Category Archives: costruire in legno

Trave lamellare e salubrità del sottotetto

Scrive un lettore

sto per acquistare una casa costruita da 3 anni mai abitata con tetto in legno con struttura in travi lamellari. La ditta che ha fornito le travi dichiara l’uso di colla in resina melamminica modificata. La classe di emissione di formaldeide è E1. La mia domanda è questa: posso ritenermi sufficientemente garantito circa la salubrità degli ambienti considerando che ci devono dormire i miei bambini?

Le travi lamellari, rispetto a tutta la superficie delle parti in legno a vista, non incidono molto. Potrebbe essere molto più importante conoscere il tipo di impregnante (o vernice) che è stato utilizzato per l’assito o le perline: la loro superficie è di gran lunga più importante.

Ma la preoccupazione è giusta.

Il legno lamellare probabilmente è stato prodotto con colle a base di resorcina-formaldeide o melammina-ureaformaldeide e non con colla poliuretanica (che non emette formaldeide e non ha bisogno di solventi).

trave-lamellare-salubrita-ambiente-sottotetto

Se un produttore usa come collante adesivi amminoplastici (presenza di urea-formaldeide e melammina-formaldeide) oppure fenoplastici (fenolo-formaldeide, resorcina-formaldeide) nell’ambiente ci sarà sicuramente formaldeide. Continue reading

Sistema a cappotto su struttura in legno

La casa in legno, come la costruzione tradizionale, deve essere isolata sul lato esterno.

Forse solo una casa Blockbau (o Blockhaus) che usa la tecnica dei tronchi sovrapposti evita un cappotto esterno:

cappotto-struttura-casa-legno-etag-02

questo perchè lo richiede lo stile architettonico che vuole mettere in mostra il sistema costruttivo tramandato dalla tradizione.

cappotto-struttura-casa-legno-etag-03

Dire cappotto, come ormai sappiamo, è ancora dire poco. Dire di più significa identificare un sistema a cappotto. Il sistema a cappotto comprende componenti ben definiti: come ho spiegato in lungo e in largo in un vecchio articolo, un sistema a cappotto composito (un ETICS) ha le proprie linee guida (ETAG 004) dove sono precisamente definiti tutti i componenti del sistema. Superate le prove di laboratorio il sistema ottiene l’ETA, il Benestare Tecnico Europeo.

Indicare l’Etag 004 in riferimento per esempio al cappotto in lana di roccia applicato ad una struttura in legno non è esatto:

  • attualmente le linee guida europee per ottenere la marcatura CE riguardano solo (attualmente ripeto) le strutture portanti in muratura (perciò non sono valide per il legno che richiede collanti appositi)
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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-06

La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-05

Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-01

Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

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Il miglior compromesso nella scelta dei materiali isolanti per una casa passiva con struttura a telaio

Scrive Daniele:
<< Salve. sto per costruire una casa passiva con struttura a telaio, la ditta che ho contattato usa fibra di legno, lana di roccia o misto , fibra di legno internamente e lana di roccia esternamennte – mi potreste consigliare quale miglior compromesso considerando che abito in pianura padana con umidità importanti.   grazie cordiali saluti >>

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio-01

Parlando di materiale per coibentazione per una casa in legno credo che si possa riassumere un discorso lunghissimo con tre principali argomenti:

  1. salubrità
  2. sfasamento estivo
  3. antincendio

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio-03

salubrità:

  • le lane minerali e loro fibre mi preoccupano moltissimo, ma ci sono pareri discordanti ed io non ho la chiave della verità suprema.
  • sicuramente il rischio di inalare fibre è elevato durante le fasi di cantiere e invece molto basso per il committente che abiterà la casa.
  • anche sulle emissioni di formaldeide ci sono pareri discordanti.
  • Se vuoi approfondire leggi il mio articolo http://espertocasaclima.com/2016/03/fibre-minerali-fini-lana-roccia-lana-vetro-rischi-salute/

sfasamento estivo:

  • a questo proposito possiedo invece la chiave della verità suprema, e questa verità è garantita dai numeri: ad esempio, 25 è sempre più di 14.
  • si può affermare che la lana di roccia abbia la stessa capacità della fibra di legno a contenere le dispersioni termiche in inverno, ma in pianura padana, come in quasi tutta Italia, il problema delle case è il surriscaldamento estivo e la continua necessità di ricorrere all’accensione degli impianti per raffrescamento
  • in estate abbiamo bisogno di due cose: 1) protezione dal caldo estivo proveniente dall’esterno aumentando il ritardo con cui il calore attraversa la struttura   2) protezione dal veloce surriscaldamento interno aumentando la capacità di accumulare calore del lato interno
  • pensate che 40cm di lana di roccia offrono appena 14 ore di sfasamento contro le 25 ore della fibra di legno con spessore 38cm
  • la stratigrafia va calcolata e poi corretta con ulteriori o migliori strati preferendo sempre pannelli con elevato calore specifico (J/kgK)
  • il lato interno di una casa in legno soffre della mancanza di massa, specialmente se è finita internamente con economiche lastre in cartongesso
  • la stratigrafia va calcolata e poi corretta con ulteriori o migliori strati.

antincendio:

  • in Italia abbiamo più casi di tumore o di incendio di case passive?
  • certamente sarebbe catastrofico che la casa dei nostri sogni prendesse fuoco – non tutti avrebbero le finanze e la forza, se incolumi, di ricominciare dalle ceneri..
  • qui però l’argomento scivola più sulla tipologia di impianto elettrico che sul materiale da costruzione!
  • una casa in legno a telaio con isolamento termico in fibra di legno è combustibile: il progettista e l’installatore devono realizzare l’impianto elettrico a regola d’arte (legge 186/68)
  • l’impianto elettrico nelle case in legno è soggetto al D.M.37/2008 art.1 comma 2 lett.a e b, può essere quindi eseguito dall’installatore abilitato ai sensi del D.M.37/2008 art.3.

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio


       

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Tempistica di cantiere, piccolo grattacapo

Un cantiere ha già 4 anni, e il cantiere poco più in là, ma nello stesso lotto di terreno, ne ha la metà.

tempistica-cantiere

Sembra che ci siano molti problemi e i ritardi si accumulano per entrambi. Le piogge e la trascuratezza per il lavoro già fatto non aiutano la situazione generale. Presto saranno necessari diversi interventi sul già fatto. L’impresa che lavora attualmente in tutti e due i cantieri non è la stessa dei primi tempi e anche lei non rispetta il cronoprogramma. I confinanti, che ne sanno una più di Bertoldo, prevedono che il primo cantiere finirà quando avrà 10anni, quanti ne avrà in quel momento il secondo cantiere?

Non pensateci troppo, potete liberamente scrivere qui sotto, nella finestra commenti

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Da dove viene il legno? meraviglioso materiale per edilizia

 La vostra prossima casa sarà in legno? Il legno è un meraviglioso materiale per edilizia, a volte imbrattato con vernici ed impregnanti poco naturali e poco rispettosi delle nostre aspettative di salubrità degli ambienti. Ma da dove viene il legno destinato alla costruzione del vostro sogno?

PEFC cos’è esattamente? è la più grande organizzazione al mondo di certificazione forestale: 2/3 delle foreste certificate nel mondo sono gestite in conformità ai criteri PEFC di Sostenibilità. PEFC offre la più ampia offerta di legname certificato a livello globale, fornendo alle aziende scelta e disponibilità.

ma non è tutto rose e fiori

Potete leggere in inglese l’intero EIA’s report, Stealing the Last Forest in lingua inglese, oppure in lingua tedesca: “La foresta derubata”, Diritti del suolo, Corruzione, e la più grande compagnia austriaca di legname presente in Romania.

Aggiornamento gennaio 2017: i link sono spariti quindi potete leggere l’intero documento in inglese qui.

dove-viene-legno-materiale-edilizia-pefc

Secondo PEFC, introdurre legno illegale nel mercato è possibile fin tanto che il fornitore riesce a produrre una qualche sorta di documentazione. La falsificazione dei documenti che il ministero rumeno ha rinvenuto presso lo stabilimento Schweighofer dimostra tutta la debolezza del sistema documentale su cui si basa la PEFC.

dove-viene-legno-materiale-edilizia-pefc

Ma l’EIA cos’è esattamente? EIA un’organizzazione internazionale di campagne elettorali fondata nel 1989, con sedi a Washington, e London. Lavora a livello mondiale per proteggere il clima globale, le foreste e specie animali in via d’estizione con intelligenza for the benefit of people and wildlife.


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Casa in legno, meglio senza formaldeide

La formaldeide nuoce alla salute, ovviamente la pericolosità è legata alla concentrazione. Il regolamento UE 605/2014 del 5 giugno 2014 ha riclassificato la formaldeide da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

formaldeide

Il principio della cautela, che sottolineo spesso durante la scelta dei materiali per edilizia, era valido anche prima dell’ 1 gennaio 2016…. data in cui il regolamento è entrato in vigore!

Le nuove regole si riferiscono alla tutela della salute di chi lavora in ambienti potenzialmente pericolosi visto che la sostanza passa da “sospetto cancerogeno Cat.2” a“cancerogeno Cat.1B”.

Ci saranno una serie di adempimenti per le aziende che hanno a che fare con la formaldeide nei loro processi produttivi e gli obblighi del datore di lavoro (salute e sicurezza) aumentano.

In Italia un limite all’esposizione alla formaldeide si trova nel contratto dei lavoratori del settore chimico fissato a 0,37 mg/m3 (0,30 ppm). Il Comitato scientifico europeo per i limiti di esposizione dei lavoratori ha prodotto una bozza di raccomandazione:

  • un limite di 0.3 ppm (8 ore TWA)
  • un limite STEL di 0.6 ppm per le esposizioni brevi.

                     

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Primi passi per un buon tetto in legno ventilato

La costruzione in legno si sta ben diffondendo nel settore dell’edilizia in Italia, nel nuovo, nella ricostruzione e nella sopraelevazione dell’esistente (il famoso piano in più). Oggi si è arrivati ad un consumo di oltre di 650.000 m³ di travi lamellari. Naturalmente una bella fetta di queste travi se ne va nei tetti in legno di costruzioni tradizionali.

passi per un buon tetto in legno

Ma se si è decisi per un tetto in legno per una casa in muratura, cosa deve chiedere il committente al suo progettista? Che le vernici del legno siano salubri (o con bassissime emissioni) oppure ci sono aspetti tecnici ancora più urgenti rispetto alla finitura?

La mia esperienza, in ordine di importanza, mi suggerisce di indicare alcuni punti che riguardano proprio il tetto in legno:

  1. assenza di spifferi
  2. corretta scelta delle guaine
  3. materiali e spessori idonei per la protezione dal surriscaldamento
  4. salubrità della finitura interna del legno

Ripensando all’ordine di importanza che ho dato sopra dovrei spostare le voci 2 e 3 ancora nella posizione 1: tutti e tre i punti sono fondamentali: può il committente essere soddisfatto di un tetto senza spifferi con dei teli che non gestiscono correttamente la migrazione del vapore? e potrebbe esserlo con dei teli fantastici e pannelli per coibentazione termoacustica completamente inadeguati e per qualità e per la zona climatica di riferimento?

Analizziamo un po’ più precisamente questi 4 punti, tanti committenti si trovano alle prese con tetti in legno progettati in modi diversi e a prima vista sembrano tutti buoni progetti.

Dov’è che bisogna puntare la lente di ingrandimento per fare le pulci al progetto?

1. Assenza di spifferi:

La copertura deve garantire la tenuta all’aria: l’ambiente interno, riscaldato in periodo invernale, tende a spingere verso l’esterno come una pentola messa sul fuoco a far bollire la pasta, ricordate cosa succede sulla linea del coperchio, quegli sbuffi di vapore succedono anche sul perimetro del vostro tetto in legno poggiante sulle pareti esterne. E proprio per il fatto che il materiale legno sarà in contatto con mattoni o blocchi in laterizio o calcestruzzo (materiali diversi per natura e comportamento) la progettazione del nodo tetto-parete deve essere fatta scrupolosamente. Diceva un tale – non c’è arte e non c’è ingegno che faccia aderir la malta al legno. Si sa che una trave passante nel muro darà presto o tardi problemi di spifferi, e si sa anche che le perline (il tavolato o l’assito come siete abituati a chiamarlo) sembrano aderire bene sulla testa del muro, ma anche l’intonaco nulla può per garantire la tenuta tra perline e parete.

Solo questi due dettagli sono sufficienti a rovinare tutta l’opera della copertura e sono difficilmente risolvibili in un secondo tempo, di solito un paio di inverni, quando ormai i passaggi d’aria hanno portato a condense, e quindi all’insorgere delle muffe, e poi al deterioramento del legno.

Dunque evitiamo di accettare un disegno di massima o una sezione che non indichi esattamente la soluzione e i materiali idonei a garantire la tenuta all’aria dell’involucro.

2. Corretta scelta delle guaine:

Se avete già letto qualche articolo che tratta la migrazione del vapore attraverso le strutture edili conoscete il meccanismo per cui il vapore tende ad uscire verso l’esterno in periodo di riscaldamento e verso l’ambiente interno in periodo estivo (ora non pensate che d’estate vi troverete la mansarda con la nebbia perché la migrazione del vapore ha cambiato verso! si tratta sempre di pochi grammi di acqua). Già dai tempi dell’ora di geografia ricordate di quanto sono diverse e uniche le regioni italiane. Il clima è stato suddiviso in zone e per semplicità non abbiamo riempito l’alfabeto intero: la zona climatica più calda è la zona climatica A (ah che caldo!) e quella più fredda è la F (freddo!) – quindi le zone sono A B C D E F.

Inutile dire che in ogni microclima di una certa zona e di un certo edificio ci sia un determinato uso del riscaldamento, un periodo di riscaldamento più o meno breve. Pensate che in zona F il periodo di riscaldamento può essere 12 mesi l’anno (vedi figura):

gradi giorno dobbiaco

In condizioni simili il pacchetto tetto sarà quasi perennemente interessato da una migrazione del vapore verso l’esterno! Sarà corretto un buon freno al vapore sul lato caldo e un ottimo telo impermeabilizzante e traspirante sul lato freddo. Ma nei paesi più caldi della Sicilia dove forse l’impianto di riscaldamento viene utilizzato qualche settimana all’anno si possono posare le guaine con le stesse proprietà di resistenza al passaggio del vapore? Assolutamente no.

Nei climi più caldi devo progettare ricordando la grande tendenza del vapore che migra verso l’interno! e non mi devo opporre a questa naturale tendenza altrimenti posso, semplicemente sbagliando telo, provocare una condensa all’interno del pacchetto isolante perché il vapore non è aiutato a sfogare in ambiente asciugando completamente il coibente.

Meglio fare grande attenzione ai valori Sd indicati sulle schede tecniche dei manti traspiranti.

3. Materiali e spessori idonei per la protezione dal surriscaldamento:

Ho già scritto diversi articoli sul tema, scegliere il materiale migliore per coibentare il tetto e proteggere l’ambiente dal surriscaldamento è non solo un obbligo di legge, è un dovere verso il committente che desidera ottenere un ambiente confortevole anche senza l’uso continuato degli impianti di raffrescamento. La protezione dal caldo è un diritto: fatelo valere!

4. Salubrità della finitura interna del legno:

Non dilunghiamoci nel pessimismo dei veleni nascosti in tutto ciò che ci circonda, e ricordiamo solo che le strutture lignee grezze verranno trattate.

I prodotti impregnanti servono a proteggere il legno da attacchi biologici e a volte a modificarne l’aspetto. Cerchiamo di evitare prodotti contenenti principi attivi tossici (ad es. composti metallorganici). Di solito se la finitura è estetica ma anche preservante è inevitabile che contenga biocidi.

Le superfici in legno interne sono caratterizzate da un’umidità del materiale in equilibrio con ambienti a una temperatura di 20°C e un’umidità relativa dell’aria circostante che non superi il 65% se non per poche settimane all’anno (elementi lignei protetti contro le intemperie o posti all’interno degli edifici in ambienti condizionati).

Le vernici all’acqua presentano emissioni di composti organici volatili (VOC) molto esigue. Ma spesso sono vernici acriliche emulsionate in acqua, quindi sono presenti tutti i componenti tipici delle resine acriliche.

Vernici ed impregnanti di cat. 1/e per finiture interne ed esterne rispettano il valore limite UE della categoria A/e di 130 grammi per litro di VOC (Composti Organici Volatili in italiano). Un’ etichetta di cosa ci vuole avvisare?

1) che ci sono componenti chimici di sintesi :

  • alcuni componenti sono indicati in etichetta
  • altri componenti compariranno scritti nella scheda di sicurezza (se è stata allegata)

2) che produce emissioni di VOC (quindi contiene sicuramente anche solventi)

E’ un prodotto nocivo : « nocivo » tra virgolette perché la normativa lo accetta in tutti i paesi della UE.

Avete mai letto una Scheda di Sicurezza? La SDS deve essere fornita gratuitamente entro la data della prima fornitura della sostanza o della miscela. Può essere fornita su carta o in forma elettronica. In ogni caso è obbligo del fornitore consegnare la SDS al destinatario.

Per il principio della cautela meglio preferire prodotti di origine vegetale, senza elementi di sintesi o elementi pericolosi per l’uomo e l’ambiente, che utilizzano resine vegetali ricavate da piante, veicolate in olio. Prodotti che non contengono pericolosità o emissioni di composti organici volatili (VOC) dannosi per l’uomo e l’ambiente.


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Migrazione del vapore e tenuta all’aria in strutture x-lam

Progettare una stratigrafia di una casa in legno significa obbligatoriamente evitare qualsiasi rischio di condensa interstiziale. E questo vale per una costruzione a telaio e per una costruzione in x-lam indifferentemente.

Migrazione vapore tenuta aria strutture x-lam-02

A prima vista si potrebbe pensare che costruendo in x-lam il problema di passaggi d’aria incontrollati sia più o meno risolto alla radice: l’ x-lam è un elemento strutturale così pieno e compatto!

Ma l’X-LAM è garantito come tenuta all’aria? Ne siamo sicuri? Se il produttore lo garantisce e lo produce proprio per offrire questa qualità, allora la struttura è un elemento che funge proprio da freno al vapore. In questo caso un telo non serve.

Migrazione vapore tenuta aria strutture x-lam-01

Quando l’X-LAM non garantisce la tenuta all’aria la stratigrafia dovrebbe essere diversa e prevedere lo strato di tenuta (all’ aria per l’ appunto!). La maggior parte dei costruttori propone una stratigrafia parete come questa (non mi addentro nella questione degli spessori, se vi interessa ho scritto sugli spessori del pannello in x-lam in questo articolo):

  • cartongesso
  • coibente
  • freno al vapore (che garantisce anche la tenuta all’aria)
  • X-Lam
  • sistema a cappotto
  • strato di tenuta al vento ( la rasatura, l’intonaco, se non si tratta di una facciata ventilata )

Ma come si possono conoscere le qualità dei pannelli in x-lam se non si è esperti del settore? E nemmeno io penso di esserlo…

Migrazione vapore tenuta aria strutture x-lam-01

I pannelli in X-lam multistrato, a seconda dello spessore, garantiscono una tenuta all’aria maggiore o minore (sia da certificato di laboratorio, da richiedere sempre, sia da test blowerdoor in opera).

Questa caratteristica è una qualità importantissima in un edificio in legno costruito a regola d’arte, e mette al riparo dal rischio di condensa interstiziale nei punti di non tenuta.

Migrazione vapore tenuta aria strutture x-lam-01

Dunque, non siamo esperti del settore – ma allora, come committente, posso permettermi di lasciare una parete in x-lam senza una protezione sul lato interno proprio perchè mi piace vedere il legno e godere in pieno del materiale che ho scelto per la mia nuova casa? Ed io, come consulente, che risposta devo dare a chi si rivolge a me per delucidazioni sul tema della migrazione del vapore e della tenuta garantita dall’ x-lam?

Dipende sempre dalla qualità del pannello, che dipende a sua volta dal tipo di produzione:

per esempio un pannello in legno massello di grande formato composto da lamelle incrociate e incollate  X-Lam, o Cross Laminated Timber (CLT), per pareti, solai e coperture può avere Superfici di qualità diverse:

  • qualità Non a vista (NSI)
  • qualità a vista industriale (ISI)
  • qualità a vista residenziale (WSI)

La resistenza alla diffusione varia solitamente dai 25 ai 50 secondo la norma EN 12524.

In genere si possono considerare come strato ermetico solo pannelli x-lam a 3 strati della qualità ISI o WSI e pannelli con 5 o più strati.

Non dimentichiamo di verificare se l’incollaggio ha impiegato colla PUR senza formaldeide, secondo la norma EN 301 per componenti costruttivi portanti e non portanti, per interni e esterni.

    

       

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Lettura dei capitolati d’offerta per case in legno a telaio o in x-lam

Durante la lettura dei capitolati d’offerta, specialmente quelli redatti dai costruttori di case in legno, sia a telaio che in x-lam, capita di leggere commenti esaltanti sulle caratteristiche delle strutture e dei materiali impiegati.

Io preferisco un capitolato molto schematico e sintetico con disegni in 3D ad un capitolato romanzato (il dono della sintesi… che forse nemmeno io possiedo!).

Lettura dei capitolati offerta per case in legno a telaio o in xlam

Beh non mi dilungo, voglio solo ricordare a chi riceve un capitolato d’offerta per la sua futura casa in legno che:

  • non è l’isolante termico che garantisce una maggiore massa superficiale (kg/mq), ma la densità del pannello isolante (kg/mc).
  • non è la massa superficiale (kg/mq) ad assicurare un ottimo isolamento in inverno, ma la conduttività termica (W/mK) del pannello.
  • non è solo la massa superficiale (kg/mq) ad assicurare un ottimo isolamento in estate, ma un alto valore di calore specifico (J/kgK) del pannello (lana di roccia 1030 J/kgK ; fibra di legno 2100 J/kgK).

Analizzare un capitolato d’offerta è importante! proprio in questa fase è ancora molto semplice fare variazioni e migliorare le stratigrafie per ottenere un edificio perfetto anche in periodo estivo.

Isolare tanto per consumare poco siamo capaci tutti. Isolare con materiali salubri e progettare stratigrafie che offrano tanto comfort interno in periodo estivo

vale sempre il motto:

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…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

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Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Solaio verso terra – è stato posato:

  • uno strato di Eps di spessore 200 mm sopra la soletta del vespaio aerato (Xps spessore 200 mm sopra la soletta del vespaio aerato nella zona dei garage)
  • un getto di 4 cm di c.a. per garantire un’efficace ripartizione dei carichi

Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam-01 Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam-02

Impermeabilizzazione della parete in x-lam: un taglia muro in Epdm (garanzia di tenuta all’aria su superfici anche irregolari) evita la risalita dell’umidità dalle fondazioni e protegge la parete sul lato esterno.

Il cappotto esterno sotto la quota del piano di campagna è realizzato con apposito materiale resistente all’acqua protetto da uno strato di impermeabilizzazione:

Posa serramenti in struttura in x-lam-02

Il cappotto è EPS, polistirene espanso sinterizzato, additivato con grafite (spessore 200 mm) incollato. I bordi sono a incastro maschio/femmina.

Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam-03 Stratigrafia verso terra e cappotto esterno di struttura in x-lam-04

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Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm. Serramenti con triplo vetro.

Posa serramenti in struttura in x-lam-04

Sono installate finestre legno/alluminio (legno / termoschiuma / alluminio) triplo vetro (doppia camera) nastrati, per garantire tenuta all’aria, sia esternamente che internamente:

Posa serramenti in struttura in x-lam-01 Posa serramenti in struttura in x-lam-07 Posa serramenti in struttura in x-lam-05 Posa serramenti in struttura in x-lam-06 Posa serramenti in struttura in x-lam-09 Posa serramenti in struttura in x-lam-08 Posa serramenti in struttura in x-lam-10 Posa serramenti in struttura in x-lam-11 Posa serramenti in struttura in x-lam-03 Posa serramenti in struttura in x-lam-02 Posa serramenti in struttura in x-lam-12

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Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard PassivhausStruttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

I balconi (a nord e a sud) sulla facciata sud schermano gli spazi interni dal surriscaldamento nel periodo estivo e sono realizzati con pannelli X-Lam

struttura x-lam balcone ponte termico-05 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -09

I pannelli X-Lam orizzontali sono collegati alle pareti in X-Lam interne con angolari metallici nei quali è stato interposto uno strato di isolante in Eps che garantisce l’eliminazione del ponte termico e la continuità del cappotto esterno. Le pareti in X-Lam  escono in altezza a sbalzo dalle pareti interne.

struttura x-lam balcone ponte termico-01 struttura x-lam balcone ponte termico-03

Le finiture: massetto alleggerito + massetto cementizio in pendenza + guaina cementizia monocomponente impermeabilizzante + piastrelle.

struttura x-lam balcone ponte termico-02 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -10

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Solaio intermedio in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

Solaio intermedio in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard PassivhausStruttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -04

importanza tenuta all aria-07

I solai intermedi sono collaboranti in legno e cemento armato: tavolato grezzo in legno su travetti in legno lamellare (la struttura sarà controsoffittata)

solaio intermedio struttura x-lam-02

Cosa significa soletta collaborante? che c’è collaborazione tra legno e soletta in c.a. mediante l’interposizione di connettori metallici inseriti in opera prima del getto

solaio intermedio struttura x-lam-01

sul tavolato grezzo è gettata la soletta armata in c.a..

solaio intermedio struttura x-lam-04 solaio intermedio struttura x-lam-03

Anche le scale “non salgono da sole”, si devono casserare, armare e gettare

solaio intermedio struttura x-lam-05 solaio intermedio struttura x-lam-06

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Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -06 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -03

La struttura in legno appoggia su una fondazione in cemento armato (reticolo di travi rovesce disposte in corrispondenza delle pareti e riempita negli spazi intermedi da un vespaio aerato): il getto uniforme diventa la base di appoggio il più possibile piana.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -02 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -05 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -07

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -04 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -01 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -08 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -09 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -10

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Foto posa copertura metallica – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Foto posa copertura metallica – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.  Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

Foto posa copertura metallica-11

Progettando una copertura metallica si può optare per un pacchetto di coibentazione  traspirante, o meglio, molto traspirante verso l’esterno, data la zona climatica.

E’ una monofalda curva con massima altezza interna sul lato sud per ottimizzare gli apporti solari nel periodo invernale. Travetti in legno lamellare scaricano l’azione verticale sulle pareti perimetrali in X-Lam e su 3 travi curve intermedie centrali.

Dall’interno verso l’esterno, ecco la stratigrafia di copertura:

  • perline in legno
  • forte freno al vapore (proprietà di trasmissione del vapore con valore Sd = 12)
  • lana di roccia ad alta densità spessore 100 mm
  • Eps con grafite spessore 200 mm
  • tavolato grezzo ligneo
  • debole freno al vapore (proprietà di trasmissione del vapore con valore Sd = 0,02), una membrana sintetica altamente traspirante riflettente a 3 strati in PP alluminizzata in superficie per garantire riflettanza al calore
  • listelli e controlistelli a garantire l’areazione della copertura
  • lamiera grecata metallica.

importanza tenuta all aria-10

Considerate che il legno, il tavolato, è in grado di accumulare in soli 30mm di spessore oltre 2,7 kg di vapore acqueo, è un ottimo volano igrometrico!

Foto posa copertura metallica-03

Foto posa copertura metallica-02

Sul lato freddo del pacchetto isolante, la membrana sintetica altamente traspirante riflettente protegge dal caldo diminuendo alla temperatura del sottotetto di oltre 2°C: il fatto che il pannello isolante riceva meno calore, aumenta la sua capacità termica, che si traduce in un maggior sfasamento dell’onda termica.

La metallizzazione superficiale permette di isolare l’irraggiamento (radiazione infrarossa) e il calore trattenuto è riflesso in 2 direzioni:

  • all’interno dell’abitazione, consentendo di trattenere il calore durante l’inverno
  • all’esterno, proteggendo dalla calura nei mesi estivi.

Foto posa copertura metallica-01 Foto posa copertura metallica-04 Foto posa copertura metallica-05

Foto posa copertura metallica-09 Foto posa copertura metallica-10 Foto posa copertura metallica-06 Foto posa copertura metallica-07 Foto posa copertura metallica-08

I travetti esterni, sugli sporti, detti anche passafuori, sono stati collegati ai travetti interni con viti a doppio filetto appoggiando la struttura direttamente sulla lana di roccia ad alta densità e garantendo in questo modo la continuità del cappotto verticale con quello orizzontale di copertura eliminando il ponte termico nel nodo di testa.

Foto posa copertura metallica-11

I lettori interessati alle costruzioni in x-lam possono leggere altri articoli dedicati a questa tipologia.

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Foto montaggio strutture e posa dei manti per garantire la tenuta all’aria – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Foto montaggio strutture e posa dei manti per garantire la tenuta all’aria – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.  Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm

Le più diffuse case in legno seguono due tipologie:

  • parete in x-lam (parliamo di una struttura in legno vera e propria)
  • parete a telaio (parliamo di una struttura che più che di legno è costituita da isolante in telaio in legno)

La costruzione in legno deve garantire ottima tenuta all’aria, la tenuta all’aria va progettata e perseguita fina dalle prime fasi di cantiere, già nel momento del montaggio delle strutture:

importanza tenuta all aria-01

importanza tenuta all aria-03 importanza tenuta all aria-02 importanza tenuta all aria-06 importanza tenuta all aria-09

importanza tenuta all aria-05 importanza tenuta all aria-07 importanza tenuta all aria-08 importanza tenuta all aria-10

I test di tenuta all’aria (blower door test) sono indispensabili per la verifica e le eventuali correzioni sono da eseguirsi prima del proseguimento dei lavori.

importanza tenuta all aria-11 importanza tenuta all aria-12

i test di tenuta all’aria hanno 2 fasi:

test Tipo ‘’B’’ secondo UNI EN ISO 13829: viene creata e mantenuta una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno costante di 50 Pa; durante questa fase viene ispezionata l’intera superficie dell’involucro edilizio alla ricerca dei punti non ermetici che causano le maggiori perdite di carico termico per infiltrazione - Test di permeabilità all’aria dell’involucro edilizio con calcolo di ricambio d’aria orario a 50 Pa (n50) - Localizzazione dei punti critici di maggiore perdita per infiltrazione/dispersione e di discontinuità di tenuta all’aria dell’involucro con ausilio di un handfogger ( la macchina del fumo ).

test Tipo‘’A’’ secondo UNI EN ISO 13829: viene generata un depressione decrescente, a partire da valori pari a circa 70 Pa e si prosegue a passi di 5 Pa sino a raggiungere un valore finale di 25 Pa. Per ogni step vengono registrati i volumi d’aria che si perdono attraverso i punti di permeabilità e viene calcolato l’indice di quantità d’aria penetrata in un ora (n50); - nella 3a fase viene creata una sovrapressione e viene ripetuta la sequenza di cui alla fase precedente. Questo per valutare anche le dispersioni dovute alle diverse guarnizioni. Il risultato finale del test rappresenta il numero di ricambi orari del volume di aria interna che si ha attraverso le fessure dell’involucro, la cui sommatoria definisce la perdita totale - Elaborazione dati e reporting delle attività d’indagine sopra esposta.

questo è generalmente l’iter del Blower door test.

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Foto posa parete strutturale – Zona Climatica E – GG 2613 – Pizzoli (AQ)

Foto posa parete strutturale in x-lam – Zona Climatica E – GG 2613 – Pizzoli (AQ):

Le più diffuse case in legno seguono due tipologie:

  • parete in x-lam (parliamo di una struttura in legno vera e propria)
  • parete a telaio (parliamo di una struttura che più che di legno è costituita da isolante in telaio in legno)

Qui sotto una parete in x-lam appena posata e in fase di registrazione:

Foto posa parete strutturale in x-lam

Qui sotto una parete in x-lam in fase di scaricamento dal mezzo di trasporto:

Foto posa parete strutturale in x-lam

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Piazzon case e tetti in legno
PIAZZON Case e tetti in legno
via Cono 11, 35020 Tribano (PD)
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Scegliere lo spessore della parete in x-lam per un buon comfort estivo

La casa in legno piace sempre di più e chi vuole costruire da zero spesso è maggiormente invogliato da un cantiere pulito, svelto, profumato e ordinato senza le lungaggini e gli imprevisti di una costruzione tradizionale.

costruire-in-legno

La domanda che ci si pone più spesso è << quale tipo di casa in legno devo costruire nel clima italiano per avere ottimo comfort estivo? >>. La maggior parte degli aspiranti proprietari di una nuova casa in legno si orienta direttamente in una costruzione con pareti in x-lam evitando di prendere in considerazione le case a telaio dove il legno è limitato alla sola struttura ed in definitiva si tratta di una costruzione in materiale isolante.

casa in legno massa interna

L’idea di una parete massiccia in x-lam a strati incrociati (strati ortogonali di tavole di abete), preferibilmente senza collanti e sostanze chimiche, rassicura molto i committenti sul buon comportamento estivo. Eppure si trovano spesso di fronte alla scelta dello spessore di tale parete – per non sbagliare stiamo nel mezzo: << facciamola da 20 cm., quasi 100 kg/mq >>.

In realtà la scelta di solito verte su 4 tipologie:

  • una parete massiccia in x-lam da 14,3 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 20 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 25,7 cm
  • una parete massiccia in x-lam da 31,4 cm

La parete non è tutta qui naturalmente! Ci sono almeno 4 strati da tenere in considerazione:

  1. l’intonaco esterno
  2. l’isolamento termico sul lato esterno
  3. la parete massiccia in x-lam
  4. il rivestimento interno

parete massiccia in x-lam

Il 2° strato è dedicato all’isolamento termico vero e proprio, quello che ha il compito di contenere le dispersioni nel periodo di riscaldamento (trasmittanza termica) e di attenuare la quantità di calore che vorrebbe entrare nel periodo estivo (fattore di attenuazione) e che entrerà con un certo ritardo (ore di sfasamento).

Tale compito è importantissimo ma se prendessimo questo valore come unico importante per ottenere ottimo comfort estivo prenderemmo un bel granchio! Il fattore di attenuazione e lo sfasamento ci raccontano solo quanto siamo protetti in estate dal clima esterno. Chi è il nemico in estate? il sole? solo lui? l’umidità asfissiante? il sole e l’umidità? In parte sì, sono loro i nemici del comfort. Ma in parte siamo noi il nemico insospettabile.

Perchè dico questo? Posso progettare la migliore stratigrafia, con il migliore sfasamento del mondo, anche superiore alle 24 ore, ma ho solo tenuto fuori il sole! Non è lui l’unico colpevole! Ripeto che siamo noi! noi siamo i colpevoli!

Certo, se siamo via tutto il giorno, pranzando e cenando fuori e usando la casa come un albergo, la stratigrafia che ci protegge dal caldo estivo potrebbe anche funzionare e soddisfarci pienamente.  Se invece viviamo la casa intensamente abbiamo bisogno di un progetto ben più accurato!  Noi, per il solo fatto di esistere a 37° C di temperatura corporea siamo degli intrusi surriscaldanti – e poi c’è il cucinare, il lavare, lo stirare, accendendo qua e là luci ed elettrodomestici che peggiorano ulteriormente la situazione interna. Il surriscaldamento è dietro l’angolo!

Abbiamo raccontato al nostro progettista il nostro stile di vita? no? male! Si deve conoscere il nemico per sconfiggerlo!

Consiglio sempre di progettare l’involucro edilizio tenendo conto del problema del surriscaldamento interno degli ambienti. Non si può e non ci si deve limitare ad ottenere una certa trasmittanza termica U – questo sarebbe un progetto banale e sciocco. Anche progettare con un soddisfacente sfasamento dell’onda termica sarebbe riduttivo! Il sole sta fuori, ma noi siamo dentro! e siamo dei fornellini !

La progettazione del benessere estivo, quello passivo, ben inteso – non sto parlando di impianti di raffrescamento! troppo facile riempire la casa di impianti perchè il progetto è scarso! – è da concentrare sulla qualità del materiale del lato più interno, il più vicino a noi, i primi centimetri della stratigrafia.

Cosa possono quei primi centimetri del lato interno? farsi carico dell’energia che noi stessi produciamo all’interno!

Torniamo allo spessore della parete in x-lam:

più lo aumentiamo e meno bisogno di coibentazione abbiamo sul lato esterno! Di solito, chi arriva a sognare di avere una casa in legno sogna anche prestazioni da casa passiva… e la trasmittanza termica della parete vorrebbe essere U = 0,15 W/mqK (questo dato indica il poco che disperde la parete) – andiamo a vedere quanto isolante termico devo posare esternamente per ottenere questa buona prestazione al variare dello spessore dell’ x-lam:

stratigrafia x-lam fibra legno

  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 20 con sfasamento estivo di  ore 19 e fattore di attenuazione 0,06
  • x-lam da 20 cm + fibra di legno cm. 18 con sfasamento estivo di  ore 21 e fattore di attenuazione 0,03
  • x-lam da 25,7 cm + fibra di legno cm. 17 con sfasamento estivo di  ore 23,2 e fattore di attenuazione 0,02
  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01

che dire?

  • uno spessore più che doppio della parete in x-lam ci permette di risparmiare 4cm di fibra di legno esterna. si potrebbe dire che non ne vale proprio la pena dato il costo della parete!
  • se però guardo anche lo sfasamento che ottengo e l’ottimo valore del fattore di attenuazione devo ammettere che la costosa parete in x-lam da 31,4 è eccezionale!

qualcuno penserà: e aumentare lo spessore del cappotto per ottenere simili risultati? più parete o più cappotto? più legno o più isolante? (io che conosco già il risultato aggiungo che si dovrebbe conoscere la zona climatica per prendere una saggia decisione) vediamo:

valori simili a quelli della parete in x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 (sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01) si ottengono con la parete più sottile in x-lam da 14,3 posando ben 34 cm di fibra di legno esterna (più del doppio di isolante):

  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01
  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 34 con sfasamento estivo di  ore 26,3 e fattore di attenuazione 0,01

Perchè ho detto che si dovrebbe conoscere la zona climatica per prendere una saggia decisione? semplicemente perchè con l’enorme spessore di isolante la sottile parete in x-lam da 14,3 cm raggiunge una trasmittanza record di U = 0,10 W/mqK, forse utile in zona climatica F.

Portafogli alla mano, penso che sia più economico un grosso cappotto anzichè una grossa parete portante in x-lam, o mi sbaglio?

Comunque non era questo il tema di questo articolo – volevo parlare di comfort estivo:

Tutte le soluzioni offrono ottima protezione dal caldo estivo! ma, come anticipato, si deve migliorare il più possibile la stratigrafia sul lato interno. Il benessere estivo passivo, si ottiene con la qualità dei primi centimetri della stratigrafia, quelli in grado di farsi carico dell’energia che noi stessi produciamo all’interno! e lo spessore dell’ x-lam è utile o no in questo senso? più è grossa la parete in x-lam e più comfort estivo otterremo? La risposta è no!

Tutta la sfida si concentra sulla lastra in fibrogesso! Attenzione attenzione… alcune aziende per risparmiare propongono addirittura il cartongesso sul lato interno! Tanto è la stessa cosa, dicono!

Se ascoltate il mio consiglio, il minimo accettabile dev’ essere una lastra in fibrogesso, ma è bene sottolineare che 12,5 mm di fibrogesso offrono sì una certa capacità di assorbire calore internamente, ma per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna!

La capacità termica areica interna di una stratigrafia non è un valore di sensazioni o di esperienza – è proprio un valore da calcolare e da confrontare! e questo valore non dev’essere letto da solo: immaginate una parete di mattoni pieni, ovviamente ha un valore ben più alto di una lastra in fibrogesso, ma se i mattoni non hanno ricevuto una protezione dal caldo estivo sul lato esterno con un adeguato sistema a cappotto nulla potranno fare per noi pur dimostrando un elevato valore di capacità termica areica interna!

Tutte le pareti esaminate prima:

  • x-lam da 14,3 cm + fibra di legno cm. 20 con sfasamento estivo di  ore 19 e fattore di attenuazione 0,06
  • x-lam da 20 cm + fibra di legno cm. 18 con sfasamento estivo di  ore 21 e fattore di attenuazione 0,03
  • x-lam da 25,7 cm + fibra di legno cm. 17 con sfasamento estivo di  ore 23,2 e fattore di attenuazione 0,02
  • x-lam da 31,4 cm + fibra di legno cm. 16 con sfasamento estivo di  ore 26,5 e fattore di attenuazione 0,01

prevedendo di posare sul lato interno una lastra da 12,5 mm di fibrogesso offrono una  capacità di assorbire calore internamente pari a 35 kJ/m2K

La Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) si esprime con K1 [kJ/m2K]

per migliorare il comfort estivo la prima cosa che può venire in mente di fare è posare una 2° lastra da 12,5 mm di fibrogesso raggiungendo una capacità termica areica interna pari a 41 kJ/m2K:

notate che il valore di capacità termica areica interna è cresciuto di quasi il 20% con pochi millimetri!

E’ diventato un articolo lunghissimo (spero non noioso), ma quello che volevo trasmettervi è il concetto che non basta comperare una casa di legno per avere un isolamento incredibile e star bene d’estate! Le variabili da tenere in considerazione sono molte e tutte contemporaneamente, la qualità e le caratteristiche dei materiali vanno decise con cura per chiudere la fase progettuale senza future delusioni.

Rieccovi l’immagine che rappresenta meglio di 1507 parole questo concetto un po’ sconosciuto – nella casa di legno si deve progettare tanta massa:

casa in legno massa interna

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Migliorare la massa con l’argilla

 In un precedente articolo ricordavo che la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte un pannello in cartongesso!

L’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!)
  • assorbe energia (bello d’estate!)
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!)

in due parole, svolge la funzione di volano igrotermico.

argilla finitura interna

Le temperature superficiali interne di ambienti con finitura in terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate: quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Grande comfort interno!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24 ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

L’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5 – 2 °C più fredda del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in cartongesso.

In estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno (il calore corporeo, il calore degli elettrodomestici, il calore dei corpi luminosi, il calore del cucinare, il calore dell’attività fisica).

La cosa veramente straordinaria di questo materiale è che l’argilla ci permette di eliminare i difetti climatici interni di una casa in legno, leggera, edificata in zone climatiche non proprio adattissime a questo tipo di costruzione!

In una parete leggera, d’estate ad esempio, non possiamo scaricare energia, e questo, in molte zone climatiche italiane è un problema che dobbiamo risolvere progettualmente, e non mi interessa che l’isolamento esterno sia più che abbondante: il comfort lo dobbiamo progettare!

Il nostro piffero ce lo dobbiamo suonare da soli!

In commercio esistono lastre in argilla di diversi formati e diversi spessori, informiamoci per bene!

argilla per intonaco interno

La posa dei pannelli in argilla sembra facile

argilla per intonaco interno

La velocità di posa dei pannelli in argilla sembra soddisfacente

argilla per intonaco interno

La superficie sembra ottimamente rivestita

argilla per intonaco interno

Quando Vi chiedete se nella Vostra zona una casa in legno sia climaticamente adatta, potete rispondervi sempre di sì, a patto che ci sia dietro una attenta progettazione: inutile farsi montare la stessa identica casa in legno dei nostri amici di Dobbiaco a Rovigo o a Trapani! Si può, e si deve fare meglio.

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Colle sane in legno sano

Orandum est ut sit mens sana in corpore sano.

Preghiamo tanto per una casa salubre e poi non facciamo attenzione ad alcuni particolari?

La mia prossima casa sarà di legno!  la mia prossima casa…. quante ne ho sentite! Sono tutti ottimi propositi, non c’è dubbio. Ma…

legno lamellare senza formaldeide

Anche un semplice legno lamellare tradizionale può nascondere qualche mostro! Potrebbe essere stato prodotto con colle a base di resorcina-formaldeide o melammina-ureaformaldeide: questo legno emetterà gas formaldeide vita natural durante.

Meglio informarsi e conoscere se il legno lamellare utilizza solo colla poliuretanica – questa colla ha tanti pregi:

  • non emette formaldeide
  • è inodore e trasparente
  • non ha bisogno di solventi, è monocomponente e funziona con l’umidità naturale del legno
  • con 200 g/mq ha una resa migliore delle colle tradizionali.

Proviamo a chiedere qualche Certificato prima di accettare!

Non dimentichiamo che il discorso vale anche per prodotti in legno meno nobili: l’OSB, i famosi utilizzatissimi pannelli OSB, non deve essere per forza “sotto formaldeide”. Anche l’OSB 3 può essere realizzato secondo norma EN300 : incollaggio con colle poliuretaniche MDI esenti da formaldeide!

       

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Costruire con materiali alternativi

Non posso resistere a diffondere queste immagini del progetto di Kengo Kuma architetto:

Un negozio per vendere prodotti locali e sopra un mini Hotel di 15 camere:

materiali a cui noi non siamo abituati…

materiali da costruzione alternativi materiali da costruzione alternativi materiali da costruzione alternativi materiali da costruzione alternativi materiali da costruzione alternativi

 

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Il legno fa bene alla salute. C’era qualche dubbio?

La scelta di arredare degli interni in legno può avere effetti positivi sulla salute. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Istituto per la Diagnosi Non Invasiva del Centro di Ricerca austriaco Joanneum. In uno studio pilota durato un anno all’interno di una scuola si è potuto mostrare che in uno spazio arredato con il legno il cuore batte addirittura più lentamente e con un livello di stress inferiore è tutelato meglio dai rischi.

legno

“Finora la ricerca si è concentrata sull’effetto del clima interno, aria, rumore, luce, colore, ergonomia e disposizione della mobilia. Volevamo scoprire in quale misura incide il materiale” ha dichiearato il capofila Maximilian Moser.

Gli studiosi hanno confrontato e monitorato con mini apparecchi per elettrocardiogramma due classi di studenti. La prima aula era arredata con pareti, pavimenti, coperture e rivestimenti in legno, l’altra con linoleum e pareti in cartongesso.

Tra i due gruppi si sono evidenziate differenze evidenti. Gli studenti nella classe arredata in legno hanno mostrato un battito cardiaco più rilassato, con 6 battiti al minuto in meno rispetto all’altra classe.

Un segnale che mostra come la presenza del legno svolga un azione calmante, antistress sul sistema circolatorio. Diversi studi internazionali mostrano come una frequenza cardiaca inferiore corrisponda ad un’aspettativa di vita superiore.

Il perché di questo effetto sulla salute degli ambienti non è ancora stato spiegato esaurientemente. Moser suppone che la presenza di oli essenziali, così come la qualità della luce possano giocare a favore. Potrebbero però anche essere le qualità stesse dei materiali naturali. “Il legno si carica meno da un punto di vista elettrostatico, quindi permangono gli ioni negativi che influenzano positivamente la salute”.

Studi preliminari hanno dimostrato che il solo fatto visivo non ha alcuna influenza, dal momento che i pannelli in finto-legno non hanno fatto emergere effetti paragonabili.

vale sempre il motto:

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Meglio il legno del cemento

 «Se si vuole contribuire al benessere del mondo bisogna cominciare a mettere a posto la propria casa» Gandhi.

Tratto dall’interessante articolo di Gabriele Bindi di AAM TERRA NUOVA:

Il legno è in assoluto il miglior materiale da costruzione oggi disponibile ed è soprattutto il miglior materiale per l’architettura sostenibile.

costruire in legno

I tre porcellini:
Il nostro immaginario sulla casa però è ancora molto legato al mattone. Tutti conosciamo la storia dei tre porcellini che volevano costruirsi la propria casetta al sicuro dal lupo, capace di buttar giù i muri con un soffio. A spuntarla fu il porcellino grande, che al posto della paglia e del legno scelse di costruirsi la casa in mattoni. Il lupo cattivo forse oggi non esiste più, ma quanti ancora si rifugiano più o meno simbolicamente nel mattone?

Da cosa dobbiamo difenderci? In nome di quale principio?
La presunta superiorità del laterizio oggi si scontra con delle tecniche costruttive che rendono la casa in legno più desiderabile, in virtù delle sue prestazioni in termini di comfort, sicurezza, tempi di costruzione ma soprattutto delle sue qualità ecologiche.
Se c’è ancora un lupo o un pericolo da cui difendersi oggi è proprio quello dell’impronta ecologica: l’edilizia infatti è l’attività umana a più alto impatto ambientale!
Ma la voce più attrattiva per il mercato, che forse potrebbe scavare un solco nel nostro immaginario, è senza dubbio il prezzo.
Una casa a basso fabbisogno energetico, di qualità costruttiva tedesca (classe A o B), costa mediamente dai 1050 ai 1300 euro al m2 «chiavi in mano», includendo cioè impianti e sanitari. Il tutto con dei capitolati di alto livello… e montato in 3-4 settimane!

Case con intelaiatura in legno: vista dall’esterno la casa è pressoché identica alle altre abitazioni vicine. A colpire è la perfetta regolazione climatica (a termosifoni spenti!) e la soddisfazione di chi ci abita.
Dietro al boom del mattone forse c’è la spiegazione di tutto il nostro finto benessere dagli anni Sessanta in poi: il desiderio e l’illusione di erigere roccaforti contro la voracità del tempo che tutto cancella. Con il risultato che adesso quelle case ci sembrano brutte e ingombranti.
Il legno al contrario ci riporta ad un’altra dimensione del vivere e dell’abitare. È materia viva che respira insieme a noi e che ci permette di reintrodurre nelle nostre case un po’ di quella natura che abbiamo lasciato fuori. Mette in equilibrio il livello d’umidità dell’aria interna e agisce come filtro rilasciando nell’ambiente aria rigenerata. Riduce l’inquinamento elettromagnetico, le polveri e l’elettrosmog. Insomma i benefici abitativi sono molteplici e percepibili ai sensi.
Vivere il legno oggi non è solo una scelta velleitaria, ma uno stile di vita sostenibile. Il legno racchiude in sé l’energia immagazzinata nel corso di tutta la vita dalle piante da cui è tratto, le quali assorbono incessantemente anidride carbonica. 

Più sostenibile del cemento:
Mentre la produzione di un metro cubo di componenti in legno pronti per il montaggio richiede dagli 8 ai 30 kWh, per il cemento il fabbisogno sale a 150-200 kWh, per l’acciaio 5-600 e l’alluminio addirittura 800 kWh.
Il confronto di prestazioni in termini di isolamento è impietoso. «Per ottenere lo stesso valore di isolamento termico per una parete in legno di 10 cm un muro di mattoni dovrebbe avere uno spessore di 54 cm. Se si ha a che fare con una casa di 100 m2 lordi questo risparmio di materiale si traduce in un guadagno di volumetria di circa 7-8 m2». I tre porcellini questo forse non lo sapevano.

Come tutti i materiali vivi il legno è deperibile. Verissimo.
In Germania una ricerca realizzata dalla Technische Universität di Braunschweig ha dimostrato che una casa in legno che adotta accorgimenti adeguati ha una durata minima di 100 anni, del tutto equiparabile alle case costruite con materiali più massicci. Una casa con intelaiatura lignea ed intonaco esterno non ha bisogno di alcuna manutenzione, solo nel caso si adoperino dei rivestimenti esterni in legno. 
Il legno non marcisce per umidità, ma per condensa: quindi risulta importante la posa di materiali traspiranti che consentono il passaggio del vapore e la sua rapida evacuazione.
Per le case prefabbricate in legno tutti questi problemi tecnici sono già risolti in fase di progettazione. Basti dire che la garanzia rilasciata dal costruttore su un immobile prefabbricato è mediamente di 30 anni, contro i 10 anni di un edificio tradizionale in muratura.

I 5 vantaggi del legno:

  1. Edificare in legno è un investimento pulito e sostenibile. Per realizzare un edificio in legno si utilizza un materiale rinnovabile, abbondante e proveniente da foreste certificate. Un materiale che immagazzina CO2 e quindi contribuisce a salvaguardare il clima. Un materiale che grazie alle sue naturali qualità isolanti permette di riscaldare e raffreddare gli edifici con pochissima energia. 
  2. Grazie alle nuove tecniche di prefabbricazione è possibile passare in pochi mesi dalla fase progettuale alla consegna dell’edificio in legno “chiavi in mano”, con un perfetto controllo dei tempi di cantiere e la certezza dei costi preventivati. Quasi una rivoluzione.
  3. Le costruzioni in legno sono particolarmente sicure in caso di sisma perché il legno è un materiale leggero, elastico ma resistente.
  4. Il legno brucia in modo lento, costante e prevedibile, senza crolli improvvisi, garantendo quindi in caso di incendio la sicurezza necessaria all’evacuazione controllata dell’edificio.
  5. Il luogo comune che un edificio in legno non duri nel tempo è smentito dai molti esempi di edifici storici tuttora in perfetto uso in tutto il mondo (dai Templi di Kyoto fino al Ponte del Palladio). Se ben concepito, realizzato e mantenuto, un edificio in legno vive intatto per secoli.

 

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Costruire con il legno come il LEGO

Ci sono paesi come la Danimarca che l’avevano intuito già nel 1932, costruire-in-legno-come-il-lego

Ole Kirk Christiansen avviava un’officina di falegnameria per la produzione di oggetti per la casa e giocattoli. Solo prodotti di alta qualità. Il motto che attribuì ai suoi manufatti: "solo il meglio è abbastanza buono". Il nome LEGO è infatti una contrazione delle parole danesi Leg godt, ossia gioca bene. Dopo gli Automatic Binding Bricks venduti nel 1949 nella sua Danimarca, mette a punto la versione definitiva del nuovo sistema di mattoncini, che verrà brevettato nel 1958. costruire in legno

e ci sono paesi come l’Italia che ci credono solo oggi.

Costruire in legno è un po’ come incastrare i Lego, veloce, asciutto, pulito e perfetto.

Meglio tardi che mai.

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Ikea e le costruzioni in legno

Skanska (uno dei gruppi leader mondiali nello sviluppo e realizzazione di progetti residenziali) e IKEA ikea case in legno sono proprietari di BoKlok AB con sede a Malmö ikea-boklok case in legno e sono uniti nel costruire case qualitativamente migliori ad un prezzo pagabile da gran parte della popolazione europea. Si parla di 180mila euro terreno incluso. ikea-boklok_villette-a-schiera

Le case BoKlok: abitare rispettando il clima: Continue reading

Costruire in legno

 Costruire in legno è veramente veloce? Oppure è una leggenda?

 costruire in legno

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Test antisismico

la casa di legno di sette piani alta 23,5m ivalsa cnr Una buona idea non ha confini, guarda il test : Casa in legno di sette piani resiste a un terremoto devastante. Testato presso i laboratori nipponici di Miki, il prototipo IvalsaCnr ha resistito alla simulazione del terremoto di Kobe del 1995, costato la vita a 6 mila persone. Gli scienziati giapponesi: «Un giorno memorabile, cambia la tecnica di costruzione delle abitazioni. Ottimo lavoro, questo progetto italiano è destinato a cambiare il modo di costruire le case in tutto il mondo». Yoshimitsu Okada, tra i maggiori studiosi al mondo nel campo dei terremoti, è stato il primo a complimentarsi con il professor Ario Ceccotti, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IvalsaCnr), nonché papà della casa di legno di sette piani alta 23,5 metri, realizzata nei laboratori IvalsaCnr di San Michele all’Adige (Trento) grazie ad un progetto di ricerca finanziato dalla Provincia autonoma di Trento.

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Il terremoto in Abruzzo, il cattivo maestro.

legnoLe strutture in legno, leggere ed elastiche, offrono ottime garanzie di sicurezza rispetto alle azioni di tipo sismico.

Non ho sentito nessuno parlare di case in legno per la ricostruzione! E’ stupefacente! Ma non servirebbero solo a sopportare un ipotetico futuro sisma, le case in legno sono veloci, sono perfette, sono preventivabili al centesimo, sono asciutte, sono calde (e anche fresche).

Le nuove case in Abruzzo non meriterebbero una migliore efficienza energetica? Quale "migliore" (e perdonatemi il termine) occasione? La gente d’Abruzzo, nella propria nuova casa, meriterebbe di poter riscaldare la casa e non il giardino: diamo loro la possibilità di ricevere solo case a basso consumo e non quattro mattoni e un tetto.

Se ricostruiamo male, se consigliamo male, se decidiamo male, se ci informiamo male, allora all’Abruzzo faremo del male. Avremo di nuovo case non isolate con esposizione sbagliata, con serramenti inadeguati montati in posizione errata e ponti termici al posto dei balconi.

Facciamo della ricostruzione la "grande occasione"! Pochi sanno che una normalissima casa in legno è, già di serie, in classe A secondo la certificazione CasaClima (30 kWh/mq all’anno). Chi sa? Forse non se ne parla perchè si pensa che una struttura in legno debba somigliare alla casa del nonno di Heidi! Che peccato.

Aggiungo, ho sentito parlare a lungo dell’idea di copiare il dopo-terremoto dal Friuli dove si è cercato di ricostruire "com’era prima". Nulla di più semplice per una struttura in legno: ‘copiare le case danneggiate’.

Si legge che è in Italia il patrimonio edilizio più obsoleto d’Europa. Facciamogliela leggere NOI la notizia tra qualche anno:

<< L’Aquila capitale italiana del risparmio energetico >>

<< Abruzzo supera Alto Adige sul contenimento delle emissioni di CO2 degli edifici >>

<< L’Aquila capitale solare d’Italia >>

freiburg-solar-capitol-of-germany1…per ora è Freiburg la capitale solare in Germania.

Come diceva Franz Kafka, "non sprecate tempo cercando gli ostacoli, potrebbero non esserci!"

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