Un pacchetto isolante traspirante vuole che le membrane siano 2

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Sconfitta o vittoriosa, nessuna bandiera non stinge al sole

ma cosa sto dicendo?

Quando si parla di tetto isolato e traspirante, e lo stesso vale per una parete (per esempio di una moderna casa in legno che prevede una finitura esterna in legno o lamiera seguendo ragioni estetiche) è normale che tra le scelte da fare non vi sia solo il materiale coibente e relativo spessore: ci saranno anche le membrane.

Ho usato precisamente il plurale perchè un pacchetto isolante traspirante normalmente vuole che le membrane siano 2:

  • una sul lato caldo
  • una sul lato freddo

La membrana sul lato caldo:

la membrana sul lato caldo è quella che si occuperà di gestire il vapore, e dunque si comporterà come un freno al vapore e una barriera all’aria (all’aria e NON al vapore!) per proteggere il pacchetto isolante che è stato previsto: l’isolamento termico non deve essere attraversato dal vapore in zone concentrate che implicano un difetto di tenuta all’aria.

In due parole, la membrana sul lato caldo gestisce il vapore che attraversa il pacchetto e garantisce la tenuta all’aria dell’ambiente riscaldato. Nelle case in legno questo aspetto importante riguarda il tetto come le pareti.

Per questa membrana non è tanto l’invecchiamento ai raggi UV che ci interessa – sì la qualità la resistenza e il materiale composito sono importanti, ma qui, quel che non dobbiamo assolutamente sbagliare, è la scelta del valore di permeabilità al vapore acqueo:

  • valore sd: la capacità di traspirazione di una membrana viene espressa col valore Sd in metri (è semplicemente il risultato del valore µ * spessore in metri) e alcune volte è espressa in WDD (in gr/mq 24 h), cioè la quantità di vapore acqueo che può traspirare un metro quadro di superficie in 24 ore.

Scegliere il valore Sd fa parte della progettazione perchè sarà proprio questo valore a decidere se il vapore può passare più o meno liberamente e chi progetta deve tenere conto dell’ambiente dove la membrana verrà utilizzata: la spinta del vapore non è sempre uguale in tutte le zone climatiche e in tutti i periodi dell’anno.

Se questo argomento non vi è tanto chiaro meglio fermarsi e approfondire bene perchè non è di secondaria importanza. Diciamo che se in un clima con inverni rigidi la pressione maggiore succederà nel periodo di riscaldamento (il vapore spinge dall’interno verso l’esterno) e avrò bisogno di un freno al vapore XY per comporre la mia stratigrafia traspirante, in un clima caldo con inverni miti e molto brevi (pensiamo al sud Italia) è sbagliato avere un freno al vapore forte sul lato caldo perchè il vapore eventualmente contenuto nel pacchetto isolante vorrà uscire e sfogare in ambiente asciugando l’isolamento anziché bloccarsi sul lato interno rischiando addirittura condense sul lato interno all’avviamento di impianti di climatizzazione estiva….

La membrana sul lato freddo:

la membrana sul lato freddo deve garantire la tenuta all’acqua, al vento e ai raggi UV. Quindi non preoccupiamoci di scegliere solo qualcosa contro il vento e le intemperie per impedire che aria fredda penetri nel materiale fibroso destinato all’isolamento termico e che la pioggia e la neve scivolino via. Preoccupiamoci dell’invecchiamento!

Per garantirci dall’invecchiamento è inutile leggere le brochure che lusingano il lettore, meglio cercare la scheda tecnica del materiale e provare a cercare alcuni dati importanti: questi dati ci saranno anche utilissimi nel momento in cui andiamo a confrontare due o tre membrane se abbiamo ancora la possibilità di scegliere:

  • il supporto: è un po’ difficile da interpretare perchè probabilmente nessuno di noi è un esperto di materiali tecnologici (infatti leggere “poliacrilato su poliestere non tessuto” ci dice poco
  • il peso: i grammi per metro quadro sono già un’informazione più reale perchè se abbiamo due schede tecniche diverse ci accorgiamo immediatamente di quale membrana sia più sottile (e forse meno resistente) 335 g/mq è spessa oltre il doppio di una membrana sorella da 145 g/mq
  • resistenza a trazione e allo strappo: anche questi dati sono utili per fare un confronto tra membrane analoghe e scoprire che qualità stiamo posando
  • resistenza ai raggi UV: questo è veramente un dato importante e che pochi leggono. Immaginate che il telo scelto per la copertura del vostro nuovo tetto abbia solo una resistenza di qualche mese ai raggi del sole, giusto il tempo per finire il cantiere e inciampare in qualche pausa. E’ vero che il manto di copertura impedirà l’irraggiamento diretto della guaina, ma è anche vero che questa informazione ci sta dicendo che il materiale ha sicuramente una durata inferiore negli anni. teniamone conto

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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