Category Archives: muffa

Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

Combattere muffa casa-02

le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

Combattere muffa casa-03

arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

Combattere muffa casa-01

l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

Combattere muffa casa-04

un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

Combattere muffa casa-05

non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


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Rapporto dell’Oms sulla qualità dell’aria negli ambienti chiusi

L’ Oms (Organizzazione mondiale sanità – World Health Organization) scrive sulle linee guida per la qualità dell’aria indoor.

L’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è determinato soprattutto da microrganismi filamentosi (muffe), che proliferano quando il livello di umidità è elevato.

OMS qualità aria negli ambienti chiusi

Effetti sul sistema respiratorio:

  • allergie e asma

Effetti sul sistema immunitario:

  • disturbi

Ricordiamoci che gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor (pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi) amano umidità e ventilazione inadeguata.  L’alta umidità dell’aria favorisce la proliferazione di acari e funghi aumentando la quantità di allergeni, tossine e altre sostanze irritanti emesse nell’ambiente. Solo la ventilazione riduce la concentrazione degli inquinanti e l’umidità all’interno degli edifici.

I sistemi di ventilazione e l’aria condizionata possono anche essere dannosi se non sottoposti a una corretta manutenzione.

Circa il 13% delle asme croniche nei bambini è determinato da un eccesso di umidità negli edifici. 

I proprietari degli spazi sono responsabili di garantire ambienti di vita o di lavoro salutari attraverso un adeguato mantenimento degli edifici; gli occupanti sono responsabili della gestione dell’uso dell’acqua, del riscaldamento e della ventilazione.

Potete leggere questi documenti interessanti:

e questo in lingua italiana:

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La Co2 non si vede ma si sente, installiamo una vmc !

Siamo preoccupati per la formazione delle muffe e tentiamo di risolvere il problema della condensa superficiale nelle zone più fredde con un’ ottima coibentazione. E’ un consiglio che do sempre anch’io! Le muffe trovano nelle superfici con leggera condensa il nutrimento ideale.

Una casa con un isolamento ben progettato ha risolto certamente tutti i ponti termici e i rischi di condensa interna sono veramente bassi.

Possiamo allora abbassare le armi? La ventilazione, se manuale, deve essere comunque fatta correttamente. Questa volta non per tenere a bada le muffe, ma per la nostra stessa salute: l’aria interna non ricambiata contiene livelli di Co2 troppo elevati e tutti i veleni contenuti o prodotti negli ambienti si concentrano ulteriormente.

monitorare aria co2

La vmc non serve solo come impianto antimuffa, serve a respirare aria fresca sempre! Il nostro primo nutrimento – non dimentichiamolo. L’aria non è un lusso.

Vi siete dotati di un termoigrometro per controllare il livello di umidità interna? Non ne potete più fare a meno? E dotarsi di un monitor che analizza anche la qualità dell’aria? Lo consiglio a tutti. E’ il modo più veloce per migliorare le proprie abitudini e conoscere in ogni momento la concentrazione di CO2 in casa:

monitorare aria co2

Questo aggeggio, non troppo costoso, in due secondi misura il contenuto di anidride carbonica, temperatura e umidità presente nell’aria con il suo sensore CO2: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi). Ecco cosa fa il rilevatore della qualità dell’aria (CO2) BZ25:

  • misura da 0 a 9.999 ppm CO2 con la precisione di 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione): valore massimo e minimo + la funzione di allarme per CO2!
  • misura la temperatura con precisione 0,1 °C (±0,5 °C)
  • misura l’umidità relativa dell’aria con precisione 0,1% umidità rel. (max ±3% umidità relativa)
  • tutto con un intervallo di misurazione di 2 secondi
  • data e ora
  • tutto con display retroilluminato (infatti si attacca alla spina).

Un’alternativa economica è il Autopilot APCEM Monitor CO2 qui sotto:

monitorare aria co2

Raccontatemi le vostre esperienze!

Sospettate che ci sia anche formaldeide in casa? Potete fare un test formaldeide da soli:

vale sempre il motto:

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Capire la muffa

Prima di combattere le muffe è bene conoscerle.

Capire la muffa

E’ un argomento che interessa gran parte dei lettori del blog, che convivono con questo pericoloso ospite. Saranno le finestre nuove, sarà lo stile di vita di oggi, saranno i difetti di costruzione – fatto sta che molte famiglie convivono con questi microrganismi senza trovare soluzioni. Certo non tutti possono permettersi di portare la loro casa in Classe A risolvendo tutti i ponti termici ed evitando le condense superficiali interne – e non tutti possono installare un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Ma è la casa che per prima deve risolvere il problema della muffa oppure è l’uomo che deve migliorare il suo comportamento in casa? Prima l’uovo o la gallina?

Come per i computer non è tanto un virus il pericolo, siamo noi che facciamo operazioni incaute! Noi siamo il vero pericolo per il computer e non i virus che ti cancellano l’hard disk, trojan o malware che ti rubano dati sensibili dal computer: non hanno propria autonomia, non riescono a fare azioni o replicarsi senza il nostro intervento. Ciò vale anche per il phishing, solo il buon senso aiuta ad evitare di seguire link di email dove vengono richiesti dati bancari…

Capire la muffa

Vi chiederete, cosa centrano i virus con le muffe?

Beh, i virus non li vogliamo nel nostro PC e le muffe non le vogliamo in casa! Allora serve un antivirus? no, se stiamo un po’ attenti. Se abbiamo un trojan nel computer siamo stati noi a farlo entrare con atteggiamenti poco cautelativi! Idem per le muffe!

Le spore di muffa ci sono sempre, pensate che in 1 metro cubo d’aria ci sono da 10 a oltre 100 spore! La miglior difesa è la conoscenza!

Conoscere la muffa:

Ho appena scritto che le spore fungine sono sempre presenti nell’aria, ma quando è che diventano un problema igienico sanitario in casa? quando l’ambiente in cui volano offre le condizioni ottimali per trasformarsi in muffe.

In natura la muffa decompone e ricicla le materie organiche, svolge un ruolo importante nel nostro ecosistema. Allo stato embrionale è unicellulare (ife), poi per divisione cellulare diviene visibile ad occhio nudo (micelio). Riproducendosi produce le spore che vengono portate in giro dalle correnti d’aria.

Allora, come i virus dei computer, le spore ci sono sempre – sta a noi non dargli da mangiare e da dormire! Noi siamo la causa prima delle muffe!

Capire la muffa

Condizioni ottimali per le spore che si trasformano in muffe:

  • la temperatura ottimale sta tra i 15 e i 30° C, ma anche temperature più basse e più alte sono gradite
  • l’umidità relativa dell’ambiente deve superare il 60%
  • l’umidità deve rimanere alta per soli alcuni giorni perchè si formi la muffa (periodo di incubazione)
  • superfici con ph neutro o acido sono le zone preferite
  • l’aria che contiene materiale organico (proteine, polvere) è ulteriore nutrimento

Le muffe producono sostanze tossiche liberando micro-tossine: sulla nostra salute hanno sia effetti immediati che effetti cronici, patologie che perdurano anche a lungo nel tempo dopo la bonifica degli ambienti.

Fermiamo la formazione di muffa!

Capire la muffa

Cosa possiamo fare?

  • cambiare abitudini per ottenere un livello di umidità ambientale basso
  • tenere qualche termoigrometro in casa (meglio più di uno) per rendersi ben conto della percentuale di umidità e anche della temperatura (più elevata sarà e meno condense superficiali ci possono essere!)
  • non asciugare il bucato in casa
  • non asciugare gli asciugamani nei bagni
  • non avere troppi vasi con terra umida in casa
  • non avere acquari
  • non cucinare senza arieggiare
  • non uscire senza arieggiare
  • non rimanere in un ambiente più di un’ora senza arieggiare
  • non uscire al mattino senza arieggiare tutti gli ambienti
  • non evitare di arieggiare la camera dei bimbi perchè sono profumati
  • non fare ventilazione naturale in modo inadeguato o insufficiente

Notate che non ho parlato di isolamento interno, di materiali con ph elevato, di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, di scarsa qualità costruttiva della casa e presenza di ponti termici a rischio condensa.

Ho parlato solo di cosa possiamo fare noi, in prima persona, con il nostro comportamento quotidiano ora che conosciamo meglio cosa sono le muffe.

Muffe: se le conosci, le eviti.

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Anche se non si vede, la VMC abbassa il livello di Co2

Ogni committente che si prepara per una ristrutturazione o qualche opera interna vede nella ventilazione meccanica controllata, anche solo puntuale – o decentralizzata come si dice, l’apparecchio ideale per riuscire a diminuire il livello di umidità interna nel periodo invernale.

Tutti i committenti di nuove costruzioni vedono nell’impianto di vmc l’apparecchio ideale per fare l’ultimo salto verso l’alto nella classe energetica dell’edificio.

Tutto esatto e corretto. Sono rari invece i committenti che si rivolgono a questa tecnologia di rinnovo dell’aria con recupero di calore perché preoccupati del livello di Co2 negli ambienti – la VMC.

VMC abbassa il livello di Co2

L’alto tasso di concentrazione di Co2, specialmente nelle camere da letto padronali dove due adulti consumano molto ossigeno per molte ore consecutive, non si vede. Il livello di Co2 si può monitorare naturalmente, ma non si vede, è invisibile.

Il problema di troppa Co2 non è solo un problema della camera da letto, il pianeta sta soffrendo di livelli mai conosciuti:

la VMC abbassa il livello di Co2

Leggi di più sul tema qui: Atmospheric carbon dioxide is at its highest level in human history and is changing our climate before our eyes. NASA’s new Orbiting Carbon Observatory-2 space satellite will probe the carbon cycle like never before, telling us where the carbon is going and giving us clues as to where we will end up.

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Umidità per risalita capillare

L’umidità di risalita capillare è un problema di tante strutture, antiche e non, dove la base dei muri non è separata dal terreno umido. La presenza di acqua nel muro si fa vedere nel tempo con danni all’intonaco, più o meno gravi. Per esperienza devo ammettere che quasi sempre la finitura esterna non è adatta e nemmeno l’intonaco, il muro deve essere messo in grado di lasciare uscire una certa quantità di umidità evitando di intrappolare sotto la finitura il vapore che vorrebbe uscire.

Sono per il risanamento più che per altri interventi – il mio modesto parere. Prima il drenaggio per ristabilire un equilibrio nel terreno, poi la nuova finitura delle pareti.

In commercio esistono tanti metodi “non edili” per risolvere il problema della risalita capillare. Elettrosmosi?

elettrosmosi risalita capillare

Domando, a chi ha già installato apparecchiature che creano un campo magnetico tale da far ridiscendere le particelle di umidità liberando i capillari dall’acqua e quindi asciugando definitivamente le murature, se sono soddisfatti e se l’edificio non mostra più difetti. Leggendo qualche preventivo ho notato che il costo si aggira sui 50€ per metroquadro di superficie dell’edificio, non capisco bene perchè non sia calcolato a metro lineare, ma non discuto.

elettrosmosi risalita capillare

Raccontate ai lettori le vostre esperienze “pollice su o pollice giù” con un commento, non dovete registravi, dovete solo scrivere.

 Ricordo ai lettori che una certa umidità nei muri rientra nella normalità, potete misurare voi stessi, con uno strumento da due soldi, il livello contenuto. E’ sempre la qualità della finitura (della tonaca del muro) a stabilire quanta umidità è sopportabile e smaltibile, fino ad un certo limite.


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L’isolamento interno in cartongesso e lana di roccia di Valter

Valter racconta che in una ristrutturazione di circa 6 anni fa, hanno isolato l’abitazione dall’interno (gran parte dei muri perimetrali sono di mattone faccia vista) con intercapedine in cartongesso e, probabilmente, lana di roccia.

muffa dietro al cartongesso-01

Alla parete Nord (cieca) all’esterno sono fuoriuscite delle macchie giallastre, sul lato interno di questa parete hanno degli armadi, c’è un po’ di muffa negli angoli dell’intercapedine e i muri divisori ed è chiaro che nonostante l’isolamento interno la zona dietro i mobili rimane comunque molto fredda. Il dubbio è che il materiale isolante dietro l’intercapedine sia deteriorato.

muffa dietro al cartongesso-02

Ora, la prima soluzione che è venuta in mente è quella di realizzare un isolamento a cappotto in tutta quella parete.

Per motivi di confini non possiamo superare i 4 cm. così abbiamo pensato alla STIFERITE per una maggiore coibentazione.

 Dopo la realizzazione dell’isolamento a cappotto, che cosa succede all’interno dell’intercapedine? La soluzione del cappotto esterno è valida? L’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla?

Tutti sanno come la penso io – intanto non mi piace la scelta originale dei materiali per l’isolamento dall’interno:

Il progetto originale non ha tenuto in debita considerazione la migrazione del vapore: in tutto il periodo di riscaldamento l’umidità interna della stanza è lentamente passata attraverso al cartongesso oppure nei punti di passaggio come crepe o fori per tubazioni elettriche andando a sbattere (leggi condensare) sulla parete fredda retrostante. La lana di roccia lascia passare bene il vapore, ma in modo non controllato: non è un materiale igroscopico e capillare dove l’umidità si può ben distribuire prima di passare dal caldo al freddo, nè riceve sul lato freddo un fondo con le stesse caratteristiche di igroscopicità e capillarità adatte a ricevere alcuni grammi d’acqua.

Dietro al cartongesso, dunque non sappiamo esattamente cosa stia succedendo – certamente lì dietro tira una brutta aria.

muffa dietro al cartongesso-03

Passiamo all’idea della coibentazione esterna, la soluzione sempre più favorevole e raccomandabile:

Personalmente non andrei a posare un sistema che prevede l’uso dei pannelli in Stiferite class SK, pur godendo del Benestare Tecnico Europeo a garanzia del buon sistema certificato: ammetto che le caratteristiche di questo materiale sono ottime per il contenimento delle dispersioni termiche invernali, ma sono scarse in fatto di protezione estiva.

stiferite cappotto

Ci sono materiali naturali con doti e prestazioni ottime.

Detto ciò, l’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla? Io la spazzatura la metterei in qualche bidone, non in camera da letto.

Eliminati questi materiali,

  • mi dedicherei a ristabilire la salubrità delle superfici  che sono state a rischio muffa rimuovendo le spore della muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni,

rimuovendo le spore di muffa

  • preparerei una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali .

Se non si eseguirà l’isolamento esterno è da progettare una stratigrafia idonea per coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti che regolano l’umidità indoor senza rilasciare sostanze volatili VOC: questo è l’unico modo per ottenere temperature superficiali interne più alte ed evitare nuove formazioni di muffa.

Ricordiamo sempre che la prima causa delle muffe siamo noi: i livelli troppo elevati di umidità interna in periodo invernale sono presto causa di condense superficiali e ambiente ideale per la proliferazione delle spore. Evitiamo di risolvere il problema continuamente con il primo spray antimuffa che troviamo e facciamo piuttosto attenzione al livello di umidità interna costantemente con un economicissimo termoigrometro come questo:

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Attenzione alla condensa superficiale, il rischio muffa

Parlando di condensa superficiale interna, cosa succede se coibentiamo le pareti e il tetto SENZA SOSTITUIRE le finestre? Aumenta o diminuisce il rischio muffa?

condensa telaio

Il fatto di consumare più o meno tanto all’indomani dell’intervento, naturalmente dipende anche dagli apporti solari e dalle nostre abitudini.

L’umidità interna viene smaltita per un massimo di un 6 % attraverso le strutture dell’edificio, il resto deve essere eliminato aprendo le finestre oppure con un impianto VMC (la ventilazione è sempre necessaria).

Se la casa, dopo l’intervento, raggiunge una buona tenuta all’aria ovviamente non gode più degli spifferi (il ricambio dell’aria naturale) e bisognerà aprire con regolarità le finestre (sempre che non vi sia un impianto VMC centralizzato). Se questa operazione non viene fatta l’umidità in casa comincerà ad alzarsi e andrà a saturare le strutture o condensare sulle superfici più fredde: per esempio sui telai dei vecchi serramenti non sostituiti o sulle zone ponti termici non correttamente attenuati.

L’umidità negli ambienti chiusi si uniforma e ovviamente va là dove ve n’è di meno, per esempio nelle stanze mantenute più fredde o magari non riscaldate.

Se si riesce a mantenere un’ umidità ridotta non succede nulla nemmeno sulle pareti rimaste fredde perchè non coibentate.

Vediamo quando condensa una qualsiasi superficie e in quali condizioni :

  • Temperatura ambiente 20°C con il 65% di Umidità Relativa CONDENSA qualsiasi superficie ad una temperatura inferiore a 12.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 50% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 9.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 40% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 6.8 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 30% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 2.5 °C

Il rischio condensa poi dipende anche dallo strato liminare …vedasi i mobili aderenti alle pareti.

Morale della favola:

monitoriamo sempre temperatura e umidità interne negli ambienti più a rischio condensa in modo da conoscere bene e costantemente la situazione climatica interna per poterla correggere con una corretta ventilazione prima del verificarsi delle macchie di muffa. Per conoscere questi valori è sufficiente tenere in casa qualche termoigrometro come questo:




E se volete passeggiare per casa con un termometro al laser per individuare le temperature superficiali più a rischio condensa (e quindi muffa) potete usare questo:

o il più economico:



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La nuova casa di Ruggero

Ho fatto installare serramenti tutti con triplo vetro. Il costruttore dichiara trasmittanza totale Uw=1W/mqK. Ora, al mattino ho condensa all’esterno. Non capisco questa cosa: il lato interno è ovviamente asciutto perché se avesse condensa significherebbe che è freddo e che quindi il vetro non isola. Ma che senso ha la condensa all’esterno? Preciso che ora la casa non è riscaldata.

condensa esterna triplo vetro

Dunque,

questo scherzetto è tipico dei tripli vetri e al mattino: la doppia camera disperde molto molto poco e la lastra esterna è veramente fredda… ecco che durante la notte, nelle ore più fredde, l’aria esterna condensa sulla superficie esterna, appannando il nostro risveglio, una sorta di protezione ai nostri occhi dal mondo esterno fino a chè non avremo fatto colazione :-)

condensa esterna triplo vetro

Il doppio vetro invece, disperde un po’ di più, la lastra più esterna è scaldata dalla dispersione e non presenta quasi mai questo inconveniente.

Altra domanda. Abbiamo messo 14 cm di cappotto (eps, la lana di roccia costava troppo :-( ). Però mia sorella che vive già in casa ha due o tre punti con muffa e non me lo spiego. La casa è riscaldata ed il cappotto esterno dovrebbe farsi carico del salto termico maggiore mantenendo una temperatura della superficie del muro interno elevata. La temperatura dei termostati è sui 19° C, le pareti nelle zone senza muffa sono sui 17° C mentre dove ci sono le macchie siamo a 13° C misurati con termometro laser. Questa cosa è dovuta al fatto che le malte sono fresce e si stanno ancora asciugando? Ma cmq ha poco senso: se il muro è a 13 gradi non è abbastanza caldo?

Dunque,

la costruzione nuova di per sè chiede del tempo per asciugare (un tempo si consigliava di tinteggiare dopo due anni dalla costruzione), ma torniamo a parlare di temperature superficiali interne. Mantenere una temperatura interna di 19° C è già di 1 grado K inferiore ai canonici 20° C e di conseguenza anche le superfici dei muri sono meno calde dello stesso edificio mantenuto a 20° C.

E’ da tenere presente che il rischio muffa c’è sotto i 12,6° C quindi le temperature superficiali devono per forza essere mantenute più elevate per scongiurare il proliferare delle muffe.

Ma sempre e comunque è il tasso di umidità interna che porta ai problemi: le spore girano ovunque, se poi trovano zone dove la condensa si ripete spesso, allora mettono le tende.

Meglio governare la casa e l’arieggiare delle stanze tenendo più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione interna:

Se sono stati rilevati quei 13° C sulla superficie interna di qualche punto può solo significare che quella zona è costruita in materiale diverso, cemento armato probabilmente e il ponte termico si manifesta in questo modo: disperdendo di più e facendo scendere la temperatura di quella zona.

Nel caso che sia proprio un ponte termico si potrebbe rivestire quella zona con un paio di centimetri di calcio silicato. Un piccolo isolamento dall’interno che risolve il problema per sempre. Ecco fatto e risolto.

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La condensazione superficiale, la muffa e il fattore di temperatura

La condensazione superficiale e la crescita di muffe avviene per colpa delle condizioni climatiche interne ed esterne, ma la vera responsabile è la qualità termica dell’ involucro edilizio. Parlo del fattore di temperatura sulla superficie interna fRSi, è lui che decide il rischio di formazione di condensa e muffe.

condensazione superficiale e muffa Adesso vengo al nocciolo di questo articolo. Sembra che il clima e i difetti di costruzione decidano tutto sulle muffe. Sono fattori importantissimi, è vero, ma il comportamento di chi abita la casa è decisivo e affatto secondario.

Noto spesso che il problema viene sottovalutato al suo comparire, qualche macchia qui e là viene tranquillamente accettata senza porre alcun rimedio. Ma è proprio da quelle prime macchie che inizia la nostra convivenza con le spore nell’aria dell’ambiente: l’ambiente diventa pericoloso per la salute!

condensazione superficiale e muffa

Solitamente la comparsa delle muffe è in corrispondenza dei ponti termici, non sottovalutiamo tali punti - affrontiamoli!

Ricordate il mio precedente articolo Progettare la temperatura superficiale interna? Spiegavo come calcolare la Temperatura superficiale interna:

temperatura interna 20°C – (trasmittanza * Rsi (che vale 0,13 mqK/W per flusso termico orizzontale)) * (temperatura interna 20°C – temperatura esterna)

deve sempre essere > 12,6° C

Se abbiamo 20° in casa e un’umidità relativa del 50% tutto sembrerebbe in ordine, come mai dietro l’armadio mi trovo tutta quella muffa?

muffa dietro l'armadio

Probabilmente perchè quella parete è una parete molto fredda, forse esposta a nord, forse controterra, forse costruita con un materiale assai sfavorevole, probabilmente in calcestruzzo! Con 20° in casa e un’umidità relativa del 50% la temperatura superficiale interna di quella parete nascosta dall’armadio e lontana da corpi scaldanti come termosifoni o altro, magari segna solamente 12,6°.

Sapete con 12,6° a che valore cresce l’umidità relativa? Intorno all’ 80% ! Ottima notizia per le muffe!

Il fattore di temperatura di progetto in corrispondenza della superficie interna, minimo accettabile, deve essere > 0,7

è il valore minimo per evitare la formazione di muffe. Anche la normativa UNI EN 13788 ci dice che è necessario il calcolo dell’umidità relativa dell’aria interna e quindi il calcolo del valore accettabile dell’umidità volumica di saturazione (o della pressione del vapore di saturazione sulla superficie) sulla base dell’umidità relativa superficiale che viene richiesta.

Dalla temperatura superficiale minima accettabile e dalle temperature interne ed esterne si ricava il fattore f RSi,min

Termografia + verifica progettuale della formazione di condensa = verifica del corretto isolamento (a prescindere da quanto riportato nella L.10/91 sulle dispersioni termiche e della classe energetica dell’edificio, che da sola non assicura l’assenza di condensa).

Con una spesa di pochi euro potete dotarvi di un termometro a raggi infrarossi e fare misure precise senza contatto con il puntatore laser integrato e risoluzione display 0.1 °C. L’apparecchio è in grado di effettuare la misurazione su di una superficie di 2,5cm ad una distanza di 20,3cm Display LCD retroilluminato. Il campo di misura del Mini Termometro a Infrarossi è di 8:1, questo significa che se il termometro si trova ad una distanza di 20,3 cm dalla superficie da misurare, questa deve avere una superficie di almeno 2,5 cm.

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Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


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La VMC antimuffa

forse mi sono espresso male in altri articoli riguardanti la VMC: la ventilazione meccanica controllata non è uno strumento per combattere la muffa, piuttosto è uno strumento che alza la qualità dell’aria interna, recupera il calore che altrimenti andrebbe perso arieggiando un locale e (conseguenza invernale) abbassa l’umidità relativa interna dell’ambiente.
L’aria fredda esterna che passa per lo scambiatore di calore viene riscaldata e immessa nell’ambiente: l’aria fredda esterna, se riscaldata, ha un’umidità relativa molto più bassa (aria molto secca).

Prendere l’aria di fuori sostituendola all’aria di dentro equivale a seccare l’aria: non abbiamo deumidificato l’aria vecchia! abbiamo preso l’aria esterna, l’abbiamo riscaldata quanto il recuperatore di calore ci ha permesso (in base alle sue prestazioni) e l’abbiamo immessa nell’ambiente.

Se installiamo una VMC con un recuperatore di calore scarso (leggi max50%), se fuori è 0° C, l’aria entra (forse) con temperatura +10° C e, in continuo, in un piccolo locale, potrebbe anche raffreddare troppo l’ambiente dove è installata. Il locale che subisce questo ricambio eccessivo non mantiene una temperatura di comfort e anche le temperature superficiali scendono.
Quindi, anche la regolazione della portata d’aria della VMC può peggiorare la prestazione del recuperatore di calore: più l’aria passa velocemente… meno scambia!

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La stagione del rischio di muffa

<< Tutta colpa degli spifferi che abbiamo eliminato! Tutta colpa delle finestre nuove! Tutta colpa del riscaldamento a pavimento! Tutta colpa di qualcuno, e mai dei nostri comportamenti. >>

igrometro

Muffa e condensa superficiale sono due fenomeni che dipendono dalla temperatura superficiale interna.

La muffa si sviluppa in tempi lunghi, la condensa è un fenomeno anche solo occasionale: la temperatura della parete scende fino al punto di rugiada e il vapore contenuto nell’aria condensa.

muffa ponte termico-03

E’ quando la parete rimane al di sotto di un certo valore limite per un po’ di tempo che inizia la formazione di muffe.

Per esempio la camera da letto dei genitori che viene appositamente tenuta più fresca (più fresca nel senso di temperatura più bassa, non che abbia aria fresca – è una confusione diffusa quella del fresco e dell’aria fresca – molti si vantano di dormire in una stanza fresca, peccato che l’aria sia vecchia ed esausta, ma fresca! a detta loro…).

muffa ponte termico-02

Il rischio di muffa e condensa è quindi legato alla temperatura superficiale interna e al tempo.

muffa ponte termico-01

Temperatura superficiale interna:

avete mai provato a calcolare la temperatura superficiale interna invece che a misurarla? Vi insegno io:

Temp superficiale interna = temp.int. 20°C – (trasmittanza*Rsi (che vale 0,13 per flusso termico orizzontale)) * (temp.int. 20°C – temp.esterna)

Prendiamo una casa con pareti di 30cm di spessore in laterizio pieno: U= 1,80 W/mqK circa, anche peggio.

  • 20°C – (1,80 * 0,13) * (temp.int. 20°C – temp.esterna 0°C)
  • 20°C – (0,234) * (20°C )
  • 20°C – (4,68)
  • = 15,32 °C
Se l’aria interna ha 20 °C di temperatura e un’umidità relativa del 50% tutto sembra in ordine, anzi tutto benissimo, ma quando l’aria è a contatto con la superficie della parete troppo fredda (15,32 °C), lì aumenta parecchio l’umidità relativa, non siamo più al 50% ma già verso il 70%.
Ricordate il diagramma di Mollier?
DIAGRAMMA MOLLIER
In questa tabella è più facile leggere i risultati già pronti:

il valore di formazione della condensa

L’umidità dell’aria interna, a contatto con la parete, con valori superiori all’80% per alcuni giorni, porta sicuramente alla formazione di muffe.

Si può avere formazione di muffa senza arrivare necessariamente a situazioni di condensa, anche se la temperatura superficiale interna non scende mai fino al punto di rugiada: è la durata della situazione che è pericolosa.

Ovviamente tutto nasce dalla temperatura esterna, dall’isolamento e dall’ inerzia termica delle pareti e dei solai, ma è la situazione di temperatura ed umidità interna che provoca il problema.

Se progetto una stratigrafia devo verificare l’andamento nel tempo di temperatura e umidità sulla superficie interna al variare delle temperature esterne, ovviamente nei mesi più freddi.

La geometria e la conducibilità dei materiali hanno il peso più importante. Ma il rischio muffa riguarda solitamente le strutture pesanti (più lente), mentre la condensa riguarda le strutture leggere.

il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Si potrebbe intendere di dover riferirsi alla ISO 13788 che prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. (Temperatura aria esterna, media delle minime annuali, umidità esterna 95%)

La ISO 13788 prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti con umidità relativa 80% in prossimità della superficie.

Il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 vuole che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vadano effettuate con umidità relativa interna 65%.

Consiglio di tenere più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione (ne ho diversi modelli e vi consiglio questi per il prezzo basso e la qualità elevata:

<<non facciamoci trovare in casa disarmati, iniziamo a verificare quanto elevata sia anche la concentrazione di Co2 nei nostri ambienti – il livello di Co2 è invisibile naturalmente, e quando è molto elevato solo il nostro naso può accorgersene>>:

ammetto che il prezzo sia elevato, ma un buon Sensore di CO?: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi) costa un po’. Sarete ripagati da quello che scoprirete monitorando casa vostra! Anche la salute ha il suo prezzo.

  • - Intervallo di misurazione: da 0 a 9.999 ppm CO?
  • - Risoluzione (precisione): 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione)
  • - Intervallo di misurazione – Temperatura: da -5 °C a +50 °C
  • - Risoluzione (precisione) – Temperatura: 0,1 °C (±1 °C)
  • - Intervallo di misurazione – Umidità relativa: da 0,1% a 99,9% UR
  • - Risoluzione (precisione) – Umidita relativa: 0,1 % UR. (max. ±5 % UR)
  • - Intervallo di misurazione: 2 sec
  • - Capacità di memoria: 50.000 valori
  • - Funzioni: Visualizzazione in tempo reale del valore massimo e minimo di CO?; temperatura e umidità dell’aria; visualizzazione di data e ora e indicatore di CO?; funzione di allarme per CO?; visualizzazione della temperatura in °C e °F; display retroilluminato
  • - Funzioni aggiuntive: ciclo di misurazione liberamente selezionabile da 1 secondo a 12 ore, visualizzazione permanente o circolare
  • - Alimentazione elettrica: alimentatore 230V

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Condensa intorno alle finestre

 Carla ha fatto installare due grandi finestre fisse ad angolo, a filo muro esterno:

serramenti-problemi-di-condensa

Oggi si ritrova con

  • condensa sul vetro (gocce che scendono lungo il vetro):

serramento-condensa-sul-vetro

  • e condensa sul muro, sia nella parete che circonda la finestra sia a soffitto:

serramento-condensa-sul-muro

serramento-condensa-a-soffitto

Il davanzale é presente solo nella parte esterna. É stato fatto un taglio circa a metá infisso, il progetto era di realizzare il davanzale interno in legno.

serramento-a-filo-esterno-muffa-e-condensa

Le pareti non sono coibentate. Sono in mattoni, spessore 30cm.

 Prima di ordinare i serramenti sarebbe stato facilissimo posare nell’imbotte qualche centimetro di isolante (in alto, in basso, a destra e a sinistra). Avremmo potuto installare il falsotelaio sul coibente, nastrando con cura, e avremmo ottenuto subito un gran beneficio anche se la muratura esterna è priva di cappotto.

Il davanzale in travertino bocciardato si poteva “sedere” sopra l’isolante anzichè farlo passare un po’ sotto al serramento: la parte che oggi fa capolino lì sotto al serramento può avere una temperatura anche inferiore di 12° rispetto alla temperatura ambiente, un bel salto termico che è garanzia di condensa al 100%.

Ma che fare ora?

Cerchiamo di tenere sotto controllo l’umidità interna che non deve superare valori troppo alti, facciamo corretta ventilazione e dotiamoci di qualche igrometro come questo:

Se non ci misuriamo la febbre, quante aspirine dobbiamo prendere?

Facciamo installare il termosifone che è stato previsto sotto il serramento e preferiamo sempre poche colonne per ottenere massimo irraggiamento e minima convezione. I corpi scaldanti devono essere posizionati nelle zone più fredde ed esposte e non nelle zone più protette (pareti interne o simili). Facciamo funzionare il riscaldamento in modo corretto: dobbiamo riuscire ad alzare di qualche grado la temperatura superficiale interna e non bruciare l’aria ogni tanto!

Coibentiamo! Ma come?

serramento-a-filo-esterno-condensa

  • Dall’esterno si potrebbe fare un cappotto esterno che arrivi proprio a coprire la parte esterna dei serramenti, lì dove oggi è stata messa la cornice, ma dovremmo inglobare il davanzale per evitare di romperlo o prendere il coraggio di eliminarlo, senza danneggiare il serramento. Certo significa progettare il sistema a cappotto per intero ed affrontare tutti i particolari: gli scuri esistenti, gli impianti elettrici, le tettoie, le lastre in pietra in alto (poco sporgenti). Un progetto dalla A alla Z, che forse non è in previsione.
  • Dall’esterno si potrebbe fare (esternamente) una cornice coibente di una ventina di cm intorno ai serramenti sperando di innalzare di qualche grado la superficie interna dell’imbotte finestra, anche con materiali speciali di pochi millimetri di spessore, ma il davanzale resta un forte ponte termico insoluto.
  • Dall’interno si potrebbe togliere la cornice interna (coprifilo del serraemnto), nastrare il serramento, coibentare (ingrossare) le spallette (in alto, a destra e a sinistra) con calcio silicato di spessore possibile, infilare sotto il serramento nastrato, in battuta al marmo che si intravede, una lastra di xps di pari spessore per coprirla poi con una mensola in legno come sognato.
  • Dall’interno si potrebbe inoltre coibentare con calciosilicato, anche solo con spessore 25mm, tutta la facciata interna che comprende i due serramenti, così da proteggere l’angolo (sicuramente molto freddo) tra i due serramenti. E’ però un’operazione più delicata che vorrebbe anche isolata una prima parte del soffitto (ponte termico) e non so se esteticamente sia possibile…

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Troppa umidità in casa? compra un termoigrometro.

Troppa umidità in casa? Abbiamo avuto anche la muffa in alcuni punti? L’aria ha un profumo che non ci piace?

Iniziamo a monitorare l’umidità con un igrometro! Questo ci può aiutare a

  • migliorare i nostri comportamenti
  • capire in quali momenti arieggiare gli ambienti
  • come fare una corretta ventilazione per smaltire l’umidità più in fretta
  • imparare a non produrne troppa

Con il tempo saremo meno maldestri in casa, e più coscienti.

L’esperto casaclima consiglia che ogni componente il nucleo familiare abbia alla cintola un igrometro professionale come questo:

igrometro-professionale per misurare umidità in casa

Stavo scherzando! Certo, lo strumento è molto preciso e veloce (1 secondo per avere la corretta misurazione), (vuoi acquistarlo?), ma anche un igrometro digitale basta e avanza al nostro scopo!

Consiglio di averne più di uno in casa per monitorare bene la situazione,

 Non lamentiamoci della nostra casa fino a che non avremo fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità per farla funzionare al meglio!

Lasciamo in pace l’architetto, non telefoniamo all’impiantista, non disturbiamo il serramentista… concentriamoci sugli errori che ripetiamo ogni giorno! confessiamoceli!

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Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag-nuove-finestre

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag-ventilazione-non-correttatag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

 Come usare al meglio e con i migliori risultati la nostra caldaietta? magari nuova, appena installata, del tipo a condensazione.

tag-caldaia-a-condensazione-regolazione

Non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


 Torniamo alla nostra caldaia a condensazione… Che doveva consumare molto meno della precedente! E potrebbe consumare veramente di meno! Regoliamola bene!

Come regolare la caldaia in 2 minuti:

Appena inizia la stagione fredda e sentiamo l’esigenza di far partire l’impianto, non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

Inutile fissare 65° di mandata, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°. Sarebbe come andare in ufficio sgommando ad ogni semaforo.

Trovate la temperatura perfetta per ottenere i famosi 20° in casa! Con due o tre regolazioni ce l’avrete fatta. All’inizio dell’inverno la temperatura di mandata giusta potrebbe essere anche solo 37° o anche meno, ma continui.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano, senza frenate e senza accelerazioni.

tag-impianto-a-condensazione

A gennaio scoprirete che se la mandata è regolata sui 45° starete benissimo, e consumerete un filo di gas: la bolletta premierà il tempo che avrete dedicato alla lettura del mio consiglio, ve lo assicuro!

La temperatura superficiale dei muri si assesterà ad una temperatura più alta, senza soffrire dei continui stop and go del cronotermostato. Il termostato interno impostatelo pure sopra i 20° in modo che la caldaia si fermi solo quando tutte le valvole termostatiche di ogni radiatore (o termosifone) sentono di aver portato l’ambiente a temperatura. Ecco che l’impianto sarà finalmente più bilanciato.

Bisogna smettere la cattiva abitudine di sentire caldo e spegnere tutto, sentire freddo e alzare tutto: con un po’ di sensibilità riuscirete a livellare le valvole termostatiche di ogni termosifone e la giusta temperatura di mandata dell’impianto (la più bassa possibile). Ecco che i muri staranno sempre più o meno alla stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle muffe di trovare le temperature critiche dei 13-16°.

tag-sonda-esterna

  • Se la caldaia è dotata di sonda esterna la temperatura di mandata sarà regolata autonomamente da quello che la sonda sente esternamente, siete nelle mani della sonda esterna! Un modo perfetto di gestire la caldaia se non si ha nessuna voglia di metterci il naso. Se siete tra quelli che hanno avuto una brutta esperienza con la sonda esterna (in casa si battono i denti e fuori è caldino) forse siete tra gli sfortunati che hanno avuto un impiantista “sbadato”: la sonda esterna è stata installata dove non deve essere! Installatela a nord e in modo protetto. La sonda esterna non deve essere colpita dal sole, altrimenti la sonda sta troppo bene e vi taglia il riscaldamento!

 Qualche ligio cittadino mi vorrà far notare che le leggi comunali non permettono l’accensione che per un tot di ore giornaliere. Dunque dunque, in realtà l’impianto in totale non lavorerà proprio 24ore perchè anche il termostato interno si accorgerà che fa caldo abbastanza ed interrompe il riscaldamento, certo che infrangerà il regolamento comunale.

 E se il regolamento dicesse di tenere le finestre sempre socchiuse per avere aria fresca in casa? Lo seguiremmo?

E’ vero che l’italiano è molto rispettoso delle regole, però non seguendo questi consigli

  • consumerebbe più gas,
  • riducendo il comfort,
  • riducendo la vita della caldaia,
  • riducendo il rendimento della caldaia (che è massimo solo se usata a basse temperature)
  • aumentando l’inquinamento atmosferico.

caldaia_condensazione

Forse anche i comuni dovrebbero “migliorare” i regolamenti vecchi di anni e anni, senza alcun senso ormai. Promuovete questo cambiamento!

       

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Intonaco su pareti umide

 Ogni volta che si entra in una ristrutturazione ci sono dei muri con umidità e risalita capillare non risolte.

risanare

A nessuno interesserebbe un fico secco se l’intonaco stesse al suo posto! ma l’intonaco "si arrabbia" e i nodi vengono al pettine: il committente è preoccupato, il progettista lo sapeva, l’impresa attende indicazioni. Chi salverà il muro?

Per esempio a Venezia molti impresari dicono che il muro è, è stato, e sempre sarà, umido! Come contraddirli?

tag-muro-umido-venezia

La prossima volta tenterei, in casi irrisolvibili, la via "guttabeta" (sembra un personaggio Disney vero?):

tag-muro-umido-intonaco1

tag-muro-umido-intonaco1tag-muro-umido-intonaco1

mi sembra logica, possibile, e intelligente. Dopodichè mi concentrerei sulla ventilazione del locale "inquisito".

Vi lascio a tutte le informazioni del sito originale Gutta Werke spa per trarre le Vostre conclusioni… Buona fortuna!

Se quello che avete letto Vi è stato utile a capire o risolvere un problema è un buon motivo per offrire un sostegno a questo blog

tag-posta-a-esperto-casaclima

Chi è il responsabile delle muffe?

 La delusione del committente che nella sua nuova casa scopre la formazione delle muffe può anche spingere qualcuno a seguire le vie legali.

tag-muffa-e-termografia

Non è facile attribuire le responsabilità:

  • è chi abita la casa (il conduttore) a non osservare le buone regole di una giusta temperatura interna e di una sufficiente ventilazione?

oppure,

  • è chi ha costruito quella casa (il costruttore) a non aver risolto i ponti termici o a non aver previsto la tenuta all’aria per offrire buone prestazioni energetiche ?

I difetti costruttivi sono facilmente individuabili con una termografia e in tribunale una perizia tecnica supportata da una analisi termografica può chiarire molti dubbi.

tag-muffa-e-termografia

Una verifica termografica rispetta le norme UNI 9252/1988 e UNI EN 13187/2000.

 

Diffusione di vapore, o migrazione del vapore

Abbiamo compreso bene il comportamento del vapore acqueo negli ambienti? Quotidianamente assistiamo in cucina e nei bagni ai fenomeni che produce l’acqua allo stato gassoso!

Quanta umidità c’è in un ambiente si misura con un termoigrometro (utile anche per capire quando è il momento di cambiare l’aria nell’ambiente senza aspettare la nascita delle muffe). Potete ordinarne uno come questo:

tag-vapore-acqueo

In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!

Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.

umidita1

Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.

tag-temperatura-di-rugiada

Una termografia indica subito le zone fredde e i colori le rappresentano, ma chiunque può monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa, c’è solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


Ogni materiale che compone la stratigrafia della parete (o del tetto) crea una certa resistenza al passaggio del vapore: questa si dice resistenza alla diffusione del vapore!

umidita-esterna-interna

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Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

 ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi – Te
FT = —————
            Ti – Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti con più spessore
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

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Condensa, umidità relativa e muffa

 Le muffe nascono sulle pareti delle abitazioni umide. Perchè?

  • Perchè le spore presenti nell’aria trovano l’acqua per germogliare. E perchè?
  • Perchè i muri si bagnano. E perchè?
  • Perchè quando l’aria umida incontra un corpo troppo freddo condensa. E perchè?
  • Perchè a temperatura più bassa aumenta l’umidità relativa, fino a raggiungere il 100%: quando l’aria è satura di umidità condensa.

In questo disegno l’altezza del bicchiere rappresenta la temperatura dell’aria:

 muffa_umidita-relativa_condensa

 Quando siamo fortunati l’umidità dell’ambiente se ne va con la ventilazione dei locali (esce dalle finestre), ma quando non facciamo sufficiente ventilazione una parte di vapore inizia ad attraversare i muri

 muffa-vapore-attraverso-il-muro

dove incontra una serie di resistenze al passaggio: intonaco, muro, collante, isolamento (se c’è) ed intonaco esterno: se l’ultima resistenza è forte (cioè il rivestimento esterno è impermeabile come gli intonaci plastici o una guaina) siamo nei guai:

  • la condensa si forma nel muro, corrode le tubazioni, mette a rischio l’impianto elettrico, sgretola l’intonaco e crea efflorescenze.

 In questo disegno il bicchiere “d” rappresenta l’ambiente esterno e r1,r2,r3 sono le resistenze al passaggio del vapore:

muffa-resistenza-al-passaggio-del-vapore

Inutile gestire male il livello di umidità in casa: presto o tardi vedremo spuntare le muffe.

Meglio arieggiare regolarmente oppure ogni volta che l’umidità è troppo elevata. Tenete d’occhio il livello! dotatevi di un semplice termoigrometro come questo:




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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Isolare dall’interno con lastre di silicato di calcio

La casa soffre di condense superficiali interne e diverse zone sono interessate dalle muffe? L’isolamento esterno non è possibile? non ci resta che intervenire dall’interno.

isolamento interno pannelli calcio silicato-03

I muri della casa staranno al freddo, ma non abbiamo alternative. Non c’è miglior materiale dei pannelli a base di silicato di calcio. Salubri, sottili e capillarmente molto attivi:

isolamento interno pannelli calcio silicato-04

Si producono con sabbia quarzosa e calce, poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre:

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti discrete.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello:

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

isolamento interno pannelli calcio silicato-02

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante (quindi niente tasselli e niente struttura).

Il silicato di calcio ha:

  • un pH circa 10, quindi è leggermente alcalino
  • un µ = 6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica sempre e solo senza barriera vapore
  • un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • una conduttività termica, valore Lambda, pari a 0,050 – 0,070 W/mK.
  • classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo superfici interne più calde. Il loro valore pH 10 funge da anti muffa, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

isolamento interno pannelli calcio silicato-05

Il pannello può anche essere considerato come un intonaco molto traspirante con funzione risanante di pareti che devono asciugare.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello (attenzione a non lasciare vuoti o sacche d’aria).

Naturalmente anche la pittura murale definitiva deve essere di qualità simile perchè è proprio una pittura sbagliata che rovina l’intervento e la elevata qualità del materiale appena posato! Informatevi con giusta determinazione sulla rasatura e finitura finale che sono gli strati che permettono al pannello di lavorare correttamente.

isolamento interno pannelli calcio silicato-01

Con un prezzo di circa 1 euro per millimetro di spessore, questi pannelli in calcio silicato non battono la concorrenza sul costo materiale, ma offrono qualità e salubrità quasi ineguagliabili.

Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio.



e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !

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Muffa

 Brutta e insalubre.

  1. Muffa = superficie fredda + aria umida
  2. Muffa = isolamento scarso + aria umida
  3. Isolamento scarso = difetto di costruzione
  4. Muffa = difetto di costruzione

Adesso sappiamo cos’è la muffa.

Per avere umidità basta che ci sia l’umana evaporazione…, ricordiamolo! In una camera da letto dove dormono due persone con le finestre chiuse l’umidità relativa interna sale molto durante la notte, anche perchè la temperatura viene mantenuta più bassa di altri ambienti.

Sarebbe bene avere un termoigrometro, che tra le latre informazioni ci dice la percentuale di umidità più alta e più bassa rilevate nelle 24ore. Uno strumento come questo è più che attendibile:

La muffa ama gli angoli.

muffa1

Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l’esterno proprio perchè la porzione di superficie interna che assorbe il calore è molto più piccola della superficie esterna che invece cede il calore!

Provate voi stessi a misurare la temperatura in un angolo come quello in foto: potreste scoprire che ci possono essere anche 8 – 9°C di differenza rispetto alla temperatura superficiale di una parete.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


Se non è possibile un intervento radicale, per esempio un sistema di isolamento a cappotto esterno, allora si sarà costretti a combattere la muffa con degli interventi mirati e dall’interno.

Consapevoli che isolare dall’interno è la via meno ideale (le pareti restano al freddo e non faranno mai un effetto stufa, cioè non fungeranno mai da volano termico) allora facciamolo al meglio, usiamo:

  • pannelli traspiranti, che permettono la migrazione dell’umidità
  • pannelli igroscopici, che assorbono umidità dall’ambiente

 Possiamo usare fibra di legno, calcestruzzo cellulare o lastre in calciosilicato.

Le lastre di silicato di calcio sono nel nostro caso le più indicate perchè avendo un elevato valore pH non permettono la formazione di muffa. Una caratteristica perfetta per risanare anche solamente lì dove esistevano dei punti critici.

Mura e cantine asciutte sono il requisito irrinunciabile per il mantenimento del valore degli immobili, per un bilancio energetico ragionevole e per un ambiente abitativo sano e libero da spore di funghi e muffe!

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