Archivi categoria: isolamento piede della muratura

L’umidità da risalita muraria

Capire l’umidità di risalita in tutti i suoi aspetti per intervenire correttamente e risolvere il problema è obbligatorio.

A scuola non ce l’hanno insegnato, quindi studiamo adesso! Marco Argiolas, tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. La sua conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive è messa a nostra disposizione nel volume L’umidità da risalita muraria.

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Il livello di umidità della muratura

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Impermeabilizzare o progettare un drenaggio ?

La vecchia costruzione che risente di umidità di risalita e ne mostra gli effetti nella parte bassa delle murature viene quasi sempre curata con opere di impermeabilizzazione che spesso non risolvono il problema.

Anche nelle nuove costruzioni c’è la tendenza ad affrontare questo punto critico impermeabilizzando il piede della muratura poi nascosto dal terreno.

Se ogni edificio ha la sua particolarità, se ogni terreno è diverso dall’altro, se la profondità è variabile, se la pendenza del piano esterno può interessare un solo lato della casa (lasciando perfettamente sani gli altri) ci deve essere una logica di intervento comune che funzioni in ogni cantiere.

Impermeabilizzare o progettare un drenaggio

Tanti aspetti diversi concorrono a spiegare perchè le murature soffrono dell’umidità di risalita e non ultimo aspetto  la qualità dell’ intonaco (che se scelti per contrastare il fenomeno a volte lo aggravano quando non permettono alla muratura di traspirare correttamente). E’ perciò difficile giudicare una situazione di ammaloramento o progettare una soluzione definitiva per il problema esistente o la costruzione nuova.

Ma come ragionare di fronte ad una scelta da prendere sulla fondazione o il piede della muratura?

I materiali impermeabilizzanti sono indispensabili per fermare l’acqua o evitare che essa venga assorbita da una struttura, ma impermeabilizzare senza garanzie di perfetta continuità con la speranza di proteggere un edificio non è corretto.

Impermeabilizzare è spesso come mettere un cerotto. Perchè non evitare di ferirsi progettando in modo diverso?

Allontaniamo l’acqua dai punti sensibili! Le falde del tetto hanno lo stesso compito, e la grondaia che scarica nel pluviale è sistemata proprio per allontanare l’acqua dall’edificio. Perchè non farlo anche  in basso proteggendo la base dell’edificio?

Stiamo parlando di drenaggio, drenaggio perimetrale:

Il terreno non è il nemico della casa o del piede della muratura, lo è piuttosto la sua incapacità a smaltire l’acqua delle piogge o ad asciugare perchè sempre in ombra oppure la sua inclinazione verso l’ edificio che inevitabilmente riceve su un lato più acqua del normale.

Valutare la progettazione di un drenaggio (perimetrale, oppure ove se ne prevede la necessità) è spesso una cosa molto più utile che vagliare decine di impermeabilizzanti che in definitiva agiscono tutti allo stesso modo.

Il drenaggio corretto del terreno intorno all’edificio è in grado di sanare moltissime situazioni esistenti ed è la via più intelligente per affrontare una nuova costruzione (anche se si farà comunque uso di materiali impermeabilizzanti). Un drenaggio perimetrale non può essere la soluzione per l’acqua in spinta contro l’interrato o il seminterrato ma è una progettazione da fare in tutte le altre situazioni più normali dove la linea di fondazione dev’essere il punto al di sopra del quale l’umidità del terreno deve stabilizzarsi e normalizzarsi senza mettere in pericolo le opere edili.


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Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi, in presenza di più o meno elevate concentrazioni saline. Anche l’affioramento di sali nocivi non è da sottovalutare con il loro carico di nitrato, cloruro e solfato.

Per esperienza, devo dire che quasi sempre è proprio la finitura esterna ad innescare il danno: non è adatta. E spesso nemmeno l’intonaco. Il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire: evitiamo, ove possibile di intervenire con cicli osmotici.

Sono per il risanamento più che per altri interventi. Ma come organizzarsi?

  1. il drenaggio, per ristabilire un equilibrio nel terreno
  2. poi la nuova finitura delle pareti, risanante.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti.

Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto.

E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite, s’intende.


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Fondazioni e marciapiede con taglio termico

Ancora oggi vedo che quasi la totalità dei progetti non considera con la dovuta importanza la progettazione della fondazione. Sembra quasi che sia un aspetto unicamente interessante per la statica.

fondazioni taglio termico-01

Evitare di risolvere il ponte termico della fondazione equivale a partire con il piede sbagliato e per molti aspetti l’errore resta incorreggibile, un po’ per colpa delle quote da rispettare e un po’ per altri vincoli imprescindibili.

fondazioni taglio termico-01

Progettato con anticipo i dettagli più importanti, si può prevedere il taglio termico del getto in cls. Una soluzione efficacissima utilizza un elemento isolante portante che separa termicamente gli elementi costruttivi a sbalzo:

taglio termico cls

Forse un costo in più, un costo non previsto, ma di certo non l’unica soluzione di cantiere! Chi ha detto che un marciapiede deve essere attaccato alla fondazione o alla struttura?

Desolidarizzare e migliorare!

Inutile tirarla per le lunghe: nei disegni esecutivi si deve già risolvere ogni congiunzione tra parti fredde e parti calde interne.

Il nodo fondazione marciapiede, tipico ponte termico sottovalutato, vale moltissimi metri lineari di forte dispersione termica. Perchè non progettare la soluzione già prima della fase di cantiere?

fondazioni taglio termico-01

Se siete preoccupati del ponte termico del balcone, a maggior ragione ci si deve preoccupare del marciapiede!


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Tanti modi per usare il vetro cellulare, anche nel risanamento.

 Quante volte assistiamo (impotenti) a riunioni dove l’argomento principale è come risanare il piede della casa?

In presenza di umidità o di risalita capillare spesso la via più riconosciuta è scavare un po’, arrivare più in basso possibile, trattare la superficie esterna della parete contro terra con qualche prodotto impermeabilizzante, richiudere e sperare che il lavoro porti beneficio alla casa.

Se mi si chiede un consiglio io parlo sempre di drenaggio perimetrale.

drenaggio-3

Ma già che abbiamo toccato l’argomento drenaggio, perchè non riflettiamo sull’uso del vetro cellulare in granuli?

drenaggio

Se abbiamo problemi al piede della casa e abbiamo deciso di intervenire con uno scavo per poi preparare il drenaggio, nello spazio dello scavo si potrebbe pensare al ri-riempimento anzichè con terra, con vetro cellulare! Nello scavo poseremo una guaina in geotessuto che ci possa garantire la separazione nel tempo tra granulato e terra circostante. Non solo stiamo garantendo un drenaggio al perimetro dell’edificio, ma stiamo anche isolando meglio la parete contro terra. Nel caso di un seminterrato il benficio interno sarà apprezzabile.

drenaggio-2

Sulla superficie della parete possiamo anche pensare di stendere una guaina bugnata anzichè impermeabilizzare.

Raccontateci le vostre esperienze!


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