Archivio mensile:Marzo 2019

Il corpo casa e la sua valenza energetica

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Cosa centra il nostro stato emotivo con il “corpo casa”? Un ambiente può condizionare la nostra situazione patrimoniale o la capacità di ricevere/accumulare?
Cerchiamo di trovare una risposta a queste domande.

Facciamo un bel passo indietro nel tempo, quando l’uomo viveva allo stato primitivo. Per la notte l’istinto gli suggeriva di cercare un riparo sicuro. Possiamo considerare le caverne i primi prototipi di abitazione.

La grotta aveva una struttura molto semplice: un buco nella roccia, con il fondo chiuso, senza altre aperture secondarie. Solitamente era presente un solo accesso; controllando questo poteva stare tranquillo e protetto dagli attacchi dei predatori riuscendo anche ad osservare l’ambiente circostante – un buon punto di controllo.

Nel Neolitico i nostri antenati impararono a costruirsi delle capanne con frasche e foglie; solo più tardi delle tende, utilizzando tronchi, ossa e pelli di animali.


Tutte queste rudimentali tecniche costruttive si rifacevano però al primordiale modello della grotta, presentando un’apertura sul fronte e il retro chiuso e riparato.

Memori dell’esperienza della grotta, cosa ci piace ci sia nei paraggi della nostra dimora?
Sicuramente vorremmo avere dello spazio libero davanti, in grado di darci una visuale del mondo che ci circonda. Questo ci darà una sensazione di libertà di movimento, di poter andare e fare, e ci permetterà di essere lungimiranti e previdenti. Una visuale strategica permette più controllo, ma più l’uomo riesce a guardare lontano, più opportunità future riuscirà a cogliere; di conseguenza aumenterà le sue possibilità di sopravvivere e di evolvere.
Sul retro della nostra casa invece preferiamo avere qualcosa di stabile, chiuso, qualcosa che ci ripari e protegga. Questo offre non solo riparo fisico dalle intemperie o rischi e minacce del mondo esterno, ma attraverso di esso garantisce anche sicurezza e tranquillità da un punto di vista psicologico.
Il nostro modo di mappare lo spazio si è quindi sviluppato nel tempo sulla base della nostra evoluzione come specie.

Ogni volta che diciamo a qualcunoGuarda avanti…” a cosa ci riferiamo? Esortiamo il nostro interlocutore a pensare al futuro, a non soffermarsi su ciò che è stato. Quando invece si dice Mi volto indietro e …” ci si riferisce alla nostra vita passata.
Tutto quello che è dietro a noi, e di conseguenza alla nostra abitazione, lo associamo al nostro passato, alle nostre origini, alla nostra stirpe, alla stabilità ed alla nostra salute. Quando un essere umano è stabile e al riparo da eventuali attacchi e pericoli esterni, è sano – sarà in grado di procurarsi il cibo e andare avanti nella vita.
Quello che si trova davanti a noi e alla nostra casa è il nostro futuro, le opportunità, ciò a cui aspiriamo.
Se ci pensate questa conformazione rispecchia esattamente quella del nostro corpo: la caverna, la capanna, la casa ripete il modello del corpo umano dove sono presenti più aperture davanti e chiusura sul retro. Da sempre abbiamo costruito una sorta di esoscheletro, un ulteriore involucro oltre a quello che la natura ci ha fornito:

c’è una certa corrispondenza tra corpo fisico e “corpo casa”

Date una coperta in mano ad un bambino, l’idea primordiale di protezione lo porterà a crearsi una sorta di “capanna primitiva” creandosi un guscio, mantenendo però libera la visuale.
Rimaniamo nel gioco e proviamo ad interpretare qualche esempio di residenza. Cosa ci racconta l’ambiente che ci circonda?


Palazzo Albergati, tipico palazzo signorile settecentesco della pianura bolognese, a un tempo luogo di villeggiatura e di amministrazione della proprietà terriera, presenta ampio spazio davanti e elementi di protezione sul retro. Come mai? L’architetto Gian Giacomo Monti seguiva i principi del Feng Shui? In realtà sì, ma senza saperlo; semplicemente sono state applicate le regole del buon senso.
La conformazione del territorio di pianura non offre elementi naturali che fungano da protezione per la dimora, tale mancanza è compensata dalla schermatura di alberi alle spalle del manufatto.
Sul fronte è presente un ampio spazio libero; le famiglie ricche e potenti dell’epoca volevano essere lungimiranti, volevano cogliere quante più opportunità scorgevano.
Come l’uomo riceve l’energia (ovvero il “cibo”) dalla parte anteriore del proprio corpo, anche la casa riceve l’energia e le opportunità dal fronte: tanto più spazio ho davanti, tante più occasioni sarò in grado di cogliere.
Inoltre tanto più è gradevole ciò che appare alla mia vista, tanto migliore è l’idea che mi creo del domani che verrà.

La tipica casa contadina di pianura, di proprietà del signore e affidata alla famiglia del mezzadro che coltivava i campi circostanti e governava il bestiame, si trova in posizione isolata circondata dal verde e infinite distese.
Il retro non è riparato e sul fronte della casa vi sono tre grandi alberi che coprono la visuale e bloccano ogni pensiero rivolto al futuro. Al contadino infatti non si chiedeva lungimiranza, ma di lavorare a testa bassa, con l’obiettivo di bloccare ogni possibile pensiero di cambiamento e di miglioramento della sua condizione.
Sicuramente l’alberatura presente sul lato esposto a sud permetteva di attenuare la calura estiva. Quindi vi potremmo trovare anche ragioni pratiche a questa scelta… ma non solo…

Avere alle spalle una parete importante che dà sensazione di protezione e di contenimento, fa in modo che ciò che ricevo dalla parte anteriore, non fugga via, ma rimanga.
Il Feng Shui influenza la capacità di accumulare energia positiva, ma anche di poter ricevere e crescere.

Evitiamo i luoghi comuni: il consulente non è un mago e non fa i miracoli!

Non pensiamo quindi che il Feng Shui sia la risposta a tutti i nostri mali, influenza una quota parte delle nostre vite, ma non può tutto. Talvolta è però ciò che ci serve per sbloccare una situazione o per acquisire consapevolezza di qualcosa, aiuta coloro che sono già decisi a raggiungere un determinato obiettivo.

Dopo aver visto ed interpretato due esempi relativi all’architettura del passato, come dev’essere la nostra casa moderna?

alcuni macro-punti:

  • sul retro della nostra abitazione è importante sia presente un elemento del paesaggio o un edificio che funga da barriera di protezione e contenimento (meglio non in posizione addossata rispetto alla nostra dimora, potrebbe significare una predominanza del passato nella nostra vita attuale)
  • nella parte anteriore è bene sia presente uno spazio aperto o comunque manufatti la cui altezza sia inferiore rispetto all’edificio in cui viviamo: la visuale che si apre davanti all’affaccio dell’abitazione è importante sia gradevole alla vista e non solo, tutti i sensi sono coinvolti e vanno ascoltati.

Il modo di mappare lo spazio che ci circonda però non considera solamente retro-passato e fronte-futuro; anche la parte destra e sinistra hanno un loro significato e possiedono una loro valenza energetica.
Per parlare di questo ci diamo appuntamento al prossimo mese al fine di avere tutti gli elementi per comprendere il modello psicologico dei Quattro animali, pilastro dei principi Feng Shui.

autore: Federica De Concini
revisione: Federico Sampaoli


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marco de pinto passivhaus planer

 

Federica De Concini,

Ingegnere, Progettista certificato Passivhaus Institut (Certified Passive House Designer) appassionata di Architettura Feng Shui, coeditrice di espertoCasaClima – blog di informazione tecnica e comunicazione

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Attenuazione del ponte termico del pilastro e gli ancoraggi per il laterizio

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Quando lavoriamo per l’attenuazione del ponte termico di un pilastro, tipica situazione di un edificio che non prevede blocchi portanti o portanti sismici, ma blocchi di tamponamento in struttura in cemento armato, dobbiamo decidere:

  1. la stratigrafia dei materiali che compongono la parte di muratura interrotta dal pilastro
  2. gli ancoraggi.

Una costruzione di questo genere rispetta la sismica, ma

  • i blocchi in laterizio porizzato con facce rettificate ed elevate prestazioni termoisolanti che non necessitano di sistema a cappotto sul lato esterno pur garantendo prestazioni invernali e protezione estiva eccellenti sono allo stesso tempo elemento di costruzione ed isolamento termico
  • i pilastri sono la struttura, ma non sono isolamento termico

Quando si riveste il pilastro con isolante per attenuare il ponte termico di fatto non c’è più una diretta adesione del laterizio alla struttura e infatti l’intenzione progettuale era proprio quella di evitare le forti dispersioni termiche del volume riscaldato attraverso la struttura in cemento armato!

Gli ancoraggi metallici sono la soluzione al collegamento delle murature a doppia parete, e delle tamponature in laterizio. Certo, anche l’ancoraggio disturba le isoterme: trasmette, quindi disperde 🙁

Questa è una tipica piattina in acciaio per l’utilizzo con tassello sia per blocchi in laterizio rettificato che blocchi da posare con malta tradizionale che faccia a vista.

Il progetto esecutivo degli ancoraggi sarebbe onere del Direttore dei Lavori e/o della Committenza (per esperienza, il progetto esecutivo nasce dal buon senso in cantiere e all’ultimo momento)

Alcuni manuali parlano di:

  • almeno 1 ancoraggio per collegamento della muratura perimetrale con la muratura di spina
  • almeno 2 ancoraggi per blocchi di spessore > 25 cm (ogni 3 corsi)
  • almeno 3 ancoraggi per mq per pareti doppie con intercapedine
  • almeno 1 ancoraggio per collegamento della tamponatura alla struttura verticale
  • almeno 2 ancoraggi per collegamento della tamponatura alla struttura verticale (ogni 3 corsi per blocchi di spessore superiore a 25 cm): metà ancoraggio nel giunto di malta e l’altra metà tassellata meccanicamente sui fianchi dei pilastri.

Comunque io volevo parlare

  1. dell’ancoraggio (trasmette, quindi disperde)
  2. e del pilastro (che rappresenta un ponte termico da attenuare assolutamente)

Sapete che la conducibilità termica è una caratteristica del materiale! infatti la conduttività termica del cemento armato e dell’acciaio sono quanto di peggio si possa trovare in cantiere.

Se non vogliamo calcolare quanta energia riesce a fluire attraverso ancoraggi o pilastri almeno sforziamoci di fare le cose al meglio: isoliamo il pilastro senza lasciare fessure e riempiamo gli spazi vuoti con isolante sfuso.

Un materiale che ha un valore lambda molto basso è un buon coibente!

Ogni pannello isolante indica il suo lambda sull’etichetta, per esempio il valore 0,035 W/(mK) dell’ XPS goffrato ci dice che quel materiale lascia passare 0,035 Watt attraverso 1 metro di materiale in presenza di una differenza di temperatura tra una e l’altra parte di 1°Kelvin:

  • l’XPS contiene le dispersioni termiche 60 volte meglio rispetto al cemento armato
  • la perlite sfusa contiene le dispersioni termiche 30 volte meglio rispetto al cemento armato

Ma gli ancoraggi metallici come si comportano termicamente? Sono ponti termici puntuali e quindi non molto preoccupanti 😉 , ma  anche loro hanno una certa conducibilità termica alla temperatura di 20 °C:

  • Acciaio 52 W/mK
  • Acciaio inox 17 W/mK

Se possiamo, dobbiamo sempre preferire l’inox che si comporta quasi 4 volte meglio dell’acciaio.

Vuoi conoscere l’interessantissima storia dell’acciaio inossidabile? inizia da qui.


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DETRAZIONI FISCALI per interventi di RISPARMIO ENERGETICO e utilizzo di FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI

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Volete diventare esperti in DETRAZIONI FISCALI per interventi di RISPARMIO ENERGETICO e utilizzo di FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI in una notte?

Ecco tutti i link aggiornati per gli esperti lettori:

  • GUIDA RAPIDA per la trasmissione dei dati relativi agli interventi edilizi e tecnologici che accedono alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia (art. 16 bis del DPR 917/86) Aggiornamento marzo 2019

    • ECOBONUS Riqualificazione energetica – ex legge 296/06 ELENCO INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE. Aggiornamento marzo 2019
    • FAQ risposte alle domande più frequenti su ECOBONUS, AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO NEGLI EDIFICI ESISTENTI – EX LEGGE 296/06. Aggiornamento marzo 2019
    • Le Agevolazioni fiscali per il RISPARMIO ENERGETICO. Aggiornamento febbraio 2019

Prima di lasciarvi cliccare sui link, vi suggerisco una cosa, non fate interventi basandovi sulle detrazioni, affrontate i lavori che sapete essere necessari, quelli che fareste in ogni caso, anche senza bonus. Non scegliete i materiali con leggerezza e non sottovalutate mai la prestazione estiva. Non siate folli, pensateci e poi ripensateci


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Installazione di una VMC molto intelligente

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Livelli di umidità interna sempre troppo alti, un passato di muffe negli angoli e in altre zone fredde, ambiente interno sempre interessato da odore di umido e freddo; un cliente dello studio, ma come ce ne sono tanti altri, basta leggere i commenti sotto gli articoli, mi incarica di aiutarlo a risolvere definitivamente il problema: vuole una casa asciutta e non più a rischio muffa.

Il budget per l’intervento è inesistente (già è stato speso molto l’anno scorso per ritinteggiare tutti gli interni inseguendo l’idea di bonificare tutte le stanze dalle muffe che continuavano a ripresentarsi), quindi

si deve fare solo il necessario.

Ma qual’è questo necessario se non affrontare il toro per le corna? Il ricambio d’aria insufficiente e le zone fredde che sono i ponti termici strutturali e geometrici dell’edificio continueranno a presentare il conto: la condensa superficiale interna.

Non c’è il capitale necessario per un intervento di isolamento interno e per ripetere un’altra volta i lavori di finitura interna?

Si deve almeno pensare al ricambio d’aria,

e senza un impianto VMC con recupero di calore sarà veramente difficile dare una svolta al problema delle muffe. Se non si pensa alla salute degli adulti, si pensi almeno a quella dei più piccoli che stanno crescendo il loro apparato respiratorio. No, non vendo macchine per ventilazione controllata, ma le devo consigliare: sono la soluzione.

E’ chiaro che una VMC può risolvere il problema del ricambio d’aria, dell’umidità interna elevata e del rischio muffa. Ma cosa rispondere al committente che è tanto convinto della decisione quanto spaventato dai lavori in casa.

Inutile minimizzare: avere gente per casa che ti vuole demolire la casa e far polvere e calcinacci e chi sa che altri danni… spaventa! Ma le forometrie sono necessarie: la VMC deve comunicare con l’esterno e l’installazione prevede come minimo un’apertura nel muro perimetrale per la macchina + altri eventuali fori interni che sono indispensabili per far comunicar la VMC con ambienti più lontani.

Tutto sarebbe stato più semplice al tempo del cantiere o prima di abitarci, lo so.

Guardate cosa sono riuscito a combinare in casa mia qualche anno fa, per riuscire con 1 sola VMC ad offrire un po’ di ricambio aria a 2 stanze e a 1 bagno cieco:

ho dovuto aprire una finestrina nel muro perimetrale e poi far passare i corrugati da 75mm di diametro dove serviva. Nulla di impossibile, ma lavorare in una casa finita non offre la stessa libertà che offre un cantiere.

Nei mesi scorsi ho parlato di VMC intelligente, e molti lettori vorranno buttare un’occhiata ai lavori durante la giornata d’installazione di una VMC bluMartin. Buona visione!

cominciamo con qualche misura da conoscere:

proteggere da danni e polvere il contenuto degli ambienti prima di iniziare a riportare sul muro le forometrie da realizzare è fondamentale:

demolire con precisione e cautela non significa perdere tempo, ma eseguire un ottimo lavoro:

prevedere le brevi canalizzazioni verso altri ambienti fa parte del progetto:

dalla demolizione interna, per evitare danni, non si può passare fino alla facciata esterna:

meglio proteggere gli occhi in alcune fasi:

chi lavora bene e con cura non è malvisto dagli altri condomini:

il lavoro preparatorio comincia a prendere forma e dare un senso, la sede della VMC va al suo posto:

per sfruttare una macchina VMC servendo altri locali si devono prevedere dei carotaggi attraverso alcuni divisori interni:

notare la tipologia di costruzione dell’edificio che prevedeva un sottile isolamento termico tra blocco di tamponamento esterno e rifodera in laterizio forato interna (naturalmente questa soluzione costruttiva porta con sè il problema della ripetuta interruzione dell’isolante ogni volta che si arriva ad un elemento strutturale, qui si vede il solaio interpiano):

come sapete, il ricambio d’aria degli altri locali necessita o di canali di ripresa o del modulo di trasferimento aria freeAir plus:

e finalmente arriva il momento di installare la bluMartin freeAir 100:

anche all’esterno è il momento di concludere e mettere via la scala:

per agevolare il passaggio di aria tra gli ambienti anche con porte chiuse è bene prevedere qualche millimetro libero a pavimento con il vecchio trucco della rondella, se possibile:

da così:

a così: il canale di ripresa del bagno può essere inscatolato ad evidenziare un elemento architettonico strutturale finto:

il modulo di trasferimento aria freeAir plus non disturba:

come concludere? il lavoro va fatto, e le soddisfazioni poi si raccolgono da sole!


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Rottamazione stufe 2019

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La Giunta regionale del Veneto, per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ha approvato il 12 febbraio 2019 un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a legna o pellet con apparecchi a basse emissioni ed alta efficienza (cioè almeno 4 stelle) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione:

  • contributi fino a 1.600 € per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
  • contributi fino a 5.000 € (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019.

Sapete cos’è un’istanza? in due parole, è una richiesta fatta pervenire a una pubblica autorità, allo scopo di provocarne l’intervento o l’interessamento nei limiti e nei modi prescritti dalla legge.

Se vuoi leggerti le 11 pagine dell’ ALLEGATO A del BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ALLA ROTTAMAZIONE ED ACQUISTO DI IMPIANTI TERMICI DOMESTICI ALIMENTATI A BIOMASSA LEGNOSA: leggi qui.

Se vuoi leggerti le 25 pagine dell’ ALLEGATO B: leggi qui.

Sembra la concorrenza veneta al Conto Termicoincomprensibile.


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Fare il pieno di ioni negativi senza rinunciare alla VMC

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Li respiriamo ogni giorno, cosa sono?

sono gli ioni.

L’aria contiene ioni positivi e negativi (gruppi di atomi elettrificati che fan bene alla salute).

La ionizzazione dell’aria succede grazie ai fulmini, durante i temporali, ma anche grazie ai raggi ultravioletti e ai raggi cosmici. Quanto è lunga la vita degli ioni presenti nei gas che formano l’aria che respiriamo? Pochi istanti 🙁

Dalla ionizzazione dell’ossigeno derivano quasi tutti gli ioni negativi e dopo un bel temporale ve ne sono in abbondanza, anche 2 miliardi in 1 metro cubo d’aria:

  • se in città ce ne sono solo 50 milioni, in campagna ce ne sono già 750 milioni e in montagna ce ne sono il doppio. Quando siamo chiusi in macchina ce ne sono solo 10 milioni.

Sono gli ioni negativi quelli più importanti per la nostra salute – purtroppo in casa si formano molti ioni positivi per effetto dei termosifoni accesi, dell’aria condizionata accesa, dello schermo acceso, degli apparecchi elettronici accesi, delle superfici plastiche e degli abiti sintetici.

Troppi ioni positivi spingono il nostro organismo a produrre serotonina (un neuro-ormone), invece gli ioni negativi aumentano l’emoglobina e i fenomeni di ossidazione, stimolano le nostre facoltà psichiche influendo sulle cellule celebrali.

Troppi ioni negativi migliorano invece la salute: curano l’insonnia, i dolori muscolari, la depressione, la micro circolazione, l’asma, la tosse e aumentano le difese immunitarie, la diuresi renale.

Ora, non possiamo correre tutti in montagna: se qualcuno volesse acquistare uno ionizzatore deve preferirne uno che non produca ozono e non produca campi magnetici (la schermatura è importante!). Ho letto che uno ionizzatore di potenza media produce 100 volte gli ioni di un temporale e li distribuisce anche a 2 metri dall’antenna (se avvicinate una mano sentirete un movimento d’aria).

Ma questi fantastici ioni negativi che ci fanno tanto bene e che la natura ci mette a disposizione possono attraversare i canali di un impianto di ventilazione meccanica VMC?

L’associazione svizzera per la costruzione bio-ecologica conferma che la ventilazione meccanica controllata, VMC abbassa la ionizzazione dell’aria in casa.

Gli ioni forse restano attaccati alle tubazioni perchè sono superfici plastiche o alle parti metalliche come su tutti gli apparecchi elettrici. Forse non fanno in tempo ad attraversare le canalizzazioni perchè troppo lunghe rispetto alla loro breve vita. Dalle finestre invece gli ioni entrano in casa in un baleno…

Ecco, l’importanza degli ioni negativi dell’aria aperta è un nuovo punto a favore di una VMC decentralizzata che di tubazione ne prevede solo qualche centimetro e la sua installazione è proprio nello spessore della parete!

  1. VMC
  2. canale di entrata aria esterna ionizzata + canale di espulsione aria interna viziata
  3. maschera esterna di protezione


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Gli impianti di casa mia danno i numeri

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Nel precedente articolo “Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono” ponevo delle domande: il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa ad alta efficienza? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Monitorare i propri consumi è la chiave di tutto.

Vi riporto un po’ di dati, riferiti ad una casa modello:

  • Casa/Appartamento: superficie utile 100 mq
  • Localit : Mantova
  • Tenuta all’aria: n.50 < 0.6
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico invernale)
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico estivo)
  • Acqua calda sanitaria ACS: 25 kWh/mqa
  • Perdite impianto riscaldamento + raffrescamento + ACS : 15 kWh/mqa
  • Fotovoltaico: Potenza installata 3.0 kW – Produzione annua 3000 kWh/anno
  • Illuminazione: Led e apparecchiature domestiche in classe A+ o superiori.
  • Impianto: Pompa di calore PdC aria-acqua 4 kW con temperatura esterna di progetto -2 °C
  • Consumo acqua fredda per produrre acqua calda : 55 mc/anno

Considerando una efficienza stagionale media annua per riscaldamento + raffrescamento + produzione acqua calda sanitaria pari a 2.5 (COP) andiamo a definire i consumi annuali presunti (di calcolo):

  • INVERNO : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ESTATE : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ACQUA CALDA : 25 kWh/mqa / 2.5 = 1.000 Kwh/anno di energia elettrica (se vi sembran troppi, passate all’acqua calda a costo zero!)
  • PERDITE IMPIANTO ANNUALE : 15 kWh/mqa / 2.5 = 600 Kwh/anno di energia elettrica
  • Consumo medio annuo di energia elettrica per illuminazione, lavatrici, lavastoviglie, phon etc.: 2.500 Kwh/anno di energia elettrica (lavatrice 220 kWh/anno + lavastoviglie 250 kwh/a + televisore 100 kwh/a + frigorifero 180 kwh/anno + asciugatrici 500 kWh/a)

Notate questi 2 aspetti importantissimi:

  1. il consumo elettrico complessivo annuale per impianti è 4000 kWh/anno
  2. il consumo elettrico complessivo annuale per l’utilizzo elettrico è 2500 kWh/anno

Cosa intendo dire? che i consumi elettrici diventano importantissimi e fondamentali nella gestione energetica, e quindi economica, di un’abitazione ad alta efficienza (incidono moltissimo).

Riassumendo:

  • Consumo elettrico complessivo: 6500 kWh/anno
  • Importo annuale: 1600 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

L’impianto fotovoltaico produce sì 3000 kWh/anno nella nostra simulazione, ma riusciamo ad utilizzarla direttamente per un 20% circa (600 kWh/anno) il resto viene scaricato in rete: la nostra elettricità in eccesso finisce sempre immessa nella rete pubblica e poi andremo a riacquistarla ad un prezzo più elevato nel momento che ci serve ;( – forse è venuto il momento di pensare seriamente all’auto elettrica e aumentare quel 20% di autoconsumo.

Non ho previsto nessuna batteria di accumulo perchè ancora oggi i costi troppo elevati non garantiscono vantaggi economici al cliente finale: batterie da 10 kW costano mediamente 8000€. Restano valide per il sogno di autoarchia.

Riassumendo ancora una volta:

  • Consumo elettrico complessivo: 5900 kWh/anno
  • Importo annuale: 1400 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

Ma adesso andiamo dritti al punto! fin qui abbiamo parlato di consumi annuali presunti (di calcolo)… per monitorare e verificare che i calcoli dei tecnici o meglio le aspettative possano essere verificate, cosa ci serve?

Beh, per fare le cose seriamente ci serviranno:

  1. un contatore acqua fredda prima dell’ingresso nel bollitore acqua calda
  2. un contatore elettrico per la pompa di calore
  3. un contatore elettrico per la VMC
  4. un Datalogger CO2, umidità e temperatura ambiente
  5. un Datalogger CO2, umidità e temperatura esterno

Ovviamente è possibile visualizzare in tempo reale anche via web tutti i relativi dati energetici su base giornaliera, mensile e annuale mediante una visualizzazione grafica o tabellare, ma si può procedere in maniera meno onerosa riportando a mano i consumi su foglio excel.
Non costa proprio tantissimo un sistema base di monitoraggio, circa 600€, e avrete finalmente il controllo del vostro impianto nel tempo.
Per monitorare ancora meglio l’impianto vi è necessità di prevedere un contabilizzatore di energia verso l’impianto di riscaldamento e verso la produzione di acqua calda sanitaria.

Consiglio sempre per il primo anno o due di dare il monitoraggio in mano al vostro centro assistenza di fiducia o al vostro tecnico (purchè ne abbiano le competenze, non banali).

Ovviamente prima di questo momento ci deve essere stato il collaudo del vostro impianto di riscaldamento e raffrescamento, nonché la taratura del sistema impiantistico e della VMC. Monitorare servirà ad agire per migliorare l’efficienza e quindi ridurre i consumi e anche per mantenere gli impianti in efficienza.

Siamo tutti innamorati dell’idea di ricevere dal sole l’energia di cui abbiamo bisogno, ed è corretto! ma consiglio sempre di non implementare il vostro edificio con troppa impiantistica rinnovabile, per le vostre tasche naturalmente! e davanti ad una scelta ricordate sempre di chiedere un calcolo del ritorno economico firmato e timbrato dal progettista degli impianti.

Non vi potrà mai essere efficienza senza monitoraggio e controllo.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono

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Ed ecco, tutt’a un tratto, siamo nel 2019, e come stabilisce la Direttiva 2010/31/EU, gli edifici pubblici da oggi costruiti devono obbligatoriamente essere edifici a energia quasi zero NZEB.
Per gli edifici privati l’appuntamento è vicinissimo, il 2021, quindi faccia attenzione chi compra oggi o domani: si deve già pensare e progettare nell’ottica della Direttiva.

Sono già molte le costruzioni che hanno seguito standard qualitativi elevati, per esempio certificati Casa Clima A o Gold o Passivhaus, non ho citato di proposito gli edifici classificati A4, A3, A2, A1 perchè nessuno ne controlla la correttezza.

quali sono le caratteristiche che le accomunano?

Gli edifici NZEB o a bassissimo consumo prevedono obbligatoriamente l’utilizzo di macchine di ventilazione meccanica, lo studio dell’illuminazione degli ambienti, una classe energetica elevata delle apparecchiature domestiche.
Ruolo importante è rappresentato dalle fonti rinnovabili (impianti fotovoltaici, solari o mini-eolici) che producono energia (spesso discontinua) anche abbinati a batterie di accumulo.
Il sogno di ognuno, l’autoarchia degli edifici NZEB è certamente un obiettivo da perseguire, ma come individuare gli aspetti che concorrono ad una buona progettazione di un edificio?

  • è importante scegliere un team di progettazione che abbia già la conoscenza degli standard progettuali di edifici Passivhaus, Casa Clima, NZEB, Minergie P
  • è importante che nel team ci siano figure preparate sulla conoscenza dei materiali, degli impianti meccanici, degli impianti rinnovabili, sulla salubrità ambientale, sull’illuminotecnica
  • è importante la progettazione BIM, ma non meno la tenuta all’aria, l’acustica e la sismica
  • è finalmente in crescita l’attenzione per la salubrità dei materiali da costruzione.

Chi più ne ha più ne metta

Ma cosa succede quando abbiamo perseguito tutte le linee guida degli edifici a bassissimo consumo?
Dopo aver eseguito calcoli energetici, scelto l’impianto di riscaldamento, quello per raffrescamento, l’impianto di ventilazione e deciso come produrre acqua calda sanitaria e dopo tutte le verifiche in cantiere (Blower door Test (di tenuta all’aria) acustica, collaudo/avviamento degli impianti) come sarà condotto dal proprietario questo edificio?

Il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa passiva o quasi passiva? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Il padrone di casa dovrebbe avere la possibilità di poter verificare i propri consumi o a quali utenze attribuirli.

Prossimamente faremo un esempio dei parametri da controllare e da richiedere al progettista: l’esempio vale ovviamente anche per tutti gli edifici esistenti ma soprattutto per gli edifici di nuova costruzione che dovrebbero garantire i numeri che promettono!

Il nuovo articolo si chiamerà “Gli impianti di casa mia danno i numeri”.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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