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Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido

La normativa sulla quota minima di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti ci costringe ad installare qualche pannello sul tetto per forza.

In effetti il solare è semplice e geniale per la produzione di ACS, acqua calda sanitaria, e può contribuire alla gestione dell’impianto radiante a bassa temperatura.

L’invasione delle pompe di calore PdC e dei piani a induzione per cucinare sta portandoci invece verso la completa elettrificazione dei consumi:

è un bene o un male? è energia pulita o sporca?

Ricordiamoci che il consumo di energia per riscaldamento è doppio rispetto a quello dei consumi elettrici e dei trasporti, quindi, un’ improvvisa elettrificazione di tutti i consumi (riscaldamento + raffrescamento + trasporti) non può essere sopportata dalle energie rinnovabili: si ricadrebbe sulle fonti fossili e sul nucleare (elettrificare tutto non vuol dire automaticamente energia pulita)!

La combinazione efficiente di riscaldamento, raffrescamento, trasporti ed elettricità potrebbe invece permetterebbe alle future reti energetiche intelligenti di funzionare con le sole fonti rinnovabili: insomma, le rinnovabili termiche (il solare termico) che hanno dimostrato purtroppo una scarsa capacità di riduzione dei costi energetici sono fondamentali per

  • evitare la completa elettrificazione dei consumi
  • portare un migliore equilibrio della fame energetica.

Tutto elettrico non si può!

Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido: è uno spreco di risorse che andrebbero impiegate diversamente.

 

in casa tua come viene usata l'elettricità?

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Fotovoltaico sovradimensionato, non elettrifichiamoci del tutto

Premesso che l’energia elettrica proviene quasi tutta da fonti fossili e nucleari, (risorse che l’Italia importa), e premesso che gli impianti fotovoltaici sui nostri tetti hanno la loro maggiore produzione di giorno e in estate (quando ci serve poca energia) è intelligente elettrificarsi il più possibile?

Gli ultimi dati dei miei monitoraggi di casa parlano chiaro:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) kW/h 4,3
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) kW/h 8

il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria ACS sono invece completamente a carico di una caldaia a condensazione con ACS istantanea senza accumuli:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) 0,1 mc metano
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) 5,1 mc metano

Se la domanda di energia termica ha sempre il suo picco in inverno e anche volessi rivoluzionare il mio impianto per coprirlo con l’elettricità, non riuscirei a farmi bastare il fotovoltaico.

Ho letto che in Italia, nei 3 mesi invernali, tutte le rinnovabili insieme coprono 1/4 del fabbisogno elettrico nazionale.  Quindi, per soddisfare tutta la domanda di calore con la sola elettricità, si dovrebbe aumentare considerevolmente il fotovoltaico, che poi d’estate offrirebbe energia senza domanda.

Il sogno di ogni proprietario di nuova costruzione è alimentare il più possibile la pompa di calore PdC con il proprio fotovoltaico: ed ecco che inseguendo questo sogno si punta a sovradimensionare il FV fino a non ottenere ritorni economici.

La pompa di calore PdC, a parte la sua fastidiosa rumorosità, ha un comportamento molto efficiente se le temperature non sono rigide: per non avere brutte sorprese informiamoci sul suo coefficiente di prestazione Stagionale SCOP invece che limitarci a leggere il COP. La Pdc, in ogni caso, permette di utilizzare l’energia elettrica… per tutti i nostri bisogni (riscaldamento e acqua calda).

A differenza del fotovoltaico, il solare termico è invece molto interessante perchè offre direttamente energia termica: ma facciamo tre conti:

  • il mio consumo estivo per produrre ACS è 0,1 mc/giorno metano,
  • quindi ogni estate brucio circa 12€ di metano per continuare ad avere acqua calda sanitaria

dovrei andare sul tetto ad installare un impianto solare termico e poi scendere dal tetto per installare un accumulo ed occupare almeno 1 mq di ambiente interno? E quanto è costato un metro quadrato della nostra abitazione? 1500€? 2500€? 3500€? 4500€?

Certo che rinunciando a priori al fotovoltaico e al solare termico come possiamo partecipare alla innovazione di tutte queste tecnologie?

E’ un po’ come dire – io non compro nè un’auto elettrica, nè un’auto ibrida, continuo a preferire un’economica auto a benzina. Forse non è un comportamento lungimirante e rispettoso di un buon futuro.

Ecco, non vi ho dato nessuna perla di saggezza per i vostri nuovi o vecchi impianti, nè vi ho insegnato a decidere con più consapevolezza. A volte i problemi non hanno soluzioni ben precise ed è intelligente parlarne in lungo e in largo.

            

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Il radiante a pavimento in casa classe A, sì o no?

Dopo decenni di poco comfort, sono tantissimi i committenti che sognano di avere sotto i piedi un tiepido pavimento radiante! Peccato che i tempi intanto siano cambiati! I pannelli radianti a pavimento tradizionali NON sono adatti a garantire il benessere nei nuovi edifici in classe A. Per assurdo, in classe A, i ventilconvettori a bassa temperatura si comportano meglio e permettono anche un risparmio energetico.

radiante-pavimento-casa-classe-a-01

Ma perchè il sistema radiante non è più la panacea a tutti i mali? Come mai i ventilconvettori o i normali radiatori sono da riprendere in considerazione? Continua a leggere

Casa e isolamento termico in clima umido e nebbioso, tipico della pianura padana

E’ un pensiero diffuso che d’inverno la nebbia (in quanto visibile) e l’umidità esterna elevata siano un problema per la casa, il tipo di struttura, e la tipologia del materiale per isolamento termico. Sorgono anche grossi dubbi sulla idoneità della posa di materiali naturali.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-03

E alcuni sono convinti che l’umidità, sotto forma di vapore acqueo penetri dall’esterno verso l’interno, mentre di fatto la migrazione del vapore nella stagione di riscaldamento ha un’unica direzione: da dentro verso fuori!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, sempre in maniera semplice:

Se d’inverno l’aria esterna ha temperatura 0 °C e 100% di umidità relativa, aprendo la finestra o facendo funzionare la ventilazione meccanica controllata, noi deumidifichiamo l’ambiente interno, che avrà probabilmente temperatura +20 °C e 50% di umidità relativa.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-02
Si deve ricordare che l’aria esterna entra fredda e umida (0 °C e 100% di umidità relativa) in casa e viene portata in breve tempo ai +20 °C impostati.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-05

Riscaldare l’aria esterna portata in casa equivale a seccarla ottenendo in fretta un’umidità relativa del 25%.

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Conclusione

  • d’inverno, facendo ventilazione manuale (oppure meccanica) la casa viene deumidificata! …al contrario di quanto spesso si pensi.

casa-isolamento-termico-clima-umido-nebbioso-tipico-pianura-padana-04

  • se è installato un impianto per deumidificare gli ambienti, non ci sarà necessità di farlo funzionare, bensì di arieggiare meglio! se con una VMC, si recupera anche il calore.

   

       

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Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.

      

       

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Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

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La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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Il pellet ti dà una mano

Ricordate quando nei gloriosi anni ’80 il metano ci dava una mano?

metano pellet

Da lì in poi il prezzo è ben salito.

Quando il 1° gennaio 2015, il comma 711 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), aveva previsto per il pellet l’aumento dell’iva al 22% ho subito pensato “ci risiamo”! Appena tutti si buttano sul pellet… scherzetto! 22%!

Il pellet ti dà una mano!

metano pellet 1

Beh, l’iva ritorna al 10% nella bozza del disegno di legge Stabilità 2016.

vale sempre il motto:

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driving directions

Controllo fumi e manutenzione della mia caldaia a condensazione

Avete da qualche anno una caldaia a condensazione, è sempre andata bene, non avete mai dovuto fare interventi… Ma cosa si dovrebbe fare per essere completamente in regola? Prendete appunti:

caldaia condensazione manutenzione-01

Sapere cos’è il controllo fumi in brevissimo:

  • analisi della combustione per verificarne il rendimento,
  • analisi della concentrazione di ossido di carbonio (CO)
  • analisi dell’indice di fumosità. 

quando:

  • in concomitanza di ogni eventuale manutenzione straordinaria
  • alla prima messa in esercizio dell’impianto
  • ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatore di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kW ed alimentati con combustibili solidi o liquidi.
  • ogni 4 anni se a gas, GPL o metano con potenza tra 10 e 100 kW.

come riportato nel DPR 74/2013. Se avete voglia di leggere interamente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 cliccate sul link.

Per quel che ne so io, la manutenzione ordinaria della caldaia consiste in:

  • pulizia del bruciatore
  • pulizia dello scambiatore di regolazione
  • verifica del corretto scarico dei fumi.

quando:

  • secondo le periodicità stabilite dal fabbricante della caldaia.

caldaia condensazione manutenzione-02Ma il bollino blu della cadaia, cos’è? Serve? Bisogna averlo?

Il bollino blu certifica il buon funzionamento e ce lo rilascia chi fa la revisione alla caldaia. La Pubblica Amministrazione fa dei controlli a campione e vuole vedere questo bollino blu che riporta un codice: questo codice identifica per sempre la nostra caldaia.

E’ proprio sul Libretto d’impianto, quello che dovreste avere dal 1° giugno 2014, che figurerà, se lo avrete meritato, il bollino blu.

Prima di chiudere ricordiamo qualche punto, il minimo del nostro dovere:

  • nel momento dell’ installazione caldaia, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica
  • dopo un anno e fino al quarto manutenzione (prova dei fumi opzionale) compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento del Libretto d’impianto
  • al 4° anno: manutenzione, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento Libretto d’impianto

Le mie personali esperienze di manutenzione non sono state positive: prima di metter le mani sulla caldaia tutto funzionava egregiamente, da quel momento in poi, un bagno di sangue di ricambi…

Si dice che una manutenzione fatta a regola d’arte di una caldaia di casa costi 100 euro, prova fumi inclusa: controllo visivo del camino, rimozione del bruciatore per pulizia scambiatore e bruciatore, controllo della pressione dei vasi d’espansione, verifica della durezza dell’acqua e del sistema di trattamento dell’acs e di quella del riscaldamento, scrivere il rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è gran confusione e pochi sanno esattamente cosa dovrebbero fare… Partecipa al mini sondaggio! ovviamente è anonimo e non dovete registrarvi!


vale sempre il motto:

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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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