Materiali isolanti e sfasamento, calcolo e valori utili per evitare il caldo in casa

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Perchè il comfort estivo diventa sempre più importante? Da un lato sempre meno persone sono disposte ad acquistare una casa che si surriscaldi in fretta e che dipenda continuamente dal funzionamento degli impianti anche d’estate – dall’altro la spesa energetica per il raffrescamento estivo si fa sentire.

Poi c’è anche chi è cosciente dell’impatto climatico e preferisce evitare di essere causa di nuove emissioni.

 

Il periodo estivo è anche quello dove le persone vivono più tempo il giardino, il porticato, il terrazzo e non è ben visto il rumore provocato dal compressore sempre acceso per la climatizzazione estiva. Già quello dei vicini è mal visto e mal sopportato:

Se desideriamo progettare con grande attenzione al problema del surriscaldamento estivo dobbiamo fare 2 mosse importanti:

  • non sottovalutare l’ombreggiamento delle porzioni vetrate
  • scegliere con cura i materiali che compongono una stratigrafia (tetto in primis)

Si sa che il tetto è l’elemento maggiormente investito dall’irraggiamento solare, ma anche le pareti vanno progettate in modo che possano offrire la protezione dal caldo. Qui nasce l’esigenza di calcolare la prestazione estiva di questi due elementi edili:

è importante proprio per il fatto che

  • se per contenere le dispersioni invernali è sufficiente decidere di isolare (anche con uno spessore inadeguato) ottenendo un sensibile miglioramento
  • per proteggersi dal caldo devo essere assolutamente certo di ottenere un ottimale ritardo temporale dell’onda termica

Che paroloni…ritardo temporale dell’onda termica” vi sembra uno scioglilingua? Usiamo il termine “sfasamento“: una parola sola, sfasamento.

Lo sfasamento è misurato in ore:

le ore di sfasamento indicano proprio il ritardo con cui una struttura reagisce alle sollecitazioni esterne.

 

Un involucro edilizio di buona qualità riesce ad attenuare fortemente il flusso termico proveniente dall’esterno: calcolare le ore di sfasamento diventa interessante e molto importante. Se abbiamo meno di 12 ore di sfasamento non abbiamo fatto un buon lavoro!

Lo sfasamento ci indica esattamente quante ore passano tra il valore massimo della temperatura superficiale esterna e il valore massimo del flusso interno (tra il valore massimo della sollecitazione termica e il valore massimo del suo effetto all’interno)

Più basso è il valore della diffusività termica di un materiale e più alta è la capacità del materiale ad attenuare e sfasare l’onda termica che vuole entrare.

Diffusività termica? un nuovo parolone?

Rendiamo il concetto semplice e leggiamo i numeri della tabella sottostante:

chiarissima la tabella: è quasi inspiegabile il motivo per cui tante stratigrafie prevedano materiali che non proteggono affatto dal surriscaldamento estivo, isolanti sì, ma poco idoneiSembra che si voglia dare una spinta alla vendita di impianti per la climatizzazione estiva, una spinta verso la devastazione del pianeta.

Quando scegliamo un materiale non possiamo guardare solo alla sua inerzia, la capacità di accumulare energia, altrimenti il calcestruzzo sarebbe il materiale ideale…

dobbiamo guardare alla attitudine a frenare l’energia che viene dall’irraggiamento (fratello Sole). I materiali che proteggono bene dal surriscaldamento hanno un mix ottimale di

  • densità,
  • calore specifico,
  • conduttività.

dobbiamo scegliere il materiale isolante proprio per il risultato che vogliamo ottenere e non perchè costa meno o perchè è già disponibile in magazzino: ordinate e ritirate quello che vi serve e NON quello che rovina il vostro progetto:

Il valore di attenuazione, che leggete sempre nella mia tavola sinottica con i confronti tra stratigrafia dello stato di fatto e dello stato di progetto, sta ad indicare il rapporto tra ampiezza del flusso termico uscente e flusso entrante che attraversa il componente edilizio. Guai a voi se date poca importanza a questo numero:

Lo sfasamento sta ad indicarci il tempo che impiega l’onda termica ad attraversare il componente edilizio.

La legislazione attuale (D.M. 26.6.2015 sui “Requisiti minimi degli edifici”) impone di rispettare un valore di trasmittanza termica periodica preciso per il tetto e per la parete (Yie), ma posso assicurarvi che con questi numeri otteniamo una troppo scarsa protezione dal surriscaldamento! Meglio far meglio:

E’ ricorrente nelle brochure per le coperture o in altri prospetti con soluzioni già calcolate leggere valori di sfasamento… che definirei ottimisti. Ma è possibile esprimere diversi valori di sfasamento? in effetti anche su questo argomento c’è della confusione e ne parleremo nel prossimo articolo: Lo sfasamento di calore non è lo sfasamento di temperatura.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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