Archivio mensile:ottobre 2018

Perchè una caldaia a gassificazione di legna?

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Ha senso installare una caldaia a legna e produrre l’acqua calda sanitaria con bollitore in pompa di calore (per non accendere la caldaia a legna nel periodo estivo)?

Certo che ha senso, specialmente se la legna la produciamo noi stessi, o l’abbiamo molto vicina.

Non pensate alla vostra cantina come ai locali caldaie de “La leggenda del Pianista sull’Oceano“:

Le caldaie a legna sono molto più moderne di quanto si pensi. Per esempio c’è l’accensione automatica: la caldaia a legna si accende se c’è fabbisogno di calore.

La pulizia automatica della caldaia fa risparmiare tempo e garantisce un alto rendimento.

La regolazione touch toglie ogni dubbio in fatto di caldaia all’avanguardia. La sua tecnologia è molto efficiente, e con la regolazione di combustione tramite il dispositivo di riconoscimento della qualità della legna sono garantite emissioni bassissime.

 

Tornando all’impianto completo, bisogna controllare che la pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria sia idonea alle temperature esterne del luogo. Ricordo che ci sono PdC per la sola produzione di ACS che funzionano fino a -10 °C, ma ne esistono molte altre, e a dire la verità si tratta della maggioranza, che funzionano solo fino a +5°C esterni.

Con l’idea della caldaia a legna è anche possibile accedere al Conto Termico 2.0 che restituisce con bonifico diretto nel giro di 2 anni circa 7.500 € (3.750 €/anno). Altro che incentivi da spalmare sui 10 anni…

Progettare un impianto con caldaia a legna e accumulo significa anche pensare agli spazi necessari per il montaggio.
Alternativa ad una CALDAIA A GASSIFICAZIONE DI LEGNA da 20 KW per una casa unifamiliare potrebbe essere un impianto a pellets: la caldaia a pellet a bassa temperatura può essere destinata a piccoli spazi e anche ad appartamenti senza locale caldaia!

In ogni caso si deve prevedere un volume di accumulo da almeno 2000 litri, e anche per questo… attenzione agli spazi.

Un impianto a pellets costa qualcosa di meno, ma la scelta finale dovrà essere fatta in funzione della gestione dell’impianto. Quanto è importante che l’impianto lavori in autonomia? La legna dovrà essere caricata a mano, e in alcuni periodi giornalmente, mentre con il pellet si può arrivare a 2 cariche per anno.


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Enea e i controlli a campione

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L’ENEA, ogni anno, entro il 30 di giugno elabora un programma di controlli a campione sullo 0,5% delle istanze prodotte in relazione agli interventi (di cui all’art. 14 del decreto-legge n. 63 del 2013) con richieste di accesso al beneficio della detrazione fiscale, conclusi entro il 31 dicembre dell’anno prima. Enea, non il figlio del mortale Anchise (cugino del re di Troia, Priamo) e di Afrodite/Venere, dea della bellezza.

Ma questi campioni sono scelti a casaccio? A casaccio proprio no!

I campioni scelti soddisfano uno o più di questi criteri:

  • istanze di interventi che hanno diritto ad una maggiore aliquota
  • istanze che presentano la spesa più alta
  • istanze che presentano criticità circa i requisiti di accesso alla detrazione fiscale ed ai massimali dei costi unitari.

L’avvio del procedimento di controllo inizia con la classica Raccomandata AR, quindi tenete d’occhio il postino o la vostra casella PEC, e in 90 giorni l’ENEA comunica l’esito del controllo (sempre che non richieda delle integrazioni).

Di questo 0,5% di fortunati il 3% è super fortunato: riceverà un controllo in situ.

Come funziona?

Con la solita Raccomandata AR, o via PEC, i super fortunati ricevono il preavviso del sopralluogo con 15 giorni di anticipo, quindi se siete soliti fare lunghi viaggi di lavoro, crociere in mari lontani, o viaggi intorno al mondo in barca a vela cambiate piani: il sopralluogo può essere rinviato per una sola volta.

 Sudditi, ubbidite!

E non sbuffate! tutto questo è nell’interesse pubblico! Lo Stato siamo noi – lo avete dimenticato?

L’ENEA, dopo, trasmette all’Agenzia delle Entrate una relazione e una segnalazione ai corrispondenti Ordini di appartenenza per i professionisti. Se del caso.

Se volete leggere tutto il testo elaborato da Anit cliccate qui.


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Nuovo divisorio interno, magari a secco

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E’ possibile spostare una parete? In occasione di altri lavori interni sarebbe l’occasione perfetta per realizzare i propri spazi, i propri sogni.
Ma si può demolire un vano?
Un vano adibito a camera, che non mi serve, può diventare una grande stanza da bagno? Quella che ho sempre desiderato e non ho mai avuto.

Le modifiche di tramezzature, purché non interessino le parti strutturali dell’edificio, sono opere di manutenzione straordinaria. Il titolo abilitativo necessario è una comunicazione inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato.

Sembra facile! Allora spazio alla fantasia.

Certo che la demolizione iniziale significa rumore, polvere, detriti, smaltimento materiale, vibrazioni e irritazione dei vicini di casa… Forse dopo queste opere preparatorie non avrete mai più voglia di sentir parlare di mattoni, forati, intonaci: vi capisco.

Ricostruiamo a secco allora! Non è come montare una libreria di ikea, ma non è nemmeno un lavoro da carriole di malta e blocchi forati in laterizio che sebbene sia un materiale edile ottimo non è adatto per opere in una casa già abitata che vuole qualche cambiamento interno.

Tutte queste opere sono interventi interni, ma sono interventi liberi?
Visto che non interessano parti strutturali dell’edificio, ma solo il distributivo degli ambienti interni (eliminazione e spostamenti di tramezzature, sono opere  riconducibili alla categoria della manutenzione straordinaria: no si sta facendo una ristrutturazione edilizia in assenza di permesso!) sono opere interne all’unità abitativa, di manutenzione straordinaria.

Infatti non producono aggravio urbanistico lasciando inalterati:

  • volumi,
  • superfici
  • prospetti esterni

Insomma, se decidiamo modifiche per i tramezzi interni basta una CILA! Non serve il permesso di costruire: la CILA è una comunicazione di inizio lavori asseverata.

Se vuoi scaricare la Sentenza Tar Campania 4895/2018, clicca qui.


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