrato un sostanziale aumento della mortalità da cancro ai polmoni, che era statisticamente significativa, ma non è stato relazionato al tempo della prima esposizione o alla durata dell’esposizione.
  • L’ inalazione nei ratti, non mostra alcun aumento significativo nei tumori al polmone da esposizione a lane di vetro, tuttavia alcuni tumori delle vie respiratorie si sono verificati.

EPA non ha classificato la lana di vetro come cancerogeno.

IARC ha classificato la lana di vetro in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo.

Filamenti di vetro:

  • Nessun aumento di cancro delle vie respiratorie tra i lavoratori di filamenti di vetro negli Stati Uniti e nessun aumento di cancro al polmone nei lavoratori europei.
  • Nessun aumento di incidenza del tumore in esperimenti in cui i filamenti di vetro con diametro relativamente grande (> 3 micron) sono stati somministrati per via intraperitoneale a ratti.

EPA non ha classificato i filamenti di vetro come cancerogeno.

IARC ha classificato i filamenti di vetro in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo

Lana di roccia:

  • Uno studio su lavoratori di lana di roccia negli Stati Uniti ha indicato un aumento statisticamente significativo della mortalità per cancro delle vie respiratorie.
  • In uno studio sui lavoratori europei c’è stato un aumento statisticamente non significativo globale nel cancro all polmone tra i lavoratori di lana di roccia.
  • In due studi in cui sono stati esposti per inalazione i ratti alla lana di roccia, nessun aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumori del polmone.

EPA non ha classificato lana di roccia come cancerogeno.

IARC ha classificato la lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo.

Non sarà il pannello in lana di roccia appena applicato sulla parete a rovinare la nostra buona salute – tutti sanno quanto è importante adottare stili di vita salutari per ridurre il rischio di sviluppare un cancro.

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Le regole da seguire e i miti da sfatare potete leggerli con calma e curiosità qui. In ogni caso potete applicare ad ogni vostra scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

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Casa in legno, meglio senza formaldeide

La formaldeide nuoce alla salute, ovviamente la pericolosità è legata alla concentrazione. Il regolamento UE 605/2014 del 5 giugno 2014 ha riclassificato la formaldeide da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

formaldeide

Il principio della cautela, che sottolineo spesso durante la scelta dei materiali per edilizia, era valido anche prima dell’ 1 gennaio 2016…. data in cui il regolamento è entrato in vigore!

Le nuove regole si riferiscono alla tutela della salute di chi lavora in ambienti potenzialmente pericolosi visto che la sostanza passa da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

Ci saranno una serie di adempimenti per le aziende che hanno a che fare con la formaldeide nei loro processi produttivi e gli obblighi del datore di lavoro (salute e sicurezza) aumentano.

In Italia un limite all’esposizione alla formaldeide si trova nel contratto dei lavoratori del settore chimico fissato a 0,37 mg/m3 (0,30 ppm). Il Comitato scientifico europeo per i limiti di esposizione dei lavoratori ha prodotto una bozza di raccomandazione:

  • un limite di 0.3 ppm (8 ore TWA)
  • un limite STEL di 0.6 ppm per le esposizioni brevi.

                     

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Primi passi per un buon tetto in legno ventilato

La costruzione in legno si sta ben diffondendo nel settore dell’edilizia in Italia, nel nuovo, nella ricostruzione e nella sopraelevazione dell’esistente (il famoso piano in più). Oggi si è arrivati ad un consumo di oltre di 650.000 m³ di travi lamellari. Naturalmente una bella fetta di queste travi se ne va nei tetti in legno di costruzioni tradizionali.

passi per un buon tetto in legno

Ma se si è decisi per un tetto in legno per una casa in muratura, cosa deve chiedere il committente al suo progettista? Che le vernici del legno siano salubri (o con bassissime emissioni) oppure ci sono aspetti tecnici ancora più urgenti rispetto alla finitura?

La mia esperienza, in ordine di importanza, mi suggerisce di indicare alcuni punti che riguardano proprio il tetto in legno:

  1. assenza di spifferi
  2. corretta scelta delle guaine
  3. materiali e spessori idonei per la protezione dal surriscaldamento
  4. salubrità della finitura interna del legno

Ripensando all’ordine di importanza che ho dato sopra dovrei spostare le voci 2 e 3 ancora nella posizione 1: tutti e tre i punti sono fondamentali: può il committente essere soddisfatto di un tetto senza spifferi con dei teli che non gestiscono correttamente la migrazione del vapore? e potrebbe esserlo con dei teli fantastici e pannelli per coibentazione termoacustica completamente inadeguati e per qualità e per la zona climatica di riferimento?

Analizziamo un po’ più precisamente questi 4 punti, tanti committenti si trovano alle prese con tetti in legno progettati in modi diversi e a prima vista sembrano tutti buoni progetti.

Dov’è che bisogna puntare la lente di ingrandimento per fare le pulci al progetto?

1. Assenza di spifferi:

La copertura deve garantire la tenuta all’aria: l’ambiente interno, riscaldato in periodo invernale, tende a spingere verso l’esterno come una pentola messa sul fuoco a far bollire la pasta, ricordate cosa succede sulla linea del coperchio, quegli sbuffi di vapore succedono anche sul perimetro del vostro tetto in legno poggiante sulle pareti esterne. E proprio per il fatto che il materiale legno sarà in contatto con mattoni o blocchi in laterizio o calcestruzzo (materiali diversi per natura e comportamento) la progettazione del nodo tetto-parete deve essere fatta scrupolosamente. Diceva un tale – non c’è arte e non c’è ingegno che faccia aderir la malta al legno. Si sa che una trave passante nel muro darà presto o tardi problemi di spifferi, e si sa anche che le perline (il tavolato o l’assito come siete abituati a chiamarlo) sembrano aderire bene sulla testa del muro, ma anche l’intonaco nulla può per garantire la tenuta tra perline e parete.

Solo questi due dettagli sono sufficienti a rovinare tutta l’opera della copertura e sono difficilmente risolvibili in un secondo tempo, di solito un paio di inverni, quando ormai i passaggi d’aria hanno portato a condense, e quindi all’insorgere delle muffe, e poi al deterioramento del legno.

Dunque evitiamo di accettare un disegno di massima o una sezione che non indichi esattamente la soluzione e i materiali idonei a garantire la tenuta all’aria dell’involucro.

2. Corretta scelta delle guaine:

Se avete già letto qualche articolo che tratta la migrazione del vapore attraverso le strutture edili conoscete il meccanismo per cui il vapore tende ad uscire verso l’esterno in periodo di riscaldamento e verso l’ambiente interno in periodo estivo (ora non pensate che d’estate vi troverete la mansarda con la nebbia perché la migrazione del vapore ha cambiato verso! si tratta sempre di pochi grammi di acqua). Già dai tempi dell’ora di geografia ricordate di quanto sono diverse e uniche le regioni italiane. Il clima è stato suddiviso in zone e per semplicità non abbiamo riempito l’alfabeto intero: la zona climatica più calda è la zona climatica A (ah che caldo!) e quella più fredda è la F (freddo!) – quindi le zone sono A B C D E F.

Inutile dire che in ogni microclima di una certa zona e di un certo edificio ci sia un determinato uso del riscaldamento, un periodo di riscaldamento più o meno breve. Pensate che in zona F il periodo di riscaldamento può essere 12 mesi l’anno (vedi figura):

gradi giorno dobbiaco

In condizioni simili il pacchetto tetto sarà quasi perennemente interessato da una migrazione del vapore verso l’esterno! Sarà corretto un buon freno al vapore sul lato caldo e un ottimo telo impermeabilizzante e traspirante sul lato freddo. Ma nei paesi più caldi della Sicilia dove forse l’impianto di riscaldamento viene utilizzato qualche settimana all’anno si possono posare le guaine con le stesse proprietà di resistenza al passaggio del vapore? Assolutamente no.

Nei climi più caldi devo progettare ricordando la grande tendenza del vapore che migra verso l’interno! e non mi devo opporre a questa naturale tendenza altrimenti posso, semplicemente sbagliando telo, provocare una condensa all’interno del pacchetto isolante perché il vapore non è aiutato a sfogare in ambiente asciugando completamente il coibente.

Meglio fare grande attenzione ai valori Sd indicati sulle schede tecniche dei manti traspiranti.

3. Materiali e spessori idonei per la protezione dal surriscaldamento:

Ho già scritto diversi articoli sul tema, scegliere il materiale migliore per coibentare il tetto e proteggere l’ambiente dal surriscaldamento è non solo un obbligo di legge, è un dovere verso il committente che desidera ottenere un ambiente confortevole anche senza l’uso continuato degli impianti di raffrescamento. La protezione dal caldo è un diritto: fatelo valere!

4. Salubrità della finitura interna del legno:

Non dilunghiamoci nel pessimismo dei veleni nascosti in tutto ciò che ci circonda, e ricordiamo solo che le strutture lignee grezze verranno trattate.

I prodotti impregnanti servono a proteggere il legno da attacchi biologici e a volte a modificarne l’aspetto. Cerchiamo di evitare prodotti contenenti principi attivi tossici (ad es. composti metallorganici). Di solito se la finitura è estetica ma anche preservante è inevitabile che contenga biocidi.

Le superfici in legno interne sono caratterizzate da un’umidità del materiale in equilibrio con ambienti a una temperatura di 20°C e un’umidità relativa dell’aria circostante che non superi il 65% se non per poche settimane all’anno (elementi lignei protetti contro le intemperie o posti all’interno degli edifici in ambienti condizionati).

Le vernici all’acqua presentano emissioni di composti organici volatili (VOC) molto esigue. Ma spesso sono vernici acriliche emulsionate in acqua, quindi sono presenti tutti i componenti tipici delle resine acriliche.

Vernici ed impregnanti di cat. 1/e per finiture interne ed esterne rispettano il valore limite UE della categoria A/e di 130 grammi per litro di VOC (Composti Organici Volatili in italiano). Un’ etichetta di cosa ci vuole avvisare?

1) che ci sono componenti chimici di sintesi :

  • alcuni componenti sono indicati in etichetta
  • altri componenti compariranno scritti nella scheda di sicurezza (se è stata allegata)

2) che produce emissioni di VOC (quindi contiene sicuramente anche solventi)

E’ un prodotto nocivo : « nocivo » tra virgolette perché la normativa lo accetta in tutti i paesi della UE.

Avete mai letto una Scheda di Sicurezza? La SDS deve essere fornita gratuitamente entro la data della prima fornitura della sostanza o della miscela. Può essere fornita su carta o in forma elettronica. In ogni caso è obbligo del fornitore consegnare la SDS al destinatario.

Per il principio della cautela meglio preferire prodotti di origine vegetale, senza elementi di sintesi o elementi pericolosi per l’uomo e l’ambiente, che utilizzano resine vegetali ricavate da piante, veicolate in olio. Prodotti che non contengono pericolosità o emissioni di composti organici volatili (VOC) dannosi per l’uomo e l’ambiente.

            

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Non consiglio materiali isolanti rischiosi per la salute

Non consiglio materiali isolanti rischiosi per la salute – e perchè mai dovrei? Non sono nemmeno performanti contro il caldo estivo.

Ricordiamo che siamo in Italia quando ragioniamo sull’isolamento termico di una casa: un obiettivo è contenere le dispersioni invernali ed avere bollette per riscaldamento contenute, ma il senso di tutto il progetto è avere una casa confortevole tutto l’anno, e che non diventi in un forno con l’arrivo dell’estate!

Non consiglio materiali isolanti rischiosi salute-03

25 marzo 2015: Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato-Regioni – vengono aggiornate e superate le vecchie linee guida emanate con la circolare del Ministero della Sanità n. 23 del 25.11.1991: tutte le fibre artificiali vetrose “per le quali non risultano valori limite o indicazioni tecniche sulla valutazione dell’esposizione, rientrano nella categoria dei materiali utilizzabili che presentano rischi per la salute”.

Mi occupo di involucro edilizio, perciò sono ogni giorno a scegliere e valutare i materiali per coibentazione. L’isolamento termico è più o meno garantito da ogni materiale isolante, ma, a parte le prestazioni, mi sento in dovere di preferire materiali che durante la fase di cantiere (di posa) e durante la vita mi portino bassi rischi. E perchè non lo dovrei fare? Perchè dovrei ignorare che quel tipo di pannelli isolanti mi comporta un rischio se facilmente ne posso scegliere uno differente o magari naturale?

Solo una questione di soldi? La salute vale oro – chiedete a chi non ce l’ha.

Le lane minerali o fibre artificiali vetrose (FAV) impongono una valutazione dei rischi. In primo luogo penso alla movimentazione in cantiere di questo tipo di isolanti, poi penso al momento del maneggio per la posa e al maneggio ripetuto quando si devono prendere misure o tagliare. Sono tutte occasioni in cui gli applicatori e i visitatori del cantiere vengono a contatto con queste sostanze – e poco mi importa che alla fine dell’opera sarà garantito all’edificio un notevole risparmio energetico. 

A tutela della salute di chi abiterà e dei lavoratori presenti in cantiere, evito fin dal momento della progettazione l’ esposizione a fibre artificiali vetrose – come?

 semplicemente non le propongo

Mi taglio fuori da una grande fetta di cantieri e progetti? La lana di roccia e la lana di vetro sono in effetti dei giganti in edilizia e le loro prestazioni di isolamento termico invernale sono eccellenti, ma per la protezione dal caldo non sono in prima fila e io valuto bene la prestazione estiva in fase progettuale.

Tornando ai rischi per la nostra salute relativi all’uso di lana di roccia e lana di vetro si deve ricordare che studi scientifici hanno messo in evidenza che non tutte le fibre artificiali vetrose presentino effetti cancerogeni e, per alcune tipologie, escludono la classificazione di cancerogeno.

Non consiglio materiali isolanti rischiosi salute-01

Comunque non giriamoci intorno, la lana di vetro contiene fibre lunghe e sottili che penetrano il tessuto polmonare per inalazione. La lana di vetro oggi in commercio, è considerata non cancerogena. Quella prima del 1996 è considerata cancerogena. Se si deve rimuovere vecchia lana di vetro meglio evitare l’inalazione delle fibre spruzzando  acqua e isolando bene l’ambiente dove si lavora dalle altre aree.

Dover lavorare con maschera, guanti e occhiali e muoversi lentamente mi dà già una chiara sensazione di rischio. Perchè mai dovrei suggerire di usare questi materiali? Non sono gli unici disponibili sul pianeta, e non sono nemmeno gratis: anche lana di vetro e lana di roccia hanno un prezzo.

Capita spesso a chi lavora e taglia di trovarsi con irritazioni della pelle, ovviamente un po’ di fibre si sono fissate alla cute: anzichè lavare strofinare o grattare tentate di rimuovere la lana di vetro con nastro adesivo:

Non consiglio materiali isolanti rischiosi salute-02

E’ suggerito di aerare la stanza dopo lavorazioni con lana di vetro (così anche in giardino ti ritrovi le fibre) e al termine buttare via guanti, tuta, occhiali e maschere per il viso. Mi sembra giusto, ma anche molto preoccupante.

Non consiglio materiali isolanti rischiosi salute-04

Ma quando è che un materiale non è cancerogeno? Quando si dimostra una di queste condizioni:

  • una prova di persistenza biologica a breve termine con inalazione dimostra che le fibre di lunghezza superiore a 20 micrometri (simbolo: µm, un milionesimo di metro, cioè millesimo di millimetro) presentano un tempo di dimezzamento ponderato inferiore a 10 giorni
  • una prova di persistenza biologica a breve termine mediante instillazione intratracheale dimostra che le fibre di lunghezza superiore a 20 µm presentano un tempo di dimezzamento ponderato inferiore a 40 giorni
  • una prova intraperitoneale non ha rivelato un’eccessiva cancerogenicità
  • una prova di inalazione a lungo termine porta alla conclusione che non ci sono effetti patogeni significativi o alterazioni neoplastiche.

La classificazione “cancerogeno” non si applica alle fibre il cui diametro geometrico medio ponderato rispetto alla lunghezza meno 2 errori standard risulti maggiore di 6 µm.

Il 31° Adeguamento al Progresso Tecnico della Direttiva, nel 2009 ha eliminato la frase di rischio R 38 (Irritante) dalle indicazioni di pericolo delle fibre artificiali vetrose (FAV), lasciando solo i Consigli di Prudenza S 2 (tenere lontano dalla portata dei bambini, se il prodotto è venduto al dettaglio) e S 36/37 (usare indumenti protettivi e guanti adatti).

Qualche lettore, amante del fai da te, ha acquistato lana di vetro o lana di roccia e lasciato giocare i bambini a salto in alto sui pannelli? Questo sarebbe stato poco poco poco prudente!

La Commissione Europea ha emanato il Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP) che sta sostituendo dal 1° dicembre 2010 (con un periodo di transizione) le Direttive 67/548/CEE Dangerous Substances Directive e 1999/45/CE Dangerous Preparation Directive sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose.


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