Archivi categoria: pitture murali interne

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Cosa può nascondere una pittura murale per interni? Biossido di titanio

Davanti ad un bidone di pittura, o ancor peggio davanti ad un offerta per tinteggiature e decorazioni per interni come possiamo proteggerci? Le sostanze contenute in una pittura murale possono essere diverse e pochi di noi saprebbero individuare correttamente le sostanze pericolose per la salute.

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Molte pitture murali di nuova generazione, pubblicizzate come prodotti naturali, lavorano attivamente alla disgregazione delle sostanze inquinanti. I loro componenti funzionano come un catalizzatore che con l’aiuto della luce decompongono gli inquinanti.

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Ma come si ottiene questo effetto fotocatalitico?

Si ottiene con l’aggiunta di alcuni pigmenti, per esempio il biossido di titanio:

  • il biossido di titanio, o ossido di titanio o titanio diossido o E171 non è altro che un composto chimico che si presenta sotto forma di polvere cristallina incolore, tendente al bianco (la sua formula chimica è TiO2 e il suo numero CAS è 13463-67-7, questo  numero individua in maniera univoca una sostanza chimica).

In edilizia, tanti prodotti “speciali” con poteri miracolosi (autopulenti, antiumidità, anticorrosivi, autoriparanti, antibatterici, antismog, anti NOx, nanoisolanti ecc) usano nanoparticelle di diossido di Titanio.

ma la nostra salute è a rischio oppure no?

Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno (classe 2B) se inalato. Si può leggere in lingua inglese questo documento sul TITANIUM DIOXIDE.

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Nei prossimi anni si potrebbe arrivare a classificare ed etichettare il biossido di titanio come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i. Dobbiamo ringraziare i francesi per questa azione, puoi leggere la loro proposta qui: ANSES’s proposal for titanium dioxide to be classified as carcinogenic by inhalation submitted for public consultation.

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Come al solito, il principio da adottare è quello della cautela: leggiamo le schede di sicurezza SDS dei prodotti che ci portiamo in casa! 

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l’ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele.



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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Nella pittura naturale c’è biossido di titanio ?

Il biossido di titanio è usato come pigmento bianco (infatti si dice bianco di titanio). Un tempo si usava il bianco di piombo o il solfato di bario o di calcio.

E’ usato anche come colorante alimentare con il numero E 171, ma lo troviamo anche nei cosmetici, nelle creme, nei dentifrici ecc (del biossido di titanio negli alimenti puoi leggere questo documento in inglese): quando il biossido di titanio ha particelle di dimensione < 100 nm è un nanomateriale (nano TiO2). Non so se e quanto il nano TiO2 sia tossico. Perchè la UE non impone l’indicazione dei nanomateriali sulle etichette? L’EFSA ha pubblicato le prime linee guida pratiche per valutare le applicazioni delle nanotecnologie in alimenti e mangimi.

Comunque stiano le cose il biossido di titanio resiste agli acidi senza essere tossico, ha un alto indice di rifrazione ed è un ottimo catalizzatore in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, lo sporco, inquinanti e vari microorganismi: ma non so se le polveri del biossido di titanio possano entrare nel nostro organismo, pur non essendo pigmenti volatili!

biossido di titanio

Se fino a ieri non ci siamo preoccupati del biossido di titanio, possiamo preoccuparcene da oggi!

Oppure possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che questi pigmenti bianchi portano con sè:  con la luce la pittura diventa un catalizzatore (pittura fotocatalitica) e decompone molte sostanze nocive, in particolare gli ossidi di azoto (NOx), formaldeide, composti volatili benzene ed altri (VOC)!

Ma se il biossido di titanio ha anche un effetto antibatterico perchè decompone le pareti cellulari dei batteri non potrebbe decomporre anche noi umani? piano piano poco alla volta?

Forse nel dubbio è preferibile ordinare una pittura naturale, magari alla calce, che offre salubrità, elevata basicità ed elevata permeabilità al vapore.

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Pittura, cercare di evitare le emissioni di VOC

i VOC sono emissioni dannose per la salute!

Che qualità dell’aria vogliamo avere in casa?

Evitando alcuni materiali da costruzione saremo più liberi dai composti organici volatili (VOC) ma non dimentichiamoci che anche le cose per l’igiene personale e della casa (deodoranti, saponi, detersivi e tutte le cose profumate per la pulizia contengono una media di 15 VOC per prodotto. Più o meno tossici o pericolosi.

Spesso le sostanze cancerogene non sono nemmeno menzionate nell’etichetta. Già il fatto di contenere del profumo significa che ci sono sostanze chimiche, per l’80-90% derivate sinteticamente.

Quali sono le sostanze chimiche più comuni? i terpeni, che a contatto con l’ozono presente nell’aria generano particelle ultrafini e formaldeide.

E’ veramente difficile scoprire dalle etichette quali prodotti portarsi a casa e quali evitare: per legge, si deve solo scrivere della presenza di fragranze (profumi), senza dover elencare gli ingredienti che le compongono!

Se cominciamo a fare più attenzione a quello che mettiamo nel carrello della spesa sarebbe anche giusto fare più attenzione alle finiture interne dei nostri ambienti: è proprio l’ultimo strato interno, quello che riveste tutti i locali dove trascorriamo tante ore ogni giorno, ad avere molta importanza:

la pittura sarà buona o cattiva? salubre o poco salubre?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-01

l’odore tipico di un ambiente appena tinteggiato è buon segno o cattivo segno?

Con molta probabilità il profumo del locale appena tinteggiato è segno che stiamo respirando nuovi Composti Organici Volatili (VOC) tipici delle vernici sintetiche. E perchè non investire in qualità scegliendo pitture costituite da materie prime naturali e non dannose per la nostra salute?

Valgono i certificati? oppure sono solo etichette che si ottengono stando sotto un certo limite di concentrazione di sostanze dannose?

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La certificazione tedesca NaturePlus è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale.

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Anche la certificazione A+ francese è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale. Potete leggere la regolamentazione francese sui VOC scaricando il pdf in lingua inglese qui.

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Pensate che in Svizzera esiste da anni una Tassa sui composti organici volatili (COV) contenuti in diversi prodotti (pitture, vernici e detergenti). Nell’aria, queste sostanze contribuiscono, insieme all’ossido d’azoto, alla formazione di elevate concentrazioni di ozono troposferico (detto smog estivo). La tassa sui COV esiste dal 1° gennaio 2000, è uno strumento economico per la protezione dell’ambiente: un incentivo finanziario per la riduzione delle emissioni di VOC!

Ma quanti di noi hanno la competenza scientifica per analizzare gli ingredienti contenuti in una miscela di pittura sintetica per dire che è poco o tanto dannosa? Meglio lasciar perdere ed orientarsi verso prodotti che derivano da materiali naturali, già di per sè a bassissimo rischio o sani per forza.

E’ importante scegliere una pittura che sia una miscela di elementi naturali atossici senza componenti chimici o solventi e senza formaldeide.

E’ anche importante che la pittura, o l’intonachino se avete scelto di finire un muro così, sia porosa e traspirante e meglio ancora se di pH elevato (forte basicità) che garantisce senza sostanze aggiunte un’ottimale igienicità.

Una finitura che assorbe facilmente l’umidità è garanzia di una migliore regolazione dell’umidità indoor.

E’ comunque difficile garantirsi un’aria interna sana, ci sono i mobili, la Co2 che noi stessi produciamo e chi più ne ha più ne metta… Se possibile prevediamo l’installazione di qualche macchina di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore (VMC). Un ricambio continuo dell’aria è la miglior garanzia.



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Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


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