Category Archives: consigli di posa

Il davanzale di Massimo con taglio termico fai da te

Massimo mi scrive

Seguendo i suoi illuminanti consigli ho fatto questo lavoro immane ( non sa La polvere ma per fortuna avevo incelofanato tutta la casa ) .

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-01 davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-04

Nel taglio ho inserito lastre con densità kg 36 / mc e poi ho schiumato tutto .

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-02

Avevo consigliato di usare della schiuma monocomponente poliuretanica elastica ed essendo la fessura del taglio davanzale abbastanza profonda, di procedere con 2 strati, quindi così:

  • nebulizzare con acqua per bagnare il canale
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-03

Poi ho posato sopra i serramenti n Pvc. Per quanto riguarda le portefinestre, la soglia ( sempre in cemento spessore mm 80 ) non e’ passante ma si inserisce al di sotto per circa 1 cm .  Il massetto ed il parquet gli vanno contro .

Devo anche qui fare il taglio da mm 30/40 oppure …..?

Grazie, Massimo

Rispondo così:

mi spiace che per colpa mia lei abbia dovuto affrontare tutto questo.

naturalmente lei comprende che il davanzale trasmette di più che un mattone o qualsiasi blocco da costruzione della parete….

il senso di fare un taglio termico sul davanzale è proprio quello di attenuare il ponte termico e riuscire a sollevare di qualche grado la temperatura superficiale interna di questa zona. Così da essere meno soggetti al rischio muffa.

perciò se con immane fatica procediamo a fare un taglio termico tra davanzale della porta finestra e massetto interno abbiamo certamente fatto una miglioria, ma in realtà appena finisce il taglio termico del davanzale la situazione antecedente, del solaio che prosegue verso l’esterno, senza taglio termico, rimane.

se il serramento della porta finestra non fosse già ordinato proporrei di ridurre l’altezza per posare un isolante sulla soglia vecchia, ma certo avremmo un ostacolo vita natural durante.

Mi sono dimenticato di dirle che ho anche rimosso i falsitelai in ferro zincato ( prima avevo serramenti in alluminio sigillati con silicone e posati nel 1995 )

purtroppo le case sono piene di vecchi falsitelai in ferro zincato, chi sa dove avevano la testa, in quegli anni, i professionisti del serramento.

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Eliminare il cassonetto dell’avvolgibile

Se mi viene chiesto un consiglio, io lo do – eliminiamo subito il cassonetto degli avvolgibili.

eliminare-cassonetto-avvolgibile

I cassonetti sono una grande fonte di problemi di natura termica, di natura acustica e di tenuta all’aria, e con l’arrivo del nuovo DM del 26.6.2015, in vigore dal 1° ottobre, il valore di trasmittanza da rispettare è finestra comprensiva di cassonetto. Diventa obbligatorio occuparsi di serramenti e di cassonetti: insomma, se state raccogliendo vari preventivi per la sostituzione dei serramenti dovete pensare subito anche a tutti i cassonetti!

La trasmittanza termica del cassonetto (Usb) viene determinata tramite calcolo secondo la norma UNI EN ISO 10077-2. A dirla tutta si dovrebbe calcolare il ponte termico tra finestra e cassonetto.

Il valore complessivo di finestra e cassonetto (U) può essere determinato con il calcolo della media ponderata considerando le superfici e i valori U di finestre e cassonetti.

In ogni caso il valore complessivo di trasmittanza segue la zona climatica di appartenenza come in tabella qui sotto riportata:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-01

Ecco perchè io investirei tutti gli sforzi economici e di migliore posa esclusivamente sul serramento, che potrebbe anche essere dotato di ombreggiatura. Se odiate le righe dei frangisole potete ripiegare sui vecchi buoni antoni:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-02Semplificare per riqualificare è meglio che complicare


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Il tetto senza tenuta all’aria di Francesco

Il lettore scrive:

Buongiorno, ho letto l’ articolo Il tetto senza tenuta all’aria e provo a sottoporre il mio problema sperando che possa darmi qualche consiglio.

Le foto allegate mostrano il problema che ha la mia villetta a schiera costruita nel 2009 ed acquistata nel 2011: a monte di una finestra Velux (unica discontinuità del tetto ventilato) si verificano importanti infiltrazioni di acqua, anche in assenza di pioggia (ma ad esempio in presenza di prolungati periodi di nebbia). Tali infiltrazioni sembrano aumentare nelle mattine fredde. Non saprei dire se aumentano con la pioggia, ma di sicuro ci sono solo d’inverno.

Le foto sono, una dell’interno (ben visibili le infiltrazioni)

tetto-senza-tenuta-aria-francesco-02

e due del tetto, subito sopra l’infiltrazione (foto fatte sporgendomi dal Velux).

tetto-senza-tenuta-aria-francesco-01 tetto-senza-tenuta-aria-francesco-03 Le domande sono :

  • - pensa possa trattarsi di condensa?
  • - dato che lunedì verrà il lattorniere inviato dal costruttore, che tipo di intervento pensa che dovrei “pretendere” o comunque richiedere?

Grazie mille della disponibilità.

Francesco

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori con lo stesso problema possano riuscire a chiarire la situazione e chiedere un intervento risolutivo.

Anch’io penso che la pioggia non abbia nulla a che fare con il problema del gocciolio vicino al Velux, e poi si manifesterebbe grandiosamente durante un temporale estivo, cosa che non avviene.

Proprio il verificarsi del gocciolio in giornate fredde e grigie specialmente nelle prime ore del giorno indica che l’infiltrazione non è altro che vapore interno che uscendo negli strati più freddi condensa: più è freddo all’esterno e più l’aria calda interna che trova una fessura non sigillata si trasforma in acqua.

Quando il lattoniere sollecitato dal costruttore andrà a verificare il suo lavoro non troverà alcun difetto di esecuzione perchè il vero difetto probabilmente è nascosto dalle opere di lattoneria: con tutta probabilità l’errore è stato fatto nel momento della posa del Velux, e non tanto durante la posa del serramento stesso, quanto nel momento in cui è stato fissato “il torrino” cioè la cassa morta o falso telaio del Velux.

L’errore si troverà di fatto esattamente sopra allo strato di perline o assito in abete dove il freno al vapore posato sul lato caldo della coibentazione di copertura doveva essere sigillato con opportune nastrature al perimetro del “collare” del Velux: proprio da questa zona non sigillata il vapore dell’ambiente riscaldato cerca e riesce ad uscire all’esterno incontrando superfici molto fredde e condensando.

Con tutta probabilità il problema è questo: in zona Velux il freno al vapore posato prima dell’isolante non è nastrato – il vapore passa all’esterno e condensa.

Quel bagnato che si vede sotto le tegole è certamente la conseguenza di questa condensa, ma dalle immagini non riesco bene a vedere il telo traspirante e impermeabile che sta sotto lo strato di ventilazione sottotegola; probabilmente è quello grigio bagnato negli ultimi centimetri verso la pendenza.

Spero che non si tratti di una guaina bituminosa anzichè di un telo traspirante: questa impedirebbe la traspirazione e dunque la fuoriuscita del vapore attraverso lo strato di ventilazione. La condensa sul lato inferiore della guaina (barriera al vapore) si raccoglierebbe verso la pendenza a fuoriuscire alla prima possibilità.

Il sopralluogo da parte del lattoniere è l’occasione:

  • per fare più foto possibili di tutto quanto si riuscirà a vedere
  • per fare domande su quanto ci si ricorda del tempo dell’esecuzione del tetto
  • per verificare lo spessore e la qualità della coibentazione
  • per chiarire che tipo di guaina è stata posata sottotegola
  • per fotografare listelli e controlistelli dello strato di ventilazione
  • per sbirciare nella zona del collare del Velux e verificare se sono stati usati dei nastri
  • per chiarire che tipo di freno al vapore è stato posato sul lato caldo del pacchetto tetto

Sarà anche l’occasione per mantenere i nervi saldi, tirare fuori tutta la diplomazia che c’è in noi, essere pazienti (ma anche più preparati sull’argomento) e sperare che anche questa volta sia vero il detto che con la dolcezza si ottiene tutto.

Da parte mia, spero di vedere presto il suo nome tra i sostenitori del blog! Buon sopralluogo


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Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm. Serramenti con triplo vetro.

Posa serramenti in struttura in x-lam-04

Sono installate finestre legno/alluminio (legno / termoschiuma / alluminio) triplo vetro (doppia camera) nastrati, per garantire tenuta all’aria, sia esternamente che internamente:

Posa serramenti in struttura in x-lam-01 Posa serramenti in struttura in x-lam-07 Posa serramenti in struttura in x-lam-05 Posa serramenti in struttura in x-lam-06 Posa serramenti in struttura in x-lam-09 Posa serramenti in struttura in x-lam-08 Posa serramenti in struttura in x-lam-10 Posa serramenti in struttura in x-lam-11 Posa serramenti in struttura in x-lam-03 Posa serramenti in struttura in x-lam-02 Posa serramenti in struttura in x-lam-12

foto, archivio di cantiere, offerte da:
armalab logo

Armalab S.r.l.    Viale Dante 300      38057 Pergine Valsugana (TN)

per contatto diretto: sede 0461 538475 oppure 030 2548897  fuori sede 335 844 1959

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Come recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto

Molti proprietari di casa sono definitivamente convinti dell’utilità del cappotto: senza un sistema di isolamento termico è inutile sperare di avere comfort tutto l’anno, sia in inverno che d’estate, senza bollette energetiche sempre più elevate.

Ma quali sono le difficoltà nella progettazione di un cappotto esterno in una riqualificazione energetica? Sicuramente sono legate alla forma più o meno favorevole dell’edificio. Una costruzione di forma semplice di solito non presenta molti ostacoli, tranne uno veramente frequente:

  • lo scuro del foro finestra.

E’ certamente una bella preoccupazione trovarsi davanti all’idea di sostituire tutti gli scuri per colpa dello spessore del cappotto! E non solo economicamente perché è una spesa imprevista.

Allora che fare? Io di solito ragiono con l’applicatore per il recupero al 100% dei vecchi scuri e mi invento una soluzione ad hoc in base allo stato di fatto e allo stato di progetto della facciata. Ecco alcuni schizzi che ho preparato! Sono da seguire per non perdersi d’animo e non mollare sull’idea del sistema a cappotto:

  • situazione ideale: il foro finestra libero che permette la posa del cappotto in facciata con il risvolto nell’imbotte fino ad andare in battuta al serramento esistente o nuovo che sia

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-10

la soglia della porta finestra resta ponte termico non risolto se non si decide la demolizione, e a volte la quota non permette miglioramenti

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-05

situazione normale: sono stati tolti gli scuri esistenti per il recupero successivo, si è rivestita la spalletta con il pannello isolante isensibile all’umidità e all’acqua

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-09

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-08

la luce del foro finestra è diminuita per colpa dello spessore dell’isolante! per recuperare gli scuri abbiamo bisogno però della stessa dimensione del foro originario…

ci vuole un montante in legno fissato alla parete proprio a filo vecchio foro finestra per tornare ad avere la larghezza originale adatta agli scuri da recuperare.

il cappotto in facciata presenterà una risega

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per lasciare invariata l’altezza dello scuro da recuperare, bisogna eseguire la stessa risega anche in alto

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Sigillare il serramento come si deve e come non si deve, nastri autoespandenti

State facendo montare i nuovi serramenti? Siete riusciti a trovare un installatore attento al metodo di posa? Vi ha rassicurato che le finestre saranno installate con tutte le nastrature necessarie? Tra il materiale avete visto che farà anche uso di nastro autoespandente quello che viene chiamato BG1?

Se il giorno del montaggio siete incuriositi e presenti in cantiere date un’occhiata al modo di lavorare e intervenite subito se notate qualche errore! Cosa sono servite altrimenti le notti insonni a navigare in internet per informarsi fino ai denti sulla posa a regola d’arte di un serramento moderno?

Nell’immagine qui sotto l’installatore sta preparando sul telaio fisso del serramento l’applicazione di un sottile nastro con funzione autoespandente colore antracite srotolandolo da un lato all’altro senza interruzioni:

serramento nastro autoespandente

l’errore sta proprio nella mancata interruzione del nastro autoespandente alla fine di ogni lato: in quel punto, nell’angolo, il nastro non riuscirà mai ad autoespandersi e se doveva spingere bene per sigillare il nodo spalletta e architrave, lì resterà un piccolo passaggio. Un passaggio di aria, di umidità, di rumori…

Meglio far meglio!


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Foto posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno

materiali: Internorm

vale sempre il motto:

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Posizione serramento nel cappotto esterno

Quanto è difficile parlare con i posatori se si è progettato di posare il serramento nello spessore della coibentazione esterna!

posizione serramento isoterme 01

Il serramento è la chiusura trasparente e deve essere posato nello spessore dell’isolante! Serramenti eccezionali non accompagnati da  eccezionale progettazione diventeranno serramenti normali.

posizione serramento isoterme

La ferramenta può essere di fortuna, oppure apposita:

posizione serramento isoterme 02-02

posizione serramento isoterme 02-01

Nella foto è di fortuna:

serramento-posizione-corretta

Il serramento affogherà nell’isolante:

serramento-posizione-corretta

E una volta ultimato il cappotto esterno, il serramento apparirà così:

Posa serramento a sbalzo

Dall’interno si nota la profonda spalletta

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Anche i serramenti di grande superficie si posano allo stesso modo:

 serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Progettista e serramentista Ti hanno mai proposto di posare il serramento a sbalzo perchè fosse più prestazionale?

il progettista sì
il serramentista sì
entrambi me lo avevano suggerito
nessuno mi ha mai informato sull’importanza della posizione

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Contestazioni: i serramenti nuovi fanno la muffa

Sono spesso a ricordare l’importanza della posa ermetica dei serramenti che sopravvaluto le capacità del committente di gestire il corretto arieggiare degli ambienti in periodo di riscaldamento.

Ma non smetto mai di ricordare i benefici e l’importanza di un apparecchio di ventilazione meccanica controllata, vmc, contestualmente alla decisione di far installare i serramenti nuovi.

Abituati da decenni a convivere con i “benefici” spifferi, i committenti si dimenticano di cambiare registro e fare buona ventilazione manuale. Fino ad arrivare alla contestazione del lavoro di posa dei nuovi serramenti che dovevano migliorare la casa e invece hanno portato in casa le muffe.

Due cose sono da chiarire immediatamente:

  1. la finestra nuova non porta la muffa
  2. casomai è la progettazione della posa che ha provocato la muffa non avendo curato il ponte termico d’installazione

Il serramentista deve fornire il miglior serramento della sua produzione e non progettare al posto del progettista o del consulente! Certo il serramentista potrebbe portare la sua grande esperienza e dunque qualche buon suggerimento… ma spesso anche lui lega l’asino dove vuole il padrone (ricordate questo detto?)

Allora, come si fa a capire se il ponte termico del serramento è grave e da correggere a tutti i costi oppure è il committente che non arieggia mai e non ne comprende la gravità?

Meglio monitorare l’ambiente dove si è verificato il problema della muffa e dimostrare all’infelice proprietario dei nuovi serramenti che il modo o la durata della ventilazione manuale non sono sufficienti a garantire un equilibrato tasso di umidità.

Per fare questo ci serve uno strumento: un Registratore di Dati di Umidità Relativa e Temperatura che misura e memorizza fino a 16,000 umidità relative e 16,000 valori di temperatura, con campi di misurazione da 0 a 100%RH e da -40 a +70°C (da -40 a +158°F). L’utente può impostare facilmente la frequenza di registrazione, la modalità allarme high/low e la modalità start, e scaricare i dati memorizzati connettendo il modulo in una porta USB per PC e avviando il software per PC fornito. I dati di Umidità Relativa, Temperatura e Punto di Rugiada possono essere rappresentati graficamente, stampati ed esportati in altre applicazioni. Il registratore di Dati è provvisto di batteria al litio a lunga durata, che tipicamente consente la registrazione dati per un anno. L’apparecchio viene fornito dopo essere stato completamente testato e calibrato e, con un corretto utilizzo, può fornire un servizio affidabile per molti anni.

Registratore Dati Umidità : Temperatura Modello RHT10

Utile al privato, ma soprattutto al serramentista!

Per leggere il manuale di istruzioni in pdf potete cliccare qui. Non è facile da reperire, ma potete acquistare il vostro Registratore Dati Umidità / Temperatura Extech Modello RHT10 qui, oppure qui, oppure anche due strumenti insieme qui.

Trotec BL30 - Registratore di dati temperatura umidità

Un’ alternativa interessante per registrare i dati di umidità e temperatura potrebbe essere  questo Trotec BL30 che offre in dotazione standard anche un supporto rimovibile da parete con serratura! Utile in sentore di contestazione!

Anche questo strumento lo potete acquistare on line qui:

 

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Come scegliere il davanzale del serramento

Nei cantieri si stanno posando gli ultimi davanzali passanti. Non tutti credono ancora che il ponte termico sia davvero grave.

Riconosco che sia una noia progettare il particolare del davanzale con taglio termico, ma se abbiamo ben compreso il miglioramento che ne può derivare dobbiamo farlo, punto e basta!

Di recente ho scritto dei monoblocchi termoisolanti, soluzione completa per i 4 lati del foro finestra, oppure della soluzione del risvolto del cappotto esterno. Qui vorrei parlare solo del 4° lato, e lo faccio perchè diversi lettori mi chiedono consulenza sul materiale che io consiglierei.

Se conoscete questo blog, sapete già che tendo a non fare nomi di aziende o di prodotti o di prezzi. Voglio evitare discussioni tipiche di molti forum e discussioni dirette con aziende.

In commercio spuntano molti materiali performanti adatti alla soluzione del davanzale, segno che il tema è sentito e si sta diffondendo bene.

Se però mi chiedete un giudizio, io ve lo do.

Corredo delle informazioni sul prodotto “guaritore del ponte termico del bancale” si legge quanto segue:

ponte termico del bancale

Credo che il 1° vantaggio sbandierato “abbatte il ponte termico” sia pubblicità non corretta: chi è un po’ disattento o non mastica bene la fisica edile, letta questa riga, pensa di avere in mano il prodotto perfetto per i davanzali di tutta la casa, o peggio, se è un costruttore, per tutto lo stabile, magari di decine di appartamenti.

ponte termico del davzanzale

In realtà la pubblicità, a leggerla tutta, è sincera e dice che  con questo bancale speciale con anima in polistirene, costruire in classe A è molto più semplice ed economico: abbatte il ponte termico di bancali/davanzali, soglie e imbotti riducendo drasticamente la trasmittanza termica lineica rispetto ai manufatti in cemento tradizionali, in pietra arenaria e granito:

  • il ponte termico del bancale si abbassa e garantisce un coefficiente di trasmissione termica lineica di soli 0,34 W/Mk (chi ha scritto il volantino non ha ben chiare le grandezze di riferimento e infatti scrive di Mk: per correttezza si doveva scrivere mK perchè parliamo di “metri” e di “gradi Kelvin” e non di “Metri” e di “chilo (1000)” kilometri?)
  • senza farla tanto lunga, il ponte termico del “super davanzale” con l’anima in polistirene e corpo in cemento garantisce un coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico pari a 0,34 W/mK. - Lineico? sì, è riferito ai metri lineari! – Pensate a tutti i davanzali di un condominio…. sono un bel po’ di metri lineari (un bel po’ di dispersioni!)

Quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico dei metri di davanzale? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Ma torniamo a valutare l’idea di ordinare per tutti i fori finestra questo tipo di davanzali, è vero che grazie all’anima in polistirene il davanzale non trasmette più le dispersioni come uno tradizionale, ma quanta differenza fa? Questo manufatto in cemento che ricopre l’isolante è certamente “alleggerito”, ma il ponte termico non è risolto! La parte in calcestruzzo fibrorinforzato che avvolge l’eps è comunque passante da dentro a fuori!!! Sia sotto che sopra!  - Io che sto progettando devo fare di più: devo risolvere questo problema, non posso lasciar correre e dire che va bene perchè il ponte termico è sceso rispetto a quello del davanzale anni ’70 (posato fino a ieri).

Confrontiamo il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico del davanzale in materiali diversi:

  • è pari a 0,34 W/mK se posiamo il davanzale / bancale speciale con anima in polistirene e corpo in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,55 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,42 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in pietra serena (spessore 3cm)
  • è pari a 0,49 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in granito (spessore 6cm)

E’ pacifico che un “davanzale toast in cemento” con ripieno di eps supera in quanto a prestazioni i davanzali di una volta, ma non è certo un esempio del costruire in classi energetiche elevate.

E aggiungo che se volessi progettare una casa in classe G è comunque meglio se risolvo il problema del davanzale: i ponti termici sono sempre una brutta gatta da pelare (si dice anche da voi?): qunado non si arriva alla condensa e alle muffe si arriva sicuramente all’inscurimento della tinteggiatura, che è comunque un bel problema, anche economico.

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Ancora pietra al posto dei monoblocchi termoisolanti?

Avevo appena finito di scrivere che la posa in opera di monoblocchi termoisolanti  si è diffusa in molti cantieri, che …

Tanti cantieri dimostrano ancora di non conoscere l’abc del cappotto:

  • il cappotto è l’isolamento termico della parete esterna
  • la finestra è l’isolamento termico del foro della parete esterna
  • se tra serramento e cappotto di facciata c’è una interruzione della coibentazione, il ponte termico intorno al serramento è garantito al 100%
La progettazione della coibentazione in questo cantiere non è valida:
ponti termici costruttivi
Il riquadro sporgente, in pietra, attende la posa della coibentazione esterna, ma non protegge affatto la spalletta della finestra: tutti i 4 lati del serramento sono freddi.

Sì non è l’unico ponte termico, si vede subito che i balconi e anche i parapetti laterali non sono stati curati con un taglio termico.

Il nodo serramento – parete è delicato e va ben progettato: posizione, materiali per la posa in opera, sigillatura, nastrature, punto d’incontro con lo spessore della coibentazione. Il foro del serramento deve garantire la continuità dell’isolamento termico delle pareti esterne: la finestra sarà proprio la continuazione della coibentazione termoacustica della parete.

Quando non si ricorrere all’utilizzo dei monoblocchi termoisolanti, la soluzione foro finestra si deve progettare per bene.

serramento isolamento spallette

Tutti i 4 lati devono essere coibentati. Profilo con rete, guarnizione sigillante adesiva, rasatura, armatura ecc ecc

serramento isolamento spallette

Quando nei preventivi leggeremo “vuoto per pieno” non ci arrabbieremo più, sapendo quanto lavoro c’è dietro.

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Ponti termici e monoblocchi termoisolanti

Oggi, la posa in opera di monoblocchi termoisolanti  si è diffusa in molti cantieri. Negli ultimi anni molti progettisti si sono definitivamente convinti che il serramento posato male è fonte inesauribile di guai futuri. Il nodo serramento – parete è delicato e va ben progettato.

In teoria, e poi anche nella pratica, basterebbe progettare con attenzione la posizione, i materiali per la posa in opera, la sigillatura, le nastrature e l’incontro con lo spessore della coibentazione scelta per l’edificio. Il foro del serramento deve contribuire alla corretta posa dei serramenti, ma deve anche garantire la continuità dell’isolamento termico delle pareti esterne: la finestra sarà proprio la continuazione della coibentazione termoacustica della parete.

Per ovviare alla progettazione e alle problematiche di posa si può ricorrere all’utilizzo dei monoblocchi termoisolanti, ma è ovvio che se non abbiamo previsto la soluzione ai ponti termici dell’edificio non saranno i monoblocchi termoisolanti a risolvere per magia i difetti di progettazione iniziali.

monoblocchi termoisolanti

Prendo ad esempio questo edificio, una ricostruzione dopo demolizione. Spesso la scelta per una ricostruzione invece che un restauro è proprio il desiderio di committente e progettista di non sottostare a compromessi di ogni natura dettati dall’esistente. Questo edificio avrebbe avuto tutte le carte per nascere perfetto, invece, già per la scelta della coibentazione in intercapedine, deve fare i conti con numerosi ponti termici irrisolti.

isolamento in intercapedine

Lasciamo da parte la discutibile progettazione dell’involucro e parliamo dei fori finestra:

  • ogni foro è stato previsto con monoblocchi termoisolanti.

La committenza si è accollata la maggior spesa dovuta all’acquisto dei monoblocchi termoisolanti, ma con che risultato? Risolvono forse i ponti termici dell’edificio? Purtroppo no. Si crede che l’investimento porti a grossi miglioramenti, ma la situazione di fatto non porta a miglioramenti.

ponte termico solaio passante

Il solaio passante dall’interno all’esterno senza taglio termico non è stato migliorato con la posa dei monoblocchi termoisolanti: il terrazzo connesso con i solai sarà fonte di grosse dispersioni termiche e appena all’interno, dietro i monoblocchi termoisolanti, le temperature superficiali saranno sensibilmente inferiori rispetto alle pareti che nascondono la coibentazione.

Certo il serramento sarà posato a regola d’arte nel monoblocco, ma in alto e in basso i ponti termici restano forti e irrisolti.

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Lo spiffero della fessura della cinghia della tapparella

Una volonterosa lettrice, delusa dalla qualità di tenuta all’aria dei serramenti e dei cassonetti delle tapparelle della sua nuova abitazione mi ha chiesto che materiali consiglierei per sigillare a dovere. Serramentista e costruttore latitanti, la lettrice invece, molto presente e decisa!

Sigillati i serramenti sotto le cornici, sigillato il cielino, rimaneva comunque un ultimo spiffero: la corda della tapparella.

test spiffero corda tapparella

La lettrice ha ragione ad insistere! E’ stato calcolato che da quella piccola fessura passano anche 2 metri cubi di aria ogni ora. In Germania questo problema è molto sentito e ci sono molti prodotti “per risanamento” che risolvono il problema di questo passaggio d’aria incontrollato. Si tratta di una placca che copre la fessura e include una guarnizione (che non si vede) formata da ben 4 “spazzole” che riducono lo spiffero fino a 0,04 mc aria/ora, registrati con una pressione esterna di ben 10 Pascal.

sigillare lo spiffero corda tapparella

Con un piccolo impegno si può ottenere un miglioramento della tenuta all’aria del 98%. Non poco!

Questa placca è sicuramente introvabile in Italia, ma credo che un fai da te potrebbe arrivare a prestazioni abbastanza vicine. Mentre ci facciamo venire qualche idea possiamo guardarci questo viedo. E se vogliamo fidarci possiamo ordinare online 1 pezzo, provare a montarlo per vedere se si adatta a casa nostra, poi ordinare i pezzi rimanenti e concludere l’opera.

Chi si dedicherà a questo fai da te può inviare foto o suggerimenti utili… Grazie.

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Serramenti: per chi vuole saperne di più

Ho sempre cercato di aiutare i lettori a capire di più e conoscere meglio i serramenti.

Ho scritto molti articoli per fare un po’ di luce sulla posa corretta del serramento e molte righe le ho dedicate a spiegare cosa succede quando ci sono errori e progetti mal fatti. Le conseguenze di pose non a regola d’arte o di serramenti scadenti ricadono sempre – negativamente – sul comfort interno, e sui nostri risparmi.

posa serramento qualificata

D’ora in poi, senza girare in lungo e in largo per Google affamati di sapere (o di saperne un po’ di più) potete leggere ed informarvi in questo sito, un blog che farete crescere anche voi con le vostre domande o i vostri commenti:

posa qualificata del serramento

Non temete, è un sito pulito, senza banner e offerte TeleTu o Vodafone o pillole dimagranti, da leggere in pace, in perfetto stile espertocasaclima :-)

…se è uno stile.

 

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Posa corretta del serramento, ancora dubbi?

Un post senza parole che approfitta della chiarezza Maico:

posa-serramento-corretta-maico

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Niente condensa intorno alle finestre e niente cappotto esterno

 Il proprietario di una casa molto particolare può anche essere ostinato, giustamente ostinato:

serramento-malta-termoisolante

“ho acquistato questo immobile perchè mi piaceva così com’era e adesso che lo voglio sistemare non sono disposto a stravolgerlo per ottenere chi sa quale classe energetica!”

In un caso del genere l’intervento completo per migliorare l’efficienza energetica della futura abitazione sarebbe scartato in partenza: non resta che intervenire sui particolari più difficili e che nel futuro presenterebbero i difetti più evidenti. In questo articolo parlerò esclusivamente della zona serramento.

serramento-intonaco-termoisolante

Prendiamo come esempio questo bellissimo loft: il sapore lo dà lo spazio generoso e l’arredamento perfetto, ma lo dà anche il muro e il suo aspetto originale (dall’interno e dall’esterno).

Quando il serramentista scelto per la fornitura delle nuove finestre è uno che fornisce i falsi telai in metallo (il suo fabbro fermerà i falsi telai alle zanche nel muro con saldatura) inutile lamentarsi e sventolare teorie casaclima sulla posa del serramento perfetto.

Non ci resta che l’astuzia!

Un immobile del genere ha molti punti difficili, pensiamo all’enorme metratura di pavimento controterra e altri aspetti che qui, oggi, non tratterò.

Usare l’astuzia:

Sappiamo che il contorno finestra è un punto critico: lì la temperatura superficiale resta così bassa che, visto il falso telaio del serramento in ferro, e visto il tipo di telaio fisso (alluminio, con taglio termico per fortuna) certamente succederà la condensa.

Non vogliamo rinunciare all’aspetto originale?

Accetto la sfida e progetto di preparare la sede per il telaio fisso con

  • malta per muratura termoisolante, se ne trova anche con una conduttività pari a 0,27 W/mK, sono premiscelati in polvere con sabbia di argilla espansa 0-4 mm, sabbia di Weiach, cemento Portland, calce idraulica.
  • intonaco termoisolante, conducibilità termica ? = 0,08 W?/?m?K , contenente cemento, calce aerea, inerte minerale leggero.

Cosa potrei fare di meglio?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


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Condensa intorno alle finestre

 Carla ha fatto installare due grandi finestre fisse ad angolo, a filo muro esterno:

serramenti-problemi-di-condensa

Oggi si ritrova con

  • condensa sul vetro (gocce che scendono lungo il vetro):

serramento-condensa-sul-vetro

  • e condensa sul muro, sia nella parete che circonda la finestra sia a soffitto:

serramento-condensa-sul-muro

serramento-condensa-a-soffitto

Il davanzale é presente solo nella parte esterna. É stato fatto un taglio circa a metá infisso, il progetto era di realizzare il davanzale interno in legno.

serramento-a-filo-esterno-muffa-e-condensa

Le pareti non sono coibentate. Sono in mattoni, spessore 30cm.

 Prima di ordinare i serramenti sarebbe stato facilissimo posare nell’imbotte qualche centimetro di isolante (in alto, in basso, a destra e a sinistra). Avremmo potuto installare il falsotelaio sul coibente, nastrando con cura, e avremmo ottenuto subito un gran beneficio anche se la muratura esterna è priva di cappotto.

Il davanzale in travertino bocciardato si poteva “sedere” sopra l’isolante anzichè farlo passare un po’ sotto al serramento: la parte che oggi fa capolino lì sotto al serramento può avere una temperatura anche inferiore di 12° rispetto alla temperatura ambiente, un bel salto termico che è garanzia di condensa al 100%.

Ma che fare ora?

Cerchiamo di tenere sotto controllo l’umidità interna che non deve superare valori troppo alti, facciamo corretta ventilazione e dotiamoci di qualche igrometro come questo:

Se non ci misuriamo la febbre, quante aspirine dobbiamo prendere?

Facciamo installare il termosifone che è stato previsto sotto il serramento e preferiamo sempre poche colonne per ottenere massimo irraggiamento e minima convezione. I corpi scaldanti devono essere posizionati nelle zone più fredde ed esposte e non nelle zone più protette (pareti interne o simili). Facciamo funzionare il riscaldamento in modo corretto: dobbiamo riuscire ad alzare di qualche grado la temperatura superficiale interna e non bruciare l’aria ogni tanto!

Coibentiamo! Ma come?

serramento-a-filo-esterno-condensa

  • Dall’esterno si potrebbe fare un cappotto esterno che arrivi proprio a coprire la parte esterna dei serramenti, lì dove oggi è stata messa la cornice, ma dovremmo inglobare il davanzale per evitare di romperlo o prendere il coraggio di eliminarlo, senza danneggiare il serramento. Certo significa progettare il sistema a cappotto per intero ed affrontare tutti i particolari: gli scuri esistenti, gli impianti elettrici, le tettoie, le lastre in pietra in alto (poco sporgenti). Un progetto dalla A alla Z, che forse non è in previsione.
  • Dall’esterno si potrebbe fare (esternamente) una cornice coibente di una ventina di cm intorno ai serramenti sperando di innalzare di qualche grado la superficie interna dell’imbotte finestra, anche con materiali speciali di pochi millimetri di spessore, ma il davanzale resta un forte ponte termico insoluto.
  • Dall’interno si potrebbe togliere la cornice interna (coprifilo del serraemnto), nastrare il serramento, coibentare (ingrossare) le spallette (in alto, a destra e a sinistra) con calcio silicato di spessore possibile, infilare sotto il serramento nastrato, in battuta al marmo che si intravede, una lastra di xps di pari spessore per coprirla poi con una mensola in legno come sognato.
  • Dall’interno si potrebbe inoltre coibentare con calciosilicato, anche solo con spessore 25mm, tutta la facciata interna che comprende i due serramenti, così da proteggere l’angolo (sicuramente molto freddo) tra i due serramenti. E’ però un’operazione più delicata che vorrebbe anche isolata una prima parte del soffitto (ponte termico) e non so se esteticamente sia possibile…

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Serramenti con davanzale passante

Capita che solo il giorno della consegna dei nuovi serramenti si affronti il problema del davanzale passante! Allora che fare?

serramento-davanzale-passante

Siamo così abituati a vedere il davanzale di marmo che fa capolino sotto la finestra che  nemmeno prendiamo in seria considerazione il fatto che sia uno dei più comuni e stupidi e ignorati ponti termici di una casa.

tag-posa-finestra-su-taglio-termico

Siamo quasi tentati di pensare che se togliamo (tAgliamo) il davanzale la finestra soffra, dove la appoggeremo? come faremo? ma si è sempre messo il davanzale lì sotto!

e si è sempre sbagliato!

davanzale ponte termico termografia

I ponti termici (come i davanzali) sono i punti deboli dell’involucro dal punto di vista termico, in prossimità dei quali passa più calore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti. Già la disomogeneità del materiale è causa di ponti termici.

Elevate perdite termiche = rischio di condensa superficiale interna = rischio muffa.

I ponti termici dovrebbero essere attenuati con soluzioni costruttive o uso di elementi o accessori (un po’ speciali). Ad esempio un profilo sotto davanzale in XPS.

Esiste di tutto, basta progettare con passione!

davanzale risparmio energetico

Poniamo che la muratura della casa (che sta per ricevere i nuovi serramenti) sia in mattoni forati o anche mattoni pieni: proprio in un punto così delicato come il contorno finestra è spesso posata una bella lastra di marmo. Il marmo si comporta un po’ come la pietra, o il calcestruzzo: ha una conduttività ben superiore al materiale edile della parete.

Il davanzale passante è un grave errore progettuale! “se lo conosci lo eviti”

serramento-davanzale






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Posa del nuovo serramento e muffa intorno alle finestre

Sono chiamato così spesso a risolvere i problemi di condensa intorno al serramento che voglio un’altra volta affrontare il tema delle dispersioni termiche nella zona finestra.

La posizione del serramento ha veramente un’enorme influenza sulla temperatura superficiale interna di tutta la zona intorno alle finestre, quindi progettare correttamente la coibentazione garantisce qualche grado in più di temperatura superficiale interna, e di conseguenza…. qualche muffa di meno!

Guardiamo con attenzione questi 2 disegni che evidenziano la termografia che si otterrebbe verificando due posizioni del serramento molto comuni da noi:

  • serramento in posizione centrale, guida tapparella ravvicinata, cappotto esterno che rigira in battuta alla guida:

serramento-posizione-centrale-termografia

  • serramento a filo interno, guida tapparella lasciata in posizione originale, cappotto esterno solo in facciata, imbotte non isolato:

serramento-posizione-a-filo-interno-termografia

 

Dunque, la colpa non è mai delle nuove finestre, ma piuttosto della poca progettazione! Le vecchie finestre forse "spifferavano" così tanto che anche il livello di umidità interna non saliva mai più di una certa soglia, mentre ora, i serramenti nuovi ci offrono un’ambiente più ermetico e impongono la corretta ventilazione degli ambienti per mantenere livelli di umidità normali.

 

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I ponti termici del serramento

Quando si parla di ponti termici si pensa sempre ai pilastri, ma il foro del serramento è un concentrato di ponti termici e dobbiamo assolutamente progettare in modo da ridurli.

Ormai sappiamo che

ma gli architravi in calcestruzzo?

 Se nel foro del serramento è presente un architrave in calcestruzzo non è sufficiente passarci sopra durante la realizzazione del cappotto esterno di facciata. 

Architrave in calcestruzzo = presenza di eterogeneità di struttura

ponte-termico-architrave-serramento

 quindi l’architrave provoca una perturbazione del flusso termico e una conseguente disomogeneità delle temperature superficiali interne con rischio di formazione di macchie dovute alla condensazione e anche causa di fessurazioni.

In fase progettuale, o all’ultimo momento in cantiere, ricordiamo questi aspetti e teniamoci un po’ arretrati in facciata in modo da avere lo spazio necessario per intervenire isolando maggiormente quei punti (vedi foto precedente)!

Fino a poco tempo fa si costruiva in questo modo:

ponte-termico-a-vista

 

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La posizione più corretta del serramento

 Tempo fa avevo scritto un articolo intitolato “ Scegliere la migliore posizione del serramento “. Parlavo della posizione corretta della finestra.

Ricordavo che la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, anche per proteggerlo dalle intemperie!

Il serramento, svolgendo il ruolo di chiusura trasparente, dovrebbe invece essere posato nello spessore dell’isolante!

serramento-posizione-corretta

Dunque la posizione più corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ proprio il serramento ad avere il compito, una volta coibentata la casa esternamente, di chiudere i fori.

Avete ancora dei dubbi? Guardate con attenzione questa termografia in sezione orizzontale!

serramento-posizione-posa-termografia

Vedete come il blu delle basse temperature non riesce ad invadere la stratigrafia? Vedete che buon risultato si può ottenere?

Ricordate che più attenzione diamo all’ involucro edilizio e meno attenzione (e soldi!!!) dobbiamo dare agli impianti!

Quando al tavolo progettuale o in fase di cantiere propongo una posizione così “spinta” dei serramenti, o mi guardano strano o mi prendono per matto, ma invece è fattibilissima! Basta volerlo! E ancora prima dobbiamo crederci!

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Anche per serramenti di grande superficie è possibile senza problemi:

 serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Certamente il serramento in pvc è molto più leggero da gestire, posizionare ed ancorare. Quindi nel caso di serramenti di altro tipo, serramenti in alluminio o legno sarà meglio costruire un vero telaio esterno, come supporto di posa e di peso:

serramento-posizione-corretta

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Posa serramenti senza isolamento spallette

 Dopo anni di indecisione è venuto il momento di sostituire i vecchi serramenti? Inutile aspettare ancora, abbiamo ben compreso che da lì se ne va gran parte del riscaldamento. Un vero spreco.

nuovi-serramenti

Per ora, di isolare l’involucro non se ne parla: il sistema a cappotto è una spesa che adesso non possiamo affrontare. Ma in futuro sarà indispensabile perchè abbiamo i muri esterni da 22cm in mattone pieno.

Abbiamo raccolto un paio di preventivi: in effetti i serramenti in pvc hanno le migliori prestazioni al minor prezzo, addirittura una marca ci offre il triplo vetro al posto del doppio vetro e addirittura ci ha spiegato che isolare l’imbotte che accoglierà i nuovi serramenti ha un’importanza minoritaria e certamente la spesa sarebbe di gran lunga superiore ai vantaggi ottenibili; quindi un’altro risparmio!

triplo vetro al posto del doppio vetro

Vediamo un po’ se il venditore di finestre con l’offerta del 3×2 la sa veramente così lunga, o almeno un po’ più lunga di noi “creduloni di isolamento”!

E’ utile isolare l’imbotte oppure son soldi buttati…dalla finestra?  Andiamo a scoprirlo:

La parete esterna, spessore 22cm, ha veramente un basso potere di isolamento, e i vecchi serramenti erano ancora peggiori del muro e non garantivano la tenuta all’aria (presenza di muffa anche sulle spallette).

Questa è la trasmittanza del muro: U = 2,51W/(m² K) come rappresentato qui sotto:

 u-parete-mattone-pieno-da-22-cm

Il potere isolante è proprio scarso e se fuori abbiamo 0°C, la temperatura superficiale interna della parete arriverà appena a 13,5°C: una buona notizia per la muffa, che può contare su temperature veramente adatte a proliferare. Comunque la curva della temperatura e quella di rugiada non si toccano e perciò, anche fino a -2°C è scongiurata la possibilità di condensa interstiziale.

Ma intorno alla finestra cosa succede? La temperatura superficiale mantiene i 13,5°C, già troppo bassi, o scende ancora di più?

 serramento-in-casa-non-isolata-termografia

Ce lo dice una termografia: Scende ancora di più! La nuova finestra è posata dove si trovava la vecchia, a filo interno, sopra il davanzale freddo. Le spallette disperdono più facilmente il calore: la distanza tra dentro e fuori (tra caldo e freddo) è ancora più breve!

La superficie interna, quella che contorna tutto il serramento, quanto dista dall’esterno? Solo pochi centimetri: diciamo che appena dopo la cornice esterna saremo solo a 8 o 10 cm.

La distanza tra dentro e fuori è imprecisa e varia, ma per capire cosa succede guardiamo la stratigrafia con spessori così miseri:

u-spalletta-finestra

la trasmittanza del muro sale fino a U = 3,53W/(m² K) (se il valore sale, è male) e la temperatura superficiale interna della parete intorno al serramento arriverà a soli 10,8°C: splendide notizie per la muffa, che per lunghi periodi conterà su temperature più che favorevoli.

In un paio di inverni ci possiamo trovare in queste condizioni:

muffa-alle-finestre

Morale della favola:

  • dal venditore di finestre facciamoci vendere le finestre,
  • con tanta cautela sentiamo come intende affrontare le sigillature,
  • ma non facciamoci costruire la casa!


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Le finestre le monto con la schiuma. Schiuma per serramenti?

 Spesso in cantiere, proprio sul più bello, quando arriva il giorno del montaggio dei serramenti nuovi, ci si mette a discutere su quale schiuma usare.

per-il-montaggio-dei-serramenti

Alla mia pretesa di usare una schiuma elastica fioccano i malumori tra i montatori: <<ma vann bene tutte le schiume>>, <<ma quelle che dice lei non si trovano in magazzino>>, <<usiamo sempre questa che va benissimo>> e altri commenti circolano tra i presenti.

Io ripeto che è bene usare una schiuma poliuretanica per finestre con elevata elasticità: il riempimento, la sigillatura e l’isolamento di fughe, grazie all’ elasticità superiore al 30% della schiuma giusta assorbono in modo più efficace i movimenti degli elementi strutturali su calcestruzzo, muratura, pietra, intonaco, legno, fibrocemento, metallo e su numerose materie plastiche (polistirolo, poliuretano espanso rigido, poliestere, PVC duro). E’ proprio l’elasticità della schiuma a garantire anni e anni di buon funzionamento del serramento!

schiuma-per-serramenti-1

schiuma-per-serramenti-2

Ora, senza indicarvi marche introvabili di ottime schiume elastiche come la Illbruck Fensterschaum, vi segnalo una schiuma per serramento elastica di una marca che ognuno conosce:

schiuma-serramento-elastica

così la smettiamo di dire che non si trovano.

 

 

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Scegliere la migliore posizione del serramento

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 Qual’è la posizione corretta di un serramento?

In una casa dove abbiamo deciso di installare tapparelle, oppure scuri, o inferriate, la posizione del serramento non è proprio libera scelta, ma già se per esempio sul lato nord è prevista unicamente la finestra, allora il tema "dove posizionarlo" torna ad essere un argomento interessante.

Se la tendenza di una volta, per svariati motivi, era mettere la linea del serramento più all’interno possibile, oggi bisogna dire che termicamente, il serramento, per svolgere il suo ruolo di chiusura trasparente, dotata di prestazioni isolanti solo fino a qualche tempo fa inimmaginabili, dovrebbe essere posato nell’isolante.

Dunque la posizione corretta sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ infatti il serramento che, una volta isolata la casa esternamente, chiude i fori.

Per togliersi ogni dubbio basta guardare questa termografia in sezione orizzontale, e tutto sarà chiaro. Poi parliamo anche di ombreggiatura.

serramento-posizione-posa-termografia

Ombreggiatura delle finestre:

se parliamo solo di prestazioni dell’involucro edilizio non c’è dubbio che il serramento sia corretto posarlo all’esterno, ma dato che in Italia dobbiamo tener conto del caldo estivo quanto del freddo invernale possiamo ribaltare la regola della buona posizione:

arretrando il serramento verso l’interno, è vero che mi costringerà ad isolare tutto l’imbotte, ma in uno spessore di 45cm della muratura esterna posso guadagnare un bel po’ di ombra senza interventi esterni che sono poco adatti alle tradizioni architettoniche italiane.

Allora, sappiamo che il serramento andrebbe posato all’esterno, ma ci sono diverse ragioni per fare quello che non si dovrebbe fare!

Ragioniamoci!

Una finestra si definisce ombreggiata secondo un calcolo che tiene conto della latitudine in cui si trova l’edificio. La norma di riferimento è la UNI EN 832.

Arretrando il serramento in un grosso spessore di muratura isolata andiamo a favorire l’ombreggiatura:

  • sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti orizzontali
angolo-formato-dallaggetto-orizzontale
  • e sia l’ombreggiatura parziale dovuta ad aggetti verticali
angolo-formato-dallaggetto-verticale

 

fattore-di-ombreggiatura-parziale-dovuto-ad-aggetti-orizzontali-ff

fattore-di-ombreggiatura-parziale-dovuto-ad-aggetti-verticali-fo 

Ricordiamo che la schermatura della radiazione solare evita il surriscaldamento degli ambienti interni e quindi le situazioni di discomfort.
Le schermature si distinguono in:

  • orizzontali: le schermature orizzontali sono perfette sulla facciata Sud dell’edificio in quanto impediscono la penetrazione della radiazione nel periodo estivo, consentendolo in quello invernale.
  • verticali: le schermature verticali sono efficaci con ogni orientamento, quando la direzione dei raggi solari forma un angolo di incidenza sufficientemente ampio da impedire la penetrazione dei raggi stessi.
  • esterne: respingono la radiazione solare prima che penetri in ambiente e prima che il vetro si surruscaldi
  • interne: poco poco efficaci.
  • fisse e mobili.

 

Posa corretta di nuovi serramenti senza cappotto

 Non tutti possono permettersi un cappotto esterno + serramenti nuovi, ma questo non è un motivo per posare i serramenti in modo sbagliato, o come si è sempre fatto.

Guardiamo questa termografia per capire bene quello che facciamo:

serramento-in-casa-non-isolata-termografia

spesso è proprio vicino al serramento che il muro esterno mantiene una temperatura superficiale troppo bassa causando condense, e quindi muffa.

muffa-alle-finestre

Allora cosa possiamo fare prima di installare i serramenti nuovi?

Possiamo comunque prevedere un isolamento dell’imbotte in modo che il calore interno non venga ceduto dalla parete già dopo qualche centimetro (specialmente quando il serramento si trova a filo interno).

Se le spallette saranno isolate, allora il calore, per essere ceduto all’esterno, dovrà attraversare tutti i 30cm della muratura.

Qualche grado sicuramente lo guadagnamo! e forse è proprio quel grado che fa la differenza quando l’umidità è indecisa se condensare, o non condensare!!

Inutile arrendersi alla decisione di non fare il cappotto esterno e di conseguenza non fare nulla di innovativo!

Se posiamo dei serramenti nuovi, allora facciamolo col cuore!

posa-perfetta-serramenti

Tanto per fare un confronto, ecco la termografia di un serramento ad alte prestazioni con muratura esterna isolata:

serramento-in-casa-passiva-termografia

 Dunque, la posa corretta di un serramento deve prevedere l’isolamento delle spallette:

tag-posa-finestra-spallette-coibentate-sezione-orizzontale

Pensavate che evitando il cappotto esterno foste "esonerati" dalla corretta posa del serramento? e perchè mai?

Dopo un investimento come quello dei nuovi serramenti vorreste una posa non corretta? io raglio, ma non sbaglio!

E il davanzale? Anche il davanzale fa parte della buona e corretta posa. Non pensate di usare il vecchio davanzale "passante" da fuori a dentro come base d’appoggio per i nuovi serramenti! Che senso avrebbe avuto ordinare serramenti con taglio termico?

Anche il davanzale dev’essere interrotto, per non rappresentare un ponte termico. Se non è interrotto sarà una via privilegiata per la dispersione del calore, ed essendo certamente di materiale con conducibilità molto più alta rispetto alla muratura, potrà essere una "riga" fredda leggibile dall’interno. Una riga con tendenza alla condensa e dunque ai puntini di muffa.

Facciamo le cose per bene! diamo importanza al dettaglio davanzale! ne guadagneremo negli anni a venire!

Ecco come si dovrebbe preparare il davanzale per la posa dei nuovi serramenti:

posa-finestra-su-taglio-termico-senza-cappotto 

 

 

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Capitolato serramenti, posa

 Ne sono sempre più convinto: l’unico modo per ottenere una posa dei serramenti alla regola dell’arte è stendere un ottimo capitolato!

tag-serramenti

Se alla firma del capitolato “non avrete messo tutti i puntini sulle i” correrete il rischio di non ottenere quello che sarebbe giusto ottenere: un lavoro alla regola dell’arte! oppure correrete il rischio di pagare delle lavorazioni come extra quando invece dovrebbero far parte della normale buona esecuzione!

Qui di seguito Vi suggerisco alcune voci che sarebbero da riportare nei capitolati!

Fatene buon uso, spero aiuti ad ottenere qualcosa di più!

  • Lo spazio tra la muratura ed il falso-telaio (o cassamorta, come si dice dalle nostre parti) dei serramenti sarà costipato con materiale fibroso, morbido e coibente, per garantire l’isolamento termico ed acustico. (Proviamo ad evitare le schiume poliuretaniche che diventano rigide e vecchie!) Il materiale sarà inserito a mano o con spatola metallica sino a sicuro riempimento della fuga. Altrimenti, se non resistete alla tentazione della schiuma, usate solamente schiuma monocomponente poliuretanica fonoassorbente, coibentante e riempitiva, con elevata elasticità specifica per sigillare le fughe nella posa in opera di finestre. Tutte le altre schiume in commercio lasciatele sugli scaffali.
  • La sigillatura per la tenuta all’aria del collegamento parete-falso telaio (o cassamorta) sarà eseguita mediante fornitura e posa di nastro con elemento adesivo, feltro e rete di armatura. Verrà applicato per la tenuta all’aria dei telai o falsi-telai delle aperture anche su muratura non intonacata. La posa avverrà mediante incollaggio della parte adesiva al falso telaio e in seguito si procederà all’annegamento del feltro nella rasatura, facilitata dalla rete di armatura predisposta. Il sistema verrà applicato sulla muratura grezza, senza bisogno di strati di regolarizzazione o primer.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !

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Serramenti: si può guarire dal mal di montaggio?

Eccome si può! Si può fare un buon lavoro e si può anche fare un lavoro perfetto.

La posa sbagliata compromette la tenuta e l’isolamento della finestra, quindi, rimbocchiamoci le maniche!

Una raccomandazione per il quarto lato, cioè il davanzale: evitiamo il davanzale passante realizzando un taglio termico, inserendo un listello in legno o in poliuretano ricompattato. Alle due estremità dove il listello tocca il controtelaio (ad U rovesciata) sigilliamo con due pezzettini di nastro di butile l’intestatura.

La zona più a rischio è la giunzione tra controtelaio, intonaco e telaio della finestra: materiali diversi si dilatano in modo diverso! E’ molto probabile la comparsa di crepe e, come conseguenza, di infiltrazioni d’aria.

Una rete per intonaco collegata al profilo angolare consente una posa corretta e consolida la rasatura del sistema a cappotto, impedendo la formazione di crepe o fughe e garantendo la tenuta all’aria del giunto tra controtelaio a L e rasatura del sistema a cappotto.

L’angolo interno del controtelaio serve come riferimento per posare e staggiare l’intonaco interno. Un buon nastro di tenuta serve a raccordare muratura (debitamente pulita e preparata per la perfetta aderenza dei nastri stessi) e controtelaio (le norme sulla sigillatura devono rispondere ai requisiti di classe di tenuta all’aria secondo la EN-ISO 12207 (4A) e di tenuta alla pioggia battente secondo EN 12208 (classe 9A)). Così possiamo ottenere la TENUTA ALL’ARIA PARETE-SERRAMENTO LATO INTERNO. Nei capitolati ricordiamo di scrivere:

  • sigillatura per la tenuta all’aria del collegamento parete-falso telaio (o cassamorta) mediante fornitura e posa di nastro con elemento adesivo, feltro e rete di armatura anche su muratura non intonacata.
  • posa mediante incollaggio della parte adesiva al falso telaio dell’apertura, annegamento del feltro nella rasatura, facilitata dalla rete di armatura predisposta, senza bisogno di strati di regolarizzazione o primer.

Lo spazio residuo tra controtelaio e telaio del serramento andrà riempito con schiuma di poliuretano a celle morbide e permanentemente elastica, per un’ottimizzazione dell’isolamento termoacustico.

Prima di montare la finestra sul falso telaio posiamo il nastro autoespandente precompresso per la sigillatura esterna (tenuta 600 Pascal, isolante termicamente).

Materiali:

Una schiuma poliuretanica per finestre deve avere elevata elasticità, per il riempimento, la sigillatura e l’isolamento di fughe nonché per il riempimento dei giunti di raccordo di telai di porte. Grazie alla elasticità, (superiore al 30%) il prodotto assorbe in modo più efficace i movimenti degli elementi strutturali su calcestruzzo, muratura, pietra, intonaco, legno, fibrocemento, metallo e su numerose materie plastiche (polistirolo, poliuretano espanso rigido, poliestere, PVC duro).

Un nastro da utilizzare per la sigillatura del giunto a muro dei serramenti, grazie alla variabilità dei valori di diffusione del vapore, è utilizzabile per la posa sia nel lato interno che nel lato esterno.

Non dimentichiamo che la preparazione dei fori finestra in presenza del sistema a cappotto esterno ha bisogno di alcuni accessori per evitare qualsiasi ponte termico.


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Linee guida generali per la posa in opera di finestre, porte e schermi

 La norma UNI 10818:

..ad ognuno le sue competenze e responsabilità:

  1. al progettista l’onere degli studi preliminari e progetto esecutivo architettonico degli infissi o validazione del progetto esecutivo del produttore
  2. al produttore l’onere dell’invio dei disegni esecutrici al progettista
  3. al costruttore edile l’onere di esecuzione e riquadratura dei vani murari
  4. al costruttore edile l’onere di scarico e immagazzinamento controtelai ed accessori
  5. all’installatore l’onere di assemblaggio controtelai a piè d’opera
  6. al costruttore edile l’onere di posa dei controtelai
  7. al costruttore edile l’onere di sigillatura tra controtelaio e vano oppure tra telaio e vano se assente il controtelaio
  8. al Direttore Lavori l’onere di controllo ed accettazione e di provvedere alle conformità dei prodotti (infisso e accessori) alle normative ed al contratto
  9. al costruttore edile l’onere di movimentazione degli infissi e del materiale al piano, dei ponteggi esterni ove necessario (montaggio e smontaggio)
  10. al costruttore edile l’onere di posa dei telai fissi
  11. al costruttore edile l’onere della sigillatura tra controtelaio, vano murario e muratura
  12. all’installatore l’onere della sigillatura tra controtelaio e telaio dell’infisso
  13. all’installatore l’onere di pulizia dei serramenti al termine della posa
  14. al costruttore edile l’onere di trasporto di imballi e sfridi alla discarica pubblica
  15. al Direttore Lavori l’onere del rilascio di dichiarazione di accettazione dei lavori e/o indicazioni delle azioni correttive da effettuare per l’accettazione

E’ chiara l’importanza nel caso specifico dei serramenti, di un capitolato di posa, altrimenti, come sempre succede, ogni richiesta di miglioria o uso di materiali accessori che in definitiva non sono altro che strumenti per la esecuzione a regola d’arte, « diventano » un costo extra, quasi un optional!

 

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 esperto casaclima

Il corretto posizionamento della finestra

 Per ottenere un muro caldo il serramento deve « aiutare » il lavoro dell’isolamento termico ed essere montato nella posizione più favorevole:

termografia di una finestra

I colori ci aiutano bene a capire il comportamento del freddo. Questa finestra è installata in una posizione molto favorevole, ma la parte più esposta del muro, sebbene protetta dal sistema a cappotto, risente del freddo trasmesso dal telaio del serramento.

Infatti il posizionamento più vantaggioso ai fini energetici è quello nell’isolamento: non ci è imposto il montaggio « nell’isolamento », è un suggerimento che migliora le prestazioni di trasmittanza della finestra installata (Uwi) e per dei semplici motivi:

  • in un serramento il distanziale è un forte ponte termico
  • in un serramento il telaio (frame) è il secondo ponte termico per importanza
  • quando il serramento risiede nell’isolamento non ha nessuna possibilità di trasmettere il freddo alla muratura.

Alternativa al montaggio nell’isolamento resta il sistema a cappotto in battuta al telaio, con qualche cm di sormonto.


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