Archivio mensile:agosto 2017

Autoconsumo di energia solare

Chi non vorrebbe Energia sostenibile giorno e notte?

E soprattutto, chi non vorrebbe viaggiare in Tesla?

Ma torniamo all’energia elettrica offerta dal sole: l’accumulatore di energia Powerwall + i pannelli solari ci permetterebbero di stoccare energia solare durante il giorno e utilizzarla di notte.

La batteria Tesla per la nostra casa ovviamente ha un inverter integrato che converte la corrente continua in corrente alternata.

I dati tecnici pubblicati da Tesla sono:

  • Capacità Utilizzabile13.5 kWh
  • Profondità di scarica100%
  • Efficienza 90%
  • Potenza 7kW di picco / 5kW continua

Non posso giudicare il prezzo per questo impianto offerto dalla Tesla, ma lo riporto qui sotto. Potete anche leggere tutto sul sito ufficiale.

Ecco il vero Autoconsumo di energia solare con Garanzia10 anni. Ma attenzione, stiamo parlando del solo accumulo, senza le tegole solari in vetro (le tegole del Solar Roof).

Vorrei sapere se Powerwall è un impianto da valutare seriamente o se stiamo parlando di una cosa iper-costosa perchè proposta da Tesla.

Insomma è una buona cintura in pelle o solo una cintura col marchio Gucci? A me il marchio Gucci dice poco, vorrei una buona cintura.

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Powerwall è

 

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Tipi di cemento

C’è cemento e cemento…, ma qual’è la definizione di cemento?

Secondo la EN 197/1 il cemento è un legante idraulico (materiale inorganico) macinato finemente che, mescolato all’ acqua, forma un impasto che rapprende ed indurisce con processi di idratazione e una volta indurito mantiene la sua resistenza e la sua stabilità anche in acqua. Ecco cos’è.

Ora, non è che dobbiamo sapere tutto di ogni cosa, il progettista, se serve, realizzerà parti dell’edificio in cemento armato. E’ logico. La casa deve stare in piedi. Per legge!

Cerchiamo di usarlo con parsimonia ed evitiamo di usare cemento come miscela per l’intonaco: esistono materiali più amici dell’uomo. E adesso andiamo a leggere quanti tipi di cemento esistono:

Cementi naturali o Portland: cosa sono?

  • cottura di marne (carbonato di calcio e sostanze argillose) + gesso (serve a regolare il processo di idratazione) e successiva macinazione e cottura: ecco il clinker che verrà macinato fine fine.

Cementi artificiali: quali sono?

  • cemento pozzolanico, miscela di clinker di cemento Portland con roccia vulcanica
  • cemento di alto forno, miscela di clinker di cemento Portland con sottoprodotti dell’industria siderurgica
  • cementi speciali: sono quei cementi la cui composizione chimica non è caratterizzata dalla predominanza del calcare, ma risultante da miscele di particolari composti o da elevate temperature di cottura o dall’uso di additivi specifici. Possono essere:
  • cementi bianchi, miscela di caolino e pochi ossidi di ferro cotti con combustibili privi di ceneri residue
  • cementi colorati, miscele di pigmenti inorganici colorati e cemento bianco
  • cementi alluminosi, miscela di bauxite e calcare
  • cemento ferrico, miscela di cemento Portland e ossido di ferro
  • cemento extrarapido, miscela di cemento Portland e cloruro di calcio

Sui sacchi di cemento (conforme alla norma) troverete la sigla CEM.

La norma europea EN/197-1 che ha dato una definizione al cemento, divide i  cementi in:

  • CEM I Cemento Portland
  • CEM II Cemento Portland composito
  • CEM III Cemento d’altoforno
  • CEM IV Cemento pozzolanico
  • CEM V Cemento composito

I cementi CEM I, Cementi Portland sono costituiti almeno per il 95% da clinker e per lo 0-5% da costituenti minori. Si usano nella prefabbricazione di calcestruzzi armati semplici e precompressi.

I cementi CEM II, Cementi Portland Compositi, oltre al clinker per il 65-94%, contengono loppe granulate d’altoforno, pozzolane, ceneri volanti, scisti calcinati e calcare. Si usano come i cementi CEM I.

I cementi CEM III, Cementi d’altoforno, contengono clinker fino al 64% e loppa granulata basica d’alto forno. Ideale dove il calcestruzzo è soggetto ad ambienti chimicamente aggressivi e per opere di grandi dimensioni.

I cementi CEM IV, Cementi pozzolanici, contengono clinker tra il 45 e 89% con l’aggiunta di materiale pozzolanico naturale o artificiale che ne migliora la resistenza all’aggressione chimica.

I cementi CEM V, Cementi Compositi, sono clinker, loppa d’altoforno e pozzolana e sono ideali per resistere all’ acqua di mare, acque acide, terreni solfatici.

Quando leggiamo la parola inerti, dobbiamo per esempio pensare alla sabbia, che viene aggiunta per preparare la malta.

Un buon calcestruzzo vuole inerti omogenei, puliti e resistenti, impastati con acqua limpida per offrire una massa ben compatta e ottimale resistenza meccanica. Ma è il progettista a dover indicare quali prestazioni deve offrire la miscela, ad esempio, è lo strutturista a stabilire la qualità del calcestruzzo richiesto (classe di resistenza ecc).

Il produttore del calcestruzzo progetta la miscela idonea secondo la richiesta del progettista e il rapporto acqua cemento garantirà le prestazioni richieste al calcestruzzo. Ecco perchè per migliorare la lavorabilità non si aumenta la quantità di acqua nella miscela ma si aggiungono additivi.

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il mio futuro impianto fotovoltaico stand alone

Vorrei un impianto fotovoltaico stand alone. Il conto energia? no grazie, non ho capitali che non so dove mettere e sono arci stufo di contratti con i gestori. Scelgo di rimanere libero.

Come forse già sapete, un impianto fotovoltaico genera corrente elettrica a 12-24 Volt e serve un inverter per la necessità dei 220 Volt.

Non è che voglio (nè posso) staccarmi dal gestore elettrico, il mio intento sarebbe quello di alimentare gli apparecchi elettrici che utilizzo di giorno possibilmente con il sole (fotovoltaico stand alone) e tutto il resto pagando la bolletta al gestore.

Parlo sicuramente da incompetente e pochissimo preparato, ma questo sarebbe il mio disegno.

Le ragioni? Trovo un po’ stupido che mentre splende il sole il frigo consumi corrente da pagare in bolletta, e anche il computer, le stampanti, i telefoni, gli stand-by, la caldaia, la pompa dell’impianto di riscaldamento.

Per quel che ho letto in giro, mi serve una cella solare, una batteria e un inverter.

3 componenti da assemblare… sembra facile!

Penso ad una batteria, cioè un accumulo di energia, come supporto all’impianto elettrico ed eventualmente per stoccare l’elettricità che non ho utilizzato mentre c’era il sole.

Non ho ancora ben capito come scegliere il pannello fotovoltaico, ma credo che debba essere in silicio monocristallino (efficientissimo) e con un certo numero di Watt di potenza di picco. Non mi sogno nemmeno di tornare sul tetto per installarlo, quindi l’irraggiamento non sarà ottimale, ma una posizione decente la troverò anche in giardino. E comunque l’inclinazione ottimale di 35° potrebbe essere ritoccata a mano in ogni stagione.

So che produrrà corrente continua a 12 Volt e che mi servirà un regolatore di carica (protezione da sovraccarica, sovrascarica, corto circuito, tuoni e collegamento sbagliato) per dirigere l’energia prodotta dal sole ai miei apparecchi elettrici.

In realtà non ho ben capito come potrò decidere quali apparecchi useranno questa energia regalata dal sole… Se a pranzo volessi cuocere gli spaghetti, immagino che la mia mini energia elettrica solare (più quella accumulata nella batteria) verrebbe divorata dalla mia piastra ad induzione in un sol bloccone. Approfondirò. Certo è che Watt son Watt, e quindi se li mangia il frigo, la stampante, o l’induzione è uguale: quei Watt sono comunque offerti dal sole. O no?

Grazie al regolatore di carica potrò anche sapere se c’è disponibilità di energia, e quindi vedendo la spia led spenta potrei magari posticiparne il consumo, se proprio non fosse una cosa urgente. Potrei cuocere gli spaghetti alle 13:30 invece che alle 12. O accendere la stampante nel pomeriggio, quando il sole avrà offerto tutti i suoi raggi! Stampo alle 11 quello che dovrò avere necessariamente su carta, ma accenderò la stampante solo nel pomeriggio.

Diventerà una vita complicata? Insomma, i miei 1300 grammi di cervello mi saranno di supporto e le sinapsi probabilmente si addomesticheranno a questa nuova gestione del consumo dell’energia elettrica. Sì, ne sono sicuro, le mie sinapsi chimiche ce la faranno.

Deciso il pannello fotovoltaico e i Watt di potenza di picco potrò scegliere il regolatore (che avrà almeno quei Watt di potenza).

Il mio elettricista preferito, Angy Bottura, mi aiuterà a collegarlo

  • al pannello fotovoltaico
  • alla batteria
  • all’inverter
  • e agli apparecchi elettrici (e qui non ho ben capito come si farà)

Poi non ho capito un bel niente della capacità nominale della batteria, e della capacità a livello pratico (utile).

L’inverter porta la tensione in uscita (12 Volt) a 220 Volt (la corrente continua che arriva dal pannello fotovoltaico (e dalla batteria?) diventa corrente alternata). Come tutti gli intermediari, anche lui, vuole la sua percentuale! e la vuole in forma di corrente. Ho letto che bisogna stare attenti, consuma!

La batteria giusta mi sembra un’altra cosa complicata: ho letto che capacità nominale non significa capacità di accumulo effettivo (parliamo di Wattora). La capacità nominale è il prodotto Volt x Ah. Comunque i veri Watt/h utilizzabili sono molti di meno.

Oltre a tutti i dubbi sull’installazione, e sulla scelta dei componenti, mi resta ancora il dubbio atavico: ha senso perdere tanto tempo a progettare il  mini impianto fotovoltaico stand-alone-low-cost per il ratto dei Watt al Sole?

Forse ha senso per il piacere di sfidare il sole con la tecnologia disponibile e poi per vedere una lampadina ikea a led da pochi Watt far luce per ore ed ore. Boh

Probabilmente tutta la soddisfazione potrebbe dipendere dalla capacità di stoccaggio della batteria o delle batterie in parallelo, ma allora l’investimento salirebbe e la delusione sarebbe dietro l’angolo.

Che fare?

hai pensato ad un impianto fotovoltaico stand alone?
            

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