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Gli edifici con la ventilazione come sistema di riscaldamento

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Il sogno di una casa passiva è per molti il sogno di non prevedere un impianto di riscaldamento tradizionale: una casa che funzioni quasi “a vela”…

Sì, una casa passiva, sfruttando il sistema di ventilazione VMC centralizzato può riscaldare gli ambienti nelle giornate più sfavorevoli dell’inverno: non tanto quelle con temperature più rigide, quanto quelle grigie, fredde, nebbiose, nuvolose che impediscono ai raggi del sole di portare una sufficiente energia all’interno dell’involucro così ben coibentato. In mancanza di apporti solari gratuiti la casa passiva non funziona più come dovrebbe, ecco che un po’ di energia immessa nell’impianto VMC può colmare questa mancanza di Watt, in mancanza del sole. Quindi riscaldare con l’aria canalizzata nella VMC è possibile, è difficile, e presenta anche delle difficoltà.

Dobbiamo tenere presente che l’aria di ricambio può trasportare solo poco poco calore:

  • infatti, la portata d’aria non deve essere mai maggiore di 0,4 Volumi / ora

Una Pompa di Calore invece, con mandata di circa 35 °C riesce a fornire circa 4 W/mq

Una caldaia a metano con mandata di circa 52°C riesce a fornire circa 10 W/mq

Lo ricordo perchè gli utenti che pensano di riscaldare la loro nuova casa dei sogni solo attraverso l’aria della VMC di controllare le caratteristiche dell’edificio, altrimenti si cade nel sovradimensionamento della portata dell’ aria per poter fornire il calore necessario.


   

       

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Riscaldamento a pavimento a bassa inerzia

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Siamo vicinissimi alla stagione dello spegnimento degli impianti, ma facciamo un po’ di chiarezza per chi sta progettando o cantierizzando la sua futura casa!

Avete fatto delle buone scelte costruttive per ottenere una casa a bassissimo consumo energetico? Il vostro termotecnico deve sconsigliarvi vivamente i sistemi radianti a pavimento tradizionali con massetti di circa 6 cm per riscaldare gli ambienti.

Sempre che abbiate progettato l’isolamento termico così:

e non così:

Negli ultimi due decenni il sogno del riscaldamento a pavimento è rimasto nel cassetto? Oggi potete realizzarlo, ma a certe condizioni: deve avere bassa inerzia!

La premessa è sempre quella di prevedere edifici a bassissimo consumo, nuovi o riqualificati non importa:

Con queste ottime premesse fornire il calore residuo necessario significa fabbisogni bassi e questi possono essere colmati con diverse fonti di energia: pompe di calore, caldaie, caldaie a legna etc.

Il riscaldamento a pavimento lavorerà a temperature relativamente basse di 22-24°C in inverno, e potrà essere ultilizzato anche d’estate come sistema di raffrescamento salubre, senza rumore e igienico.

Tralasciamo per il momento gli edifici più performanti che potrebbero anche prevedere il solo sistema di ventilazione come sistema di riscaldamento: affronteremo l’argomento nel prossimo articolo “Gli edifici con la ventilazione come sistema di riscaldamento“.

Restiamo sui sistemi di riscaldamento radianti a bassa inerzia:

I sistemi radianti di oggi sono disponibili con altezze di costruzione molto basse intorno ai 2-3 cm, sono detti a bassa inerzia, e sono adatti anche per la ristrutturazione.

Hanno temperatura di mandata del riscaldamento di 2, massimo 10°C sopra la temperatura ambiente desiderata.

Il rischio di surriscaldamento non c’è: non appena la temperatura di un ambiente aumenta, per esempio a causa dei raggi del sole, questo ambiente non viene più riscaldato e non c’è la grande inerzia di un massetto tradizionale da vincere.

Le piccole perdite di calore di una casa a bassissimo consumo non richiedono una riduzione notturna del riscaldamento: sarà la massa stessa dell’edificio a garantire una temperatura confortevole senza alcun apporto di riscaldamento.

Ovviamente risulta vantaggioso utilizzare sistemi a pompa di calore PdC.

Evitiamo i sistemi ibridi “caldaia + pompa di calore” per edifici piccoli! Questi impianti più complessi costringono il committente a mantenere 2 utenze (gas + elettricità) e 2 manutenzioni, invalidando il grande sforzo fatto nell’ involucro edilizio.

Ricordiamo allora: riscaldamento radiante sì, ma a bassa inerzia.

Gli impianti di riscaldamento tradizionali prevedono sempre sopra la tubazione un massetto da 3-4-5 cm che sommati al diametro del tubo e allo spazio sottostante portano il massetto a diventare uno strato di circa 6-7 cm.

Un sistema di riscaldamento a pavimento ‘’tradizionale’’ reagisce molto lentamente, sia in fase di avviamento che in fase di spegnimento dando luogo anche a problemi di surriscaldamento invernale dovuto ai raggi del sole in presenza di ampie vetrature.

Il radiante tradizionale è anche impossibilitato a riscaldare rapidamente i vostri ambienti secondo le reali necessità: ha un tempo definito di inerzia tra le 3 e le 6 ore, ovviamente dipendente dalla temperatura di mandata, quella del fluido riscaldante che attraversa il sistema.

Gli apporti interni e gli apporti solari possono diventare ingestibili creando pendolamenti di temperatura ambiente (surriscaldamenti) e creando discomfort tanto maggiori quanto più ci si avvicina alla fase primaverile o autunnale. Anche la sonda esterna che dovrebbe compensare queste fluttuazioni di temperatura non riuscirebbe a prevedere le reazioni della massa dell’edificio.

I sistemi radianti a pavimento a bassa inerzia (con tubo che dista circa 5 mm dalla piastrella) offrono elevatissima dinamicità: il tempo di attivazione è intorno ai 20 minuti.

Il costo di un radiante dinamico a basso spessore? circa 80-110 €/mq sia in fibrogesso (a secco) che cementizio. Entrambi anche idonei al raffrescamento (abbinati a deumidificatori).

Agli artigiani risultano più difficili da posare, esclusivamente per la maggiore accortezza di posa.


   

       

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Ecobonus serramenti dal 65% al 50%, caldaia 65%

Lavori in casa nel 2018?

Se l’ecobonus per la sostituzione dei serramenti passa dal 65% al 50% mi conviene cambiare le finestre o mi conviene cambiare la caldaia che è ancora agevolata con il 65%?

Ci sono molte persone che progettano gli interventi in casa per approfittare delle agevolazioni fiscali, ma è proprio così che devo pianificare le future spese?

Se avete una caldaia che frequentemente vi lascia a piedi e le riparazioni sono sempre più frequenti, il libretto d’impianto manca, il controllo fumi è solo un ricordo, forse è l’occasione di mettere le cose in ordine e pensare alla sostituzione.

Se la vecchia caldaia a metano da sostituire era installata internamente può valere la pena di verificare se sia possibile installarla in un luogo più comodo dove i suoi rumori non ci disturberanno e dove la manutenzione ordinaria non ci costringa ad avere estranei in casa. Beh informatevi bene e ragionate con il vostro tecnico di fiducia se sia possibile spostarla dove più vi piacerebbe. O adesso o mai più.

Il 65% sarà calcolato sulla spesa completa di installazione, quindi non solo sul generatore di calore.

Se avete una caldaia “vecchio stampo” che funziona ancora a meraviglia ma ha molti anni di vita potreste essere comunque interessati alla sostituzione per avere consumi più bassi (sia come consumo di gas e sia di elettricità) e documenti in ordine. Informatevi bene.

E le finestre? vale ancora la pena correre a sostituirle oggi che le agevolazioni fiscali sono solo del 50%?

Dipende

Intanto bisognerebbe chiedersi se in questa casa continueremo a viverci:

  • la caldaia che ci lascia a piedi non può continuare a rimanere lì se non svolge il suo compito di fornire calore e acqua calda sanitaria ogni volta che ne abbiamo bisogno (è un intervento urgente)
  • la vecchia finestra potrebbe anche star lì, isolerà poco, lascerà passare molti spifferi e rumori, ma è già lì: non toccarla non ci costa

Se la casa è la casa della nostra vita o perlomeno dei prossimi 10 o vent’anni perchè intanto i figli crescono e poi si vedrà – allora è il momento di correre a sostituire tutti i serramenti:

  • le agevolazioni fiscali non sono più ghiotte come negli anni passati (65%) ma comunque offrono un ottimo incentivo. Un incentivo pari al 50% mi sembra più che valido per decidere a favore dell’intervento.

E’ la vostra casa, sono le vostre finestre, il vostro investimento – non c’è dubbio che ne valga la pena. E inoltre abbiamo trovato un “fesso” che ci paga metà della fattura.

Naturalmente, presa la decisione per la sostituzione delle finestre, sarete obbligati a valutare anche altri aspetti oltre alla scelta del modello di serramento:

la posa

Come e dove lo installiamo questo serramento nuovo? non  esiste UNA posa: la posa dipende da moltissimi fattori. Nel caso di una sostituzione è logico che sia lo stato di fatto a decidere un po’ le cose, ma non è solo questo fattore ad entrare in gioco:

dovrete essere completamente sinceri con voi stessi e decidere se in un imminente futuro affronterete anche l’isolamento della vostra casa:

  • se siete intenzionati per un isolamento interno il serramento andrà istallato in un certo modo
  • se siete intenzionati a fare un cappotto isolando dall’esterno, il serramento andrà installato in un altro modo

Qui non può aiutarvi nessuno, siete voi a dover manifestare con chiarezza le intenzioni future. Questo sarebbe il modo migliore di prendere le decisioni di installazione con il vostro serramentista.

Ricordiamo 2 semplici regole di corretta installazione che aiuteranno a mantenere elevato il valore di trasmittanza Uw anche quando la finestra sarà posata:

  • se voglio isolare sul lato interno, la corretta installazione del serramento sarà il più possibile a filo interno: la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione interna della parete
  • se invece voglio posare un cappotto sul lato esterno delle pareti, i serramenti nuovi vanno portati il più possibile all’esterno perchè anche in questo caso la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione esterna

Non prendiamo nessuna decisione fino a che non è chiarita questa eventualità, in modo da favorire gli interventi futuri e non pregiudicare la buona riuscita dell’insieme delle opere.

            

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Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido

La normativa sulla quota minima di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti ci costringe ad installare qualche pannello sul tetto per forza.

In effetti il solare è semplice e geniale per la produzione di ACS, acqua calda sanitaria, e può contribuire alla gestione dell’impianto radiante a bassa temperatura.

L’invasione delle pompe di calore PdC e dei piani a induzione per cucinare sta portandoci invece verso la completa elettrificazione dei consumi:

è un bene o un male? è energia pulita o sporca?

Ricordiamoci che il consumo di energia per riscaldamento è doppio rispetto a quello dei consumi elettrici e dei trasporti, quindi, un’ improvvisa elettrificazione di tutti i consumi (riscaldamento + raffrescamento + trasporti) non può essere sopportata dalle energie rinnovabili: si ricadrebbe sulle fonti fossili e sul nucleare (elettrificare tutto non vuol dire automaticamente energia pulita)!

La combinazione efficiente di riscaldamento, raffrescamento, trasporti ed elettricità potrebbe invece permetterebbe alle future reti energetiche intelligenti di funzionare con le sole fonti rinnovabili: insomma, le rinnovabili termiche (il solare termico) che hanno dimostrato purtroppo una scarsa capacità di riduzione dei costi energetici sono fondamentali per

  • evitare la completa elettrificazione dei consumi
  • portare un migliore equilibrio della fame energetica.

Tutto elettrico non si può!

Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido: è uno spreco di risorse che andrebbero impiegate diversamente.

 

            

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Fotovoltaico sovradimensionato, non elettrifichiamoci del tutto

Premesso che l’energia elettrica proviene quasi tutta da fonti fossili e nucleari, (risorse che l’Italia importa), e premesso che gli impianti fotovoltaici sui nostri tetti hanno la loro maggiore produzione di giorno e in estate (quando ci serve poca energia) è intelligente elettrificarsi il più possibile?

Gli ultimi dati dei miei monitoraggi di casa parlano chiaro:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) kW/h 4,3
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) kW/h 8

il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria ACS sono invece completamente a carico di una caldaia a condensazione con ACS istantanea senza accumuli:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) 0,1 mc metano
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) 5,1 mc metano

Se la domanda di energia termica ha sempre il suo picco in inverno e anche volessi rivoluzionare il mio impianto per coprirlo con l’elettricità, non riuscirei a farmi bastare il fotovoltaico.

Ho letto che in Italia, nei 3 mesi invernali, tutte le rinnovabili insieme coprono 1/4 del fabbisogno elettrico nazionale.  Quindi, per soddisfare tutta la domanda di calore con la sola elettricità, si dovrebbe aumentare considerevolmente il fotovoltaico, che poi d’estate offrirebbe energia senza domanda.

Il sogno di ogni proprietario di nuova costruzione è alimentare il più possibile la pompa di calore PdC con il proprio fotovoltaico: ed ecco che inseguendo questo sogno si punta a sovradimensionare il FV fino a non ottenere ritorni economici.

La pompa di calore PdC, a parte la sua fastidiosa rumorosità, ha un comportamento molto efficiente se le temperature non sono rigide: per non avere brutte sorprese informiamoci sul suo coefficiente di prestazione Stagionale SCOP invece che limitarci a leggere il COP. La Pdc, in ogni caso, permette di utilizzare l’energia elettrica… per tutti i nostri bisogni (riscaldamento e acqua calda).

A differenza del fotovoltaico, il solare termico è invece molto interessante perchè offre direttamente energia termica: ma facciamo tre conti:

  • il mio consumo estivo per produrre ACS è 0,1 mc/giorno metano,
  • quindi ogni estate brucio circa 12€ di metano per continuare ad avere acqua calda sanitaria

dovrei andare sul tetto ad installare un impianto solare termico e poi scendere dal tetto per installare un accumulo ed occupare almeno 1 mq di ambiente interno? E quanto è costato un metro quadrato della nostra abitazione? 1500€? 2500€? 3500€? 4500€?

Certo che rinunciando a priori al fotovoltaico e al solare termico come possiamo partecipare alla innovazione di tutte queste tecnologie?

E’ un po’ come dire – io non compro nè un’auto elettrica, nè un’auto ibrida, continuo a preferire un’economica auto a benzina. Forse non è un comportamento lungimirante e rispettoso di un buon futuro.

Ecco, non vi ho dato nessuna perla di saggezza per i vostri nuovi o vecchi impianti, nè vi ho insegnato a decidere con più consapevolezza. A volte i problemi non hanno soluzioni ben precise ed è intelligente parlarne in lungo e in largo.

            

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Il radiante a pavimento in casa classe A, sì o no?

Dopo decenni di poco comfort, sono tantissimi i committenti che sognano di avere sotto i piedi un tiepido pavimento radiante! Peccato che i tempi intanto siano cambiati! I pannelli radianti a pavimento tradizionali NON sono adatti a garantire il benessere nei nuovi edifici in classe A. Per assurdo, in classe A, i ventilconvettori a bassa temperatura si comportano meglio e permettono anche un risparmio energetico.

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Ma perchè il sistema radiante non è più la panacea a tutti i mali? Come mai i ventilconvettori o i normali radiatori sono da riprendere in considerazione? Continua a leggere

Casa e isolamento termico in clima umido e nebbioso, tipico della pianura padana

E’ un pensiero diffuso che d’inverno la nebbia (in quanto visibile) e l’umidità esterna elevata siano un problema per la casa, il tipo di struttura, e la tipologia del materiale per isolamento termico. Vengono anche grossi dubbi sulla idoneità della posa di materiali naturali.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-03

E alcuni sono convinti che l’umidità, sotto forma di vapore acqueo, penetri dall’esterno verso l’interno, mentre di fatto la migrazione del vapore nella stagione di riscaldamento ha un’unica direzione: da dentro verso fuori!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, sempre in maniera semplice:

Se d’inverno l’aria esterna ha temperatura 0 °C e 100% di umidità relativa, aprendo la finestra o facendo funzionare la ventilazione meccanica controllata, noi deumidifichiamo l’ambiente interno, che avrà probabilmente temperatura +20 °C e 50% di umidità relativa.

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Si deve ricordare che l’aria esterna entra fredda e umida (0 °C e 100% di umidità relativa) in casa e viene portata in breve tempo ai +20 °C impostati.

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Riscaldare l’aria esterna portata in casa equivale a seccarla ottenendo in fretta un’umidità relativa del 25%.

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Conclusione

  • d’inverno, facendo ventilazione manuale (oppure meccanica) la casa viene deumidificata! …al contrario di quanto spesso si pensi.

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    • se è installato un impianto per deumidificare gli ambienti, non ci sarà necessità di farlo funzionare, bensì di arieggiare meglio! se con una VMC, si recupera anche il calore.

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Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.

      

       

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Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

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La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

> Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

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Controllo fumi e manutenzione della mia caldaia a condensazione

Avete da qualche anno una caldaia a condensazione, è sempre andata bene, non avete mai dovuto fare interventi… Ma cosa si dovrebbe fare per essere completamente in regola? Prendete appunti:

caldaia condensazione manutenzione-01

Sapere cos’è il controllo fumi in brevissimo:

  • analisi della combustione per verificarne il rendimento,
  • analisi della concentrazione di ossido di carbonio (CO)
  • analisi dell’indice di fumosità. 

quando:

  • in concomitanza di ogni eventuale manutenzione straordinaria
  • alla prima messa in esercizio dell’impianto
  • ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatore di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kW ed alimentati con combustibili solidi o liquidi.
  • ogni 4 anni se a gas, GPL o metano con potenza tra 10 e 100 kW.

come riportato nel DPR 74/2013. Se avete voglia di leggere interamente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 cliccate sul link.

Per quel che ne so io, la manutenzione ordinaria della caldaia consiste in:

  • pulizia del bruciatore
  • pulizia dello scambiatore di regolazione
  • verifica del corretto scarico dei fumi.

quando:

  • secondo le periodicità stabilite dal fabbricante della caldaia.

caldaia condensazione manutenzione-02Ma il bollino blu della cadaia, cos’è? Serve? Bisogna averlo?

Il bollino blu certifica il buon funzionamento e ce lo rilascia chi fa la revisione alla caldaia. La Pubblica Amministrazione fa dei controlli a campione e vuole vedere questo bollino blu che riporta un codice: questo codice identifica per sempre la nostra caldaia.

E’ proprio sul Libretto d’impianto, quello che dovreste avere dal 1° giugno 2014, che figurerà, se lo avrete meritato, il bollino blu.

Prima di chiudere ricordiamo qualche punto, il minimo del nostro dovere:

  • nel momento dell’ installazione caldaia, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica
  • dopo un anno e fino al quarto manutenzione (prova dei fumi opzionale) compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento del Libretto d’impianto
  • al 4° anno: manutenzione, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento Libretto d’impianto

Le mie personali esperienze di manutenzione non sono state positive: prima di metter le mani sulla caldaia tutto funzionava egregiamente, da quel momento in poi, un bagno di sangue di ricambi…

Si dice che una manutenzione fatta a regola d’arte di una caldaia di casa costi 100 euro, prova fumi inclusa: controllo visivo del camino, rimozione del bruciatore per pulizia scambiatore e bruciatore, controllo della pressione dei vasi d’espansione, verifica della durezza dell’acqua e del sistema di trattamento dell’acs e di quella del riscaldamento, scrivere il rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è gran confusione e pochi sanno esattamente cosa dovrebbero fare… Partecipa al mini sondaggio! ovviamente è anonimo e non dovete registrarvi!


vale sempre il motto:

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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Il mio condominio è obbligato alla contabilizzazione del calore?

Il D. Lgs. 102/2014 obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31 dicembre 2016: a partire dal 2017 scatteranno le sanzioni per la mancata installazione  e per la ripartizione delle spese del servizio di riscaldamento non conforme a quanto previsto.

D.LGS. 102/2014 – Attuazione della direttiva 2012/27/UE

se il riscaldamento o la fornitura di acqua calda vengono da un sistema di fornitura centralizzato entro il 31 dicembre 2016 si deve installare un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura.

E nei casi di impossibilità tecnica? Una bella relazione tecnica del tecnico abilitato!

Se l’uso di contatori individuali non è tecnicamente possibile o non efficiente in termini di costi, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore.

Un balzello burocratico o un modo per spingere i singoli utenti a rendersi conto dei propri consumi reali?

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Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

Dal 1 settembre 2013 le caldaie installate ex novo devono scaricare a tetto. Ci sono alcune deroghe previste nei casi elencati nell’art.17 bis della Legge n.90/2013, successivamente modificato con l’art.14, commi 8-9 del D.Lgs. n.102/2014.

Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

L’Articolo 674 del Codice Penale parla di “Getto pericoloso di cose”… atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero provocare emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda.

Tra le più recenti “Cass.pen.sez.III, del 07-05-2013 n.19530.

Non è necessario che le emissioni siano vietate da speciali norme giuridiche, essendo sufficiente che esse superino il limite della normale tollerabilità (diritto alla salute espressamente previsto dall’art. 32 della Costituzione).

La fattispecie di cui all’art. 674 Cod. pen. ha natura di reato di pericolo e di reato istantaneo per cui è sufficiente che i fumi producano almeno uno degli effetti prospettati nel disposto di legge e non è nemmeno richiesta la ripetizione di più atti.

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Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Negli ultimi 10 anni anche gli italiani hanno scoperto il comfort che offre un sistema radiante a pavimento. Quando funziona perfettamente il committente ne è felicissimo, ma quando c’è qualche problemino?

Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Lo sapevate che…

  • in un sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante in polistirene espanso preformato la tubazione tra le bugne può essere posata con diversi interassi per l’adeguamento delle potenzialità alle esigenze individuali? (nei locali più piccoli o più scarsamente coibentati è opportuno che ci sia più tubazione possibile)
  • il sistema deve essere fornito di documentazione attestante la resa determinata mediante simulazioni numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377?
  • il sistema dovrebbe essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo senza limite di tempo su tutti i prodotti per difetti originari, di produzione, assemblaggio e/o progettazione, contro i danni involontariamente cagionati a terzi con un massimale assicurato unico di almeno euro 3.500.000,00?
  • i lavori di manutenzione ed installazione dovrebbero essere assicurati come sopra specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00?
  • le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza ulteriori addebiti?
  • le campionature, schede tecniche e certificati del sistema devono essere forniti prima dell’inizio dei lavori per l’accettazione da parte della Direzione Lavori?
  • il pre-riscaldamento dovrà avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidrite e comunque vanno seguite le istruzioni del fornitore del massetto stesso?
  • per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento dovrà essere non superiore di 5°C rispetto alla temperatura esterna e dovrà essere aumentata di 2 o 3°C al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovrà essere documentato.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Domotica e riscaldamento

Si stima che entro il 2020 il mercato dell’automazione e del controllo della casa a distanza salirà oltre il 10% (ricerca di mercato pubblicata dalla società di ricerca MarketsandMarkets).

Domotica e riscaldamento

I sistemi domotici per smart home, che garantiscono il controllo centralizzato dei dispositivi sono un boom: c’è una sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti, di soluzioni che permettano di gestire, in modo efficiente e semplice, le apparecchiature domestiche grazie all’affidabilità dei principali protocolli di comunicazione come KNX, DALI, e NEMA, e delle tecnologie wired e wireless, come BACnet, LonWorks, ZigBee, EnOcean, Bluetooth, Z-Wave, e Wi-Fi, che consentono una perfetta integrazione in rete.

Non sono sostenitore di complicazioni e impianti complicati, ormai lo sapete (già la vita non è semplice). Ma sento dai miei clienti un irrefrenabile desiderio di gestire il riscaldamento a distanza: è comune pensiero che staccare il riscaldamento perchè si esce di casa sia la manna dal cielo, il risparmio assoluto, l’efficienza che più efficienza non si può.

Non voglio portarvi degli esempi, non voglio nemmeno annoiarvi con i dati delle mie rilevazioni, non voglio fare il sapientone. Vi invito solo a provare: spegnete il riscaldamento perchè non siete in casa qualche giorno e poi riaccendetelo:

  • purtroppo non si risparmia, al contrario il consumo è maggiore.

Se avete una normalissima caldaia a metano potete fare una autolettura del gas e scoprire quanto io abbia ragione.

Questo è solo il primo aspetto negativo dell’interruzione del riscaldamento!

Quello che Vi sto per raccontare è ben più preoccupante, insidioso e costoso:

Non appena avrete tagliato il riscaldamento (OFF) succede una cosa che molti di voi non conoscono (una cosa inizialmente invisibile – solo inizialmente):

  • cessa il riscaldamento
  • il consumo di metano si ferma
  • gli ambienti cominciano a scendere di temperatura
  • le superfici interne abbassano ulteriormente la loro temperatura
  • le condense superficiali sono in agguato
  • tutte le zone più interessate da ponti termici perdono temperatura ancora più velocemente delle restanti superfici
  • qui le condense superficiali sono più più che in agguato
  • la ventilazione manuale attraverso le finestre è assente dal momento in cui si è spento il riscaldamento
  • l’umidità interna non sale perchè ce ne sia di più o perchè se ne generi di più
  • l’umidità interna sale perchè la temperatura dell’aria sta scendendo
  • l’aria con temperatura inferiore può contenere una quantità di vapore inferiore (senza condensare)
  • le condense superficiali non sono più in agguato, sono una realtà!
  • ecco che le finiture interne cominciano ad andare in sofferenza, gli aloni neri sulle superfici più fredde sono la prima visibile antiestetica conseguenza.

2015: ripetete con me <<mai più l’impianto di riscaldamento su OFF ! >>

La domotica lasciatela sugli scaffali dei negozi! Non ci serve. Il Vostro iPhone usatelo per fare buone foto! Il danaro risprmiato investitelo in ulteriore coibentazione!

Voi avete esperienze diverse? Raccontateci.

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La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

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Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA – potenza 2100 W – consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

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