La migrazione del vapore attraverso gli elementi di un edificio

E’ buffo che tutti conoscano il vapore, l’acqua allo stato gassoso, e la condensa quando esso si deposita su di una superficie, ma facciamo fatica a comprendere esattamente cosa succeda quando la pressione di vapore cambia ( a seconda della temperatura esterna ed interna) ed inizi una migrazione del vapore attraverso un elemento edile.

Beh, se state leggendo questo articolo probabilmente vorrete saperne di più, oppure cercate una conferma di aver capito bene il meccanismo della condensa rispetto alla temperatura di rugiada che dipende da

Ho inserito dei link nelle parole sopra: questi vi portano dritti ad altri articoli che trattano questo delicato argomento (andateci per approfondire e diventare “esperti al vapore”).

I guai che nascono lungo il percorso della naturale e sana migrazione del vapore vengono dall’incontro dell’acqua allo stato gassoso con superfici interne dell’edificio con temperature troppo basse (sotto la temperatura di rugiada): troppo basse perchè disperdono troppo! Pensate ad un forte ponte termico strutturale, un pilastro in cemento armato che interrompe la parete in laterizio, ma senza immaginare un elemento così nascosto, pensate all’angolo formato dall’incontro tra parete e soffitto (detto nodo parete-solaio)

I guai possiamo riassumerli così:

  • condensa superficiale interna o interstiziale
  • proliferazione della muffa

L’altro giorno, non so da dove fossi partito, sono finito in una pagina che trattava questi argomenti. A tratti non sapevo se credere ai miei occhi…

Dopo qualche minuto ho deciso di fare alcuni screen-shot per salvare nel mio desktop queste informazioni, tanto mi sembravano incredibili. Forse anche voi siete già inciampati in questa pagina web: io non ho nemmeno salvato l’url quindi non ci saprei tornare. Ma ho gli screen-shot! che tra poco condividerò con voi.

In onore di Sartre vorrei rompere (il silenzio), scrivendo dei commenti:

ecco a voi il primo screen-shot:

vediamo un po’ come prosegue …

un’abitazione libera sui quattro lati che non è in fondo ad una valle sarà esposta anche a Sud ad Est e a Ovest, ma anche se sottoposta costantemente al freddo (vedi pupazzo di neve non sciolto) il riscaldamento acceso e l’apporto costante di umidità (dovuto a chi abita) porta ad un elevato contenuto di vapore in ambiente rispetto all’esterno: una barriera al vapore potrebbe contrastare l’umidità solo se nastrata sulle bocche di chi abita, uccidendo i componenti del nucleo familiare. Più semplice fare

Chi trova nella barriera al vapore uno dei metodi migliori per contrastare l’umidità forse pensa che l’umidità entri in ambiente dall’esterno, imbiancato costantemente dalla neve.

Ecco l’incredibile affermazione: il vapore “entra” in casa dalla gelida tundra!

In verità, se quelle tre magnifiche vetrate venissero spalancate non avete idea di che aria secca vi trovereste in ambiente dopo 2 minuti di ventilazione!

Un’altra incredibile affermazione: in inverno sarebbe abbastanza normale che la spinta del vapore venisse dall’esterno? E’ il perfetto contrario di quello che accade.  Il fenomeno può solo avvenire d’estate quando all’esterno ci sono temperature molto più elevate che in ambiente interno. Ad esempio quando fuori è terribilmente caldo e noi stiamo climatizzando gli ambienti interni: in un tetto in legno con stratigrafia sbagliata può accadere la condensa sul lato interno.

Il vapore non intacca i muri, nemmeno se l’intonaco è in argilla, il vapore può condensare sui muri (se i muri non sono isolati e l’umidità interna è elevata).

Giusto: la barriera al vapore sul lato freddo porterebbe alla condensa del vapore contenuto nella stratigrafia che per tutto il periodo di riscaldamento migra dall’interno all’esterno.

Ricordo agli esperti-lettori che in clima caldo succede il contrario e dunque, una barriera al vapore sul lato caldo è a rischio condensa estiva! Meglio progettare stratigrafie traspiranti evitando tutti i rischi connessi ad una barriera al vapore.

La proliferazione della muffa non si evita con le barriere al vapore, anche perchè il vapore non penetra in ambiente (spinge per uscire piuttosto): il vapore condensa sulle superfici troppo fredde e offre alle muffe una situazione ideale.

Ad un lettore poco esperto potrebbero brillare gli occhi leggendo che con la barriera al vapore si accederà al mondo incantato delle agevolazioni fiscali

Ma noi Pinocchio l’abbiamo già letto da piccoli, vero?


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autore: Federico Sampaoli

 


    

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  1. Buonasera Riccardo, fare un cappotto e riuscire a risolvere tutti i ponti termici è quasi impossibile, a meno che l’edificio sia molto regolare e si riesca ad intervenire in maniera corretta per l’attenuazione dei punti critici. Resta il fatto che la regolare areazione dei locali è fondamentale per garantire il corretto ricambio d’aria nei locali. Saluti

  2. non è tanto il materiale isolante del sistema a cappotto a scongiurare il rischio di condensa superficiale interno nelle zone più fredde, ma la attenzione nel dettaglio esecutivo dell’isolamento esterno.
    l’attenuazione corretta dei ponti termici sarà la garanzia per avere superfici calde e il più possibile omogenee.

    avendo letto che i serramenti sono già installati, il primo problema da affrontare con una soluzione miglior possibile sarà proprio il contorno finestra. che se sottovalutato potrebbe diventare un perimetro freddo a tal punto da essere l’unico elemento freddo dopo la posa del cappotto: quindi una zona a rischio condensa e a rischio muffa.
    come il contorno finestra, forse altri nodi sono da verificare e da prendere in considerazione prima di appaltare il lavoro.
    ben venga questo tragico momento di lockdown per pianificare le soluzioni esecutive senza la fretta del cantiere.

    mancando la VMC sarà comunque importante fare corretta e regolare ventilazione manuale perchè è utopistico pensare che il vapore elevato degli ambienti possa andarsene attraverso un sistema a cappotto molto permeabile al vapore.

  3. Buongiorno,
    ho un dubbio atavico!!
    In un condominio esistente con pareti perimetrali in muratura di laterizio pieno (circa 45 cm di spessore totale) e piccoli corpi aggettanti in forato (circa 15 cm di spessore totale) con serramenti nuovi molto performanti, privo di qualsiasi sistema di VMC, in cui non sia possibile inculcare ai residenti l’abitudine di aerare i locali, è comunque consigliabile un sistema a cappotto termico in EPS (bassa permeabilità al vapore) oppure è indispensabile progettare un sistema con pannelli in Lana di Roccia?
    Ovviamente il rischio che si vuole scongiurare è quello di formazione di muffe interne che oggi (senza sistema a cappotto termico) si riscontrano solamente in pochissimi punti con presenza di ponti termici.
    Ringrazio anticipatamente per il congro chiarimento su questo dubbio! Purtroppo la letteratura è molto discordante sull’argomento e i soli calcoli non portano a risolvere il dilemma (compresa simulazione con metodo WUFI).
    Ringrazio e saluto cordialmente,

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