Archivi categoria: consigli di posa

Serramento posato a regola d’arte e la UNI 11673-1

L’Ente nazionale italiano di unificazione (UNI) svolge attività normativa in tutti i settori industriali (per quello elettrotecnico ed elettronico CEI).

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Fare normazione significa studiare, elaborare, approvare e pubblicare le cosiddette norme tecniche. Le norme ci dicono come fare bene le cose garantendo sicurezza, qualità, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe in tutti i settori: solo così si migliora l’efficienza e l’efficacia del sistema socio-economico!

Dovete sapere che l’industria meccanica tra le due guerre aveva bisogno di un bel po’ di standardizzazione, ecco perchè nacque questo Ente nazionale italiano di unificazione. Secondo Confindustria tutti i settori industriali ne avevano bisogno, e così fu.

Oggi l’UNI, mantenendosi con le quote associative e la vendita delle norme + pochi finanziamenti statali:

  • elabora nuove norme in collaborazione con le parti interessate
  • rappresenta l’Italia nelle attività di normazione a livello mondiale (ISO) ed europeo (CEN): lo scopo è l’armonizzazione delle norme
  • pubblica e diffondere le norme tecniche

Spesso sono le Pubbliche Amministrazioni a fare riferimento alle norme UNI richiamandole nei documenti legislativi e attribuendo ad esse un qualche livello di cogenza.

Sembra di parlare di cose per soli addetti ai lavori, quasi di burocrazia… invece le norme sono presenti in ogni aspetto della nostra vita quotidiana, tuttavia ci si accorge della loro importanza perlopiù quando non ci sono! o non sono applicate! e viene così a mancare il riferimento – certo e condiviso – che aiuta a vivere meglio.

E vivere meglio con le finestre montate male si può? Credo di no.

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Ecco perchè è uscita la prima norma UNI sulla Posa in opera dei serramenti (la UNI 11673-1) quella che sostituisce la famosissima “posa a regola d’arte”. PosaClima ha partecipato ai lavori di normazione con l’intervento del dott. Nicola Straudi.

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La norma UNI sulla Posa in opera dei serramenti (la UNI 11673-1):

  • da’ una serie di indicazioni progettuali utili al progettista, all’impresa edile, al produttore, al rivenditore e al posatore
  • stabilisce i criteri e i requisiti specifici del giunto di posa (primario e secondario) in fatto di isolamento termico e acustico, permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, traspirabilità del giunto, resistenza meccanica e all’effrazione, durabilità del giunto di posa, sostenibilità ambientale (fissa dei limiti prestazionali minimi per i materiali di sigillatura e riempimento come schiume, sigillanti, nastri con funzione di freno o barriera al vapore)
  • tratta in maniera schematica gli interventi di sostituzione di infissi esistenti indicando correzioni riguardanti vecchi controtelai, vecchi telai murati, davanzali passanti e vecchi cassonetti

La UNI 11673-1 è solo l’inizio! nei prossimi anni arriveranno la UNI 11673-2 (sistemi di verifica e diagnostica della posa in cantiere) e la  UNI 11673-3 (qualificazione professionale del posatore).

PosaClima organizzerà per il 2017 una serie di eventi informativi specifici sulla norma. 

       

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Acquisto serramenti nuovi compresi di sistema di posa

In questi anni ho notato che il committente dedica moltissimo tempo alla scelta del serramento, del tipo di telaio, del tipo di maniglia e magari ore per la decisione di aggiungere la zanzariera o qualche predisposizione per un sistema di allarme, ma nemmeno 5 minuti per la definizione dei materiali per la posa.

Eh già, se ne occuperà il serramentista – che è il campo suo.  Quando salgo su un taxi non faccio un corso di guida all’autista – è il campo suo.

Vero. Però la finestra nuova ce la terremo lì anche trent’anni! E per quel che vedo in giro, tante pose sono criticabili (e anche alla patente ci arrivano tutti). Il serramentista stampa fiumi di parole riguardanti pagamenti, conferme, acconti, termini di consegna, proprietà delle merci, interessi per ritardo nel pagamento, reclami, collaudi, difetti di costruzione, trattamento dei dati personali, ma scrive poco nulla del sistema di posa.

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Perchè non chiarire bene questo aspetto in fase di trattativa? Invece che chiedere sconti, chiediamo come le poseremo queste finestre.

Perchè no? Fiducia cieca nel serramentista?

Difficoltà ad affrontare l’argomento?

Consiglio di non firmare nulla prima di aver definito un po’ per benino l’argomento sistema di posa.

Chi acquista nuovi serramenti, un po’ per necessità e un po’ per la possibilità di attingere alle agevolazioni fiscali, non può conoscere tutti i materiali disponibili oggi sul mercato per la posa del serramento e può solo immaginare vagamente le conseguenze di una posa improvvisata.

Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri.

Informiamoci! Se il serramentista lascia al giorno dell’installazione la decisione della soluzione di posa, usiamo le settimane del tempo di produzione dei serramenti per individuare le diverse possibilità, sempre che le misure definitive delle nuove finestre permettano qualche manovra… Facciamoci aiutare da un tecnico! In mancanza, torniamo a rompere le scatole al serramentista! Il giorno del montaggio deve essere un successo e non una rissa.

Troppi millimetri di differenza tra misura foro e misura telaio mandato in produzione, ad esempio, non sono una buona idea: appaiono come una garanzia di meno problemi d’installazione, ma si trasformano in gravi problemi di sigillatura.

Consiglio di non firmare l’ordine dei serramenti con le misure definitive prima di aver definito tutti i materiali relativi al sistema di posa.

Con un pizzico di buon senso, una minima infarinatura di fisica edile, conoscenza di tutti i materiali disponibili e un po’ di tempo per preparare una tavola esecutiva di posa (anche un disegno a mano è perfetto per lo scopo) e il gioco è fatto! Ma bisogna farlo!

Forza! gomma, matita e un pezzo di carta!

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Non esistono Regole o Norme Tecniche specifiche dei sistemi di installazione dei serramenti. Non ci sono percorsi di Certificazione di conformità a norma oppure percorsi di Certificazione del personale (installatori).

Approfondiamo l’argomento, anche da profani, e poi prendiamo decisioni consapevoli!

        

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Il davanzale di Massimo con taglio termico fai da te

Massimo mi scrive

Seguendo i suoi illuminanti consigli ho fatto questo lavoro immane ( non sa La polvere ma per fortuna avevo incelofanato tutta la casa ) .

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Nel taglio ho inserito lastre con densità kg 36 / mc e poi ho schiumato tutto .

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Avevo consigliato di usare della schiuma monocomponente poliuretanica elastica ed essendo la fessura del taglio davanzale abbastanza profonda, di procedere con 2 strati, quindi così:

  • nebulizzare con acqua per bagnare il canale
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma

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Poi ho posato sopra i serramenti n Pvc. Per quanto riguarda le portefinestre, la soglia ( sempre in cemento spessore mm 80 ) non e’ passante ma si inserisce al di sotto per circa 1 cm .  Il massetto ed il parquet gli vanno contro .

Devo anche qui fare il taglio da mm 30/40 oppure …..?

Grazie, Massimo

Rispondo così:

mi spiace che per colpa mia lei abbia dovuto affrontare tutto questo.

naturalmente lei comprende che il davanzale trasmette di più che un mattone o qualsiasi blocco da costruzione della parete….

il senso di fare un taglio termico sul davanzale è proprio quello di attenuare il ponte termico e riuscire a sollevare di qualche grado la temperatura superficiale interna di questa zona. Così da essere meno soggetti al rischio muffa.

perciò se con immane fatica procediamo a fare un taglio termico tra davanzale della porta finestra e massetto interno abbiamo certamente fatto una miglioria, ma in realtà appena finisce il taglio termico del davanzale la situazione antecedente, del solaio che prosegue verso l’esterno, senza taglio termico, rimane.

se il serramento della porta finestra non fosse già ordinato proporrei di ridurre l’altezza per posare un isolante sulla soglia vecchia, ma certo avremmo un ostacolo vita natural durante.

Mi sono dimenticato di dirle che ho anche rimosso i falsitelai in ferro zincato ( prima avevo serramenti in alluminio sigillati con silicone e posati nel 1995 )

purtroppo le case sono piene di vecchi falsitelai in ferro zincato, chi sa dove avevano la testa, in quegli anni, i professionisti del serramento.

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Eliminare il cassonetto dell’avvolgibile

Se mi viene chiesto un consiglio, io lo do – eliminiamo subito il cassonetto degli avvolgibili.

eliminare-cassonetto-avvolgibile

I cassonetti sono una grande fonte di problemi di natura termica, di natura acustica e di tenuta all’aria, e con l’arrivo del nuovo DM del 26.6.2015, in vigore dal 1° ottobre, il valore di trasmittanza da rispettare è finestra comprensiva di cassonetto. Diventa obbligatorio occuparsi di serramenti e di cassonetti: insomma, se state raccogliendo vari preventivi per la sostituzione dei serramenti dovete pensare subito anche a tutti i cassonetti!

La trasmittanza termica del cassonetto (Usb) viene determinata tramite calcolo secondo la norma UNI EN ISO 10077-2. A dirla tutta si dovrebbe calcolare il ponte termico tra finestra e cassonetto.

Il valore complessivo di finestra e cassonetto (U) può essere determinato con il calcolo della media ponderata considerando le superfici e i valori U di finestre e cassonetti.

In ogni caso il valore complessivo di trasmittanza segue la zona climatica di appartenenza come in tabella qui sotto riportata:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-01

Ecco perchè io investirei tutti gli sforzi economici e di migliore posa esclusivamente sul serramento, che potrebbe anche essere dotato di ombreggiatura. Se odiate le righe dei frangisole potete ripiegare sui vecchi buoni antoni:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-02Semplificare per riqualificare è meglio che complicare


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Il tetto senza tenuta all’aria di Francesco

Il lettore scrive:

Buongiorno, ho letto l’ articolo Il tetto senza tenuta all’aria e provo a sottoporre il mio problema sperando che possa darmi qualche consiglio.

Le foto allegate mostrano il problema che ha la mia villetta a schiera costruita nel 2009 ed acquistata nel 2011: a monte di una finestra Velux (unica discontinuità del tetto ventilato) si verificano importanti infiltrazioni di acqua, anche in assenza di pioggia (ma ad esempio in presenza di prolungati periodi di nebbia). Tali infiltrazioni sembrano aumentare nelle mattine fredde. Non saprei dire se aumentano con la pioggia, ma di sicuro ci sono solo d’inverno.

Le foto sono, una dell’interno (ben visibili le infiltrazioni)

tetto-senza-tenuta-aria-francesco-02

e due del tetto, subito sopra l’infiltrazione (foto fatte sporgendomi dal Velux).

tetto-senza-tenuta-aria-francesco-01 tetto-senza-tenuta-aria-francesco-03 Le domande sono :

  • – pensa possa trattarsi di condensa?
  • – dato che lunedì verrà il lattorniere inviato dal costruttore, che tipo di intervento pensa che dovrei “pretendere” o comunque richiedere?

Grazie mille della disponibilità.

Francesco

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori con lo stesso problema possano riuscire a chiarire la situazione e chiedere un intervento risolutivo.

Anch’io penso che la pioggia non abbia nulla a che fare con il problema del gocciolio vicino al Velux, e poi si manifesterebbe grandiosamente durante un temporale estivo, cosa che non avviene.

Proprio il verificarsi del gocciolio in giornate fredde e grigie specialmente nelle prime ore del giorno indica che l’infiltrazione non è altro che vapore interno che uscendo negli strati più freddi condensa: più è freddo all’esterno e più l’aria calda interna che trova una fessura non sigillata si trasforma in acqua.

Quando il lattoniere sollecitato dal costruttore andrà a verificare il suo lavoro non troverà alcun difetto di esecuzione perchè il vero difetto probabilmente è nascosto dalle opere di lattoneria: con tutta probabilità l’errore è stato fatto nel momento della posa del Velux, e non tanto durante la posa del serramento stesso, quanto nel momento in cui è stato fissato “il torrino” cioè la cassa morta o falso telaio del Velux.

L’errore si troverà di fatto esattamente sopra allo strato di perline o assito in abete dove il freno al vapore posato sul lato caldo della coibentazione di copertura doveva essere sigillato con opportune nastrature al perimetro del “collare” del Velux: proprio da questa zona non sigillata il vapore dell’ambiente riscaldato cerca e riesce ad uscire all’esterno incontrando superfici molto fredde e condensando.

Con tutta probabilità il problema è questo: in zona Velux il freno al vapore posato prima dell’isolante non è nastrato – il vapore passa all’esterno e condensa.

Quel bagnato che si vede sotto le tegole è certamente la conseguenza di questa condensa, ma dalle immagini non riesco bene a vedere il telo traspirante e impermeabile che sta sotto lo strato di ventilazione sottotegola; probabilmente è quello grigio bagnato negli ultimi centimetri verso la pendenza.

Spero che non si tratti di una guaina bituminosa anzichè di un telo traspirante: questa impedirebbe la traspirazione e dunque la fuoriuscita del vapore attraverso lo strato di ventilazione. La condensa sul lato inferiore della guaina (barriera al vapore) si raccoglierebbe verso la pendenza a fuoriuscire alla prima possibilità.

Il sopralluogo da parte del lattoniere è l’occasione:

  • per fare più foto possibili di tutto quanto si riuscirà a vedere
  • per fare domande su quanto ci si ricorda del tempo dell’esecuzione del tetto
  • per verificare lo spessore e la qualità della coibentazione
  • per chiarire che tipo di guaina è stata posata sottotegola
  • per fotografare listelli e controlistelli dello strato di ventilazione
  • per sbirciare nella zona del collare del Velux e verificare se sono stati usati dei nastri
  • per chiarire che tipo di freno al vapore è stato posato sul lato caldo del pacchetto tetto

Sarà anche l’occasione per mantenere i nervi saldi, tirare fuori tutta la diplomazia che c’è in noi, essere pazienti (ma anche più preparati sull’argomento) e sperare che anche questa volta sia vero il detto che con la dolcezza si ottiene tutto.

Da parte mia, spero di vedere presto il suo nome tra i sostenitori del blog! Buon sopralluogo


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Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm. Serramenti con triplo vetro.

Posa serramenti in struttura in x-lam-04

Sono installate finestre legno/alluminio (legno / termoschiuma / alluminio) triplo vetro (doppia camera) nastrati, per garantire tenuta all’aria, sia esternamente che internamente:

Posa serramenti in struttura in x-lam-01 Posa serramenti in struttura in x-lam-07 Posa serramenti in struttura in x-lam-05 Posa serramenti in struttura in x-lam-06 Posa serramenti in struttura in x-lam-09 Posa serramenti in struttura in x-lam-08 Posa serramenti in struttura in x-lam-10 Posa serramenti in struttura in x-lam-11 Posa serramenti in struttura in x-lam-03 Posa serramenti in struttura in x-lam-02 Posa serramenti in struttura in x-lam-12

foto, archivio di cantiere, offerte da:
armalab logo

Armalab S.r.l.    Viale Dante 300      38057 Pergine Valsugana (TN)

per contatto diretto: sede 0461 538475 oppure 030 2548897  fuori sede 335 844 1959

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Come recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto

Molti proprietari di casa sono definitivamente convinti dell’utilità del cappotto: senza un sistema di isolamento termico è inutile sperare di avere comfort tutto l’anno, sia in inverno che d’estate, senza bollette energetiche sempre più elevate.

Ma quali sono le difficoltà nella progettazione di un cappotto esterno in una riqualificazione energetica? Sicuramente sono legate alla forma più o meno favorevole dell’edificio. Una costruzione di forma semplice di solito non presenta molti ostacoli, tranne uno veramente frequente:

  • lo scuro del foro finestra.

E’ certamente una bella preoccupazione trovarsi davanti all’idea di sostituire tutti gli scuri per colpa dello spessore del cappotto! E non solo economicamente perché è una spesa imprevista.

Allora che fare? Io di solito ragiono con l’applicatore per il recupero al 100% dei vecchi scuri e mi invento una soluzione ad hoc in base allo stato di fatto e allo stato di progetto della facciata. Ecco alcuni schizzi che ho preparato! Sono da seguire per non perdersi d’animo e non mollare sull’idea del sistema a cappotto:

  • situazione ideale: il foro finestra libero che permette la posa del cappotto in facciata con il risvolto nell’imbotte fino ad andare in battuta al serramento esistente o nuovo che sia

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la soglia della porta finestra resta ponte termico non risolto se non si decide la demolizione, e a volte la quota non permette miglioramenti

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situazione normale: sono stati tolti gli scuri esistenti per il recupero successivo, si è rivestita la spalletta con il pannello isolante isensibile all’umidità e all’acqua

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la luce del foro finestra è diminuita per colpa dello spessore dell’isolante! per recuperare gli scuri abbiamo bisogno però della stessa dimensione del foro originario…

ci vuole un montante in legno fissato alla parete proprio a filo vecchio foro finestra per tornare ad avere la larghezza originale adatta agli scuri da recuperare.

il cappotto in facciata presenterà una risega

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per lasciare invariata l’altezza dello scuro da recuperare, bisogna eseguire la stessa risega anche in alto

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Sigillare il serramento come si deve e come non si deve, nastri autoespandenti

State facendo montare i nuovi serramenti? Siete riusciti a trovare un installatore attento al metodo di posa? Vi ha rassicurato che le finestre saranno installate con tutte le nastrature necessarie? Tra il materiale avete visto che farà anche uso di nastro autoespandente quello che viene chiamato BG1?

Se il giorno del montaggio siete incuriositi e presenti in cantiere date un’occhiata al modo di lavorare e intervenite subito se notate qualche errore! Cosa sono servite altrimenti le notti insonni a navigare in internet per informarsi fino ai denti sulla posa a regola d’arte di un serramento moderno?

Nell’immagine qui sotto l’installatore sta preparando sul telaio fisso del serramento l’applicazione di un sottile nastro con funzione autoespandente colore antracite srotolandolo da un lato all’altro senza interruzioni:

serramento nastro autoespandente

l’errore sta proprio nella mancata interruzione del nastro autoespandente alla fine di ogni lato: in quel punto, nell’angolo, il nastro non riuscirà mai ad autoespandersi e se doveva spingere bene per sigillare il nodo spalletta e architrave, lì resterà un piccolo passaggio. Un passaggio di aria, di umidità, di rumori…

Meglio far meglio!


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Foto posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno – Zona Climatica E – GG 2862 – Provincia LC

posa serramenti in pvc filo isolamento esterno

materiali: Internorm

vale sempre il motto:

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Posizione serramento nel cappotto esterno

Quanto è difficile parlare con i posatori se si è progettato di posare il serramento nello spessore della coibentazione esterna!

posizione serramento isoterme 01

Il serramento è la chiusura trasparente e deve essere posato nello spessore dell’isolante! Serramenti eccezionali non accompagnati da  eccezionale progettazione diventeranno serramenti normali.

posizione serramento isoterme

La ferramenta può essere di fortuna, oppure apposita:

posizione serramento isoterme 02-02

posizione serramento isoterme 02-01

Nella foto è di fortuna:

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Il serramento affogherà nell’isolante:

serramento-posizione-corretta

E una volta ultimato il cappotto esterno, il serramento apparirà così:

Posa serramento a sbalzo

Dall’interno si nota la profonda spalletta

serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Anche i serramenti di grande superficie si posano allo stesso modo:

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serramento-posizione-corretta

serramento-posizione-corretta

Progettista e serramentista Ti hanno mai proposto di posare il serramento a sbalzo perchè fosse più prestazionale?

il progettista sì
il serramentista sì
entrambi me lo avevano suggerito
nessuno mi ha mai informato sull’importanza della posizione

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