Riscaldare un seminterrato, comfort e temperatura operante

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Un lettore voleva confrontarsi con me su quale soluzione adottare per riscaldare un seminterrato (qui potete rileggere il suo commento). E’ stato fatto un isolamento interno ottenendo una nuova salubrità degli ambienti e una temperatura superficiale interna più alta e più uniforme. Una cosa è certa: la percezione del comfort è molto dipendente dalla qualità dell’involucro.

Dove posizionare adesso qualche corpo scaldante utile nel periodo invernale?

In un ambiente interrato, con pareti libere, sarebbe ideale un riscaldamento a battiscopa che eviterebbe la concentrazione della fonte di calore in un unico punto.

Stiamo, senza saperlo, parlando della temperatura operante, che rappresenta la temperatura uniforme di un ambiente dove una persona scambia (per irraggiamento e per convezione) la stessa potenza termica scambiata nell’ambiente che termicamente non è uniforme (definizione tratta dalla norma UNI 10375:2011).
Quasi tutti gli ambienti presentano delle disomogeneità termiche. Infatti, stare bene è abbastanza raro – i nostri sensi percepiscono anche piccole sensazioni di discomfort: una porzione di parete più fredda, un serramento un po’ troppo disperdente, un piccolo movimento d’aria dovuto a temperature superficiali troppo basse.

La temperatura operante è un parametro fittizio, un’invenzione matematica che sintetizza in un solo valore l’insieme degli scambi termici di un ambiente reale non uniforme, quindi le sensazioni termiche di una persona all’interno di una stanza.
È un parametro che ha a che fare con il benessere delle persone in un certo ambiente.

La temperatura operante dipende quindi dalla temperatura dell’aria interna, ovviamente, ma anche dalle temperature superficiali interne, ecco perchè avere una superficie isolata con calcio silicato invece che una parete fredda in cemento armato migliora le nostre sensazioni corporee.

Dalla temperatura operante e dalle temperature superficiali interne si ricava la temperatura media radiante.

Quali sono allora i dati utili a studiare il comfort?

  • temperatura esterna e radiazione solare incidente (i dati climatici)
  • materiali che compongono l’involucro edilizio
  • superfici trasparenti
  • schermature solari
  • orientamento dell’edificio
  • dimensione e forma dell’edificio
  • apporti energetici interni (persone, illuminazione, apparecchiature, ecc.)
  • tipo di ventilazione (portate in mc/ora e temperatura aria)

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Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertoCasaClima.com – blog di informazione tecnica e comunicazione. 

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3 pensieri su “Riscaldare un seminterrato, comfort e temperatura operante

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    quindi questo articolo dedicato al seminterrato le darà la forza di terminare i lavori!
    spero proprio che l’insieme di tutte le soluzioni per la taverna possa garantirle un comfort mai avuto prima.

    la variabile dove non possiamo intervenire resta il clima esterno, quindi per l’arieggiare il locale bisogna regolarsi con tutto il buon senso possibile: ho scritto a questo proposito l’articolo “Esiste una soluzione alla condensa di primavera o estiva? ” che sarà pubblicato giovedì

  2. FABIO

    Ancora una volta, dopo confronti e riflessioni tra me e me o con tecnici vari, ammetto con soddisfazione che il suo modo di vedere e pensare sia molto corretto e completo. Da lodare. Infatti ho abbandonato l’idea della finta stufa, non mi avrebbe mai dato la stessa soddisfazione di un riscaldamento a battiscopa. Lo stiamo installando con il mio idraulico in questi giorni. Sul pilastro mettero’ comunque un tipo di rivestimento solo ai fini estetici. Grazie di nuovo dei suoi prezioni consigli. Vi aggiornero’ nei prossimi mesi.

  3. FABIO

    Grazie, sig. Sampaoli, sono onorato di essere stato fonte di un suo articolo!!

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