Archivi categoria: isolamento piede della muratura

L’umidità da risalita muraria

Capire l’umidità di risalita in tutti i suoi aspetti per intervenire correttamente e risolvere il problema è obbligatorio.

A scuola non ce l’hanno insegnato? Studiamo adesso! Marco Argiolas, tecnico esperto in danni e difetti delle costruzioni specializzato nell’umidità in qualsiasi manifestazione svolge attività di ricerca tecnica e scientifica per lo sviluppo di prodotti innovativi contro l’umidità nelle costruzioni. La sua conoscenza approfondita dei materiali e delle tecniche costruttive è messa a nostra disposizione nel volume L’umidità da risalita muraria.

umidità-risalita-muro

Tutti sogniamo di poterci districare nel mondo complesso dell’umidità di risalita e all’interno del libro ci sono le istruzioni per accedere a 40 schede con analisi e fotografie di numerosissimi fenomeni, anche inusuali, legati alla risalita muraria.

Il testo offre anche una panoramica sulle protezioni usate nel passato e sui sistemi  moderni con esempi applicativi e disegni di dettaglio senza tralasciare esempi concreti e utili consigli.

Autore Marco Argiolas  Editore Maggioli Editore  Pagine 182

Pubblicazione Luglio 2016 (I Edizione)  ISBN / EAN 8891617507 / 9788891617507   Collana Ambiente Territorio Edilizia Urbanistica

ecco qui sotto l’indice:

1. L’umidità negli edifici

1.1 Le cause di umidità

1.2 Effetti dell’umidità

1.3 Fenomeni correlati

2. Descrizione del fenomeno di risalita

2.1 La teoria della capillarità

2.1.1 Tensione superficiale

2.1.2 Legge di Jurin-Borelli

2.2 La capillarità nel mezzo poroso

2.3 Fattori che influenzano la capillarità

2.4 Considerazioni sui fenomeni capillari

3. Modalità di manifestazione

3.1 Risalita capillare

3.2 Risalita non capillare

3.3 Risalita primaria

3.4 Risalita secondaria

3.5 Elementi caratteristici

3.6 Fronte di risalita

4. Diagnostica della risalita

4.1 Metodi diagnostici

4.2 Norme di riferimento

4.3 Velocità di risalita

4.4 Muffe

5. Sistemi di protezione usati in passato

5.1 Modalità di correzione preventive

5.2 Metodo Koch

5.3 Barriera fisica

6. Sistemi correttivi moderni

6.1 Barriera chimica

6.2 Sistemi saturanti

6.3 Sistemi elettrici

6.4 Centraline elettroniche

6.5 I sistemi autoalimentati

6.6 Barriera termica

7. Soluzioni integrative e alternative

7.1 Eliminazione dei sali

7.2 Intonaci risananti

7.3 Intonaci isolanti

7.4 Intonaci di sacrificio

7.5 Intonaci impermeabili

7.6 Riscaldamento e ventilazione dei locali

7.7 Tecniche di asciugatura forzata

7.8 Sifoni

7.9 Vespai e vespai aerati

7.10 Trincea drenante

7.11 Scannafosso

7.12 Rivestimenti

7.13 Sistemi preventivi

8. Quando non è risalita

8.1. Gli apporti dai massetti

8.2. Pluviali e tubazioni

8.3. Formazioni condensative

8.4. Umidità proveniente da attraversamenti

8.5. Umidità meteorica diretta e di rimbalzo

8.6. Formazioni saline

8.7. Effetti combinati pioggia-sali

8.8. Umidità da ridiscesa

8.9. Muffa

8.10. La risalita dei pilastri

9. Casi studio

10. Normative di riferimento

10.1. Garanzie sui lavori

10.2. Polizza assicurativa

10.3. Norme sulla sicurezza del lavoro

10.4. Norma sulla misurazione dell’umidità dei muri

10.5. Umidità dell’aria

10.6. Sali solubili

10.7. Intonaci deumidificanti UNI EN 998-1 (R)

Bibliografia

SCHEDE ONLINE disponibili su http://approfondimenti.maggioli.it/

Le schede online sono degli utili contenuti integrativi del volume che hanno la funzione di approfondimento delle tematiche già trattate nel volume. Mostrano al lettore alcune situazioni utili da riconoscere e da analizzare, ripetendo concetti già esposti e spiegati in precedenza, completandone la descrizione.

Scheda 1 – Umidità da apporti laterali

Scheda 2 – Presenza di macchie saline bianche

Scheda 3 – Presenza di macchie saline bianche polverulente

Scheda 4 – Formazione biologiche di colore verde (I)

Scheda 5 – Formazione biologiche di colore verde (II)

Scheda 6 – Infiltrazione da retrostante parete rocciosa

Scheda 7 – Fenomeni su muratura di mattoni pieni e sassi

Scheda 8 – Fenomeni di condensa estiva

Scheda 9 – Fenomeni su muratura in sasso e malta di calce

Scheda 10 – Edifici prossimi a ¬umi, canali e corsi d’acqua (I)

Scheda 11 – Umidità muraria da apporti meteorici

Scheda 12 – Presenza simultanea di muffe e sali

Scheda 13 – Formazioni saline da risalita capillare

Scheda 14 – Fenomeni da apporto d’acqua piovana e igroscopici

Scheda 15 – Formazioni biologiche (licheni)

Scheda 16 – Fenomeni su pilone ferroviario

Scheda 17 – Due modalità di distinte di umidità su medesima parete

Scheda 18 – Muffe xerofile nere e licheni bianchi su parete in pietra

Scheda 19 – Disgregazione intonaco per fenomeni igroscopici

Scheda 20 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (II)

Scheda 21 – Umidità da perdita di impianti

Scheda 22 – Depositi salini per risalita capillare e non

Scheda 23 – Esfoliazione superficiale di lastre in pietra

Scheda 24 – Manifestazioni igroscopiche

Scheda 25 – Manifestazioni su intonaci a base cemento

Scheda 26 – Sifoni atmosferici

Scheda 27 – Fenomeni capillari

Scheda 28 – Quando non è risalita

Scheda 29 – Risalita che si manifesta da una certa altezza in su

Scheda 30 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (III)

Scheda 31 – Risalita secondaria non capillare in un tramezzo

Scheda 32 – Edifici prossimi a fiumi, canali e corsi d’acqua (IV)

Scheda 33 – Muratura mista fortemente degradata

Scheda 34 – Degrado intonaco da disgregazione superficiale dei sali

Scheda 35 – Degrado dovuto a ritenzione di acqua meteorica

Scheda 36 – Umidità e spessore delle pareti

Scheda 37 – Formazioni saline causate da pioggia

Scheda 38 – Formazione depositi calcarei

Scheda 39 – Fenomeno di risalita secondaria

Scheda 40 – Umidità muraria e impianti



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Il livello di umidità della muratura

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Impermeabilizzare o progettare un drenaggio ?

La vecchia costruzione che risente di umidità di risalita e ne mostra gli effetti nella parte bassa delle murature viene quasi sempre curata con opere di impermeabilizzazione che spesso non risolvono il problema.

Anche nelle nuove costruzioni c’è la tendenza ad affrontare questo punto critico impermeabilizzando il piede della muratura poi nascosto dal terreno.

Se ogni edificio ha la sua particolarità, se ogni terreno è diverso dall’altro, se la profondità è variabile, se la pendenza del piano esterno può interessare un solo lato della casa (lasciando perfettamente sani gli altri) ci deve essere una logica di intervento comune che funzioni in ogni cantiere.

Impermeabilizzare o progettare un drenaggio

Tanti aspetti diversi concorrono a spiegare perchè le murature soffrono dell’umidità di risalita e non ultimo aspetto  la qualità dell’ intonaco (che se scelti per contrastare il fenomeno a volte lo aggravano quando non permettono alla muratura di traspirare correttamente). E’ perciò difficile giudicare una situazione di ammaloramento o progettare una soluzione definitiva per il problema esistente o la costruzione nuova.

Ma come ragionare di fronte ad una scelta da prendere sulla fondazione o il piede della muratura?

I materiali impermeabilizzanti sono indispensabili per fermare l’acqua o evitare che essa venga assorbita da una struttura, ma impermeabilizzare senza garanzie di perfetta continuità con la speranza di proteggere un edificio non è corretto.

Impermeabilizzare è spesso come mettere un cerotto. Perchè non evitare di ferirsi progettando in modo diverso?

Allontaniamo l’acqua dai punti sensibili! Le falde del tetto hanno lo stesso compito, e la grondaia che scarica nel pluviale è sistemata proprio per allontanare l’acqua dall’edificio. Perchè non farlo anche  in basso proteggendo la base dell’edificio?

Stiamo parlando di drenaggio, drenaggio perimetrale:

Il terreno non è il nemico della casa o del piede della muratura, lo è piuttosto la sua incapacità a smaltire l’acqua delle piogge o ad asciugare perchè sempre in ombra oppure la sua inclinazione verso l’ edificio che inevitabilmente riceve su un lato più acqua del normale.

Valutare la progettazione di un drenaggio (perimetrale, oppure ove se ne prevede la necessità) è spesso una cosa molto più utile che vagliare decine di impermeabilizzanti che in definitiva agiscono tutti allo stesso modo.

Il drenaggio corretto del terreno intorno all’edificio è in grado di sanare moltissime situazioni esistenti ed è la via più intelligente per affrontare una nuova costruzione (anche se si farà comunque uso di materiali impermeabilizzanti). Un drenaggio perimetrale non può essere la soluzione per l’acqua in spinta contro l’interrato o il seminterrato ma è una progettazione da fare in tutte le altre situazioni più normali dove la linea di fondazione dev’essere il punto al di sopra del quale l’umidità del terreno deve stabilizzarsi e normalizzarsi senza mettere in pericolo le opere edili.


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Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi, anche in presenza di elevate concentrazioni saline. Anche l’affioramento di sali nocivi non è da sottovalutare con il loro carico di nitrato, cloruro e solfato.

Per esperienza devo dire che quasi sempre la finitura esterna non è adatta e nemmeno l’intonaco, il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire: evitiamo, ove possibile di intervenire con cicli osmotici.

Sono per il risanamento più che per altri interventi – il mio modesto parere.

Prima il drenaggio, per ristabilire un equilibrio nel terreno, poi la nuova finitura delle pareti, risanante.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti. Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto.

E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite.


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Fondazioni e marciapiede con taglio termico

Ancora oggi vedo che quasi la totalità dei progetti non considera con la dovuta importanza la progettazione della fondazione. Sembra quasi che sia un aspetto unicamente interessante per la statica.

fondazioni taglio termico-01

Evitare di risolvere il ponte termico della fondazione equivale a partire con il piede sbagliato e per molti aspetti l’errore resta incorreggibile, un po’ per colpa delle quote da rispettare e un po’ per altri vincoli imprescindibili.

fondazioni taglio termico-01

Progettato con anticipo i dettagli più importanti, si può prevedere il taglio termico del getto in cls. Una soluzione efficacissima utilizza un elemento isolante portante che separa termicamente gli elementi costruttivi a sbalzo:

taglio termico cls

Forse un costo in più, un costo non previsto, ma di certo non l’unica soluzione di cantiere! Chi ha detto che un marciapiede deve essere attaccato alla fondazione o alla struttura?

Desolidarizzare e migliorare!

Inutile tirarla per le lunghe: nei disegni esecutivi si deve già risolvere ogni congiunzione tra parti fredde e parti calde interne.

Il nodo fondazione marciapiede, tipico ponte termico sottovalutato, vale moltissimi metri lineari di forte dispersione termica. Perchè non progettare la soluzione già prima della fase di cantiere?

fondazioni taglio termico-01

Se siete preoccupati del ponte termico del balcone, a maggior ragione ci si deve preoccupare del marciapiede!


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Tanti modi per usare il vetro cellulare, anche nel risanamento.

 Quante volte assistiamo (impotenti) a riunioni dove l’argomento principale è come risanare il piede della casa?

In presenza di umidità o di risalita capillare spesso la via più riconosciuta è scavare un po’, arrivare più in basso possibile, trattare la superficie esterna della parete contro terra con qualche prodotto impermeabilizzante, richiudere e sperare che il lavoro porti beneficio alla casa.

Se mi si chiede un consiglio io parlo sempre di drenaggio perimetrale.

drenaggio-3

Ma già che abbiamo toccato l’argomento drenaggio, perchè non riflettiamo sull’uso del vetro cellulare in granuli?

drenaggio

Se abbiamo problemi al piede della casa e abbiamo deciso di intervenire con uno scavo per poi preparare il drenaggio, nello spazio dello scavo si potrebbe pensare al ri-riempimento anzichè con terra, con vetro cellulare! Nello scavo poseremo una guaina in geotessuto che ci possa garantire la separazione nel tempo tra granulato e terra circostante. Non solo stiamo garantendo un drenaggio al perimetro dell’edificio, ma stiamo anche isolando meglio la parete contro terra. Nel caso di un seminterrato il benficio interno sarà apprezzabile.

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Sulla superficie della parete possiamo anche pensare di stendere una guaina bugnata anzichè impermeabilizzare.

Raccontateci le vostre esperienze!


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