Archivi categoria: pitture murali interne

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Cosa può nascondere una pittura murale per interni? Biossido di titanio

Davanti ad un bidone di pittura, o ancor peggio davanti ad un offerta per tinteggiature e decorazioni per interni come possiamo proteggerci? Le sostanze contenute in una pittura murale possono essere diverse e pochi di noi saprebbero individuare correttamente le sostanze pericolose per la salute.

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Molte pitture murali di nuova generazione, pubblicizzate come prodotti naturali, lavorano attivamente alla disgregazione delle sostanze inquinanti. I loro componenti funzionano come un catalizzatore che con l’aiuto della luce decompongono gli inquinanti.

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Ma come si ottiene questo effetto fotocatalitico?

Si ottiene con l’aggiunta di alcuni pigmenti, per esempio il biossido di titanio:

  • il biossido di titanio, o ossido di titanio o titanio diossido o E171 non è altro che un composto chimico che si presenta sotto forma di polvere cristallina incolore, tendente al bianco (la sua formula chimica è TiO2 e il suo numero CAS è 13463-67-7, questo  numero individua in maniera univoca una sostanza chimica).

In edilizia, tanti prodotti “speciali” con poteri miracolosi (autopulenti, antiumidità, anticorrosivi, autoriparanti, antibatterici, antismog, anti NOx, nanoisolanti ecc) usano nanoparticelle di diossido di Titanio.

ma la nostra salute è a rischio oppure no?

Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno (classe 2B) se inalato. Si può leggere in lingua inglese questo documento sul TITANIUM DIOXIDE.

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Nei prossimi anni si potrebbe arrivare a classificare ed etichettare il biossido di titanio come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i. Dobbiamo ringraziare i francesi per questa azione, puoi leggere la loro proposta qui: ANSES’s proposal for titanium dioxide to be classified as carcinogenic by inhalation submitted for public consultation.

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Come al solito, il principio da adottare è quello della cautela: leggiamo le schede di sicurezza SDS dei prodotti che ci portiamo in casa! 

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l’ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele.



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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

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le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

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arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

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l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

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un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

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non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


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Una casa più ” nature “, meno rischi e più salute

I materiali per edilizia sono migliaia e migliaia, come destreggiarsi nella scelta e come riuscire ad evitare di portare nuovi veleni dentro la nostra casa?

E’ importante la coibentazione ad ogni costo
oppure è più importante la salute ad ogni costo?

materiali sani in edilizia

Coibentare non è sempre sinonimo di avvelenare, come pitturare non è sempre sinonimo di intossicare. Invece di puntare i piedi davanti a qualsiasi materiale oppure chiudere gli occhi e accettare ogni tipo di proposta, anche la più insalubre, cerchiamo di essere più sensibili a questo tema alzando l’asticella delle pretese sul tavolo dei nostri progettisti o al banco del nostro magazzino edile. I materiali buoni ci sono – come ci sono i funghi porcini, nel bosco si trovano anche quelli rossi con i puntini bianchi… – dallo scaffale procuriamoci i materiali più salubri.

Mai sentito parlare della certificazione CasaClima Nature? è una valutazione di sostenibilità degli edifici, perciò non si limita a vietare l’uso di alcuni prodotti, fa un ragionamento ben più largo, per esempio controlla la distanza della provenienza di alcuni materiali (Materiali in pietra, prodotti entro 200 km di distanza dal cantiere (luogo di scavo delle pietre, lavorazione e fornitura) – Materiali in laterizio, prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di estrazione dell’argilla, produzione, lavorazione e fornitura) – Materiali in legno con certificato FSC/PEFC o prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di abbattimento degli alberi, lavorazione e fornitura).

Ecco i materiali non ammessi in tutto l´edificio (incluso finiture interne ed esterne):

  • non è consentito l’utilizzo di prodotti (schiume, isolamenti schiumati) contenenti sostanze (p.e. cloro-fluoro-carburi CFC, idro-bromo-fluoro-carburi HBFC, idro-cloro-fluoro-carburi HCFC, idro-fluoro-carburi HFC) dannosi per lo strato dell’ozono. Le sostanze sono definite nei gruppi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII e “Nuove Sostanze”; comunicazione della Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C224/3 del 05.08.2000, allegato 1.
  • non è consentito l’utilizzo di prodotti che contengono esafluoruro di zolfo (SF6).
  • non è consentito l’utilizzo di legno tropicale.

Una misurazione finale negli ambienti interni, qualora il committente soffrisse di qualche patologia, sarebbe costosa e tardiva.

I materiali da mettere sotto la lente d’ingrandimento sono:

  • quelli a base di legno incollato: valore massimo di emissione di formaldeide [50-00-0] HCHO: 0,05 ppm (0,062 mg/m³),
  • pannelli grezzi o rivestiti,
  • compensati,
  • travi,
  • pannelli di rivestimento,
  • pavimenti
  • vernici,
  • pitture,
  • impregnanti,
  • lacche, primer, ecc.

Quando si scelgono prodotti liquidi da applicare alle superfici interne controlliamo sempre:

  • il contenuto massimo di VOC (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

limiti di contenuto massimo di VOC per prodotti liquidi

( BA significa che la viscosità è regolata mediante l’uso di acqua, mentre BS significa che la viscosità è regolata attraverso l’utilizzo di solventi organici.)

  • la presenza delle frasi di rischio (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Frasi di rischio

  •  la presenza di metalli pesanti (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

metalli pesanti

  • il contenuto totale di formaldeide libera [50-00-0] che non deve superare i 10 ppm.
  • la presenza di composti organici (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Composti organici

Per informarsi meglio, l’unica via è l’analisi delle schede tecniche, delle schede di sicurezza e/o certificazioni con indicazione dei dati di emissione (il certificato deve avere almeno 3 anni).

Avete il sospetto che in casa ci sia formaldeide? Potete togliervi il dubbio senza chiamare un tecnico facendo da soli il test formaldeide:

vale sempre il motto:

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Nella pittura naturale c’è biossido di titanio ?

Il biossido di titanio è usato come pigmento bianco (infatti si dice bianco di titanio). Un tempo si usava il bianco di piombo o il solfato di bario o di calcio.

E’ usato anche come colorante alimentare con il numero E 171, ma lo troviamo anche nei cosmetici, nelle creme, nei dentifrici ecc (del biossido di titanio negli alimenti puoi leggere questo documento in inglese): quando il biossido di titanio ha particelle di dimensione < 100 nm è un nanomateriale (nano TiO2). Non so se e quanto il nano TiO2 sia tossico. Perchè la UE non impone l’indicazione dei nanomateriali sulle etichette? L’EFSA ha pubblicato le prime linee guida pratiche per valutare le applicazioni delle nanotecnologie in alimenti e mangimi.

Comunque stiano le cose il biossido di titanio resiste agli acidi senza essere tossico, ha un alto indice di rifrazione ed è un ottimo catalizzatore in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, lo sporco, inquinanti e vari microorganismi: ma non so se le polveri del biossido di titanio possano entrare nel nostro organismo, pur non essendo pigmenti volatili!

biossido di titanio

Se fino a ieri non ci siamo preoccupati del biossido di titanio, possiamo preoccuparcene da oggi!

Oppure possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che questi pigmenti bianchi portano con sè:  con la luce la pittura diventa un catalizzatore (pittura fotocatalitica) e decompone molte sostanze nocive, in particolare gli ossidi di azoto (NOx), formaldeide, composti volatili benzene ed altri (VOC)!

Ma se il biossido di titanio ha anche un effetto antibatterico perchè decompone le pareti cellulari dei batteri non potrebbe decomporre anche noi umani? piano piano poco alla volta?

Forse nel dubbio è preferibile ordinare una pittura naturale, magari alla calce, che offre salubrità, elevata basicità ed elevata permeabilità al vapore.

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Pittura, cercare di evitare le emissioni di VOC

i VOC sono emissioni dannose per la salute!

Che qualità dell’aria vogliamo avere in casa?

Evitando alcuni materiali da costruzione saremo più liberi dai composti organici volatili (VOC) ma non dimentichiamoci che anche le cose per l’igiene personale e della casa (deodoranti, saponi, detersivi e tutte le cose profumate per la pulizia contengono una media di 15 VOC per prodotto. Più o meno tossici o pericolosi.

Spesso le sostanze cancerogene non sono nemmeno menzionate nell’etichetta. Già il fatto di contenere del profumo significa che ci sono sostanze chimiche, per l’80-90% derivate sinteticamente.

Quali sono le sostanze chimiche più comuni? i terpeni, che a contatto con l’ozono presente nell’aria generano particelle ultrafini e formaldeide.

E’ veramente difficile scoprire dalle etichette quali prodotti portarsi a casa e quali evitare: per legge, si deve solo scrivere della presenza di fragranze (profumi), senza dover elencare gli ingredienti che le compongono!

Se cominciamo a fare più attenzione a quello che mettiamo nel carrello della spesa sarebbe anche giusto fare più attenzione alle finiture interne dei nostri ambienti: è proprio l’ultimo strato interno, quello che riveste tutti i locali dove trascorriamo tante ore ogni giorno, ad avere molta importanza:

la pittura sarà buona o cattiva? salubre o poco salubre?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-01

l’odore tipico di un ambiente appena tinteggiato è buon segno o cattivo segno?

Con molta probabilità il profumo del locale appena tinteggiato è segno che stiamo respirando nuovi Composti Organici Volatili (VOC) tipici delle vernici sintetiche. E perchè non investire in qualità scegliendo pitture costituite da materie prime naturali e non dannose per la nostra salute?

Valgono i certificati? oppure sono solo etichette che si ottengono stando sotto un certo limite di concentrazione di sostanze dannose?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-02

La certificazione tedesca NaturePlus è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-04

Anche la certificazione A+ francese è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale. Potete leggere la regolamentazione francese sui VOC scaricando il pdf in lingua inglese qui.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-03

Pensate che in Svizzera esiste da anni una Tassa sui composti organici volatili (COV) contenuti in diversi prodotti (pitture, vernici e detergenti). Nell’aria, queste sostanze contribuiscono, insieme all’ossido d’azoto, alla formazione di elevate concentrazioni di ozono troposferico (detto smog estivo). La tassa sui COV esiste dal 1° gennaio 2000, è uno strumento economico per la protezione dell’ambiente: un incentivo finanziario per la riduzione delle emissioni di VOC!

Ma quanti di noi hanno la competenza scientifica per analizzare gli ingredienti contenuti in una miscela di pittura sintetica per dire che è poco o tanto dannosa? Meglio lasciar perdere ed orientarsi verso prodotti che derivano da materiali naturali, già di per sè a bassissimo rischio o sani per forza.

E’ importante scegliere una pittura che sia una miscela di elementi naturali atossici senza componenti chimici o solventi e senza formaldeide.

E’ anche importante che la pittura, o l’intonachino se avete scelto di finire un muro così, sia porosa e traspirante e meglio ancora se di pH elevato (forte basicità) che garantisce senza sostanze aggiunte un’ottimale igienicità.

Una finitura che assorbe facilmente l’umidità è garanzia di una migliore regolazione dell’umidità indoor.

E’ comunque difficile garantirsi un’aria interna sana, ci sono i mobili, la Co2 che noi stessi produciamo e chi più ne ha più ne metta… Se possibile prevediamo l’installazione di qualche macchina di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore (VMC). Un ricambio continuo dell’aria è la miglior garanzia.



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Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


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La bioedilizia

Sono abituato a leggere tantissime schede tecniche: se consiglio un materiale o confronto alcune stratigrafie devo per forza far riferimento alle schede tecniche (e di posa). Grazie al cielo oggi è relativamente facile trovare la scheda tecnica di un materiale o un prodotto. Ci sono ancora aziende che parlano dei loro prodotti alternando immagini bellissime, e a volte fuori tema, nascondendo le schede tecniche chi sa dove nel loro sito web o nei loro archivi privati (<<su richiesta la consegnamo ai clienti>>): non hanno ancora compreso l’importanza dell’informazione e della trasparenza, nè si sono ancora resi conto che se devo fare 20 minuti di ricerca per quel maledetto pdf, probabilmente dovrò chiudere quella pagina web e passare a nuova ricerca, nuova azienda e nuovo materiale.

Spesso leggo frasi del genere:

  • ideale per l’impiego in bioedilizia
  • usato in bioedilizia
  • esclusivamente in bioedilizia
  • preferibile in bioedilizia

Sembra che se io non sono vegano, e non ho deciso per un sistema a cappotto in lana di pecora non debba permettermi un intonaco interno alla calce.

Invece, se possiamo, se siamo in tempo, scegliamo materiali naturali – sì, anche se per altre scelte non siamo stati così attenti o rigorosi o siamo stati mal consigliati.

calce bioedilizia

La calce per esempio può essere utilizzata per malte, intonaci e pitture. La calce idraulica può fare le veci del cemento come legante. La calce offre sempre un’ottima traspirabilità, combatte le muffe e migliora il comfort degli ambienti regolandone l’umidità.

cemento fondazione

La fondazione bio?

chi può dire di amare il cemento e il ferro? Ma sappiamo che serve e lo accettiamo. Beh, per migliorare questa voce possiamo chiedere di utilizzare:

  • cemento puro che non contenga materie prime seconde provenienti da altre lavorazioni industriali.
  • armatura d’acciaio sostituita da acciaio austenico, che è amagnetico; sostanzialmente non interferisce con i campi elettromagnetici artificiali, non determinando quindi perturbazioni magnetiche. (altre info le trovate qui, e qui).

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Quando una pittura è salubre?

 La pittura interna determina solo il colore degli ambienti? Adesso sollevo un polverone:

Tutti i materiali che abbiamo utilizzato e scelto per la costruzione o la ristrutturazione saranno separati dall’ambiente interno, dove abiteremo, da qualche mano di pittura! Tra noi e loro, solo un po’ di pittura per interni! Vi sembra un dettaglio di poco valore?

pittura per interni

Un’idropittura con un bassissimo contenuto di composti organici volatili (VOC) e un’elevatissima traspirabilità, inodore sia durante l’applicazione che successivamente può andar bene per finire i lavori in casa? Non possiamo far meglio?

A me inquieta leggere:

bassissimo contenuto di COV (dall’inglese Volatile Organic Compounds):

  • parliamo delle emissioni di sostanze organiche volatili, i cosiddetti VOC – l’Unione Europea e gli Stati Membri hanno deciso di fissare dei limiti massimi del contenuto di COV: Limiti COV in g/l dall’ 1/01/2010 per prodotti formulati a base acquosa (BA) 30g/l.

* Valore riferito al prodotto di colore bianco:

  • se la pittura non è bianca ma colorata aumentano le emissioni di sostanze organiche volatili, i cosiddetti VOC?

pittura per interni-01

Credo sia importante decidere con un po’ di consapevolezza uno ad uno tutti i materiali che portiamo in cantiere: ce li portiamo in casa! e per sempre.

Informiamoci il più possibile, o lasciamoci informare! Non chiudiamo gli occhi.

 

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