Category Archives: riscaldamento

Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.



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Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-06

La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-05

Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-01

Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-04

La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
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per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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Il pellet ti dà una mano

Ricordate quando nei gloriosi anni ’80 il metano ci dava una mano?

metano pellet

Da lì in poi il prezzo è ben salito.

Quando il 1° gennaio 2015, il comma 711 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), aveva previsto per il pellet l’aumento dell’iva al 22% ho subito pensato “ci risiamo”! Appena tutti si buttano sul pellet… scherzetto! 22%!

Il pellet ti dà una mano!

metano pellet 1

Beh, l’iva ritorna al 10% nella bozza del disegno di legge Stabilità 2016.

vale sempre il motto:

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driving directions

Controllo fumi e manutenzione della mia caldaia a condensazione

Avete da qualche anno una caldaia a condensazione, è sempre andata bene, non avete mai dovuto fare interventi… Ma cosa si dovrebbe fare per essere completamente in regola? Prendete appunti:

caldaia condensazione manutenzione-01

Sapere cos’è il controllo fumi in brevissimo:

  • analisi della combustione per verificarne il rendimento,
  • analisi della concentrazione di ossido di carbonio (CO)
  • analisi dell’indice di fumosità. 

quando:

  • in concomitanza di ogni eventuale manutenzione straordinaria
  • alla prima messa in esercizio dell’impianto
  • ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatore di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kW ed alimentati con combustibili solidi o liquidi.
  • ogni 4 anni se a gas, GPL o metano con potenza tra 10 e 100 kW.

come riportato nel DPR 74/2013. Se avete voglia di leggere interamente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 cliccate sul link.

Per quel che ne so io, la manutenzione ordinaria della caldaia consiste in:

  • pulizia del bruciatore
  • pulizia dello scambiatore di regolazione
  • verifica del corretto scarico dei fumi.

quando:

  • secondo le periodicità stabilite dal fabbricante della caldaia.

caldaia condensazione manutenzione-02Ma il bollino blu della cadaia, cos’è? Serve? Bisogna averlo?

Il bollino blu certifica il buon funzionamento e ce lo rilascia chi fa la revisione alla caldaia. La Pubblica Amministrazione fa dei controlli a campione e vuole vedere questo bollino blu che riporta un codice: questo codice identifica per sempre la nostra caldaia.

E’ proprio sul Libretto d’impianto, quello che dovreste avere dal 1° giugno 2014, che figurerà, se lo avrete meritato, il bollino blu.

Prima di chiudere ricordiamo qualche punto, il minimo del nostro dovere:

  • nel momento dell’ installazione caldaia, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica
  • dopo un anno e fino al quarto manutenzione (prova dei fumi opzionale) compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento del Libretto d’impianto
  • al 4° anno: manutenzione, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento Libretto d’impianto

Le mie personali esperienze di manutenzione non sono state positive: prima di metter le mani sulla caldaia tutto funzionava egregiamente, da quel momento in poi, un bagno di sangue di ricambi…

Si dice che una manutenzione fatta a regola d’arte di una caldaia di casa costi 100 euro, prova fumi inclusa: controllo visivo del camino, rimozione del bruciatore per pulizia scambiatore e bruciatore, controllo della pressione dei vasi d’espansione, verifica della durezza dell’acqua e del sistema di trattamento dell’acs e di quella del riscaldamento, scrivere il rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è gran confusione e pochi sanno esattamente cosa dovrebbero fare… Partecipa al mini sondaggio! ovviamente è anonimo e non dovete registrarvi!


vale sempre il motto:

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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Il mio condominio è obbligato alla contabilizzazione del calore?

Il D. Lgs. 102/2014 obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31 dicembre 2016: a partire dal 2017 scatteranno le sanzioni per la mancata installazione  e per la ripartizione delle spese del servizio di riscaldamento non conforme a quanto previsto.

D.LGS. 102/2014 – Attuazione della direttiva 2012/27/UE

se il riscaldamento o la fornitura di acqua calda vengono da un sistema di fornitura centralizzato entro il 31 dicembre 2016 si deve installare un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura.

E nei casi di impossibilità tecnica? Una bella relazione tecnica del tecnico abilitato!

Se l’uso di contatori individuali non è tecnicamente possibile o non efficiente in termini di costi, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore.

Un balzello burocratico o un modo per spingere i singoli utenti a rendersi conto dei propri consumi reali?

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Come accendere una stufa a legna con pellet senza fumo

 Caricare una stufa a legna con faggio tagliato corto e accendere il fuoco in modo perfetto e senza fumo è possibile con alcune semplici accortezze che ho spiegato nell’articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere e che consiglio di leggere.

Ora che abbiamo migliorato il metodo di accensione e abbandonato le vecchie cattive o sbagliate abitudini possiamo anche provare ad utilizzare il pellet. Non amo il pellet e la sua fiamma non mi scalda affatto il cuore, ma sarà capitato anche a voi di acquistare un sacco da 15kg in offerta oppure riceverlo in prova da qualche distributore. Allora perchè non usarlo? e capire soprattutto come usarlo!

Mantenere la cenere del giorno prima è sempre un’ottima idea! ruba un po’ di spazio ma fa funzionare la stufa molto meglio che se fosse svuotata e ripulita.

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Consiglio di comprimere la cenere vecchia in modo da formare un letto compatto e più basso. Si chiama letto caldo (anche se ormai freddo).

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Sistemate un bel pezzo di legno come sponda ulteriore in modo tale da poter caricare un bel po’ di pellet senza che frani verso lo sportello.

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Tutto pronto o quasi. Il pellet è stato ben ammucchiato dietro al pezzo di legno: non è pratico ed è un lavoro da paletta un po’ noioso. Meglio legna che pellet!

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Prepariamo la miccia e diamo fuoco! Consiglio sempre qualche pigna bella secca:

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In breve tempo, e senza fumo, le fiamme delle pigne scaldano velocemente la canna fumaria ed è proprio la canna dei fumi scaldata in fretta che garantisce un buon tiraggio verso l’alto!

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Appena le pigne daranno il meglio delle loro fiamme anche il pellet inizierà ad accendersi e mentre brucerà accenderà anche il bel pezzo di legno che stava a fare sponda. La cena calda è assicurata

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Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

Dal 1 settembre 2013 le caldaie installate ex novo devono scaricare a tetto. Ci sono alcune deroghe previste nei casi elencati nell’art.17 bis della Legge n.90/2013, successivamente modificato con l’art.14, commi 8-9 del D.Lgs. n.102/2014.

Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

L’Articolo 674 del Codice Penale parla di “Getto pericoloso di cose”… atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero provocare emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda.

Tra le più recenti “Cass.pen.sez.III, del 07-05-2013 n.19530.

Non è necessario che le emissioni siano vietate da speciali norme giuridiche, essendo sufficiente che esse superino il limite della normale tollerabilità (diritto alla salute espressamente previsto dall’art. 32 della Costituzione).

La fattispecie di cui all’art. 674 Cod. pen. ha natura di reato di pericolo e di reato istantaneo per cui è sufficiente che i fumi producano almeno uno degli effetti prospettati nel disposto di legge e non è nemmeno richiesta la ripetizione di più atti.

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Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Negli ultimi 10 anni anche gli italiani hanno scoperto il comfort che offre un sistema radiante a pavimento. Quando funziona perfettamente il committente ne è felicissimo, ma quando c’è qualche problemino?

Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Lo sapevate che…

  • in un sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante in polistirene espanso preformato la tubazione tra le bugne può essere posata con diversi interassi per l’adeguamento delle potenzialità alle esigenze individuali? (nei locali più piccoli o più scarsamente coibentati è opportuno che ci sia più tubazione possibile)
  • il sistema deve essere fornito di documentazione attestante la resa determinata mediante simulazioni numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377?
  • il sistema dovrebbe essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo senza limite di tempo su tutti i prodotti per difetti originari, di produzione, assemblaggio e/o progettazione, contro i danni involontariamente cagionati a terzi con un massimale assicurato unico di almeno euro 3.500.000,00?
  • i lavori di manutenzione ed installazione dovrebbero essere assicurati come sopra specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00?
  • le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza ulteriori addebiti?
  • le campionature, schede tecniche e certificati del sistema devono essere forniti prima dell’inizio dei lavori per l’accettazione da parte della Direzione Lavori?
  • il pre-riscaldamento dovrà avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidrite e comunque vanno seguite le istruzioni del fornitore del massetto stesso?
  • per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento dovrà essere non superiore di 5°C rispetto alla temperatura esterna e dovrà essere aumentata di 2 o 3°C al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovrà essere documentato.

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Domotica e riscaldamento

Si stima che entro il 2020 il mercato dell’automazione e del controllo della casa a distanza salirà oltre il 10% (ricerca di mercato pubblicata dalla società di ricerca MarketsandMarkets).

Domotica e riscaldamento

I sistemi domotici per smart home, che garantiscono il controllo centralizzato dei dispositivi sono un boom: c’è una sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti, di soluzioni che permettano di gestire, in modo efficiente e semplice, le apparecchiature domestiche grazie all’affidabilità dei principali protocolli di comunicazione come KNX, DALI, e NEMA, e delle tecnologie wired e wireless, come BACnet, LonWorks, ZigBee, EnOcean, Bluetooth, Z-Wave, e Wi-Fi, che consentono una perfetta integrazione in rete.

Non sono sostenitore di complicazioni e impianti complicati, ormai lo sapete (già la vita non è semplice). Ma sento dai miei clienti un irrefrenabile desiderio di gestire il riscaldamento a distanza: è comune pensiero che staccare il riscaldamento perchè si esce di casa sia la manna dal cielo, il risparmio assoluto, l’efficienza che più efficienza non si può.

Non voglio portarvi degli esempi, non voglio nemmeno annoiarvi con i dati delle mie rilevazioni, non voglio fare il sapientone. Vi invito solo a provare: spegnete il riscaldamento perchè non siete in casa qualche giorno e poi riaccendetelo:

  • purtroppo non si risparmia, al contrario il consumo è maggiore.

Se avete una normalissima caldaia a metano potete fare una autolettura del gas e scoprire quanto io abbia ragione.

Questo è solo il primo aspetto negativo dell’interruzione del riscaldamento!

Quello che Vi sto per raccontare è ben più preoccupante, insidioso e costoso:

Non appena avrete tagliato il riscaldamento (OFF) succede una cosa che molti di voi non conoscono (una cosa inizialmente invisibile – solo inizialmente):

  • cessa il riscaldamento
  • il consumo di metano si ferma
  • gli ambienti cominciano a scendere di temperatura
  • le superfici interne abbassano ulteriormente la loro temperatura
  • le condense superficiali sono in agguato
  • tutte le zone più interessate da ponti termici perdono temperatura ancora più velocemente delle restanti superfici
  • qui le condense superficiali sono più più che in agguato
  • la ventilazione manuale attraverso le finestre è assente dal momento in cui si è spento il riscaldamento
  • l’umidità interna non sale perchè ce ne sia di più o perchè se ne generi di più
  • l’umidità interna sale perchè la temperatura dell’aria sta scendendo
  • l’aria con temperatura inferiore può contenere una quantità di vapore inferiore (senza condensare)
  • le condense superficiali non sono più in agguato, sono una realtà!
  • ecco che le finiture interne cominciano ad andare in sofferenza, gli aloni neri sulle superfici più fredde sono la prima visibile antiestetica conseguenza.

2015: ripetete con me <<mai più l’impianto di riscaldamento su OFF ! >>

La domotica lasciatela sugli scaffali dei negozi! Non ci serve. Il Vostro iPhone usatelo per fare buone foto! Il danaro risprmiato investitelo in ulteriore coibentazione!

Voi avete esperienze diverse? Raccontateci.

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La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

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Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA - potenza 2100 W - consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


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Metto il condizionatore d’estate senza isolare

L’investimento maggiore che richiede un isolamento termico adatto alla protezione estiva è dovuto in gran parte al materiale che viene impiegato e non ad accorgimenti di posa particolari. Secondo la mia esperienza accadono 3 cose in Italia:

  • il committente non conosce la differenza tra i vari materiali per coibentazione disponibili sul mercato e dunque non distingue i coibenti che offrono anche protezione dal caldo
  • il committente impaurito dall’investimento sull’involucro con un intervento di efficienza energetica getta la spugna e rinuncia (da qui la frase ricorrente <<metto il condizionatore d’estate e non faccio l’isolamento! >>)
  • il committente non possiede un’abitazione singola e gli altri proprietari non intendono partecipare all’intervento

 Negli edifici con diversi appartamenti è noto che alcuni appartamenti sono a rischio surriscaldamento, mentre altri muoiono di freddo.

Le mansarde sono un tipico ambiente a rischio surriscaldamento per mancata o sbagliata coibentazione termica.

Poche sono le famiglie inclini alla sofferenza perpetua dovuta al caldo estivo e il risultato lo abbiamo tutti davanti al naso: condizionatori installati qua e là ovunque.

isolamento dal caldo

 La Cassazione parla di innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, e come tale vietata, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

Pensate che la sentenza n. 20985 del 6 ottobre 2014 ha rigettato il ricorso presentato da due cittadini condannati alla rimozione di condizionatori apposti sulla facciata del condominio e all’integrale ripristino dello stato dei luoghi (applicazione dell’art. 1120 c.c.)

Si deve ricordare che “i rapporti tra l’esecutore delle opere e la pubblica autorità investita della tutela urbanistica non possono interferire negativamente sulle posizioni soggettive attribuite agli altri condomini dall’art. 1120 c.c., comma 2, per la preservazione del decoro architettonico dell’edificio.

isolamento dal caldo

e non sono solo gli occhi a soffrire! sono anche le orecchie! addio silenzio e nervosismo assicurato!  Sventoliamo bandiere della pace e poi la pace ce la lasciamo rovinare dal vicino di casa! Ribelllliamoci!

 immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel

I condizionatori non possono comportare immissioni in direzione della proprietà vicine: le immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel ad eccedere la rumorosità di fondo (insieme dei rumori di diversa origine che sussistono ‘normalmente’ nel contesto) sono vietate.

La condanna penale può scattare nei confronti di coloro che installano impianti di condizionamento rumorosi (reato di disturbo della quiete pubblica verso le persone che risiedono negli alloggi limitrofi, anche se a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare).

Pensate che esistono regolamenti comunali con il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili del centro storico. In Italia? Non ci posso credere…

Basta impianti! Pensiamo a come e con cosa isolare le case.

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I pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo

Le ristrutturazioni che riguardano l’ultimo piano dello stabile possono prevedere di contenere le dispersioni verso l’alto e proteggersi dal caldo estivo coibentando la soletta del sottotetto. Intervenire all’estradosso dell’ultimo solaio è senza dubbio il progetto migliore in assoluto:

  1. non devo lavorare dentro all’appartamento
  2. posso scegliere tra tantissimi materiali e posarli con estrema facilità
  3. abbatto i costi
  4. non abbasso l’altezza interna degli ambienti

Naturalmente i ponti termici perimetrali non sono corretti e li devo correggere in fase progettuale se non voglio rischiare condense superficiali e con passar del tempo vedere formazione di muffa.

Con la soluzione di posare l’isolamento termico nel sottotetto – sempre che lo spessore garantisca adeguato sfasamento – il comfort estivo sarà molto elevato: tutta la massa del solaio diventa uno strato non surriscaldato dall’ambiente esterno disponibile per l’energia che non sappiamo dove scaricare all’interno degli ambienti.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-01

Non avendo diminuito l’altezza interna è possibile che si prenda in considerazione l’installazione di pannelli radianti a soffitto: i nuovi pannelli radianti prefabbricati per installazioni a secco a soffitto si collegano tra di loro con due semplici “clack”. Ultimamente questo impianto radiante a soffitto è sempre più utilizzato:

  • non tanto perchè scaldi meglio l’ambiente,
  • ma perchè è più facile da posare quando non si vogliono toccare i pavimenti
  • e funziona meglio quando si utilizza per raffrescare.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-02

Il progetto non fa una piega? Sì una piega purtroppo la fa!

  • nella stagione invernale il soffitto risulta ancor meno disperdente perchè il valore di trasmittanza termica U è ulteriormente migliorato grazie allo strato in eps dei pannelli radianti: tutto bene.
  • nella stagione estiva se il pannello radiante è in funzione per il raffrescamento non mi accorgerò di nulla: tutto bene.
  • nella stagione estiva con pannelli radianti spenti mi accorgerò che il comfort estivo peggiora sensibilmente: male.

Qual’è l’errore progettuale in questa ristrutturazione con ottimo isolamento del sottotetto e impianto di riscaldamento e raffrescamento a soffitto?

L’errore sta proprio nello strato “imprevisto” che viene ad aggiungersi alla stratigrafia iniziale

prima del progetto impiantistico avevamo:

intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

dopo il progetto impiantistico con pannelli radianti a soffitto:

cartongesso
EPS
strato d’aria
intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

La capacità termica areica interna di queste due stratigrafie è profondamente diversa!

  • la prima ha un elevato valore di capacità termica areica interna, quasi 70 kJ/m2K
  • la seconda stratigrafia ha una capacità termica areica interna ridotta a 14 kJ/m2K (molto peggiore)

Il solaio intonacato all’interno e coibentato all’esterno, con una capacità di assorbire calore internamente pari a 70 kJ/m2K, offre una prestazione fantastica per il comfort estivo passivo.

La Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) si esprime sempre con K1 [kJ/m2K]

L’ultima decisione dovrebbe essere presa in base al vero utilizzo della casa insieme ai committenti.

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L’ acqua calda sanitaria da caldaia istantanea a metano è costosa?

Chi utilizza una caldaia a metano per riscaldamento e per acqua calda sanitaria istantanea in realtà non conosce bene i propri consumi differenziati per riscaldamento e ACS, anzi spesso non li tiene nemmeno sotto controllo e si limita a pagare le bollette, sicuramente lamentandosi.

Le lamentele non hanno alcun senso fino a che non si tiene d’occhio il proprio consumo stagionale o mensile!

Tra le tipiche reazioni alla bolletta del gas metano per riscaldamento, almeno per chi ha un impianto autonomo, c’è la solita: << quest’anno metto i pannelli solari sul tetto e non ci penso più, almeno l’acqua calda! >>. Sfruttare l’energia del sole… chi sono io per dire che è sbagliato?

consumo acqua calda

L’impianto solare ci offre veramente l’acqua calda gratis, il sole non si paga. L’impianto comunque non ci arriva dal sole! Nè la sua manutenzione e nè lo spazio che ci occupa in casa l’accumulo. E l’impianto fa sì il suo dovere nei mesi più caldi ma porta solo un aiutino nei mesi più freddi, almeno in zona climatica E. Avete mai monitorato i consumi di gas metano nei mesi estivi per l’acqua calda delle vostre docce e della cucina? Se non lo avete mai fatto, cominciate almeno con il 1° di settembre (potete usare questo modello).

Ho monitorato personalmente il consumo di giugno luglio agosto della mia caldaia istantanea Immergas e posso dire che in 3 persone la lettura del gas segna un consumo medio giornaliero di 0,15 mc/ giorno – in tre mesi estivi abbiamo bruciato 13 mc abbondanti. Che valore vogliamo dare a questi 13 mc di gas metano per l’acqua calda sanitaria? 13,00 €?

Per risparmiare 13 € dovrei affrontare le spese di installazione di un impianto solare termico? Sì non devo dimenticare che anche negli altri mesi dell’anno c’è una certa resa dell’ impianto. Ma sono convinto che se voglio tagliare fortemente i costi del gas o mi decido ad isolare la casa o non vado da nessuna parte.

Presto scriverò un articolo sulle docce fredde, le docce del futuro!

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Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

Non regolare il termostato e risparmiare sul riscaldamento

Ho spiegato in diversi articoli che un termostato che permette mille regolazioni è completamente inutile ai fini del comfort e del risparmio sulla bolletta. Migliaia di famiglie cercano di regolare il termostato in dotazione sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio di metano e temperatura confortevole.

NETATMO NTH01-FR-EC - Termostato

L’errore sta proprio nello smanettare sulle impostazioni del termostato:

  • è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita,
  • sono le valvole dei corpi scaldanti che devono essere chiusi o aperti fino all’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Ho scritto di queste regolazioni del riscaldamento in articoli passati, seguiteli e tentate di avvicinarvi alla completa regolazione di equilibrio.

So benissimo che molti di voi possiedono uno Smartphone o un iPhone di ultima generazione e vorrebbero collegarlo al riscaldamento di casa, poter interagire a distanza dà un senso di potere e di efficienza. Non è così che io intendo l’efficienza energetica perchè lo sapete, sono più favorevole al funzionamento senza interruzioni degli impianti: temperature più basse e tempi lunghi sono la mia filosofia per ottenere più comfort, più stabilità di temperatura interna e temperature superficiali delle pareti perimetrali ben più elevate. Questa è anche la strada corretta per allontanare il rischio condense e il rischio muffa: quando le strutture riescono a stabilizzarsi a temperature più alte il gioco è fatto. Perciò io sono contrarissimo al on off on off on off dei termostati.

Convengo che un termostato standard non ha un design da urlo e molti di voi lo cambierebbero solo per non vederlo più, oppure per l’ebbrezza di farlo funzionare con il telefonino. Se resistete a tutto tranne che alle tentazioni potreste decidervi per il termostato connesso NTH01-FR-EC di Netatmo che permette di controllare il riscaldamento a distanza, o da fuori città.

Disegnato da Philippe Starck, NETATMO NTH01-FR-EC – Termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer e con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno. Non credo si possa risparmiare fino al 25% in termini di consumo energetico a furia di click… ma è un bell’oggetto.

Compatibilità: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 4, iPhone 4s, iPad mini, iPad (4ª generazione), iPad (3ª generazione), iPad 2, iPod touch (5ª generazione), smartphone Android 4.0 (minimo) con accesso a Google Play.

 

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Casa nuova, impianto nuovo

Quando l’involucro dell’edificio è performante…

nuova casa nuovo impianto-

Parliamo che si capisca tutti…  Quando la coibentazione della casa ha buoni spessori, e le dispersioni invernali sono molto ridotte, va a finire che il fabbisogno per riscaldamento incide magari per un 25 % circa, l’acqua calda sanitaria per un 40 % circa (mettiamo un po’ meno di 20 litri/giorno a 42 °C per persona) e l’eventuale raffrescamento per un 35 % circa dell’energia che consumiamo.

nuova casa nuovo impianto-

Il solito dilemma è scegliere la tipologia impiantistica più idonea e corretta: ogni scelta porterà alcuni vantaggi e alcuni svantaggi.

Ci sono committenti che partono a priori con un’idea fissa dell’impianto che sarà. Io ricordo sempre che quando avremo stabilito le caratteristiche dell’edificio, quello sarà il momento di parlare di progettazione d’impianti!

Ma come ragionare sugli impianti?

nuova casa nuovo impianto-04

Beh, il periodo di riscaldamento e raffrescamento saranno notevolmente ridotti, paragonando le esigenze di un edificio tradizionale molto disperdente, quindi anche l’impianto dovrà essere molto dinamico nel funzionamento!

Dinamico vuol dire che se ho bisogno di energia, la voglio, e subito! Non voglio inerzia, non mi serve! Il sogno di tutti noi abituati a case che necessitano di energia continuamente è il riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è veramente adatto ad una casa ben isolata?

nuova casa nuovo impianto-

che magari ha anche ottime vetrate con corretta esposizione? O si dovrebbe valutare un impianto a soffitto radiante? o a parete radiante? e a radiatori no? o a ventilconvettori?

Lanciamo la monetina? chiediamo a Mario? l’amico che sa tutto? E la figura del termotecnico Vi sembra proprio una spesa inutile? Chi meglio di lui può aiutarci ad analizzare i bisogni impiantistici della nostra nuova casa?

I sistemi di climatizzazione a scambio convettivo, che è maggiore per ventilconvettori (minore per radiatori e nullo per i radianti) sono molto reattivi: riescono a influire velocemente sulla temperatura dell’aria ambiente!

Con questi sistemi reattivi è possibile correggere la temperatura ambiente e di conseguenza quella operativa per portarla al valore ideale molto in fretta. Anche d’estate, se ci sono vetrate grandi, magari senza ottimi ombreggiamenti esterni o magari non correttamente posizionati manualmente, può capitare di aver bisogno di un impianto rapido nel riportare le condizioni ambientali ideali.

nuova casa nuovo impianto-

I sistemi radianti a pavimento sono una soluzione certamente ottimale per il comfort, ma immaginate se nessuno si è ricordato degli ombreggiamenti manuali… anche d’inverno, con belle giornate di sole, si va dritti verso il surriscaldamento dei locali, anche a 28 °C con cielo blu. E un bel massetto caldo di una casa ben isolata non si raffredda tanto facilmente!

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Per fare un esempio, se durante la notte il radiante a pavimento, con la sua temperatura, mantiene i 20 °C in ambiente (temperatura esterna 2 °C) e alle 10 della mattina entra il sole, il termostato ambiente si spegne – ma l’inerzia del pavimento già caldo non permette di assorbire la radiazione solare che passa dal vetro del serramento creando in questa maniera un surriscaldamento molto veloce e fastidioso.

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Il pavimento radiante, il tepore sotto i piedi, tanto a lungo sognato forse non è una buona scelta per la nostra nuova casa!

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I sistemi radianti a parete e a soffitto sono più lenti a modificare la temperatura dell’aria rispetto ai ventilconvettori e ai radiatori, ma sono più veloci rispetto al pavimento radiante.

E allora, devo tirare la monetina per decidere tra radiante a soffitto e radiante a parete? o per decidere di installare dei piccoli radiatori? e questi, in che punto li devo collocare per avere più comfort? quante colonne devono avere? posso prendere quelli nuovi belli e sottili che ho visto in alcune riviste?

Credo proprio che un buon termotecnico sia quello che ci vuole! E poi se il progetto di impianti non lo redige lui, che proposte riceverò dagli impiantisti direttamente? Di tutte e di più!

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nuovo Libretto di impianto

In materia sono ignorante anch’io, ma ho letto che il D.M. 10/02/2014 ha pubblicato i nuovi format di “Libretto di impianto” per tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e di “Rapporto di efficienza energetica”, entrambi applicabili dal 01/06/2014.

Questo nuovo Libretto di impianto si applicherà a tutti gli impianti per la climatizzazione, anche estiva, e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il nuovo Rapporto di efficienza energetica andrà compilato in occasione degli interventi di controllo e manutenzione.

Il libretto di impianto può essere scaricato in formato pdf da qui.


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Voglio avere la targhetta CasaClima

<< La mia casa sta venendo così bene.. e la coibentazione è diventata così spinta.. che quasi quasi mi viene voglia di chiedere la targhetta CasaClima. In fondo anche la targhetta della classe energetica ha il suo fascino – e poi un giorno magari la casa vale di più >>.  Sono frasi ricorrenti queste – il committente che è stato contagiato dal virus del risparmio energetico diventa lui stesso portatore sano della filosofia CasaClima.

targhetta CasaClima

Ma qual’è il corretto iter per ottenere la targhetta CasaClima?

Ma che costo ha la targhetta CasaClima?

E alla fine, quanto potrà costare seguire tutto il programma per arrivare alla certificazione Casa Clima?

Qualsiasi studio di progettazione è in grado di seguire l’iter della certificazione Casa Clima?

Secondo la Direttiva di Bolzano, l’iter burocratico è da svolgere PRIMA e non dopo aver costruito la casa.

Questo punto è fondamentale se si pensa ad una certificazione Casa Clima Bolzano con relativa targhetta energetica da attaccare sulla casa: non è possibile pensare e fare la Pratica Casa Clima al termine dei lavori!

 La tariffa per la certificazione CasaClima “standard” si calcola sulla base della superficie netta riscaldata da calcolo CasaClima (la superficie sarà verificata dall’Agenzia CasaClima durante l’iter di certificazione).

 Per una superficie riscaldata netta fino a 300mq ad esempio, la tariffa da pagare all’Agenzia è pari a 1.500 €.

 L’iter di certificazione CasaClima si suddivide in due fasi distinte:

  • Pre-Certificazione (Fase A): controllo e validazione preliminare del progetto
  • Certificazione (Fase B): controllo cantiere e certificazione del progetto

 La tariffa all’ Agenzia KlimaHaus si pagherà così:

  • Pre-Certificazione (Fase A): 60% dell’importo complessivo della certificazione
  • Certificazione (Fase B): 40 % dell’importo complessivo della certificazione

 Al ricevimento della documentazione richiesta per avvio dell’iter di certificazione (rif. Direttiva tecnica vigente) l´Agenzia CasaClima emetterà l’ordine di pagamento pari a quanto richiesto per la Fase A (Pre-Certificazione); l’incasso dell’ordine di pagamento darà l´avvio all’iter di certificazione.

CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione

Con l’incasso dell’ordine di pagamento della fase di pre-certificazione (Fase A) sará rilasciato al referente del progetto CasaClima il Logo ufficiale “CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione” che potrá essere utilizzato a scopi pubblicitari esclusivamente per il progetto per il quale si è richiesta la certificazione e secondo le specifiche contenute nel manuale d’uso che sará rilasciato con il logo stesso.

Per la certificazione CasaClima di edifici con una superficie fino a ( < ) 500 m² sono inclusi due sopralluoghi.

 La pratica però non va avanti da sola grazie al primo bonifico: ci vuole il Tecnico che sviluppa la Pratica Casa Clima!

Il tecnico dovrà svolgere la seguente mansione con un relativo costo di Progettazione :

  • il Modulo di Richiesta (da inviare in formato cartaceo e digitale)
  • la Lettera d’impegno
  • il Calcolo CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale), utilizzando la versione piú attuale del programma di calcolo CasaClima (Direttiva Tecnica CasaClima ).
  • il Progetto CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale) che contiene:
  1. la Planimetria con l’esatta indicazione del Nord geografico
  2. la Pianta di tutti i piani con evidenziate le superfici riscaldate con descrizione dell´involucro edilizio termico (tutti quegli elementi costruttivi del volume interno riscaldato che confinano con l´aria esterna, con i vani non riscaldati o con il terreno),
  3. le Viste delle facciate con indicazione degli elementi strutturali inseriti nel calcolo CasaClima;
  4. le Sezioni quotate con l´indicazione delle zone riscaldate e dei vani non riscaldati (indicare chiaramente i vani non riscaldati, i vani del tetto e dei locali attigui eventualmente non riscaldati) e possibili ombreggiature;
  5. i Dettagli in scala delle stratigrafie dei singoli elementi costruttivi inseriti nel calcolo;
  6. i Particolari costruttivi dell’attacco dei balconi, raccordo parete esterna – finestra e/o porta finestra, raccordo cassonetto – parete esterna, solaio piano interrato o contro terra– parete esterna, trave – pilastro verso l’esterno, tetto (ed in generale di tutti quei punti che possono costituire ponte termico), al fine di valutarne la corretta progettazione dei dettagli;
  7. una Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per evitare i ponti termici.
  • Il file .dwg/.dxf dovrà essere in scala 1:1 (1 unità = 1 mt) in tutte le sue parti. Anche i dettagli costruttivi dovranno essere rappresentati nella stessa scala.
  • l’ Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (se esistente) con Breve descrizione dell’impianto di ventilazione: in pianta ed in sezione indicare con progetto il percorso dei condotti della ventilazione. Le principali caratteristiche dei condotti e le loro dimensioni, apparecchi di immissione ed espulsione; il livello di assorbimento sonoro previsto; la Descrizione dei ventilatori, caratteristiche delle prestazioni e della propria efficienza energetica; il Calcolo delle portate d’aria per i vari vani riscaldati; (i dati devono essere presentati sia in forma cartacea che in forma digitale).
  • Foto documentazione:
  1. Accurata foto documentazione delle principali fasi di costruzione e dei dettagli rilevanti ponendo particolare attenzione alla messa in opera degli elementi costruttivi: isolamento, finestre, attacco ultimo solaio-tetto, ecc. Nella foto documentazione vanno indicati, con l’utilizzo di metro, gli spessori dei materiali posati.
  2. Ogni particolare costruttivo va accuratamete foto documentato.
  3. Un esempio di come deve essere presentata la Forodocumentazione è scaricabile dal sito dell’Agenzia, clicca qui.

(Le foto fornite dovranno avere una risoluzione tale da consentire una adeguata lettura dei particolari e degli spessori misurati)

  • Check-list contenente i presupposti per ottenere la targhetta CasaClima;
  • Schede tecniche dei materiali, porte, finestre utilizzati;
  • Certificati di prova (non autodichiarazione del produttore!!) di tutti i materiali, porte, finestre utilizzati che abbiano un valore (U nel caso di finestre e porte) che superino i valori indicativi (vedi Servizi/Download documenti); i prodotti devono essere marchiati secondo la legislazione marchio CE;
  • Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per risolvere i ponti termici;
  • Crono – programma delle fasi del cantiere in cui si evidenzi le fasi cruciali ai fini della Certificazione CasaClima (posa dell´isolamento termico, posa dei serramenti, eliminazione dei “ponti termici” ecc.)
  • Delega (mandato o autorizzazione) del committente al fine di effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento del cantiere e nell’edificio, sotto la propria responsabilità, per misurare, verificare e documentare l’avanzamento dei lavori con fotografie o con altri metodi, comprendendo tutti gli aspetti riferiti al marchio di qualità;
  • Bolle di consegna, etichette del pacco e del prodotto o ricevute che identifichino tutti i principali materiali utilizzati.
  • Documentazione digitale su Cd contenente:
  1. Programma di calcolo;
  2. Progetto CasaClima (*.dwg, *.dxf dell’intero Progetto CasaClima e stampa in *.pdf con esclusione della parte relativa ai particolari costruttivi)
  3. Impianto di ventilazione meccanica controllata (*pdf, *jpg, *doc);
  4. Altra documentazione (*pdf, *jpg, *doc).

E’ certamente una montagna di ore da dedicare a questo fidanzamento con l’Agenzia Casaclima. Alcuni studi di progettazione sono ormai abituati a queste pratiche e conoscono ottimamente l’iter da seguire.

Per cercare di dare un’idea di spesa aggiuntiva per questo percorso della certificazione CasaClima si potrebbe dire altri 4.000 € e a questa cifra si dovranno poi aggiungere le spese per sopralluoghi che dipendono dal luogo e dal numero di sopralluoghi necessari e quindi dalla capacità dell’impresa di lavorare bene senza richiedere continue assistenze in cantiere.

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta sullo stipite è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Allora? Dobbiamo fare o no questa certificazione?

  1. Di certo non sono soldi buttati al vento. Quattro occhi vedono meglio di due! Il progetto e la sua realizzazione sono stati due volte verificati.
  2. Di certo il nuovo proprietario di casa aveva il sogno di avere davanti anni sereni, con piccoli costi per riscaldamento. Dalle migliaia di euro spesi per riscaldare la casa precedente passerà alla sua CasaClima che per riscaldamento richiede solo due-tre-quattrocento euro all’anno: un bel risparmio!  Peccato che i primi 15-20 anni di spese di riscaldamento sono già stati spesi per pagare la certificazione.





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  questo articolo è stato scritto da federico sampaoli e diretto dal termotecnico marco de pinto,

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La nuova tariffa D1

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore la nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete ( trasporto, distribuzione, gestione del contatore).

tariffa D1

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto la tariffa ‘’D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore.

La nuova tariffa è costante, a prescindere dai consumi. Puoi leggere il Comunicato stampa cliccando qui “Elettricità: dal 2014 la nuova tariffa di rete per il ‘riscaldamento sostenibile’”
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Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Come dare una risposta professionale a questa domanda?

Nel 2008

  • ho coibentato la mia abitazione con intonaco termoisolante
  • ho fatto installare serramenti adeguati e vetri termici
  • ho installato un impianto fotovoltaico per 4,3 kw
  • ho installato una caldaia a condensazione, purtroppo con molti problemi.

Nell’estate 2013 ho deciso di cucinare ad induzione ed ora vorrei poter eliminare completamente l’utenza del gas optando per una pompa di calore in grado di gestire riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.

Un tecnico consultato mi ha sottoposto costi elevatissimi – circa 19.000 euro – con la necessità di modificare anche l’impianto radiante a pavimento.

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Al momento mi sono convinto dell’opportunità di separare produzione acqua sanitaria con apposita pompa di calore, dal riscaldamento e dal raffrescamento per il quale vorrei installare un climatizzatore multisplit ad alta efficienza energetica. Che fare?

La zona climatica è D-E, Umbria.

Dunque,

in linea di massima l’ impianto di riscaldamento a pavimento non deve subire alcuna variante o modifica per ricevere una pompa di calore. Nel caso l’ abitazione presentasse un impianto di riscaldamento con radiatori l’edificio andrebbe coibentato di più e poi si potrebbe installare la pompa di calore.

Ma facciamo un po’ di chiarezza

  • un pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria (capacità 300 litri) può costare indicativamente fornita e posata circa 3.300 € escluse opere murarie per predisporre tubazioni di espulsione e presa aria esterna
  • una pompa di calore capace di soddisfare la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento, escluse opere edili, fornita e posata costerà intorno ai 15.000 € + altri 500 € per il nuovo contatore elettrico dedicato. Il tecnico consultato non ha sbagliato ad indicare la cifra di 19.000 €.

La valenza di una pompa di calore, rispetto alla sua attuale caldaia, dipende dal consumo economico attuale di energia.

Predisporre un impianto multisplit con circa 3 terminali può costare fornito e posato circa 4.500 €, opere elettriche comprese, opere edili escluse, quindi la pompa di calore costerebbe, decurtando questa spesa, circa 10.000 € e se si tiene conto anche della pompa di calore per la sola acqua calda sanitaria, la differenza di spesa sarebbe intorno ai 7.000 €.

La scelta deve essere fatta in funzione delle disponibilità economiche, del comfort richiesto (basso comfort con multisplyt), e del calcolo economico del progettista.

Sicuramente se si vuole una pompa di calore per acqua calda sanitaria e multisplyt opterei immediatamente per una pompa di calore generale: una sola manutenzione. Interessante in questo 2014 è la possibilità di accedere al contributo statale 65 % in 10 anni oppure al conto termico. E’ da tenere presente anche la spesa del tecnico ed eventuali domande al comune.

La scelta va fatta con calcoli economici.

Leggete anche Pompe di calore e detrazioni 55-65%, da Enea nuove FAQ

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Una caldaia a GPL non è sinonimo di costi elevati

Avere una caldaia a GPL non è per forza sinonimo di costi elevati. Dipende sempre dal fabbisogno per riscaldamento e quindi dalla tipologia costruttiva dell’ abitazione e quindi dall’involucro, e quindi da come è stato progettato l’involucro.

caldaia gpl

Per assurdo, se l’oro fosse un combustibile, consumare oro andrebbe bene, ma solo se ne venisse consumato qualche grammo all’anno.

Una pompa di calore affiancata da un impianto fotovoltaico sul tetto sembra sempre la soluzione dei sogni…. ma rimane sempre una scelta commerciale di chi vende: e sta diventando La moda. Chi guarda il tetto luccicante del vicino di casa può anche credere che sia “efficienza energetica”, ma è efficienza un colabrodo energetico che prende il sole è lo trasforma in energia elettrica?

A cosa servono queste due ottime apparecchiature – PdC e fotovoltaico? Una per coprire l’altra?

  • e quanto costano?
  • e quanto ci danno?

Difficilmente il gioco vale la candela…. teniamo presente manutenzione etc.

Mai scegliere il nostro impianto per il sentito dire:

  • andiamo da uno o più tecnici,
  • descriviamo l’edificio,
  • analizziamo l’involucro, tetto, pareti esterne, finestre
  • guardiamo l’esposizione
  • raccontiamo il tipo di utilizzo, lo stile di vita, le persone che ci abiteranno
  • e chiediamo una relazione costi benefici – firmata.

Il tema è attualissimo e complicato: ogni casa, e perciò ogni progetto di impianti sono diversi.

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

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Vecchia caldaia a gasolio o nuova pompa di calore?

La sostituzione di una caldaia a gasolio con una pompa di calore (PdC) deve essere una scelta molto molto attenta – vediamone il motivo:

caldaia gasolio pompa di calore

Per prima cosa chiediamo al termotecnico incaricato del progetto quali sono i costi e i benefici.

Approfondiamo il tema del sostituire i bollitori per l’acqua sanitaria (ACS) che non saranno adattabili al nuovo sistema.

Se i terminali sono radiatori o ventilconvettori molto probabilmente saranno necessarie due pompe di calore, una dedicata all’impianto e una alla produzione ACS.

Per quanto riguarda la scelta del solare termico sarà da verificarne la dimensione in funzione ai consumi stimati o conosciuti.

Quando abbiamo ottenuto tutte le risposte, prendiamo la decisione. Non prima e a priori.

vale sempre il motto:

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>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Rivelatori di fughe di gas

Come il Pronto Consumatore del Centro Tutela Consumatori ed Utenti Alto Adige sta segnalando, ricordate quanto segue:

c’è chi sta vendendo rivelatori di fughe di gas attraverso il sistema delle vendite porta a porta: dovete sapere che non vi è l’obbligo per legge di installare il dispositivo in questione.

rivelatori di fughe di gas

Trattandosi di vendite porta a porta, al consumatore è consentito recedere (cd. diritto di ripensamento) dal contratto stipulato entro 10 giorni lavorativi dalla sua sottoscrizione, a mezzo lettera raccomandata a.r. (art. 64 del Codice del Consumo). L’apparecchio va, in questo caso, restituito alla sede della ditta a spese dello stesso consumatore.

rivelatori di fughe di gas

Se state valutando l’acquisto di qualche rivelatore di gas metano e/o gpl, potete sempre informarvi sui migliori prezzi che esistono online (anche con spedizione gratuita):

rivelatori di fughe di gas

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Gli addebiti sulle bollette di energia elettrica

Ricordate un precedente articolo dove si leggeva che gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto? per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.d.C. 0,14 €/kWh circa - Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

pompe di calore tipi

L’articolo terminava ricordando a tutti che non è tanto l’impianto, o l’energia che utilizzeremo per farlo funzionare, ad essere i migliori obiettivi della progettazione, quanto il progetto di come contenere al massimo la richiesta impiantistica ed energetica!

Il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Dopo aver fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima!

Ma torniamo un attimo al costo dell’energia, parliamo dei contatori e degli addebiti sulle bollette di energia elettrica:

PdC contatori di energia elettrica

Ho letto che attraverso i dati riportati sulla bolletta è possibile ricavare parecchie notizie sui consumi di energia elettrica, e saputi interpretare nel modo corretto si possono risparmiare un sacco di soldi.

Nella fornitura in Bt > 30 KW

  • la lettura avviene in forma semidiretta
  • la fornitura in MT/AT la lettura avviene in forma indiretta (ARON)
  • la potenza viene calcolata ogni 15 minuti/primi.
  • il GM trifase registra la massima con la media dei 15′.

Su quanto sopra esposto posso immaginare quanti errori si verifichino. Certo bisognerebbe conoscere a fondo la materia… ed io non la conosco.

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Non sono contro il pellet

Coibentare le pareti, coibentare il tetto e sostituire le finestre sono senz’altro 3 mosse importanti per contenere il fabbisogno per riscaldamento, ma tra le difficoltà delle opere e la difficoltà di disporre del capitale per la loro realizzazione spesso ci si siede con il termotecnico a ragionare sugli impianti.

I prezzi del gasolio per riscaldamento, del metano o del gpl sono così cresciuti che la voglia di trovare qualche alternativa è tanta: una stufa a pellet può essere la liberazione dalle vecchie schiavitù?

Gli sgravi fiscali indicherebbero di sì, e i sacchi di pellet ormai li troviamo anche quando facciamo la spesa al supermercato, o possiamo non scomodarci e fare l’ordine su eBay.

professional-pellet-canada

Ma l’Italia sta imboccando la strada giusta oppure ha un’altra volta dimenticato di preparare una strategia energetica per i suoi cittadini? Tutto questo pellet che stiamo bruciando da dove viene?

pellet canadese

L’Italia è il primo importatore mondiale di biomassa da ardere. Gran parte del pellet importato arriva da Usa e Canada: loro esportano 400 milioni di dollari e noi? E noi prepariamo sgravi fiscali per incentivare l’installazione delle stufe a pellet per far esplodere le esportazioni di paesi più ricchi di noi?

Continuiamo a farci del male

Volevamo diminuire la dipendenza dai combustibili fossili e dare un taglio alle emissioni di CO2, e ci troviamo ad aver messo un’altra volta in difficoltà la bilancia dei pagamenti del nostro Stato. Sappiamo quel che facciamo?

trasporto pellet

Se l’invidia verso i numeri delle esportazioni di pellet di altri paesi ci lasciano indifferenti, possiamo almeno indignarci per la generazione di traffico intercontinentale di tonnellate di pellet, e poi via gomma fino alla porta di casa.

pellet su gomma

Non sono contro il pellet, volevo ragionarci con voi.


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Sostituire il generatore di calore esistente, costi – benefici

Nel momento in cui ci rivolgiamo all’impiantista per dare una soluzione alla nostra intenzione di cambiare la fonte di riscaldamento, per fiducia o per tradizione, abbiamo già rinunciato ad una serie di riflessioni che dovrebbero sempre essere fatte prima delle “grandi decisioni”.

La figura del termotecnico non è una voce di spesa in più, un balzello del nuovo modo di progettare, è una figura imparziale che può aiutarci nelle scelte e nelle corrette valutazioni impiantistiche ed economiche: una figura indispensabile.

Abbiamo già le nostre convinzioni? Nutriamo forti antipatie per alcuni sistemi di riscaldamento? Confidiamoci con lui, non è persona sorda. Se il committente che si rivolge a me per la scelta della coibentazione interna mi scongiura di non proporgli una complicata stratigrafia con pannelli in fibra di legno, posso anche spiegare bene come lo strato funzionale interno al pannello garantisca un buon comportamento della migrazione del vapore, ma poi devo offrire una soluzione adatta al cliente e alla sua casa, perchè non è casa mia, pur ragionando come se la fosse.

ANALISI COSTI E BENEFICI

L’analisi costi–benefici è lo strumento di riflessione per gli investimenti da fare  e ci aiuta a ragionare, promuovere o sviluppare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi costi-benefici nasce per confrontare:

  • soluzioni tecniche alternative
  • in relazione con le analisi di redditività degli investimenti.

e per riuscire a orientarsi nella scelta tra i possibili investimenti ( in funzione del profitto netto che ci si aspetta di ricavare dall’investimento stesso).

pellets

Sostituire il generatore di calore esistente (magari funzionante a gasolio), consente, a fronte dei maggiori costi iniziali di investimento, (considerando l’aumento annuale del costo dei combustibili ) un vantaggio economico nel tempo?

gasolio riscaldamento

L’aumento in percentuale del prezzo del gasolio medio annuo (medio di 8 anni) è 8,3 %

ANDAMENTO DEI PREZZI DI GASOLIO 2005:2013

Questa può essere una delle molte domande che ci si pone, e il commento di un impiantista è senz’altro accompagnato da tanta esperienza, ma abbiamo bisogni di calcoli per un’analisi completa.

E’ chiaro che saranno presi in considerazione solo i progetti che presentano una redditività superiore al tasso di interesse bancario.

In primo luogo si determinano i progetti “fattibili” (quelli che sono più redditizi del tasso di interesse bancario), poi si seleziona il più favorevole, ovvero quello più vantaggioso.

Prevedere un generatore di calore funzionante a pellets? Ecco il confronto percentuale di costo energetico del solo combustibile:

GASOLIO 100 %  -  PELLETS 42.4 %

A parità di energia fornita,

  • quale sarà la differenza di costo annuo tra gasolio e pellets?
  • a quanto ammonta il risparmio annuo?
  • e la valenza del costo di investimento iniziale?
  • il tempo di ritorno dell’investimento?
  • ed il valore attualizzato netto VAN considerando gli interessi passivi, attivi ed il tasso di inflazione dei costi energetici?

Cos’è il VAN?

Il VAN quantifica il risparmio accumulato dell’investimento in un determinato numero di anni (anni di funzionamento ad esempio del generatore nuovo) . Calcola la successione dei ricavi negli anni in modo da attualizzare ad oggi il totale dei ricavi: il denaro disponibile in futuro al valore attuale.

Se scopriamo che il nuovo generatore di calore offre un tempo di ritorno di 6 anni possiamo stare certi che il pareggio dei costi d’investimento e il risparmio conseguente avviene dopo il 6° anno.  Ma il nuovo impianto non viene demolito al 6° anno, magari lavorerà 20 anni, e nei 14 anni successivi ai primi 6 permetterà di accumulare un bel risparmio. Il famoso VAN. Conoscere questa cifra è fondamentale per la decisione da prendere: il risparmio accumulato al 20° anno sarà di 30.000€, 60.000€ oppure 90.000€ ? E’ bene conoscere questa cifra! Ne va dell’economia familiare futura!

  • Per la trasformazione della centrale termica esistente funzionante a gasolio in una nuova funzionante con combustibile PELLETS, quale sarà la spesa? 10.000€, 20.000€ oppure 30.000€ ? Questa sì che è una domanda da girare all’impiantista, sapendo però dal nostro Termotecnico quale impianto vogliamo preventivare!
  • Per la progettazione Termotecnica quale sarà la spesa? 1.000€, 2.000€ oppure 3.000€ ?
  • Per la pratica ISPESL quale sarà la spesa? 400€, 600€ oppure 800€ ?

Anche la Detrazione Fiscale dev’essere attualizzata ad oggi: se la detrazione fiscale attualizzata ad oggi vale ad esempio 17.000€ possiamo definire la seguente sottrazione :

Costo di investimento – 17.000 €

  • Per la pratica di Detrazione Fiscale 50% 55% 65% quale sarà la spesa? 350€, 550€ oppure 750€ ?

Questo beneficio incide molto: il tempo di ritorno dell’investimento e il VAN vanno ricalcolati in relazione alla detrazione fiscale: e si potrebbe scoprire che il tempo di ritorno dell’investimento scende da 6 anni a 4 anni…

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Pompa di calore sì, ma come scegliere?

Decidere di utilizzare la pompa di calore impone la scelta del tipo di PdC, e la scelta del contratto o tecnologia più convenienti per ottenere l’energia elettrica necessaria al funzionamento.

pompa di calore tipi

L’energia aerotermica, geotermica e idrotermica (energie rinnovabili) si estrae con la pompa di calore (PdC), sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo all’ambiente interno.

Il processo inverso in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo è possibile consumando una certa quantità di elettricità oppure di gas.

L’energia consumata è però inferiore a quella impiegata da sistemi di riscaldamento tradizionali: la normativa europea in tema di energia dice che se il calore (energia termica) estratto da una pompa di calore eccede in maniera significativa la quantità di energia che serve al suo funzionamento, è considerato “rinnovabile”.

La pompa di calore può occuparsi del riscaldamento, ma anche dell’ acqua sanitaria:

  • per gli interventi di sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo erogabile è pari a € 400 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri ed è pari a € 700 per prodotti con capacità superiore ai 150 litri.

Le pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo (quelle reversibili).

  • i contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di una pompa di calore possono usufruire di una agevolazione fiscale nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Ricapitolando, ci sono pompe di calore di vario tipo, a seconda che estraggano calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno, ma la bolletta elettrica salirà alle stelle? Si può definire a priori quale sia il contratto o la tecnologia più conveniente?

 pompa di calore contatore dedicato

Possiamo, e dobbiamo, installare un contatore dedicato:

La scelta della pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto al contratto residenziale standard da 3 kW.

Invece che potenziare il vecchio contratto primario da 3 kW, si può installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). Anzichè trovarsi a pagare il prezzo a scaglioni di consumo, la tariffa BTA prevede il pagamento di un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata. E la tariffa BTA gode anche dell’IVA agevolata al 10%. L’installazione di un secondo contatore dedicato è un bel vantaggio economico.

I pannelli fotovoltaici possono essere la soluzione alla fame di energia di una pompa di calore? Meglio preparare la predisposizione e decidere in un secondo momento l’installazione e la dimensione dei pannelli.

pompa di calore fotovoltaico

 

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere

Inutile stagionare bene la legna se accendiamo male la nostra stufa.

legna conservazione

Da qualche anno ho scoperto che accendere la legna in modo corretto provoca meno fumo, è più facile e le fiamme durano un pizzico più a lungo.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Facciamo un passo indietro mentre la prima pigna comincia a bruciare.

Preparare la stufa pulendo il cassetto e liberando il fondo in modo che l’aria passi dalla griglia è sbagliato. Sono anni che non apro più il cassetto della cenere (so che non faccio più passare l’aria di lì), l’ho svuotato, pulito e richiuso – per sempre. Addio aria primaria! mi pare che si chiamasse così…

accensione corretta legna stufa letto caldo

Ecco! il fuoco comincia a bruciare la seconda pigna! Dicevo… che è sbagliato liberare il fondo dalla cenere per far passare l’aria dalla griglia. Lasciate la cenere e qualche bronza fredda lì dov’è. Preparate la nuova legna e accendete.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Non mettete mai meno di tre ciocchi – due bruciano malino da soli. Continuate a non pulire il fondo e nel giro di qualche giorno, anche usando la stufa solo nel pomeriggio, si ottiene un bel “letto caldo” di cenere. A questo punto per voi, e la vostra stufa, comincia una nuova vita! Voi avrete meno da pulire, da preparare, da buttare in giardino e la stufa si accenderà come un computer (anzi meglio! come un Apple!). Fumo e parolacce saranno solo un ricordo!

accensione corretta legna stufa letto caldo

Le pigne bruciano già bene.  Questo letto caldo che vi ho appena descritto diventerà ogni giorno un po’ più alto, la cenere continua però a bruciare e ribruciare diminuendo consistentemente il proprio volume. Alla prossima accensione compatterete un po’ la cenere del fondo con una paletta in ferro (occhio che sotto c’è il vulcano!).

L’aria della griglia ovviamente manca, però avete lo sportello aperto! Non occorre spalancato (è così solo per il servizio fotografico che ho preparato!), bastano 4-5 cm con le deboli prime fiammelle, non meno altrimenti c’è troppo tiraggio e le fiammelle tremano e si arrabbiano.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Senti già tre sole pigne come scaldano! La natura ci ha preparato proprio ogni cosa. La ringrazieremo mai abbastanza?

accensione corretta legna stufa letto caldo

Adesso ha preso! Tutto brucia benissimo. Da sopra le fiamme accenderanno anche la legna in basso, con calma, con calma. Non una nuovoletta di fumo! Hè hè… non ci credevate vero?

Prima vi ho consigliato questo letto caldo di cenere. Pensate che arriverete a bruciare anche 1400 kg di faggio da 25 cm svuotando la cenere dal fondo con la palettina non più di 4 volte. Ve lo immaginate? Io in un anno butto nel compost 5-6 sacchetti del pane colmi di cenere. Prima ero lo “spazzacamino” della mia stufa, adesso sono un uomo fortunato, che la accende, ascolta i primi crepitii e versa del vino nel bicchiere.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Ci prenderete la mano e imparerete il momento giusto per chiudere lo sportello senza pericolo che il fuoco cali. Dopo un po’ le fiamme saranno veramente forti: è tempo di chiudere anche l’aria secondaria, da me è una levetta in basso a sinistra.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Quando la stufa sarà bella rossa e senza fiamme godetevi il caldo migliore! Se volete aggiungere legna potete farlo senza accensione, anche il mattino seguente! Il letto caldo vi avrà conservato qualche pezzettino ancora rovente: ne ammucchierete insieme qualcuno mentre compattate la cenere e in una mezz’oretta voilà il nuovo fuoco è già qua.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Accomodatevi, ora sapete tutto quel che ho imparato io.

rendimento-stufa-legna

Siamo a primavera, e questo articolo potevo ben scriverlo prima, lo so! Ma il tempo si è guastato, piove e tira vento. E’ l’occasione di mettere in pratica tutto quello che avete letto!

Sul vino non do consigli, anzi se volete mandarmi una bottiglia della vostra cantina per sdebitarvi dei buoni consigli ricevuti, non mi offendo mica.

accensione corretta legna stufa letto caldo

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Le finestre sono più scadenti, come calcolare il consumo energetico in più su base annua?

Il serramento negli ultimi anni è diventato un elemento con prestazioni veramente elevate, oggi è possibile scegliere per tutta la casa finestre con valori U molto bassi, per esempio Uw = 0,85 W/m2K.

Uw = 0,85 W/m2K

Capita che in fase progettuale tutte le buone intenzioni ed i sogni ci portino verso scelte veramente buone: vogliamo solo finestre con Uw = 0,85 W/m2K — poi – davanti ai preventivi, con i lavori in corso, i primi avanzamenti lavoro da pagare e gli imprevisti di cui tenere conto – anche un piccolo risparmio su una certa fornitura diventa una benedizione del cielo.

I 20 mila euro per i serramenti nuovi, che prima non erano mai stati messi in discussione, adesso sembrano una spesona! Bisogna limare:

serramenti nuovi quali scegliere

Ma se scegliessimo la serie che garantiva Uw = 1,25 W/m2K – che cosa vuoi che cambi in fondo?

Ovviamente se la casa è in Sicilia la scelta influirà poco, ma se siamo in zona climatica dove la temperatura di progetto è -10° C, allora la decisione di installare finestre più semplici si riperquoterà sul progetto intero e sulle nostre tasche:

Volevamo una casa che a mantenerla in futuro ci costasse niente! volevamo una casa che si riscaldasse con un fiammifero! volevamo una casa passiva che funzionasse esclusivamente con l’aria di mandata della ventilazione meccanica controllata e adesso decidiamo per delle finestre più economiche…

Le finestre più economiche disperdono di più

Il termotecnico ci aveva avvisati: finirà che aumenta il carico termico!

  • Le finestre più economiche disperdono di più e quindi anche la quantità di calore, per unità di tempo, che devo fornire alla casa sarà di più. La potenza che devo fornire è aumentata!
  • In base al carico termico (che indica la potenza (Watt) da fornire all’impianto) il termotecnico deve dimensionare gli impianti

Ok, le finestre sono più scadenti, ma possiamo già sapere il consumo energetico in più su base annua?

Parliamo di 40mq di finestre e la zona climatica è F con 3001 gradi giorno di Trento, (cose da corso Ceph).

La differenza tra la trasmittanza Uw delle finestre top e quelle scelte successivamente vale Uw = 0,40 W/m2K

  • Per conoscere il fabbisogno per riscaldamento in più (kWh/m2a) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

40 m2 * 0,40 W/m2K * 72 kKh/a = 1152 kWh/a

  • Per conoscere il carico termico in più (Watt) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

(20°C – (-10°C)) * 40 m2 * 0,40 W/m2K = 480 Watt

Se la pompa di calore che si occupa di fornire il riscaldamento ha un CLA pari a 3 si può già calcolare il consumo elettrico in più:

1152 kWh/a / 3 = 384 kWh/a

384 kWh/a * 0,30 euro/kWh = 115 euro / anno

Le finestre sono un elemento dell’edificio che lentamente invecchia e si rovina, specialmente se si utilizzano malamente e non si esegue nessuna manutenzione. Bisogna ammettere che comunque una ventina d’anni restano lì e fanno il loro dovere egregiamente. Pensate che in una casa con ventilazione meccanica controllata le finestre non vengono “tartassate” come abitualmente e una volta installate restano lì, chiuse, in attesa della mezza stagione o del giorno delle grandi pulizie: la loro vita media si allunga (come la nostra) e allora consideriamole in un arco di 30 anni.

Se ci riferiamo a 30 anni di vita per le finestre forse valeva ben la pena scegliere le finestre con prestazioni migliori anzichè essere felici di aver risparmiato 3.000 euro il giorno dell’ordinazione al serramentista! Oppure no?

A quale Valore Attuale corrispondono i costi in più per la sola corrente elettrica? Devo tenere conto che da quest’anno in poi dovrò spendere un’ottantina di euro per 30anni. Allora, a che capitale di oggi corrispondono questi 115 euro di corrente per trent’anni?

30 anni di vita per le finestre

115 euro / anno * (1-(1+0,02)^-30) / 0,02 = 2.576 euro

Per tirare le somme si può affermare che pensando di risparmiare 3.000 euro in relatà si sono risparmiati 400 euro abbondanti, senza tenere però conto che:

  • il termotecnico ha dovuto proporre un impianto maggiorato
  • il termotecnico ha dovuto probabilmente aggiungere qualche corpo scaldante
  • gli ambienti interni in prossimità delle vetrate offrono un comfort compromesso a causa della maggiore asimmetria della temperatura radiativa
  • e probabilmente l’edificio non si può più certificare come PassivHaus.

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Produzione combinata di calore ed energia

  Anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 – 60 % di energia  è persa come calore – scarto non utilizzato.  Negli edifici abbiamo proprio bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?

E’ possibile la produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente  energia elettrica e calore!

 produzione-combinata-di-calore-ed-energia

Gli impianti di cogenerazione (CHP) stanno raggiungendo un’ altissima efficienza complessiva, fino al 90 % con drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico – pensate all’ alternatore delle nostre auto. In questo processo, il rifiuto, cioè il calore, per mezzo di scambiatori di calore, diventa riscaldamento e acqua calda.

Per una casa, o una bifamiliare, esistono sistemi di micro-CHP, detti anche nano-sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale. Il livello di rumorosità impone un locale adatto.

La caldaia eVita di Remeha è una micro-CHP pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldamento fino a 25 kW.

Così da un lato abbassiamo la bolletta elettrica riscaldando la casa, dall’altro l’energia elettrica in esubero può essere immessa nella rete pubblica.

In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con 1.500€.

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Pompa di calore = migliore progetto?

Le personali esperienze con impianti radianti, anche combinati con pompa di calore, geotermica o aria acqua, con impianto fotovoltaico da 6kW o più danno pareri discordi.

Il tema è attualissimo e complicato, complicato soprattutto nel confronto: ogni casa e perciò ogni progetto di impianti e ogni progettista sono diversi.

pompa-di-calore-e-radiante

Di seguito riporto l’intervento del termotecnico Marco De Pinto sul tema. Aiuta a fare grande chiarezza senza scendere in dettagli tecnici che qui non servono. buona lettura!

L’abbinamento pompa di calore / pannelli radianti è ottima. Ma è convinzione comune che siano gli impianti che risolvano sempre i problemi dei consumi, invece è la cosa più sbagliata.

Gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto, per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.C. 0,14 €/kWh circa – Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

Il coefficiente di prestazione COP è 3 ….non credete a COP maggiori. Quindi usare una pompa di calore è sicuramente vantaggioso rispetto ad una caldaia, ma il vantaggio è solo dovuto a costi diversi dell’ energia, per assurdo… una caldaia a pellets costerebbe ancor meno, fino a quando il pellets costerà poco. Quello che voglio dire è che tutti inseguiamo l’energia che costa meno, E’ SBAGLIATO come progetto!

  • Chi può prevedere l’ aumento dei prezzi delle varie energie nei prossimi 30anni?
  • Chi può sapere quali energie diventeranno più difficilmente accessibili e forse impagabili?
  • Chi può investire nella casa oggi e tra 10 anni permettersi di gettare gli impianti per “adeguarsi” ai nuovi cambiamenti?

La cosa su cui veramente vale lo sforzo di concentrarsi è che la propria casa consumi niente, se guidassimo auto da 1.000 km con 1 litro anche se la benzina aumentasse parecchio, …poco ci cambierebbe, giusto? Il costo resterebbe piccolo.

Il bello sapete cos’è? Chi compra una Porsche sa che la sua nuova auto correrà molto, consumerà molto e pagherà molto il carburante, mentre tutti comprano case che consumano molto, non sono belle come una Porsche, “non corrono” e non lo sanno nemmeno hehe…

Tutti noi dobbiamo comprare e progettare solo case PASSIVE , come chiede la UE, obbligatorie dal 2020.

casa-con-fotovoltaico

Ultimo argomento: la follia di mettere il fotovoltaico per coprire i consumi della Pompa di Calore PdC, è l’ultima sciocchezza commerciale, spendiamo altri soldi ancora per diminuire i consumi: benissimo, ma quanti soldi abbiamo speso per l’impianto completo, la sua progettazione, la sua gestione, la sua manutenzione e la sua complicazione…? Potevamo prendere una caldaia, consumare molto per i prossimi 30 anni e magari la spesa sarebbe stata uguale. Il segreto sta  sempre nello spendere poco per gli impianti.

casa-con-fotovoltaico1

Capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Quando avete fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!

casa-con-fotovoltaico-interni

La possibilità di preriscaldare l’acqua calda con pannelli solari è possibile, ma non conveniente economicamente parlando.

Sono un vero fanatico del basso costo impiantistico, mi spiego meglio: prevedere un impianto solare significa un costo di circa 8.000 €uro; con la pompa di calore che ovviamente è ottima d’estate con coefficienti di prestazione COP=4 e anche più, il solare viene a cadere. L’impianto solare, sognato e pagato, non offrirà più il ritorno economico nei 10-12 anni previsti passando a oltre 20anni. E’ corretto proporli o installarli?

casa-con-fotovoltaico2

Di recente sono andato a vedere una nuova villa finita per la quale mi è stata chiesta consulenza: Pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico, impianto solare termico, impianto di deumidificazione, riscaldamento radiante a pavimento. Mi è stato chiesto cosa si potesse ancora installare per rendere l’edificio più performante…

hehe… non c’e nulla da fare! ha già speso troppo! Si doveva investire nell’involucro e non negli impianti!

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Riscaldamento senza consumo di gas, la pompa di calore

Se abbiamo coibentato bene, installato nuovi e buoni serramenti e previsto di cucinare a induzione è l’occasione perfetta per tagliare il gas, eliminare una bolletta dalla propria vita e cancellare il camino dal tetto.

Avete mai pensato ad una pompa di calore? Costa, ma ha poche spese nascoste! al contrario della caldaia tradizionale.

Con la pompa di calore si sottrae calore “gratuito e rinnovabile” dall’ambiente (terra, acqua, aria). Io preferisco la pompa di calore aria aria per la sua semplicità: tra l’altro l’aria la trovo disponibile ovunque anche se ha una temperatura instabile e se troppo fredda mi diminuisce la resa.

pompa-di-calore

Diciamo che è un frigorifero al contrario: infatti va a corrente. La corrente la possiamo prendere dal sole con il fotovoltaico o dalla tariffa speciale BTA dell’Enel (sull’argometo puoi leggere Pompe di calore, tariffe “usi diversi” anche per utenze sopra 3,3 kW).

Una pompa di calore consuma poca energia elettrica e “pompa” calore nella nostra casa. La caldaia tradizionale produce il calore mentre la pompa di calore PdC lo muove solamente: ci vuole meno energia per muovere il calore che per produrlo e infatti

l’energia termica resa è   >   dell’energia elettrica consumata

Il coefficiente di prestazione COP misura l’efficienza di una pompa PdC.

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Calcolare la classe energetica della propria casa

Cos’è una Casa in Classe A? Lo sapete tutti?

classe-energetica

La classe energetica somiglia all’adesivo degli elettrodomestici, ma indica il consumo annuale di una casa, espresso in Kwh per metro quadro (kWh/mq anno).

La maggior parte delle case italiane è in classe G  o inferiore, sulle nuove costruzioni spuntano insegne dove si legge “alto risparmio energetico” …in che classe saranno? Ma quanto consumeranno veramente?

La casa consuma per come è costruita e per come noi ci comportiamo: anche noi che la abitiamo e la conduciamo abbiamo grande influenza sui consumi! Ma per quanto bene noi ci sforziamo di condurla non riusciremo mai ad andare oltre ad una certa soglia di risparmio: la casa che abbiamo più di tanto non può trattenere il calore!

Ma se l’argomento ci piace tanto, perchè non scoprire da soli la calsse energetica della nostra casa? Amiamo tanto la classe A e non sappiamo nemmeno di che classe è la nostra vecchia casa? Il Decreto Legislativo vuole la nostra autodichiarazione dove come proprietario dell’immobile affermo che l’edificio è di classe energetica G.    Ma forse la nostra casetta è più “passiva” di quel che pensiamo!

Mettiamoci al lavoro! Carta e matita:

Avete da pochi mesi compilato il modello del Censimento, bisognava misurare i metri quadri della nostra abitazione. Fatto? …Bene! conoscete la Vostra superficie utile complessiva!

Descrivo i miei, consumi, poi ognuno può calcolare facilmente la propria classe energetica!:

  • 113 mq + 113 mq del B&B + 50 mq netti (su 3 piani)
  • 2 caldaie a condensazione: una gestisce l’impianto radiante a pavimento dell’ultimo piano, l’altra l’impianto a radiatori del piano terra e primo
  • 1 VMC decentralizzata in un solo ambiente da 60 mq (sottodimensionata, ma da una mano!)
  • 1 VMC decentralizzata al piano terra, 50 mq
  • contatore del gas unico, non si distinguono i consumi
  • acqua calda sanitaria ACS istantanea per entrambe
  • consumi per riscaldamento + ACS annuo 2.530 metric cubi
  • di cui per sola ACS (maggio-agosto) per 4 mesi estivi 30 metri cubi

Premessa:

  1. è corretto considerare il rendimento dell’impianto a gas metano pari allo 0.85 (quindi 85 %)
  2. è abbastanza corretto confrontare così l’energia:
    • 10kWh= 1 litro di gasolio circa
    • 10kWh= 1 metro cubo di gas circa
    • 10kWh= 3 o 4kg di legna, dipende dalla legna

Forza! .. corriamo a calcolare!

  • trasformo i metri cubi di metano consumati in kWh:  2.530 mc * 9,5 = 24.035 kWh
  • divido il consumo trasformato in kWh per la superficie netta:  24.035 / 276 = 87 kWh/mq anno

rendimento-stufa-legna

Avevo dimenticato un altro consumo: la legna per la stufa! aggiungiamola al calcolo:

  • trasformo i 1.000kg di faggio (che brucio) in kWh:  1.000 /3,5 * 10 = 2.857 kWh
  • peggioro il risultato per colpa del rendimento stufa:  2.857 kWh / 0,60 = 4.761 kWh
  • divido la legna trasformata in kWh per la superficie netta:  4,761 / 276 = 17 kWh/mq anno

Beh, abbiamo scoperto che la mia casa in zona climatica E, è anche in classe energetica E.

calcolo della classe-energetica

A livello Nazionale vale questa tabella:

Classe A+  <16,25 Kwh/mq anno
Classe A     tra 16,25 e 32,5 Kwh/mq anno
Classe B     tra 32,5 e 48,75 Kwh/mq anno
Classe C     tra 48,75 e 65 Kwh/mq anno
Classe D     tra 65 e 81,25 Kwh/mq anno
Classe E     tra 81,25 e113,75 Kwh/mq anno
Classe F     tra 113,75 -162,5 Kwh/mq anno
Classe G    > 162,5 Kwh/mq anno




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La caldaia a condensazione fa sempre risparmiare?

Per ottimizzare il rendimento di un impianto basato su caldaia a condensazione, occorre prevedere ampie superfici radianti, in modo da poter mantenere bassa la temperatura del fluido termovettore.

Infatti le temperature ideali di progetto per l’impianto, mandata e ritorno, sono pari a 30/40°C.

caldaia-a-condensazione-schema

Nel caso invece di termosifoni tradizionali, la temperatura di progetto sarà più elevata, orientativamente pari a 75/60°C in case senza isolamento. In queste condizioni i fumi non riescono a cedere calore al fluido stesso. Meglio gli impianti radianti, dove le temperature di lavoro sono basse!

Ma se abbiamo un impianto con termosifoni, dotato di valvole termostatiche, come possiamo “aiutare” la nostra nuova caldaia a lavorare meglio risparmiando molto?

  • intervenendo sulla temperatura di mandata (abbassandola il più possibile)
  • intervenendo sulle impostazioni del cronotermostato (eliminiamo le fasce orarie: eliminiamo gli stop & go) preferendo una temperatura bassa e continua che evita l’alternanza tra ore di funzionamento ad alte temperature e ore di pausa.

 

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Acqua calda sanitaria e riscaldamento

Una volta ben isolata la casa, le perdite di calore per trasmissione saranno bassissime: il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  indica che possiamo installare una caldaia da 6KW!

Ma la caldaia sarebbe abbastanza potente per fornirci anche l’acqua calda sanitaria?

L’acqua, di quanta energia ha bisogno per innalzare la sua temperatura di 1 grado Kelvin?

1,163 Wh/(kgK)

Questo valore è detto calore specifico ( c ) e l’acqua è la sostanza con il più alto calore specifico ( Calore specifico H2O = 1 kcalh/KgC° ).

Se per fare la doccia consumiamo in 5 minuti 50 litri di acqua calda, che vogliamo riscaldata da 10° a 40°C, il calore richiesto lo calcoliamo così:

Q = 50 litri /doccia * 1,163 * 30° Kelvin

ottenendo 1.744 Wh/doccia

e cioè abbiamo bisogno di una energia pari a 1,7 kWh

Nella realtà, quando l’impianto non prevede accumulo di acqua calda sanitaria, la caldaia deve produrla istantaneamente, perciò serve grande potenza istantanea:

10 litri /minuto * 60 minuti * 1,163 * 30° Kalvin = 20.934 Wh e cioè 21 kWh

Inutile lamentarsi, se non vogliamo l’accumulo di acqua calda sanitaria dobbiamo per forza installare una Ferrari! Tutto cambia se l’accumulo è previsto:

accumulo-100-litri-per-acqua-calda-sanitaria

installiamo la nuova caldaia da 6KW di potenza e utilizziamola per riscaldare i 100 litri dell’accumulo da 10° a 60°C:

100 litri * 1,163 * 50° Kalvin = 5.815 Wh  e cioè  5,8 kWh

In poco meno di un’ora l’accumulo è in temperatura e l’interruzione del riscaldamento di un’ora è praticamente impercettibile in una casa ben isolata e riscaldata a bassa temeratura.

E installando un impianto solare si alleggerisce ancora di più il lavoro della caldaia.

L’alternativa potrebbe essere riscaldare istantaneamente l’acqua della doccia con l’elettricità:

acs-istantanea-doccia

ma chi dispone in casa di 8.5kW~220V~40Amp per produrre 4 – 5 – 6 litri di acqua calda al minuto, a seconda della temperatura di mandata?

accumulo-acs-e-solare-con-vmc

In conclusione, prevedendo un accumulo di acs e, ancor meglio, integrando l’impianto con il solare, possiamo permetterci una caldaia con bassa potenza:

Non devo più allacciarmi alla linea del gas: un piccolo passo verso la libertà.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

  • stop alle bollette del gas
  • stop ai fumi
  • stop ai controlli dei fumi
  • stop al pagamento dei bollini verdi
  • stop ai controlli annuali
  • stop alla richiesta di allacciamento alla linea del gas
  • stop alla linea del gas nella nostra proprietà
  • stop (se siamo ancora in tempo) alla costruzione della canna fumaria

Sembra veramente una piccola vittoria.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

Per farmi la doccia con acqua riscaldata dal sole (in parte) e togliermi il gas di torno, mi sono avventurato

  • nell’acquisto di una costosa pompa di calore
  • nell’acquisto di un accumulo per acs
  • nell’acquisto di un impianto solare termico per non spremere in continuazione la pompa di calore
  • in una bolletta elettrica più slata

Ma quanto mi sta costando ogni doccia che faccio?

Forse la solita caldaietta istantanea da 26KW da 1.600euro non era poi una scelta tanto stupida. ;-)


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Cambiare o no la vecchia pompa dell’impianto di riscaldamento

 Può essere la pompa del circuito di riscaldamento a salare la bolletta elettrica?

Se la pompa è vecchia sì!

La pompa fa girare l’acqua nel circuito di riscaldamento. Però, se è vecchia, probabilmente è

  • sovradimensionata
  • funziona ininterrottamente
  • tarata al massimo
  • e brucia tanta tanta corrente!

Se la caldaia è moderna inutile preoccuparsi: la pompa di circolazione è già integrata nella caldaia (chiedete di che tipo è e quanto è efficiente se state ancora scegliendo!).

Se tutto l’impianto di riscaldamento è vecchiotto sarebbe una buona idea sostituire la vecchia pompa di circolazione che funzionando sempre alla stessa potenza anche se le richieste di calore calano, per esempio all’intervento delle valvole termostatiche che strozzano il flusso, consumano tanta energia inutilmente.

Ma quando gli interventi da affrontare in casa sono molti: nuovi serramenti, magari l’isolamento del tetto, magari un sistema a cappotto esterno, …allora forse non correrete dall’idraulico per sostituire la vecchia pompa di ricircolo! Se avete deciso di tirare avanti con il vecchio impianto ancora un anno o due, potreste almeno fare un paio di interventi:

  • regolate la pompa di ricircolo su un livello più basso di potenza e vedete se tutti i termosifoni scaldano bene comunque
  • spegnete la pompa di ricircolo quando il riscaldamento è spento durante l’estate (o fatela girare alla potenza più bassa se temete che s’ingrippi!)

Comunque sempre meglio cambiarla una vecchia pompa: da 100Watt potreste anche consumare solo 10Watt, e per tutto il periodo di riscaldamento può fare una bella cifra! Una bella cifra risparmiata!

pompa-di-ricircolo-regolata-elettronicamente-per-lacqua-di-riscaldamento

Tra qualche anno presumo che si passerà ad impianti con radiatori che incorporano le mini-pompe decentralizzate: impianti che ragionano sulla richiesta di calore più che sull’offerta!

radiatore-due-colonne

+

wilo-geniax-mini-pompe-montate-al-posto-delle-valvole-termostatiche-sui-radiatori1

Vuoi saperne di più? leggi qui.

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Come scegliere un impianto solare termico

 Come posso scegliere un impianto solare termico senza capirci un H?

solare-termico-senza-capirci-niente

Facciamo un po’ di luce sull’argomento "solare termico":

Prima cosa: l’accumulo è il vero cuore di un impianto solare termico, è lui che permette di conservare il calore rendendolo disponibile ogni volta che c’è richiesta.
Quindi meglio un accumulo di grandi dimensioni e meglio ancora se stretto e alto perchè migliora la stratificazione termica e dunque l’efficienza dell’impianto.

Anche se vogliamo un impianto solare con integrazione del riscaldamento è necessario un termo accumulo o puffer (il serbatoio termico ad acqua). E’ il puffer che accumula il calore non immediatamente utilizzato.

Sarà poi l’impianto di riscaldamento tradizionale ad intervenire appena la temperatura nel puffer si abbassa troppo.

Quando i sistemi di accumulo combinati servono sia per il riscaldamento che per la produzione di acs, acqua calda sanitaria, scegliamo (sempre!) sistemi di produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria (acs) o accumulatori a stratificazione:

  • sistemi istantanei: uno scambiatore di calore produce acs solo se c’è richiesta: da un lato dello scambiatore scorre l’acqua fresca, dall’altro scorre l’acqua calda del serbatoio (i 2 flussi restano separati): non c’è rischio di legionella, il sistema è perfettamente igenico.
  • accumulatori a stratificazione: la naturale disposizione degli strati dell’acqua di temperature diverse permette grazie a prese di diversa altezza di estrarre acqua alla temperatura più adatta: per esempio in basso per il sistema radiante a pavimento ed in alto per acs, acqua calda sanitaria.
accumulatori-a-stratificazione-puffer

Dobbiamo decidere l’impianto e la sua dimensione? Ricordiamo che il sole è gratuito, ma non lo sono i vari componenti dell’impianto. Quindi, per mantenere un buon rapporto costi benefici, l’impianto solare termico non deve essere troppo grande:

copertura-pannello-solare-termico

  • la resa economica dell’investimento per impianti si ha con elevati gradi di utilizzo: quindi gli impianti di piccole dimensioni, con bassi gradi di copertura, vincono sempre!

Cosa si intende per grado di copertura di un impianto solare termico? Per grado di copertura si intende il rapporto tra energia solare fornita dall’impianto ed energia termica necessaria per acs o radiante o entrambi ).

Ti senti un po’ più preparato per decidere quale impianto solare scegliere?

Sì, adesso mi è tutto un po’ più chiaro.
No, credo che mi affiderò ai consigli del mio idraulico di fiducia.
No, dovrò parlarne approfonditamente con un termotecnico.
Sì, ma cercherò senz’altro di informarmi ancora meglio.

 

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Faccio bene a montare le valvole termostatiche?

 Le valvole termostatiche sui radiatori aiutano a diminuire i costi di riscaldamento. Ma come funzionano queste valvole termostatiche? Strozzano la fornitura di calore in eccesso.

Abitualmente abbiamo un generatore di calore, una pompa, e le valvole termostatiche sui radiatori.

Esiste invece un nuovo sistema che chiamerei sistema decentrato di pompaggio.

Come funziona?

Al posto delle valvole termostatiche vengono montate delle mini-pompe a basso consumo proprio sui radiatori:

wilo-geniax-mini-pompe-montate-al-posto-delle-valvole-termostatiche-sui-radiatori

Dopo la sostituzione delle valvole termostatiche con le mini-pompe sui radiatori la pompa di riscaldamento centralizzato non è più necessaria. Ogni stanza avrà un dispositivo di controllo e un termostato.

L’impianto di riscaldamento "rinnovato" avrà queste caratteristiche:

  • nuove pompe in miniatura e a bassa rumorosità sui singoli radiatori
  • l’acqua calda riscaldata dal generatore di calore viene convogliata dalle mini-pompe
  • dispositivi di controllo in ogni ambiente
  • -20% sui costi di riscaldamento
  • -50% sui costi di energia elettrica per la distribuzione del calore nella casa

 

Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

 Il sogno di una casa nuova e ben isolata si sta per avverare. 

tag-dimensionare-gli-impianti-in-una-casa-nuova

Abbiamo scelto un ottimo sistema a cappotto, per qualità e spessore, abbiamo ordinato un tetto nuovo alla regola dell’arte e ci proteggerà pure dal caldo grazie alle sue ottime doti di sfasamento, i serramenti saranno a doppia camera, sì, triplo vetro! Cosa si può fare di più?

Possiamo chiedere al nostro termotecnico di chiudere il cerchio: NON sovradimensionare gli impianti, Ti imploro!

tag-impianti-per-casaclima

Vorremmo un aliante bianco leggerissimo con un’enorme poltrona di finta pelle blu da DC9? e una bici da corsa da 7kg con grosse coperture da cross? 

Abbiamo preparato il progetto della nostra nuova casa come fosse una Formula 1 e adesso ci facciamo installare il motore di un camion?

Ma siam pazzi? come dice qualcuno…

Un’altra cosa: se abbiamo costruito una classe A non possiamo dimensionare gli impianti guardando l’indice energetico! Sarebbe facile ma non avrebbe senso: una casa in classe A di Palermo ha esigenze ben diverse da una casa in classe A di Dobbiaco.

Quindi?

Quindi dobbiamo chiedere al termotecnico di darci il meglio di sè.

tag-fabbisogno-termico

Poniamo che la nostra futura casa in classe A in centro-nord Italia abbia

  • un involucro tanto ben isolato da avere un coefficiente medio di trasmissione intorno a 0,20 W/(m2K), un U medio molto buono!
  • perdite di calore per trasmissione di soli 7.600 KWh/anno
  • perdite di calore per ventilazione di soli 1.400 KWh/anno
  • guadagni di calore per carichi interni di 2.600 KWh/anno
  • guadagni di calore dovuto al sole di 1.600 KWh/anno

il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  è pari a (7.600 + 1.400 - 2.600 - 1.600)= 4.800 KWh/anno.

Basso vero? allora non lasciamo installare una caldaia da 24KW come al solito!

E se siamo un po’ decisi, e propensi al rischio, e accettiamo che la natura non si domina, possiamo anche chiedere al termotecnico di installare qualcosa senza considerare proprio le condizioni di carico termico più gravose. Ci metteremo il maglione quei pochi giorni freddissimi, o cucineremo di più!

Temperatura esterna di progetto -5° : significa che gli impianti sono adeguati per farci mantenere i 20° anche a -5° esterni.

 

 

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Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag-nuove-finestre

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag-ventilazione-non-correttatag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Con quale tipo di riscaldamento possiamo raggiungere il benessere termico?

 Davanti a tante scelte diverse, indovinare la forma di riscaldamento più adatta a noi sembra complicato!

A volte la scelta è determinata da fattori economici, altre da idee preconcette ben definite e difficilmente sradicabili, altre dal “sentito dire”, altre da pressioni del progettista di fiducia, altre dal desiderio di avere un preciso impianto di riscaldamento proprio nell’occasione del sogno della “nuova casa”.

Qualsiasi sia l’argomento, non perdiamo di vista “la curva ideale di benessere termico” che ci aiuta a capire in un batter d’occhio quale forma di riscaldamento ci offrirà il miglior comfort.

In breve, la classifica del riscaldamento ideale risulterebbe questa:

  1. pannelli radianti a pavimento
  2. pannelli radianti a parete
  3. pannelli radianti a soffitto
  4. riscaldamento con radiatori
  5. riscaldamento con convettori

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buona scelta a tutti!


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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Come scegliere il riscaldamento

Ecco la domanda inevitabile di un committente o di un proprietario di casa che vuole affrontare intelligentemente un restauro oppure una nuova costruzione: come scegliere il riscaldamento?

La risposta che più mi piace dare su tutte è la seguente: se abitassimo in case efficienti e ben coibentate ogni riflessione sulle forme di riscaldamento sarebbe superflua!

Vi piace questo nuovo tipo di caldaia? Si potrebbe chiamare "progettazione intelligente", anzi, "buona progettazione"!

Per tenersi 20° in casa d’inverno non è obbligatorio spaccare legna o pagare spaventose bollette di gas.come scegliere il riscaldamento Per non avere 30° in casa d’estate non è obbligatorio attaccare tre pinguini.surriscaldamento estivo

Basta una buona progettazione!buona progettazione

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EMISSION IMPOSSIBLE

   Diabolik ed Eva Kant stanno per compiere un grosso colpo. Rigorosamente vestiti di nero aderente hanno pianificato il colpo per settimane nascosti nella loro abitazione-bunker. La notte è scura, la città dorme, Diabolik ed Eva Kant sono saliti silenziosi sui tetti per calarsi attraverso il camino ed eludere tutti i sistemi di sorveglianza! Ad un tratto Diabolik si gira verso Eva bisbigliando "Missione impossibile, il camino è impercorribile! Esce troppo fumo!"

da CasaClima Cartoon, arch. Rudi Zancan

Rinnovabili ed efficienza energetica

In Italia importiamo energia perchè non ne possediamo e acquistiamo energia da lontano.

Teniamoceli in casa i nostri soldi! Investiamo su di noi, coibentiamo le nostre case invece che pagare bollette energetiche !

L’energia costerà sempre più cara: tappiamo i buchi! Quelli delle dispersioni termiche dei nostri edifici. 

dispersioni termiche
  • meno consumi (risparmio)
  • più lavoratori ( possiamo creare tanta occupazione solamente decidendo di migliorare le nostre case)
  • e un più dolce passaggio verso un’ economia a basso contenuto di carbonio.