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Misurare le temperature di un tetto con tegole portoghesi

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Lo scoppio dell’estate mette voglia di misurazioni delle alte temperature. Per limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e contenere la temperatura interna degli ambienti, la normativa prescrive per le strutture di copertura una trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K e io raccomando uno sfasamento di almeno 12 ore.

Non c’è dubbio che la copertura di un edificio sia l’elemento maggiormente sollecitato dall’insolazione quindi è meglio superare tali valori, specialmente il valore di trasmittanza termica periodica (< 0,18 W/m2K) che non garantisce in nessun modo la protezione dal surriscaldamento estivo.

L’ente americano che si occupa di clima e ambiente (NOAA), indica per Giugno 2018 valori termici sopra la media di 1°C per l’Italia centromeridionale, con punte di 2°C in più per la Sicilia. E’ previsto un inizio estate con picchi termici notevoli anche al Nord.

Una cosa che non ho ancora mai fatto, e che vorrei fare, è misurare con un termometro digitale e alcune termocoppie la temperatura dell’estradosso del solaio. Nel senso di leggere che differenze si ottengono nel caso di un tetto ventilato a confronto con un tetto vecchia maniera con coppi presi in malta.

Quindi scoprire la temperatura del solaio

  • nel caso che si trovi sotto lo strato di ventilazione (generalmente 4-6cm, dipendentemente dalla pendenza della falda e dalla lunghezza della falda)
  • nel caso che si trovi direttamente sotto il manto di copertura senza ventilazione

Una premessa: di solito progetto un tetto ventilato perchè sto costruendo un pacchetto di isolamento traspirante con materiali isolanti adatti alla protezione dal caldo estivo, quindi perchè devo permettere al vapore di migrare attraverso la stratigrafia verso l’esterno nel periodo di riscaldamento (ottobre-aprile) e fuoriuscire attraverso lo strato di ventilazione. Non progetto un tetto ventilato con la speranza che la ventilazione sotto manto mi raffreschi il solaio – pur essendo certo che una qualche differenza di temperatura ci sarà sicuramente.

Se abbiamo la possibilità di salire sul tetto senza tanti problemi e tanti rischi si potrebbero misurare le temperature con un Termometro digitale con ingresso a doppio canale leggendo con precisione T1 / T2, o una combinazione di T1 e T2, con la possibilità di memorizzazione dei dati (MAX / MIN / AVG).

Se vogliamo un termometro digitale con più di due termocoppie tipo K in dotazione (e magari anche altri tipi di termocoppie tipo J / T / E / N / R) possiamo acquistare per qualche euro in più il Perfect-Prime TC41, 4 con l’ingresso per 4 termocoppie o altri simili.

Oppure un data logger su carta SD con 4 canali come questo qui sotto:

Per avere una termocoppia più lunga non so se ne esistano a metraggio, le prolunghe invece le trovate già pronte.

C’è uno studio di monitoraggio di questo tipo che si concluderà nel 2019 e va a misurare le rispettive temperature della superficie sotto manto:

  • intradosso tegola nuova su strato di ventilazione
  • intradosso coppo esistente preso in malta direttamente su solaio

Sappiamo tutti che in Italia la stragrande maggioranza dei tetti è un solaio di copertura inclinato con coppi posati a malta senza ventilazione.

Vorrei ricordare che nel caso di rifacimento della copertura la Normativa attuale NON permette di fissare le tegole con la malta. So che ancora oggi fann tutti così, ma non è nè corretta posa nè corretta progettazione. Ne parleremo in un altro articolo dedicato al “fann tutti così”. E anche la famosa schiuma per coppi NON è un ancoraggio. Quindi mettiamoci in testa che una micro ventilazione è necessaria e infatti obbligatoria.


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Platea per casa in x-lam a Ravenna

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Riccardo racconta

Stiamo costruendo casa in xlam a Ravenna e in questo momento siamo in fase di progetto trovandoci a valutare un radiante a pavimento, soluzione che sembra valida sia in termini di comfort, che di dinamicità, che di consumi. Sarebbe interessante un approfondimento sul tipo di solaio contro terra ideale per questo tipo di impianto, con particolare riferimento alla platea calda o fredda, già trattata in un altro articolo, per fare chiarezza sul rapporto che c’è tra inerzia del sottofondo e inerzia dell’impianto.

Ho risposto a Riccardo che se guardiamo la stratigrafia del solaio dobbiamo sempre ricordare che immediatamente sotto al radiante è obbligatorio uno strato isolante che meglio si comporta se ha doti di anti calpestio. Perciò l’inerzia, tutto sommato, è riferita a quel che sta sopra l’impianto. La platea calda, per una costruzione in x-lam, è la perfetta soluzione termica e anche come distacco dal terreno e dall’umidità.

Riccardo torna a scrivere:

Mi chiedevo però se, al di là dei benefici in quanto a ponti termici e risalite di umidità, i vantaggi della platea calda in fatto di aumento di massa interna fossero apprezzabili anche in un clima caldo e umido come il nostro o se addirittura non fosse sconsigliata al fine di favorire lo scambio termico con il terreno. Grazie ancora.

Partendo dalla fine… devo dire che, purtroppo, favorire lo scambio termico col terreno equivale a favorire le dispersioni verso il basso e dunque la soluzione non è applicabile per un edificio a basso consumo!

Anch’io mi sono arrovellato su questo punto sognando di ottenere una riserva del freddo da utilizzare in periodo estivo – e infatti in gioventù professionale pubblicai questo articolo: Platea calda, fredda o tiepida?

proviamo ora a spaccare il capello in 4:

un solaio verso terreno con trasmittanza U di circa 0,20W/mqK che prevede gli strati di isolamento all’estradosso + un radiante sottile con una piastrella in cotto da 2cm di spessore offre

  • una Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) di ben 50 kJ/m2K.

e lei ha ben compreso che per evitare il surriscaldamento estivo sono da preferire alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno!

Questa stratigrafia, sopra la platea, presenterebbe questi strati:
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK]
Rsi Aria Strato laminare interno 1
1 Piastrella cotto 0,020 1,300
2 collante x piastrella 0,003 0,510
3 radiante sottile 0,015 0,320
4 fibra di gesso 0,010 0,320
5 fibra di legno 0,020 0,046
6 alleggerito 0,150 0,180
7 xps 0,100 0,035

Ora invertiamo la stratigrafia e mettiamo sotto al solaio (intradosso solaio) l’isolamento per sottofondazione separando terreno da platea ottengo una platea calda (che sarà interna all’involucro edilizio):

lo strato di isolamento sottofondazione prevede sopra il magrone l’XPS, poi la platea e gli altri strati. Per affrontare correttamente questo esperimento ci dimenticheremo dello strato alleggerito che è quello strato dove solitamente si affogano gli impianti e che per sua costituzione è anch’esso un isolante (non molto spinto, ma isolante).

Quindi XPS sotto, platea sopra e poi questi strati:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK]
Rsi Aria Strato laminare interno 1
1 Piastrella cotto 0,020 1,300
2 collante x piastrella 0,003 0,510
3 radiante sottile 0,015 0,320
4 fibra di gesso 0,010 0,320
5 fibra di legno 0,020 0,046 
  1. abbiamo mantenuto una trasmittanza U di circa 0,20W/mqK adeguando lo spessore di XPS sotto platea,
  2. abbiamo tolto l’alleggerito
  3. e abbiamo mantenuto il radiante sottile con la piastrella in cotto da 2cm di spessore!

E’ rimasto lo strato in fibra di legno a dividerci dalla massa del solaio:

  • infatti la Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) è rimasta quasi invariata.

Naturalmente se togliessimo lo strato di fibra di legno ad alta densità questo valore finalmente si innalzerebbe.
Dobbiamo ricordare sempre che sono i primi centimetri di una stratigrafia a fare la vera differenza nei numeri e negli effetti sul comfort (i centimetri che ci circondano  in questo caso).

Quindi da dove deriva questo ottimo valore di Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) di ben 50 kJ/m2K ?

  • deriva proprio dallo spessore della piastrella in cotto in questo caso! se infatti si posasse una piastrella sottile 10mm il  valore di Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) scenderebbe verso i 40 kJ/m2K

Eh sì, la massa superficiale conta sempre molto!

            

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Insufflaggio sì e no, quando sì e quando no

La mia posta elettronica trabocca di notizie sui materiali per isolamento termico e a volte riguardano soluzioni per insufflaggio.

Sapete più o meno cosa sia insufflare? Riempire un’intercapedine vuota con isolante sfuso attraverso un tubo collegato ad una specie di bidone aspirapolvere al contrario.. così in due parole:

L’ultimissima mail riguardava l’insufflaggio in intercapedine di lana di vetro come prodotto isolante innovativo ed eco-sostenibile (è ottenuto da vetro riciclato per il 90% senza leganti) promettendo un totale comfort termico e acustico senza toccare le condizioni originali della facciata.

Possiamo muovere una qualche critica alle doti isolanti della lana di vetro? Impossibile, la sua conducibilità termica dichiarata è ottima 0,034 W/mK con reazione al fuoco Euroclasse A1 (EN13501).

Stiamo già parlando di numeri e non abbiamo ancora pensato al tipo di intervento

Chi comincia a ragionare sull’insufflaggio è un proprietario di casa che conosce bene il suo edificio, sa come è costruito e conosce tutti i segreti della costruzione – è certo che tra la parete esterna e la parete interna esiste un’intercapedine vuota: piena d’aria in realtà – l’isolante più antico del mondo, meno raro al mondo e più economico al mondo! L’isolante dei nostri nonni.

Oggi che molti produttori propongono soluzioni con isolanti sfusi è più che naturale farsi tentare dal riempire questa intercapedine con l’insufflaggio di isolante. In realtà ci sono 2 problemi sul tavolo:

  1. lo spazio è quello che è – non possiamo progettare lo spessore della stratigrafia e ottenere i valori desiderati. Tot centimetri sono l’intercapedine e tot centimetri sarà l’isolamento.
  2. la coibentazione non sarà omogenea: di fatto si interromperà ogni volta che il vuoto non è vuoto – pensate ai pilastri, solai, scale, residui di cantiere, nicchie dei termosifoni originali, davanzali, architravi e spallette dei fori finestra, camini, cordolo del tetto, angoli della casa – sono tutti ponti termici.

Quindi andiamoci piano con i sogni di non toccare le facciate e coibentare la casa in intercapedine: il risultato sarà un esercito di ponti termici non attenuati e non un totale comfort termico.

Situazione estiva:

Se la parete con intercapedine vuota risultava già scarsa come protezione estiva, pur presentando una parete esterna da sacrificare al surriscaldamento veloce e una interna più lenta a salire di temperatura, bisognerebbe assolutamente prevedere un insufflaggio con materiale adatto alla protezione dal caldo per aumentare lo sfasamento estivo.

Dunque l’isolante deve avere più densità possibile ed elevato calore specifico.

La lana di vetro non sarà mai un campione di densità (circa 35 kg/mc) e il valore di calore specifico è solo 1030 [J/KgK].

In conclusione si potrebbe dire che l’insufflaggio potrebbe essere una soluzione in più, cioè viene in soccorso al sistema a cappotto per offrire una prestazione ancora più elevata con una spesa di intervento di solito molto bassa e senza aumentare ancora lo spessore del pannello esterno.

Potrebbe anche essere una soluzione in caso di isolamento interno.

            

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Isolamento interno e soluzioni per impianti elettrici

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Progettare l’isolamento interno significa prima di tutto scegliere il materiale isolante, ma quali altri aspetti sono altrettanto importanti?

  • lo spessore
  • la gestione della migrazione del vapore
  • l’attenuazione dei ponti termici
  • la soluzione del nodo foro finestra
  • i passaggi degli impianti

Non voglio dedicare questo post all’analisi di tutti i 5 punti elencati e nemmeno voglio approfondire la scelta del materiale isolante – fibra di legno in questo caso (la settimana scorsa abbiamo parlato di calce canapa) – questo post vuole trattare velocemente un argomento spesso e volentieri sottovalutato o ignorato:

l’impianto elettrico e i passaggi impiantistici

E’ corretto prevedere di distanziare la scatola elettrica dalla parete fredda: un taglio termico permette di evitare il rischio condensa ed attenua il ponte termico puntuale. Facciamolo sempre.

In genere mi oppongo (sconsiglio) alla richiesta di posizionare prese ed interruttori proprio sulle pareti che stiamo isolando sul lato interno – cerchiamo sempre di evitare, se possibile, linee che passano dove stiamo lavorando.

Non significa solo agevolare e sveltire il lavoro  dell’artigiano incaricato a isolare la parete, significa non dover affrontare l’argomento

  • delle condense all’interno degli impianti
  • dei ponti termici non attenuati

Ricordiamoci che isolare un muro perimetrale sul lato interno significa ottenere sì una temperatura superficiale interna più confortevole e quindi un contenimento delle dispersioni invernali, ma significa anche che la parete esistente avrà temperature molto più basse di prima perchè non godrà più delle dispersioni termiche che c’erano ante operam. In sostanza la nostra stratigrafia presenta uno strato caldo interno e uno strato molto più freddo verso l’esterno.

Nella posa dei corrugati elettrici è normale predisporre le tracce nella muratura esistente, è pratico e fa parte della tradizione di cantiere – di fatto la linea elettrica sta passando da zone fredde a zone calde o viceversa: le condense sono dietro l’angolo.

Dobbiamo usare scatole elettriche adatte, altrimenti ci scambieranno per principianti!

Siamo apprendisti o professionisti?

Ma perchè si deve tenere conto di questo aspetto?

Nel periodo di riscaldamento avremo un volume riscaldato con temperatura elevata e umidità ambiente relativa elevata con un clima esterno rigido: tale differenza sviluppa una pressione differente tra interno ed esterno, l’umidità interna tende a migrare verso l’esterno attraverso la stratigrafia e l’aria calda e umida passa nell’impianto elettrico condensando internamente appena la linea dell’impianto passa in zona fredda.

Non sfidiamo la fisica edile, progettiamo meglio alcuni dettagli e facciamo vedere a tutti che di isolamento interno ne sappiamo una più di Bertoldo,

che morì con aspri duoli per non poter mangiar rape e fagiuoli.

 


           

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Isolamento interno salubre? canapa e calce

 

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Sì lo so che proporre un isolamento interno in calce-canapa è un po’ come parlare di costruire casa con la paglia. Ma chi ha tempo, chi si innamora di questi materiali, chi vuole provarci, chi ci crede fortemente, perchè non dovrebbe utilizzare prodotti bio e soddisfare in pieno le proprie aspettative? 

60anni fa l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa. Si producevano tessuti per vestiti, i semi diventavano olio combustibile e in medicina era un antidolorifico. Pensate alle vele dell’Amerigo Vespucci, sono di canapa.

Poi è arrivato il petrolio e le fibre sintetiche. Poi il divieto di consumare cannabis nel 1961. Poi nel 1975 la “legge Cossiga” contro gli stupefacenti vietò la coltivazione. Scomparse la canapa.

Sarebbe una pianta facile, cresce in una sola stagione, ha lunghe radici che penetrano il terreno lasciandolo pronto per la coltura dell’anno dopo. Ma cosa si fa oggi con la canapa?

Tessuti, corde, olio, farine, medicinali, carta, carburanti, energia, materiali per l’edilizia.

Canapa in edilizia? Andiamo in cantiere a vedere…

Il nucleo dello stelo ( la parte più resistente) si usa come aggregato nelle costruzioni edilizie in calce-canapa.

Quindi, Canapulo di canapa + Calce idrata + Acqua = Calce canapa Continua a leggere

Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori

Ho lanciato qualche articolo contro i soffiatori delle strade da questo blog, speravo in un po’ più di risonanza, ma pazienza, ci vuole tempo mi sono detto.

Oggi Massimo mi ha scritto

Sono stato presso il comune dove abito per segnalare la pericolosità dei soffiatori e mi hanno risposto di fare una segnalazione scritta e se ritenevano la cosa di interesse avrebbero segnalato la cosa all’Assessore, ma sono l’unico che si è lamentato e hanno tante cose a cui pensare. Il comune è Melzo.

e lo ringrazio per la testimonianza. Anzi chiedo: se si impegnerà a preparare una segnalazione scritta indirizzata all’Assessore del Comune (in quanto organo esecutivo di un ente territoriale locale) si potrebbe mettere a disposizione dei lettori un modello in pdf per chiunque volesse prendersi la briga di fare altrettanto. 😉

Che dire?

La pericolosità delle polveri che respiriamo già normalmente è elevata e quasi NESSUNO si rende conto che se ci mettiamo anche tutti a soffiare per terra dove tutto si deposita il rischio aumenta considerevolmente.
Il concetto è ELEMENTARE, ma stranamente non è capito dalla maggioranza delle persone.

le maggioranze sono sempre PERICOLOSE!

Si potrebbe fare l’esempio dell’incendio: se c’è, è meglio non soffiarci sopra!

Lo capisce anche uno scemo che un soffiatore puntato su foglie e rifiuti delle strade espone l’addetto e i passanti a rischio chimico e biologico – senza parlare della rumorosità (quasi mai inferiore ai 90 db). Linalazione delle polveri sottili irrita i polmoni e causa broncocostrizione, tosse e difficoltà respiratorie. Vogliamo arrivare alle affezioni tumorali?

Eppure, pur di non vedere quelle maledette foglie cadute per terra, meglio rovinarsi la salute e soffiarle via!
Anche nei centri storici cominciano a dilagare i soffiatori: questa volta per spazzare cartacce e cicche.
Ho visto soffiatori al lavoro davanti alle scuole in orario di apertura – ho visto soffiatori fare lo slalom tra le persone in piedi alla fermata dell’autobus:

LA FOLLIA

Probabilmente amiamo il “PULITO apparente” più della nostra SALUTE.

mah!

  • in parte credo sia IGNORANZA,
  • in parte corruzione (i capitali messi sul campo per l’acquisto di tanti mezzi meccanici sono certamente una nuova nicchia di liquidità),
  • in parte abbiamo tante altre cose a cui pensare…

Pensiamo alla salute va’ là! che tutto il resto non ha importanza.

Chi ha un minuto libero può firmare la petizione “ARPAV: Stop all’uso libero dei soffiatori d’aria” su Change.org

Ecco il link:

https://www.change.org/p/arpav-stop-all-uso-libero-dei-soffiatori-d-aria?utm_medium=email&utm_source=notification&utm_campaign=petition_signer_receipt&share_context=signature_receipt&recruiter=521855642

leggi anche il mio vecchio articolo

    • http://espertocasaclima.com/2013/09/polveri-sottili-soffiatori/
    • http://espertocasaclima.com/2016/04/cura-verde-terroristi-giardinaggio-rumore-vicini-tosaerba/

 


            

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Tetto in legno con Celenit o con lana di roccia doppia densità?

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I lettori approfittano spesso dello spazio per i commenti nel blog per porre domande sulle stratigrafie che gli vengono proposte dai costruttori, è un modo veloce per togliersi qualche dubbio o ricevere una verifica in fretta.

Francesco questa notte mi ha scritto:

Salve dott. Sampaoli…mi trovo in zona climatica C e sono in procinto di realizzare una villetta con il tetto in legno… mi preoccupa molto la coibentazione del tetto e proprio x questo mi sono fatto realizzare più di un preventivo…di questi preventivi solo due mi hanno colpito in positivo ma non so quale scegliere dato che i prezzi ahimè sono ben differenti….

Prima soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 30 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore Tyvek + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazionea ventilata celenit composta da strato pannello in lana di legno mineralizzata celenit n 30mm. strato pannello in granulato di sughero celenit LSC 80 mm. strato pannello di fibra di legno celenit n 20 mm. + telo traspirante tyvek
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 20 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm. + guaina ardesiata sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto

PREZZO:190 a mq  

Seconda soluzione:

  • Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 20 mm.
  • Pos. 4) Telo freno vapore + listelli di contenimento coibentazione.
  • Pos. 5) Coibentazione con lana di roccia sp. 160 mm. hardrock Energy della (rockwool).
  • Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 12 mm.
  • Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm.
  • Pos. 8) Tegola portoghese in cotto.

PREZZO:160 a mq

Secondo lei con la seconda soluzione riuscirei a non soffrire il caldo estivo? o devo optare X forza X la prima?


Rispondo a Francesco con questo articolo dedicato, proprio perchè alcuni chiarimenti sono utili a tanti lettori nella medesima situazione.


Rispondo come segue:

premesso che il tetto si fa una volta sola, e non si deve sbagliare, come si può decidere la stratigrafia senza un’analisi del pacchetto tetto?

è vero che l’elenco in punti già descrive sommariamente le 2 soluzioni, MA…

  • sono state progettate per garantire la protezione dal caldo?
  • e le prestazioni invernali?
  • avremo un adeguato comfort in tutte le stagioni?
  • è stata fatta la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 ?
  • a proposito di protezione estiva  è ottenuta una Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K ?
  • e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva abbiamo uno sfasamento > 12 ore? che è proprio il minimo minimo minimo!!!!
  • è stata progettata la tenuta all’aria del tetto in legno senza rischi di condense interstiziali?
  • ci sono le indicazioni per una corretta sigillatura di travi passanti da dentro a fuori e altri nodi critici o soluzioni strutturali alternative alle travi passanti per realizzare lo sporto del tetto?
  • e l’analisi della migrazione del vapore attraverso il pacchetto di copertura?

Entrambe le soluzioni, sia quella in sughero + Celenit (lana di legno mineralizzata) che quella in lana di roccia a doppia densità, indicano che l’ultimo strato sopra la coibentazione sarà un pannello OSB (forte freno al vapore) + guaina: questo è un errore progettuale perchè si sta costruendo un pacchetto traspirante dove il vapore dell’ambiente interno è solo regolato (frenato) dal telo posato sul lato caldo ma non potrà mai uscire all’esterno perchè l’ultimo strato non permette la traspirazione. Questo aspetto deve essere chiarito chiedendo se sia previsto uno strato di ventilazione e un telo impermeabile e traspirante con funzione di tenuta al vento.

Parlando di prestazioni estive, e dunque protezione dal caldo, queste stratigrafie NON sono proprio idonee:

  • è vero che il pannello isolante Celenit LSC composto da granulato di sughero naturale compresso + quello Celenit in lana di legno mineralizzata con cemento sembrano offrire una densità enorme e un buon valore di calore specifico, ma gli spessori progettati sono così ridotti che poco possono fare contro il caldo estivo: infatti la stratigrafia garantisce uno sfasamento di circa 7 ore: gli ambienti sottostanti si surriscalderanno fortemente ed in breve tempo.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Celenit N 0,030 0,065 1810 400
4 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
5 CELENIT LSC 0,040 0,050 1500 170
6 Celenit N 0,020 0,065 1810 400
7 OSB 3 0,012 0,130 1600 600
  • la 2a soluzione è ancora più scarsa nelle prestazioni estive, mentre si comporta egregiamente in inverno quando la sola cosa importante diventa il contenimento delle dispersioni! Ma qui siamo preoccupati per il caldo estivo – e a ragione! Il pannello in lana di roccia a doppia densità 190/90 kg/mc sembra avere un bel po’ po’ di spessore (160mm), ma il suo calore specifico è bassissimo: non può proteggere dal caldo. Infatti il pacchetto tetto in lana di roccia garantisce circa 5ore di sfasamento.
Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 tavolato perline 0,020 0,130 2100 600
2 freno al vapore 0,00045 0,180 1000 311
3 Hardrock energy 0,160 0,036 1030 110
4 OSB 3 0,012 0,130 1600 600

Valutare un’offerta economica per la costruzione di un tetto in legno non è banale e i costi in gioco sono molto elevati:

  • se analizziamo un pacchetto tetto e il suo costo al metro quadro dobbiamo ricordare che solo il 25% circa del prezzo è imputabile al coibente: quindi occhi aperti sui pannelli che ci vengono proposti! Sono adatti al clima dove il tetto viene costruito? Lo spessore è adeguato? Qualcuno ha fatto i calcoli?

Ora si è parlato in modo approfondito dei pannelli isolanti e si è un po’ dimenticato l’argomento vapore, condense, tenuta all’aria e struttura lignea: NON sottovalutiamo mai questi aspetti, anzi NON procediamo senza averli ben definiti. Gli errori costano cari.

Concludo dicendo…

Francesco, credo che sia sbagliato il suo approccio: farsi proporre due soluzioni diverse con relativi prezzi diversi non serve a NULLA.

Una soluzione prevede le mele e l’altra soluzione prevede le pere: non si possono confrontare pere e mele.

L’approccio corretto è decidere la stratigrafia tetto (perchè è quella che ci serve, è quella giusta per noi, per la nostra casa, per il nostro clima) e poi farsi fare due offerte da due artigiani. Allora sì che posso mettermi seduto, confrontare e decidere!

Se non vuole chiedere direttamente assistenza a me, torni dal suo tecnico di fiducia, si faccia fare una proposta di stratigrafia per tetti in legno con buone doti di protezione dal surriscaldamento estivo scegliendo con calma materiali coibenti e manti corretti per la gestione del vapore, analizzi con lui le soluzioni per ottenere la tenuta dell’ambiente sottostante senza il rischio di infiltrazioni d’aria e condense interstiziali che le guasterebbero l’opera intera. Verifichi con calma i risultati dei calcoli e poi faccia richiesta di preventivo per offerta e posa!

Lei deve chiedere un prventivo per quello che vuole lei e non per quello che vogliono fare loro. 😉

            

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XPS è sostenibile e arriva dove isolanti naturali non possono

Più ci si avvicina ai materiali isolanti naturali scoprendo le vere attitudini ad una prestazione estiva ottimale e più ci si allontana dai materiali isolanti derivati dal petrolio che sono sempre fortissimi in campo conducibilità termica ma questo non è che l’indicatore di grande capacità a contenere le dispersioni invernali e null’altro.

E il super prestazionale pannello in XPS è da buttare?

  • è tra i materiali isolanti più prestazionali  in assoluto! con un valore di conducibilità termica tra i più bassi

  • l’ XPS è adatto all’isolamento termico di tutte le strutture particolarmente sollecitate dove è richiesta un’elevata resistenza meccanica e all’acqua

  • infatti è perfetto in presenza di umidità ed è sempre consigliabile verso terreno (fondazioni) o come zoccolatura di sistemi termoisolanti a cappotto.

Visto che l’XPS si può utilizzare dove i materiali naturali non possono essere applicati e contribuisce alla riduzione dei consumi energetici, allora si deve anche ammettere, parlando di sostenibilità, che anche un derivato del petrolio può essere sostenibile.

Se l’energia e le emissioni di CO2 per la produzione dell’xps sono più che compensate dall’energia e dalle emissioni risparmiate nell’utilizzo dell’edificio isolato anche nei punti più difficili, pensate alle dispersioni verso il terreno, allora bisogna promuovere un materiale come l’XPS (tra l’altro riciclabile al 100% anche durante il processo produttivo stesso).

Volete leggervi la dichiarazione di sostenibilità (EPD) redatta da Exiba?

Dal 2015 i pannelli in XPS con caratteristiche di autoestinguenza non contengono più il ritardante di fiamma HBCD (esabromociclododecano) nella schiuma isolante e sono prodotti in euroclasse E in base alla EN 13501-1.

L’XPS resta un materiale plastico combustibile, ma opportunamente addittivato risulta non facilmente infiammabile.

e l’ effetto serra non ci preoccupa?

l’XPS usa come gas di espansione nel processo industriale la CO2 (il minor effetto serra possibile).

            

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La grafite contenuta nel pannello in EPS grigio

Sapete come la penso – se la muratura esterna offre già un decente valore di sfasamento termico, e con decente penso a circa 10 ore, allora progettare un isolamento a cappotto che prevede il più economico dei materiali non è sbagliato.

Il pannello isolante in schiuma di polistirene espanso di colore grigio offre un fantastico valore di conducibilità termica: 0,031 W/mK. Sì, sto parlando di EPS, materiale leggero che isola benissimo contro il freddo, cioè è perfetto per contenere le dispersioni termiche invernali.

Contro il caldo invece, come quasi tutti i sistemi che usano pannelli di sintesi, non è un campione, ma se l’edificio ha già le sue doti di massa e spessore generoso, non è un errore prevedere un sistema a cappotto in EPS con grafite.

Perchè con grafite e non un semplice pannello in EPS bianco?

Il pannello grigio ha 2 marce in più:

  1. ha una conducibilità termica più bassa, infatti 0,031 W/mK
  2. contiene speciali riflettori di infrarossi, e questi frenano la trasmissione del calore radiante (ecco perchè crescono le sue caratteristiche isolanti).

L’ EPS con grafite viene prodotto con tagli di spessore 1,5 mm per evitare tensioni eccessive dovute all‘irraggiamento solare.

Ma della grafite, voi, che ne sapete? Se avete qualche minuto godetevi questo bel video con Greta Radaelli:

Lo sapete tutti – l’EPS, il polistirene, è figlio del petrolio! Però non lo stiamo bruciando, lo stiamo utilizzando per almeno 30anni senza più toccarlo! Ecco perchè è intelligente:

  • posarlo bene e fare il lavoro una sola volta
  • scegliere l’EPS grigio e non quello bianco (stessa quantità di petrolio ma con prestazioni migliori)
  • scegliere lo spessore più importante possibile (più petrolio incollo in facciata e meno petrolio brucio in caldaia)

Alla fine della sua vita, se verrà smantellato, sarà bruciato come combustibile negli impianti di valorizzazione termica (inceneritori di rifiuti per parlarci chiaro), restituendo la sua energia originaria (era un prodotto derivato dal petrolio!).

Eh no, non ce lo pagheranno, pur trattandosi di combustibile pregiato.

Ma ci siamo abituati a “donare” rifiuti pregiati, anzi ci fanno pagare la tassa sui rifiuti come se noi stessimo fornendo spazzatura anzichè rifiuti pregiati, e per pregiati intendo carta, plastica, vetro, alluminio e altri metalli.

Ci prendono tutti  per scemi!

E in effetti lo sembriamo! forniamo materia prima gratis e loro ci tassano! Un premio dovrebbero darci!

Beh… torniamo al tema iniziale – la facciata isolante in EPS è un deposito temporaneo di petrolio, di cui però non potremo mai goderne una seconda volta. Fin che dura il convincimento che sia un rifiuto.

E dire che basterebbe una piccola protesta generale per abolire la tassa sui rifiuti! Non dimenticate che l’accidia è uno dei 7 vizi capitali! Agiamo:

  • dal giorno xy nessuno porterà più “rifiuti” all’esterno
  • sì, ce li teniamo tutti in giardino, e guai a chi cede!
  • i cassonetti per le strade rimarranno vuoti
  • i camion per la raccolta rifiuti gireranno vuoti e dopo qualche settimana si fermeranno per inutilità

Vedrete che verranno in ginocchio porta a porta per implorarci un po’ di vetro gratis, un po’ di plastica gratis, un po’ di alluminio gratis, un po’ di carta gratis!

Ci hanno rimbambiti fin dai tempi della scuola, perfino le maestre hanno collaborato alla propaganda universale, DOBBIAMO DIVIDERE i RIFIUTI e portarli nei CONTENITORI GIUSTI.

RIFIUTI ?

Ma quali rifiuti! Noi vi diamo materia prima pregiata! Voi dovete pagarcela! Se la volete, altrimenti ce la teniamo noi!

i nostri rifiuti sono materia prima pregiata

            

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Malta senza polvere in tabs

Eliminiamo un problema dal cantiere! e la polvere è un problema.

Dopo l’inutile invasione dei detersivi in pastiglia (tabs) ecco finalmente spuntare la malta senza polvere, una vera innovazione nel mercato dei materiali da costruzione.


Forse riusciremo a dire addio alla malta asciutta del sacchetto che produce una enorme, insalubre, fastidiosa, formazione di polvere.

Solo da un cantiere sano può venire fuori una casa sana!

E non crediate che le pastiglie di malta siano più difficili da miscelare – al contrario!

questi mega pellet di malta (Compact) conformi alle nuove regole tecniche per le sostanze pericolose per l’esposizione alla polvere sul luogo di lavoro (TRGS 900) (massimo 1,25 mg per mc di polveri respirabili dannose per la salute), senza additivi organici, sono facili da lavorare:

I tabs di malta, se paragonati ai sacchi in polvere assorbono senza fatica l’acqua e si inumidiscono perfettamente dimostrando di essere più efficienti della malta convenzionale:

la miscelazione avviene praticamente da sola in soli 90 secondi senza attrezzi e senza sforzi.

Dopo una breve mescolata è già pronta per l’uso.

Queste pastiglie di malta fanno così poca polvere che l’uso di dispositivi di protezione può essere omesso (secondo TRGS 559 categoria di esposizione 1).

Facciamoci sentire quando acquistiamo il materiale per i nostri cantieri:

  • anche noi vogliamo i nuovi Compact Mortar Pellet!

            

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Diserbanti sui bordi stradali e a filo marciapiede

Ogni giorno chi si rivolge a me per i materiali che compongono le stratigrafie che stiamo analizzando mi pone la domanda “sono materiali salubri?”.

Per mia impostazione professionale predefinita, cerco sempre di contemplare materiali non pericolosi per la salute. Che siano materiali isolanti o che siano materiali da costruzione o per finitura, evito per principio tutto quanto mi sembra rischioso, anche se è rischioso solo per le maestranze durante la fase di posa in cantiere. E’ da un cantiere poco inquinato che può nascere un’abitazione poco inquinata.

Ma se le mie attenzioni sono importanti anche per voi, come fate ad accettare tutto quello che succede oltre il vostro cancelletto di entrata?

Avete mai notato gli addetti del comune che si aggirano per tutto il periodo estivo nelle zone urbane con diserbanti per la cura dei bordi stradali, dei muretti e dei marciapiedi?

Aprite gli occhi! parliamo di inquinamento chimico delle acque.

Non va più di moda la salute umana? Gli erbicidi non fanno male solo alle erbacce, ci vuole poco a capirlo, possono indurre stress metabolici e influenzare significativamente le cellule degli organismi viventi. Non vorresti che fosse vietato, attraverso una proposta di legge nazionale, l’utilizzo di pesticidi nelle aree urbane?

Change.org se ne sta occupando, firma anche tu.

            

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Edificio pesante o edificio leggero in clima mediterraneo?

Dopo anni di agevolazioni fiscali e targhette di case ad elevato risparmio energetico anche gli ultimi della classe hanno capito che l’isolamento termico è importantissimo.

Resta molta confusione quando si parla delle prestazioni dei materiali per isolamento termico. Molti committenti, ma anche persone del settore, ignorano che vi siano grosse differenze di comportamento.

Invece ci sono materiali idonei a… e materiali idonei a…

Tanti pensano che sia solo lo spessore a decidere tutto e in effetti lui gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni ottenibili. Chi punta a valori di trasmittanza bassissima non vuole altro che spessori elevati – e anche questo ragionamento fila! in parte.

All’orecchio,

  • edificio pesante suona come qualcosa di vecchiotto… mattoni pieni…
  • edificio leggero invece, arriva all’orecchio di chi cerca casa oggi come una soluzione all’avanguardia, materiali innovativi, trasmittanze da premio, agilità progettuale, innovazione insomma!

Leggero o pesante che sia, l’edificio va progettato. Ma cosa cambia in ogni progetto?

E’ il clima che cambia per ogni progetto!

La nostra penisola è un’isola nel Mediterraneo aggrappata alle Alpi, non è la Germania.

Di un progetto di isolamento del Nord Europa non si può fare copia-incolla! Possiamo copiare le tecniche di posa, la cantierizzazione, l’uso specifico e la corretta applicazione dei sistemi per isolamento termico, ma non confondiamo un forte isolamento come la soluzione al problema del clima mediterraneo.

Il clima caldo, almeno nel periodo estivo, impone una doppia progettazione: inutile puntare a contenere le dispersioni invernali senza tenere conto che in maggio l’edificio inizia a surriscaldarsi. E ciò non vale solo per il tetto, la copertura dell’edificio.

Quando leggiamo di strutture leggere, di materiali a bassa densità, di basso peso specifico, di grosso isolamento, di bassissime dispersioni, di bassa inerzia, drizziamo le antenne! I numeri possono ingannarci, può sembrare una stratigrafia da Formula 1, ma è la stratigrafia perfetta per il nostro clima?

Questo vale per un isolamento esterno, ma anche per un isolamento interno (ancora più complicato da maneggiare!).

Sto facendo allarmismo a 360° perchè non si tratta di un’attenzione progettuale solo in caso di edifici in legno o in genere prefabbricati! anche un edificio con struttura in cls e tamponamenti in laterizio forato può essere a rischio, e certamente è a rischio un progetto di coibentazione sul lato interno che esula la massa dall’involucro isolante e trasforma la casa in casa a bassa inerzia con valori deludenti sotto l’aspetto della capacità termica areica del lato interno.

Il surriscaldamento è un fenomeno tanto preoccupante e tanto importante quanto il contenimento delle dispersioni in periodo invernale.

Non sottovalutate mai l’importanza di comprendere a fondo la stratigrafia che vi viene sottoposta. Non evitate di approfondire l’argomento per il fatto che la fisica edile non è il vostro pane:

  • se ben spiegate, le prestazioni di un elemento edile sono comprensibili ad ognuno capace di leggere o ascoltare.

            

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Tipi di cemento

C’è cemento e cemento…, ma qual’è la definizione di cemento?

Secondo la EN 197/1 il cemento è un legante idraulico (materiale inorganico) macinato finemente che, mescolato all’ acqua, forma un impasto che rapprende ed indurisce con processi di idratazione e una volta indurito mantiene la sua resistenza e la sua stabilità anche in acqua. Ecco cos’è.

Ora, non è che dobbiamo sapere tutto di ogni cosa, il progettista, se serve, realizzerà parti dell’edificio in cemento armato. E’ logico. La casa deve stare in piedi. Per legge!

Cerchiamo di usarlo con parsimonia ed evitiamo di usare cemento come miscela per l’intonaco: esistono materiali più amici dell’uomo. E adesso andiamo a leggere quanti tipi di cemento esistono:

Cementi naturali o Portland: cosa sono?

  • cottura di marne (carbonato di calcio e sostanze argillose) + gesso (serve a regolare il processo di idratazione) e successiva macinazione e cottura: ecco il clinker che verrà macinato fine fine.

Cementi artificiali: quali sono?

  • cemento pozzolanico, miscela di clinker di cemento Portland con roccia vulcanica
  • cemento di alto forno, miscela di clinker di cemento Portland con sottoprodotti dell’industria siderurgica
  • cementi speciali: sono quei cementi la cui composizione chimica non è caratterizzata dalla predominanza del calcare, ma risultante da miscele di particolari composti o da elevate temperature di cottura o dall’uso di additivi specifici. Possono essere:
  • cementi bianchi, miscela di caolino e pochi ossidi di ferro cotti con combustibili privi di ceneri residue
  • cementi colorati, miscele di pigmenti inorganici colorati e cemento bianco
  • cementi alluminosi, miscela di bauxite e calcare
  • cemento ferrico, miscela di cemento Portland e ossido di ferro
  • cemento extrarapido, miscela di cemento Portland e cloruro di calcio

Sui sacchi di cemento (conforme alla norma) troverete la sigla CEM.

La norma europea EN/197-1 che ha dato una definizione al cemento, divide i  cementi in:

  • CEM I Cemento Portland
  • CEM II Cemento Portland composito
  • CEM III Cemento d’altoforno
  • CEM IV Cemento pozzolanico
  • CEM V Cemento composito

I cementi CEM I, Cementi Portland sono costituiti almeno per il 95% da clinker e per lo 0-5% da costituenti minori. Si usano nella prefabbricazione di calcestruzzi armati semplici e precompressi.

I cementi CEM II, Cementi Portland Compositi, oltre al clinker per il 65-94%, contengono loppe granulate d’altoforno, pozzolane, ceneri volanti, scisti calcinati e calcare. Si usano come i cementi CEM I.

I cementi CEM III, Cementi d’altoforno, contengono clinker fino al 64% e loppa granulata basica d’alto forno. Ideale dove il calcestruzzo è soggetto ad ambienti chimicamente aggressivi e per opere di grandi dimensioni.

I cementi CEM IV, Cementi pozzolanici, contengono clinker tra il 45 e 89% con l’aggiunta di materiale pozzolanico naturale o artificiale che ne migliora la resistenza all’aggressione chimica.

I cementi CEM V, Cementi Compositi, sono clinker, loppa d’altoforno e pozzolana e sono ideali per resistere all’ acqua di mare, acque acide, terreni solfatici.

Quando leggiamo la parola inerti, dobbiamo per esempio pensare alla sabbia, che viene aggiunta per preparare la malta.

Un buon calcestruzzo vuole inerti omogenei, puliti e resistenti, impastati con acqua limpida per offrire una massa ben compatta e ottimale resistenza meccanica. Ma è il progettista a dover indicare quali prestazioni deve offrire la miscela, ad esempio, è lo strutturista a stabilire la qualità del calcestruzzo richiesto (classe di resistenza ecc).

Il produttore del calcestruzzo progetta la miscela idonea secondo la richiesta del progettista e il rapporto acqua cemento garantirà le prestazioni richieste al calcestruzzo. Ecco perchè per migliorare la lavorabilità non si aumenta la quantità di acqua nella miscela ma si aggiungono additivi.

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Uova bio nella tua casa bio

Uova contaminate? controlli dei carabinieri del Nas? verifiche disposte dal Ministero della Salute? flusso di uova infette da Belgio e Olanda?

Ma sapete quanto è facile tenere 3 galline in giardino? che mangiano tutto quello che tagliate via da verdura frutta e insalate… e che regalano 3 uova al giorno fresche e pulite come la porcellana…

Non fate altro che documentarvi sulla salubrità dei materiali da costruzione per non inciampare nel vostro buon progetto e poi mangiate uova che vengono da chi sa dove? Avete fatto tanta attenzione nella scelta dell’intonaco interno, dei rivestimenti murali o delle pitture interne, del legno e delle vernici, avete evitato ogni materiale che potesse portare in ambiente Stirene, Formaldeide e VOC di varia natura e poi aprite il frigo e disponete le uova del supermercato?

Il recentissimo scandalo mondiale ha svelato l’esistenza del Fipronil (un potente insetticida usato negli allevamenti).

La nostra inciviltà permette che migliaia di animali vivano uno sull’altro per costare meno? Eccone il risultato pratico: il Fipronil si usa per la disinfestazione del pidocchio rosso (un acaro) nella produzione industriale di uova (allevamenti di galline ovaiole) ed è stato trovato come residuo.

forse mezza Europa si è pappata l’ovetto con l’antipulci.

Le uova sono un alimento economico e facile con solo 80 calorie per uovo, è molto sano e contiene omega 3 e 6 ed è una balla che faccia male al fegato.

Perchè non un uovo a colazione, invece che i biscotti del supermercato o altre dolcezze ripiene di conservanti?

Le uova sono un alimento nutriente! Adotta qualche gallina anche tu, porta la vita in giardino!

Se nessuno è disposto a regalarvi qualche gallina dovete mettere in conto l’investimento sotto elencato

  • circa 8€ per ogni gallina
  • circa un sacco da 15kg di mangime bio ogni 3-4mesi per ogni gallina (dipende da quanto ben-di-Dio offre la vostra cucina come scarto)
  • acqua fresca (abbeveratoio fai da voi)
  • la casetta dove dormiranno e deporranno le uova potete divertirvi a costruirla con qualche semplice attrezzo (soddisfazione assicurata)

e non dubitate di essere capaci a tenere 3 galline! per prima cosa, tanto per rassicurarvi.., le galline sanno vivere da sole 😉 , e più saranno libere e meno bisogno avranno delle vostre cure! forse questa è proprio la prima regola da imparare.

Rilassatevi e cominciate l’avventura, ci vuole così poco per essere felici.

3 galline in giardino?

            

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Spostare l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro

E’ spesso la lacuna di un progetto di costruzione: lasciare agli impianti l’onere di risolvere i problemi di un edificio.

Principalmente sono problemi di dispersioni elevate invernali e veloce surriscaldamento estivo. Questo approccio è anche quello solito del costruttore: quando ha quasi terminato il suo lavoro sa che arriverà il medico curante, l’impiantista.

Non tutti i costruttori sono uguali

Leggiamo 3 concetti scritti dal costruttore Mirko Taglietti, CEO di AKTIVHAUS-Gruppo Nexlogic:

Isolamento a cappotto esterno oppure no?

al bivio in cui ci si trova è richiesta una risposta ad un quesito fondamentale:

  • risparmiare soldi sui consumi significa creare benessere abitativo?

La risposta e’ quasi sempre no:

  • avere impianti performanti ed involucri che disperdono ingenti quantità di energia e’ un meccanismo contro natura, e la natura ci insegna che uno dei suoi principi fondamentali e’ la conservazione dell’energia, una legge, che governa i fenomeni naturali sinora noti. In brevi parole, meglio investire sull’involucro  (cappotto, serramenti, etc) che manterrà le sue proprietà almeno per 50-100 anni, anzichè negli impianti che tra meno di 20 anni saranno obsoleti o inservibili. Le leggi europee e talune nel mondo vanno tutte verso questa tipologia costruttiva (passivhaus, aktivhaus, Nzeb,etc) esprimendo la banale idea che l’unico kilowattora importante e’ quello che non si consuma.

benessere abitativo = benessere e salute per l’essere umano che ci abita

Il benessere abitativo e’ semplicemente impagabile e deriva fondamentalmente dall’avere un involucro ben isolato che “conservi” l’energia spesa per riscaldarlo e raffrescarlo, con sistemi a bassissima potenza (di fatto spostando l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro). Se possibile, consiglio di fare sempre 2 business plan a lungo termine! così da confrontare le 2 scelte considerando che in solo uno di questi dovrà inserire la voce “salute” inesprimibile in termini economici.

 
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

> Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

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Tetto surriscaldato, il grande caldo nel sottotetto

Pubblico questo articolo come primo post di questa estate 2017 appena iniziata qualche giorno fa con temperature veramente elevate.

Prendo lo spunto da un commento scritto da un nuovo lettore:

Sono Andrea e ho 27 anni. Vivo con la mia compagna in un sottotetto, sopra i suoi genitori. Mentre quando furono fatti i lavori un minimo strato di isolante (polistirolo) fu messo sulle pareti laterali, sul soffitto niente. Il soffitto è in cemento armato con i coppi appoggiati direttamente sopra. Fa un gran caldo d’estate (alle 7 di mattina ho 30 gradi) ed un gran freddo d’inverno (se alle 23 ho 22-23 gradi, la mattina ne ho 18). Sto quindi pensando di far coibentare il tetto esternamente (internamente è troppo basso). Togliere i coppi, mettere l’isolante (lana di roccia?) e riappoggiare i coppi. Il mio dubbio è: la spesa darà benefici reali? Ci sarà un cambiamento tangibile oppure mi conviene investire quei soldi in un impianto fotovoltaico da 5-6 KWh e mettere un condizionatore potente davvero? So che non è la stessa cosa, ma se devo spendere senza un beneficio tangibile, preferirei la seconda opzione. Giusto per capirci un pò, allo stato attuale i muri di casa (tutti, non solo quelli esterni) la sera verso le 20 in questo periodo sono più caldi della mia mano, quindi intorno ai 40 gradi. Non essendo ferrato in materia e avendo paura di essere fregato mi sono iscritto qui alla ricerca di consigli!

Grazie!

Premesso che per questa estate 2017 sarà quasi impossibile correre a fare un intervento di coibentazione sul tetto, e dunque non resta che il suggerimento del condizionatore (almeno in classe energetica A o superiore preferendo gli inverter (che adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento)) approfittando degli incentivi per l’acquisto di una pompa di calore destinata a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico (Ecobonus, 65% fino al 31 dicembre 2017, oppure Conto termico)…

premesso tutto questo, io che lavoro e lotto per evitare gli impianti, ricordo che la protezione dal caldo non significa raffrescamento!

Quello che succede al suo sottotetto è un veloce e forte surriscaldamento del solaio inclinato impermeabilizzato con i coppi. Lo sfasamento insufficiente che presumo sia intorno alle 4-6 ore (dipende dalla qualità costruttiva e dallo spessore del solaio) significa che dopo poco tempo l’onda termica ha attraversato la stratigrafia del solaio ed inizia a cedere energia all’interno degli ambienti sottostanti portandoli ad un altrettanto veloce surriscaldamento (che per ore proseguirà nelle ore serali e notturne).

L’effetto forno del periodo estivo si potrebbe misurare con un termometro ad infrarossi da due soldi puntandolo sull’intonaco interno verso l’alto: sicuramente mostrerà temperature superiori ai 33-36°C.

Ma cosa succederebbe se lo stesso solaio fosse ben coibentato con la migliore soluzione per la protezione dal caldo estivo (fibra di legno di spessore da decidere in base ai calcoli)? Trovandoci con una stratigrafia di un tetto pesante, isolata esternamente con fibra di legno, le ore di sfasamento passerebbero da poche ore ad almeno 15-16 ore, o più, in base allo spessore deciso in fase progettuale.

Tornando a fare una misurazione nel momento estivo più torrido e con temperature interne raggiunte ormai intorno ai 29°C, si scoprirebbe che il solaio non è più surriscaldato come negli anni passati e si registrerebbero temperature superficiali interne prossime ai 27-28°C:

  • ciò permette anche di poter fare una minima ventilazione notturna e affrontare una nuova giornata con temperature interne ridiscese sui 25-26°C

La ventilazione notturna è l’abc della sopravvivenza:

  • permette di “sgonfiare” la casa dal calore accumulato ( con la coibentazione non si avranno più solai pesanti e roventi).

Ovviamente l’intervento non sta garantendo di stare freschi:

  • infatti non raffresca!
  • infatti non è un impianto artificiale! o artificioso!

La soddisfazione di un tetto coibentato contro il caldo continua al cambio stagionale: eviterà le dispersioni invernali, conterrà le spese per riscaldamento ed offrirà un comfort fino a prima sconosciuto grazie a temperature superficiali interne vicine a quelle ambiente (18-19°C).

Allora, per togliere il grande dubbio “la spesa darà benefici reali?”

cosa posso aggiungere?

Se dopo aver isolato il tetto con materiali idonei (un isolante non è di per sè, perchè isolante, un materiale adatto alla protezione dal caldo) si farà

  • corretta ombreggiatura
  • ventilazione naturale notturna

l’intervento sul tetto darà tutti i benefici sperati.

Ricordiamoci sempre però, che un ottimo tetto non offre la magica funzione “deumidificazione” e spesso, purtroppo, è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale!

            

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Incenerire plastica da rifiuti nel cementificio

In un recente articolo parlavo di intonaco interno cementizio e di intonaci più naturali.

Sembrava che ce l’avessi a morte con il cemento, ma non era proprio così: il cemento so che è importante per la struttura di un edificio, però le cementerie utilizzano rifiuti nel ciclo produttivo.

Ho appena letto di una petizione:

  • alcuni cittadini di Pederobba e della Pedemontana Trevigiana e il Coordinamento “AriaCheVoglio”, considerato che l’area è interessata da 30 anni di incenerimento di petcoke e 20 di incenerimento di pneumatici, CHIEDONO CHE per il “principio di precauzione”, cardine del diritto ambientale europeo, PRIMA di ogni altra autorizzazione a incenerire altri rifiuti (incenerire plastica da rifiuti nel cementificio), si verifichi quale impatto ha avuto l’attività di incenerimento sulla salute della popolazione, mediante un’approfondita analisi epidemiologica.

            

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Pastellone, un rivestimento con basso spessore salubre

A volte si prevede come strato di finitura del pavimento qualcosa di più sottile rispetto ad una piastrella o un legno – alcune volte proprio per problemi di quote, altre per ottenere una superficie orizzontale liscia ed uniforme. Subito si pensa alle resine e alle miscele che prendono il nome di microcemento.

Esiste anche un rivestimento più naturale!

pastellone-rivestimento-cementizio-basso-spessore-salubre-01

il pastellone è una antica tecnica veneziana, infatti si usava come rivestimento per le case lagunari. Ma che materiali ci sono nella miscela del pastellone? Continua a leggere

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

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L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Casa e inquinamento

Chiacchierando con un committente mi è arrivata la domanda – ma a quali inquinanti bisogna fare attenzione in casa?

Inquinanti in casa, da dove cominciare?

E’ una domanda complessa e anche difficile se si vuole mettere insieme un elenco perfetto con punti di attenzione. Io che mi dedico alla composizione di stratigrafie per l’isolamento termico, tendo ad escludere i materiali che ritengo rischiosi per la salute ma effettivamente non ho una competenza che potrebbe avere un Bioarchitetto. Ed è proprio dall’Istituto Nazionale della Bioarchitettura che sono andato a copiare un bell’elenco completo di forme di inquinamento.

casa-inquinamento

Non è un elenco che scrivo per spaventare, piuttosto intendo sottolineare l’importanza di tanti argomenti che spesso non fanno nemmeno parte delle scelte e delle valutazioni nel momento di ristrutturare o costruire una casa. Continua a leggere