Come risalire ai componenti di un sistema di isolamento a cappotto certificato

Un isolamento esterno a cappotto è di fatto un sistema: cioè tanti componenti messi insieme.

Alle soglie del 2020, dopo oltre 10 anni di “chiacchiere” sull’isolamento termico degli edifici posso affermare che quasi tutti hanno profondamente capito l’importanza di un sistema a cappotto certificato. E’ proprio la certificazione che dà la garanzia che tutti i prodotti facenti parte del sistema funzioneranno bene insieme! E funzioneranno bene insieme perchè sono stati testati.

Chi mi conosce sa che sono contrario al cappotto inventato dal pittore o dal progettista (collante di un sacco, rasante di un altro, rete generica, tassello non meglio identificato, isolante, e finitura “poi vedremo”).

Una parolina agli applicatori che stanno stendendo un’offerta per fornitura e posa di isolamento a cappotto:

NON siete tenuti a “creare” un sistema a cappotto inventato con la vostra esperienza e in base alla disponibilità dei componenti nel magazzino edile più vicino. NON prendetevi questa enorme responsabilità! NON prendetevi certi rischi inutili: è compito delle grandi aziende investire e verificare la bontà dei loro sistemi e vendere il sistema a cappotto certificato.

Da quello che ho scritto si potrebbe intendere che basti entrare in un magazzino edile e, come scegliendo i biscotti sullo scaffale del supermercato, scegliere il sistema a cappotto, e caricare il kit in furgone… in verità è più complicato:

  • Ci sono alcune aziende che nascono come produttori di materiali isolanti, quello sanno fare e questo vendono (l’isolante).
  • ci sono altre aziende, con grossi nomi, che presentano invece un ricco elenco di sistemi a cappotto, per tutti i gusti e per tutte le tasche: qui sarete serviti dall’antipasto al caffè, quindi troverete ogni cosa vi serva e tutto il pacchetto di componenti apparterrà ad un sistema che, tra i tanti, l’azienda ha certificato.

Ripetete questo cappotto – scioglilingua con me:

  • L’ EOTA (European Organisation for Tecnical Assessment)  rilascia gli ETA (European Technical Approval) ai cappotti, cioè agli ETICS (External Thermal Insulation Composite Systems)
  • il Benestare Tecnico Europeo, l’ETA, è una valutazione tecnica positiva di idoneità
  • se l’azienda propone 10 kit di ETICS, cioè 10 sistemi a cappotto, si avranno 10 ETA diversi.

Potete rileggere un vecchio articolo tutto dedicato a questo argomento (Sistemi a cappotto con marcatura CE), se voleste diventare esperti-lettori, ma fidatevi: Un sistema a cappotto deve avere la Marcatura CE.

Torniamo al punto!

Parlavo delle aziende che nascono come produttori di materiali isolanti, quello sanno fare e questo vendono (l’isolante). E noi magari, proprio per ridurre al massimo lo spessore dell’isolante in facciata (anche 30% in meno) ci siamo decisi per un pannello con lambda molto spinto (0,025 W/mK) in schiuma di poliyso. Non solo ingrossiamo meno la parete – useremo tasselli più corti e un po’ meno costosi e dovremo progettare soglie e davanzali meno profondi.

Possiamo scegliere per la nostra stratigrafia parete esterna uno dei loro pannelli super isolanti? Certo che possiamo! Ma non avremo la pappa pronta come la troviamo dalle altre aziende, quelle coi grossi nomi.

Infatti il produttore ci illustra le caratteristiche del pannello isolante, ci può dare consigli di posa, ci può illustrare dettagli e punti critici come ci informerebbe un manuale Cortexa, ma ci vende solo il pannello e non ci vende

  1. il collante minerale
  2. il tassello di fissaggio (ETAG 014: linee guida tecniche europee per i tasselli)
  3. il rasante minerale
  4. la rete d’armatura in fibra di vetro
  5. il primer di adesione
  6. il rivestimento strutturato
  7. e tutti gli accessori (rete angolare, profili per raccordi, profili per giunti di dilatazione, profili per zoccolatura, nastri di guarnizione ecc ecc)

Ma se non abbiamo la pappa pronta, come facciamo?

Vogliamo risalire a tutti i componenti di un sistema a cappotto certificato, quindi non dobbiamo fare altro che lavorare un po’:

  • andiamo a caccia delle certificazioni ETA che il produttore del pannello ha ottenuto (ovviamente le rende disponibili tra la documentazione scaricabile dal sito):

  • fate attenzione perchè la documentazione ETA è di solito composta da una decina di pagine e a volte il documento pronto per il download mostra solo la pagina di copertina e quindi è perfettamente inutile:

  • Un ETA completo, invece, ci permette di vedere quali sono i componenti del sistema:

  • e noi, copiando e incollando, i prodotti in una pagina di google troveremo finalmente la scheda tecnica del prodotto in formato pdf, pronto quasi come la pappa pronta che volevamo:

Sì è molto laboriosa la faccenda! è un po’ come andare da Ikea, i componenti della nuova cucina te li devi montare dal solo. Trovo personalmente molto strano che un’ Azienda non si renda disponibile per fare un completo elenco delle schede tecniche dei materiali componenti dei KIT… In fin dei conti, è anche nel Suo interesse mantenere il cliente a spasso tra le pagine del suo sito aziendale piuttosto che regalarlo a tutti i link che google propone sotto il risultato cercato!

Chiudiamola qua.

Abbiamo tracciato il sentiero da percorrere per arrivare a trovare tutto quel che ci serve. Ora non ci resta che tornare alla progettazione dell’isolamento:

dobbiamo decidere lo spessore.

A volte siamo costretti dai vincoli imposti dalla facciata, altre volte siamo liberi, quindi ragioniamo bene sugli obiettivi principali:

  • contenimento delle dispersioni invernali
  • protezione dal surriscaldamento
  • comfort acustico

Auguro buone stratigrafie a tutti! L’inverno è alle porte. Buttiamole giù queste stratigrafie! basta sognare e tentennare.

Per aspetti del prima e del durante la posa da non sottovalutare ti invito a leggere il mio precedente articolo.


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autore: Federico Sampaoli


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