Archivi categoria: VMC nozioni

La Co2 non si vede ma si sente, installiamo una vmc !

Siamo preoccupati per la formazione delle muffe e tentiamo di risolvere il problema della condensa superficiale nelle zone più fredde con un’ ottima coibentazione. E’ un consiglio che do sempre anch’io! Le muffe trovano nelle superfici con leggera condensa il nutrimento ideale.

Una casa con un isolamento ben progettato ha risolto certamente tutti i ponti termici e i rischi di condensa interna sono veramente bassi.

Possiamo allora abbassare le armi? La ventilazione, se manuale, deve essere comunque fatta correttamente. Questa volta non per tenere a bada le muffe, ma per la nostra stessa salute: l’aria interna non ricambiata contiene livelli di Co2 troppo elevati e tutti i veleni contenuti o prodotti negli ambienti si concentrano ulteriormente.

monitorare aria co2

La vmc non serve solo come impianto antimuffa, serve a respirare aria fresca sempre! Il nostro primo nutrimento – non dimentichiamolo. L’aria non è un lusso.

Vi siete dotati di un termoigrometro per controllare il livello di umidità interna? Non ne potete più fare a meno? E dotarsi di un monitor che analizza anche la qualità dell’aria? Lo consiglio a tutti. E’ il modo più veloce per migliorare le proprie abitudini e conoscere in ogni momento la concentrazione di CO2 in casa:

monitorare aria co2

Questo aggeggio, non troppo costoso, in due secondi misura il contenuto di anidride carbonica, temperatura e umidità presente nell’aria con il suo sensore CO2: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi). Ecco cosa fa il rilevatore della qualità dell’aria (CO2) BZ25:

  • misura da 0 a 9.999 ppm CO2 con la precisione di 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione): valore massimo e minimo + la funzione di allarme per CO2!
  • misura la temperatura con precisione 0,1 °C (±0,5 °C)
  • misura l’umidità relativa dell’aria con precisione 0,1% umidità rel. (max ±3% umidità relativa)
  • tutto con un intervallo di misurazione di 2 secondi
  • data e ora
  • tutto con display retroilluminato (infatti si attacca alla spina).

Un’alternativa economica è il Autopilot APCEM Monitor CO2 qui sotto:

monitorare aria co2

Raccontatemi le vostre esperienze!

Sospettate che ci sia anche formaldeide in casa? Potete fare un test formaldeide da soli:

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Anche se non si vede, la VMC abbassa il livello di Co2

Ogni committente che si prepara per una ristrutturazione o qualche opera interna vede nella ventilazione meccanica controllata, anche solo puntuale – o decentralizzata come si dice, l’apparecchio ideale per riuscire a diminuire il livello di umidità interna nel periodo invernale.

Tutti i committenti di nuove costruzioni vedono nell’impianto di vmc l’apparecchio ideale per fare l’ultimo salto verso l’alto nella classe energetica dell’edificio.

Tutto esatto e corretto. Sono rari invece i committenti che si rivolgono a questa tecnologia di rinnovo dell’aria con recupero di calore perché preoccupati del livello di Co2 negli ambienti – la VMC.

VMC abbassa il livello di Co2

L’alto tasso di concentrazione di Co2, specialmente nelle camere da letto padronali dove due adulti consumano molto ossigeno per molte ore consecutive, non si vede. Il livello di Co2 si può monitorare naturalmente, ma non si vede, è invisibile.

Il problema di troppa Co2 non è solo un problema della camera da letto, il pianeta sta soffrendo di livelli mai conosciuti:

la VMC abbassa il livello di Co2

Leggi di più sul tema qui: Atmospheric carbon dioxide is at its highest level in human history and is changing our climate before our eyes. NASA’s new Orbiting Carbon Observatory-2 space satellite will probe the carbon cycle like never before, telling us where the carbon is going and giving us clues as to where we will end up.

          

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La VMC antimuffa

forse mi sono espresso male in altri articoli riguardanti la VMC: la ventilazione meccanica controllata non è uno strumento per combattere la muffa, piuttosto è uno strumento che alza la qualità dell’aria interna, recupera il calore che altrimenti andrebbe perso arieggiando un locale e (conseguenza invernale) abbassa l’umidità relativa interna dell’ambiente.
L’aria fredda esterna che passa per lo scambiatore di calore viene riscaldata e immessa nell’ambiente: l’aria fredda esterna, se riscaldata, ha un’umidità relativa molto più bassa (aria molto secca).

Prendere l’aria di fuori sostituendola all’aria di dentro equivale a seccare l’aria: non abbiamo deumidificato l’aria vecchia! abbiamo preso l’aria esterna, l’abbiamo riscaldata quanto il recuperatore di calore ci ha permesso (in base alle sue prestazioni) e l’abbiamo immessa nell’ambiente.

Se installiamo una VMC con un recuperatore di calore scarso (leggi max50%), se fuori è 0° C, l’aria entra (forse) con temperatura +10° C e, in continuo, in un piccolo locale, potrebbe anche raffreddare troppo l’ambiente dove è installata. Il locale che subisce questo ricambio eccessivo non mantiene una temperatura di comfort e anche le temperature superficiali scendono.
Quindi, anche la regolazione della portata d’aria della VMC può peggiorare la prestazione del recuperatore di calore: più l’aria passa velocemente… meno scambia!

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Quale VMC scegliere: sigle incomprensibili come ERV (Energy Recovery Ventilation) o HRV (Heat Recovery Ventilation)

Molti lettori che vogliono approfondire il tema VMC, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, si saranno già imbattuti in pagine web tanto interessanti quanto ricche di sigle o abbreviazioni a cui non siamo abituati.

Ricorrenti sono ERV che sta per Energy Recovery Ventilation e HRV, cioè Heat Recovery Ventilation.

Le macchine HRV recuperano solo l’energia sensibile, invece le ERV grazie al nucleo entalpico permeabile all’umidità permettono in estate di deumidificare l’aria immessa dall’esterno  sfruttando l’aria esausta espulsa dall’interno, già deumidificata  per esempio dal condizionatore, riducendo  i consumi del condizionatore d’aria.

ERV sta per Energy Recovery Ventilation

Le ERV, in regime invernale mantengono l’umidità interna ad un livello ottimale (senza scendere sotto il 40%) : il  nucleo entalpico permeabile all’umidità umidifica l’aria esterna immessa all’interno  che contiene tassi assoluti di umidità molto bassi.

Ricordiamo sempre che quando all’esterno ci sono -5° C, l’aria estera immessa all’interno contiene  una umidità assoluta di 3 g/mq e una umidità relativa del 90%,  appena questa raggiunge i 20° C ambiente l’umidità relativa sarà il 17,6% (ci sono solo e sempre  3 grammi di acqua in ogni metrocubo d’aria).

L’ Umidità relativa (Ur), espressa in percentuale rispetto a quella assoluta, ci dice quanto vapore è contenuto nell’aria di un ambiente: la misurate con facilità se avete uno strumento come questo:

Se a una certa temperatura T l’aria contiene il 60% di umidità relativa significa che essa contiene il 60% della quantità massima di vapore che può essere contenuta a quella temperatura. Se scende la temperatura, l’umidità relativa sale fino a saturazione (Ur 100%), quando inizia la formazione di acqua: questa temperatura più bassa si dice Temperatura di condensa o di rugiada. Tutto questo a pressione costante!

In estate più il clima è umido e maggiore sarà l’apporto dell’ERV e maggiore sarà il risparmio energetico, ma anche maggiore sarà il comfort grazie al mantenimento di una temperatura ed un tasso di umidità costanti ed omogenei, evitando gli sgradevoli sbalzi di temperatura e umidità provocati dai ricambi d’aria incontrollati effettuati apprendo le finestre.

Una macchina ERV lavora proprio come un recuperatore di energia totale a condizione che ci sia una differenza di temperatura e/o di umidità tra interno ed esterno.

Non dimentichiamo che una macchina per ventilazione VMC ci aiuta a mantenere livelli di umidità confortevoli senza dover arieggiare spesso, ma allo stesso tempo ci permette di abbassare il livello di Co2 presente negli ambienti. E’ sorprendente come in un locale correttamente arieggiato cresca la concentrazione di Co2 appena si chiudono le finestre: già dopo qualche ora, a seconda della cubatura dell’ambiente, la concentrazione supera facilmente le 1100ppm!

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Controllare la concentrazione di Co2 e il meteo

Non possiedo un iPhone. Sono sempre davanti al computer, e se non sono lì, mi fa anche piacere ricevere solo telefonate.

Tutti quelli che conosco ce l’hanno, e allora ecco cos’ho trovato.. una stazione meteo che misura la qualità dell’aria interna ed esterna Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium (Modulo interno e Modulo esterno)

Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium

  • temperatura,
  • umidità,
  • pressione,
  • livelli di CO2 (Quando i livelli di CO2 diventano eccessivi, ricevi immediatamente un avviso sul tuo iPad, iPhone o iPod touch, così puoi agire immediatamente aumentando la ventilazione dell’ambiente),
  • e altro ancora sia all’esterno che all’interno.

Si connette tramite WiFi fornendoti l’accesso immediato ai dati raccolti dalla stazione. Tiene traccia e controlla il meteo e la qualità dell’aria. Ricevi avvisi sulla qualità dell’aria in tempo reale.

Più che altro mi sembra molto interessante per monitorare l’aria all’interno della casa conoscendo finalmente con esattezza la concentrazione di Co2, l’umidità interna e altri valori: forse in questo modo ci renderemmo meglio conto che una ventilazione meccanica controllata potrebbe veramente migliorare la nostra vita. Se invece la VMC è già installata potremmo controllare se lavora bene o male!

monitorare Co2 in casa app netatmo

App Netatmo è disponibile gratuitamente all’App Store.

Sembra un bell’aggeggio. Se avessi un iPhone, un iPod o un iPad penserei ad acquistarlo.

monitorare Co2 in casa app netatmo

Se conoscete questo prodotto, lasciate una recensione o proponete un’alternativa!! grazie.

Per una recensione più tecnica:

  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-stazione-meteo-che-misura-anche-qualit%C3%A0-dellaria
  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-report-preliminare

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Ha senso installare una VMC nelle case del Sud Italia? anche a Messina?

 L’Italia ha zone climatiche molto diverse e spesso mi si domanda se tutte le strategie di risparmio energetico abbiano veramente senso anche per gli edifici nelle zone del Sud, dove il clima più favorevole tende a ridicolizzare tanti sforzi progettuali di coibentazione e attenzione al risparmio energetico.

Si può affermare che coibentando adeguatamente e progettando l’ombreggiatura il buon clima mediterraneo del Sud Italia permette di avere una casa a basso consumo energetico se riesce a offrire una buona ventilazione naturale.

Con questa premessa può sembrare che l’ermeticità della casa e il recupero del calore attraverso la ventilazione meccanica controllata siano cose indispensabili solo per i climi più freddi e in genere per il Nord Italia.

Anche perchè al sud finestre e porte sono spesso lasciate aperte e gli ambienti beneficiano del buon clima esterno.

La ventilazione naturale notturna, che funziona se l’edificio è nato con questa progettazione, può mantenere la casa in confortevole temperatura per gran parte della stagione estiva.

VMC con recupero di calore nel sud italia

Allora, se la nostra casa è a Bari, o a Lecce, o a Messina vale la pena installare una VMC con recupero di calore?

recupero di calore nel sud italia

L’architetto Davide Reggiani, Studio a Barcellona, ha fatto un’ottima analisi in questo senso:

Ho realizzato dei calcoli comparativi dove analizzo una soluzione con VMC e una soluzione con ventilazione naturale per due diverse case unifamiliari, una di 105 mq di superficie e l’altra di 200 mq.

Ho simulato con il Passive House Planning PackagePacchetto per la progettazione di case passivePHPP, differenti scenari per differenti climi “molto caldi” (Lecce, Bari, Messina), ovvero con temperatura media del mese più freddo intorno ai 9ºC o superiore.

Ho raccolto quindi i risultati della domanda di riscaldamento, la domanda di raffrescamento (sensibile e latente), il corrispondente consumo elettrico totale (che tiene conto del consumo del ventilatore nello scenario VMC) e infine il consumo di energia primaria, tutto calcolato secondo questi indici (Pompa di calore con COP=3 e Indice Energetico dell’elettricitá di 2,7).

i RISULTATI, senza annoiarvi con tanti numeri:

I risultati del calcolo confermano che la VMC  fa risparmiare energia anche nei climi caldi, essendo il caso di Bari (il meno caldo di tutti) quello dove il risparmio è maggiore.

Più il clima è caldo, minore è il risparmio energetico che si ottiene con una VMC.

Osserviamo poi che quanto maggiore è il volume dell’edificio, tanto maggiore sará il risparmio di energia nel caso con VMC, perchè le rinnovazioni d’aria saranno riferite ad un volume maggiore di aria e quindi anche il recupero di energia della VMC sará più grande in valore assoluto.

Numericamente stiamo parlando di un risparmio energetico intorno al 15-20% del consumo energetico globale (quindi anche della spesa sulla fattura energetica) della VMC rispetto alla ventilazione naturale.

Se pensiamo però che stiamo parlando di edifici Passivi, che quindi hanno una domanda energetica molto bassa, ci accorgiamo che in termini assoluti il risparmio economico puó aggirarsi attorno ai 200-600€ annuali, a seconda delle dimensioni dell’edificio.

Considerando il costo economico di un impianto completo di VMC (almeno 8.000 euro dipende dal tipo e dalla portata naturalmente) con tempi di ammortamento variabili tra i 15 e i 20 anni, a mio avviso questo risultato puo essere interpretato come segue:

interpretazione dei RISULTATI:

  1. Consapevole che il risparmio energetico ed economico di un sistema di VMC in climi caldi è limitato, decido ugualmente di installarlo pensando al comfort interno (temperature più omogenee ed elevate, senza possibili correnti d’aria fredda) e alla diminuzione della potenza di riscaldamento, che mi puó permettere di installare un impianto che si basi solo sul post-trattamento dell’aria di rinnovazione.
  2. Decido di prescindere dalla VMC e affidarmi alla ventilazione naturale, consapevole però che se voglio rientrare nei limiti di domanda energetica imposti dallo standard Passivhaus dovró migliorare considerevolmente le prestazioni dell’involucro (aumento considerevole dello spessore dell’isolamento)

Per riassumere:

questo studio ci aiuta a capire che

  • la VMC resta uno strumento valido per ridurre sia la domanda energetica che il consumo di energia primaria di un edificio, anche in climi caldi
  • quanto più caldo il clima e quanto minore la superficie dell’edificio o alloggio in esame, tanto minori saranno i risparmi di energia di una VMC.

Resta la consapevolezza di sapere che ogni edificio ed ogni clima sono diversi e per valutare bene le scelte progettuali è sempre necessaria una simulazione personalizzata ed individualizzata dell’edificio oggetto di studio.

 architetto Davide Reggiani

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VMC pregi e difetti

   Una giornata come quella di ieri, con vento, pioggia e freddo, e le case mantengono le finestre chiuse, basta guardarsi in giro, e questo comporta il non corretto ricambio d’aria nelle nostre abitazioni: ecco uno dei motivi per installare la ventilazione meccanica controllata (VMC).

vmc-pregi-ventilazione-meccanica-controllata

Gli impianti VMC hanno costi diversi:

  • poca è la differenza dovuta alla marca
  • alta invece è la differenza tra VMC:
  1. il grado di rendimento di recupero (guardate sempre che vi sia l’ente di certificazione validato),
  2. l’assorbimento elettrico meglio se inferiore a 0.6 W/m3h (meglio inferiore a 0.45 W/m3h),
  3. la tipologia di filtri,
  4. il by-pass estivo (controllate se è previsto),
  5. il regolatore (controllate cosa vi permette di fare o non fare)
  6. la rumorosità (specialmente se non disponete di un vano da dedicare appositamente).

Pregi della VMC:

  • Qualità di vita migliore, lavorare e dormire con una fornitura continua di aria fresca esterna.
  • Per allergici: pollini, spore, polvere vengono filtrati attraverso il filtro.
  • La polvere presente in sospensione nelle stanze viene continuamente scaricata all’esterno.
  • Gli insetti restano fuori.
  • Le sostanze inquinanti prodotte nelle nostre case come CO2, emissioni dei mobili, adesivi, prodotti chimici per la casa come la formaldeide vengono scaricati all’esterno.
  • Gli odori di camere cucina, bagni e WC vengono espulsi all’esterno in continuo (recuperandone il calore).
  • Riduzione dell’ umidità.
  • Le perdite di calore per ventilazione sono ridotti del circa il 70%.
  • Non ci sono più correnti d’aria dovuti all’apertura delle finestre.
  • Protezione dai rumori esterni (strade, ecc), e quindi un sonno tranquillo e riposante con la migliore qualità dell’aria.

Difetti della VMC:

      • Quando la conosci non riesci più a farne a meno.

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Guida per riconoscere il buon impianto VMC

 Se state diventando proprietari di casa nuova e siete ad un passo dalla decisione per l’acquisto della Vostra prima classe A sapete già che la Vostra futura casa sarà dotata della ventilazione meccanica controllata con recupero del calore, la VMC.

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id=”attachment_5609″ align=”aligncenter” width=”500″ caption=”la-vostra-futura-casa”

Quell’ “aggeggio” che permette ad un edificio di fare l’ultimo salto di classe energetica. Quando l’involucro è ben fatto e le dispersioni per trasmissione sono contenute (tipico di una classe A), le perdite per ventilazione (in senso energetico!) appaiono, in relazione, veramente alte e l’unico modo per contenerle (abbassarle) è proprio installare un impianto di ventilazione VMC.

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id=”attachment_5611″ align=”aligncenter” width=”500″ caption=”ventilazione-meccanica-controllata-con-recupero-del-calore”

La VMC infatti recupera gran parte del calore dell’aria che viene espulsa consumando una modestissima quantità di energia elettrica: in proporzione consuma 1 e recupera 10! Dipende dal modello e da altri aspetti.

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id=”attachment_5610″ align=”aligncenter” width=”500″ caption=”schema-ventilazione-meccanica-controllata-con-recupero-del-calore”

Allora, felici di diventare futuri proprietari di casa e anche di questo nuovo e ancora poco conosciuto impianto? Lo sarete! Ve lo garantisco io. Una vita con meno CO2 in casa è sempre una bella cosa.

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id=”attachment_5616″ align=”aligncenter” width=”500″ caption=”acquisto-casa-classe-a-con-vmc”

Se non avete ancora deciso, firmato, pagato potreste mettervi al riparo da qualche spiacevole sorpresa chiedendo alcuni chiarimenti sull’impianto di VMC che è stato installato in casa Vostra, anzi, nella forse futura casa Vostra!

Ecco per Voi una sintetica ma ricca checklist per la VMC, una guida che aiuta anche a riconoscere il buon impianto dall’impianto installato solo perchè si doveva vendere:

  • è stata fatta la coibentazione acustica di tutte le canalizzazioni e della macchina stessa? (spesso è richiesto un calcolo acustico per avere la certezza che dove è stata installata la macchina di VMC non si superino i 35 dB e nell’ambiente non si superino i 25 dB)
  • dove è installata la macchina VMC date un’occhiata alla coibentazione delle due tubazioni verso l’esterno, hanno un aspetto curato o frettoloso?
  • dove sono installati i silenziatori? (il silenziatore ha il compito di evitare la trasmissione sonora trasportata dall’aria attraverso le condotte di ventilazione)
  • dove sono installati i dispositivi antincendio? (evitano la propagazione di fuoco e fumo)
  • è stata lasciata l’accessibilità alle aperture per la manutenzione?
  • c’è il bypass estivo?
  • il test di pressione dell’edificio secondo UNI EN ISO 13829 è stato superato?
  • le canalizzazioni sono perfettamente pulite da sporcizie di cantiere?
  • i filtri sono puliti? e di che classe sono? (meglio se di classe F7 in sù) dove si trovano i ricambi? sono filtri in conformità alla EN 779?
  • i pre-filtri sono stati inseriti nelle bocchette di estrazione dell’aria? (le bocchette che portano via l’aria viziata senza pre-filtri sporcano le tubazioni inevitabilmente)
  • è stata fatta la regolazione delle portate d’aria? c’è la documentazione di tutti i settaggi? immissione ed estrazione sono bilanciati?
  • è nell’abitazione il manuale d’uso completo?
  • se l’aria esterna passa nel terreno (scambiatore di calore ad aria nel terreno) lo scarico condensa è del tipo a doppio sifone o c’è una pompa ad immersione? dove si trova il pozzetto?
  • dove si trova la presa dell’aria esterna? in un luogo dove ci piacerebbe respirare per gli anni a venire o vicino ai garges o alla spazzatura?

buone decisioni a tutti i lettori!


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VMC e salubrità delle case: i filtri della ventilazione confortevole

Quali filtri montiamo sulle VMC ? Parliamo di filtrazione dell’aria esterna attraverso impianti di ventilazione meccanica controllata, l’efficienza di un filtro misura la capacità del filtro di rimuovere le particelle che lo attraversano.

filtro vmc

  • Micrometro o micron = 0.000001m
  • Nanometro = 0.000000001m

Gli inquinanti dell’aria sono:

  • il monossido di carbonio,
  • gli ossidi di zolfo,
  • gli ossidi di azoto,
  • l’ozono,
  • il particolato,
  • il radon,
  • il benzene,
  • l’asbesto,
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed il cloruro di vinile.

Riguardo il particolato o polveri sottili:

  • le particelle con diametro superiore ai 10 µn si fermano nelle prime vie respiratorie
  • le particelle con diametro tra i 5 e i 10 µn raggiungono la trachea ed i bronchi
  • le particelle con diametro inferiore ai 5 µn possono raggiungere gli alveoli polmonari

Radon: mediamente 12 micron
Benzene: mediamente 1 micron
Polline e spore : da 5 micron a 200 micron
Acari : da 5 micron a 20 micron
Fumo di tabacco : mediamente 1 micron

Secondo le normative EN-779 ed EN-1822 i filtri si suddividono in:

Gruppo ”G” = filtri per polvere grossa (Classificazione dei filtri di ventilazione generale secondo EN 779)

  • Filtro G1 : efficienza con polvere sintetica tra 50% e 65%
  • Filtro G2 : efficienza con polvere sintetica tra 65% e 80%
  • Filtro G3 : efficienza con polvere sintetica tra 80% e 90%
  • Filtro G4 : efficienza con polvere sintetica tra < 90%

Gruppo ”F” = filtri per polvere fine (5 micron)   (Classificazione dei filtri di ventilazione generale secondo EN 779 )

  • Filtro F5 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 40% e 60%
  • Filtro F6 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 60% e 80%
  • Filtro F7 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 80% e 90%
  • Filtro F8 : con particelle di 0.4 micron – efficienza tra 90% e 95%
  • Filtro F9 : con particelle di 0.4 micron – efficienza < 95%

 

Gruppo ”U” e ”H” = filtri ad alta efficienza (0.1-0.3 micron)   (Classificazione dei filtri HEPA e ULPA secondo EN 1822 )

  • Filtro H10 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 85%
  • Filtro H11 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 95%
  • Filtro H12 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.5%
  • Filtro H13 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.95%
  • Filtro H14 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.995%
  • Filtro H15 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.9995%
  • Filtro H16 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.99995%
  • Filtro H17 : con particelle di 0.4 micron – efficienza 99.999995%

I filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air filter) e ULPA (Ultra Low Penetration Air) sono veri e propri mezzi sterilizzanti la cui funzione non dipende dalla natura dei microorganismi presenti: sono filtri assoluti.

HEPA:

  • filtrazione compresa tra l’85% (H10) e il 99,995% (H14)
  • può rimuovere gli acari, le polveri in sospensione ed alcuni composti organici volatili (altamente consigliati per chi soffre di allergia)

ULPA:

  • filtrazione tra il 99,9995% (U15) e il 99.999995% (U17)
  • sono dotati di una specificità di efficienza di filtraggio per ambienti in cui deve essere mantenuto un più alto grado di aria pulita, come camere bianche, sale operatorie, laboratori batteriologici, ecc. Un filtro ULPA è in grado di trattenere le particelle di 0,12 ?m di dimensioni con un’efficienza del 99,999%.


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VMC e formaldeide

La formaldeide è anche chiamata Metanale e già da qui si intuisce che può far male… fa anche rima.

Scherzi a parte, sapete dal numero dei miei post sulla ventilazione meccanica controllata quanto io sia favorevole alla VMC. Qui non parlo di risparmio energetico! Parlo di qualità dell’aria!

vmc-formaldeide

Visto l’enorme impiego di resine derivate dalla formaldeide nelle produzioni di:

  • manufatti,
  • rivestimenti ,
  • resine termo-indurenti,
  • laminati plastici,
  • adesivi
  • schiume isolanti

e considerato che queste tendono a rilasciare nel tempo molecole di formaldeide in ambiente, io non ho dubbi che "cambiare aria" sia più salubre rispetto a lunghe apnee e arieggiamenti forse mal eseguiti (quando eseguiti).

La formaldeide è uno dei più frequenti inquinanti di interni:

  • vernici collanti di pannelli in legno di truciolato, nobilitato o medium-density fibreboard
  • pannelli fonoassorbenti dei controsoffitti
  • pareti divisorie degli uffici open space

Nel tempo tende a volatilizzarsi nell’ambiente: l’ossidazione del metanolo si decompone in aria diventando una sostanza tossica.  La formaldeide è un potente battericida, e negli additivi alimentari ha la sigla E 240 (come conservante).

Ora non pensate di vivere sotto formalina! le concentrazioni di formaldeide presenti normalmente in casa sono generalmente basse.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità indica come limite massimo di concentrazione accettabile di formaldeide in casa, 100 microgrammi per metro cubo, cioè 0,1 parti per milione (ppm).
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene.

Se state facendo lavori in casa, pensate anche alla VMC!

non ve ne pentirete.

federico_sampaoli_espertocasaclimacomsostegno-al-blog-espertocasaclima.com

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