Archivi categoria: EDIFICIO & SOLUZIONI EDILI :

Isolamento verso garage o box chiuso esempio nuova costruzione con fattore di correzione in Zona climatica E

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Un po’ per tradizione negli edifici esistenti e un po’ per desiderio della committenza nelle nuove costruzioni, gli italiani hanno il garage in casa, al pian terreno o nel seminterrato:

Per tradizione, i tedeschi tengono l’auto in un box vicino, o attiguo, quasi mai in casa, spesso un carport:

Il garage è un ambiente non riscaldato e non fa parte dell’involucro termico. Solitamente, da noi, è un ambiente che confina con l’abitazione per almeno due pareti + il soffitto. Pareti e solaio sono detti elementi strutturali verso vano non riscaldato: il vano potrebbe essere anche una cantina, un deposito, un magazzino. Sono le superfici disperdenti della parte di edificio che stiamo analizzando.

Se stiamo progettando l’isolamento termico di queste strutture dobbiamo conoscere quale sarà il fattore di correzione fi dello scambio termico tra ambiente climatizzato e non climatizzato: infatti il fattore di correzione si moltiplica al valore di trasmittanza U della stratigrafia – perciò

U * fi

Il fattore di correzione, quando è diverso da 1 naturalmente, indica proprio che stiamo analizzando la trasmittanza di un elemento edile che separa l’abitazione da un ambiente non climatizzato ma che però non ha proprio la temperatura dell’ambiente esterno! Il garage sarà anche freddo, ma non è come stare in giardino.

Questo fattore si potrebbe anche calcolare con la formula qui sopra ma, per semplicità, CasaClima usa dei coefficienti fi predeterminati di tutte le tipologie di elementi disperdenti verso ambienti non riscaldati. Comodo no?

  • se il garage, o il box, è un ambiente areato, mi spiace ma il fattore di correzione è 1, quindi il garage equivale all’ambiente esterno. è logico.
  • se il garage, o il box, è un ambiente non areato ma senza chiusure a tenuta, allora il fattore di correzione diventa 0,8 e potrò moltiplicare la trasmittanza U*0,8
  • se il garage, o il box, ha invece chiusure a tenuta, il fattore di correzione è 0,5

Facciamo un esempio pratico per comprendere una volta per tutte questo fattore di correzione dello scambio termico:

Abbiamo la fortuna di costruire ex novo, una nuova costruzione. Sotto l’abitazione abbiamo previsto che ci siano 2 garage e 1 spaziosa cantina.

Cosa ci dice il DECRETO 26 giugno 2015 (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici)? Ci parla proprio dei REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI dopo il DM 26.6.2015: ad esempio, nella Tabella 3: Trasmittanza termica delle strutture opache orizzontali di pavimento verso l’esterno, gli ambienti non climatizzati o contro terra.

Prendiamo la Zona climatica E, dobbiamo preparare una stratigrafia del solaio che divide abitazione da garage e cantina. La stratigrafia parte dallo strato più interno, diciamo la piastrella, il collante e via via fino all’intonaco del soffitto del garage che sarà lo strato più esterno. Il valore di trasmittanza ci salterà fuori appena terminato di inserire tutti gli strati con relativi spessori, conduttività, calori specifici e  densità.

Prendiamo come risultato di calcolo un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK

Naturalmente dobbiamo rispettare quel valore minimo imposto dal DM 26.6.2015: 0,26W/mqK

A questo punto siamo pronti per migliorare il valore U della stratigrafia che abbiamo in mente. E qui ci serve proprio il fattore di correzione fi !

Per concludere l’esempio descriviamo come ambienti non areati e con chiusure a tenuta i  2 garage e la spaziosa cantina – quindi possiamo contare sul coefficiente fi 0,5:

Se la stratigrafia dava un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK dobbiamo moltiplicare 0,30 * 0,5 e otterremo un valore U più che ottimo:

U 0,15 W/mqK

Ora che sappiamo bene come progettare il garage di questa ipotetica nuova costruzione ricordiamoci di non fare un’apertura troppo risicata, abbondiamo sulla larghezza ed evitiamo piccoli e costosissimi incidenti di manovra per entrare o uscire dal box auto. Per convincervi (e stupirvi un po’) ho qui un brevissimo video con una difficilissima manovra di entrata nel garage. Dopo la sconcertante scena, chiudete il link, non perdete altro tempo! Vi aspetto invece con i vostri calcoli o le vostre stratigrafie! e tutte le proposte per attenuare i ponti termici più forti del vostro bel progetto.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Protezione dell’udito in cantiere

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Sono maniaco della protezione in cantiere. Non tanto perchè arrivo col caschetto – anzi, quello resta spesso in auto, confido che non mi cada niente sulla testa, e poi appare snob… se arrivi col caschetto  bianco e un foglio in mano sanno già tutti che sei un Buonannulla (capace di far niente se non a parlare), non ti danno neanche retta e aspettano solo che te ne vada – ma perchè evito polveri e rumori.

I lavoratori sono giovani e forti, o attempati e robusti, ma le polveri danneggiano seriamente la salute e i rumori riducono seriamente l’udito. Vallo a spiegare al giovane muratore che ha il triplo della tua forza e il quadruplo della tua esperienza. Non ti ascolterà.

La giovinezza è una brutta malattia! purtroppo ne guariscono tutti – e allora sono guai.

i veri nemici di chi lavora fisicamente in cantiere

Inutile fare i duri, resistere al flessibile acceso, o al demolitore, o al trapano con percussione, o al martello, non è prova di coraggio – è una sciocchezza.

Consiglio a tutti – a chi in cantiere ci lavora, a chi ci va per controllare, a chi per vedere – di proteggere il proprio udito. Non dobbiamo sopportare i cuffioni con le orecchie di Topolino, basta scegliere qualche protezione “earplug”:

  • nessun peso
  • nessun impiccio
  • nessun sudore
  • solo comfort e tanta salute

Si possono spendere molti euro ma si possono acquistare anche tappi per le orecchie che sono validissime protezioni a pochissimi euro. Non vi suggerisco di acquistare protezioni dell’udito che costano molto ma vi voglio far notare che queste presentano una differenza che per qualcuno può essere un aspetto importante nel lavoro di tutti i giorni:

senza tanto dilungarmi, posso riassumere così: i tappi costosi proteggono dai rumori ma allo stesso tempo non compromettono la qualità del suono: non sono come i tappi di schiuma o come le cuffie antirumore che bloccano tutti i rumori, questi tappi riducono uniformemente il livello del rumore riproducendo il suono nella sua pienezza. Quindi si sentirà meglio il parlato mentre ci sono rumori in corso. 

Esistono anche tappi auricolari con 3 set di filtri acustici intercambiabili:

Sono dei filtri di isolamento brevettati a proteggere le orecchie. Sentirete tutto, ma ad un livello confortevole e piacevole e senza la sensazione di compressione. 

Pensate al vostro caso e decidete come meglio tapparvi le orecchie. Non vi nascondo che io li indosso anche se aspiro la polvere dai tappetini dell’auto o se uso il trapano in casa o se taglio l’erba – e io la taglio non a motore – quindi ogni volta che mi verrebbe da infilarmi le dita nell’orecchio, mi infilo i tappi.

I miei vecchi tappi Lux avevano la cordicella rotta e ho dovuto sostituirli con gli Honeywell, ma avrei preferito provare gli ottimi Senner Soft (SNR 30) con scatola ma senza cordino. Fatemi sapere cosa preferite voi

Ideali per persone che hanno le orecchie!

            

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Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori

Ho lanciato qualche articolo contro i soffiatori delle strade da questo blog, speravo in un po’ più di risonanza, ma pazienza, ci vuole tempo mi sono detto.

Oggi Massimo mi ha scritto

Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori e mi hanno risposto di fare una segnalazione scritta e se ritenevano la cosa di interesse avrebbero segnalato la cosa all’Assessore, ma sono l’unico che si è lamentato e hanno tante cose a cui pensare. Il comune è Melzo.

e lo ringrazio per la testimonianza. Anzi chiedo: se si impegnerà a preparare una segnalazione scritta indirizzata all’Assessore del Comune (in quanto organo esecutivo di un ente territoriale locale) si potrebbe mettere a disposizione dei lettori un modello in pdf per chiunque volesse prendersi la briga di fare altrettanto. 😉

Che dire?

La pericolosità delle polveri che respiriamo già normalmente è elevata e quasi NESSUNO si rende conto che se ci mettiamo anche tutti a soffiare per terra dove tutto si deposita il rischio aumenta considerevolmente.
Il concetto è ELEMENTARE, ma stranamente non è capito dalla maggioranza delle persone.

le maggioranze sono sempre PERICOLOSE!

Si potrebbe fare l’esempio dell’incendio: se c’è, è meglio non soffiarci sopra!

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). Linalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

Eppure, pur di non vedere quelle maledette foglie cadute per terra, meglio rovinarsi la salute e soffiarle via!
Anche nei centri storici cominciano a dilagare i soffiatori: questa volta per spazzare cartacce e cicche.
Ho visto soffiatori al lavoro davanti alle scuole in orario di apertura – ho visto soffiatori fare lo slalom tra le persone in piedi alla fermata dell’autobus:

LA FOLLIA

Probabilmente amiamo il “PULITO apparente” più della nostra SALUTE.

mah!

  • in parte credo sia IGNORANZA,
  • in parte corruzione (i capitali messi sul campo per l’acquisto di tanti mezzi meccanici sono certamente una nuova nicchia di liquidità),
  • in parte abbiamo tante altre cose a cui pensare…

Pensiamo alla salute va’ là! che tutto il resto non ha importanza.

Chi ha un minuto libero può firmare la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

    • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
    • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

 


            

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Malta senza polvere in tabs

Eliminiamo un problema dal cantiere! e la polvere è un problema.

Dopo l’inutile invasione dei detersivi in pastiglia (tabs) ecco finalmente spuntare la malta senza polvere, una vera innovazione nel mercato dei materiali da costruzione.


Forse riusciremo a dire addio alla malta asciutta del sacchetto che produce una enorme, insalubre, fastidiosa, formazione di polvere.

Solo da un cantiere sano può venire fuori una casa sana!

E non crediate che le pastiglie di malta siano più difficili da miscelare – al contrario!

questi mega pellet di malta (Compact) conformi alle nuove regole tecniche per le sostanze pericolose per l’esposizione alla polvere sul luogo di lavoro (TRGS 900) (massimo 1,25 mg per mc di polveri respirabili dannose per la salute), senza additivi organici, sono facili da lavorare:

I tabs di malta, se paragonati ai sacchi in polvere assorbono senza fatica l’acqua e si inumidiscono perfettamente dimostrando di essere più efficienti della malta convenzionale:

la miscelazione avviene praticamente da sola in soli 90 secondi senza attrezzi e senza sforzi.

Dopo una breve mescolata è già pronta per l’uso.

Queste pastiglie di malta fanno così poca polvere che l’uso di dispositivi di protezione può essere omesso (secondo TRGS 559 categoria di esposizione 1).

Facciamoci sentire quando acquistiamo il materiale per i nostri cantieri:

  • anche noi vogliamo i nuovi Compact Mortar Pellet!

            

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Diserbanti sui bordi stradali e a filo marciapiede

Ogni giorno chi si rivolge a me per i materiali che compongono le stratigrafie che stiamo analizzando mi pone la domanda “sono materiali salubri?”.

Per mia impostazione professionale predefinita, cerco sempre di contemplare materiali non pericolosi per la salute. Che siano materiali isolanti o che siano materiali da costruzione o per finitura, evito per principio tutto quanto mi sembra rischioso, anche se è rischioso solo per le maestranze durante la fase di posa in cantiere. E’ da un cantiere poco inquinato che può nascere un’abitazione poco inquinata.

Ma se le mie attenzioni sono importanti anche per voi, come fate ad accettare tutto quello che succede oltre il vostro cancelletto di entrata?

Avete mai notato gli addetti del comune che si aggirano per tutto il periodo estivo nelle zone urbane con diserbanti per la cura dei bordi stradali, dei muretti e dei marciapiedi?

Aprite gli occhi! parliamo di inquinamento chimico delle acque.

Non va più di moda la salute umana? Gli erbicidi non fanno male solo alle erbacce, ci vuole poco a capirlo, possono indurre stress metabolici e influenzare significativamente le cellule degli organismi viventi. Non vorresti che fosse vietato, attraverso una proposta di legge nazionale, l’utilizzo di pesticidi nelle aree urbane?

Change.org se ne sta occupando, firma anche tu.

            

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Uova bio nella tua casa bio

Uova contaminate? controlli dei carabinieri del Nas? verifiche disposte dal Ministero della Salute? flusso di uova infette da Belgio e Olanda?

Ma sapete quanto è facile tenere 3 galline in giardino? che mangiano tutto quello che tagliate via da verdura frutta e insalate… e che regalano 3 uova al giorno fresche e pulite come la porcellana…

Non fate altro che documentarvi sulla salubrità dei materiali da costruzione per non inciampare nel vostro buon progetto e poi mangiate uova che vengono da chi sa dove? Avete fatto tanta attenzione nella scelta dell’intonaco interno, dei rivestimenti murali o delle pitture interne, del legno e delle vernici, avete evitato ogni materiale che potesse portare in ambiente Stirene, Formaldeide e VOC di varia natura e poi aprite il frigo e disponete le uova del supermercato?

Il recentissimo scandalo mondiale ha svelato l’esistenza del Fipronil (un potente insetticida usato negli allevamenti).

La nostra inciviltà permette che migliaia di animali vivano uno sull’altro per costare meno? Eccone il risultato pratico: il Fipronil si usa per la disinfestazione del pidocchio rosso (un acaro) nella produzione industriale di uova (allevamenti di galline ovaiole) ed è stato trovato come residuo.

forse mezza Europa si è pappata l’ovetto con l’antipulci.

Le uova sono un alimento economico e facile con solo 80 calorie per uovo, è molto sano e contiene omega 3 e 6 ed è una balla che faccia male al fegato.

Perchè non un uovo a colazione, invece che i biscotti del supermercato o altre dolcezze ripiene di conservanti?

Le uova sono un alimento nutriente! Adotta qualche gallina anche tu, porta la vita in giardino!

Se nessuno è disposto a regalarvi qualche gallina dovete mettere in conto l’investimento sotto elencato

  • circa 8€ per ogni gallina
  • circa un sacco da 15kg di mangime bio ogni 3-4mesi per ogni gallina (dipende da quanto ben-di-Dio offre la vostra cucina come scarto)
  • acqua fresca (abbeveratoio fai da voi)
  • la casetta dove dormiranno e deporranno le uova potete divertirvi a costruirla con qualche semplice attrezzo (soddisfazione assicurata)

e non dubitate di essere capaci a tenere 3 galline! per prima cosa, tanto per rassicurarvi.., le galline sanno vivere da sole 😉 , e più saranno libere e meno bisogno avranno delle vostre cure! forse questa è proprio la prima regola da imparare.

Rilassatevi e cominciate l’avventura, ci vuole così poco per essere felici.

            

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Incenerire plastica da rifiuti nel cementificio

In un recente articolo parlavo di intonaco interno cementizio e di intonaci più naturali.

Sembrava che ce l’avessi a morte con il cemento, ma non era proprio così: il cemento so che è importante per la struttura di un edificio, però le cementerie utilizzano rifiuti nel ciclo produttivo.

Ho appena letto di una petizione:

  • alcuni cittadini di Pederobba e della Pedemontana Trevigiana e il Coordinamento “AriaCheVoglio”, considerato che l’area è interessata da 30 anni di incenerimento di petcoke e 20 di incenerimento di pneumatici, CHIEDONO CHE per il “principio di precauzione”, cardine del diritto ambientale europeo, PRIMA di ogni altra autorizzazione a incenerire altri rifiuti (incenerire plastica da rifiuti nel cementificio), si verifichi quale impatto ha avuto l’attività di incenerimento sulla salute della popolazione, mediante un’approfondita analisi epidemiologica.

            

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Pastellone, un rivestimento con basso spessore salubre

A volte si prevede come strato di finitura del pavimento qualcosa di più sottile rispetto ad una piastrella o un legno – alcune volte proprio per problemi di quote, altre per ottenere una superficie orizzontale liscia ed uniforme. Subito si pensa alle resine e alle miscele che prendono il nome di microcemento.

Esiste anche un rivestimento più naturale!

pastellone-rivestimento-cementizio-basso-spessore-salubre-01

il pastellone è una antica tecnica veneziana, infatti si usava come rivestimento per le case lagunari. Ma che materiali ci sono nella miscela del pastellone? Continua a leggere

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Casa e inquinamento

Chiacchierando con un committente mi è arrivata la domanda – ma a quali inquinanti bisogna fare attenzione in casa?

Inquinanti in casa, da dove cominciare?

E’ una domanda complessa e anche difficile se si vuole mettere insieme un elenco perfetto con punti di attenzione. Io che mi dedico alla composizione di stratigrafie per l’isolamento termico, tendo ad escludere i materiali che ritengo rischiosi per la salute ma effettivamente non ho una competenza che potrebbe avere un Bioarchitetto. Ed è proprio dall’Istituto Nazionale della Bioarchitettura che sono andato a copiare un bell’elenco completo di forme di inquinamento.

casa-inquinamento

Non è un elenco che scrivo per spaventare, piuttosto intendo sottolineare l’importanza di tanti argomenti che spesso non fanno nemmeno parte delle scelte e delle valutazioni nel momento di ristrutturare o costruire una casa. Continua a leggere

Fibra di legno a umido e fibra di legno a secco, cosa c’è da sapere

Un mio lettore/sostenitore scrive quanto segue:

Gentile Dr. Sampaoli mi permetto ancora di disturbarla per un’informazione, un’azienda di tetti in legno mi propone la fibra di legno umida, vantandone le qualità biologiche e l’assenza di colle per tenere unite le fibre quindi senza la presenza di collante inquinante, inoltre avrebbe un ottimo potere fonoisolante, a sentir loro tanti pregi rispetto alla fibra di legno fatta a secco. Io cado dalle nuvole quindi volevo il suo prezioso parere.

La ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

M. Marco.

Per una risposta molto competente bisognerebbe avere informazioni che io non credo di possedere e soprattutto bisognerebbe ben identificare il pannello in fibra di legno di cui stiamo parlando, leggere la sua scheda tecnica e quella di sicurezza se pubblicata.

fibra-legno-umido-secco-produzione-lignite-resina-pur-colle-poliretano-poliestere-sapere-06

Per una risposta soddisfacente e facilmente comprensibile posso dire questo:

  • una famiglia di pannelli in  fibra di legno nasce bagnata con produzione a umido (legno bollito) che prevede 3 giorni in essicatoio 
  • un’altra famiglia di pannelli in fibra di legno invece è prodotta a secco e ha resina poliestere: spesso questi pannelli sono pubblicizzati come super dry con valori di umidità anche del  6% – in realtà poi il contenuto di umidità dipende dal magazzino, dal viaggio, dal tempo in cantiere ecc ecc (ovunque immagazzinato e sempre super asciutto sarebbe una stranezza!)

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La fibra di legno con processo a umido, usa la lignite del legno:

  • le fibre sono miscelate ad acqua calda, emulsioni idrorepellenti se previsto (paraffina) e solfato di alluminio (0,5-2%) (antitarmico e antiparassitario) che attiva le proprietà leganti della resina naturale del legno (la lignina). Poi vengono pressate meccanicamente e poi tagliate in pannelli. I pannelli in fibra di legno passano negli essiccatoi a 160 – 200°C. Niente colle.

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  • in realtà, se notate che il pannello mostra nel suo spessore degli strati (multistrato) sapete già che è stata usata un po’ di colla bianca per unire gli strati (4%)

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La fibra di legno con processo a secco:

  • alle fibre si aggiunge come legante resina di poliuretano (contenuto di formaldeide massimo 6%). Le fibre vengono incollate ed essiccate. La miscela di fibre spruzzate con resina PUR viene pressata, raffreddata e tagliata fino ad ottenere il pannello desiderato. Con meno densità si ottiene una elevata resistenza alla compressione.

fibra-legno-umido-secco-produzione-lignite-resina-pur-colle-poliretano-poliestere-sapere-02-02

  • questi pannelli solitamente non contengono colla bianca perchè possono arrivare a monostrato anche di 240mm – quindi legno 94,5% + paraffina 1,5% + resina PUR 4%.

Dipende sempre dal produttore del pannello se è impegnato a non utilizzare additivi che rilasciano VOC o che contengono formaldeide: ad esempio se si legge “resina PUR esente da formaldeide 5%, paraffina” significa che per la produzione a secco del pannello in fibra di legno si è utilizzata la resina PUR come legante, ma che non contiene formaldeide.

allora? fibra di legno = natura?

Non vi ho annoiato con la storiella che gli alberi contribuiscano alla riduzione di CO2 (crescendo tolgono CO2 all’aria, utilizzano il carbonio per la costituzione della propria sostanza organica e liberano ossigeno). E anche bruciandolo per ottenere energia, il legno libera solo la CO2 che l’albero aveva inizialmente assorbito dall’aria.

Vi ho voluto raccontare che in effetti c’è inevitabilmente questa piccola percentuale di aggregati in entrambi i processi produttivi della fibra di legno:

  • in quello a secco viene aggiunto il 4% di legante (resina PUR)
  • in quello a umido si aggiunge colla bianca (4%) per l’incollaggio degli strati e lattice  per migliorare la resistenza. 

Ci sono pannelli che usano fibre tessili estratte dal mais come legante.

Alcuni pannelli sono trattati con lattice, o silicato, o paraffina per essere più idrorepellenti.

Fosfato di ammonio e acido borico si trovano nella fibra di legno che si usa per insufflaggio.

Il potere fonoisolante:

grazie al peso superficiale dei pannelli in fibra di legno ma soprattutto grazie alla struttura porosa delle fibre l’isolamento acustico è tra i migliori, non c’è dubbio.


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Trave lamellare e salubrità del sottotetto

Scrive un lettore

sto per acquistare una casa costruita da 3 anni mai abitata con tetto in legno con struttura in travi lamellari. La ditta che ha fornito le travi dichiara l’uso di colla in resina melamminica modificata. La classe di emissione di formaldeide è E1. La mia domanda è questa: posso ritenermi sufficientemente garantito circa la salubrità degli ambienti considerando che ci devono dormire i miei bambini?

Le travi lamellari, rispetto a tutta la superficie delle parti in legno a vista, non incidono molto. Potrebbe essere molto più importante conoscere il tipo di impregnante (o vernice) che è stato utilizzato per l’assito o le perline: la loro superficie è di gran lunga più importante.

Ma la preoccupazione è giusta.

Il legno lamellare probabilmente è stato prodotto con colle a base di resorcina-formaldeide o melammina-ureaformaldeide e non con colla poliuretanica (che non emette formaldeide e non ha bisogno di solventi).

trave-lamellare-salubrita-ambiente-sottotetto

Se un produttore usa come collante adesivi amminoplastici (presenza di urea-formaldeide e melammina-formaldeide) oppure fenoplastici (fenolo-formaldeide, resorcina-formaldeide) nell’ambiente ci sarà sicuramente formaldeide. Continua a leggere

Stop all’uso dei soffiatori d’aria

Conoscete le petizioni che si possono lanciare con change.org?

stop-uso-soffiatori-aria-pm-polveri-16

Questa è una petizione che mira a vietare l’utilizzo dei soffiatori. Ormai quasi tutti i giardinieri mercenari usano i soffioni a motore, e la cosa grave è che anche i privati iniziano a comperarseli.

stop-uso-soffiatori-aria-pm-polveri-08

Sono 2 le cose inaccettabili:

  1. il rumore che tutti devono subire, passanti e vicini di casa
  2. la polvere sollevata dal suolo e innalzata in atmosfera anche fino al 3° 4° piano (basta una giornata di sole per rendersi conto della nuvola che un solo soffiatore è in grado di innalzare)

stop-uso-soffiatori-aria-pm-polveri-17Non sto parlando solo di fastidio, sto parlando di rischi per la salute, anzi di danni alla salute! Il rischio sembrerebbe descrivere una cosa che eventualmente potrebbe succedere ma non è detto (tagliando una mela corro il rischio di tagliarmi un dito, ma respirando polveri danneggio la mia salute, di certo).

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In 6 mesi questa petizione “Stop all’uso dei soffiatori d’aria” ha trascinato 6 sostenitori (me compreso nel 6), una persona al mese. Il dato ci fa capire quanto alla gente freghi poco di questo problema. Per fare un confronto, la petizione “NO all’allevamento dei visoni” ha più di 82.000 sostenitori. E non capisco perchè si possa incatenare e divorare la mucca, ma non il visone. L’uomo resta comunque lupus e soggiogato dall’egoismo, come diceva Thomas Hobbes. Ed è inutile parlare di protezione animali fin che non si scriverà una Dichiarazione universale dei Diritti Animali

dichiarazione diritti animali

vi immaginate l’articolo 3 e l’articolo 4 riscritti?

  • Articolo 3: Ogni animale ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza.
  • Articolo 4: Nessun animale potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Le grigliate con gli amici diventerebbero un ricordo del moderno medioevo. Le esclamazioni “per me al sangue – per me ben cotta” suonerebbero come primitive. Ma questo Paradiso Terrestre si potrebbe finalmente definire “non più incivile”.

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’animalità.

Ora però non parliamo di vegetariani, carnivori, vegani, e golosi – torniamo all’argomento salute e qualità dell’aria!

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Viviamo quasi tutti in città e quasi tutti con dei vicini e quasi tutti con un pezzetto di verde o di area parcheggio delimitata da qualche cespuglio verde. Stanno letteralmente sparendo scope di saggina e rastrelli: c’è il soffiatore!

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Quasi la totalità dei condòmini fa pulire ai giardinieri o agli addetti pulizia scale l’area intorno all’edificio. Chi viene pagato per il servizio ha scoperto il soffiatore in questi ultimi anni, quindi si soffia! gli addetti del lunedì soffiano lo sporco verso la rete del vicino, il martedì gli addetti del vicino risoffiano tutto al di là della rete. E questo all’infinito.

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Può sembrare stupido, ma è diventata la regola! Siete sempre via per lavoro? Un giorno che avete la dissenteria e rimanete a casa, guardate dalla finestra cosa succede  intorno a voi.

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La notte porta consiglio si diceva una volta. La notte è un piccolo momento di riposo per la città, si placa la corsa delle automobili, chiudono i negozi, scendono i rumori, la gente tace, le caldaie vanno in pausa, ma cosa succede di speciale per la nostra salute? Non solo il riposo e la quiete, le polveri sottili cadono al suolo, si depositano dopo essere state agitate e sospese nell’aria. La notte non è come una pioggia o una nevicata ma comunque aiuta. Ci aiuta!

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La polvere è una sostanza inquinante pe-ri-co-lo-sa:

per la fuliggine la soglia di concentrazione da non superare è 2 milligrammi/mc. Metà delle particelle sospese misurate come PM10 dalle centraline di rilevamento del traffico è causata dal consumo di pneumatici, di freni e frizioni (PM = Particulate Matter, cioè particelle grandi 10 µm (micron), 10 millesimi di millimetro) e non sono polveri fini, inorganiche prodotte dalla natura, come quelle che ci arrivano dai vulcani ogni tanto.

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Le micropolveri PM10 si fermano nel naso e nella gola, le PM2,5 raggiungono i bronchi più piccoli e le PM1 arrivano fino agli alveoli polmonari.

Le nanopolveri (< PM0,1) invece, appena respirate vanno dritte al sangue e ai nostri organi. Con il rischio di granulomi.

Ma chi mai parla di nano polveri? Il popolo non deve sapere!

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Perchè non riflettiamo un attimo su quello che stiamo facendo? Anche quando corriamo in città, sfrecciando accanto a biciclette e pedoni, non siamo solo maleducati: la velocità è inquinamento (più polvere e più energia bruciata).

Beh, ora non andiamo fuori tema un’altra volta!

Siamo qui riuniti a leggere per essere più preparati nel momento dell’assegnazione dei premi alla follia. A chi dare il primo premio?

  • il 1° premio va senz’altro ai soffiatori (e non intendo gli apparecchi, intendo quegli esseri umani un po’ spensierati che lo usano)
  • il 2° premio va senza ombra di dubbio a chi dà l’incarico ai soffiatori (penso ai sindaci, ma penso anche alla persona comune, quella che abita in un condominio e accetta il contratto di manutenzione del verde e pulizia aree comuni con soffiatore)

quanta leggerezza, quanta follia in un gesto solo

E’ scritto in inglese ma dovreste provare a leggere il rapporto 2015 “Air quality in Europe” . Ci troverete molto sul microparticolato (PM 2.5), il biossido di azoto (NO2) e l’Ozono (O3), ma ci troverete anche le classifiche paese per paese.

Sto parlando di malattie respiratorie, cardiovascolari e di cancro!

L’ Italia è prima in classifica con 59.500 decessi prematuri dovuti al microparticolato PM2.5! Altro che pizza e mare blu, pol-ve-re!

Quindi, smet-tia-mo-la di sof-fiar-ci so-pra!

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Non siamo soli su questo Paradiso terrestre! l’inquinamento atmosferico interessa anche le piante e gli ecosistemi.

Le sorgenti antropiche delle polveri sono:

  • il traffico veicolare
  • altri macchinari e veicoli (attrezzature agricole, navi…)
  • combustione di carbone ed oli (centrali termoelettriche), legno, rifiuti,…
  • processi industriali (cementifici, fonderie, miniere, …)
  • combustione di residui agricoli
  • riscaldamenti civili (impianti alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legname)

Ho parlato anche di rumore, lo so, sto mettendo troppa carne al fuoco. Io taglio l’erba con un tosaerba a spinta – ci mancherebbe che quella mezzoretta in giardino si trasformasse in un baccano insopportabile per le mie orecchie e quelle del vicinato. Non riuscite a spingere? Chiamate me! Le tariffe le conoscete!

Il sistema più ecologico e silenzioso per tagliare l’erba è quello manuale: i tosaerba elicoidali a spinta sono una buona scelta (io utilizzo un Wolf-Garten TT 380 DL del 1972) ma per pochi soldi c’è anche questo Rasaerba elicoidale a spinta – RE-380.

Dobbiamo tutti impegnarci per ridurre il rumore: anche questo significa salvaguardia della salute!

Il soffiatore o il rasaerba a motore è senza dubbio un suono non desiderato, privo di informazioni utili per l’uomo, che induce sensazioni fastidiose e sgradevoli fino a provocare effetti sanitari gravi ed irreversibili sia sull’apparato uditivo che sull’intero organismo.

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Non ne siete convinti? che l’ inquinamento acustico sia un problema sociale?

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) conferma la gravità del fenomeno: nelle aree urbane la popolazione è esposta a livelli inaccettabili di rumore. Quasi 10 milioni di persone in Europa sono esposte a livelli di inquinamento acustico superiori a Leq di 75dB nelle 24 ore. In Italia più del 70% della popolazione è esposta oltre i livelli massimi stabiliti dalla normativa.

Se la salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale mi sembra più che giusto indignarsi davanti a qualche ignorante (nel senso che ignora) che usa il soffiatore.

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E attenti a cosa combinano i governanti dei vostri comuni! State in guardia! Chi decide per voi, spesso, non ha nessuna preparazione in materia: decisioni prese allo sbaraglio… guardate l’ immagine del Comune di Asti

Leggete qui di seguito cosa succede ad Asti:

  • Un programma di pulizia innovativo (innovativo?) per la città che unisce il metodo di spazzamento meccanizzato – già in atto da anni – con la pulizia dei marciapiedi la quale verrà fatta usando un soffiatore elettrico, molto più silenzioso di quello meccanico (musica per le orecchie)
  • il Comune vuole avere strade e marciapiedi puliti (bravi!)
  • gli astigiani, in questo modo, non hanno mai visto una pulizia stradale nel suo insieme che invece verrà effettuata grazie a questa riforma
  • è inoltre prevista una zona di spazzamento meccanizzato coadiuvata da un operatore a terra dotato del nuovo soffiatore che, tutti i giorni, inizierà alle 5 del mattino (meglio che sentire il gallo!)

Lettori, carissimi, attenti!

…c’è gente pericolsa che prende decisioni ed iniziative pericolose! Il mondo è nostro, e non loro! Battiamoci.

Leggete qui di seguito cosa succede a Grottaferrata:

  • L’Assessore competente (competente?) non sembra dare segnali di vita dopo le numerose segnalazione di cittadini che lamentano il continuo frastuono e soprattutto le polveri alzate ad ogni ora della giornata.
  • L’ASL Roma H chiede un pronto intervento per eliminare immediatamente tutti pericoli dovuti dai soffioni utilizzati per la pulizia stradale ”Rumorosità e polveri sottili  sono un pericolo troppe volte sottovalutato ed aggravato dalla superficialità di alcune Amministrazioni comunali.
  • Gravi conseguenze, sul piano igienico-sanitario, che i macchinari producono nell’aria ogni volta che entrano un funzione.

Leggete qui di seguito cosa succede a Massagno:

  • I “mostri del verde” imperversano a Massagno (io li chiamo terroristi del verde)
  • Scatta l’interpellanza di Verdi e PS al Municipio sui soffioni: “Troppo rischiosi per la salute e la natura”
  • inoltrata un’interpellanza al Municipio sui cosiddetti “mostri del verde”, ovvero i soffiatori usati dagli addetti alla manutenzione del verde pubblico e dai netturbini.
  • i soffiatori” si legge nell’interpellanza, “sollevano in aria ingenti quantitativi di polvere, sporcizia e PM10 oltre che microrganismi e parassiti, anche in prossimità delle scuole. Occorre sottolineare il fenomeno del risollevamento per effetto del flusso d’aria ad alta velocità che rimette in circolazione il particolato già depositato sul suolo. 

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). L‘inalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

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Tra le altre cose il motore del soffiatore ci regala anche benzolo, zolfo e altri elementi aromatici della miscela.

Perchè dobbiamo sopportare tutto questo? Andremo sulle vette della nostra infanzia per tirare una boccata d’aria buona?

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Siamo pigri di reagire? siamo apatici? Ci rinchiudiamo nelle auto, nelle case, nelle palestre, negli uffici e non capiamo più cosa succede fuori? Fuori è il Paradiso terrestre! o ce ne siamo dimenticati?

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Ma adesso leggiamoci una buona notizia:

  • Soffiatori banditi a Servola
  • L’assessore all’Ambiente accoglie la mozione grillina, le strade di Servola non saranno più ripulite dalle foglie con i soffiatori come le altre zone della città per evitare che il particolato (con tutte le sostanze inquinanti e cancerogene) possano sollevarsi da terra ed entrare ancora di più nelle case dei residenti.

Esistono ancora rastrelli (cervelli?) e scope? Non vanno più di moda, ma sì esistono!

La mia idea di salute preventiva:

la prevenzione è certamente meglio che la cura. Se la salute ambientale peggiora (e un soffiatore in azione la peggiora) noi siamo a rischio, e per di più, inutilmente, solo per stupidità e incompetenza altrui. Vogliamo godere di cattiva salute? No – e allora preoccupiamoci della salute ambientale.

L’unica cosa che facciamo tutti, e di continuo, è proprio respirare! Probabilmente è importante per il nostro corpo.

So cosa alcuni di voi stanno pensando: “se hai paura della polvere, chiuditi in casa!”

Non sarebbe giusto e non sarebbe intelligente come risposta al problema. E poi in casa, chiusi, non ci si può stare!

In casa io controllo temperatura, umidità e concentrazione di CO2. Il livello di CO2 è molto reattivo ed è un buon criterio per capire quando aprire le finestre per un ricambio d’aria. Vivendo in città ovviamente non so mai se sia il momento buono quello in cui vado a fare ventilazione…. cosa entrerà dalla finestra? aria peggiore o migliore? Per togliermi questo dubbio sono deciso a mettere sulla scrivania un ulteriore strumento e finalmente avere un’idea della qualità dell’aria che arriva dall’esterno.

Si possono acquistare rilevatori dei valori di PM1.0 (particolato ultrafine), PM2.5 (particolato fine) e PM10 (particolato più grossolano) e anche dei VOC presenti nell’aria. Misurare in tempo reale la qualità dell’aria che sto respirando sarebbe interessante! E se l’apparecchio è portatile mi può essere utile per capire com’è l’aria in terrazza o in giardino. Saperlo non sarebbe stupido!

Non sono apparecchi che costano pochi Euro, però di più economici non ne ho trovati su Amazon e purtroppo tutti i rilevatori che ho raccolto qui sotto non sono nemmeno stati testati da molti acquirenti (come già detto, siamo in pochi a preoccuparci della qualità dell’aria! anche dai feedback lo si può vedere):

Sapete cosa ricorda l’ARPA Veneto ai cittadini?

Come limitare i livelli di concentrazione delle polveri PM10 e PM2.5?  Diverse sono le soluzioni che si possono adottare…  Contenimento delle polveri risollevate dalla carreggiata attraverso un frequente lavaggio delle strade, specie durante i periodi nei quali le concentrazioni in aria sono più elevate e le precipitazioni piovose scarse.

Ma se quelli della pulizia strade ci soffiano anche sopra? 

Purtroppo l’incompetenza e l’ignoranza siede in posti strategici! E ci guasta la salute.

Le polveri PM10 possono rimanere in sospensione nell’aria per 12ore prima di depositarsi, ma le particelle con diametro pari a 1 µm volano anche per un mese! Non possiamo assolutamente permetterci di soffiarci sopra! Usiamo la testa.

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Ho appena firmato la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org. È importante. Puoi firmarla anche tu?

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

  • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
  • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

            

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Isolamento termico con materiali di nanotecnologia, Aerogel

Non è il mio campo. Non sono preparato – solo un po’ spaventato. Per il principio della cautela, ogni cosa che non mi convince o mi appare rischiosa la evito – o almeno non corro a consigliarla.

Ho isolato il mio tetto con l’aiuto di due uomini sempre presenti – con due braccia, e neanche tanto forti, non si va da nessuna parte. Abbiamo lavorato con la sega, con i morali di abete in 3 misure, con l’avvitatore, con i nastri e con i teli, un cutter, viti di tre tipi e tanti pannelli in fibra di legno. Sul tetto è come lavorare fuori dal mondo, le giornate sono più piacevoli, la luce è migliore, l’aria più pulita, il traffico disturba poco. Le ore sul tetto sono state intense ma piacevoli. Il momento più fastidioso è stato il taglio delle tegole per i displuvi, che faceva volare troppa polvere per i miei gusti. Questione di attrezzatura.

Isolamento termico… con quanti materiali è possibile contenere le dispersioni di un edificio? La scelta è veramente ampia, ma come ho detto all’inizio, evito di progettare con diversi tipi di materiali concentrandomi su tutti gli altri – che non sono pochi.

Chi si è informato un po’ avrà già scoperto che per ottenere una certa prestazione di isolamento termico si deve per forza prevedere un certo spessore e dunque anche un certo ingombro, al di là della spesa per il materiale coibente.

isolamento-termico-materiali-nanotecnologia-aerogel-nanoporoso-salut-01

L’Aerogel (al di là della spesa) è la soluzione ideale a tutti i problemi dovuti allo spessore, basta leggere le sue prestazioni elevatissime di conducibilità termica pari a 0,014 W/mK.

Ci sono rischi per la salute?   Usare o non usare Aerogel? Continua a leggere

Pannelli in lana di legno mineralizzata

Un pannello per isolamento termico qualsiasi ha un valore di conducibilità termica  inferiore a 0,050 W/mK, però, per applicazioni ben precise, è corretto valutare l’utilizzo di pannelli con prestazioni meno spinte ma pur sempre termoisolanti e fonoassorbenti in lana di legno mineralizzata.

pannelli-lana-legno-mineralizzata-cemento-magnesite-01

Cosa offrono questi pannelli?

  • proprietà isolanti termiche ed acustiche
  • resistenza alla compressione ed alla flessione
  • permeabilità al vapore
  • resistenza alle fiamme
  • un buon legame con i getti di calcestruzzo
  • ottimo supporto per intonaci.

E’ lana di legno mineralizzata, ovviamente senza amianto ed altre fibre inorganiche!

lana di legno mineralizzata, sì, ma con cosa?

pannelli-lana-legno-mineralizzata-cemento-magnesite

Beh, ci sono 2 famiglie di pannelli e si somigliano molto pur avendo prestazioni e caratteristiche non uguali:

  1. pannelli in lana di legno di pioppo mineralizzata con magnesite:   questa famiglia di pannelli viene da un processo produttivo ad alta temperatura che elimina dalle fibre di legno le sostanze organiche infiammabili e deperibili. Del legno ottenuto da tavole per piallatura e incisione resta la lignina che è elastica, resistente e durevole. La magnesite permea le fibre e agisce da legante. La magnesite caustica (ossido di magnesio, MgO), è ottenuta per calcinazione in forno rotativo dalla magnesite minerale. L’ossido di magnesio si combina col solfato di magnesio (MgSO4) in soluzione costituendo un prodotto cristallino con forti proprietà leganti, l’ossisolfato di magnesio. La mineralizzazione delle fibre del legno, l’agglomerazione, avviene per pressatura a caldo (una specie di fossilizzazione naturale).    Questo pannello termoacustico Eraclit, di cui non facciamo il nome, risponde a requisiti di sostenibilità connessi a specifici crediti LEED ed ha ottenuto anche il Certificato di Conformità Anab-Icea nell’ambito della Certificazione dei Materiali per la Bioedilizia.
  2. Un pannello analogo, invece che magnesite, contiene cemento vero e proprio.   Il Celenit, per non fare nomi, è un pannello isolante termico ed acustico costituito da fibre di abete mineralizzate rivestite da cemento Portland. E’ costituito per circa metà di fibre di abete lunghe e resistenti e per l’altra metà di leganti minerali (principalmente cemento Portland). Il trattamento mineralizzante mantiene le proprietà meccaniche del legno ma rende le fibre inerti e ne aumenta la resistenza al fuoco. L’agglomerato legno – cemento Portland viene unito sotto pressione. L’ abete rosso (47,1%) proviene da boschi italiani a circa 60 km dall’azienda, oppure dall’Austria viaggiando per circa 290 km. Il cemento Portland grigio (41,7%) è prodotto a 60/150 km dalla sede dell’azienda. Poi c’è polvere di marmo (10,3%) e altri leganti minerali (0,9%). Il pannello ha ottenuto molti certificati di sostenibilità.

 I valori più interessanti per compilare una stratigrafia sono elencati qui sotto:

i pannelli in lana di legno mineralizzata con magnesite hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,088
  • Calore specifico [J/kgK] 2090
  • Densità [kg/m3] 440

i pannelli in lana di legno mineralizzata con cemento hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,066
  • Calore specifico [J/kgK] 1810
  • Densità [kg/m3] 400

Il calore specifico, ricordo, è la quantità di calore necessaria per innalzare, o diminuire, la temperatura di una unità di massa di 1 grado Kelvin, quindi un elevato calore specifico aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia.

La densità, anche questa aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia e può tornare utile per l’acustica di una stratigrafia leggera o pesante.

       

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Pavimento galleggiante con attenzione all’acustica

E’ certamente indispensabile una fascia perimetrale antivibrante (minimo 6mm) ma si deve ricercare una completa desolarizzazione del pavimento calpestabile dalle pareti. A tal proposito non dimentichiamo che in un intervento di isolamento termico sul lato interno è conveniente desolarizzare il nuovo massetto dalla parete fredda verso ambiente non riscaldato o esterno con qualche centimetro di isolante insensibile all’umidità – evitando di accontentarsi dei pochi millimetri garantiti dalla fascia adesiva perimetrale.

Orizzontalmente sarà il materassino fonoisolante sul solaio a garantire la separazione del massetto dalla soletta: e questo si potrà definire galleggiante.

Quando è previsto un impianto radiante a pavimento si deve proseguire con l’attenzione di prevedere un collettore con innesto svincolato dalla parete, quindi i collettori dovranno risultare isolati dalle pareti retrostanti. E’ anche importante ricoprire i tubi di riscaldamento con guaine e collegare i tubi di risalita a parete con collari rivestiti in gomma.

Baublog Hausnummer 17 Verlegen Der Fubodenheizung Kosten Fussbodenheizung Luxus Kosten Fussbodenheizung Fotos

Durante le finiture interne i battiscopa in ceramica o pietra non dovranno toccare il pavimento. E un coprigiunto metallico nasconderà il taglio acustico in prossimità delle porte tra ambiente e ambiente.

La lotta contro le trasmissioni dei rumori deve continuare nelle mani dell’impiantista idraulico che non deve sottovalutare scarichi e condutture evitando il più possibile soluzioni con curve a 90°.

Insomma, ogni dettaglio è importante: se lo analizziamo lo risolviamo.

       

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Non uso lana di roccia e lana di vetro

Nè LANA DI ROCCIA nè LANA DI VETRO… e non è una battaglia dedicata al tema della salubrità in cantiere, non sono materiali coibenti adatti al nostro clima.

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A parte poco territorio italiano in zona climatica F, tutti i comuni italiani soffrono di surriscaldamento estivo, e dunque la scelta del materiale coibente può risolvere o non risolvere il problema del caldo.

Per quale ragione dovrei consigliare l’uso di lana di roccia o la lana di vetro (ottimi isolanti termo-acustici) nel nostro clima mediterraneo, padano, pugliese, calabro, siciliano, sardo, appenninico, costiero, collinare?

Andiamo a conoscere meglio le lane minerali (comprese nel gruppo FAV, Fibre Vetrose Artificiali, e quindi anche nel più ampio gruppo delle MMMF, Man Made Mineral Fibres): 

  • sono caratterizzate da concentrazioni superiori al 18% di ossidi alcalini ed alcalino-terrosi (Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO e loro combinazioni).
  • sono ricavate da roccia e vetro: un fitto intreccio di fibre legate tra loro con resine termoindurenti che creano una struttura costituita da una moltitudine di celle aperte contenenti aria.

A proposito di  SALUTE E SICUREZZA, i produttori di lane minerali dicono che:

Il REACH (Regolamento Europeo concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) classifica le lane minerali come non pericolose.

La IARC (International Agency for Research on Cancer, parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che le lane minerali “non sono classificabili come cancerogeni per gli esseri umani”.

  • L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani. 

EUCEB, una certificazione indipendente, assicura la bio-solubilità di tutti i prodotti immessi sul mercato alle prescrizioni europee.

Il tutto è stato recentemente confermato dal Ministero della Salute con il documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni in data 25 marzo 2015.

  • secondo la legge posso circolare con 3mm di battistrada con qualsiasi auto: forse i Ministeri non si preoccupano poi così tanto della mia incolumità.

Meglio applicare ad ogni scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

Il fatto che gli isolanti in lana di vetro e lana di roccia da diverse decine di anni siano i più utilizzati in molti Paesi europei, grazie alle loro proprietà termiche, acustiche e di incombustibilità, è un’ ulteriore prova del fatto che il nostro clima italiano non ha bisogno di materiali come questi.

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Come si progetta la protezione dal caldo estivo?

Non certo aumentando lo spessore dell’isolante all’inverosimile… E’ sufficiente usare materiali isolanti con 2 qualità importanti:

  • un elevato calore specifico:
    Calore specifico (c) [J/kgK]
  •  una buona densità:
    Densità  [kg/m3]

Queste due importanti proprietà del materiale per coibentazione che state valutando in una stratigrafia non sono dati introvabili o nascosti – ormai è diventato raro inciampare in schede tecniche incomplete, i produttori si sono finalmente adeguati ai tempi.

Anche il committente può informarsi autonomamente per scoprire se la proposta ricevuta è adeguata alle aspettative oppure inadeguata: basta saper leggere questi numeri.

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Se vi hanno proposto un pannello isolante in lana di vetro ad alta densità (alta sì ma quanto alta? ecco, siamo inciampati in un produttore che non ha rispetto per il tempo altrui e costringe a cercare per mari e per monti questo introvabile dato kg/mc) date un’occhiata al suo valore di calore specifico:

  • appena 1030 J/kgK. 

Nella incompleta scheda tecnica del pannello in lana di vetro si legge anche << Prodotto in Italia con almeno l’80% di vetro riciclato e con una resina termoindurente  minimizzando le emissioni nell’aria di sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC) >> …inquietante direi.

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Se vi hanno proposto un pannello rigido in lana di roccia a media densità per l’isolamento termico e acustico di pareti perimetrali scoprirete facilmente:

sia il valore di calore specifico:

  • sempre 1030 J/kgK.

sia il valore di densità:

  • 60 kg/mc

Se con questo pannello volessimo ottenere uno sfasamento estivo superiore alle 12 ore come prescritto dalla normativa e dal buon senso

Ritardo fattore di decremento (sfasamento)   [h] sfasamento 12,45

dobbiamo impiegare mezzo metro di spessore in lana di roccia. E’ chiaro che le doti di protezione estiva delle lane minerali sono scarse!

Non disperatevi, non c’è motivo

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Esiste un materiale isolante capace di offrire un valore di calore specifico anche doppio! Anche più del doppio, e con densità a piacere:

Calore specifico (c) [J/kgK]
 
2400

Le lane minerali, come prestazioni estive, non saranno mai come la fibra di legno o i fiocchi di cellulosa.

Gli asini non saranno mai cavalli.

E dire che io preferisco gli asini ai cavalli…

     

 

       

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Il davanzale di Massimo con taglio termico fai da te

Massimo mi scrive

Seguendo i suoi illuminanti consigli ho fatto questo lavoro immane ( non sa La polvere ma per fortuna avevo incelofanato tutta la casa ) .

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Nel taglio ho inserito lastre con densità kg 36 / mc e poi ho schiumato tutto .

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-02

Avevo consigliato di usare della schiuma monocomponente poliuretanica elastica ed essendo la fessura del taglio davanzale abbastanza profonda, di procedere con 2 strati, quindi così:

  • nebulizzare con acqua per bagnare il canale
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-03

Poi ho posato sopra i serramenti n Pvc. Per quanto riguarda le portefinestre, la soglia ( sempre in cemento spessore mm 80 ) non e’ passante ma si inserisce al di sotto per circa 1 cm .  Il massetto ed il parquet gli vanno contro .

Devo anche qui fare il taglio da mm 30/40 oppure …..?

Grazie, Massimo

Rispondo così:

mi spiace che per colpa mia lei abbia dovuto affrontare tutto questo.

naturalmente lei comprende che il davanzale trasmette di più che un mattone o qualsiasi blocco da costruzione della parete….

il senso di fare un taglio termico sul davanzale è proprio quello di attenuare il ponte termico e riuscire a sollevare di qualche grado la temperatura superficiale interna di questa zona. Così da essere meno soggetti al rischio muffa.

perciò se con immane fatica procediamo a fare un taglio termico tra davanzale della porta finestra e massetto interno abbiamo certamente fatto una miglioria, ma in realtà appena finisce il taglio termico del davanzale la situazione antecedente, del solaio che prosegue verso l’esterno, senza taglio termico, rimane.

se il serramento della porta finestra non fosse già ordinato proporrei di ridurre l’altezza per posare un isolante sulla soglia vecchia, ma certo avremmo un ostacolo vita natural durante.

Mi sono dimenticato di dirle che ho anche rimosso i falsitelai in ferro zincato ( prima avevo serramenti in alluminio sigillati con silicone e posati nel 1995 )

purtroppo le case sono piene di vecchi falsitelai in ferro zincato, chi sa dove avevano la testa, in quegli anni, i professionisti del serramento.

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Fibre minerali fini, lana di roccia e lana di vetro, i rischi per la salute

Stefano, che sta valutando con la moglie Elisabetta ogni materiale che verrà impiegato nella costruzione della loro futura casa, mi ha suggerito di leggere un articolo pubblicato dall’ EPA United States Environmental Protection Agency.

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Quali fibre volano nell’aria?

Lana di vetro e lana di roccia sono proposte per isolamento termico ed acustico in edilizia – il principale rischio di esposizione alle fibre minerali fini è per inalazione, soprattutto durante la loro produzione e l’uso. Se siamo committenti preoccupati per i materiali con cui si sta isolando casa, teniamo ben presente che chi mette a rischio la propria salute è soprattutto chi sta lavorando, tagliando e applicando pannelli o materassini in lana di roccia o lana di vetro.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani.

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Lo IARC di Lione stila la classifica dei materiali che possono provocare il cancro in base a una precisa scala di rischio:

  • gruppo 1: carcinogeni umani certi e comprende 113 agenti
  • gruppo 2A: carcinogeni probabili per l’uomo, 66 agenti
  • gruppo 2B: carcinogeni possibili, 285 sostanze
  • gruppo 3: comprende le sostanze non classificabili come carcinogene (al momento sono 505)
  • gruppo 4: sostanze probabilmente non carcinogene per l’uomo (in questa categoria c’è una sola sostanza, il caprolactam, un precursore del nylon).

Le liste dello IARC, compilate dal 1971 in base agli studi disponibili, includono gli agenti studiati perché sospetti: ad esempio nel caso del Caprolactam, quando il nylon si diffuse nell’abbigliamento nacque il dubbio sulla sua innocuità. Così è stato valutato in laboratorio per scoprire che non interagisce con le sostanze biologiche dell’organismo umano e che quindi non porta con sè alcun rischio.

l rischio di cancro:

Ricordo a chi sta leggendo che i dati riportati sotto provengono dalla International Agency for Research on Cancer (IARC). IARC Monographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risk of Chemicals to Man: Man-Made Mineral Fibres. Volume 43. World Health Organization, Lyon. 1988.

Sono dati dell’ ’88! – non avevo nemmeno un computer nell’88!

Lana di vetro:

  • Uno studio su lavoratori in lana di vetro negli Stati Uniti ha mostrato un leggero aumento della mortalità per cancro respiratorio, tuttavia, questo aumento non era statisticamente significativo
  • Uno studio europeo non ha mostrato alcun eccesso di mortalità complessiva per tumore polmonare relativo all’ esposizione alla lana di vetro nell’uomo.
  • Uno studio canadese su lavoratori in lana di vetro ha mostrato un sostanziale aumento della mortalità da cancro ai polmoni, che era statisticamente significativa, ma non è stato relazionato al tempo della prima esposizione o alla durata dell’esposizione.
  • L’ inalazione nei ratti, non mostra alcun aumento significativo nei tumori al polmone da esposizione a lane di vetro, tuttavia alcuni tumori delle vie respiratorie si sono verificati.

EPA non ha classificato la lana di vetro come cancerogeno.

IARC ha classificato la lana di vetro in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo.

Filamenti di vetro:

  • Nessun aumento di cancro delle vie respiratorie tra i lavoratori di filamenti di vetro negli Stati Uniti e nessun aumento di cancro al polmone nei lavoratori europei.
  • Nessun aumento di incidenza del tumore in esperimenti in cui i filamenti di vetro con diametro relativamente grande (> 3 micron) sono stati somministrati per via intraperitoneale a ratti.

EPA non ha classificato i filamenti di vetro come cancerogeno.

IARC ha classificato i filamenti di vetro in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo

Lana di roccia:

  • Uno studio su lavoratori di lana di roccia negli Stati Uniti ha indicato un aumento statisticamente significativo della mortalità per cancro delle vie respiratorie.
  • In uno studio sui lavoratori europei c’è stato un aumento statisticamente non significativo globale nel cancro all polmone tra i lavoratori di lana di roccia.
  • In due studi in cui sono stati esposti per inalazione i ratti alla lana di roccia, nessun aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumori del polmone.

EPA non ha classificato lana di roccia come cancerogeno.

IARC ha classificato la lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per l’uomo.

Non sarà il pannello in lana di roccia appena applicato sulla parete a rovinare la nostra buona salute – tutti sanno quanto è importante adottare stili di vita salutari per ridurre il rischio di sviluppare un cancro.

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Le regole da seguire e i miti da sfatare potete leggerli con calma e curiosità qui. In ogni caso potete applicare ad ogni vostra scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

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