Lo sfasamento di calore non è lo sfasamento di temperatura

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A bbiamo ben chiarito nel precedente articolo alcuni concetti sulla protezione dal caldo in relazione ai materiali isolanti che scegliamo per una nuova stratigrafia.

Ora alcuni lettori si chiederanno come mai sia così ricorrente che nelle brochure per le coperture o in altri prospetti con soluzioni già calcolate esistano valori di sfasamento… che definirei… ottimisti.

Facciamo chiarezza, è possibile esprimere diversi valori di sfasamento?

in effetti anche su questo argomento c’è della confusione: e c’è sempre chi vuole tirare l’acqua al proprio mulino:

  • lo sfasamento di calore ci racconta dopo quante ore il flusso di calore comincia arriva allo strato interno della stratigrafia, per esempio all’intonaco interno (per esempio 8 ore)
  • lo sfasamento di temperatura ci racconta dopo quante ore la temperatura dello strato più interno si alza di un 1°Kelvin (le 8ore diventano 12 ore)

Gli strati, i materiali e gli spessori sono gli stessi, ma l’informazione che si riceve circa lo sfasamento estivo è assai fuorviante: chiedete sempre al vostro tecnico il calcolo della stratigrafia evitando di progettare in base ai numeri delle brochure.

Altra attenzione da fare quando si confrontano diverse soluzioni è indagare se in stratigrafia  è anche inserito lo strato d’aria e il manto di copertura in tegole: per evitare l’ottimismo sfrenato meglio concludere la stratigrafia dove finisce il pacchetto e inizia la ventilazione.

La UNI 6946 dice chiaramente che il calcolo della prestazione invernale deve essere eseguito fino allo strato prima della ventilazione, allora perchè si dovrebbe fare diversamente per il calcolo della prestazione estiva? e magari far sembrare buona una stratigrafia mediocre?

Ma anche i dati che vanno inseriti nel calcolo possono essere ottimisti o pessimisti? In un prossimo articolo parleremo di Conduttività termica estiva di progetto e scopriremo che anche la corretta valutazione del lambda di progetto può variare i risultati.

In Studio non presento mai al committente soluzioni al limite dell’accettabile (se non costretto), e perchè progetto in questo modo? perchè tengo conto di 2 cose:

  1. il comfort indoor reale
  2. la reale conduttività termica dei materiali con temperature elevate.

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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