Category Archives: ponte acustico

Pavimento galleggiante con attenzione all’acustica

E’ certamente indispensabile una fascia perimetrale antivibrante (minimo 6mm) ma si deve ricercare una completa desolarizzazione del pavimento calpestabile dalle pareti. A tal proposito non dimentichiamo che in un intervento di isolamento termico sul lato interno è conveniente desolarizzare il nuovo massetto dalla parete fredda verso ambiente non riscaldato o esterno con qualche centimetro di isolante insensibile all’umidità – evitando di accontentarsi dei pochi millimetri garantiti dalla fascia adesiva perimetrale.

Orizzontalmente sarà il materassino fonoisolante sul solaio a garantire la separazione del massetto dalla soletta: e questo si potrà definire galleggiante.

Quando è previsto un impianto radiante a pavimento si deve proseguire con l’attenzione di prevedere un collettore con innesto svincolato dalla parete, quindi i collettori dovranno risultare isolati dalle pareti retrostanti. E’ anche importante ricoprire i tubi di riscaldamento con guaine e collegare i tubi di risalita a parete con collari rivestiti in gomma.

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Durante le finiture interne i battiscopa in ceramica o pietra non dovranno toccare il pavimento. E un coprigiunto metallico nasconderà il taglio acustico in prossimità delle porte tra ambiente e ambiente.

La lotta contro le trasmissioni dei rumori deve continuare nelle mani dell’impiantista idraulico che non deve sottovalutare scarichi e condutture evitando il più possibile soluzioni con curve a 90°.

Insomma, ogni dettaglio è importante: se lo analizziamo lo risolviamo.

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Giulio – contributo

La mansarda realizzata soffre di inquinamento acustico.

L’argomento acustico risulta essere molto ampio, articolerò la discussione in 3 fasi.

La prima riflessione è di orgine generale: il legno “canta”!

Questo materiale ha ottime proprietà acustiche: con il legno i mastri liutai rinascimentali progettavano, realizzavano o ristrutturavano strumenti a corda o ad arco capaci di effondere musicalità e sinfonie. Il legno canta!

L’isolamento dei rumori aerei avviene invece attraverso la schermatura di elementi con elevate proprietà massive: le partizioni devono essere rigide, pesanti. Il legno invece è flessibile, leggero.

Le coperture in legno quindi, pur offrendo indubbi vantaggi di natura statica ed energetica, devono essere oggetto di uno studio approfondito in sede di progettazione acustica. Senza un’analisi dedicata risulta piuttosto difficile garantire gli standard di isolamento e comfort prescritti dalla normativa vigente.

La seconda è di natura analitica.

Uno dei descrittori che esprime la prestazione acustica di una parete, di un solaio o della copertura si chiama indice del potere fonoisolante apparente (R’w). Questo è un parametro che, secondo la normativa vigente, deve essere valutato in opera. In altre parole, per sapere in modo definitivo quanto isola una parete e/o una copertura, occorre approntare una campagna di misurazioni strumentali che definisca in modo univoco questi parametri.

Tuttavia esistono degli algoritmi di calcolo che permettono la valutazione preventiva in sede progettuale delle prestazioni acustiche passive dell’involucro di un edificio.

Analizzando le stratigrafie descritte, si può stimare che il valore indicativo di R’w del pacchetto di copertura valga circa 36 dB; ben più performante è invece la parere verticale, per cui Rw vale circa 55 dB.

Ipotizziamo ora che in prossimità della mansarda venga generato un rumore di circa 70 dB: attraversando il tetto vengono “persi” circa 36 dB e all’interno dell’abitaizone quindi vengono percepiti 34 dB: l’immagine che segue mostra la scala del rumore dove sono rappresentati i livelli tipici di rumore per diverse sorgenti e ambienti ed espressi in decibel (dB).

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-01

La terza riflessione riguarda la fase realizzativa di cantiere.

Come è stato studiato e risolto il nodo parete/copertura? Lo spazio tra un travetto e l’altro, come è stato riempito? È stato riempito? O è stato solo “coperto” dal paramento interno della parete perimetrale?

Se così fosse, ci sarebbe una fascia, lungo tutto il perimetro della mansarda, alta circa 40 cm, che avrebbe prestazioni acustiche assai scadenti, cioè quelle offerte dal solo laterizio da 8cm (il potere fonoisolante di una parete sì fatta vale circa 30 dB e il contributo degli strati di isolamento è sostanzialmente nullo): l’immagine che segue mostra, pur in manierra schematica, tale lacuna.

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-02

Quando viene percepito un discomfort acustico, risulta spesso complesso ed economicamente molto dispendioso risanarne le criticità.

Un’attenta valutazione in fase progettuale e le conseguenti scelte realizzative possono invece rendere l’abitazione silenziosa e acusticamente confortevole.

Il nodo parete-copertura potrebbe essere validamente risolto utilizzando una banchina in legno a cui si collegano in spessore i travetti di copertura mediante innesti a coda di rondine.

L’utilizzo dei passafuori rende poi realizzabile l’eventuale sporto di gronda. In questo modo non si viene a creare lo spazio cavo tra i travetti che fa da ponte acustico: l’immagine che segue mostra graficamente la soluzione appena descritta.

Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Pietro - contributo-03Altri aspetti acusticamente significativi:

come sono stati installati i serramenti a parete e/o in falda? Sono stati nastrati? Si sa: se l’involucro è permeabile all’aria, è permeabile anche al rumore.

Esiste un cavedio impianti opportunamente isolato, oppure ogni tubazione attraversa le partizioni in modo disorganico, creando una ennupla di probabili ponti acustici (l’aspiratore della cucina, sfiati dei bagni, impianto TV…)?

Quali sono, dove sono posizionate e che caratteristiche hanno le sorgenti di rumore esterne (strada, caldaia…)? Le fonti dei rumori sono state considerate nella progettazione acustica dell’intervento?



ing francesco fia

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articolo ideato, scritto e diretto da Francesco Fia e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Francesco, ingegnere e progettista acustico collaboratore dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Infiltrazioni di rumori nella mansarda con tetto in legno di Giulio

Scrive Giulio:

Ho una questione non simpatica da esporre e che spero non renda vano l’investimento fatto e le scelte tecniche prese per la realizzazione del sopralzo ed in particolare della copertura. Il problema che è apparso dopo aver finito tutto, ultimo intervento sono state le finestre, manca solo di arredare e colorare:

La mansarda realizzata soffre di inquinamento acustico.

 Succede che i rumori entrano con estrema facilità, per esempio in confronto al piano inferiore dove tutto tace o quasi, se il vicino accende la pompa di calore, che dista circa 6metri, il rumore si sente, se l’altro vicino accende la caldaia esterna (circa da una distanza di 4 metri) si sente su quel lato della casa.   Quando tutto tace si sente sempre un rumore di sottofondo, credo delle auto in lontananza.  Se passa un’auto sulla strada che dista 35 metri, la si sente molto bene.

 Tutti questi rumori non si sentono, o si sentono minimamente, al piano inferiore sui medesimi lati.  Questi rumori sono sempre più forti più ci si avvicina ai lati bassi delle stanze. Mi sembra proprio che il rumore entri dal legno del tetto, travi o perlinato.

Aggiungo che, mentre il condizionatore del vicino si sentiva anche in precedenza, il rumore di fondo è apparso solo dopo l’installazione delle finestre verticali con vetro 33.1/20 gas argon/33.1 (le Velux erano già installate). Provvisoriamente le finestre erano state sigillate e nastrate con del polistirene da 5cm. All’atto del montaggio, tra tealio finestra (in PVC) e muro vi era meno di 5mm, chiuso con del silicone).

La stratigrafia parete della mansarda, con i fori finestra, è10cm cappotto in eps + 25cm poroton riempito con perlite sopra e sotto corea + 6cm di lana di roccia + 1cm aria + 8cm forato + 2cm intonaco ciclo calceclima ambiente.

Non ci dormo la notte. L’unica speranza è che la causa sia la casa vuota, ma anche sotto è vuota, ed è silenziosa. Oppure che il ponteggio ancora presente in 3 lati  peggiori l’acustica, anche se la parte dove si trovano i passafuori non c’è nessun ponteggio.

 Ho chiesto ai miei tecnici, e mi hanno detto che è la prima volta che un tetto in legno ha questi problemi…

Il tetto l’hai fatto in parte tu, quindi sai bene come sia stato fatto.

***

 Ho fatto consulenza per questa copertura, 2 aspetti erano da correggere urgentemente:

  • nel computo era indicata una barriera al vapore sul lato caldo che non solo avrebbe trasformato il pacchetto tetto in un pacchetto tetto non traspirante, con i relativi rischi, ma non garantiva la tenuta all’aria dell’involucro riscaldato (la mansarda)
  • la coibentazione non era definita nella qualità del materiale e sicuramente insufficiente a garantire una protezione dal veloce surriscaldamento

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Ho proposto

  • una soluzione per ottenere la tenuta all’aria con la posa di un telo freno al vapore a diffusione igrovariabile con funzione di barriera all’aria (le infiltrazioni d’aria in una copertura in legno sono la prima causa di condense interstiziali e ammaloramento delle parti lignee): il telo posato sulle perline sotto l’isolante, ora rigira verso il basso ed è sigillato alla muratura creando una continuità della linea di tenuta all’aria
  • una stratigrafia con pannelli in fibra di legno con calore specifico di ben 2400 J/kgK per offrire la massima protezione dal caldo estivo e uno spessore migliorato dall’originario 8+8cm a 10+10+2cm capaci di offrire almeno 14ore di sfasamento anzichè meno di 8

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fasi esecutive per ottenere la tenuta all’aria sulla linea di gronda:

  • parete in Poroton P800 e getto della corea con casseri in Celenit (fissato con ancore in plastica o spirali metalliche)
  • nastratura del manto sullo spessore interno del cordolo e risvolto volante verso l’esterno (utile anche per proteggere la muratura verticale dalle intemperie durante i lavori)
  • chiusura orizzontale/inclinata del pacchetto verticale con Celenit da rasare e lisciare
  • posa del tavolato sulle travi (tra la perlina e il Celenit lisciato posare un nastro autoespandente BG1)
  • risvoltare il manto sul tavolato per realizzare il pacchetto tetto

Per esperienza personale, dopo un intervento di coibentazione generale (non ho una casa con tetto in legno) la percezione dei rumori post intervento è radicalmente diversa: sono il tipo di rumori a cambiare. Dedicherò un nuovo articolo per descrivere queste sensazioni. Molti lettori che hanno fatto interventi in case già precedentemente abitate potranno riconoscersi.

Un tecnico del suono da me interpellato lo chiama “effetto Venezia”: cos’è che è cambiato? sono cambiate le frequenze: in parole povere, alcuni rumori non si sentono più e altri invece, che prima erano confusi nel rumore di fondo, emergono e si fanno notare. A Venezia è assente l’enorme rumore di fondo del traffico su gomma ed emergono i trolley, le voci, le stoviglie, le scarpe e i tacchi – sentite il rumore delle scarpe voi in una città normale?

Ma torniamo al tema principale, la mansarda di Pietro non è esente da infiltrazione di rumori esterni. Ora tutti sappiamo che uno strumento musicale è solitamente in legno, e non perchè il tuo vicino di casa possa bruciarlo facilmente dopo avervi sentito suonare! Ma prima di prendercela con la struttura portante è opportuno verificare che non ci siano buchi in casa, quali potrebbero essere?

  • il canale passante dell’aspiratore in cucina
  • il canale di sfiato dei bagni
  • il canale dell’impianto antenna
  • il telaio fisso dei due Velux
  • il telaio fisso dei serramenti che chiudono le pareti

Un test di tenuta all’aria potrebbe dare una verifica di tutti questi punti critici.

Sono anch’io infastidito facilmente dai rumori, il computer che ho davanti mi irrita, come il frigo o la testina del collettore del riscaldamento a pavimento – il bilancio dell’effetto Venezia dopo l’intervento di casa mia non l’ho ancora fatto. Potrebbe essere positivo, pur ammettendo che il fruscio rilasciato dai veicoli che corrono in strada mi appare enorme (un torrente) – i motori invece sembrano zittiti. Ne riparleremo.

Qualunque commento competente è gradito.

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Disaccoppiamento acustico come garanzia di comfort interno

Acustica imperfetta?

Tra i più gravi difetti in edilizia dobbiamo riconoscere i ponti termici, con tutti i problemi che ne derivano: lievi o forti condense superficiali sul lato interno a seconda del livello di umidità interna che si fanno notare con zone scure o comparsa di muffa.

I ponti termici non vanno sottovalutati – ma i ponti acustici?

isolamento acustico delle pareti interne

Una cattiva progettazione acustica non si fa vedere, ma si fa sentire. Se ho investito molto per spiegare con quali materiali e con quali stratigrafie si ottiene un ottimo comfort interno in estate e in inverno non dovrei dimenticarmi del comfort ambientale che posso ottenere con tante piccole attenzioni nel disaccoppiamento acustico. Il rumore tende a propagarsi facilmente e non conosce i confini tra unità immobiliari diverse – meglio studiare bene le soluzioni attuabili.

In una ristrutturazione è assai difficile interrompere la continuità degli elementi edili esistenti, e spesso i divisori in laterizio esistenti offrono loro stessi scarso isolamento acustico, naturalmente anche per colpa dell’unione meccanica al resto della struttura.

Se in una ristrutturazione si prevedono

  • nuovi divisori a secco sarà molto più facile ottenere un’acustica migliorata potendo prevedere dei collegamenti con elementi non rigidi.
  • nuovi divisori tradizionali si può prevedere il taglio acustico inferiore, superiore e laterale – senza dimenticare che anche lo strato di intonaco è un ponte acustico: usando profilati di polipropilene che nello stesso momento servono da guida per l‘intonaco si migliora sensibilmente l’isolamento acustico delle pareti interne non portanti.

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Di solito le trasmissioni acustiche più fastidiose risultano dal pavimento: se si prevede un nuovo sottofondo è il momento giusto per scegliere bene come realizzare  il disaccoppiamento – anche in questo caso, a seconda che si preveda di lavorare a secco o a umido.

Lavorando a secco posso certamente usare con facilità materiali più salubri e naturali. Siamo poco abituati ai sottofondi a secco, pur se questa soluzione offre innumerevoli vantaggi, anche pratici.

Poter contare su nuovi pavimenti, acusticamente disaccoppiati, galleggianti come si dice, sia inferiormente, sia in battuta alle pareti, sia nel punto di passaggio tra ambienti diversi, è già un grande passo verso un’acustica perfetta.

isolamento acustico delle pareti interne

Tubazioni e scarichi non sono meno colpevoli del discomfort acustico, quindi anche in queste zone si deve ragionare per ottenere sufficiente disaccoppiamento:

isolamento acustico delle pareti interne 8-01 isolamento acustico delle pareti interne 8-02

Per farsi una cultura su questo complesso argomento, acustica in edilizia, segnalo questi due testi:

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acustica degli edifici, i requisiti del DPCM 5/12/1997

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima quella parte della legge Comunitaria 96/2010 che aveva introdotto la sanatoria per l’acustica degli edifici che non rispettavano i requisiti del DPCM 5/12/1997

In pratica si reintroduce la validità del DPCM 5/12/1997 per tutti gli edifici costruiti tra il 1997 e il 2009.

Per tutti gli immobili costruiti dal 2009 in poi rimane comunque sospeso.

e il nuovo decreto quando?

Dal 1997 e precisamente dal 5 Dicembre esiste un DPCM che riguarda appunto i requisiti acustici passivi degli edifici. Generalmente è applicato per le nuove costruzioni ma non tutti i Comuni richiedono Certificati di Collaudo Acustico.

Ci vorrebbe un Tecnico Competente in Acustica Ambientale.

Ricordiamo che il valore dell’isolamento acustico di facciata è quello medio ponderale tra l’incidenza della parete e quella del serramento: il valore d’isolamento di facciata è sempre quello medio.

La norma UNI 11367 “Acustica in edilizia – Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera” prevede quattro classi di efficienza acustica:

  • classe 1 che identifica il livello più alto (più silenzioso)
  • classe 4 che è la più bassa (più rumoroso)

classi di efficienza acustica

Sappiamo che la stragrande maggioranza degli edifici italiani attualmente esistenti non raggiunge neppure la quarta classe….

       

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Isolamento acustico dei fori di ventilazione della cucina

Come ho già scritto in un precedente articolo, il rumore, appena trova un buco ‘ci corre dentro’! Quindi utilizziamo silenziatori ispezionalbili che consentono una effettiva ventilazione naturale.

La legislazione vigente prevede che gli edifici, in base alla loro destinazione d’uso, siano in grado di offrire in opera specifiche prestazioni di isolamento acustico di facciata. Queste prestazioni dipendono dalla combinazioni di più elementi:

  • la parte opaca della facciata,
  • i serramenti,
  • il fattore di forma e le caratteristiche costruttive della facciata,
  • l’isolamento acustico dei transiti d’aria presenti in facciata per consentire la corretta ventilazione degli ambienti in cui sono installati apparecchi a gas.

Alcuni esempi?

  • Il silenziatore per fori di ventilazione composto da elementi isolanti esterni in lana di legno di abete mineralizzata e legata con cemento Portland, rivestiti al loro interno con materiale isolante in fibre di mais. Il silenziatore Biosilenzio viene fornito con due griglie di ventilazione di colore bianco. L’indice di valutazione dell’isolamento acustico per via aerea di piccoli elementi Dn,e,w è pari a 59 dB (UNI EN 20140-10:1993, Certificato n. 597 del 16/07/2009, Dipartimento di Fisica Tecnica dell’Università di Padova).

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  •  Eco Sil-block® garantisce un valore d’isolamento acustico Dn,e,w=52 dB certificato.eco-sil-blockeco-sil-block-posa





vale sempre il motto:

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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

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Il rumore negli edifici

rumore

Il rumore è un gran scansafatiche: fa sempre il percorso più facile! Basta un buco o un “ponte acustico” in una parete ben isolata che il rumore passa tutto di là.

ponti-acustici

L’orecchio umano è sensibile alla pressione, ma non in modo lineare. Infatti una pressione doppia non corrisponde ad una sensazione doppia:

40 dB non sono la metà di 80 dB
invece
86 dB sono il doppio di 80 dB.

6db

Quindi 6 soli dB dimezzano la sensazione di disturbo!

La caratteristica degli ambienti è anche il tempo di riverberazione (più è alto, più l’eco è lunga):  dipende dalla dimensione e dal tipo di intervento di fonoassorbimento eseguito nell’ambiente.

La caratteristica dei materiali è il coefficiente di fonoassorbimento a (energia assorbita / energia incidente): un valore compreso tra 0 e 1 (più è alto e più il materiale è fonoassorbente).

calpestio

Costruendo o risanando è sempre possibile ‘sorvegliare’ gli errori che creano ponti acustici durante la posa dei massetti, dei pavimenti, e dei controsoffitti con intercapedini.  E non sono da sottovalutare le vibrazioni prodotte dagli impianti e dall’acqua che vi circola, tutti rumori che si trasmettono ai muri (negli attraversamenti e negli appoggi).
Bisogna interrompere la continuità delle tubazioni con appositi materiali elastici e supporti.
Bisogna utilizzare tubazioni e scarichi preisolati, cioè costruiti con materiali antivibranti e assemblati con supporti e giunti speciali.

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Detto e fatto tutto questo, NON scordiamoci dell’isolamento acustico dei fori di ventilazione dei locali adibiti a cucina!

       

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