Riscaldamento a pavimento a bassa inerzia

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Siamo vicinissimi alla stagione dello spegnimento degli impianti, ma facciamo un po’ di chiarezza per chi sta progettando o cantierizzando la sua futura casa!

Avete fatto delle buone scelte costruttive per ottenere una casa a bassissimo consumo energetico? Il vostro termotecnico deve sconsigliarvi vivamente i sistemi radianti a pavimento tradizionali con massetti di circa 6 cm per riscaldare gli ambienti.

Sempre che abbiate progettato l’isolamento termico così:

e non così:

Negli ultimi due decenni il sogno del riscaldamento a pavimento è rimasto nel cassetto? Oggi potete realizzarlo, ma a certe condizioni: deve avere bassa inerzia!

La premessa è sempre quella di prevedere edifici a bassissimo consumo, nuovi o riqualificati non importa:

Con queste ottime premesse fornire il calore residuo necessario significa fabbisogni bassi e questi possono essere colmati con diverse fonti di energia: pompe di calore, caldaie, caldaie a legna etc.

Il riscaldamento a pavimento lavorerà a temperature relativamente basse di 22-24°C in inverno, e potrà essere ultilizzato anche d’estate come sistema di raffrescamento salubre, senza rumore e igienico.

Tralasciamo per il momento gli edifici più performanti che potrebbero anche prevedere il solo sistema di ventilazione come sistema di riscaldamento: affronteremo l’argomento nel prossimo articolo “Gli edifici con la ventilazione come sistema di riscaldamento“.

Restiamo sui sistemi di riscaldamento radianti a bassa inerzia:

I sistemi radianti di oggi sono disponibili con altezze di costruzione molto basse intorno ai 2-3 cm, sono detti a bassa inerzia, e sono adatti anche per la ristrutturazione.

Hanno temperatura di mandata del riscaldamento di 2, massimo 10°C sopra la temperatura ambiente desiderata.

Il rischio di surriscaldamento non c’è: non appena la temperatura di un ambiente aumenta, per esempio a causa dei raggi del sole, questo ambiente non viene più riscaldato e non c’è la grande inerzia di un massetto tradizionale da vincere.

Le piccole perdite di calore di una casa a bassissimo consumo non richiedono una riduzione notturna del riscaldamento: sarà la massa stessa dell’edificio a garantire una temperatura confortevole senza alcun apporto di riscaldamento.

Ovviamente risulta vantaggioso utilizzare sistemi a pompa di calore PdC.

Evitiamo i sistemi ibridi “caldaia + pompa di calore” per edifici piccoli! Questi impianti più complessi costringono il committente a mantenere 2 utenze (gas + elettricità) e 2 manutenzioni, invalidando il grande sforzo fatto nell’ involucro edilizio.

Ricordiamo allora: riscaldamento radiante sì, ma a bassa inerzia.

Gli impianti di riscaldamento tradizionali prevedono sempre sopra la tubazione un massetto da 3-4-5 cm che sommati al diametro del tubo e allo spazio sottostante portano il massetto a diventare uno strato di circa 6-7 cm.

Un sistema di riscaldamento a pavimento ‘’tradizionale’’ reagisce molto lentamente, sia in fase di avviamento che in fase di spegnimento dando luogo anche a problemi di surriscaldamento invernale dovuto ai raggi del sole in presenza di ampie vetrature.

Il radiante tradizionale è anche impossibilitato a riscaldare rapidamente i vostri ambienti secondo le reali necessità: ha un tempo definito di inerzia tra le 3 e le 6 ore, ovviamente dipendente dalla temperatura di mandata, quella del fluido riscaldante che attraversa il sistema.

Gli apporti interni e gli apporti solari possono diventare ingestibili creando pendolamenti di temperatura ambiente (surriscaldamenti) e creando discomfort tanto maggiori quanto più ci si avvicina alla fase primaverile o autunnale. Anche la sonda esterna che dovrebbe compensare queste fluttuazioni di temperatura non riuscirebbe a prevedere le reazioni della massa dell’edificio.

I sistemi radianti a pavimento a bassa inerzia (con tubo che dista circa 5 mm dalla piastrella) offrono elevatissima dinamicità: il tempo di attivazione è intorno ai 20 minuti.

Il costo di un radiante dinamico a basso spessore? circa 80-110 €/mq sia in fibrogesso (a secco) che cementizio. Entrambi anche idonei al raffrescamento (abbinati a deumidificatori).

Agli artigiani risultano più difficili da posare, esclusivamente per la maggiore accortezza di posa.


   

       

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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8 pensieri su “Riscaldamento a pavimento a bassa inerzia

  1. Riccardo

    Concordo ed in effetti è quello che si legge più o meno ovunque. Mi chiedevo però se, al di là dei benefici in quanto a ponti termici e risalite di umidità, i vantaggi della platea calda in fatto di aumento di massa interna fossero apprezzabili anche in un clima caldo e umido come il nostro o se addirittura non fosse sconsigliata al fine di favorire lo scambio termico con il terreno. Grazie ancora.

  2. Federico Sampaoli Autore articolo

    dunque, se guardiamo la stratigrafia del solaio dobbiamo sempre ricordare che immediatamente sotto al radiante è obbligatorio uno strato isolante che meglio si comporta se ha doti di anticalpestio.
    quindi l’inerzia, tutto sommato, è riferita a quel che sta sopra l’impianto.
    la platea calda per una costruzione in x-lam è la perfetta soluzione termica e anche come distacco dal terreno e dall’umidità.

    circa i ventilconvettori penso che il silenzio valga come l’oro quindi non esiterei a valutare un radiante sottile o termosifoni.

  3. Riccardo

    Salve e complimenti per la chiarezza dell’articolo.
    Stiamo costruendo casa in xlam a Ravenna e in questo momento siamo in fase di progetto trovandoci a valutare quale impianto di riscaldamento/raffrescamento installare.
    In particolare siamo indecisi tra radiante a pavimento e ventilconvettori, consapevoli dei pro e dei contro di entrambi.
    La soluzione presentata in questo articolo sembra valida sia in termini di comfort, che di dinamicità, che di consumi, vista la possibilità di evitare il “sempre acceso” tipico del radiante di vecchia concezione (almeno così ho capito).

    Sarebbe interessante un approfondimento sul tipo di solaio controterra ideale per questo tipo di impianto, con particolare riferimento alla platea calda o fredda, già trattata in un altro articolo, per fare chiarezza sul rapporto che c’è tra inerzia del sottofondo e inerzia dell’impianto.

    Grazie

  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    un solaio orizzontale tra due unità abitative dovrebbe garantire una trasmittanza U pari a 0,80 W/mqK.
    certamente una unità abitativa con riscaldamento spento separata da un’unità con riscaldamento acceso gode delle dispersioni termiche di quella riscaldata.
    tempo fa avevo scritto questo articolo sul pannello radiante a soffitto: http://espertocasaclima.com/2014/09/28/pannelli-radianti-soffitto-comfort-estivo-passivo/

  5. Teresa

    Salve, stiamo ristrutturando casa, per motivi di altezze un tecnico ci ha consigliato un sistema radiante a soffitto con spessore ridotto (max 3 cm)del tipo sotto intonaco da utilizzare sia per il riscaldamento che raffrescamento. Questo sistema, che sicuramente lei conosce ,va applicato direttamente al solaio in laterocemento senza nessun materiale isolante verso l’ alto. La posa di tale impianto senza isolante è corretta o si rischia una dispersione di energia verso il piano superiore? L’ installatore dice che la dispersione sarebbe minima. Ma io ho qualche dubbio. Grazie per la risposta e…si accettano consigli.

  6. marco de Pinto

    Buon giorno Sig. Alessandro
    nei sistemi tradizionali a pavimento non sconsigliano la posa del legno per via dell’inerzia che è meno della metà della piastrella. Probabilmente intende che il legno è un isolante e quindi il pavimento riscalda meno.
    I sistemi di riscaldamento a pavimento a bassa inerzia o alta inerzia si scelgono in funzione alla tipologia di casa e nella stessa maniera in funziona alla scelta della finitura richiesta dal cliente. Un pavimento in legno con sistema ribassato sicuramente riscalda prima rispetto ad un sistema tradizionale.
    Ma voglio ricordare che con i sistemi tradizionali è comunque possibile utilizzare il legno a pavimento purchè incollato e non superi i 0.15 m2K/W

  7. Alessandro

    Grazie per l’articolo. Ricercando la bassa inerzia quindi avrebbe logica un parquet in legno oppure si dovrebbe evitare? Nei sistemi tradizionali solitamente lo sconsigliano a causa dell’inerzia del legno ma in questo caso? Grazie

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