Esiste una soluzione alla condensa di primavera o estiva?

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Terminato il periodo di riscaldamento, la casa deve affrontare un nuovo problema prima del tormentone surriscaldamento.

A seconda della zona climatica di appartenenza, e a seconda dei capricci stagionali, tra la fine di marzo e la metà di aprile gli impianti di riscaldamento vanno spenti. Per tutti quelli che utilizzano una semplice caldaia a metano è il momento di girare la manopolina su estate lasciando che la caldaietta continui a lavorare solo se è richiesta acqua calda sanitaria ACS.

E cosa succede in casa?

  • i piani alti e meglio esposti e più a lungo soleggiati proseguono il cammino verso l’estate con strutture a temperatura già abbastanza confortevoli intorno ai 20°C
  • i piani intermedi, magari non ben esposti e meno soleggiati, tarderanno ancora un po’ ad essere ambienti piacevolmente confortevoli: la classica situazione “si stà meglio fuori che in casa”, “mi sento le ossa fredde”
  • i piani terra o i seminterrati sono per forza i più sofferenti dal fine stagione riscaldamento: le temperature superficiali di questi ambienti non erano mai arrivate ai piacevoli 20°C con il generatore di calore in funzione… figuriamoci ora che abbiamo chiuso il gas! In queste zone non siamo solo a rischio discomfort, siamo anche a rischio condensa.

Ma cosa sta succedendo esattamente in questi ambienti che faticano più degli altri a salire di temperatura? E’ inutile che lo chiedate ad Alexa, a lei domandate passatempi più musicali – che tanto io non saprei cantare – vi accontenterà ad un prezzo che ogni tanto è, devo riconoscerlo, strepitoso: intorno ai 30€. Tenetela d’occhio inserendola nella vostra lista di desideri!

Torniamo alle cose di casa nostra! dobbiamo esattamente capire cosa stia succedendo negli ambienti più freschi. E questo ci aiuterà a salvarci dalle condense e dai danni provocati dalle muffe:

cosa ci avevano insegnato a scuola?

ci avevano insegnato che la temperatura di rugiada è la temperatura alla quale, a pressione costante, la miscela aria-vapore diventa satura di vapore acqueo. Se non volete studiare la tabella, oggi anche il vostro smartphone vi informa a sufficienza, ma voi dovrete almeno capire il senso di questi numeri e poi condurre la vostra casa di conseguenza!

Vi ho appena ricordato che la temperatura di rugiada ci dice a che temperatura deve essere portata l’aria per far condensare in rugiada il vapore contenuto.

Quello che succede sulle superfici interne della taverna, del seminterrato o della cantina che restano più fredde, è proprio il fenomeno in cui la percentuale di vapore acqueo raggiunge il 100% della quantità possibile nell’aria a quella temperatura: il punto di saturazione.

Prendiamo ad esempio un pomeriggio primaverile con una bellissima punta di 26°C, sembra già estate! il vostro seminterrato ha le finestrine spalancate, e l’aria esterna entra senza ostacoli nell’ambiente ancora troppo fresco: una tiepida brezza che arriva dal giardino non riesce a riscaldare improvvisamente le pareti del seminterrato ancora molto fredde:

  • guardiamo la riga dei 26°C temperatura dell’aria,
  • andiamo verso destra cercando la casella che indica 20,1°C
  • e buttiamo l’occhio in alto sulla indicazione della colonna: 70%

la tabella ci sta avvisando che se l’aria con temperatura 26°C con umidità relativa 70% passa a 20,1°C, il vapore condensa! E’ un attimo! e forse nemmeno ce ne accorgiamo fino all’insorgere della muffa.

Nel seminterrato non inizierà a piovere! E’ sull’intonaco che inizierà l’aria a condensare il suo contenuto di vapore.

E’ sempre la stessa storia: la quantità di vapore acqueo che può essere contenuta nell’aria dipende dalla sua temperatura e pressione. Se aumenta la temperatura, l’aria riesce a contenerne una maggiore quantità di vapore, ma se scende la temperatura anche la quantità di vapore che può contenere scende, fino a raggiungere il punto di rugiada, che rappresenta la condizione alla quale il vapore condensa e si separa in forma d’acqua. 

Un abbassamento della temperatura porterà sempre un aumento dell’umidità relativa: quindi capite bene cosa succede quando prendete 5 mc di aria calda del giardino e la mettete nel seminterrato!

Se viaggiamo in climi equatoriali possiamo leggere basse umidità relative ma percepire molta umidità. Scendere nel seminterrato non è un safari, ma i rischi legati alla condensa restano.

Per riassumere: allo spegnimento del riscaldamento in primavera, l’acqua, sotto forma di vapore, che dall’esterno entra nei vani interrati può condensare sulle superfici fredde.
E’ la tipica condensazione primaverile / estiva che succede quando l’aria esterna carica di umidità entra nei seminterrati più freschi.

Potete correre ogni volta ai ripari accendendo il deumidificatore

oppure vi fate furbi e monitorate continuamente la situazione aria esterna aria interna, temperature interne, temperature esterne

oppure vi decidete una volta per tutte e progettate un corretto isolamento interno, magari sanando anche qualche brutta situazione di umidità di rislalita che rende gli ambienti molto insalubri. Di questo tipo di intervento di isolamento termico ho scritto molti post, vecchi e nuovi, tutti utili a capire bene il senso di cosa si sta facendo e con che materiali si dovrebbe lavorare. Molti post sono dedicati ai dettagli importanti e alla salubrità dei materiali impiegati. Buona lettura.

Vorreste invece risolvere ogni problema installando una VMC decentralizzata? Potreste anche farlo, ma attenzione al cambio stagionale! La VMC non fa i miracoli.



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Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertoCasaClima.com – blog di informazione tecnica e comunicazione. 

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