Category Archives: soluzioni edli

Guaina per impermeabilizzazione, scelta difficile

Non essendo un grande conoscitore di miscele industriali destinate alla produzione dei materiali per impermeabilizzazione cerco sempre di confrontarmi con l’ufficio tecnico del produttore di una certa guaina per capire se è molto, poco o per niente adatta all’impiego previsto e alla zona climatica dove intendo utilizzarla.

Leggevo l’altro giorno delle guaine in PVC che dopo anni di esposizione ai raggi UV mostrano crepe. Sapevo che le guaine in PVC restano morbide e flessibili grazie al contenuto di solventi e sapevo anche  del lento rilascio dei solventi con conseguente invecchiamento ed irrigidimento della membrana.

Oggi esistono guaine senza solventi e la loro durata è anche superiore. 

Ogni volta che leggiamo in un computo metrico della fornitura e posa di manto per impermeabilizzazione approfondiamo l’argomento e chiediamo esattamente che guaina verrà utilizzata in modo che sia possibile leggere la sua scheda tecnica, capire le sue caratteristiche e verificare la sua resistenza ai raggi UV.

       

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Intonaco interno troppo delicato

Un mio amico ingegnere sostiene che la bassa resistenza a compressione (poco più di 2 N/mm²) rende l’argilla molto delicata… mi suggerisce di cercare un intonaco con resistenza intorno a 5 N/mm², ma anche quelli a calce, da una prima ricerca, non vanno oltre i 2,5 N/mm².

C’è anche una bella confusione sulla calce.

La Calce Idraulica HL (Hydraulic Lime) non viene dalla cottura di marne o miscele di calcare ed argilla ma è cemento Portland miscelato con calcare macinato finemente e additivi aeranti. In due parole, cementi con resistenza e durabilità scarse.

La Calce Idraulica Naturale NHL (Natural Hydraulic Limes) viene invece dalla cottura di marne naturali o di miscele omogenee di pietre calcaree e argilla senza aggiunta di clinker, cemento, ceneri o altro. La resistenza meccanica in MegaPascal (Mpa) (con stagionatura di 28 giorni) può appartenere a 3 classi: NHL 2, NHL 3,5 e NHL 5.

Spesso la calce si usa come legante per ottenere una malta:

I° tipo di impasto:

La malta aerea (ordinaria) indurisce solo in presenza di aria (anidride carbonica) per la carbontazione della calce. Sono miscele fatte di:

  • calce aerea (calce idrata in polvere o grassello di calce)
  • sabbie e polveri di marmo
  • acqua.

Grazie alla calce aerea una malta diventa plastica e lavorabile, lega, ha un’alta ritenzione di acqua, flessibile e resiliente, traspira.

II° tipo di impasto:

La malta idraulica è una malta a base di calce aerea resa idraulica durante l’impasto con materiali pozzolanici, non più dalle cave di Pozzuoli, (sostanze naturali o industriali con struttura parzialmente cristallina composti di silice o di silico-alluminati macinati per reagire con l’idrossido di calcio e formare silicati di calcio idrati).

Le malte idrauliche (calce e pozzolana) offrono resistenza a compressione variabile dai 3 fino ai 9 MPa.

La malta di calce e pozzolana ha quindi più resistenza meccanica, è meno permeabile all’acqua e dura di più all’ esterno.

III° tipo di impasto:

La malta idraulica di calce idraulica naturale si prepara con calce idraulica naturale + un aggregato, che può essere anche cemento Portland.

Nota per tutti i lettori:

Voglio ricordare un aspetto importante: la calce ha pH molto elevato (pH>12), perciò funziona un po’ come un antimuffa naturale! …Intelligenti pauca!

(“a chi capisce (basta) poco” “a buon intenditor poche parole”)

       

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Cosa può nascondere una pittura murale per interni? Biossido di titanio

Davanti ad un bidone di pittura, o ancor peggio davanti ad un offerta per tinteggiature e decorazioni per interni come possiamo proteggerci? Le sostanze contenute in una pittura murale possono essere diverse e pochi di noi saprebbero individuare correttamente le sostanze pericolose per la salute.

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Molte pitture murali di nuova generazione, pubblicizzate come prodotti naturali, lavorano attivamente alla disgregazione delle sostanze inquinanti. I loro componenti funzionano come un catalizzatore che con l’aiuto della luce decompongono gli inquinanti.

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Ma come si ottiene questo effetto fotocatalitico?

Si ottiene con l’aggiunta di alcuni pigmenti, per esempio il biossido di titanio:

  • il biossido di titanio, o ossido di titanio o titanio diossido o E171 non è altro che un composto chimico che si presenta sotto forma di polvere cristallina incolore, tendente al bianco (la sua formula chimica è TiO2 e il suo numero CAS è 13463-67-7, questo  numero individua in maniera univoca una sostanza chimica).

In edilizia, tanti prodotti “speciali” con poteri miracolosi (autopulenti, antiumidità, anticorrosivi, autoriparanti, antibatterici, antismog, anti NOx, nanoisolanti ecc) usano nanoparticelle di diossido di Titanio.

ma la nostra salute è a rischio oppure no?

Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno (classe 2B) se inalato. Si può leggere in lingua inglese questo documento sul TITANIUM DIOXIDE.

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Nei prossimi anni si potrebbe arrivare a classificare ed etichettare il biossido di titanio come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i. Dobbiamo ringraziare i francesi per questa azione, puoi leggere la loro proposta qui: ANSES’s proposal for titanium dioxide to be classified as carcinogenic by inhalation submitted for public consultation.

pittura-murale-interni-biossido-di-titanio-02

Come al solito, il principio da adottare è quello della cautela: leggiamo le schede di sicurezza SDS dei prodotti che ci portiamo in casa! 

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l’ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele.



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L’umidità da risalita muraria

Capire l’umidità di risalita in tutti i suoi aspetti per intervenire correttamente e risolvere il problema è obbligatorio.

A scuola non ce l’hanno insegnato? Studiamo adesso! Marco Argiolas, tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. La sua conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive è messa a nostra disposizione nel volume L’umidità da risalita muraria.

umidità-risalita-muro

Tutti sogniamo di poterci districare nel mondo complesso dell’umidità di risalita e all’interno del libro ci sono le istruzioni per accedere a 40 schede con analisi e fotografie di numerosissimi fenomeni, anche inusuali, legati alla risalita muraria.

Il testo offre anche una panoramica sulle protezioni usate nel passato e sui sistemi  moderni con esempi applicativi e disegni di dettaglio senza tralasciare esempi concreti e utili consigli.

Autore Marco Argiolas  Editore Maggioli Editore  Pagine 182

Pubblicazione Luglio 2016 (I Edizione)  ISBN / EAN 8891617507 / 9788891617507   Collana Ambiente Territorio Edilizia Urbanistica

ecco qui sotto l’indice:

1. L’umidità negli edifici

1.1 Le cause di umidità

1.2 Effetti dell’umidità

1.3 Fenomeni correlati

2. Descrizione del fenomeno di risalita

2.1 La teoria della capillarità

2.1.1 Tensione superficiale

2.1.2 Legge di Jurin-Borelli

2.2 La capillarità nel mezzo poroso

2.3 Fattori che influenzano la capillarità

2.4 Considerazioni sui fenomeni capillari

3. Modalità di manifestazione

3.1 Risalita capillare

3.2 Risalita non capillare

3.3 Risalita primaria

3.4 Risalita secondaria

3.5 Elementi caratteristici

3.6 Fronte di risalita

4. Diagnostica della risalita

4.1 Metodi diagnostici

4.2 Norme di riferimento

4.3 Velocità di risalita

4.4 Muffe

5. Sistemi di protezione usati in passato

5.1 Modalità di correzione preventive

5.2 Metodo Koch

5.3 Barriera fisica

6. Sistemi correttivi moderni

6.1 Barriera chimica

6.2 Sistemi saturanti

6.3 Sistemi elettrici

6.4 Centraline elettroniche

6.5 I sistemi autoalimentati

6.6 Barriera termica

7. Soluzioni integrative e alternative

7.1 Eliminazione dei sali

7.2 Intonaci risananti

7.3 Intonaci isolanti

7.4 Intonaci di sacrificio

7.5 Intonaci impermeabili

7.6 Riscaldamento e ventilazione dei locali

7.7 Tecniche di asciugatura forzata

7.8 Sifoni

7.9 Vespai e vespai aerati

7.10 Trincea drenante

7.11 Scannafosso

7.12 Rivestimenti

7.13 Sistemi preventivi

8. Quando non è risalita

8.1. Gli apporti dai massetti

8.2. Pluviali e tubazioni

8.3. Formazioni condensative

8.4. Umidità proveniente da attraversamenti

8.5. Umidità meteorica diretta e di rimbalzo

8.6. Formazioni saline

8.7. Effetti combinati pioggia-sali

8.8. Umidità da ridiscesa

8.9. Muffa

8.10. La risalita dei pilastri

9. Casi studio

10. Normative di riferimento

10.1. Garanzie sui lavori

10.2. Polizza assicurativa

10.3. Norme sulla sicurezza del lavoro

10.4. Norma sulla misurazione dell’umidità dei muri

10.5. Umidità dell’aria

10.6. Sali solubili

10.7. Intonaci deumidificanti UNI EN 998-1 (R)

Bibliografia

SCHEDE ONLINE disponibili su http://approfondimenti.maggioli.it/

Le schede online sono degli utili contenuti integrativi del volume che hanno la funzione di approfondimento delle tematiche già trattate nel volume. Mostrano al lettore alcune situazioni utili da riconoscere e da analizzare, ripetendo concetti già esposti e spiegati in precedenza, completandone la descrizione.

Scheda 1 – Umidità da apporti laterali

Scheda 2 – Presenza di macchie saline bianche

Scheda 3 – Presenza di macchie saline bianche polverulente

Scheda 4 – Formazione biologiche di colore verde (I)

Scheda 5 – Formazione biologiche di colore verde (II)

Scheda 6 – Infiltrazione da retrostante parete rocciosa

Scheda 7 – Fenomeni su muratura di mattoni pieni e sassi

Scheda 8 – Fenomeni di condensa estiva

Scheda 9 – Fenomeni su muratura in sasso e malta di calce

Scheda 10 – Edifici prossimi a ¬umi, canali e corsi d’acqua (I)

Scheda 11 – Umidità muraria da apporti meteorici

Scheda 12 – Presenza simultanea di muffe e sali

Scheda 13 – Formazioni saline da risalita capillare

Scheda 14 – Fenomeni da apporto d’acqua piovana e igroscopici

Scheda 15 – Formazioni biologiche (licheni)

Scheda 16 – Fenomeni su pilone ferroviario

Scheda 17 – Due modalità di distinte di umidità su medesima parete

Scheda 18 – Muffe xerofile nere e licheni bianchi su parete in pietra

Scheda 19 – Disgregazione intonaco per fenomeni igroscopici

Scheda 20 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (II)

Scheda 21 – Umidità da perdita di impianti

Scheda 22 – Depositi salini per risalita capillare e non

Scheda 23 – Esfoliazione superficiale di lastre in pietra

Scheda 24 – Manifestazioni igroscopiche

Scheda 25 – Manifestazioni su intonaci a base cemento

Scheda 26 – Sifoni atmosferici

Scheda 27 – Fenomeni capillari

Scheda 28 – Quando non è risalita

Scheda 29 – Risalita che si manifesta da una certa altezza in su

Scheda 30 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (III)

Scheda 31 – Risalita secondaria non capillare in un tramezzo

Scheda 32 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (IV)

Scheda 33 – Muratura mista fortemente degradata

Scheda 34 – Degrado intonaco da disgregazione superficiale dei sali

Scheda 35 – Degrado dovuto a ritenzione di acqua meteorica

Scheda 36 – Umidità e spessore delle pareti

Scheda 37 – Formazioni saline causate da pioggia

Scheda 38 – Formazione depositi calcarei

Scheda 39 – Fenomeno di risalita secondaria

Scheda 40 – Umidità muraria e impianti



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Mai conosciuto il cocciopesto? intonaco o pavimento naturale

Tanti tanti anni fa c’era un edificio con grandi superfici in calcestruzzo armato, dove anche solo le riunioni di cantiere erano tutt’altro che confortevoli. Il committente accettò il consiglio di rivestire ogni cm quadrato interno con ben 3cm di cocciopesto. Sì, intonaco di cocciopesto, che è poi tipico della tradizione veneta (un tempo era detto matton pesto) – e infatti va ben d’accordo con le ristrutturazioni degli edifici antichi.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-03

Il cocciopesto è, come dice la parola, frantumazione di laterizi (l’argilla cotta con cui si fanno i mattoni, i coppi e le tegole) in diverse granulometrie e non è un materiale delicato da utilizzarsi solo per interni – già i romani lo usavano per impermeabilizzare e anche per pavimentare oltre che intonacare (la tonaca del muro).

Nel cantiere di cui parlavo nelle prime righe il cocciopesto è diventato, dopo un buon rinzaffo, lo strato di sottofondo (non la finitura). A parte l’aspetto, la sua tonalità  salmone, il suo calore e la bellezza della granulometria che si vede e si sente con la mano, cos’ha di speciale?

  • ottima capacità traspirante
  • ottima capacità igrometrica

Il cocciopesto di spessore forte nella casa in cemento armato di cui parlavo, ha creato un clima interno irriconoscibile rispetto a prima: sembrava già confortevole così com’era, al grezzo, senza porte e senza finestre. Pareva una casa di legno, e non era tutta colpa dell’atmosfera color salmone… Si stava finalmente bene ed erano le ossa a dircelo, non uno stupido espertocasaclima.

A Venezia con i suoi ambienti umidi era ed è ancora oggi molto diffuso. Si utilizzava anche come sottofondo per il pavimento terrazzo alla veneziana.

Nella riqualificazione energetica di case esistenti mi trovo spesso a constatare che il piede della muratura soffre di umidità di risalita, magari debole, magari consistente. Beh, in tutte queste occasioni ho notato che gli intonaci non sono praticamente mai all’altezza della situazione, sono miscele cementizie che poco risolvono e probabilmente aggravano. Cosa si può suggerire al committente che con il dito ci indica le zone più deteriorate? Mi limito a constatare e far notare che la colpa non è proprio tutta della muratura, tanta responsabilità è dell’intonaco sbagliato. Non che gli effetti della risalita capillare sparirebbero ma probabilmente, più che probabilmente, un buon intonaco traspirante avrebbe accompagnato meglio il difetto della muratura. 

Solo un intonaco traspirante può aiutare il risanamento di muri umidi e l’intonaco di cocciopesto non schiacciato troppo durante l’applicazione, rimane molto macroporoso. Appena lo schiaccio con il ferro, spatola americana in inox, posso invece chiudere di più i suoi pori e renderlo più impermeabile.

Consiglio sempre e solamente intonaci a base calce proprio per evitare miscele con cemento in ambienti interni – ovviamente con pitture murali o rasature fini sempre a calce e mi stupisco ogni giorno del fatto che l’uso della calce naturale è sparito. Con il cemento facciamo i ponti se proprio serve, ma non la camera da letto.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-02

C’è sempre una base di calce nel laterizio triturato (nell’impasto serve a far diventare l’intonaco più resistente all’umidità senza perdere le capacità igroscopiche e traspiranti) e quindi il cocciopesto va bene all’ esterno come all’ interno.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-01

Se amate il fai da te e avete voglia e tempo potete provare a preparare un piccolo impasto con queste dosi che trovate nella Ricetta per intonaco a Cocciopesto:

  • 1) Grassello di calce Invecchiato 12,5 kg
  • 2) Cocciopesto (granulometria 0-1 mm) 12,5 kg
  • 3) Sabbia medio-fine 25 kg
  • 4) Cellulosa 50 g
  • 5) Gomma naturale 50 g
  • 6) Zucchero 50 g
  • 7) Acqua (non eccedere mai) 6 lt

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Criteri ambientali minimi (CAM), capacità termica areica interna periodica, DM del 26.6.2015

Da sempre scrivo, consiglio e insisto sul fatto che la capacità areica del lato interno di una stratigrafia ha un’importanza enorme sul comfort e il buon funzionamento della casa in periodo estivo, e anche invernale.

Se volete una re – infarinatura sul concetto di capacità areica del lato interno potete rileggere questi miei articoli.

Anche il nuovo DM 26/6/2015 in vigore dal 1° ottobre non dà molta importanza a questo valore, preferendo ribadire i limiti di trasmittanza U per le varie zone climatiche: questa tendenza la possiamo anche notare nei nuovi modelli di Relazione tecnica (Allegato 2 Relazione tecnica) dove si andranno a descrivere tutte le informazioni minime necessarie per accertare l’osservanza delle norme vigenti da parte degli organismi pubblici:

dm 26 6 2015 involucro relazione tecnica copia

Nel riquadro della Relazione tecnica avrete visto che nell’ultima riga compare il valore di Trasmittanza termica periodica Yie (anch’essa espressa in W/mqK) secondo la norma tecnica UNI EN ISO 13786 –

  • Udyn è una proprietà termica dinamica – è l‘inerzia termica dell’involucro: cioè la capacità di un elemento di sfasare il flusso termico che lo attraversa nelle 24h (il nuovo DM del 26.6.2015 impone < 0,10 (eccetto zona F) e in copertura < 0,18 (W/mqK) oppure Ms > 230kg/mq)

Questi due valori di trasmittanza ci dicono certo qualcosa su come si comporterà la parete, ma se progettiamo una delle più brutte, squallide e meno confortevoli stratigrafie (muro freddo esterno + lana di roccia interna + cartongesso interno) il valore di trasmittanza U e il valore di trasmittanza periodica UYie non ci danno nessun allarme sulla debolezza di questa soluzione!

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 Cartongesso 0,0125 0,250 1000 900
2 RockWool Acoustic 225+ 0,050 0,033 1030 70
3 Mattone pieno UNI 12.6.25 0,3000 0,495 1000 1675

infatti:

  • come vuole il DM del 26.6.2015 la trasmittanza periodica U Yie  è ben < 0,10 (W/mqK)
  • e la trasmittanza U, che indica la capacità di contenere le dispersioni termiche invernali, dimostra che le dispersioni post operam sono solo 1 terzo rispetto a prima

Tutto bene allora?

Una stratigrafia del genere significa che il mio ambiente interno è confinato verso l’esterno da uno strato di lana di roccia e un vecchio muro freddo.

Potrò avere comfort?

In inverno starò meglio di prima, soprattutto mentre leggo la nuova bolletta del gas – ma d’estate? Vivere nell’isolante offre poco in termini di comfort estivo: nell’isolante non posso cedere energia in eccesso, mi mancherà la massa.

Questo aspetto lo si nota immediatamente analizzando bene una stratigrafia muro freddo esterno + lana di roccia interna + cartongesso interno: basta leggere il valore di capacità areica interna:

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 14,1
  • 14,1 kJ/mqK è un valore veramente basso, veramente deludente

Un progettista dovrebbe correggere la stratigrafia se volesse offrire qualcosa di più al suo committente, qualcosa di più che rispettare il DM 26.6.2015, offrire più comfort.

E’ veramente raro che si analizzi profondamente una stratigrafia e si tenga in debito conto il valore di capacità areica interna: pochi sottolineano l’importanza di questo dato. Fortuna che già dal principio della mia carriera ho potuto arricchirmi di validi insegnamenti: ringrazio l’arch. Matteo Pontara e l’ing. Andrea Ursini Casalena)

La buona notizia:

I CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI DI PROGETTAZIONE E LAVORI (Decreto Min. Ambiente 24 dic 2015)

I Criteri ambientali minimi in edilizia tengono ben presente il valore di capacità areica interna:

Capacità termica periodica lato interno  k1 [kJ/m2K] 14,1
  • 14,1 kJ/mqK è un valore basso, veramente deludente ed infatti INACCETTABILE !

I contratti pubblici che citano esplicitamente nell’oggetto dell’appalto il Decreto Ministeriale 24 dicembre 2015 e che includono i criteri di base ivi definiti, sono anche classificati come verdi ai fini del monitoraggio dell’ANAC.

Andiamo a vedere:

CRITERI AMBIENTALI MINIMI (CAM) Edilizia – Specifiche tecniche

ASPETTI ENERGETICI DIRETTI (FASE D’USO)

Prestazione energetica (½):

  • I progetti di nuova costruzione, ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l’involucro di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 mq, demolizione e ricostruzione, manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1000 mq, ampliamenti superiori al 20% del volume riscaldato, ferme restando le norme e i regolamenti più restrittivi (es. regolamenti urbanistici e edilizi comunali, ecc.), devono garantire le seguenti prestazioni:
  1. L’indice di prestazione energetica globale EPgl deve corrispondere almeno alla classe A2.
  2. La capacità termica areica interna periodica, calcolata secondo la UNI EN ISO 13786: 2008 deve avere un valore di almeno 40 kJ/m2K.

avete notato questo valore minimo?

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 40,0

 E’ naturale che per i produttori di laterizio questa notizia sia musica per le loro orecchie:

criteri-ambientali-minimi-cam-capacita-termica-areica-interna-periodica-dm-26-6-2015

Anche per le mie orecchie.

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Imparare ad usare l’argilla e conoscere bene queste finiture interne

Già dal primo contatto con l’argilla è difficile non ammettere che sia un materiale speciale e facile da amare:

terracruda

perchè non capire di più l’argilla e conoscerla veramente? non è un materiale esclusivamente adatto ai figli dei fiori…

coccio graffito

ecco un’occasione, partecipare ad un corso laboratorio:

tadelakt-lisciatura

CORSO LABORATORIO PRATICO DI APPLICAZIONE DI TADELAKT, INTONACO TRADIZIONALE MAROCCHINO

Durante il laboratorio si partirà dalla preparazione dell’intonaco, la sua applicazione, la levigatura ed infine la finitura per l’impermeabilizzazione.

CORSO DI INTONACI IN TERRA CRUDA PER INTERNI E FINITURE

Attraverso il corso si intende trasmettere le conoscenze necessarie per poter creare il giusto impasto per intonaci di finitura partendo da terra di scavo e come applicarli in modo corretto, in base alla decorazione che si vuole applicare come graffito, textures, crepissage. Mescolando nel modo e nelle dosi opportune terra, sabbia e fibre vegetali, si riesce ad ottenere un ventaglio di possibilità tra cui scegliere quella che meglio si adatta al cantiere che ci si accinge ad affrontare. Durante il corso esamineremo le terre portate dai partecipanti per valutarne le qualità e stabilire se e come si può fare un intonaco partendo dalla terra del proprio giardino o di un terreno vicino a noi. E’ possibile, infatti, creare un intonaco perfetto partendo da quasi tutti i terreni.

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Gli intonaci in terra cruda contribuiscono a migliorare la qualità della vita in spazi interni grazie alla totale traspirabilità delle superfici e la pronunciata capacità di regolare l’umidità dell’aria, oltre alla elevata inerzia termica che ne fa il partner ideale in sistemi di riscaldamento radiante, tanto a parete quanto a pavimento. Proteggono inoltre dai campi elettromagnetici e assorbono gli odori. Le qualità estetiche degli intonaci a base di argilla sono il risultato della combinazione di fattori quali colore e granulometria della terra a disposizione, addizione di speciali fibre vegetali e trattamento delle superfici. Il ciclo di vita (LCA) del materiale di base, e l’assenza di componenti sintetiche e tossiche, conferiscono agli intonaci in terra cruda la caratteristica di materiale da costruzione naturale.

Informati almeno! Sapere è potere.

 


       

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La ditta che peggiora la stratigrafia della parete

Non è la prima volta che leggo quanto riporto qui sotto (voce di un lettore che chiede consiglio):

La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie perimetrali:

  • Cappotto da 15cm
  • Poroton da 20cm
  • intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc)
  • spazi vuoti con lana di roccia
  • lastra di cartongesso da 1,25cm
  • freno al vapore
  • lastra di cartongesso da 1,25cm

Secondo lei e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo?

 ***

Purtroppo, la soluzione descritta sopra è proposta spesso. Non so perché, forse perché appare all’avanguardia, o diversa dal solito. Certamente non può essere molto economica visto il numeroso quantitativo di strati da eseguire.

 Torniamo alla domanda - e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo? 

In una parola “comfort”.

E’ un buon compromesso per ottenere comfort?

Qual’è la più bella stratigrafia del mondo? La più bella stratigrafia ha

  • sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
  • sul lato esterno la coibentazione.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo – l’ambiente è circondato da tanta massa  protetta dall’ambiente esterno con un sistema di isolamento termico a cappotto.

Il costruttore che prevede un’intercapedine impianti con ulteriore isolamento e finitura a secco con lastre di cartongesso sta proponendo di “guastare” la stratigrafia con un economico e scadente rivestimento interno. E il committente sarà costretto a vivere in un ambiente confinato di lastre e lana di roccia.

Meglio ricalcolare la prestazione del cappotto da 15 cm + Poroton da 20 cm + intonaco interno di elevata qualità e, se non soddisfacente per le aspirazioni della committenza, rivedere lo spessore del cappotto o del blocco porizzato.

Gli impianti passeranno nelle tracce e dove i passaggi sono molteplici il blocco può essere più spesso.

Anziché investire quattrini nell’intercapedine interna con finitura a secco si potrebbero utilizzare laterizi portanti rettificati ad incastro che garantiscono anche ottima planarità della faccia.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questo tipo di blocco ha sul lato esterno una foratura più fitta per favorire l’applicazione dei tasselli del cappotto, mentre internamente presenta fori più larghi per facilitare la realizzazione delle tracce per gli impianti.

Ribadisco che non è di carattere economico la critica che muovo al costruttore, ma di un risultato scadente dopo una partenza eccellente!

Perdere la massa interna in favore di un’intercapedine è un errore progettuale che si farà notare specialmente nel periodo estivo e specialmente se l’edificio verrà vissuto. Infatti l’intercapedine  diminuisce sensibilmente la capacità della parete di assorbire / accumulare calore e quando in estate le temperature interne iniziano a salire sarebbe veramente utile disporre di una massa che possa farsi carico dell’energia in eccesso (quella da noi prodotta).

Non sono favole, se le prestazioni di una stratigrafia si leggessero con attenzione si potrebbero notare facilmente i valori di capacità areica interna dell’elemento edile.

   

       

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Casa in legno, meglio senza formaldeide

La formaldeide nuoce alla salute, ovviamente la pericolosità è legata alla concentrazione. Il regolamento UE 605/2014 del 5 giugno 2014 ha riclassificato la formaldeide da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

formaldeide

Il principio della cautela, che sottolineo spesso durante la scelta dei materiali per edilizia, era valido anche prima dell’ 1 gennaio 2016…. data in cui il regolamento è entrato in vigore!

Le nuove regole si riferiscono alla tutela della salute di chi lavora in ambienti potenzialmente pericolosi visto che la sostanza passa da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

Ci saranno una serie di adempimenti per le aziende che hanno a che fare con la formaldeide nei loro processi produttivi e gli obblighi del datore di lavoro (salute e sicurezza) aumentano.

In Italia un limite all’esposizione alla formaldeide si trova nel contratto dei lavoratori del settore chimico fissato a 0,37 mg/m3 (0,30 ppm). Il Comitato scientifico europeo per i limiti di esposizione dei lavoratori ha prodotto una bozza di raccomandazione:

  • un limite di 0.3 ppm (8 ore TWA)
  • un limite STEL di 0.6 ppm per le esposizioni brevi.






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Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

Combattere muffa casa-02

le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

Combattere muffa casa-03

arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

Combattere muffa casa-01

l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

Combattere muffa casa-04

un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

Combattere muffa casa-05

non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


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Il livello di umidità della muratura

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La casa nel clima italiano di che isolamento ha bisogno?

Seguendo l’Europa finalmente anche l’ Italia ha conosciuto l’isolamento termico degli edifici – ci siamo appena abituati a prevedere il cappotto che già ci troviamo alla vigilia del costruire edifici nuovi a consumo netto quasi nullo. L’ Italia sembra in ritardo, e appare svantaggiata, invece io vedo in questa lentezza l’occasione italiana di fare meglio di tutti gli altri.

casa-clima-italiano-isolamento

E’ una fortuna che oltre il 90% delle nostre case sia ancora da isolare!

Pensate se tutti gli edifici avessero già quello standard dei primi cappotti posati in Italia dopo il 2005: 4-6cm di EPS bianco, spesso senza rispettare un sistema certificato.

casa-clima-italiano-isolamento

Con le temperature estive sempre più insopportabili in quasi tutte le città italiane, il sottile cappottino in EPS può fare ben poco e il beneficio del costoso intervento resta limitato al periodo invernale.

Progettare senza considerare gli effetti del surriscaldamento è sempre un errore, almeno in Italia. La protezione estiva resta spesso sottovalutata, si dovrebbe progettare solamente in luglio e agosto in uffici non climatizzati! 

casa-clima-italiano-isolamento

In gergo tecnico si parla di gestire i carichi interni durante l’estate:  isolare non è mai sbagliato, ma la progettazione dell’involucro non deve limitarsi a verificare la trasmittanza U che si ottiene, anche l’inerzia termica è importantissima – è qui che nasce il comfort abitativo – d’inverno perché la temperatura interna resta costante, d’estate perché l’energia di troppo prodotta dentro casa può essere ceduta alla massa interna (debitamente isolata esternamente) senza aver continuo bisogno di impianti di climatizzazione.

L’obiettivo della casa a consumo nullo soccorsa dal solare e dal fotovoltaico non è proprio l’ideale di casa! 

Prestare attenzione ai soli flussi entranti dall’esterno e dimenticando i carichi interni (noi che abitiamo, gli elettrodomestici che accendiamo, l’illuminazione ecc.), significa non fare gli interessi della committenza. E chi non pensa al committente non sta progettando bene.

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Non dobbiamo guardare unicamente al laterizio come metodo salvatore dei progetti in clima caldo, gli intonaci, le lastre in fibrogesso e i pannelli in argilla svolgono egregiamente e in modo passivo il ruolo di portatori di comfort termo-igrometrico. E’ proprio questo strato più interno della parete perimetrale a svolgere questo compito delicato: diffidate sempre delle soluzioni svelte ed economiche – cartongesso e pittura murale, soluzione povera in tutti i sensi.

casa-clima-italiano-isolamento

Capita spesso che il valore indicato dalla massa superficiale di una struttura tranquillizzi tutti sul fronte del comfort estivo: è bene ricordare che la massa superficiale “pesa” il metro quadro della struttura in tutti i suoi strati e non sottolinea quali strati siano quelli pesanti. Per fare un esempio, una parete “pesante” potrebbe ricevere uno strato leggero ed isolante sul lato interno (magari un foglio extra sottile termoriflettente) portando a grossi discomfort estivi gli ambienti. 

Quali dati si devono tenere in grande considerazione per combattere il surriscaldamento estivo?

Naturalmente la risposta è – ” tutti i dati risultanti dal calcolo di una stratigrafia sono importanti “, ma bisogna saperli leggere ed interpretare correttamente per capire come si comporterà l’edificio nelle stagioni.

In tanti articoli ho cercato di spiegare l’importanza del valore della Capacità termica periodica del lato interno detto anche Capacità areica interna. E’ un dato spesso nemmeno riportato nei documenti allegati alle stratigrafie, ma molto indicativo sulla qualità progettuale. Più il valore è basso e peggiore sarà il comportamento dell’edificio in periodo estivo. Consiglio di non accontentarsi mai di valori inferiori ai 30 kJ/m2K: per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna (la capacità di assorbire calore internamente).


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Una casa più ” nature “, meno rischi e più salute

I materiali per edilizia sono migliaia e migliaia, come destreggiarsi nella scelta e come riuscire ad evitare di portare nuovi veleni dentro la nostra casa?

E’ importante la coibentazione ad ogni costo
oppure è più importante la salute ad ogni costo?

materiali sani in edilizia

Coibentare non è sempre sinonimo di avvelenare, come pitturare non è sempre sinonimo di intossicare. Invece di puntare i piedi davanti a qualsiasi materiale oppure chiudere gli occhi e accettare ogni tipo di proposta, anche la più insalubre, cerchiamo di essere più sensibili a questo tema alzando l’asticella delle pretese sul tavolo dei nostri progettisti o al banco del nostro magazzino edile. I materiali buoni ci sono – come ci sono i funghi porcini, nel bosco si trovano anche quelli rossi con i puntini bianchi… – dallo scaffale procuriamoci i materiali più salubri.

Mai sentito parlare della certificazione CasaClima Nature? è una valutazione di sostenibilità degli edifici, perciò non si limita a vietare l’uso di alcuni prodotti, fa un ragionamento ben più largo, per esempio controlla la distanza della provenienza di alcuni materiali (Materiali in pietra, prodotti entro 200 km di distanza dal cantiere (luogo di scavo delle pietre, lavorazione e fornitura) - Materiali in laterizio, prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di estrazione dell’argilla, produzione, lavorazione e fornitura) - Materiali in legno con certificato FSC/PEFC o prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di abbattimento degli alberi, lavorazione e fornitura).

Ecco i materiali non ammessi in tutto l´edificio (incluso finiture interne ed esterne):

  • non è consentito l’utilizzo di prodotti (schiume, isolamenti schiumati) contenenti sostanze (p.e. cloro-fluoro-carburi CFC, idro-bromo-fluoro-carburi HBFC, idro-cloro-fluoro-carburi HCFC, idro-fluoro-carburi HFC) dannosi per lo strato dell’ozono. Le sostanze sono definite nei gruppi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII e “Nuove Sostanze”; comunicazione della Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C224/3 del 05.08.2000, allegato 1.
  • non è consentito l’utilizzo di prodotti che contengono esafluoruro di zolfo (SF6).
  • non è consentito l’utilizzo di legno tropicale.

Una misurazione finale negli ambienti interni, qualora il committente soffrisse di qualche patologia, sarebbe costosa e tardiva.

I materiali da mettere sotto la lente d’ingrandimento sono:

  • quelli a base di legno incollato: valore massimo di emissione di formaldeide [50-00-0] HCHO: 0,05 ppm (0,062 mg/m³),
  • pannelli grezzi o rivestiti,
  • compensati,
  • travi,
  • pannelli di rivestimento,
  • pavimenti
  • vernici,
  • pitture,
  • impregnanti,
  • lacche, primer, ecc.

Quando si scelgono prodotti liquidi da applicare alle superfici interne controlliamo sempre:

  • il contenuto massimo di VOC (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

limiti di contenuto massimo di VOC per prodotti liquidi

( BA significa che la viscosità è regolata mediante l’uso di acqua, mentre BS significa che la viscosità è regolata attraverso l’utilizzo di solventi organici.)

  • la presenza delle frasi di rischio (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Frasi di rischio

  •  la presenza di metalli pesanti (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

metalli pesanti

  • il contenuto totale di formaldeide libera [50-00-0] che non deve superare i 10 ppm.
  • la presenza di composti organici (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Composti organici

Per informarsi meglio, l’unica via è l’analisi delle schede tecniche, delle schede di sicurezza e/o certificazioni con indicazione dei dati di emissione (il certificato deve avere almeno 3 anni).

Avete il sospetto che in casa ci sia formaldeide? Potete togliervi il dubbio senza chiamare un tecnico facendo da soli il test formaldeide:

vale sempre il motto:

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Foto posa intonaco interno – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-02

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-01

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-03

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-04

link alle foto di cantiere sul sito del progettista

vale sempre il motto:

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Sistemi di costruzione consigliati o no?

Chi ha l’occasione di partire da zero non deve solo decidere il livello di isolamento termico della sua futura casa, deve anche scegliere il tipo di costruzione.

Navigando in internet, ed evitando le costruzioni in legno e in laterizio, si incontrano soluzioni ben presentate e largamente pubblicizzate che esaltano le loro caratteristiche fino ad infatuare diversi lettori. Non sono conoscitore di tutto e nemmeno di esperienza senza limiti. Ma se posso criticare con qualche motivazione, allora lo faccio volentieri.

Andiamo a scoprire queste nuove, e a mio avviso terribili, tecnologie per costruire:

Partiamo dal cuore della casa, il punto più interno e intimo, quello che ci separa dai nostri cari che dormono, studiano o giocano nell’ambiente accanto – la parete divisoria interna:

nuove tecnologie per costruire-01

un pannello in EPS con due reti elettrosaldate collegate tra loro con connettori passanti intonacato con 2 cm per lato.

Il polistirene espanso sinterizzato autoestinguente non è ovviamente materiale indoor da suggerire, ma certamente leggeremo che l’ EPS utilizzato è dotato di “Certificato di eco-compatibilità e di lunga durata”.

Andiamo sul perimetro della casa, la parete che ci “difende” dall’esterno, la nostra terza pelle – la parete portante sterna:

nuove tecnologie per costruire-02

Un cassero a perdere in EPS pre-armato per realizzare pareti coibentate che prevede un getto di cemento armato tra le lastre in EPS. Così sul lato interno degli ambienti ci troviamo due reti di acciaio strutturale, e sul lato esterno due reti elettrosaldate come portaintonaco.

La nostra casa… un corpo in conglomerato cementizio ordinario, ferro ed EPS.

Prendiamo in debita considerazione che per un ulteriore risparmio economico si utilizzino intonaci cementizi anche all’interno e una tinteggiatura normale… – forse queste nuove tecnologie sono più adatte alla casa di chi ci vuole male, come si usa dire a Napoli.

A volte, è meglio restare nella propria vecchia casa, magari senza fondamenta, con qualche acciacco, con i muri di mattone pieno, intonaco di calce e una vecchia pittura a calce – questa sì che è eco-compatibilità a lunghissima durata:

nuove tecnologie per costruire-03

         

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Disaccoppiamento acustico come garanzia di comfort interno

Acustica imperfetta?

Tra i più gravi difetti in edilizia dobbiamo riconoscere i ponti termici, con tutti i problemi che ne derivano: lievi o forti condense superficiali sul lato interno a seconda del livello di umidità interna che si fanno notare con zone scure o comparsa di muffa.

I ponti termici non vanno sottovalutati – ma i ponti acustici?

isolamento acustico delle pareti interne

Una cattiva progettazione acustica non si fa vedere, ma si fa sentire. Se ho investito molto per spiegare con quali materiali e con quali stratigrafie si ottiene un ottimo comfort interno in estate e in inverno non dovrei dimenticarmi del comfort ambientale che posso ottenere con tante piccole attenzioni nel disaccoppiamento acustico. Il rumore tende a propagarsi facilmente e non conosce i confini tra unità immobiliari diverse – meglio studiare bene le soluzioni attuabili.

In una ristrutturazione è assai difficile interrompere la continuità degli elementi edili esistenti, e spesso i divisori in laterizio esistenti offrono loro stessi scarso isolamento acustico, naturalmente anche per colpa dell’unione meccanica al resto della struttura.

Se in una ristrutturazione si prevedono

  • nuovi divisori a secco sarà molto più facile ottenere un’acustica migliorata potendo prevedere dei collegamenti con elementi non rigidi.
  • nuovi divisori tradizionali si può prevedere il taglio acustico inferiore, superiore e laterale – senza dimenticare che anche lo strato di intonaco è un ponte acustico: usando profilati di polipropilene che nello stesso momento servono da guida per l‘intonaco si migliora sensibilmente l’isolamento acustico delle pareti interne non portanti.

isolamento acustico delle pareti interne-05 isolamento acustico delle pareti interne-04 isolamento acustico delle pareti interne-03 isolamento acustico delle pareti interne-01 isolamento acustico delle pareti interne-02

Di solito le trasmissioni acustiche più fastidiose risultano dal pavimento: se si prevede un nuovo sottofondo è il momento giusto per scegliere bene come realizzare  il disaccoppiamento – anche in questo caso, a seconda che si preveda di lavorare a secco o a umido.

Lavorando a secco posso certamente usare con facilità materiali più salubri e naturali. Siamo poco abituati ai sottofondi a secco, pur se questa soluzione offre innumerevoli vantaggi, anche pratici.

Poter contare su nuovi pavimenti, acusticamente disaccoppiati, galleggianti come si dice, sia inferiormente, sia in battuta alle pareti, sia nel punto di passaggio tra ambienti diversi, è già un grande passo verso un’acustica perfetta.

isolamento acustico delle pareti interne

Tubazioni e scarichi non sono meno colpevoli del discomfort acustico, quindi anche in queste zone si deve ragionare per ottenere sufficiente disaccoppiamento:

isolamento acustico delle pareti interne 8-01 isolamento acustico delle pareti interne 8-02

Per farsi una cultura su questo complesso argomento, acustica in edilizia, segnalo questi due testi:

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

  questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da federico sampaoli, vuoi pubblicare un tuo articolo? scrivimi, lo prenderò in grande considerazione.

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Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi. Per esperienza devo ammettere che quasi sempre la finitura esterna non è adatta e nemmeno l’intonaco, il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire.

Sono per il risanamento più che per altri interventi – il mio modesto parere. Prima il drenaggio per ristabilire un equilibrio nel terreno, poi la nuova finitura delle pareti.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti. Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto. E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite.

 

 

       

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Nella pittura naturale c’è biossido di titanio ?

Il biossido di titanio è usato come pigmento bianco (infatti si dice bianco di titanio). Un tempo si usava il bianco di piombo o il solfato di bario o di calcio.

E’ usato anche come colorante alimentare con il numero E 171, ma lo troviamo anche nei cosmetici, nelle creme, nei dentifrici ecc (del biossido di titanio negli alimenti puoi leggere questo documento in inglese): quando il biossido di titanio ha particelle di dimensione < 100 nm è un nanomateriale (nano TiO2). Non so se e quanto il nano TiO2 sia tossico. Perchè la UE non impone l’indicazione dei nanomateriali sulle etichette? L’EFSA ha pubblicato le prime linee guida pratiche per valutare le applicazioni delle nanotecnologie in alimenti e mangimi.

Comunque stiano le cose il biossido di titanio resiste agli acidi senza essere tossico, ha un alto indice di rifrazione ed è un ottimo catalizzatore in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, lo sporco, inquinanti e vari microorganismi: ma non so se le polveri del biossido di titanio possano entrare nel nostro organismo, pur non essendo pigmenti volatili!

biossido di titanio

Se fino a ieri non ci siamo preoccupati del biossido di titanio, possiamo preoccuparcene da oggi!

Oppure possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che questi pigmenti bianchi portano con sè:  con la luce la pittura diventa un catalizzatore (pittura fotocatalitica) e decompone molte sostanze nocive, in particolare gli ossidi di azoto (NOx), formaldeide, composti volatili benzene ed altri (VOC)!

Ma se il biossido di titanio ha anche un effetto antibatterico perchè decompone le pareti cellulari dei batteri non potrebbe decomporre anche noi umani? piano piano poco alla volta?

Forse nel dubbio è preferibile ordinare una pittura naturale, magari alla calce, che offre salubrità, elevata basicità ed elevata permeabilità al vapore.

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Facile sopralluogo sul tetto o nel sottotetto

Una verifica sul tetto o una perlustrazione del sottotetto sono spesso un vero problema., logisticamente intendo. Spesso in cantiere si sfrutta la presenza di qualche operatore volonteroso, vestito e calzato adeguatamente, per spedirlo in missioni di scalata o arrampicata per sapere cosa c’è lì in alto. Salire su un tetto non è sempre facile, infilarsi in un sottotetto è altrettanto scomodo. E usare un Drone? Sì tutto il cantiere si fermerebbe a ridere, ma non è un’idea tanto stupida:

The Verge ha anticipato due novità di Parrot:

  • il Mini Drone, che può volare, camminare per terra o anche sul soffitto con le due ruote giganti e comandato via Bluetooth LE, con uno smartphone o un tablet:

Mini Drone

  • il Jumping Sumo, che non vola, è lo strumento perfetto da sottotetto. Con due ruote motrici gommate si muove a 360° e, grazie alla videocamera già integrata, offre visione remota di tutto. In caso di ostacoli, tipici dei sottotetti, riesce a saltare fino ad 80 cm da terra, salendo anche su superfici rialzate:

Jumping Sumo

Ecco i Parrot “da cantiere” in azione:

Se io arrivassi nel vostro cantiere con un Drone:

mi prendereste per matto
vi sembrerebbe estremamente innovativo
non credereste ai vostri occhi
lo consigliereste anche ad altri

Costruiamo un drone ?federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

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Distacco dell’intonaco

La Corte di cassazione, sez. II Civile, con la sentenza n. 27433 del 9 dicembre 2013 ha stabilito che il distacco dell’intonaco, compromettendo l’isolamento termico e l’impermeabilizzazione della facciata dell’edificio è grave difetto dell’opera (oggetto della garanzia di cui all’articolo 1669 del Codice civile).

distacco intonaco-02

Tale sentenza obbliga l’appaltatore al rifacimento dell’intonaco e al risarcimento dei danni.

distacco intonaco

La tendenza degli ultimi anni a costruire tetti piani e assenza di sporti che proteggono le facciate non tiene in debita considerazione il rischio di deterioramento precoce dell’intonaco esterno.

tetto piano

Pur assecondando i sogni di modernità da parte di committenza e progettazione si dovrebbe valutare con più attenzione e migliori accorgimenti la funzione che ha “la tonaca della casa”  dato che costituisce il primo strumento di protezione a struttura unica.

Il cartongesso non è fibrogesso

Nel precedente articolo “Finiture interne in cartongesso e clima interno confortevole” facevo notare come le proprietà termiche di un componente edile con finitura interna in lastre di cartongesso siano scarse.

 Avevo parlato dell’importanza di ottenere più massa interna e più inerzia, quindi si parlava di capacità termica areica.

Ma cos’è è che ha una lastra in fibrogesso che il cartongesso non ha?

Spesso le lastre di quel genere vengono chiamate con nome improprio, forse per la confusione, forse perchè non si conoscono bene le differenze.

fibrogesso differenza cartongesso

Il fibrogesso è un pannello di gesso rinforzato con fibre di cellulosa di carta riciclata, è molto resistente alla compressione, all’acqua e anche al fuoco.

Il cartongesso invece teme molto l’umidità: è fatto di gesso racchiuso tra due fogli di cartone.

cartongesso

Una parete in fibrogesso si può anche intonacare e questo aspetto è importante quando la stratigrafia vuole qualche millimetro di intonaco a base calce oppure un intonachino fine in argilla.

I suoi 1.150 kg/m³ e il suo calore specifico 1100 J/kgK possono dunque essere ancora migliorati.

Quindi, se possiamo, evitiamo di acquistare lastre in gesso rivestito (un nucleo di gesso  rivestito di speciale cartone).



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Rumore di calpestio e le poche soluzioni

Quando sono i rumori provenienti dall’appartamento superiore ad infastidirci si pensa ad intervenire sul proprio soffitto.

L’effetto del riempimento dell’intercapedine del controsoffitto con un materiale fonoassorbente è una diminuzione della propagazione del rumore per via aerea (la televisione, le voci, ecc.).

Spesso invece si tratta dei passi, dei tacchi… il rumore di calpestio appunto: è rumore di tipo impattivo e per intervenire bisognerebbe lavorare sul solaio dell’inquilino del piano di sopra, posando un materassino anticalpestio.

rotolo anticalpestio ristrutturazione

Ma quando la soluzione ideale è inapplicabile cosa fare? Coscienti che la trasmissione laterale del rumore attraverso le pareti non sarà curata si può almeno migliorare la situazione con qualche stratagemma:

  • materiali naturali in rotolo previsti come anticalpestio possono essere posati a soffitto per impedire l’effetto tamburo dei pannelli di un soffitto radiante che inevitabilmente propagano le vibrazioni provenienti da sopra attraverso il telaio e le guide matalliche.

rotolo anticalpestio ristrutturazione-01

Purtroppo nelle ristrutturazioni tutto non si può fare, nè avere.

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Pittura, cercare di evitare le emissioni di VOC

i VOC sono emissioni dannose per la salute!

Che qualità dell’aria vogliamo avere in casa?

Evitando alcuni materiali da costruzione saremo più liberi dai composti organici volatili (VOC) ma non dimentichiamoci che anche le cose per l’igiene personale e della casa (deodoranti, saponi, detersivi e tutte le cose profumate per la pulizia contengono una media di 15 VOC per prodotto. Più o meno tossici o pericolosi.

Spesso le sostanze cancerogene non sono nemmeno menzionate nell’etichetta. Già il fatto di contenere del profumo significa che ci sono sostanze chimiche, per l’80-90% derivate sinteticamente.

Quali sono le sostanze chimiche più comuni? i terpeni, che a contatto con l’ozono presente nell’aria generano particelle ultrafini e formaldeide.

E’ veramente difficile scoprire dalle etichette quali prodotti portarsi a casa e quali evitare: per legge, si deve solo scrivere della presenza di fragranze (profumi), senza dover elencare gli ingredienti che le compongono!

Se cominciamo a fare più attenzione a quello che mettiamo nel carrello della spesa sarebbe anche giusto fare più attenzione alle finiture interne dei nostri ambienti: è proprio l’ultimo strato interno, quello che riveste tutti i locali dove trascorriamo tante ore ogni giorno, ad avere molta importanza:

la pittura sarà buona o cattiva? salubre o poco salubre?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-01

l’odore tipico di un ambiente appena tinteggiato è buon segno o cattivo segno?

Con molta probabilità il profumo del locale appena tinteggiato è segno che stiamo respirando nuovi Composti Organici Volatili (VOC) tipici delle vernici sintetiche. E perchè non investire in qualità scegliendo pitture costituite da materie prime naturali e non dannose per la nostra salute?

Valgono i certificati? oppure sono solo etichette che si ottengono stando sotto un certo limite di concentrazione di sostanze dannose?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-02

La certificazione tedesca NaturePlus è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-04

Anche la certificazione A+ francese è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale. Potete leggere la regolamentazione francese sui VOC scaricando il pdf in lingua inglese qui.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-03

Pensate che in Svizzera esiste da anni una Tassa sui composti organici volatili (COV) contenuti in diversi prodotti (pitture, vernici e detergenti). Nell’aria, queste sostanze contribuiscono, insieme all’ossido d’azoto, alla formazione di elevate concentrazioni di ozono troposferico (detto smog estivo). La tassa sui COV esiste dal 1° gennaio 2000, è uno strumento economico per la protezione dell’ambiente: un incentivo finanziario per la riduzione delle emissioni di VOC!

Ma quanti di noi hanno la competenza scientifica per analizzare gli ingredienti contenuti in una miscela di pittura sintetica per dire che è poco o tanto dannosa? Meglio lasciar perdere ed orientarsi verso prodotti che derivano da materiali naturali, già di per sè a bassissimo rischio o sani per forza.

E’ importante scegliere una pittura che sia una miscela di elementi naturali atossici senza componenti chimici o solventi e senza formaldeide.

E’ anche importante che la pittura, o l’intonachino se avete scelto di finire un muro così, sia porosa e traspirante e meglio ancora se di pH elevato (forte basicità) che garantisce senza sostanze aggiunte un’ottimale igienicità.

Una finitura che assorbe facilmente l’umidità è garanzia di una migliore regolazione dell’umidità indoor.

E’ comunque difficile garantirsi un’aria interna sana, ci sono i mobili, la Co2 che noi stessi produciamo e chi più ne ha più ne metta… Se possibile prevediamo l’installazione di qualche macchina di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore (VMC). Un ricambio continuo dell’aria è la miglior garanzia.



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Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


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Umidità dei componenti edilizi

Sembra non esserci umidità. Pare asciutto.

Un elemento, una struttura, un materiale edile, il piede di una muratura, il massetto… si possono tutti misurare! In diversi modi e anche professionalmente. Con tecniche e strumenti più costosi (penso ad uno strumento digitale di misurazione dell’umidità a microonde con visualizzazione permanente in tempo reale dei valori relativi all’umidità dei materiali fino a 30 cm di profondità, per esempio il T650, con il rilevamento a reticolo di valori relativi all’umidità delle superfici ed in profondità), ma anche con semplici igrometri digitali per la misurazione dei valori dell’umidità di materiali in cantiere.

Quindi, per fare delle valutazioni più serie e soprattutto dei confronti in tempo reale, dotatevi di un igrometro tascabile per la misurazione dell’umidità contenuta nei materiali da costruzione.

Se non volete perdere tempo in ricerche potete ordinare questo InLine® Igrometro digitale per la misurazione dei valori dell’umidità:

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La mia prossima casa senza cantiere

La casa, un sogno che spesso comincia a diventare un incubo durante il cantiere. Non tutte le ciambelle riescono col buco…

Tra spese impreviste ed errori un cantiere può diventare per il committente un brutto sogno. Mi capita spesso di vedere committenti seguire i cantieri al posto dei progettisti, e trascurare la loro abituale professione.

Certo… ad un futuro proprietario di casa che è mal seguito e mal consigliato che altre possibilità rimangono se non “tirarsi su le maniche”?

Dedico le successive immagini a tutti i reduci di cattive esperienze passate & future:

casa trasportabile cantiere-01

casa trasportabile cantiere-02

casa trasportabile cantiere-03

La Casa Transportable Serie ÁPH80: 27 mq, 80 mc, modulare e di montaggio immediato. Naturalmente questa casa è ideale solo per 2 persone, ma pensate che è trasportabile su strada, che può essere installata praticamente ovunque. Soggiorno/cucina, bagno completo e camera da letto, dislocati su una superficie di 9x3m con un tetto a due falde. 3,5 m di di altezza nel punto più alto. La superficie esterna è in agglomerato di trucioli di legno rasato con cemento grigio; la facciata ventilata ha un isolamento termico di 10 cm di spessore. La struttura è in legno massello. Da 4 a 6 settimane per la realizzazione e 1 solo giorno per il montaggio. Altre informazioni.

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cosa ne penso io? penso bene

 
 

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La bioedilizia

Scrivo un po’ per sfogarmi.

Sono abituato a leggere tantissime schede tecniche: se consiglio un materiale o confronto alcune stratigrafie devo per forza far riferimento alle schede tecniche (e di posa). Grazie al cielo oggi è facile, relativamente facile, trovare la scheda tecnica di un materiale o un prodotto. Ci sono ancora aziende che parlano dei loro prodotti alternando immagini bellissime, e a volte fuori tema, nascondendo le schede tecniche chi sa dove nel loro sito web o nei loro archivi privati (<<su richiesta la consegnamo ai clienti>>): non hanno ancora compreso l’importanza dell’informazione e della trasparenza, nè si sono ancora resi conto che se devo fare 20 minuti di ricerca per quel maledetto pdf, probabilmente dovrò chiudere quella pagina web e passare a nuova ricerca, nuova azienda e nuovo materiale.

Ora sto io scivolando fuori tema…

Spesso leggo frasi del genere:

  • ideale per l’impiego in bioedilizia
  • usato in bioedilizia
  • esclusivamente in bioedilizia
  • preferibile in bioedilizia

Sembra che se io non sono vegano, e non ho deciso per un sistema a cappotto in lana di pecora non debba permettermi un intonaco interno alla calce.

Invece, se possiamo, se siamo in tempo, scegliamo materiali naturali – sì, anche se per altre scelte non siamo stati così attenti o rigorosi o siamo stati mal consigliati.

calce bioedilizia

La calce per esempio può essere utilizzata per malte, intonaci e pitture. La calce idraulica può fare le veci del cemento come legante. La calce offre sempre un’ottima traspirabilità, combatte le muffe e migliora il comfort degli ambienti regolandone l’umidità.

cemento fondazione

La fondazione bio?

chi può dire di amare il cemento e il ferro? Ma sappiamo che serve e lo accettiamo. Beh, per migliorare questa voce possiamo chiedere di utilizzare:

  • cemento puro che non contiene materie prime seconde provenienti da altre lavorazioni industriali.
  • armatura d’acciaio sostituita da acciaio austenico, che è amagnetico; sostanzialmente non interferisce con i campi elettromagnetici artificiali, non determinando quindi perturbazioni magnetiche. (altre info le trovate qui, e qui).

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Migliorare la massa con l’argilla

 In un precedente articolo ricordavo che la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte un pannello in cartongesso!

L’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!)
  • assorbe energia (bello d’estate!)
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!)

in due parole, svolge la funzione di volano igrotermico.

argilla finitura interna

Le temperature superficiali interne di ambienti con finitura in terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate: quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Grande comfort interno!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24 ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

L’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5 – 2 °C più fredda del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in cartongesso.

In estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno (il calore corporeo, il calore degli elettrodomestici, il calore dei corpi luminosi, il calore del cucinare, il calore dell’attività fisica).

La cosa veramente straordinaria di questo materiale è che l’argilla ci permette di eliminare i difetti climatici interni di una casa in legno, leggera, edificata in zone climatiche non proprio adattissime a questo tipo di costruzione!

In una parete leggera, d’estate ad esempio, non possiamo scaricare energia, e questo, in molte zone climatiche italiane è un problema che dobbiamo risolvere progettualmente, e non mi interessa che l’isolamento esterno sia più che abbondante: il comfort lo dobbiamo progettare!

Il nostro piffero ce lo dobbiamo suonare da soli!

In commercio esistono lastre in argilla di diversi formati e diversi spessori, informiamoci per bene!

argilla per intonaco interno

La posa dei pannelli in argilla sembra facile

argilla per intonaco interno

La velocità di posa dei pannelli in argilla sembra soddisfacente

argilla per intonaco interno

La superficie sembra ottimamente rivestita

argilla per intonaco interno

Quando Vi chiedete se nella Vostra zona una casa in legno sia climaticamente adatta, potete rispondervi sempre di sì, a patto che ci sia dietro una attenta progettazione: inutile farsi montare la stessa identica casa in legno dei nostri amici di Dobbiaco a Rovigo o a Trapani! Si può, e si deve fare meglio.

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Finiture interne in cartongesso e clima interno confortevole

Volete conoscere il mio parere?

Vi risponderò sempre allo stesso modo: capisco il desiderio di un lavoro pulito, veloce e pratico, ma se parliamo di comfort e di capacità di accumulo interno e della possibilità di scaricare un po’ di energia quando d’estate ne produciamo internamente troppa facciamo attenzione al materiale che posiamo sul lato interno!

lastre cartongesso fibrogesso

Il cartongesso è il materiale più povero e con le peggiori prestazioni possibili, è giusto saperlo ed è giusto capire il perchè di quanto state leggendo.

lastre cartongesso fibrogesso

Per ottenere più massa interna e più inerzia si deve ricordare che:

A proposito di intonaci di qualità in calce o argilla, un intonaco in argilla spesso 2 centimetri lavora molto bene in estate :

argilla finitura interna

L’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!)
  • assorbe energia (bello d’estate!)
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!)

in 2 parole… svolge la funzione di volano igrotermico.

argilla finitura interna

Le temperature superficiali interne di ambienti con finitura in terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate: quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Grande comfort interno!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24 ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

L’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5-2 ° più fredda del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in cartongesso.

argilla finitura interna

In estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno (il calore corporeo, il calore degli elettrodomestici, il calore dei corpi luminosi, il calore del cucinare, il calore dell’attività fisica).

 

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Quando una pittura è salubre?

 La pittura interna determina solo il colore degli ambienti? Adesso sollevo un polverone:

Tutti i materiali che abbiamo utilizzato e scelto per la costruzione o la ristrutturazione saranno separati dall’ambiente interno, dove abiteremo, da qualche mano di pittura! Tra noi e loro, solo un po’ di pittura per interni! Vi sembra un dettaglio di poco valore?

pittura per interni

Un’idropittura con un bassissimo contenuto di composti organici volatili (VOC) e un’elevatissima traspirabilità, inodore sia durante l’applicazione che successivamente può andar bene per finire i lavori in casa? Non possiamo far meglio?

A me inquieta leggere:

bassissimo contenuto di COV (dall’inglese Volatile Organic Compounds):

  • parliamo delle emissioni di sostanze organiche volatili, i cosiddetti VOC - l’Unione Europea e gli Stati Membri hanno deciso di fissare dei limiti massimi del contenuto di COV: Limiti COV in g/l dall’ 1/01/2010 per prodotti formulati a base acquosa (BA) 30g/l.

* Valore riferito al prodotto di colore bianco:

  • se la pittura non è bianca ma colorata aumentano le emissioni di sostanze organiche volatili, i cosiddetti VOC?

pittura per interni-01

Credo sia importante decidere con un po’ di consapevolezza uno ad uno tutti i materiali che portiamo in cantiere: ce li portiamo in casa! e per sempre.

Informiamoci il più possibile, o lasciamoci informare! Non chiudiamo gli occhi.

 

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Utilizzare il pannello cassero in copertura

Un pannello cassero in eps per realizzare solai in cemento armato (calcestruzzo) di copertura ha un isolamento termico variabile: lo spessore variabile del sottotravetto è da scegliere in funzione della coibenza termica desiderata (4-8cm di eps 100).

termosolaio ponti termici

I vantaggi di questo sistema di costruzione sono:

  • la leggerezza dei pannelli
  • velocità di movimentazione e posa
  • pochi puntelli da movimentare
  • l’autoportanza durante le fasi di lavorazione (di getto)

Secondo me, un ponte termico è una parte dell’edificio dove il flusso di calore cambia. Ogni volta che lo strato coibente cambia spessore c’è un ponte termico geometrico.

termosolaio ponti termici

Il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico determinato dal travetto potrei calcolarlo così:

  • dove abbiamo lo spessore totale del pannello termosolaio mi trovo con 32 cm di esp e trasmittanza 0,11 W/m²K
  • dove abbiamo il travetto in cls lo spessore totale del pannello termosolaio è 8 cm di esp e trasmittanza 0,40 W/m²K

quindi: trasmittanza 0,40 W/m²K – trasmittanza 0,11 W/m²K = 0,29 W/m²K

termosolaio ponti termici

il ponte termico  vale: 0,29 W/m²K * 11 cm. (larghezza travetto in cls) = 0,032 W/mK

 

Ma cosa vuol dire un ponte termico pari a 0,032 W/mK ???

vuol dire che ho una copertura piena di ponti termici ???

  •  se ho 30 travetti da 10 metri l’uno, ho 300 metri di ponti termici.
  • quindi le dispersioni termiche causate da questa struttura saranno 0,032 W/mK * 300metri * 57kKh/a * 1

cioè 547 kWh/anno

Costruire ponti termici free è una scelta progettuale, nient’altro

vale sempre il motto:

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Voglio intonaco d’ argilla dappertutto, Tadelakt

Molti lettori cercano informazioni sui materiali termo isolanti, poi, avvicinandosi al mondo dei materiali per edilizia, iniziano a scoprire differenze e qualità. Dopo le prime letture qua e là, iniziano a costruire le prime conoscenze. E da qui nascono i primi dubbi, e le prime consapevolezze di aver già scelto, senza saperlo, materiali e finiture non adatti alle proprie “nuove” esigenze.

Frattoni in legno di cedro

L’appetito per i materiali naturali e le loro meravigliose proprietà cresce e si trasforma in fame. Anche fame di sapere!

Così capita che mi si chieda quale intonaco io sceglierei per gli ambienti interni, e qui parto dall’antipasto fino al dessert a base di argilla (fondo, intonaco, intonachino di finitura, pitture a base di argilla ecc).

Anche il più naturalista dei lettori nutre qualche dubbio sulla possibilità di usare materiali naturali sempre e ovunque e con me prende l’occasione per chiedere se nelle zone difficili non sia meglio qualche “veleno”. La paura del far bene è ancora nascosta in ognuno di noi: siamo cresciuti nei tempi moderni e siamo disabituati a considerare i materiali naturali come soluzione a quasi tutto. Pensate che esiste anche il “silicone naturale” (da autoprodursi) ma chi mi crederebbe? Il silicone del Brico Center è certamente più affidabile.

Calce idratata naturale in polvere

foto di Daniela Re, architetto

Informatevi sui corsi organizzati dalla Rete Solare per l’Autocostruzione, che vengono effettuati periodicamente in tutta Italia.

Il tadelakt originale marocchino, avverte Daniela Re, (esistono molte imitazioni in Italia, non essendoci un marchio di tutela) costa, da listino 70/80 €/sacco da 20 kg. (4/5 mq di superficie).

Torniamo al tema dell’articolo:

Se una superficie è solita ricevere spruzzi, chiedo di passare della cera da intonaci sulla zona, ma se si desidera veramente rivestire con argilla tutte le superfici difficili del bagno, per esempio la zona doccia, allora si tratta di rifinire le superfici con Tadelakt

bagno in tadelakt

che è una tecnica di intonacatura di origine marocchina: calce idratata + pigmenti naturali.

Pietre per levigare e lucidare il Tadelakt

La superficie si liscia con particolari pietre di fiume e si lucida con un sapone nero, prodotto artigianalmente con le olive. La superficie ha aspetto leggermente ondulato e brillante, idrorepellente, traspirante. Ottimo rivestimento anche in cucina.

Per la sua alcalinità elevata, il Tadelakt è antimuffa, e questa è certamente una splendida notizia e una garanzia in più!

tadelakt

Esistono anche corsi di formazione professionale sulla tecnica del Tadelakt Tradizionale Marocchino.

 

vale sempre il motto:

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Intonaco esterno

Più o meno sappiamo tutti cosa è l’intonaco.

L’intonaco, la pelle del muro, è chi preserva e conserva la struttura che abbiamo costruito. E’ la tonaca!

 intonaco

Le piogge  e i venti non possono nulla se l’intonaco è sano, quindi facciamo manutenzione!  La calce con la sabbia e l’acqua offre intonaci e malte con buonissime prestazioni.

So cosa state pensando! Ma che articolo sta scrivendo questo qui – oggi le case si finiscono col cappotto, mica con l’intonaco?

E’ comune la convinzione che una volta finito di posare il sistema a cappotto termico la squadra fa la rasatura della facciata e voilà la nuova pelle della casa è fatta.

Le cose non vanno proprio così:

  • il rasante proteggere il pannello isolante dagli agenti atmosferici, urti, abrasioni e con la rete di armatura deve resistere alle sollecitazioni meccaniche. Inoltre crea una superficie adatta alla stesura degli strati successivi di finitura.
  • la rete di armatura conferisce al sistema un’adeguata capacità di resistere agli urti e ai movimenti dovuti a escursioni termiche o ritiri assorbendo le sollecitazioni.
  • sul sistema di isolamento termico “ a cappotto “, sopra il rasante :
    ci va un sottofondo per migliorare l’adesione e un rivestimento strutturale di finitura che protegge gli strati sottostanti dalle intemperie e dal sole, sufficientemente permeabile al vapore acqueo.

La scelta della finitura è quasi sempre enorme:

rivestimenti strutturali minerali da tinteggiare.
rivestimenti minerali a base di resine silossaniche, calce e cemento bianco, da impiegare in ambienti esterni, che offrono un’elevata protezione dalla pioggia battente e buona permeabilità al vapore acqueo.
rivestimenti acrilici in pasta con elevata elasticità e una notevole resistenza agli agenti atmosferici.
rivestimenti ai silicati in pasta a base di silicati di potassio, pigmenti inorganici e sostanze minerali, con elevata traspirabilità e una notevole resistenza agli agenti atmosferici.
rivestimenti ai silossani in pasta a base di resine acrisilossaniche, pigmenti inorganici e sabbia di marmo con elevata protezione all’acqua battente e buona permeabilità al vapore acqueo.
rivestimenti in pasta a base di silicato di potassio e resine acrilsilossaniche e sabbia di marmo con elevata resistenza alle intemperie, all’acqua battente e buona permeabilità al vapore acqueo.

 

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Intonaco alla calce

 Siamo tutti un po’ ignoranti, e non si può sempre sapere tutto di tutto.

Ma se stiamo mettendo su casa, o stiamo rileggendo il nostro capitolato delle opere o vogliamo diventare esperti in ogni dettaglio… forse vogliamo sapere anche cosa è la calce.

 calce-processo-produttivo

cliccate qui per ingrandire lo schema

Da dove viene?  dalla selezione della pietra, proveniente dalle cave.

  • La calce viene cotta lentamente a 950-980 °C circa.
  • La calce viva viene “spenta” con acqua e diventa grassello di calce a presa aerea.
  • Viene lasciata stagionare in apposite vasche, per circa 8-10 mesi, durante i quali avviene un cambiamento fisico: diventa vischiosa, tenace e lavorabile, pronto all’utilizzo.

Il migliore motivo per cui scegliere la calce come malta o intonaco? E’ naturale, porosa, igroscopica e traspirante!

Per sapere meglio che cos’è la calce, conoscerne la storia, sapere in quanti modi è usata in architettura, in bio edilizia e nel restauro vi rimando ad un sito interamente dedicato dove troverete anche il GLOSSARIO DELLA CALCE cioè il GLOSSARIO DEI TERMINI RIFERITI ALLA CALCE DA COSTRUZIONE E AL SUO IMPIEGO IN ARCHITETTURA E NEL RESTAURO.

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Intonaco in argilla o terra cruda

Intonaci in terra cruda, o argilla:

argilla-pagliuzze-mica

… roba da fanatici del BIO? o buona progettazione della stratigrafia della parete?

La seconda che ho detto!

Un intonaco in argilla spesso 2 centimetri già lavora molto bene in estate. Cosa offre di speciale? beh, senza parlare di salubrità c’è da dire che l’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!),
  • assorbe energia (bello d’estate!),
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!),
  • in 2 parole… svolge la funzione di volano igrotermico.

argilla

Le temperature superficiali interne di ambienti con la terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate e quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Il comfort è garantito!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

Sulla pelle funziona! e perchè progettare per migliorare se la nostra pelle non potesse accorgersi dei benefici che possiamo raggiungere? Per fortuna la pelle avverte il beneficio!

argilla-interno

Chi ha calcolato e fatto qualche test afferma che l’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5-2 ° più freddo del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in  cartongesso.

Infatti in estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno

  • la capacità termica areica del cartongesso è pari a 13 (kJ/mqK)
  • la capacità termica areica del fibrogesso è pari a 20 (kJ/mqK), quasi il doppio!
  • la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte!

A volte pochi gradi °C fanno la differenza: ci fanno stare bene o ci fanno stare male.

Nella storia, nel passato, ai tempi dove solo l’esperienza dettava le regole queste cose si sapevano e si tramandavano. Erano già note! L’uomo è uscito dalla caverna perchè il wi-fi non funzionava bene o perchè non offriva sufficiente comfort? La seconda che ho detto!

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Costo dei materiali per isolamento termico

 Anch’ io, come le altre scimmie, sono in evoluzione.  Se anni fa prediligevo il design, l’aspetto, la forma, l’illuminazione e riservavo a questi aspetti tutta la mia attenzione, oggi il mio debole è per la cura e l’attenzione nel costruire (o risanare). Non solo mi riferisco ai difetti di costruzione, mi riferisco ai materiali, alla scelta dei materiali.

costo dell isolamento termico

Le mie convinzioni negli anni miglioreranno e cambieranno ancora, ma in questo momento hanno già una linea ben definita.

Non sempre le proposte che faccio sono accettate dai miei interlocutori senza discussione! E se la discussione quasi mai verte sulla bontà del mio progetto di coibentazione o sullo spessore da me proposto, quasi sempre verte sul costo.   E’ pacifico che ognuno spende quello che può spendere, ma noto che ancora oggi l’investimento nella coibentazione è teoricamente capito, ma quasi quasi ancora concepito come un di più, una cosa di cui in fondo si può fare anche a meno, o farne meno!

Per assurdo, è più facile convincere qualcuno ad installare un pannello solare sul tetto che a coibentare il tetto. Poco importa se in realtà d’estate fare una doccia costa 0,00tot centesimi di gas e l’ impianto impiegherà una vita per ripagarsi.

Insomma la scusa più facile per non seguire il progetto della coibentazione è il suo costo.

Senza dilungarmi voglio chiudere con una bellissima frase di Breuer:

“il più lussuoso dei progetti può essere economico,
il meno costoso può essere uno spreco, ed io sono contrario allo spreco”

Marcel Breuer,  architetto 1902-1981

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Sappiamo troppo poco di intonaci, terra cruda

 Più siamo evoluti e più non abitiamo in case costruite con terra cruda.

Ma è da rivalutare? 

Intanto dobbiamo ricordare che l’Italia non prevede (la Germania sì) l’utilizzo della terra come materiale da costruzione!

Però, anche usata solo come finitura interna, ha tanti vantaggi rispetto agli intonaci convenzionali.

intonaco-terra-cruda

L’intonaco in terra cruda:

  • regola il clima, assorbe e restituisce l’umidità
  • assorbe molta energia regolando benissimo l’inerzia termica
  • assorbe un largo spettro di onde elettromagnetiche
  • riprende le sue capacità plastiche (bagnandolo a lungo)
  • è riciclabile

 

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Costruire un corridoio lunghissimo, addirittura

La nascita di “Addirittura”

“Addirittura” nasce nel medioevo, addirittura siamo precisi, nel 1156 in Toscana, quando un noto progettista del luogo, antenato della dinastia di Lunardi e di quella dell’Ingegner Cane, venne incaricato dal proprio proprietario feudale che lo manteneva, un conte medievale ormai sconosciuto, di costruire un corridoio lunghissimo. Il corridoio doveva essere lungo “addirittura” 16 km odierni e collegare la casa del conte, passando per boschi pianure e colline, ad una particolare collinetta che lui amava tanto.
Questa collinetta era al conte tanto cara perché, proprio nella sua giovinezza, andava volentieri a defecare lì. Anzi preciso, ci andava veramente a proprio con molto sollievo.

Questo tale è immerso completamente nei suoi pensieri astrusi su tutte le cose che “addirittura” riesce a immaginare… in realtà sta per morire di collasso mentale e di capogiro autoinflitto da troppe fantasie inutili.
Infatti il conte, ormai vecchio, aveva sviluppato due fobie, quella della pioggia e quella di esternare i suoi bisogni in un luogo diverso da quella collina, essendo stitico in qualunque altro posto. Questo corridoio, provvisto di tettoia per ripararlo dalla pioggia malefica, era stato chiamato “lo Diritto corridoio” appunto perché era dritto, e il progettista aveva chiamato il suo progetto la “Dirittura per lo diritto corridio”; infatti come esiste la partitura in musica per le varie parti dell’orchestra che devono suonare, così lui la intese per le varie parti di una dritta costruzione. Dopo aver disegnato il progetto, inspiegabilmente non volle mai staccarsene. Andava in giro tutto il tempo col progetto dentro un rigido portapergamene in cuoio rifinito. Un giorno mentre era in giro per il feudo in cui doveva dirigere i lavori, si accorse di avere lasciato il suo portapergamene nella sua casa. Arrivato nella sua stanza per cercarlo, vide che nel suo letto stava la moglie del conte e che il suo portapergamene era da lei usato in maniera abbastanza impropria tra le gambe della donna.
Allora il progettista esclamò:
“AH… DIRITTURA!!”
Il resto della storia è poco importante, a parte addirittura il bagno del biscotto nel latte della moglie del conte dove il progettista osservandosi esclamò di nuovo “AH… DIRITTURA!!”.
Poi però conseguì la decapitazione del progettista (mentre molti si chiedevano: Addirittura?) e le interminabili corse nudo con strani cappelli rosa del conte per il corridoio dritto appena ultimato; si sa comunque che da lì nacque “Addirittura”.

da http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Addirittura

 

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Tanti modi per usare il vetro cellulare, anche nel risanamento.

 Quante volte assistiamo (impotenti) a riunioni dove l’argomento principale è come risanare il piede della casa?

In presenza di umidità o di risalita capillare spesso la via più riconosciuta è scavare un po’, arrivare più in basso possibile, trattare la superficie esterna della parete contro terra con qualche prodotto impermeabilizzante, richiudere e sperare che il lavoro porti beneficio alla casa.

Se mi si chiede un consiglio io parlo sempre di drenaggio perimetrale.

drenaggio-3

Ma già che abbiamo toccato l’argomento drenaggio, perchè non riflettiamo sull’uso del vetro cellulare in granuli?

drenaggio

Se abbiamo problemi al piede della casa e abbiamo deciso di intervenire con uno scavo per poi preparare il drenaggio, nello spazio dello scavo si potrebbe pensare al ri-riempimento anzichè con terra, con vetro cellulare! Nello scavo poseremo una guaina in geotessuto che ci possa garantire la separazione nel tempo tra granulato e terra circostante. Non solo stiamo garantendo un drenaggio al perimetro dell’edificio, ma stiamo anche isolando meglio la parete contro terra. Nel caso di un seminterrato il benficio interno sarà apprezzabile.

drenaggio-2

Sulla superficie della parete possiamo anche pensare di stendere una guaina bugnata anzichè impermeabilizzare.

Raccontateci le vostre esperienze!

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Scelta dei rivestimenti murali (la finitura del cappotto)

 In un vecchio articolo cercavo di spiegare perchè le facciate delle case possono diventare verdi: “Le facciate diventano verdi?

Se siamo nella fase di scelta del sistema a cappotto per l’isolamento dell’involucro esterno siamo anche costretti a scegliere il rivestimento murale, che è un rivestimento in pasta, …di finitura!

Vogliamo evitare il più possibile che le facciate inverdiscano?

Allora optiamo per un rivestimento silossanico: questo materiale ha una superficie microporosa, ma idrorepellente. E’ un rivestimento traspirante.

resina-silossanica

Le resine silossaniche

  • resistono alle aggressioni biologiche (quelle dei microorganismi presenti nell’aria e nell’acqua)
  • offrono un’elevata permeabilità al vapore acqueo
  • hanno un bassissimo assorbimento capillare dell’acqua.

Quindi, se scegliamo un rivestimento ai silossani diminuiamo il pericolo che lo sporco portato dalla pioggia si sedimenti nei pori e nei capillari del rivestimento di facciata!

Certo la permeabilità al vapore acqueo non è quella di un rivestimento ai silicati!

Sapete che un valore µ basso è indice di alta permeabilità al vapore (molto traspirante) e una stratigrafia edile dovrebbe aumentare (o almeno non diminuire) la permeabilità al vapore ad ogni strato dall’interno all’esterno.

Allora confrontiamo qualche rivestimento murale per capire meglio le sue doti:

Se avrà un valore µ basso, allora sarà il rivestimento più traspirante!

  • Rivestimento ai silicati: valore µ ?      circa 40
  • Rivestimento ai silossani: valore µ ?  circa 60
  • Rivestimento acrilico: valore µ ?        circa 150
NON dimenticate che la traspirabilità è sempre legata allo spessore del materiale! è per questo che il valore Sd è il valore più importante da controllare!
Ricordate questo:

Il valore Sd (cioè la resistenza al passaggio del vapore) si ottiene moltiplicando il valore µ per lo spessore del materiale (sempre in metri):

  • intonaco:        valore µ = 5 spessore cm.1,5 Sd = 5 x 0,015 = 0,075 quindi un Sd = 0,075
  • cartongesso: valore µ = 8 spessore cm.1,2 Sd = 5 x 0,012 = 0,1 quindi un Sd = 0,1
  • un telo freno al vapore ha un valore Sd solitamente > 0,2

 Ho fatto un po’ di chiarezza?

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Isolamento muri controterra

Siete costretti ad intervenire per il risanamento dei muri controterra? Avete deciso di combattere l’umidità di risalita o l’umidità d’infiltrazione?

E’ l’occasione di pensare anche all’isolamento!

tag-isolamento-contro-terra

Se ormai Vi state sobbarcando le spese per

  • apprestamento cantiere
  • demolizione della pavimentazione esterna con scavatore (compresa la cernita, il carico ed il trasporto a pubblica discarica, l’indennità di discarica
    del materiale non recuperabile)
  • scavo generale perimetrale fino al piede dell’immobile per eseguire l’impermeabilizzazione dall’esterno o la barriera chimica all’interno della muratur
  • ripreparare il fondo alle pavimentazioni e alla risemina del prato erboso…

potreste essere in tempo per decidere di isolare anche le pareti esterne che fino a qualche giorno fa erano veramente inaccessibili.

Non sfruttare l’occasione dello scavo sarebbe un errore e soprattutto sarebbe una decisione incontrovertibile per molti anni a venire.

La spesa in più forse è una voce imprevista, ma è da vedersi come un investimento nell’immobile per il futuro:

  • la casa avrà un clima interno più salubre e le strutture saranno protette da umidità e freddo.
  • la temperatura superficiale interna aumenterà eliminando i rischi di condensa

Allora:

  • risaniamo
  • impermeabilizziamo
  • isoliamo con xps o vetro cellulare
  • (evitiamo di schiacciare le lastre nell’impermeabilizzazione bituminosa fresca)
  • proteggiamo l’isolamento con una guaina bugnata (bugne verso la casa)
  • risistemiamo la terra

e se è necessario

  • progettiamo un drenaggio:
  • guaina bugnata
  • telo filtrante e drenante
  • tubo di drenaggio con pozzetto di ispezione e allacciamento alla rete fognaria
  • terra


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Intonaco su pareti umide

 Ogni volta che si entra in una ristrutturazione ci sono dei muri con umidità e risalita capillare non risolte.

risanare

A nessuno interesserebbe un fico secco se l’intonaco stesse al suo posto! ma l’intonaco "si arrabbia" e i nodi vengono al pettine: il committente è preoccupato, il progettista lo sapeva, l’impresa attende indicazioni. Chi salverà il muro?

Per esempio a Venezia molti impresari dicono che il muro è, è stato, e sempre sarà, umido! Come contraddirli?

tag-muro-umido-venezia

La prossima volta tenterei, in casi irrisolvibili, la via "guttabeta" (sembra un personaggio Disney vero?):

tag-muro-umido-intonaco1

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mi sembra logica, possibile, e intelligente. Dopodichè mi concentrerei sulla ventilazione del locale "inquisito".

Vi lascio a tutte le informazioni del sito originale Gutta Werke spa per trarre le Vostre conclusioni… Buona fortuna!

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

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Perchè costruire a secco?

Con il termine costruzione a secco (pavimentazioni a secco per es.) si intende la realizzazione di un’opera di materiali e componenti prefabbricati, evitando metodi tradizionali che prevedono lavorazioni di vera e propria produzione in cantiere (massetti per es.).

Con i sistemi a secco si ottengono importanti vantaggi: 

  • utilizzo di materiali e componenti di qualità garantita e certificata.
  • certezza dei costi e dei tempi di costruzione.
  • riduzione dei tempi del cantiere e  minimo impatto sul vicinato.
  • maggior leggerezza delle strutture.
  • requisiti di isolamento termico, acustico e antincendio certificabili.

sistemi-a-secco-2

Nello spessore degli impianti si può ad esempio usare Calcix che è un massetto granulato completamente naturale che si posa a secco e si livella a staggia e non necessita di tempi di asciugatura. Offre inoltre una notevole inerzia termica, molto utile nelle pavimentazioni radianti.

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