Category Archives: e-auto

Dopo tanto diesel, tanto elettrico con Vehicle to Grid V2G?

Se Snam si ripropone di realizzare 300 nuovi distributori di metano per arrivare a quota 1.500 e l’Unione Petrolifera consiglia 15.000 distributori in tutta Italia, il 10% di distributori offrirà il metano. Tutti a metano allora?

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Enel vuole installare 12.000 colonnine elettriche, le e-auto oggi sono circa lo 0,06% del parco circolante (quelle a metano l’ 1,42%).

L’enorme 56% rappresentato dai diesel oggi, che auto diventerà dopo la sostituzione?

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Se anche in Italia si decidesse per il sistema Vehicle to Grid (V2G), con l’ azzeramento dei costi del kW, io farei sicuramente un pensierino sull’auto elettrica pur non disponendo di un bel garage come questo:

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con un cavo per la ricarica elettrica sul lato sinistro:

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Ma in questo paese di poca strategia nazionale, qual’è la Strategia Energetica Nazionale?

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Voi sapete che cos’è la sigla V2G?

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V2G è la tecnologia che consente di sfruttare le batterie delle auto elettriche per accumulare energia, una specie di generatore di emergenza in caso di black out, in verità è uno stabilizzatore dei sistemi elettrici dove l’eolico e il fotovoltaico non sono equilibrati. Un’auto elettrica collegata alla rete ha un ruolo importantissimo: contribuisce a stabilizzare la rete: Se tutte le reti elettriche avessero migliaia di batterie auto collegate, io non me ne intendo, non solo la rete sarebbe stabile: la rete elettrica sarebbe inespugnabile! Non voglio fare scenari di guerra, io non credo alla guerra, ma una rete con tanti piccoli porcellini salvadanaio è sicuramente una garanzia.

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Avete mai sentito parlare del fidanzamento Enel e Nissan che produce l’auto elettrica più brutta del mondo, LEAF? Il loro fidanzamento è esattamente un sistema Vehicle-To-Grid (V2G): le e-car Nissan LEAF rappresentano delle mini centrali capaci di accumulare e rimettere in rete l’energia non utilizzata. Quindi c’è una gestione bidirezionale della carica grazie all’ integrazione delle e-auto nella rete elettrica nazionale.

Vista così, l’auto elettrica non è solo la nostra prossima auto, è la chiave per gestire efficientemente le linee elettriche nel futuro.

Il sistema Vehicle-to-Grid di ENEL e Nissan è già sperimentale in Danimarca, Olanda e Germania. A quei paesi chiederei, ma se Enel mi scarica la batteria della Nissan per stabilizzare la rete, io come faccio a partire per le vacanze? Ma io sono un asino in Vehicle-To-Grid.

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Vi sta venendo voglia di Nissan LEAF, l’e-auto più brutta al mondo? Questa LEAF consuma 15kWh/100km, cominciamo ad abituarci a questi numeri! in futuro dovremo capirci pur qualcosa di consumi elettrici per confrontare qualche e-auto, non basta più ricordare che 4litri/100km sono pochi e 8l/100km sono tanti.

Con un canone mensile da 299 euro per 36 mesi è possibile avere la Nissan LEAF, l’auto elettrica più venduta al mondo e la Enel box station per la ricarica domestica compresa d’installazione. Sembra allettante questo titolone sul sito di Enel! Peccato che sia solo metà della verità! Se si legge la pagina, con più attenzione, ahimè, scoprirete che è disponibile sì a un canone mensile a partire da 299 euro al mese, ma anche più un anticipo!!! è non è dato questo importo! si deve cacciarlo! avanti google! alla riscossa!

E la vostra strategia energetica personale o familiare qual’è?

smettere di andare in auto? è possibile, non dubitate. C’è chi smette di fumare, chi smette di bere e chi smette di andare in auto. Leggete “Minima pedalia di Emilio Rigatti“, questo manuale di diserzione automobilistica mi è stato prestato dall’ing Lorenzo Sartoratti, probabilmente uno dei tanti caduti, o pochi, sotto i colpi del racconto.

            

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La Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica

In un precedente articolo descrivevo come ho rotto il ghiaccio sull’argomento “auto ibrida” (potete leggerlo integralmente qui). Finchè la rete di ricarica italiana resta scarsa mi sembra corretto passare all’ hybrid anzichè all’elettrico! Per questo 2017 il mio sogno di viaggiare 100% elettrico resterà un sogno, così ho prenotato un test drive alla Toyota:

ecco la CH-R 1.8 Hybrid 2WD che mi aspettava.

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con i suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18)

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L’emozione della prima Hybrid sotto il sedere ha azzerato le mie perplessità sull’auto ibrida. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un’auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina. 

E in fondo, l’ Hybrid, significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica.

Quando scrivevo quell’articolo ne ero convinto: la mia prossima auto non sarà una Tesla Model 3, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale? Ormai siamo alla festa del Papà, la primavera avanza a grandi passi, è tempo di decidersi!

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Ho prenotato un nuovo test drive, questa volta è la Hyundai Ioniq a essere sotto esame: e come dice il titolo di questo articolo, la Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica… ma tanti altri piaceri!

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Pulita, più sobria e rilassante della provocante Toyota CH-R 1.8 Hybrid. Si sale in basso invece che in alto (nessun effetto SUV) ma il posto guida è perfetto! Mani sul volante, sensazioni di buone plastiche e tutto diverso dalle altre Hyundai (se le conoscete).

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La partenza non stupisce come in Toyota CH-R, parte il motoraccio immediatamente, che delusione! Così è e così si va. E’ una continua lotta con il pedale del gas: tu vuoi far bene, vuoi dare il meglio di te, ma subito riparte il motoraccio. Insomma, io che vorrei  anestetizzare il 4 cilindri in linea 16 valvole DOHC per spremere con dolcezza la batteria non riesco a domare il cervellone Ioniq che è fatto così: l’elettrico aiuta il 1.580 cc e non viceversa come in Toyota. Intanto mi sono mangiato qualche chilometro di prova e con la Ioniq ho già fatto amicizia: sui difetti dell’asfalto vola, i dossi e i rallentatori vengono letteralmente spianati. Se non è una magia, dev’essere il suo passo (2.700mm). La Ioniq liscia le strade, è facile fare amicizia! Ripeto che il posto guida è perfetto.

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La cosa più divertente della Ioniq cosa può essere? Beccare tutte le buche e i tombini possibili? No, la cosa più divertente è spremerla!

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Ovviamente con una lunghezza di 4.470mm, una larghezza di 1.820 e una massa a vuoto di 1.370kg questa auto non è uno spiderino, ma il cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti in selezione sport trasforma le delusioni in passioni, e non vorresti più scendere, mai più scendere! La cosa più bella della guida in sport è anche il fatto che il cervellone Ioniq non tiene su di giri il motore in modo idiota (stile Audi in sport) solo perchè il pilota ha selezionato sport, infatti appena il piede diventa leggero e la guida più sobria il motore diventa docile quasi quanto la guida in eco, però è subito pronto a riscattare in alto senza vuoti e senza indugi. Forse la mia descrizione non è all’altezza del piacere che dà questa macchina.

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Il bialbero in testa con aspirazione e scarico a fasatura variabile, iniezione elettronica diretta (tutto in lega di alluminio) ha solo 105CV e una coppia massima molto in alto sui 4.000giri ma l’elettrico pensa a tutte le sue mancanze e la Ioniq dispone di ben 260Nm.

Con i cerchi in lega leggera da 15″ sarebbe più risparmiosa nei consumi ma è introvabile. Tutte le Ioniq indossano cerchi da 17″ 225/45R17 91W e se sei bravissimo consumi 3,9 litri ogni 100km.

La CH-R 1.8 Hybrid 2WD con il 1.8 HSD da 122 CV, trazione anteriore e cambio automatico E-CVT (cerchi in lega da 17” con pneumatici 215/60 R17) è comunque lunga 4360 e larga 1795 (passo 2640), pesa 1455 kg e il suo 4cilindri in linea 16 DOHC con VVT-i da 98CV consuma 3,8 litri ogni 100km.

Per avere un consumo ancora più basso non c’è nulla da fare, bisogna salire sulla Regina delle ibride, la Prius, ma siamo sempre là:

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Parliamo di quasi una tonnellata e mezza di peso! Ecco, per esempio, perchè l’idea dell’auto ibrida non mi è mai piaciuta:

  • io voglio eliminare dal cofano il motore a benzina in favore di un motore elettrico e invece me ne ritrovo due: uno quasi privo di manutenzione e uno assetato di service ogni 15.000km o ogni anno con tutte le noie a cui siamo abituati da decenni.

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Insomma, volevo l’auto elettrica per passare ai tempi moderni (sì, il termine moderni è relativo, ricordate i tempi moderni del 1936?) e mi ritrovo con 2 auto in un’unica auto? Non era proprio il mio sogno.

Come se ai tempi della Ford T ci fosse stato anche un cavallo con le briglie e per guidare l’auto fosse servito il frustino. Ma siamo diventati matti?

Se proprio dal motore a benzina non c’è scampo, voglio un’ auto a benzina efficientissima, come una casa in classe A (A come Almeno!). Un’ auto A+++

  • che non pesi una tonnellata e mezza,
  • che non abbia un motore enorme e fiacco
  • che non abbia una coppia massima a chi sa che numero di giri
  • che non abbia un esercito di cilindri a prosciugarmi il serbatoio
  • che non mi chiami al service ogni 3×2

un’auto moderna. Esiste?

L’auto ibrida appare molto moderna, sembra che abbia un piede nel futuro, lo ammetto! ma io che ho la passione per il risparmio energetico, per l’efficienza, per l’involucro spinto al massimo perchè la casa sia confortevole bruciando pochissima energia non vedo l’auto ibrida come la casa passiva, mi pare piuttosto una vecchia casa energivora e molto inefficiente che sfrutta qualche tipo di energia rinnovabile sul tetto:

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mi pare un edificio poco performante e disperdente che scarica il suo peso energetico sul pannello fotovoltaico o solare termico per diminuire la bolletta. Proprio come un 1.8 a benzina scarica sul motore elettrico e sulla sua generosa coppia massima (163Nm) tutta la fatica e l’ inefficienza del motore a benzina.

ripeto, un’auto moderna esiste?  la troveremo!

voi? che auto guidate?

       

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Predisposizioni per l’ auto elettrica

Potrebbe una Direttiva dell’Unione europea imporci di installare colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici in casa nostra?

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Potrebbe imporre ad ogni nuova costruzione che il 10% dello spazio nei garage sia riservato alla ricarica dell’auto elettrica?

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Sarebbe il boom delle auto elettriche o l’odio per la costrizione?

In Norvegia  la rete di ricarica + gli sgravi fiscali hanno convinto più di 120mila automobilisti all’acquisto di auto elettriche e nel primo trimestre 2016 1/4 delle nuove auto è elettrico.

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Uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) avverte che se nel 2050 l’80% dei veicoli sarà elettrico la maggior energia elettrica richiesta comporterà anche più emissioni di biossido di zolfo (SO2). Se lo dicono i sapienti ci credo, ci posso credere; ma la situazione odierna è insostenibile!

Forse non appare insostenibile a chi è seduto nella propria auto con la musica e il climatizzatore in funzione, ma provino a fare i ciclisti o i pedoni! la situazione odierna è insostenibile! sono troppe le emissioni di CO2, ossido e biossido di azoto e polveri sottili. 

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A proposito di polveri sottili, speriamo che la guida elettrica convinca un po’ più persone a guidare con delicatezza, dolcezza e parsimonia diminuendo il consumo dei pneumatici e dei dispositivi frenanti. E’ solo una speranza, un augurio.

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Sapete che si sta lavorando sulle batterie esauste? che ovviamente contengono ancora energia. La loro potenza residua potrebbe essere nuovamente immessa nella rete. Non ci avevo mai pensato: dove finisce l’energia residua di tutte le batterie del mondo gettate nei raccoglitori?

In Italia si acquistano 450milioni di pile ogni anno (8 pile/persona): è il risultato dello studio della European Recycling Platform: le pile buttate contengono almeno il 41% della loro energia iniziale. Parliamo di circa 1.800.000 kWh/anno…

Si parla sempre dei metalli pesanti recuperati e riutilizzati, ma l’energia da riutilizzare?
       

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La Plug-in Hybrid che consuma come casa mia

Dieci anni fa parlavano tutti di cappotto? di isolamento termico? di efficienza energetica? di risanamento energetico?   Nessuno! Quasi nessuno.
E’ cambiato il mondo – anche in Italia, di coibentazione si parla con destrezza (e qualche incompetenza)! Gli italiani vogliono una casa efficiente, con bollette contenute e comfort interno: non vogliono un forno d’estate e non vogliono una ghiacciaia d’inverno. Il mondo è cambiato!

Ma se non ci arrendiamo più a bollette per riscaldamento da oltre 1.000€ l’anno – e vogliamo / pretendiamo efficienza – come sopportare la nostra vecchia auto che divora carburante come (o poco meno) quelle dei gloriosi anni ’80?

In casa vogliamo vivere come marziani, riscaldati dal sole, ventilati attraverso il recuperatore di energia, in un involucro ideale – poi – apriamo il garage, usciamo in macchina e per fare 15mila km l’anno siamo disposti a spendere oltre 1.500€ (7litri/100km) di carburante e avvelenare i passanti.

Non si tratta di una rigida, profonda e irrazionale dicotomia? Ma cosa succede dentro di noi?

Eh sì, è ancora presto per l’auto elettrica.

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E non possiamo tutti girare in Tesla 100D, 613km di autonomia, batteria da 100kWh, 2,7 secondi da 0-100km/h 160.800€.

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Però un’auto ibrida con 50 km di autonomia in modalità EV, e una velocità massima di 135 km/h non ci andrebbe bene?

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Un consumo dichiarato di 1 litro per 100 chilometri non si sposerebbe benissimo con la nostra casa finalmente efficiente e parca nei consumi?

15mila km all’anno = 230€ (1litri/100km)

Immaginate la vostra nuova auto con una pompa di calore con iniezione di gas che permette di rinfrescare e riscaldare l’abitacolo (anche con temperature esterne di -10°C) quando viaggia in modalità EV (senza che il motore a benzina venga avviato).

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Aggiungeteci un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, che può migliorare l’autonomia elettrica fino a 5 km/ giorno – basta con la noiosa ricerca di un parcheggio all’ombra!

Il mondo sta finalmente cambiando, in tante cose anche in peggio.. proviamo a fare la nostra parte!

Diciamo al nostro concessionario di auto preferito che vogliamo anche noi un’auto da 1 litro per 100km!

O un auto così, o di auto nuova non se ne parla!

Che se le tengano in salone tutte quelle bestie assetate! Noi quelle cose là non le vogliamo più. 

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Però mi domando, quel poco di corrente che serve a caricare il nuovo pacco batterie agli ioni di litio da 8,8 kWh ricaricabili per via di un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, può anche venire solo dal sole? o per forza l’auto preleverà 8 kW dal mio contatore?

In questo caso, i 50km in elettrico costeranno circa 3,20€ di energia elettrica di casa! E non sono proprio poca cosa se confrontati con un’auto Hybrid NON Plug-in.

       

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L’ ultima auto a benzina, la mia prima Hybrid

Uno studio norvegese dice che per soddisfare gli obiettivi climatici l‘ultima vettura a benzina dovrà essere venduta entro il 2035, e questo per mettere il mondo sulla buona strada, limitare il riscaldamento globale a raggiungere l’obiettivo più rigoroso impostato dai leader mondiali nel 2015.

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Il carburante da trasporto emette circa il 14% delle emissioni di gas serra mondiali.

Se vogliamo rispettare il vertice di Parigi e l’ obiettivo di limitare l’aumento delle temperature a 2 gradi Celsius l’ultima auto diesel o benzina dovrà essere venduta entro il 2035 per vedere circolare gli ultimi veicoli a combustibili fossili nel 2050.

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E’ troppo grande questo cambiamento in tutta l’industria automobilistica? 

Toyota ha una “sfida a zero emissioni di anidride carbonica” per i nuovi veicoli in base al quale si propone di ridurre le emissioni dei suoi veicoli del 90% entro il 2050 (dai livelli del 2010).

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Altrimenti come abbassare il termostato globale entro la fine del secolo? Il 2016 è il più caldo mai registrato, con temperature intorno ai 1°C (1.8F) sopra ai tempi pre-industriali.

Siamo al 5% come quota di veicoli elettrici nell’Unione europea. Che fare?

Mi sono reso conto che la rete di ricarica elettrica è troppo scarsa al momento, poi, il tempo di una ricarica veloce è comunque troppo lungo. Volevo fare da pioniere, ma si può fare i pionieri nella vita di tutti i giorni? Forse da single sì!

Forse, per molti di noi, è tempo di passare all’ hybrid, anzi che all’elettrico!

Devo ammettere che fino ad oggi non ho mai pensato all’ibrido – mai! Sogno di viaggiare in elettrico e acquisto un’auto ibrida? Che senso ha? Il motore a combustibili fossili non lo voglio più vedere, non lo voglio più sentire, non lo sopporto più. Per me il suo tempo è passato, è out. Ed ora che la penso così dovrei guidare un auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico?

Mai e poi mai!

Bestemmiare e poi sedersi in chiesa? Che senso ha? Se vuoi bestemmiare vai al bar, se vuoi ringraziare vai in chiesa.

Un’ auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico? Mai e poi mai!

Poi ho prenotato un test drive alla Toyota:

Mi attendeva nel piazzale una CH-R 1.8 Hybrid 2WD che non avevo mai visto dal vero.

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Vista davanti – mozzafiato. Il responsabile ci ha lasciati attendere fuori (la famiglia mi aveva seguito) mentre faceva manovra per girare l’auto verso il cancello d’uscita. E’ stato quello il momento più emozionante della prova, siamo rimasti a bocca aperta vedendo questo grosso mostriciattolo di 4 metri e oltre girare su se stesso in assoluto silenzio: un’astronave di un pianeta più avanzato del nostro? No – un’auto ibrida!

Saliamo, allaccio la cintura, nascondo il piede sinistro sotto il sedile e premo start. Non succede nulla, ma poi ci muoviamo. E poi ci muoviamo di più e poi di più e poi di più e poi il responsabile mi avverte che anche il motore termico sta lavorando.

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Era proprio l’idea di passare dal volo elettrico al volo con combustibile che aveva da sempre instillato nella mia fantasia un momento di discomfort, di delusione, di – ah che schifo lo sapevo che non era piacevole – prima il silenzioso rotolare dei pneumatici e poi il solito rombo del motore a scoppio..

Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ci stava portando a spasso per le strade di campagna in un relax incredibile, con una docilità indescrivibile. Il cambio cinetico si è comportato come un infinito elastico, assolutamente non fastidioso e non paragonabile ad uno scooter – l’auto sembrava correre sul sapone, e teneva la strada!

Tra l’emozione della prima ibrida sotto il sedere e la guida attenta non ho avuto il tempo di fissare tutte le informazioni del cruscotto e le varie spie avveniristiche: ho potuto solo auscultare il motore (che pareva sempre elettrico) e sentire attraverso il sedile, in lontananza, le irregolarità dell’asfalto. I suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18) regalavano sensazioni di mooooolta sicurezza.

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Le mie idee sull’auto ibrida, solide di anni, si sbriciolavano come biscotti. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina.

Aiutata, in tutti i sensi: non solo per pigiare allegramente sull’acceleratore e ricevere una bella spinta! anche per non rimanere a piedi. Potrei decidere di saltare in macchina e guidare fino a S.Vito Lo Capo da Padova, cosa che la futura mini Tesla Model 3 non mi permetterà mai e poi mai.

Il sogno di guidare un’auto elettrica, semplice di componentistica, con pochi pezzi, e puliti, deve rimanere ancora un sogno. Se Hybrid significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica veloce, posso digerire questa pillola.

Le cose cambieranno in fretta. Quando iniziai la mia attività di consulenza 8anni fa, di isolamento termico in edilizia quasi non si parlava, un cappotto da 4cm sembrava per case passive – oggi invece… Così forse anche per l’auto elettrica! Sta a noi: acquistiamole, e ci verranno offerte anche le colonnine!

Siamo noi il cambiamento! Who else?

Alea iacta est!

conoscete la locuzione latina che significa “il dado è tratto”? Questa frase si cita quando si prende una decisione dalla quale non si può più recedere.

Ahimè, la mia prossima auto non sarà una Tesla, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale?

La Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ha un muso fantastico, è alta quanto basta per stare al sicuro, un posto guida senza critiche,

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 ma l’aspetto così joung, aggresivo e japp, specialmente nel retro

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(dinamismo sì, non voglio discuterne! hanno fatto bene a disegnarla così, è bella, è nuova, è oltre, avanti così!) non credo vada bene con me, un ragazzino di mezza età. Un mese me la strapazzerei volentieri, ma non so se la vorrei tenere per anni.

Guardiamoci intorno, Toyota ha sulle spalle un bel po’ di esperienza sull’ibrido e sull’auto in genere, ma ci sono altri giocatori globali. Penso alla Hyundai Ioniq per esempio.

Andremo a provarla.       E voi? che auto guidate?

       

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Auto elettrica: poca energia da fonti rinnovabili o poca autonomia?

Anche l’energia elettrica non è pulita: la mia ultima bolletta enel recita che nel 2014 il mix energetico evidenzia 34,03% di energia da fonti rinnovabili.

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Se carico la mia auto elettrica durante la notte probabilmente posso solo sperare che essa provenga dall’idroelettrico, per sentirmi con la coscienza pulita. Ma anche se le fonti primarie fossero al 100% prodotti petroliferi io penso che la vivibilità delle strade aumenterebbe parecchio, e non parlo del fracasso dei motori a scoppio, parlo delle emissioni di ogni singola auto che mi passa a fianco, a pochi cm dal naso e a pochissimi da quello di mio figlio (che però cresce in fretta e si alza di quota).

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Tutte chiacchere, il vero problema è che l’auto elettrica non ha autonomia e noi, talmente abituati a viaggiare con una selva di pompe di benzina sul ciglio della strada (che non è un bel vedere, ma una gran comodità in caso di spia carburante accesa) non vogliamo rotture di scatole. E poi, anche se ci fossero ricariche ovunque, in cinque minuti facevo il pieno, mentre la mia nuova auto elettrica…..

Allora erano tutte chiacchere…., di quanto sia verde l’energia elettrica poco ci importa – ci importa invece il fatto di star fermi a caricare la batteria. Ecco cosa c’è!

Le auto usano il caricatore di bordo per convertire la corrente alternata dei caricatori a muro in corrente continua per la batteria. Ma perchè la faccenda è così lenta? Noi vorremmo l’auto di nuovo carica in 5 minuti, come siamo abituati da sempre facendo benzina!

Caricare una singola cella è come riempire un bicchiere fino all’orlo ma, senza farlo traboccare! mano a mano che il bicchiere si riempie, bisogna ridurre il flusso dell’acqua per sfruttare fino all’ultima goccia. Nelle batterie, bisogna ridurre il flusso di corrente per bilanciare il voltaggio delle celle, diminuendolo sempre più mano a mano che si raggiunge la carica completa. In caso di fretta meglio ricaricare la batteria solo fino all’80%.

Sì, è tutta una rottura di scatole.

Ma vi chiedo – se in mezz’oretta vi potessi garantire 270km di autonomia, sareste contenti? Beh, io direi che 30 minutini potremmo anche dedicarli a star fermi: una telefonata, una sgranchita alle gambe, una pipì, un’occhiata intorno… sarebbe accettabile.

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C’è solo un particolare! dovremmo cambiare anche paese. Sì lasciare l’Italia è una soluzione: i punti di ricarica sono troppo pochi, ancora troppo pochi:

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Ma sono troppo pochi i punti di ricarica o sono troppo pochi quelli che guidano un’auto elettrica? Se nessuno fumasse ci sarebbero tabaccai ovunque?

I Supercharger, quelli di Tesla, sono costituiti da diversi caricatori che operano in parallelo, trasmettendo fino a 120 kW di corrente continua direttamente alla batteria. Quando la batteria è quasi carica, l’auto riduce gradualmente il flusso di corrente, per riempire correttamente le celle fino al massimo consentito.

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Sapete come funziona la rete Supercharger? Basta accostare e collegare l’auto. Insomma se hai una Tesla sotto il sedere puoi guidare gratis tutta la vita, consumando le tue gomme ma usando energia senza doverla pagare. Direi che è interessante! 

Approfondiamo l’argomento:

Quattro anni fa, Tesla introdusse la rete Supercharger (oltre 4.600 Supercharger permettono a più di 160.000 proprietari Tesla di guidare in tutto il mondo). Dal 2017 Tesla vuole reinvestire nella rete, accelerare la sua crescita e garantire a tutti i clienti, presenti e futuri, la migliore esperienza di ricarica veloce.

Naturalmente a spese dei futuri clienti!

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Quale sarà la vostra prossima auto?

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Le batterie di un’auto elettrica invecchiano? e la manutenzione di una e-auto?

Mi domando se le batterie delle auto elettriche siano più serie di quelle che troviamo nei nostri telefoni. Ho letto su teslarati.com che una Tesla Model S con oltre 300mila km percorsi ha perso il 6% di efficienza.

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300mila km sono un bel po’ po’ di strada… e i costi di manutenzione? 

Model S has had little to no maintenance costs, cioè, in italiano, quasi nessun costo di manutenzione. Questo è ancora più interessante dell’invecchiamento della batteria, se pensiamo a tutte le manutenzioni occorrenti ad un auto con motore a scoppio…

Mi sono incuriosito ed ho scaricato “Tesla Model S – Manuale del proprietario” per andare a leggere cosa dicono le pagine della manutenzione programmata (1a sola pagina)

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Manutenzione programmata:

7.2 MANUALE D’USO E MANUTENZIONE MODEL S

Intervalli di manutenzione:

La manutenzione periodica è importante per garantire l’affidabilità e l’efficienza di Model S. Recarsi presso Tesla agli intervalli di manutenzione programmata ogni 12 mesi oppure ogni 20.000 km

Sostituzione dei liquidi:

  • Liquido dei freni: ogni 2 anni o 40.000 km
  • Liquido di raffreddamento della batteria: ogni 4 anni o 80.000 km

Controlli giornalieri e mensili:

  • Controllare il livello di carica della batteria visualizzato sul quadro strumenti
  • Controllare il corretto funzionamento di tutte le luci esterne, dell’avvisatore
  • acustico, degli indicatori di direzione e dei tergicristalli e lavacristalli
  • Verificare il funzionamento dei freni, compreso il freno di stazionamento
  • Verificare il funzionamento delle cinture di sicurezza 
  • Verificare che sotto Model S non siano presenti macchie dovute a perdite di liquido. 

Qualche lettore ha esperienze personali in fatto di auto elettriche?

Il proprietario di una casa ad alta efficienza energetica che cosa nasconde in garage?

che auto guida? quale sarà la sua prossima auto? come la sceglie?

Luca Mercalli (l’unico privato italiano attualmente ad averla acquistata) guida una Peugeot iOn e ci ricorda che

<< Faremo bene al Pianeta e al nostro portafoglio. Basta pensare che in Italia la bilancia commerciale energetica, cioè le spese per l’importazione di petrolio e metano, è in rosso per 60 miliardi di euro l’anno. Migliorare del 10% la nostra efficienza significa risparmiare 6 miliardi/anno. Un traguardo facile da raggiungere, se non da superare, senza grandi investimenti. E se si ha maggiore disponibilità la tecnologia attuale ti permette di arrivare a sfiorare le emissioni zero. A dimostrarlo è la mia casa e la mia mobilità. >>



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Una Macchina che costruisce macchine, Gigafactory

Volkswagen investe miliardi di Euro per la costruzione della sua fabbrica di batterie a Salzgitter. Improvvisamente si riscopre il piacere dell’essere indipendenti dalla produzione in Cina? Oppure è una reazione allo scandalo VW del settembre 2015?

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Tesla intende costruire fabbriche di batterie sia in Europa che in Cina.

Juli 2016

Juli 2016

La Gigafactory, colonna portante dei piani di crescita Tesla (dalle 50 000 Auto del 2015 alle 500mila del 2018), avrà in pochi anni una capacità produttiva di batterie quanto quella delle fabbriche del resto del mondo. La sua dimensione è quella di un hangar per cento Boeing 747.

Elon Musk, alla cerimonia di apertura della Gigafactory in Nevada: «Da una parte devono entrare materiali grezzi, dall’altra parte dovranno uscire automobili finite». Le fabbriche-Tesla devono essere concepite come «Una Macchina che costruisce macchine». Questa integrazione è necessaria per offrire nuove auto a prezzi accessibili, in netto contrasto con l’attuale organizzazione degli infiniti fornitori di componenti.

Dice Musk: «se facciamo viaggiare ogni molecola in giro per il mondo…».

Ha ragione, e lui può dirlo – un auto elettrica è composta di un numero di pezzi assai minore rispetto ad un’auto con motore tradizionale.

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Mi sembra ieri che si lodava l‘idea del just in time con la Ford che applicava il «dock to factory floor» (“dalla banchina (di ricezione) direttamente sul pavimento del reparto di produzione”, evitando il magazzino) e la Toyota Motor Corporation che applicava appunto il JIT come filosofia produttiva giapponese sia per le materie in entrata che per i prodotti in uscita, una produzione in linea con le stime di assorbimento del mercato. Negli anni ’80 si voleva ridurre il vantaggio competitivo giapponese con la catena delle forniture esterne, dei componenti che arrivavano da ogni piccolo fornitore individuato dalla casa madre.

Mi piace l’idea che una sola macchina costruisca la mia nuova macchina. L’idea di Musk è una Tesla-factory per continente, speriamo non sia una “balla di sapone”.


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Una boccata d’aria fresca con filtro HEPA

Un  HEPAHigh Efficiency Particulate Air filter, è un filtro ad elevata efficienza composto da foglietti filtranti di microfibre in più strati separati da setti in alluminio. Si riescono a bloccare le particelle solide inquinanti (il particolato) con efficienza di filtrazione compresa tra l’85% (H10) e il 99,995% (H14). Quindi le 5 classi (da H10 ad H14) hanno caratteristiche prestazionali crescenti.

Esistono anche filtri ULPA (Ultra Low Penetration Air) con efficienza di filtrazione tra il 99,9995% (U15) e il 99.999995% (U17).

Per comprendere meglio:

  • l’efficienza è del 99.999 % quando particelle con diametro 0.3 µm penetrano attraverso il filtro per lo 0.001%.

Se avete deciso di installare un impianto vmc, centralizzato o decentralizzato, informatevi sulla scelta dei filtri che potrete installare, magari con una sostituzione a pagamento. Ci sono moltissimi livelli di filtraggio oltre ai filtri ad alta efficienza menzionati qui sopra, quindi informatevi attraverso le schede tecniche della vostra futura VMC! Qui avevo preparato un elenco dei filtri in commercio.

Fantasticando sul mondo dell’auto:

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cosa si prova a dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW che da decenni studiano migliorano e stravendono le loro auto lottando per qualche cavallo in più o qualche secondo in meno e poi, una mattina ti svegli e vieni a sapere che esiste la Tesla Model S che viaggia con pilota automatico in trazione integrale elettrica con coppia delle ruote anteriori e posteriori controllata digitalmente sfoderando accelerazioni da zero a 100 km/h in 3 secondi? Cosa si prova? Come ci si sente? Se fossi io a capo di questa disfatta mi nasconderei dietro a due enormi baffoni

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Cosa centra questo con la qualità dell’aria ambiente? Centra centra…

immaginate di dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW

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e una mattina, svegliandovi, venire a sapere che il primo vero sistema di filtraggio dell’aria HEPA che elimina dall’abitacolo fino al 99,97% dello smog da tubo di scarico e di altri polveri inquinanti è  disponibile su Tesla Model S.

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Come ci si deve sentire?

Beh, intanto che i grandi dell’auto si svegliano, si lavano (spero) e prendono il caffè per andare a leggere il giornale in ufficio sappiate che la Tesla Model S è ora accessoriata con un sistema di filtraggio dell’aria HEPA, di qualità ospedaliera, che rimuove almeno il 99,97% del particolato esausto e mantiene fuori dall’abitacolo polline, batteri, virus e inquinamento. La modalità “difesa da armi biologiche” crea una pressione positiva all’interno dell’abitacolo, proteggendo i passeggeri.

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La prima e forse unica auto al mondo ad essere dotata di un filtro abitacolo HEPA.

Che dire? Beato chi ce l’ha. Noi dobbiamo arrangiarci:

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Il Cancelliere tedesco descrive le dimensioni di un filtro HEPA: pare che Dieter Zetsche non ne abbia mai visto uno…

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Il sistema di filtraggio dell’aria delle nuove Tesla è stato testato in ambienti reali, dalle autostrade nell’ora di punta, a zone paludose, discariche e pascoli nella Valle centrale della California, alle grandi città della Cina. Volevano essere sicuri che assorbisse i particolati e gli inquinanti gassosi, i batteri, i virus, i pollini e le spore della muffa.

Tesla ha deciso di testare il sistema completo come se fosse su strada, ma in un ambiente in cui fosse possibile controllare e monitorare le condizioni atmosferiche in modo preciso. Ha messo una Model X in una bolla contaminata con livelli di inquinamento estremi (1.000 µg/m³ di PM2,5 rispetto al limite dell’indice di qualità dell’aria “buono” dell’EPA di 12 µg/m³) e attivato la modalità di difesa dalle armi biologiche. Leggi qui i risultati!

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In quali regioni italiane si compreranno più auto elettriche?

Fino a che non me ne sono interessato, pensavo che l’auto elettrica fosse “incentivata” in egual modo in tutto lo stivale. Una spintarella bisogna pur darla se in Italia circolano circa 1,5 milioni di autovetture a gpl, 600mila a metano e 1.300 elettriche (tutte insieme soltanto il 6% del totale autovetture).
Invece siamo alle solite, l’Europa sta dimostrando da un bel pezzo quanto sia poco unita, ma l’Italia?

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Ogni regione con il suo APE (Attestato di Prestazione Energetica, da non confondersi con la bellissima Ape Piaggio) e ogni regione con il suo incentivo all’auto elettrica:

  • SE SEI RESIDENTE A MILANO, PARCHEGGIO GRATUITO NELLE STRISCE BLU E GIALLE, SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE E SENZA LIMITAZIONI DI ZONA
  • ACCESSO GRATUITO NELL’“AREA C” DEL COMUNE DI MILANO

ma l’ ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEL BOLLO E SUPERBOLLO ?

  • in Lombardia e in Piemonte per tutta la vita dell’auto, tuuuutttaaaa la viiitaaaaa.
  • nelle altre regioni per i primi 5 anni. Poi la tassa è pari ad 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina.

Allora? se un torinese o un milanese corrono con le loro Tesla spendendo 0,00€ di bollo per sempre (dico per sempre perchè dubito fortemente che dopo qualche anno si recheranno in un autosalone per ordinare una Passat turbodiesel) in quali regioni italiane si compreranno più auto elettriche?

Mentre vi spremete le meningi, sappiate che a Cupertino non dormono!

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Apple ha portato nel suo team un ex manager Tesla. Pare che Chris Porritt parteciperà al “Project Titan”, la macchina elettrica a guida autonoma. Chi sa se vedremo prima un APE nazionale valido per tutte le regioni italiane o la futura iCar:

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L’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) è stato incentivato con 100 milioni di euro per il triennio 2013-’15. Ma dopo il 2015 il Fondo non è stato rifinanziato.

a voi lettori la parola

         

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Gli italiani sono pronti per usare auto elettriche?

Se la Cina introduce incentivi per auto elettriche, allora ci siamo.

La Norvegia e l’Olanda sono i due paesi più attivi in favore dell’auto elettrica in Europa. Anch’io sono per una forte accelerazione della diffusione dei veicoli elettrici, e l’unico modo è offrire ricariche ovunque.

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Se l’India potesse baipassare l’inevitabile errore cinese del tutti con motore a scoppio e poi forse un giorno elettrico, diffondendo fin da subito la mobilità 100% elettrica…

Ma se la Norvegia introducesse veramente norme che permettessero la vendita di sole auto elettriche a partire dal 20xx come le nuove costruzioni devono rispettare lo standard passivo in tutta l’Unione Europea?

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Se la Tesla Model 3 sarà puntuale, non più cara del previsto, e se le sue colonnine di ricarica saranno più diffuse, allora la direzione del futuro sarà ben segnata.

Quanti se

E se prima di infilare in garage la nostra Tesla cercassimo di sistemare casa nostra per renderla meno energivora?

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E’ una cosa che si può fare fin da subito! I materiali sono qui e non da inventare. Il capitale necessario è troppo? Senza far nulla ci impoveriremo sempre di più. I ricchi abiteranno case passive e guideranno auto elettriche velocissime e gli altri? Investiamo meglio i nostri soldi, magari rinunciamo agli investimenti spazzatura suggeriti allo sportello di filiale, rinunciamo alle spese correnti inutili, rinunciamo ad una nuova auto vecchio stile e rendiamo oggi, quest’anno, la nostra casa più efficiente. Prima lo faremo e prima la spesa si ammortizzerà. Più lungimiranza e più attenzione.

Siamo più pronti a cambiare auto o siamo più pronti a rendere più efficiente la nostra abitazione? Confessiamo

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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

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Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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Esperienza elettrizzante sul serio! Tesla

    oggi, leggendo un commento, ho deciso di pubblicare questo articolo e andare un po’ fuori tema espertocasaclima pur rimanendo nell’orto dell’efficienza energetica, l’orto che più piace, a chi scrive e a chi mi legge!

tesla espertocasaclima

questo era il commento:

quest’anno sono stato in Norvegia, non esagero se dico che un’auto su dieci era una Tesla, stazioni di ricarica anche in mezzo al nulla della foresta….notare che la Norvegia è uno dei più grandi esportatori di petrolio!

e un altro:

A proposito della Norvegia, paese in cui da tre anni vivo. Nel 2014 e 2015 un’auto su tre fra quelle immatricolate è totalmente elettrica. Si calcola che entro la fine del 2016 saranno 80mila i veicoli totalmente elettrici su strade norvegesi. Il paese esporta petrolio, ma non ne brucia per produrre elettricità, il mix energetico norvegese proviene quasi esclusivamente dall’idroelettrico, dunque la mobilità elettrica è considerata una buona soluzione ecologicamente parlando.

 e un altro:

il motivo del successo sta negli incentivi fiscali: la tassazione dei veicoli a motore a combustione in Norvegia è da sempre spaventosamente alta (raggiunge spesso il 50% del prezzo finale). I veicoli elettrici (targa che comincia con EL <3 ) sono tassati al minimo, meno dell’IVA, non pagano pedaggi, non pagano bollo, hanno assicurazione agevolata, non pagano traghetti, e ancora nella maggior parte delle città possono servirsi delle corsie del trasporto collettivo (questione critica e in fase di cambiamento in molti posti)

 e un altro:

Con la ricarica a casa o nelle stazioni Supercharger (che è gratis) si risparmia tantissimo rispetto alla benzina.

 e un altro:

Mi chiedevo perché non si potesse cambiare al volo la batteria, ma a quanto pare non c’è convenienza economica e anche negli USA hanno rinunciato a creare nuove swap stations.

Cosa ne penso io? dell’auto elettrica?

Che invidia!

A volte mi affaccio al balcone di casa e mi guardo il giardino, le piante, le galline in giro – ma dopo poco sono stufo di sentire il traffico che mi passa davanti, sembra che nessuno voglia guidare con un filo di gas, accelerano come se le marce non bastassero mai, gli scooter si comportano peggio dell’intera classe. La mia fortuna è abitare sul lato est della strada, il vento dominante mi libera quasi tutto l’anno dai loro gas di scarico investendo i miei dirimpettai – una piccola consolazione atmosferica.

Dicevo che a volte mi affaccio al balcone, assorto nei miei pensieri e leggermente infastidito dal passaggio motorizzato di fondo penso – il motore a scoppio è proprio un marchingegno anacronistico BRUMM BRUMM ROAARRR (come scriverebbe Disney nei suoi fumetti o Diabolik in fuga). Ma chi vorrebbe vivere alla fine dell’800 quando a parte lo scalpiccio dei cavalli, il martello del fabbro, il rombo dei carri e le grida degli uomini, ancora regnava il silenzio?

Viziati come siamo, vogliamo anche il silenzio e il cielo azzurro? Sì.

 

Tutti i commenti sopra riportati erano riferiti all’articolo originale “Sto facendo un Tesla Challenge: da Lugano a Roma e ritorno in auto elettrica” tratto dal blog Il disinformatico scritto da Paolo Attivissimo che forse già conoscete.

Un’ultima cosa e poi vi lascio al mini-sondaggio, è curioso il fatto che il sito Tesla originale informi ampiamente e chiaramente i suoi lettori, o futuri clienti, dell’importanza della scelta del tipo di pneumatico per rendere l’auto più o meno efficiente in fatto di autonomia.

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Che l’efficienza energetica sia per il sito Tesla in lingua italiana un’inutile argomento? Che il cliente italiano Tesla sia un perfetto imbecillotto pieno di soldi? (nel senso che “imbelle” come dicevano Aldo Giovanni e Giacomo..

tesla autonomia cerchi 19

Nel centro storico della mia città per qualche giorno c’era una Tesla in vetrina: rossa! Ma scusate, l’auto elettrica, efficiente, silenziosa, fresca d’estate, non è bianca? Così ci ha abituato Toyota!

toyota elettrica

E bianca è anche la e-Golf! Behhh forse che il cliente italiano Tesla tipo sia….. ? Forse

e golf espertocasaclima

A voi trarre le conclusioni.


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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