Category Archives: cattive abitudini in casa

Oggi espertocasaclima vi porta al cinema

Oggi, vi porto al cinema.

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Che siate sostenitori del blog, lettori occasionali o cacciatori di informazioni tecniche per una migliore efficienza energetica, oggi, si va al cinema!

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sì, faremo una pausa dalle tante soluzioni agli acciacchi di casa nostra e rifletteremo un’attimo sulla casa più grande di tutte, quella che ci contiene tutti, la più bella in assoluto, la terra.

Ce l’avete un’ora e mezza libera?

sedetevi comodi, appoggiate anche la schiena, inspirate profondamente e rubatevi questo tempo. Un’oretta e mezza insieme… dai!

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Guardiamoci “Before the Flood“!

Proiezione del documentario "Before the Flood" alle Nazioni Unite

Non sopportate Leonardo Di Caprio? Sopportiamolo almeno per oggi! Non importa chi sia il portavoce – l’importante è imparare qualcosa.

Non potete certo già sapere tutto su:

Andiamo a imparare qualcosa! Buona visione!

Avviso riguardante i contenuti: il video non è stato classificato e potrebbe includere contenuti destinati a un pubblico maturo o potrebbe essere inappropriato per alcuni utenti. Fidatevi! ho verificato io: il film è adatto dai 7anni in su.

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Cura del verde senza terroristi del verde

Avere un po’ di verde intorno a casa non dà il diritto di disturbare tutto il vicinato.

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Un tosaerba a benzina viaggia intorno ai 96 dB(A) mentre uno elettrico tra i più silenziosi emette 67 dB(A).

Da sapere:

  • un aumento di 3 dB del livello sonoro corrisponde al raddoppio dell’intensità del rumore che agisce sugli organi dell’udito. Ecco perchè il riconosciuto certificato ambientale tedesco „Blauer Engel” mette il limite massimo d’impatto sonoro per i tagliaerba elettrici a 90 dB.

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E’ certamente una buona cattiva abitudine rasare l’erba assordando tutti!

Rifinire i punti del giardino più difficilmente accessibili ai normali tosaerba con un decespugliatore elettrico, oppure a scoppio a due o quattro tempi, è per il tuo vicino di casa il momento più delicato, quello dove rischi di fargli saltare i nervi per aria: non solo l’udito e la pazienza sono messi alla prova, anche il naso dev’essere otturato (erba, terriccio, polvere messi alle corde si disperdono nell’aria circostante - proprio quella che respira anche il tuo vicino!)

Il rumore generato da un decespugliatore è generalmente superiore a 90 dB(A) che è una pressione sonora grave. Facendo una veloce ricerca ho visto che si va dai 94 dB(A) ai 121dB(A). Oltre gli 85 dB(A) è opportuno indossare cuffie o tappi auricolari come dice il D.Lgs.195 del 10 aprile 2006. Ma il legislatore ha pensato al tuo vicino? Che deve barricarsi in casa per sentirti un po’ meno e rinunciare definitivamente a stare all’aria aperta – a causa tua.

Sì, è indelicato dire al proprio vicino “mi stai rompendo il ca–o da quasi un’ora con il tuo ca–o di tagliaerba” – “finalmente è uscito il sole, ma purtroppo sei uscito anche tu, e con quell’affare non la molli più”.

Gli scarichi del motore del decespugliatore non giovano certo alla salute – si consiglia di dirigere l‘uscita dei gas di scarico lontano dall’operatore: in poche parole – verso il tuo vicino di casa.

E se il tuo vicino volesse stare un po’ nel suo di giardino proprio quando tu ti sei messo in testa di tirare fuori dal garage l’ arsenale di attrezzatura per la cura del verde? Hai visto che il prato è asciutto, che la giornata è bella, sei a casa dal lavoro e vorresti metterti all’opera… Ti sembra giusto che lui debba rinunciare al silenzio, all’ozio e all’aria pulita?

Hai il diritto di assordarlo e impestare l’aria di benzolo e verde sminuzzato?

Alcuni comuni intellettualmente più dotati hanno regolamentato l’utilizzo degli attrezzi da giardino rumorosi (tra cui il decespugliatore) consentendolo solamente in alcuni giorni della settimana e in determinati orari; in alcuni casi è stata anche specificata sia la durata totale massima dell’impiego giornaliero, sia la sua la ripartizione nell’arco della giornata (ecco, hai il diritto di farti odiare dal tuo vicino solo in alcuni precisi momenti!).

 Se non capisci da solo fin dove può arrivare il tuo diritto prima di calpestare il diritto del tuo vicino sarà il tuo comune a dover perdere tempo per scriverti il regolamento!

Padova, in fatto di inquinamento acustico, NON è affatto illuminata, anzi è proprio spenta – e di conseguenza così regolamenta:

uso di macchine da giardino:

  • per l’esecuzione di lavori di giardinaggio (*) nei giorni feriali dalle 8:00 alle 13.00 e dalle 15:00 alle 20:00  -  quindi mattina e pomeriggio fino a cenaaaaa
  • al sabato e nei giorni festivi, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00  -  insomma mai un week-end di sole e silenzio… c’è da sperare che diluvi!

(*) devono essere tali da contenere l’inquinamento acustico nelle aree adiacenti (? i rumori si fermano alla rete del giardino? per magia?)

Il malcostume non finisce qui, anche il rastrello è finito in soffitta: siamo moderni, sappiamo muovere il pollice per navigare sullo smartphone, perchè non usarlo anche per azionare il soffiatore? è così pratico… ti metti una mascherina bianca su naso e bocca (che ben si sposa con il verde) una bella cuffia antirumore sulle orecchie sudate, e poi viiiaaaa a tutto gas un po’ qui e un po’ lì e un po’ qua e un po’ là… nuvole di polvere alte fino a 4 metri (verificate guardando in controluce…) ululati accelerati che superano i 90 decibel.

Risvegliarci soffrire invecchiare
Sognare la morte

Quanta nostalgia per la ramazza di saggina, il rastrello e la carriola 

Teneri come il ricordo
Fragili come un bambino

Avrai notato che anche la città ha sperperato i tuoi soldi di contribuente per dotarsi di decine di soffiatori a spalla: marciapiedi e piazzole sono aree polverose dove la quiete della notte permette alle polveri sottili di, finalmente, depositarsi al suolo. Nessuno si rende conto che un soffiatore rimesta sporcizia e Pm 10 nell’aria che respiriamo?

Anche molti condomini hanno affidato a pagamento interventi settimanali a giardinieri con soffiatori a benzina: mattinate con rumore e aria insopportabili.

L’unica salvezza è sperare in una congiuntivite fulminante o in un’intossicazione da polveri sottili fulminante dell’operatore stesso – che purtroppo non accade.

L’Ocse indica che il livello di tollerabilità umana al rumore è pari a 65 decibel, ma io insisto sulla qualità dell’aria! peggiorata dall’uso dei soffiatori e decespugliatori: per terra c’è polvere e Pm10, ma anche microrganismi e parassiti, germi sporigeni non proprio raccomandabili per un aerosol del tuo vicino!

La scopa e il rastrello, come la bicicletta, sono i mezzi del futuro, solo che non tutti lo hanno capito.

I robot tagliaerba programmabili e auto ricaricabili si occupano della cura del prato con un modesto rumore, diciamo come 100 zanzare nell’orecchio: evita di farlo funzionare nei momenti dove anche il tuo vicino potrebbe aver voglia di stare all’aperto o magari di notte quando anche il rumore della porta della tua auto è sentito da tutti. Imposta la sua partenza sempre in momenti della giornata dove comunque c’è già un bel rumore di fondo.

E poi non è che hai un campo da calcio…! Potresti fare tutto diversamente e senza consumare un Watt o mezzo litro di miscela!

Ecco come:

Il sistema più ecologico e silenzioso per tagliare l’erba è quello manuale. Non occorre la falce del nonno di Heidi, i tosaerba elicoidali a spinta sono una buona scelta (io sto ancora usando un Wolf-Garten TT 380 DL del 1972) e se usati spesso, non si deve nemmeno raccogliere l’erba (al prato fa bene ricevere in dietro quanto ha dato): quindi usa il tosaerba senza raccoglitore.

Spendendo oltre la metà puoi acquistare questo Rasaerba elicoidale a spinta – RE-380:

Poi ti servirà un rastrello di qualità:

Una scopa per raccogliere le foglie in silenzio:

Una scopa da esterno seria e forte:

Una cesoia per potature:

Una tronca rami con i manici che si possono allungare:

Direi che hai tutto l’occorrente per farti amare dal tuo vicino, per rispettare le tue piante e il mini ecosistema che si è creato in giardino. Arnesi che dureranno anni e anni senza chiederti nulla in cambio.

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La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

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Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

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Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

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ACS acqua calda sanitaria a costo zero

Adesso posso schiacciare un pisolino. A trentasei anni, l’ unico modo per affrontare un incontro serale, che può protrarsi oltre la mezzanotte, è dormire prima. Inoltre, adesso che più o meno so chi sono, voglio chiudere gli occhi di fronte a questa consapevolezza, come a nascondermi. Quando li riapro è passata un’ora. Dico a voce alta: E’ ora di andare. Non mi posso più nascondere. M’infilo di nuovo sotto la doccia, ma questa è diversa da quella della mattina. La doccia del pomeriggio è sempre più lunga – ventidue minuti, più o meno – e non serve a svegliarmi o a lavarmi. La doccia pomeridiana serve a farmi coraggio, a darmi istruzioni.

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Il tennis è lo sport in cui parli da solo. Nessun atleta parla da solo come i tennisti. I lanciatori di baseball, i golfisti, i portieri borbottano tra sé, ovviamente, ma i tennisti parlano con se stessi – e si rispondono. Nella foga di un incontro, i tennisti sembrano dei pazzi per la strada, che farneticano, imprecano e dibattono accesamente con il proprio alter-ego. Perché? Perché il tennis è uno sport così maledettamente solitario. Soltanto i pugili possono capire la solitudine dei tennisti – anche se i pugili hanno i loro secondi e i manager. Perfino il suo avversario fornisce al pugile una sorta di compagnia, qualcuno a cui può avvinghiarsi e contro cui grugnire. Nel tennis sei faccia a faccia con il nemico, scambi colpi con lui, ma non lo tocchi mai, né parli a lui o a qualcun altro. Il regolamento vieta perfino che un tennista parli col proprio allenatore mentre è in campo. A volte c’è chi sostiene che i corridori siano altrettanto solitari, ma è un confronto ridicolo. Almeno il corridore può sentire e annusare gli avversari. Sono a pochi centimetri da lui. Nel tennis sei su un’ isola. Di tutti gli sport praticati da uomini e donne, il tennis è il più simile all’isolamento carcerario, il che porta inevitabilmente a parlare da soli, e io inizio a farlo qui, sotto la doccia pomeridiana. E’ il momento in cui prendo a dirmi delle cose, cose folli, ripetendomele fino a convincermene. Per esempio che un mezzo paralitico possa partecipare agli US Open. Che un uomo di trentasei anni possa bettere un avversario nel fiore degli anni. Ho vinto 869 match nella mia carriera, sono il quinto nella classifica di tutti i tempi, e molti li ho vinti sotto la doccia del pomeriggio.

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Con l’acqua che mi romba nelle orecchie – un rumore non dissimile da quello prodotto da ventimila spettatori – rivivo alcune vittorie particolari. Non quelle ricordate dai tifosi, ma vittorie che ancora mi svegliano la notte. Squillari a Parigi. Blake a New York. Pete in Australia. Mi soffermo ad assaporarne i dettagli, poi passo a rivangare qualche sconfitta. Scuoto la testa ricordando quelle delusioni. Mi dico che stasera sosterrò un esame per il quale ho studiato ventinove anni. Qualunque cosa accada, ci sarò già passato almeno una volta. Che sia una prova fisica, o mentale, non è niente di nuovo.

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Ti prego, fa’ che finisca presto.

Non voglio che finisca.

Mi metto a piangere. Mi appoggio alla parete della doccia e mi lascio andare.

 

tratto da:   Andre Agassi (2011) OPEN, la mia storia - Einaudi

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Ventidue minuti sotto la doccia! Un sogno che non ricordo di aver mai vissuto. Sì un po’ tutti quanti tendiamo ad allungare i tempi in albergo o a esagerare con la temperatura, tanto paga Pantalone. Una piccola rivincita sul prezzo della camera e per chi ha fatto tanta strada, un modo per lavare via il viaggio, il tempo e la stanchezza, e sù, anche per prendere un po’ di coraggio in un luogo che non è casa nostra – come scrive Andre Agassi.

Lo sapevate che… Alt, un passo indietro; la mia personale passione per il risparmio energetico, che ho avuto la fortuna di trasformare nella mia professione è data certamente dall’obiettivo di utilizzare poca energia aumentando contemporaneamente il comfort e riducendo gli impianti, ma il vero traguardo è la libertà, la non dipendenza, l’indipendenza!

Vivere in un castello con dieci caldaie da alimentare, manutenere, pagare, riparare può essere bello? può dare la sensazione di libertà? mi sentirei più libero ad avere bisogno di nulla, o di quasi nulla.

Una casa passiva rende liberi?

Le avveniristiche e ancora troppo rare PassivHaus significano indipendenza? In un certo senso direi di sì. Quando voglio rappresentare una casa passiva con un esempio felice dico “barca a vela”. Una barca a vela ci fa sentire liberi? In barca a vela ci sentiamo indipendenti? Direi di sì.

Lo sapevate che… No non ho preso una barca a vela.

Lo sapevate che, per patto con me stesso, non utilizzo acqua calda sanitaria dal luglio 2013? Era estate – luglio cade ogni anno d’estate! – e mi godevo più volte al giorno una breve doccia fredda. Che tanto fredda poi non era viste le temperature record stabili oltre i 35° C – almeno qui in città. Ogni volta che mettevo la testa sotto l’acqua fresca ripensavo – e lo faccio ancora oggi, sempre – ad una vecchia intervista a Reinhold Messner che a un certo punto svela alla giornalista di utilizzare solo acqua fredda per lavarsi, che sia estate o che sia inverno. Sapete tutti quanto può essere fredda l’acqua che scorre. Seduto sul divano ad ascoltare le bizzarrie e le filosofie e le avventure di Messner pensavo tra me – figuriamoci, doccia fredda, d’inverno, e lui abita in montagna poi!

ACS acqua calda sanitaria costo zero

Luglio finiva, agosto passava e a settembre mi sono trovato davanti alla scelta se continuare o meno a non miscelare acqua calda. Ho un miscelatore monocomando a croce, fino a metà è fredda, oltre comincia a diventare calda.

acs

Non ho mai più girato il miscelatore fino in fondo: Messner aveva ragione! Si può fare. Basta volerlo! Non descrivo la sensazione del corpo e della pelle quando la doccia finisce perché questo articolo non so più dove andrebbe a parare. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Costo energia zero, sensazioni 1000.

Mi sono liberato di quella dannata caldaia, appesa lì a creare dipendenza.

Io voglio essere un uomo libero.

Non è per il risparmio economico sulla bolletta, è per la libertà. E a distanza di tanti mesi devo ammettere che una doccia calda appare come benessere, ma è un brodo insopportabile che rammollisce e non esalta il risveglio del corpo.

Ma se mi avete seguito fin qui, magari solo per scoprire come si fa ad avere acqua calda sanitaria a costo zero (facendo la doccia fredda!) e siete delusi, vi aiuto almeno a capire il costo medio di questo lusso che è l’acqua calda. Quasi un diritto per le ultime generazioni, in realtà un lusso – uno spreco.

Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

Ecco qualche calcolo preparato da Marco De Pinto:

Il fabbisogno di acqua calda sanitaria – ACS – per 2 persone ovviamente è indipendente dalla superficie calpestabile dell’edificio ed è pari a circa 80 litri giorno di acqua calda a persona a 42 °C.

Quindi 80 litri/persona giorno x 2 persone = 160 litri/giorno

  • Temperatura acqua fredda sanitaria: 10 °C
  • Temperatura acqua calda sanitaria di utilizzo: 42 °C
  • Salto termico: 32 °C

Energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria al netto delle perdite degli accumuli, delle tubazioni di adduzione e ricircolo ACS:

  • Energia giornaliera consumata: 6.000 Wh
  • Giorni di consumo ACS: 365 giorni
  • Consumo energetico annuo: 2.190 kWh/anno

Il costo economico per la produzione di energia per ACS dipende sempre dalla fonte energetica:

acs EV_626

  • Caldaia a gasolio (rendimento 85%): 330 €/anno (costo gasolio 1.325€/litro compresa IVA)
  • Caldaia Caldaia a metano (rendimento 95%): 250 €/anno (costo metano 1.05 €/m3 con IVA)
  • Caldaia a GPL (rendimento 95%): 420 €/anno (costo GPL 4.6 €/m3 compresa IVA)

In soldoni, la doccia fredda vale circa 3.000€ ogni dieci anni di spese energetiche vive.

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

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Li ho i soldi, la compro l’acqua, non sono un barbone

Da un commento del lettore Cristian B.:

La risorsa “Acqua” è sempre stata una componente importante nei miei approfondimenti, dall’uso di materiali allo stile di vita, troppo spesso si sorvola su tutto il resto, come se effettivamente ci fosse dovuto.

Siamo abituati a prendere, senza troppo guardare da dove arriva la materia prima che usiamo, e sarebbe una bella vittoria se le persone all’acquisto fossero più consapevoli di da dove arriva e come viene prodotta e con quali sprechi. Sarebbe una buona abitudine. Entrare nello specifico dei materiali da costruzione per me sarebbe prematuro, ho una infarinata di base sui principali, quelli di uso comune.

La semplice raccolta di acqua piovana per uso non domestico dovrebbe essere una realtà con leggi ad hoc, invece anche nuovi edifici, appaiono solo belli all’aspetto…

acqua piovana

Una volta mi capitò di parlarne con un cliente dove stavamo realizzando una struttura con ampio tetto, all’epoca stavo leggendo di quell’argomento, allora proposi al proprietario di installare un serbatoio per raccogliere acqua piovana. La sua risposta fu: << ho i soldi, la compro l’acqua, non sono un barbone >>.

Furono quelle le esatte parole.. rimasi lì, per via della totale mancanza di sensibilità.

Già da prima, ma ancora di più dopo, iniziai a documentarmi sullo spreco di questa risorsa, nei suoi molteplici aspetti, nello stile di vita, ed arrivai a comprenderne altri che non erano contemplati nell’informazione mediatica comune.

Tornando alle cattive abitudini…

la cattiva abitudine di non documentarsi abbastanza, andrebbe affrontata e discussa anche a scuola, dalle primarie all’università.

La cultura è potere, il potere è la conoscenza, la conoscenza porta al risparmio e all’uso razionale di risorse importanti come acqua.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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