Archivio mensile:Aprile 2019

Cosa c’entra l’ENEA con la nostra porta blindata?

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La porta di ingresso ha fatto il suo tempo? Sembrava blindata ma faceva entrare il caldo il freddo il vento e i rumori? Potreste anche sostituirla a metà prezzo! Come?

A spese della Repubblica!

Se si sostituisce la porta blindata e questa separa l’ambiente riscaldato da un vano non riscaldato oppure dall’ambiente esterno, sarete costretti a seguire l’iter di trasmissione dei dati all’ ENEA ma potrete godere delle agevolazioni fiscali!

Naturalmente non potete scegliere a caso il nuovo portone: le sue caratteristiche devono per forza rispettare i valori limite previsti per la trasmittanza Ud.

Qui sotto trovate la tabella che indica i valori limite di trasmittanza delle chiusure trasparenti e opache come stabilito dal DM del 26.6.2015:

Oggi è relativamente facile individuare un portoncino di ingresso che risponda a tutte le esigenze energetiche ed acustiche attuali:

  • alcuni modelli offrono altissimi valori di classe anti effrazione (anche Classe 4), e altissimi valori di isolamento termico (Ud = 0,63 W/mqK), dove d sta per door, e ottimi valori di isolamento acustico (-46 dB)

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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Progettazione e buon uso della porta principale

Usate la porta principale della vostra abitazione?

Sembra una domanda sciocca ma se la casa dovesse presentare vari accessi? Quale utilizzate… e perché? La risposta non è scontata – la maggior parte di noi tende ad imboccare il percorso più facile e comodo, una scorciatoia, che però non è consigliabile.

Addentriamoci in questo nuovo argomento e cerchiamo di saperne di più… capiremo la sua importanza e le caratteristiche dell’ingresso principale da valorizzare. Continua a leggere

Le conseguenze derivanti dalla mancata trasmissione dei dati all’ENEA

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Pasqua non è una semplice ricorrenza, come risuscita l’Unigenito dal Suo sepolcro, così dà a ciascuno di noi la possibilità di uscire dalle spelonche del nostro passato, dalle colpe nascoste, dagli errori che ci condizionano e ci invecchiano precocemente.

don Leonardo e la comunità parrocchiale di S.Prosdocimo

Ecco pronta per voi la RISOLUZIONE N. 46/E del 18 aprile 2019

OGGETTO: Articolo 16, comma 2-bis del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 – Trasmissione per via telematica all’ENEA delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito.

Volete conoscere le conseguenze derivanti dalla mancata trasmissione dei dati all’ENEA? Vi state chiedendo se tale inadempimento comporti la revoca della detrazione spettante per le spese sostenute per interventi edilizi che comportano risparmio energetico?

Come ormai saprete tutti, questo è attualmente il meccanismo:

“Al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze territoriali.”

Comunque ecco le informazioni che tutti cercavate:

  • il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato mandato all’ENEA di pubblicare un avviso sul sito finalizzato a concedere ai soggetti richiedenti una proroga dei termini previsti per la trasmissione dei dati per l’anno 2018, sino alla data del 1° aprile 2019.
  • il Ministero dello sviluppo economico, con nota prot. n. 3797/2019, ha espresso l’avviso che la trasmissione all’ENEA delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico prevista dal citato comma 2-bis dell’art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013, seppure obbligatoria per il contribuente, non determini, qualora non effettuata, la perdita del diritto alla predetta detrazione atteso che non è prevista alcuna sanzione nel caso non si provveda a tale adempimento.
  • L’art. 4 del citato decreto interministeriale n. 41 del 1998, reca l’elencazione tassativa dei casi di diniego della detrazione, tra i quali non è compresa la mancata o tardiva trasmissione prevista dal citato art. 16, comma 2- bis, del decreto legge n. 63 del 2013. Come già precisato, inoltre, la perdita del diritto alla detrazione, in caso di mancata o tardiva trasmissione, non è prevista neanche dal predetto art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013.

L’elefantessa ha partorito l’ennesimo topolino:

  • la mancata o tardiva trasmissione delle informazioni di cui all’ art. 16, comma 2- bis, del decreto legge n. 63 del 2013 non comporta la perdita del diritto alle detrazioni attualmente disciplinate dal medesimo art. 16.

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Nuova installazione o sostituzione di persiane o tapparelle: eccovi servite le detrazioni fiscali come previste per le ristrutturazioni edilizie!

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Le vecchie persiane fanno schifo? Le tapparelle si sono rotte già più volte? Siete decisi a sostituire tutto?

Le casse della Repubblica vi daranno una mano! e senza balzelli ENEA.

Il Bonus casa parla chiaro, se si sostituiscono solo le persiane, o gli avvolgibili, non si deve trasmettere nulla all’Enea!

Avete letto bene! non è necessario trasmettere i dati all’Enea se si vuole usufruire del “Bonus ristrutturazione e sostituzione tapparelle” proprio perchè l’intervento non è contestuale alla installazione di un nuovo serramento.

Questo vale anche per una Nuova installazione e non solo per la sostituzione delle persiane: eccovi servite le detrazioni fiscali come previste per la ristrutturazione edilizia!

Quando le persiane o le tapparelle sono installate senza la sostituzione dei serramenti, non c’è obbligo Enea, solo in caso di contestuale installazione di finestra.


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VMC, le gioie e i dolori, l’efficienza e la pulizia

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Sono severo in fatto di silenzio, amo il mio iMac 27 che mi permette di lavorare in tutta “efficienza” e a tutta birra, ma sù, con tutta la tecnologia disponibile in casa Apple, si poteva certamente fare più attenzione al rumore del raffrescamento interno. Un bel giorno sono inciampato in una buona offerta di RAM aggiuntiva ed ho aperto lo sportellino inferiore: ragazzi che polvere!

Se l’involucro del mio computer è come l’involucro di una casa, lo sportellino della RAM equivale che so, al cassonetto degli avvolgibili… l’aria fresca per il raffrescamento deve pur venire da qualche parte… e porta con se sporcizia sospesa.

Quando tesso le lodi e i benefici degli impianti di ventilazione meccanica controllata, le VMC, sono sincero e resto al fianco del committente, ma è pur vero che un po’ di rumore lo fanno ed è pur vero che un po’ di sporco si accumula nelle condotte.

Ai corsi per progettisti di case passive ti ripetono fino alla noia che la canalizzazione migliore è quella più breve – solo che loro parlano di efficienza, mentre io penso allo sporco e al rumore!

Ai miracolosi interventi (a pagamento) di manutenzione e pulizia credo poco: già chi pulisce per sè fa veramente fatica ad arrivare al pulito, figuriamoci gli “interventisti” esterni da noi incaricati, in condotte che si estendono per metri e metri. Sappiamo tutti che aspetto hanno le aspirapolveri il mese dopo l’acquisto. Beh non esageriamo.. ma restiamo svegli! e critici!

Si dovrebbe anche ammettere che gli impianti VMC centralizzati sono sì super efficienti, ma proprio per questo rendono l’ambiente un po’ irreale, senza odori (o profumi), un po’ troppo asciutto, tanto che di darti una rinfrescata al viso non ne senti più la necessità.

In edifici non residenziali questi due difetti appena descritti NON sono difetti, sono pregi, ma a casa nostra un po’ di umanità ci vuole, e secondo me ci mancherà: un’atmosfera troppo perfetta non ci lascia nemmeno il ricordo del profumo di casa – di cosa avremo nostalgia quando saremo lontani? o vecchi?

Forse la VMC decentralizzata non è la Panda delle VMC! forse è una buona alternativa, certamente meno efficiente, ma se silenziosa, silenziosa! e disponibile ad una ottima pulizia (anche fai da te!).

Tubazioni? No grazie.

In cambio di un’atmosfera meno artificiale accettiamo un po’ di inefficienza – è pur sempre un buon cambio.

La cosa che mi dispiace di più nel caso del “ripiego impiantistico” (più macchine di ventilazione decentralizzate) è la impossibilità di ridistribuire il calore nei vari ambienti: mi spiego meglio:

  • se in cucina uso il forno 3 ore per fare due torte, quel po’ di energia in più del solito arriva al recuperatore di calore che distribuisce a tutto l’edificio quel guadagno
  • idem se accendo la stufa nel soggiorno
  • idem se in soggiorno nel pomeriggio entra un bel sole per due tre ore

ecco questo è un aspetto importante che stride con il buon funzionamento della VMC!

A qualcun’altro questo particolare può comunque sembrare interessante per il fatto che non desidera del tutto la omogeneità della temperatura interna: anzi è infastidito dal fatto che in camera da letto la temperatura sarà più o meno tale e quale a quella che aveva in soggiorno.


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Ma il Conto Termico non scade mai?

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Avete già letto qualcosa del Conto Termico? gli incentivi senza scadenza…

Il Conto Termico, al contrario dell’Ecobonus, non ha scadenza – ma perchè nello stesso paese ci devono essere due formule diverse per incentivare gli italiani ad andare verso l’efficienza energetica?

Siamo sicuri che il popolo abbia tempo e voglia di informarsi sempre di tutto e di tutti i cavilli e di tutte le scadenze per poter fare qualche passo con piena consapevolezza e sicurezza?

Sembra che ci sia qualcuno che legiferi per mettere disordine nella vita altrui, fino all’accidia, cioè all’avversione ad operare.

La vita è un lampo, e ognuno ha il suo bel da fare. Perchè non cominciare a snellire e semplificare? L’Italia è incapace? gli incapaci lascino spazio ai capaci.

Pensate che nel 2018, l’impegno di spesa per gli interventi realizzati dalle imprese e dai privati è stato pari a 146 milioni di €, e per gli interventi delle Pubbliche Amministrazioni 29 milioni di €. Per capirci bene erano disponibili 900 milioni di € all’anno (cioè 700 milioni per imprese e privati + 200 per le Pubbliche Amministrazioni).

E’ vistoso che rispetto alla disponibilità di milioni di euro, gli interventi siano stati solo una manciata! Allora? Sentite anche voi profumo di accidia

Certo che questa canzonetta dei bonus degli incentivi e dei rimborsi, tutti instabili, farragginosi, incerti, con mille scadenze e mille adempimenti cominciano a stufare.

Vedremo se nel corso del 2019 gli incentivi erogati saranno ancora inferiori a quelli disponibili, temo di sì. Ma chi ci governa sa quello che fa?

E se parliamo di Ecobonus, le cose vanno meglio, ma c’è già una riduzione degli investimenti rispetto al 2017.  profumino di accidia?


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VMC con deumidificatore integrato

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State già fiutando l’estate 2019? L’impianto radiante a pavimento, come quello a parete o a soffitto se usato anche in regime estivo in modalità raffrescamento richiede la deumidificazione (se abbassiamo la temperatura di un certo ambiente ne innalziamo il livello di umidità).

Proprio per questo, oggi, il mercato delle ventilazioni meccaniche controllate (VMC) propongono macchine che uniscono ventilazione e deumidificazione.

Siamo certi che sia energeticamente una buona scelta? e soprattutto, siamo certi di non incappare in problematiche impreviste come muffa e legionella ?

Facciamo un passo indietro – cosa sono i monoblocchi ventilazione / deumidificazione?
Sono unità di trattamento aria, che permettono il ricambio dell’aria dell’abitazione recuperando l’energia termica prima dell’espulsione. Sono composti da due ventilatori EC a bassissimo assorbimento (ottima efficienza elettrica – e di cosa significhi avere un’ottima efficienza elettrica parleremo in un prossimo articolo) ed un sistema di serrande motorizzate che consentono di passare dalla modalità ricircolo alla modalità ricambio aria dei locali.
Il ricircolo funziona quando si attiva la deumidificazione (altrimenti il deumidificatore per mancanza di flusso si bloccherebbe). Un gruppo frigorifero all’interno del monoblocco provvede ad abbassare l’umidità dei locali mantenendo stabile la temperatura dell’aria, oppure è in grado di raffreddare l’aria aumentando così l’efficacia dell’impianto di climatizzazione.

Le tubazioni di mandata saranno correttamente coibentate: questo aspetto, se dimenticato, crea poi nel tempo condense indesiderate nelle tubazioni.

Riassumendo, le caratteristiche delle apparecchiature monoblocco VMC / deumidificazione sono:

  • estrazione con recupero di calore sensibile dell’aria dei bagni, della cucina
  • deumidificazione dell’aria esterna ed interna in modalità neutra o con l’apporto di calore sensibile di raffrescamento sfruttando l’acqua refrigerata dell’impianto del sistema radiante
  • integrazione di calore estivo oppure invernale sfruttando la batteria idronica di pre-trattamento e l’acqua dell’impianto.

Proviamo a comprendere i seguenti aspetti :

la VMC monoblocco con deumidificatore presenta due ventilatori e delle serrande che si muovono per ricircolare l’aria ambiente – nel periodo estivo, in fase di deumidifcazione, i ventilatori aumenteranno l’assorbimento elettrico per dare voce in capitolo alla prevalenza (la portata dei ventilatori) ma in questa condizione non garantiscono la quantità di aria di rinnovo ed espulsione. Non riescono però a garantire la quantità di aria esterna bilanciata con quella di espulsione (per mantenere una buona qualità dell’aria in-door) perché stanno pensando alla deumidificazione.

Succede che la macchina preleva più aria esterna di quanto sia necessario aumentando inevitabilmente i consumi energetici (un recuperatore di calore mantiene la propria efficienza quanto più i due flussi sono bassi e eguali).
Inoltre la deumidificare con l’aria primaria richiede più distribuzione quindi più tubazioni, più bocchette, e di conseguenza l’impianto non potrà mai essere correttamente bilanciato: i flussi d’aria si modificheranno nel tempo in maniera doppia e tripla di quanto necessario al rinnovo.

Spesso manca anche la possibilità di tarare la portata dei ventilatori presa aria esterna ed espulsione. Questo rende ancora più difficile bilanciare le singole bocchette.

Per la mia esperienza di progettazione di impianti devo ammettere che la soluzione migliore di tutte è spendere qualche soldino in più e prevedere sistemi assolutamente distinti: una VMC e una deumidificazione indipendenti tra loro.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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La condensa interstiziale ammissibile dalle FAQ

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Il Ministero dello Sviluppo Economico pubblica spesso delle risposte alle domande frequenti, Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ.

Mi sembra sempre strano che un Ministero non possa dedicarsi alla chiarezza, subito, qui e ora, invece che lasciare i sudditi a domandare di frequente.. Povera Italia.

Le FAQ di chiarimento sull’applicazione del DM 26/6/2015 sono state scritte con il supporto tecnico dell’ ENEA e CTI e confrontandosi con le principali associazioni di settore (per esempio ANIT).

Ecco un chiarimento del 12/2018:

La verifica della condensa interstiziale NON è positiva solo se il valore della condensa è pari a zero: infatti si ritiene che la condensazione interstiziale possa considerarsi assente quando la condensa formatasi all’interno di un elemento evapora completamente alla fine di un ciclo annuale.

Per la verifica della condensa interstiziale si procede in conformità alla normativa tecnica UNI EN ISO 13788.

Ecco dunque, nessuno ha più scuse per presentare stratigrafie NON traspiranti.


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Il pesce d’aprile e l’invio della documentazione all’Enea che deve essere effettuato entro il 1° aprile 2019

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Sarebbe così semplice superare il 1° Aprile, una forbice, qualche cartoncino colorato e qualche pezzettino di scotch per riempire di pesciolini le schiene di amici e colleghi.

Invece l’Agenzia delle Entrate è molto più sofisticata:

A furia di articoli, e di passaparola tra professionisti e committenti, più o meno tutti hanno compreso che solo le Ristrutturazioni, quelle senza risparmio energetico, non necessitano della comunicazione Enea.

L’Agenzia delle Entrate conferma che l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Enea le informazioni sugli interventi effettuati riguarda solo le ristrutturazioni che comportano risparmio energetico.

Il senso di tutta questa confusione e lavoro documentale in più non è la solita italica propensione alla burocrazia, è piuttosto un tentativo di monitoraggio e valutazione del risparmio energetico che deriva dagli interventi di ristrutturazione edilizia. Tutta documentazione già richiesta da anni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Insomma, quest’anno non saremo noi a burlarci degli amici o dei parenti, ma sarà l’ENEA a burlarsi delle vittime che avranno scordato il 1° Aprile, scadenza dell’ invio delle Pratiche Enea 2018 (per i lavori terminati nel 2018).


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